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I blucerchiati soffrono nel primo tempo
inserito da Add.stampa il 30 Aug 2010 Cassano lancia la Samp La Lazio finisce al tappeto I blucerchiati soffrono nel primo tempo, poi nella ripresa fanno festa con i gol di Fantantonio e del neo trequartista. Ospiti bene nella prima mezz'ora ma troppo spreconi. Buon debutto di Hernanes Ascolta Mail Stampa 36 commenti OKNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook GENOVA, 29 agosto 2010 - La Sampdoria è un diesel che ci mette un po’ ad ingranare. Il 2-0 alla Lazio che inaugura il campionato dei blucerchiati matura nella ripresa, grazie ai gol di Cassano (su rigore) e Guberti, dopo un primo tempo difficile, in cui gli uomini di Reja avevano messo in difficoltà quelli di Di Carlo. Hernanes (buono il suo debutto) e Zarate sono le armi della Lazio nei primi 30 minuti, in cui gli ospiti danno l’idea di poter sfondare. Ma la Samp tiene e cresce con calma, con Guberti ormai insostituibile alle spalle delle punte e Cassano che sopperisce alla latitanza sottoporta di Pazzini, poco servito dai compagni. E la Lazio, che tira 18 volte verso la porta ma solo in 4 occasioni centra lo specchio difeso da Curci, ne esce sconfitta.
La festa blucerchiata al debutto. Ap vivacita' — Di Carlo conferma il 4-3-1-2 che ha messo in crisi il Werder Brema in Champions, con Guberti alle spalle di Pazzini e Cassano. A destra in difesa c’è Zauri, con la Lazio fino a una settimana fa. Reja invece sceglie il 3-4-2-1: in mezzo al campo c’è Ledesma, davanti Hernanes e Zarate danno una mano a Floccari. Il primo tempo è vivace: la Lazio è messa meglio in campo, con Hernanes che svaria lungo tutto il campo per essere sempre nel vivo della manovra, Zarate che parte da sinistra e fa ammattire Zauri e Floccari punto di riferimento centrale. La difesa è molto compatta, con Lichtsteiner e Del Neri che arretrano quando serve a dare una mano a i tre centrali. Ledesma è il primo a provarci con una botta da fuori, poi Floccari di testa saggia i riflessi di Curci. La Samp cresce nel finale: Guberti è in forma e si vede, Cassano ci prova con qualche serpentina delle sue (provvidenziale Muslera per interromperne una al 25’) ma Pazzini vede poco la palla anche perché dalle fasce non arrivano i cross, perché se Ziegler sale per riempire gli spazi lasciati dall’accentramento di Guberti, Semioli e Zauri latitano. E così al 45’ il risultato è lo stesso di inizio partita.
Stefano Guberti, 25 anni, e Antonio Cassano, 28. uno-due — La Samp cambia marcia quando Cassano e Guberti salgono in cattedra. I due al 10’ costruiscono l’azione che porta Fantantonio a sfiorare la rete. Poi al 14’ arriva la svolta, quando Lichtsteiner scambia Dessena per un peluche e lo stringe forte in area: l’arbitro vede e Cassano provvede, regalando dal dischetto il vantaggio ai padroni di casa. Reja perde le staffe e si fa cacciare per proteste, rimbrottando Lichtsteiner prima di accomodarsi fuori. La Lazio va in tilt nonostante Hernanes non smetta di creare, ma Floccari latita e in avanti gli ospiti non mordono anche se costruiscono parecchio. E la Samp allora ne approfitta: prima sfiora il raddoppio con un missile di Palombo disinnescato da Muslera, poi firma il 2-0 al 26’ quando il portiere uruguaiano va in tilt respingendo male un corner e regalando a Guberti la chance per un magico pallonetto che mette in cassaforte la gara dei blucerchiati. Reja si gioca il tutto per tutto con Rocchi e Foggia per Lichtsteiner e Zarate (un fantasma nella ripresa), la Samp è sulle ginocchia ma non cede. Marassi così fa festa, il fantasma del Werder sembra lontano.
Sudafrica, che bell\'esordio
inserito da Add.stampa il 11 Jun 2010 Marquez rovina la festa: 1-1 Nel match inaugurale del Mondiale 2010, i Bafana Bafana soffrono il Messico nel primo tempo, ma vanno in vantaggio nella ripresa con un gran gol di Tshabalala. Partita intensa e ricca di occasioni, la nazionale di Aguirre pareggia a un quarto d'ora dalla fine. Palo di Mphela al 90'
Pazzo-gol, Samp Champions
inserito da Add.stampa il 17 May 2010 Pazzo-gol, Samp Champions "Marotta via, Delneri Anche" I blucerchiati vincono 1-0, grazie alla 19ª rete in campionato della punta, e conquistano l'accesso ai preliminari di Coppa, tenendo dietro il Palermo. Grandi parate di Storari. Il presidente Garrone commenta così il futuro di a.d. e tecnico. Delneri: "Accordo con la Juve già trovato? Le notizie bisogna verificarle, poi ora voglio solo festeggiare" 16 maggio 2010 - La favola Sampdoria si chiude con il lieto fine. I blucerchiati battono 1-0 il Napoli, grazie al 19° gol di Pazzini in campionato, e conquistano con il quarto posto il prossimo preliminare di Champions League. È la prima qualificazione in Champions della storia, di un club che comunque ha giocato la finale di Coppa Campioni del 1992. Allora incantavano Vialli e Mancini, oggi Marassi si esalta, ebbro di gioia, per le giocate di Cassano e Pazzini. Rispettivamente scelti e schierati da Marotta e Delneri, che sembrano arrivati al capolinea a Genova, ma questa è un'altra storia, che avrà molto probabilmente le tinte bianconere della Juventus. Ma la storia d'attualità è quella di un pomeriggio di sole al Ferraris dove la Samp fa una fatica enorme a piegare un Napoli che se la gioca per 90', onorando lo sport e facendo venire il crepacuore ai tifosi blucerchiati. Ma il traguardo è ancora più bello se raggiunto dopo tante sofferenze, grazie alle parate di un super Storari, che nega la gioia del gol a un Quagliarella scatenato per convincere Lippi a portarlo in Sudafrica. Ma la Sampdoria vince, e non ha bisogno nemmeno di aggrapparsi al risultato positivo dell'Atalanta contro il Palermo antagonista in chiave Europa, che sfuma nel recupero, quando i rosanero passano su rigore. È fatta, è Champions, e alzi la mano chi l'avrebbe immaginato a inizio stagione.
La gioia del presidente della Samp Garrone. Ansa avvio sprint della samp — Che parte forte, gasata dal clima da grande occasione. Cassano inventa, delizioso in rifinitura, meno in fase di finalizzazione. Sulle fasce - dove questo pomeriggio giocano Semioli e Mannini, preferito a Guberti -, i blucerchiati provano le sovrapposizioni cercando i approfittare di qualche mancata chiusura degli esterni del tridente d'attacco messo in campo da Mazzarri, con Zuniga e Quagliarella ai lati del totem Denis. Qualche mischia davanti a De Sanctis, attento sulle conclusioni da lontano, qualche rimpallo che non va per il verso giusto, e la Samp non capitalizza l'avvio da sprinter.
la gara cambia rotta — E così la partita si complica, per la squadra di casa. Al 12' arriva la notizia del gol del Palermo. Ora la Sampdoria per conquistare il preliminare di Champions deve per forza vincere. E si innervosisce. L'entusiasmo si trasforma in tensione, in ansia da prestazione. E il Napoli viene fuori. Gioca sereno, con la forza dei nervi distesi, grazie al sesto posto, che vale l'Europa League, già in cassaforte. Denis buca un cross dalla destra solo davanti a Storari. E il portiere doriano poi fa è costretto a fare il fenomeno sul colpo di testa in mischia di Quagliarella. All'intervallo è 0-0. Ma la Samp ha rischiato grosso.
Pazzini festeggia: Samp in Champions League. Ap ancora pazzini decisivo — Si riparte senza cambi. Con il groppo in gola del popolo blucerchiato che si scioglie all 3' quando pareggia l'Atalanta. I liguri - che avevano somatizzato il gol di Cavani - come per incanto (è o non è una favola sportiva?) riprendono quota. La Samp è di nuovo in Champions. E non si volterà più indietro dal 6' grazie al gol di Pazzini, a segno con un colpo di testa nell'area piccola. Ancora lui, il Pazzo, spietato sottoporta. Lippi avrà preso nota. Non si può fare a meno di un cannoniere così in chiave Mondiale. La Samp non ha però finito di soffrire. Perchè il Napoli non ha nessuna intenzione di mollare un metro, anche dopo lo svantaggio. I partenopei sfiorano il gol due volte, con Quagliarella e Dossena, ma Storari para tutto, anche aiutato dal palo sulla conclusione dell'esterno sinistro ex Liverpool. Anche la sorte dà una mano, non vuole fare da guastaeste alla Samp: è un pomeriggio di gioia che i tifosi blucerchiati non dimenticheranno, un pomeriggio storico.
le parole di garrone — "Marotta e Delneri andranno via? Marotta mi ha già presentato la lettera di dimissioni due giorni fa, Delneri mi dirà qualcosa domani". Così il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, ai microfoni di Dahlia Tv nel post gara.
e quelle di delneri — "Accordo con la Juve trovato due giorni fa? Le notizie bisogna verificarle bene, domani dirò al presidente quello che avrò da dire, ma oggi voglio festeggiare questo grande risultato. Abbiamo fatto grandi cose specialmente nel girone di ritorno, la nostra è stata una marcia importante, la squadra ci ha creduto, quello di oggi è un risultato pari allo scudetto del 1991, perchè non eravamo preparati a tutto questo. Cassano è fantastico, è uno che può giocare da qualsiasi parte, per come l'ho gestito quest'anno lo potrei gestire anche in futuro e senza problemi". L'attaccante barese intanto ha confermato che resterà in blucerchiato.
Samp, pari da Champions
inserito da Add.stampa il 10 May 2010 Al Palermo non basta Miccoli 1-1 nella sfida per il 4° posto. In gol su rigore Pazzini e il capitano rosanero, che tirando si fa male al ginocchio: distorsione o crociato. Per Cassano e compagni la Coppa Campioni è davvero a un passo Duello aereo Kjaer-Cassano. Ap PALERMO, 9 maggio 2010 - Il pari è giusto, ma vaglielo a dire al tifoso del Palermo che oggi, forse, deve riporre i sogni Champions. La Sampdoria esce indenne dal Barbera, giocando con più lucidità, e prenota un posto per i preliminari della prossima Coppa Campioni. Un 1-1 con gol d'autore, Pazzini e Miccoli, e di rigore: i due punti di distacco tra Samp e Palermo restano tali. Nulla di matematico, insomma, ma il morale dei rosanero è sotto i tacchi.
ERRORI — Non è stata una partita da manuale. Gradevole, sì, ma piena di errori. Soprattutto su sponda palermitana, e soprattutto da parte di chi la luce avrebbe dovuto accenderla: Fabio Liverani. Lui, geometra della squadra, non ne ha imbroccata quasi nessuna. E tolta la sua luce è toccato agli altri modellare le azioni. Tanto cuore, poca lucidità; in questo senso saggio è stato Delneri ad irrobustire la difesa con Tissone di fatto stopper aggiunto a ronzare attorno a Pastore. Tanto, là davanti, quando la palla arriva a Cassano, anche oggi in giornata di grazia, è come se fosse in cassaforte.
CAVANI PRO E CONTRO — Altro giocatore del Palermo deludente, Edinson Cavani. Paradossalmente, in un primo tempo avaro di emozioni, le migliori occasioni sono firmate dall'uruguaiano. Un colpo di testa altissimo, uno più vicino al palo: nulla di eclatante, ma almeno sono segnali di vita. Miccoli, infatti, sembra poco ispirato e gioca quasi con rabbia. La sente più di altri, è chiaro. E da un'iniziativa rivedibile sempre di Cavani arriva il vantaggio Samp.
Il rigore di Pazzini porta avanti momentaneamente la Samp. Ansa PAZZINI FA IL CASSANO — L'uruguaiano prova un doppio passo in area e finisce con il trascinarsi la palla fuori. Sul ribaltamento di fronte Mannini sfrutta una sponda di Pazzini e sbuca davanti a Sirigu, che lo atterra. Rigore che batte sempre Pazzini, e non Cassano: ma è gol, 1-0, e Barbera depresso. Subito Rossi butta dentro Hernandez al posto di Cavani. La "Joya" dà vivacità, ma la voglia che ci mette Miccoli è commovente. Supera Gastaldello con un pallonetto ed entra in area, dove Zauri lo abbatte con un'ancata esagerata. Altro rigore e il n° 10 palermitano non sbaglia.
MICCOLI SU UNA GAMBA — Calciando, però, l'ex juventino si fa male al ginocchio destro. Soffre, va a bordocampo a farsi medicare, torna in campo zoppicante e costringe addirittura Storari a un miracolo. Poi, però, deve mollare. Lascerà lo stadio con le stampelle: in serata si è appreso che i timori sono di una distorsione se non addirittura di una lesione al crociato. Comunque, dentro Budan che si mangia un gol incredibile, mettendo a lato di testa a porta semi-vuota dopo paratona di Storari su Pastore. La Samp sceglie di difendersi con ordine e lascia a Cassano l'iniziativa: il povero Goian deve arrangiarsi come può, ma Fantantonio è imprendibile. E se non tira protegge il pallone come nessuno.
QUASI TERZI — Il fischio finale di Rosetti sancisce il pari. Non è ancora matematica, la Champions della Samp, ma manca davvero poco. Ad un certo punto, addirittura, i blucerchiati erano stati a un punto dal terzo posto. Milan sconfitto a Genoa, 1-0 provvisorio e rischio concreto di preliminare con i rossoneri protagonisti. Pericolo scongiurato. Se Champions sarà, la Sampdoria partirà dai preliminari. Idem per il Palermo. Se Champions sarà.
La Samp sogna ancora
inserito da Add.stampa il 2 May 2010 Cassano da Champions
I blucerchiati battono 2-0 il Livorno e mantengono il quarto posto in classifica a una settimana dallo scontro diretto contro il Palermo. Apre le marcature il barese, fissa il risultato Ziegler GENOVA, 2 maggio 2010 - E adesso la prova del nove. La madre di tutte le partite. Contro il Palermo (vincente a Siena), per lo spareggio che vale la Champions League. La Sampdoria con una gara di astuzia e contenimento batte 2-0 il Livorno e continua a sognare la qualificazione nell'Europa che conta. Ancora una volta è Antonio Cassano il protagonista assoluto: decisivo come sempre, autentico leader capace di decidere da solo le sorti di una partita. Suo il gol dopo soli cinque minuti di gioco. Sue le più belle intuizioni della sfida a cui Ziegler regala tranquillità su punizione. Ma applausi ai toscani che tengono botta e nella ripresa sfiorano due volte la rete.
Antonio Cassano, 27 anni, 9 gol in campionato. Ap divin antonio — Il calcio visto da prospettive diverse. Blucerchiati a caccia della Champions, in formazione tipo con le varianti Mannini e Tissone per Poli e Guberti. Di fronte un Livorno che nonostante la retrocessione aritmetica non ha nessuna intenzione di rendere la vita facile alla Samp. Ruotolo fa un solo cambio: Mozart per Di Gennaro. Ma le due contendenti confezionano un primo tempo mediocre, illuminato qua e là dalle intuizioni geniali di Cassano. Antonio confeziona le due uniche azioni degne di nota della prima frazione di gioco. A 5' segnando il gol del vantaggio. Abile il barese che prende palla poco prima del limite, si accentra e dalla lunetta fa partire un rasoterra chirurgico che si infila alla sinistra di De Lucia. Poi al 39' quando nell'area piccola regala uno scampolo di immensa classe: stop di petto, aggancio di destro e tiro al volo di sinistro. Ma di fronte c'è il vecchio Galante che si immola e ribatte con il corpo. Nulla di più, in verità. Il ritmo talvolta pachidermico ma giustificato dei blucerchiati, fa a pugni con il Livorno che se la gioca, ma non riesce mai a trovare il guizzo negli ultimi metri.
La gioia di Giampaolo Pazzini. Ap Livorno sprecone — Ruotolo cerca di rivitalizzare il Livorno con gli innesti di Di Gennaro e Danilevicius per Moro e Bellucci, ma il copione prevede che sia sempre Cassano a trasformare in oro anche la palla più anonima. Prima concludendo a lato di esterno destro dopo la consueta razione di finte e dribbling, poi mettendo in mezzo all'area una magnifica palla su cui Pazzini arriva in ritardo. Delneri intanto toglie Lucchini (problemi muscolari) per Marco Rossi; mossa utile perché il Livorno non molla. Non a caso all'8' sfiora e manca clamorosamente il pareggio. L'occasione capita a Danileviucis che solo davanti a Storari colpisce debolmente di testa e conclude a lato. La Samp mantiene comunque un ritmo contenuto, limitandosi a controllare i toscani, e ripartire sull'asse Palombo-Cassano che si trovano a meraviglia. Ma rischia oltre misura, perché al 33', in clamorosa posizione di fuorigioco, Di Gennaro alza oltre la traversa dall'area piccola.
ziegler scacciapaura — Momenti duri per la Samp che subisce lo strafottente atteggiamento dei livornesi che vorrebbero guastare la festa. Non a caso Cassano, mentre Marassi affoga sotto la tempesta, chiede ai tifosi di sostenere la squadra. Ma ci pensa Reto Ziegler, al 39', a sistemare le cose con una punizione potente che gonfia la rete per il 2-0. Il barese festeggia e poiché diffidato, per non rischiare lascia il posto al ritrovato Pozzi. Al Barbera sarà utile come l'oro.
Roma-Sampdoria 1-2
inserito da Add.stampa il 25 Apr 2010 Una doppietta della punta blucerchiata ribalta nella ripresa (7' e 40') il gol del vantaggio di Totti al 14' del primo tempo. La squadra di Ranieri resta a -2 in classifica sull'Inter Giampaolo Pazzini, 25 anni. Ansa ROMA, 25 aprile 2010 – Posticipo del 35° turno con il tutto esaurito all'Olimpico: in tribuna anche Rafael Nadal e Novak Djokovic.
Roma e Sampdoria è finita 1-2 con gol di Totti al 14' del primo tempo e doppietta di Pazzini al 7' e 40' della ripresa.
Colpo Samp all'Olimpico: 2-1 L'Inter ora è a +2 sulla Roma Una doppietta di Pazzini nella ripresa (7' e 40') ribalta la rete in apertura di Totti (14'). A tre giornate dalla fine i nerazzurri tornano in testa alla classifica ROMA, 25 aprile 2010 - Lo scudetto adesso è lontano. La Roma esce a pezzi dal posticipo con la Samp. Dopo aver dominato il primo tempo, realizzato un gol al 14’ con Francesco Totti e sfiorato un’inifinità di volte il raddoppio, i giallorossi cedono di fronte alla doppietta di Pazzini, arrivata tutta nella ripresa. Arriva una sconfitta amarissima, in un Olimpico che era entusiasmo puro. Contagioso. Al punto che durante il “Roma Roma” iniziale anche due campioni del tennis come Nadal e Djokovic, arrivati direttamente dal Foro Italico, avevano tirato fuori i telefonini e cominciato a riprendere curve e tribuna. Entusiasmo che aveva contagiato anche gli uomini di Ranieri, scesi in campo pronti a conquistare il mondo.
La gioia di Tottii dopo il gol del vantaggio giallorosso. Reuters IL DOMINIO GIALLOROSSO — Nel primo tempo la Roma parte subito fortissimo e chiarisce a Cassano e compagni che la serata sarebbe stata dura. Il primo a sfiorare il gol è Menez, al 10’, servito alla perfezione da Totti. Ma il suo tiro praticamente dalla linea di fondo viene respinto da Storari. Poi è la volta di Vucinic che prova il tiro dalla sinistra e dalla stessa fascia, dopo un micidiale contropiede, mette la palla in mezzo ma non trova nessuno. Quindi è Perrotta a impegnare seriamente Storari. Ma la svolta arriva al 14’: Vucinic serve al centro Totti che si gira e di sinistro supera il portiere blucerchiato. E il capitano giallorosso potrebbe raddoppiare al 19’ ma stavolta sul suo tiro angolato Storari si fa trovare pronto, complice il palo. La Roma domina, la Samp si rende pericolosa in due occasioni con Cassano ma Burdisso in difesa è un muro: il suo intervento al 24’ sulla botta dell’attaccante barese vale quanto un gol realizzato. I giallorossi non si fermano: Menez, migliore in campo nel primo tempo, recupera un pallone in area e tira; sulla respinta del portiere ci prova Totti in acrobazia: fuori. Il francese ha un’altra occasione qualche minuto più tardi dopo una splendida triangolazione con Vucinic, ma il suo tiro è impreciso. In mezzo la Roma reclama un rigore per un mani in area di Zauri. Per Damato è tutto regolare. Le ultime chance di raddoppio del primo tempo passano dai piedi del montenegrino. Al 41’ tira in porta senza vedere i compagni soli in area: Perrotta si infuria, i due si avvicinano e muso duro ed è costretto a intervenire Totti. Nervi tesi. In ballo c’è qualcosa di importante e in campo nessuno lo dimentica.
Giampaolo Pazzini, 25 anni. Ansa RIMONTA SAMP — La Roma che ha dominato nei primi 45 minuti ha un brutto risveglio nella ripresa. Delneri leva Guberti e Poli e inserisce Mannini e Tissone. Ma la palla del pari arriva, neanche a dirlo, dai piedi di Antonio Cassano. Al 7’ dalla sinistra tira fuori un cross dei suoi, Pazzini salta mentre Riise resta a guardare e colpisce di testa. La palla passa tra i piedi di Julio Sergio e la Samp pareggia. E poco dopo potrebbe anche passare in vantaggio con Palombo: la sua botta dalla distanza termina di poco fuori. I giallorossi provano a reagire subito con Juan, ma il suo colpo di testa su angolo battuto da Pizarro è alto. E lo stesso Pizarro prova il tiro dalla distanza al 15’ e al 18’: l’esito è lo stesso, palla fuori. I giallorossi insistono. Al 20’ il diagonale di Menez termina sull’esterno della porta, dando a mezzo stadio l’impressione del gol. Al 22’ Ranieri azzarda sul serio: dentro Toni, fuori Perrotta. Quattro attaccanti in campo. E proprio Toni sfiora subito il gol deviando in porta una punizione di Pizarro, ma Storari trova il modo di allontanare. Al 29’ la Roma diventa superoffensiva: dentro Taddei, fuori Cassetti che va a fare il terzino destro. Al 30’ contropiede di Vucinic lanciato solo verso la porta, il montenegrino sbaglia solo l’ultimo tocco e si allunga troppo il pallone. Al 36’ altra occasione per la Roma con il tiro di Riise dalla distanza: alto. La Roma spinge, il baricentro è tutto in avanti. Ed ecco il contropiede della Samp con Mannini che dalla sinistra serve Pazzini, Burdisso e Riise sono messi male e l’attaccante doriano non perdona. Sampdoria in vantaggio. Un vantaggio che manterrà fino al termine dell’incontro e che per la squadra di Delneri vale tre punti preziosissimi in chiave Champions. La Roma incredula esce dal campo a testa bassa. Mexes piange in panchina, Burdisso accovacciato non riesce ad alzarsi in piede, Cassano prova a consolare Totti. Lo stadio continua a cantare, ma i punti dall’Inter sono due. Troppi, a tre giornate dalla fine.
Palermo avanti di un punto,domani?
inserito da Add.stampa il 24 Apr 2010
Pazzini fa sognare la Samp
inserito da Add.stampa il 19 Apr 2010 Pazzini fa sognare la Samp Il Milan abdica a Marassi Borriello porta in vantaggio i rossoneri nel primo tempo. Nella ripresa, all'8', Bonera viene espulso per fallo da rigore su Cassano che trasforma dal dischetto. Al 92' l'attaccante segna il 2-1 e porta i blucerchiati in paradiso GENOVA, 18 aprile 2010 - Il Milan alza bandiera bianca e abbandona ogni proposito di scudetto. La sconfitta contro la Sampdoria è il lasciapassare a Inter e Roma che si contenderanno la volata finale per la conquista del tricolore. Ma la vittoria dei blucerchiati coincide anche con il pareggio del Palermo e con la conquista in solitario del quarto posto Champions. Di Borriello il primo gol della giornata; di Cassano il pareggio su rigore, provocato da Bonera che commette fallo sullo stesso Cassano e viene giustamente espulso. Nonostante l'handicap il Milan potrebbe riportarsi in vantaggio, ma è Pazzini in pieno recupero a consegnare i tre punti alla Samp.
La felicità della Samp dopo il gol di Pazzini. Afp pressing e velocità — Tra sogni e obiettivi, Delneri si affida a Cassano, l'uomo della differenza. Con Pazzini lì davanti per scardinare la difesa del Milan. Rabberciata e ancora una volta improvvisata. Saltati, nell'ordine, Nesta, Favalli e Kaladze, tocca a Bonera affiancare Thiago Silva. Delneri preferisce Guberti e Poli a Mannini e Tissone. Leonardo, Mancini a Huntelaar. Due idee in comune: pressing e velocità; il 4-4-2 e il 4-3-3.
il solito borriello — Le corsie laterali sono quelle predilette da Delneri che ordina ai suoi di pressare alternando Zauri e Semioli da una parte, Guberti dall'altra. Ziegler, infatti, è costretto a coprire in difesa per non lasciare spazi a Mancini. Ma è troppo lezioso il Milan per impensierire una Samp rocciosa che bada ai fatti e con un forcing costante mette sotto la difesa rossonera. Ma al primo vero affondo a passare è la squadra di Leonardo. Mancini al 20' calibra un'ottima palla dalla bandierina per la testa di Borriello. Micidiale il colpo con la palla che si insacca a fil di palo alla sinistra dell'ex Storari. Borriello corre ad abbracciare Leonardo. Gesto appassionato che sintetizza tutto l'amore della squadra per il tecnico brasiliano che ha tutte le intenzioni di tornarsene a Rio de Janeiro.
samp all'attacco — Il Milan, sornione, potrebbe raddoppiare altre due volte. Prima con Mancini che a porta vuota dal dischetto del rigore mette incredibilmente in tribuna, e poi con Seedorf che cicca nel tentativo di girare al volo, con la porta spalancata davanti. La Samp reagisce e assedia il Milan collezionando angoli e occasioni. Dida ci mette del suo parando il possibile e in un paio di occasioni a mancare è la mira, come uno splendido colpo di testa di Cassano che quasi accarezza la traversa. E' il barese il punto di riferimento, mentre Pazzini non trova il guizzo e gli spazi necessari. Fuori registro, invece, Ronaldinho e Seedorf, poco incisivi e troppo lenti in fase di costruzione.
Quella di Marco Borriello dopo l'illusoiro 1-0. Ansa ci pensa cassano — All'inizio della ripresa, il giallo a Borriello che, diffidato, dovrà saltare il Palermo, è un segnale inquietante. Nell'ennesimo affondo, Bonera infatti commette un fallo ingenuo su Cassano. Rigore ineccepibile e rosso per il difensore. Antonio segna e Leonardo toglie Mancini: in campo va Oddo per rinforzare la difesa. Al Milan non resta che tenere i ritmi bassi. Nel possesso palla i rossoneri fanno la differenza e nonostante l'inferiorità numerica sfiora due volte il 2-1. Prima al 22' con Gattuso che solo davanti a Storari si fa respingere il pallone, poi al 25' con Borriello che servito magnificamente da Ronaldinho calcia mollemente e spreca la sontuosa occasione di un paio di metri.
meglio in dieci ma... — Il Milan, insomma, gioca meglio in 10 e lo dimostra ancora al 30', quando Ronaldinho, servito da Seedorf, dal limite sfiora il palo alla sinistra di Storari. La Samp soffre anche con gli innesti di Mannini e Tissone (fuori Guberti e Poli), ma è iinevitabile la stanchezza dei rossoneri che si dispongono in trincea, perché proprio nel finale la Samp si risveglia. Prima Zambrotta salva sul tiro di Tissone, poi Dida blocca la palla sulla linea. Ma non può nulla al 47' quando Pazzini vola più in alto di tutti e infila il 2-1. Marassi sogna. La Champions è sempre più vicina.
Cassano uomo jolly
inserito da Add.stampa il 10 Apr 2010 Al Napoli è già andato storto,dispiace per Mazzarri,ma non può andare tutto liscio. Bisogna,soffrire fino all'ultimo forse all'utima giornata:Sampdoria-Napoli. Genova 11/4/10 Cassano uomo jolly A segno in quattro derby Il fuoriclasse della Samp è andato in gol in quattro sfide di cartello come Bari-Lecce, Roma-Lazio, Real Madrid-Atletico Madrid e, da ieri sera, Sampdoria-Genoa: un poker di spicco e una rinascita che adesso può lanciare i blucerchiati in Champions League Mail Stampa 35 commenti OKNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook Gazzatown GENOVA, 12 aprile 2010 - Il poker l’ha fatto lui, Fantantonio, e non il Genoa, che prima del k.o. di ieri sera aveva vinto tre stracittadine consecutive. Cassano è uscito dal suo personaggio, tutto estro e fantasia, e si è messo al servizio della squadra.
sostanza — Molta sostanza, zero fronzoli. E così è arrivato il gol che ancora gli mancava nel derby della Lanterna, dopo avere già fatto centro a Bari contro il Lecce (esattamente dieci anni fa, il 16 aprile 2000 nel 3-1 dei biancorossi, segnando la rete del provvisorio 3-0), all’Olimpico in giallorosso (l'8 marzo 2003, in Roma-Lazio 1-1, pareggio all'89', e il 6 gennaio 2005, in Lazio-Roma 3-1, al 69' il gol del provvisorio 1-1) contro la Lazio e – scusate se è poco – pure nella Liga con la maglia del Real Madrid, contro i cugini dell’Atletico, su cross dalla sinistra di Roberto Carlos, il 4 marzo 2006, gol al 3' nel 2-1 dei Blancos.
L'esultanza dopo il gol in Real Madrid-Atletico Madrid. Ap uomo nuovo — Delneri ha fatto capire, senza troppi giri di parole, che la lunga quaresima calcistica del campione barese ha fatto bene a tutti: alla squadra, perché aveva bisogno di ritrovare l’autostima perduta. E a Cassano, per abbandonare quell’indole naturale da solista, e aprirsi davanti una nuova vita calcistica. Fantantonio che raccoglie l’assist di un compagno (Lucchini) per andare a far gol sarebbe già di per sé una notizia. Se poi questo succede in un derby che i sampdoriani aspettavano con una trepidazione mai vista prima, allora l’emozione e la gioia sono doppie.
orizzonti impensabili — Resta da capire dove potrà portare la squadra di Delneri questa svolta di Cassano. Il quale, adesso, cercherà di guarire in fretta dalla distorsione alla caviglia sinistra rimediata ieri sera nel primo tempo del derby. Due settimane e, probabilmente, sapremo: domenica arriva il Milan a Marassi, prima della trasferta all’Olimpico contro la “sua” Roma, oggi capolista. L’Europa calcistica più nobile, per la Sampdoria, passa attraverso queste due partite.
Cassano spiana la strada La Samp passa a Verona
inserito da Add.stampa il 4 Apr 2010 Cassano spiana la strada La Samp passa a Verona Un gol dell'attaccante dopo neanche un minuto facilita il compito dei blucerchiati, che superano 2-1 il Chievo. Pazzini raddoppia nella ripresa, poi Mantovani accorcia le distanze. Samp quarta in attesa di Catania-Palermo VERONA, 3 aprile 2010 - Per vincere occorre segnare. E il Chievo non ci riusciva da sei turni e la rete di Mantovani nel finale non risolve. Per la Samp non è difficile uscire con il bottino pieno dal Bentegodi: Cassano spiana la strada andando in gol dopo neanche un minuto, poi ci pensa Pazzini in avvio di ripresa a mettere al sicuro il risultato. La Samp soffre nel finale, dopo il gol di Mantovani che accorcia le distanze, ma riesce a portare a casa i tre punti che la riportano al quarto posto, in attesa di Catania-Palermo. Il Chievo, che nelle ultime sei partite ha totalizzato tre pareggi e tre sconfitte, si mantiene comunque in una posizione di tutta tranquillità.
torna pinzi — Scontata la squalifica, Pinzi torna a centrocampo, alternandosi con Bentivoglio alle spalle del tandem d'attacco Pellissier-De Paula; in panchina si rivede Abbruscato. Delneri pensa al derby e risparmia il diffidato Gastaldello, al suo posto c'è Accardi al centro della difesa; un turno di riposo a Poli, che ha un piccolo problema alla caviglia e va in tribuna e viene sostituito a centrocampo da Tissone. Davanti la collaudata coppia Cassano-Pazzini.
Giampaolo Pazzini realizza il gol dello 0-2 in avvio di ripresa. Ap samp subito avanti — Pronti-via e la Sampdoria va subito in vantaggio: dopo 30 secondi la difesa del Chievo si fa sorprendere su un lancio in profondità e spalanca la porta a Tissone, la conclusione del centrocampista argentino è respinta da Sorrentino, recupera Guberti che rimette al centro dove Cassano, tutto solo, ribadisce in rete. Passano due minuti e la Samp potrebbe raddoppiare: Semioli lanciato a rete entra in area sulla destra, Sorrentino esce, prende palla e caviglie e abbatte l'esterno blucerchiato, l'arbitro Gava indica il dischetto del rigore, ma dopo un consulto con il guardalinee rivede la propria decisione. Passata la buriana iniziale, il Chievo prende decisamente in mano la partita e sfiora subito il pareggio: al 4' Pellissier si divora l'1-1 stoppando bene in area ma calciando alle stelle da ottima posizione. All'8' splendido calcio di punizione di Bentivoglio, Storari vola a togliere la palla dall'incrocio dei pali. La squadra di Di Carlo preme ma non crea grattacapi alla difesa doriana, un po' superficiale nei disimpegni; la Samp fatica invece a uscire dal proprio guscio. Al 34' Pinzi pesca in area De Paula che anticipa di testa Lucchini e sfiora il palo. Cinque minuti dopo Palombo prova a festeggiare le 300 partite da professionista con un destro dalla lunga distanza che finisce di poco a lato. La Samp torna pericolosa al 44': Semioli tocca al centro per Cassano che di prima intenzione apre a destra per l'accorrente Pazzini, la conclusione dell'attaccante è respinta in corner da Sorrentino. L'ultima occasione del primo tempo è di marca gialloblù: gran lancio di Pinzi per Pellissier che scatta in posizione regolare, Storari esce rapidamente dai pali e strappa la palla dai piedi dell'attaccante.
Andrea Mantovani accorcia le distanze al 31' della ripresa. Ap pazzini raddoppia — Come l'avvio di partita, anche i primi minuti della ripresa sono tutti a favore della Samp. I blucerchiati sfiorano il raddoppio al 4': sul calcio di punizione di Palombo, Lucchini stacca di testa e impegna Sorrentino in una difficile deviazione in corner. Tre minuti dopo il Chievo commette un'ingenuità su una rimessa laterale lasciando tutto solo Cassano, che dal fondo mette al centro un pallone rasoterra, Sorrentino in tuffo respinge. La difesa del Chievo capitola al 10': Tissone tocca bene in profondità per Pazzini, Sorrentino è bravo a respingere la prima conclusione dell'attaccante blucerchiato, ma non può fare nulla sulla successiva ribattuta. Sotto di due gol, Di Carlo avanza il baricentro: fuori un centrocampista, Rigoni, e dentro una punta, Abbruscato, che torna dopo due mesi di assenza. Il cambio sembra ridare fiducia al Chievo: al 18' Pellissier affonda sulla destra e crossa sul secondo palo dove irrompe Bentivoglio, la conclusione del centrocampista da ottima posizione è respinta in corner dal piede di Lucchini. Dopo quattro minuti i padroni di casa restano in dieci: Morero, già ammonito, entra duro su Cassano, il secondo giallo è inevitabile. Dopo l'espulsione, Di Carlo cerca di riequilibrare la situazione togliendo una punta, De Paula, per inserire il centrocampista Ariatti. Delneri risponde facendo rifiatare Semioli, al suo posto Padalino. Avanti di due gol, la Samp forse comincia già a pensare al derby della prossima settimana e al 31' commette una grave ingenuità difensiva: sul calcio d'angolo di Bentivoglio, Mantovani viene lasciato tutto solo sul secondo palo e non ha difficoltà a battere Storari. I blucerchiati traballano e Delneri si cautela: fuori Cassano, dentro Franceschini, la Samp passa al 4-5-1, salvo poi tornare alle due punte con l'ingresso di Testardi per Guberti. Di Carlo manda in campo Bogdani per l'assalto finale, ma la difesa della Samp tiene e porta a casa tre punti importantissimi nella rincorsa al quarto posto.
Samp, occasione sprecata
inserito da Add.stampa il 28 Mar 2010 Samp, occasione sprecata Nené la agguanta nel finale La squadra di Delneri raggiunta al 36' della ripresa dal brasiliano, che poi si fa espellere: resta nel gruppone, sempre più folto, di squadre che inseguono l'Europa. Il Cagliari risponde al gol di Guberti e taglia finalmente la fatidica quota 40 punti Guberti e Poli esultano dopo il gol. Ansa MILANO, 28 marzo 2010 - La Samp spreca un'occasione, il Cagliari taglia faticosamente quota 40, indicata a inizio campionato da tutti come quella della salvezza sicura. Lo fa dopo una frenata clamorosa nelle ultime sette giornate: quello del Ferraris è il secondo punto. La Samp doria col pareggio 1-1 resta nel gruppone delle squadre che lotteranno per l'Europa, ma sperava di avvicinarsi di più al Palermo. E' forse per questo che i minuti finali sono di gran tensione, e gli assalti finali non sortiscono effetti.
Il gol di Nené. Ansa i gol — Dopo un primo tempo di noia, è una mossa tattica ad aprire la gara. Il Cagliari ha bloccato le fasce, Delneri risponde spostando a inizio ripresa Guberti dietro le punte. Allegri non ha il tempo di replicare che arriva il gol. Proprio Guberti inizia l'azione in mezzo, apre per Cassano e poi si inserisce quando Antonio pesca Pazzini. Tiro rimpallato e Guberti subentra di piatto per l'1-0. Sarebbe la vittoria perfetta per il tecnico della Samp, invece al 36' della ripresa una dormita della difesa, su calcio di punizione dalla trequarti di Conti, Nené è solo in mezzo all'area e batte di testa Storari. E' l'1-1 che reggerà fino alla fine.
samp, esterni bloccati — La Samp resta nel gruppone, perde punti che credeva suoi fino a 10' dalla fine, esce infuriata dal Ferraris, reclamando anche per un presunto fuorigioco sul gol di Nené. Cassano dopo due gol in due partite dopo il rientro oggi non trova la giocata decisiva, anche se cresce molto nel secondo tempo. Pazzini lotta ma è poco incisivo; bloccati gli esterni difensivi, molto attivo e preciso Poli, che tocca una infinità di palloni.
Ragatzu e Zauri. LaPresse cagliari, tre ragazzi — Il Cagliari arriva a Genova senza il rifinitore titolare, Cossu, e manca pure il suo sostituto, Jeda. A centrocampo non ci sono anche Lazzari e Parola. Nainggolan, indicato come possibile ispiratore delle punte, non va nemmeno in panchina, così Allegri cambia modulo, schierando un tridente puro, con Matri a sacrificarsi sulla destra e Ragatzu lanciato titolare sulla sinistra. In mezzo c'è Larrivey, che vedrà pochi palloni: la soluzione ha il merito di far intravedere le qualità del giovane Ragatzu e di tenere impegnati gli esterni difensivi della Samp, che così salgono poco. Il gioco blucerchiato è fermato alla sorgente, per il resto Canini, alla 100ª presenza in A, non ha troppi problemi con Pazzini. Il cambio di posizione di Guberti fa saltare i piani difensivi, senza che se ne mettano in atto altri offensivi. Nella ripresa il Cagliari finisce col soffrire molto di più, e le uniche note positive, oltre al gol di Nené (che poi si fa espellere), sono le buone prestazioni dei giovani. Ragatzu ha i numeri, il debuttante Gallon, classe 1992, appena entrato piazza due cross pericolosi, dimostrando buone qualità. E nel finale debutterà anche Varechi.
La Samp affonda a Bari
inserito da Add.stampa il 24 Mar 2010 La Samp affonda a Bari Cassano, gol e lacrime La squadra di Ventura batte i blucerchiati 2-1: ospiti in vantaggio nel primo tempo con il gol dell'ex (che non esulta), nella ripresa Meggiorini agguanta il pari su un liscio della difesa ospite, poi Barreto realizza il gol-partita BARI, 24 marzo 2010 - Non è bastato alla Samp il gol di Antonio Cassano, nella sua città, per consentire ai blucerchiati di mantenersi in zona Champions. Il Bari, trascinato da un imprendibile Alvarez, nella ripresa pareggia con Meggiorini e poi realizza con Barreto la rete che vale i tre punti.
barreto e rivas recuperano — Ventura recupera Barreto e Rivas in extremis; nella Sampdoria turno di riposo per Poli e Semioli, rimpiazzati da Tissone e Mannini, mentre in difesa c'è Marco Rossi per lo squalificato Lucchini. Cassano, per la prima volta da avversario nella sua Bari, viene accolto con entusiasmo dallo stadio che l'ha visto muovere i primi passi.
cassano-gol — La Samp sembra partire con il piede giusto, con una girata a lato di Pazzini in avvio, ma ben presto è il Bari a prendere in mano le redini della partita. Al 4' Barreto in contropiede affonda centralmente, apre a destra per Alvarez, ma sul suo cross non c'è nessuno. L'honduregno imperversa sulla destra bruciando regolarmente Ziegler. La Samp è lenta, Cassano è isolato in avanti e quando rientra a centrocampo per avere palloni giocabili viene annullato da Gazzi. Al 14' Alvarez affonda sulla destra, tocca al centro per Barreto che supera Storari con un pallonetto, ma Gastaldello allontana nei pressi della linea di porta. Due minuti dopo Barreto apre a sinistra per Rivas che mette al centro per Meggiorini, la difesa della Samp allontana. La partita è nelle mani del Bari, ma a sorpresa sono gli ospiti a passare al 20': Guberti va via a Salvatore Masiello sulla destra, crossa a centro area per Cassano che di piatto destro batte Gillet. Dubbia la posizione dell'attaccante doriano, che non esulta dopo il gol alla sua ex squadra. Cinque minuti dopo Pazzini va vicino al raddoppio: Cassano lo pesca bene in area, ma Gillet è bravo a respingere la conclusione dell'attaccante blucerchiato. Il Bari continua a fare la partita, produce tantissimo sulle fasce laterali, soprattutto sulla destra, ma è impreciso in fase conclusiva: al 25' Meggiorini impegna Storari in rovesciata, al 29' il portiere ospite smanaccia un tiro-cross di Rivas da sinistra e al 41' Barreto, lanciato in profondità da Belmonte, svirgola a pochi passi dalla porta.
meggiorini pareggia — In avvio di ripresa Ventura prova a rimontare puntando sulle fasce: Kamata, entrato per Rivas sulla sinistra, e Alvarez a destra imperversano, ma la difesa della Samp chiude in maniera ordinata. Almeno fino al 13', quando la retroguardia blucerchiata commette una grande ingenuità: cross di Belmonte dalla destra, un liscio di Accardi (entrato nel finale di primo tempo per l'infortunato Rossi) a centro area disorienta Gastaldello che svirgola il rinvio e serve involontariamente un pallone d'oro a Meggiorini, da due passi l'attaccante barese batte facilmente Storari. Meggiorini poi uscirà per un problema a un polpaccio, al suo posto Castillo. Al 25' i padroni di casa vanno vicinissimi al raddoppio: Barreto scatta in contropiede e tutto solo scavalca Storari in uscita con un pallonetto, Accardi recupera e salva la Samp con l'aiuto del palo. Delneri prova a cambiare le carte in tavola: fuori Tissone e Guberti, dentro Poli e Padalino. Ma è sempre il Bari a fare il match. La squadra di Ventura continua ad attaccare, la Samp pensa solo a non subire e al 41' capitola: Alvarez, fra i migliori in campo, umilia Ziegler sulla destra e mette al centro per Barreto, che di testa batte Storari. Nel finale, con la Samp sbilanciata in avanti, il Bari sfiora a ripetizione il gol del 3-1.
Cassano affonda la Juve
inserito da Add.stampa il 24 Mar 2010 Cassano affonda la Juve La Samp aggancia il 4° posto Fantantonio torna titolare dopo due mesi, ha due occasioni nel primo tempo e colpisce al 32' della ripresa, con un tiro da lontano su cui sbaglia Chimenti. La Juve cade ancora ed ora è sesta in classifica: male Diego, incide poco Del Piero. Cassano festeggia con Delneri, siglando la pace La festa intorno a Cassano. Afp MILANO, 21 marzo 2010 - Fuori da tre coppe, al sesto posto in classifica, 10 sconfitte nel torneo di casa, 40 gol al passivo in campionato, da 16 gare consecutive subendo almeno un gol. In più i due acquisti più cari dell'estate languono uno in panchina (Melo), uno in campo (Diego). Questa la stagione orribile della Juventus, in una delle settimane peggiori. Cambiamo prospettiva, passando alla Sampdoria: quarto posto in campionato, con i preliminari di Champions possibili, prima vittoria sulla Juve dal '95, prima vittoria in carriera per Delneri contro la Signora. E gol decisivo di Cassano, l'uomo tornato titolare per l'infortunio di Pozzi. Con tanto di abbraccio a Delneri, a ricucire uno strappo che nelle scorse settimane sembrava chiarissimo, ed ora lo è un po' meno.
decide cassano — Il minuto in cui si dividono le sorti delle due squadre è il 32' della ripresa: Cassano vede Chimenti leggermente fuori dai pali, prova a sorprenderlo con un destro da trenta metri. Il terzo portiere fa qualche passo indietro, ma la smanaccia nella sua porta. Ok, poi eviterà altri due gol, ma l'errore pesa tremendamente, come pesano i ripetuti infortuni, anche dei due portieri, sulla stagione bianconera. La Samp centra così una vittoria che aveva comunque meritato, creando notevolmente più degli avversari, e crescendo col passare dei minuti, mentre gli uomini di Zac accusavano le scorie non solo psicologiche della disfatta di Londra.
antonio e non solo — Due mesi dopo Cassano ritorna titolare: in sua assenza la Samp ha trovato una nuova formula, più muscolare, e lui pare volersi adattare: nel primo tempo fa più la punta pura che il fantasista come in passato. Salta una volta l'uomo a centrocampo, si becca i rimbrotti di Delneri perché non copre a sufficienza, ma si fa trovare in zona gol: sono sue le migliori occasioni. Su un colpo di testa su corner Marchisio salva sulla linea, pescato bene da Poli si trova solo davanti a Chimenti, ma il terzo portiere juventino para. Non si ripeterà nel secondo tempo. Nel complesso una gara da protagonista, ma l'aggancio mancato sul dischetto (11') su servizio di Pazzini non è da lui. A centrocampo di fa notare Poli, che trova buoni corridoi per i passaggi e ferma regolarmente Del Piero quando questi arretra. Lucchini e Gastaldello non faticano troppo a stoppare Iaquinta. Nel complesso prestazione di alto livello di una squadra che sembra aver superato il momento peggiore e che può correre fino alla fine, magari verso un preliminare.
Delusione bianconera. Ap juve, cercasi qualità — Zaccheroni dà fiducia a Diego dietro alle punte, ma il brasiliano continua a non convincere: ci si aspettava che dopo i problemi di adattamento (comprensibili) sbocciasse nel ritorno, invece continua a fare una fatica terribile, anche a liberarsi di marcature a centrocampo. Dietro Cannavaro (preferito a Chiellini, recuperato ma precauzionalmente in panchina) "rimbalza" nelle prestzioni dopo il punto basso toccato a Londra. Zebina resta titolare, nonostante i litigi con i tifosi: il francese viene accolto dai suoi tifosi con uno striscione "Zebi.. no", ma non dà ulteriori motivi per essere attaccato: gara ordinata, prestazione sufficiente. Così così il rientro di Iaquinta, che ha avuto una sola occasione, fallendola. Lo sostituirà Trezeguet, che semplicemente non vedrà mai il pallone. Salvate il soldato David. Alla squadra mancano idee e uomini in grado di metterle in pratica. La riscossa dei campioni o presunti tali non può più farsi attendere: la Juve rischia di restare fuori da tutto. A Napoli, giovedì, l'ennesima ultima spiaggia. Reazione, o la balena bianconera si spiaggerà definitivamente.
Delneri: \"Serve la moviola\"
inserito da Add.stampa il 15 Mar 2010 marzo 2010 - È molto deluso Luigi Delneri dopo il pareggio di Bologna, maturato in pieno recupero per un gol di Raggi, viziato da una posizione di fuorigioco di Succi. "Io l'azione non l'ho ancora rivista - ha detto il tecnico blucerchiato - ma è comunque una perdita di tempo, non voglio parlarne. Abbiamo fatto un ottimo secondo tempo, dopo un primo sotto tono. Abbiamo buttato via una vittoria che ci permetteva di stare molto in alto, ma portiamo comunque a casa un punto che muove la classifica. Collina? Penso che debba fare rivedere agli arbitri quello che fanno in campo, i loro errori, è l'unico modo per migliorare, noi facciamo così. Purtroppo non è chiacchierando che si risolvono i problemi, perdiamo solo del tempo. Bisogna trovare una soluzione drastica, in situazioni del genere serve la moviola. Delneri è preoccupato anche per l'infortunio di Pozzi: "Mi spiace per Nicola, penso sia un problema serio, ma spero di recuperarlo presto. Sembra sia il collaterale, ma non abbiamo una diagnosi precisa". "C'è poco da dire - gli fa eco l'a.d. Beppe Marotta - le immagini mettono in evidenza il fuorigioco, se non si segnalano queste situazioni allora bisogna dire a Delneri di curare l'atteggiamento difensivo, per quanto riguarda la tattica del fuorigioco, in maniera diversa. Ma la realtà è che conta anche chi partecipa all'azione e che l'errore è dell'assistente. Comunque chi è in questo sistema deve accettare le regole. Nello spogliatoio c'è tanta rabbia e per un dirigente è difficile trovare parole di conforto per ragazzi che vedono svanire dei punti, è successo oggi ed è successo anche a Parma. Quando è così è giusto farsi sentire, anche se in maniera pacata".
Samp avanti cosi\'
inserito da Add.stampa il 8 Mar 2010 Lazio sempre più in basso Samp e Cassano sorridono Floccari illude i romani in avvio, Guberti e Pazzini ribaltano il risultato già nel primo tempo. Nella ripresa torna il fantasista barese dopo 50 giorni. Espulsi per proteste Reja e Zarate
GENOVA, 7 marzo 2010 - La Lazio si illude di poter essere la prima squadra a superare la Samp al Ferraris in questa stagione, e ne esce invece con una sconfitta che le impedisce di abbandonare la quart'ultima posizione in classifica. La Samp vince dunque 2-1, supera il Napoli e guadagna una posizione in classifica (ora è sesta). Al gol iniziale di Floccari (7') rispondono infatti, sempre nel primo tempo, Guberti (29') e Pazzini (36').
avanti la lazio, poi uno-due samp — Reja lancia la Lazio con un tridente (Zarate-Floccari-Rocchi) che vuol forse intimidire la Samp, Delneri riparte da Pozzi e Pazzini, con Cassano in panchina complice un'indisposizione di Scepovic, e poi in campo dopo 50 giorni. Partono bene gli ospiti, che nei primi minuti mettono i doriani in minoranza, creano una ghiotta opportunità con Rocchi (al 5' Storari respinge di piede) e passano pure in vantaggio: al 7' Floccari (in sospetta posizione di fuorigioco) raccoglie un cross di Zarate, fa a sportellate con Accardi e tocca di destro da distanza ravvicinata.
Zarate, espulso, esce in lacrime consolato da Reja. LaPresse E' il vantaggio laziale. Ci mettono qualche minuto i padroni di casa per superare lo shock e ritrovarsi, ma poi non scivolano più. Anzi sono Guberti & C. a fare la gara, riuscendo pure a capitalizzare la quasi totalità delle occasioni create. Prove generali al 22': Guberti crossa, Pazzini salta ma non ci arriva, Semioli irrompe sul secondo palo, ma non in tempo per il facile tocco in rete. Ma la Samp, fin qui poco mobile e soprattutto soffocata dal pressing alto laziale capace di bloccare Poli e Palombo, si dà una scrollata e smette di insistere per le (intasatissime) vie centrali. Guberti e Semioli si pigliano licenza di uccidere, la Samp comincia a volare sulle fasce. E da questa svolta nascono i gol genovesi: il primo arriva al 29', con Guberti che raccoglie una punizione battuta in orizzontale da Palombo e scaglia in rete un destro angolato; il secondo sette minuti più tardi, con Semioli che sfrutta un'indecisione in area di Kolarov e cede a Pazzini. L'attaccante, al rientro, infila il suo gol numero 13. La Lazio si squaglia, e tutto quel che riesce a concretizzare è un tentativo di Rocchi, stoppato senza difficoltà da Storari.
La staffetta fra Pozzi e Cassano: il barese rientra fra gli applausi. LaPresse cassano in campo — Nella ripresa si attende la reazione della Lazio, ma in realtà si assiste a una gara equilibrata e quasi priva di nitide occasioni da gol. La Samp non arretra di un metro, e denota anzi grande maturità nel gestire la gara con calma e sicurezza. La Lazio prova a spingere ma non trova sbocchi, e mai riesce a impensierire Storari. Anzi, in questa fase l'occasione migliore capita alla Samp al 17': su azione d'angolo salta a vuoto Pozzi, Lucchini non arriva per un soffio al facile tap in. Poi ci prova ancora un paio di volte Poli, ma nemmeno Muslera è chiamato agli straordinari. Reja protesta per una rimessa e viene espulso al 23', un minuto dopo entra in campo Cassano al posto di Pozzi, accolto da un applauso fragoroso. Al 32' Zarate vorrebbe una punizione per fallo di Palombo, non la ottiene e perde la testa. Brighi lo espelle, i compagni lo trattengono e lo spingono verso la panchina, lui lascia il campo in lacrime. Ma anche in dieci la Lazio, con anche Matuzalem, Makinwa e Mauri, non si arrende, e anzi sfiora il pareggio a tempo scaduto con Floccari. Il tempo per una volata in contropiede di Cassano e al Ferraris finisce con la vittoria per 2-1 sulla Samp.
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