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Samp avanti cosi\'
inserito da Add.stampa il 8 Mar 2010 Lazio sempre più in basso Samp e Cassano sorridono Floccari illude i romani in avvio, Guberti e Pazzini ribaltano il risultato già nel primo tempo. Nella ripresa torna il fantasista barese dopo 50 giorni. Espulsi per proteste Reja e Zarate
GENOVA, 7 marzo 2010 - La Lazio si illude di poter essere la prima squadra a superare la Samp al Ferraris in questa stagione, e ne esce invece con una sconfitta che le impedisce di abbandonare la quart'ultima posizione in classifica. La Samp vince dunque 2-1, supera il Napoli e guadagna una posizione in classifica (ora è sesta). Al gol iniziale di Floccari (7') rispondono infatti, sempre nel primo tempo, Guberti (29') e Pazzini (36').
avanti la lazio, poi uno-due samp — Reja lancia la Lazio con un tridente (Zarate-Floccari-Rocchi) che vuol forse intimidire la Samp, Delneri riparte da Pozzi e Pazzini, con Cassano in panchina complice un'indisposizione di Scepovic, e poi in campo dopo 50 giorni. Partono bene gli ospiti, che nei primi minuti mettono i doriani in minoranza, creano una ghiotta opportunità con Rocchi (al 5' Storari respinge di piede) e passano pure in vantaggio: al 7' Floccari (in sospetta posizione di fuorigioco) raccoglie un cross di Zarate, fa a sportellate con Accardi e tocca di destro da distanza ravvicinata.
Zarate, espulso, esce in lacrime consolato da Reja. LaPresse E' il vantaggio laziale. Ci mettono qualche minuto i padroni di casa per superare lo shock e ritrovarsi, ma poi non scivolano più. Anzi sono Guberti & C. a fare la gara, riuscendo pure a capitalizzare la quasi totalità delle occasioni create. Prove generali al 22': Guberti crossa, Pazzini salta ma non ci arriva, Semioli irrompe sul secondo palo, ma non in tempo per il facile tocco in rete. Ma la Samp, fin qui poco mobile e soprattutto soffocata dal pressing alto laziale capace di bloccare Poli e Palombo, si dà una scrollata e smette di insistere per le (intasatissime) vie centrali. Guberti e Semioli si pigliano licenza di uccidere, la Samp comincia a volare sulle fasce. E da questa svolta nascono i gol genovesi: il primo arriva al 29', con Guberti che raccoglie una punizione battuta in orizzontale da Palombo e scaglia in rete un destro angolato; il secondo sette minuti più tardi, con Semioli che sfrutta un'indecisione in area di Kolarov e cede a Pazzini. L'attaccante, al rientro, infila il suo gol numero 13. La Lazio si squaglia, e tutto quel che riesce a concretizzare è un tentativo di Rocchi, stoppato senza difficoltà da Storari.
La staffetta fra Pozzi e Cassano: il barese rientra fra gli applausi. LaPresse cassano in campo — Nella ripresa si attende la reazione della Lazio, ma in realtà si assiste a una gara equilibrata e quasi priva di nitide occasioni da gol. La Samp non arretra di un metro, e denota anzi grande maturità nel gestire la gara con calma e sicurezza. La Lazio prova a spingere ma non trova sbocchi, e mai riesce a impensierire Storari. Anzi, in questa fase l'occasione migliore capita alla Samp al 17': su azione d'angolo salta a vuoto Pozzi, Lucchini non arriva per un soffio al facile tap in. Poi ci prova ancora un paio di volte Poli, ma nemmeno Muslera è chiamato agli straordinari. Reja protesta per una rimessa e viene espulso al 23', un minuto dopo entra in campo Cassano al posto di Pozzi, accolto da un applauso fragoroso. Al 32' Zarate vorrebbe una punizione per fallo di Palombo, non la ottiene e perde la testa. Brighi lo espelle, i compagni lo trattengono e lo spingono verso la panchina, lui lascia il campo in lacrime. Ma anche in dieci la Lazio, con anche Matuzalem, Makinwa e Mauri, non si arrende, e anzi sfiora il pareggio a tempo scaduto con Floccari. Il tempo per una volata in contropiede di Cassano e al Ferraris finisce con la vittoria per 2-1 sulla Samp.
Marotta: \"Incomprensibile\"
inserito da Add.stampa il 1 Mar 2010 28 febbraio 2010 - Troppo arrabbiato Delneri per parlare a fine partita. E allora è il direttore generale Beppe Marotta a commentare il clamoroso episodio del rigori che Rocchi si è "rimangiato" dopo averlo assegnato. "Non voglio creare polemiche - è la premessa di Marotta - però bisogna arrivare alla tanto decantata uniformità: nel derby d'andata contro il Genoa subimmo un rigore con la stessa dinamica. Oggi il comportamento dell'arbitro è stato incomprensibile: era appostato benissimo e ha fischiato il rigore, poi senza consultarsi con nessuno ha cambiato idea e ha spiegato ai nostri giocatori che il cambiamento di valutazione è stata opera unicamente sua. Il Parma ha comunque meritato la vittoria".
MILANO, 20 febbraio 2010
inserito da Add.stampa il 21 Feb 2010 Non basta la doppia superiorità numerica alla Samp per avere ragione dei nerazzurri: Samuel Cordoba espulsi nel primo tempo, ma il fortino di Mou regge. Rosso anche per Pazzini al 28' s.t. e subito dopo è Eto'o ad avere il match point, ma Storari salva MILANO, 20 febbraio 2010 - Carlo Ancelotti, davanti alla tivù, si sarà divertito. Non è la vigilia liscia che sognavano Mourinho e Moratti prima dell’impegno di Champions. L’Inter deve sfiancarsi per portare a casa uno 0-0 contro la Samp e mantenere l’imbattibilità interna. Gioca oltre un tempo in nove, dopo i rossi a Samuel e Cordoba, copre il campo come può, prova persino a colpire in contropiede. Nervi e corsa, mentre la Samp non sfrutta un’ottima occasione per dare una spallata al dominio nerazzurro in Italia. Già, perché ci sarebbe anche il campionato: il pareggio potrebbe far riavvicinare Roma e Milan, ma lo 0-0, alla fine, è accolto come una vittoria da San Siro. Terzo pareggio di fila, seconda gara senza gol, ma i campioni non hanno intenzione di abdicare. Si sentono però in lotta contro il mondo intero ("Soltanto in sei ci possono battere" avrebbe sibilato un livido Mourinho entrando nello spogliatoio) e anche per questo forse si spiega il silenzio stampa a fine partita.
Sette minuti, due rossi — I sei minuti che infiammano la partita arrivano fra il 31’ e il 38’ del primo tempo, dopo una mezz’ora di calma quasi piatta (un tiro per parte, squadre corte, pochi spazi). Lancio lungo per Pozzi, Cordoba buca, Samuel difende la posizione sull’attaccante allargando il braccio che va sul collo di Pozzi. L’argentino è già ammonito, Tagliavento comunque gli rifila un rosso diretto. Sulla punizione Cordoba esce chiaramente troppo presto dalla barriera: giallo. Passa qualche minuto e su una palla a centrocampo Cordoba entra come un treno su Pozzi, che peraltro ci aggiunge un "carpiato". Secondo giallo, Inter in nove. Ok, Pozzi non vincerà il premio fair-play (già dai primi minuti tendeva ad accentuare i contatti), ma se l’Inter finisce in nove buona parte della colpa è nell’ingenuità e nel nervosismo, più che in chiari errori di Tagliavento. Mourinho aggiusta con un 4-3-1 con Cambiasso centrale difensivo e Eto’o e Sneijder centrocampisti esterni (Stankovic centrale). Nel frattempo San Siro si infiamma e Mourinho si lascia andare a uno show personale che toccherà il climax nel discutibile gesto delle manette mostrato in Eurovisione.
paÑolada — La tensione non cala nel secondo tempo: l’Inter come da recente usanza entra in ritardo (stavolta con l’arbitro), all’11’ scatta la pañolada: cross sul secondo palo, Eto’o va giù in area. Non c’è contatto con Zauri, ma al giallo per simulazione (Tagliavento poteva evitarlo) dagli spalti spuntano migliaia di fazzoletti bianchi. Protesta corale, mentre Mourinho scoppia a ridere in panchina.
samp, manca l'affondo — In doppia superiorità numerica per un tempo (diventerà singola quando Pazzini riceverà il secondo giallo per un fallo su Stankovic), la Sampdoria non riesce ad affondare, né a far paura a Julio Cesar: la prima conclusione è un colpo di testa debole di Pozzi alla mezz’ora, le due punte (finché sono due) non ricevono palle giocabili, nonostante Palombo, che gode di libertà, provi ad allargare il gioco. Semioli, Guberti e Mannini non saltano mai l’uomo.
inter di sacrificio — Se l’imbattibilità interna nerazzurra resiste in condizioni estreme, però, non è solo per demerito della Samp. Milito è fondamentale nel tenere palla in attacco e abbozzare dei contropiede, Sneijder ed Eto’o si sacrificano a centrocampo, Lucio ci mette energia e senso della posizione, Cambiasso e Zanetti si confermano il cervello della squadra di Mourinho. Che prova persino a vincere, con una punizione dai trenta metri di Sneijder e con un contropiede Pandev-Eto’o (al 33’): Storari chiude la porta al camerunese.
Samp: è quarta
inserito da Add.stampa il 14 Feb 2010 Gioia Samp: è quarta Fiorentina in crisi nera Nell'anticipo di Marassi viola battuti 2-0 con reti di Semioli e Pazzini nel primo tempo. Per i blucerchiati è la quarta vittoria di fila. Per la squadra di Prandelli solo 1 punto in cinque gare GENOVA, 13 febbraio 2010 - Dall’incrocio di Genova, lungo la strada per l’Europa, esce in carreggiata la Sampdoria, che con un primo tempo deciso e spietato indirizza la gara a suo favore e rimanda indietro le velleità continentali della Fiorentina. I blucerchiati, che si issano al quarto posto, hanno colpito con cinismo, sfruttando le incursioni sulle fasce di Guberti, a sinistra, e Semioli, a destra, bravi a creare tanti grattacapi alla retroguardia viola. Di Semioli, appunto, con deviazione decisiva di Pasqual, e Pazzini, le reti che nel primo tempo che hanno indirizzato il match. La Fiorentina, un punto nelle ultime cinque partite, mastica amaro: al di là degli infortuni, è apparsa in ombra, soprattutto con poca lucidità in fase offensiva, dove ci ha provato il solo Jovetic.
La coppia gol della Samp con la Fiorentina: Pazzini e Semioli. Ap infortuni viola — La Fiorentina inizia con Kroldrup e Pasqual, rispettivamente, centrale ed esterno sinistro in difesa e Santana largo a destra a centrocampo. La Samp, ancora senza Cassano, schiera la coppia Pozzi-Pazzini in attacco, Poli è preferito a Tissone in mediana e Guberti diventa l'esterno di sinistra a centrocampo. Le strategie di Prandelli, però, vengono subito stravolte da un doppio infortunio: nel primo tempo, al 10' Gamberini deve lasciare per Felipe, al 16' è out Santana, che fa posto a Marchionni. Il primo gol è frutto della spinta di Guberti, che da sinistra crossa per Pozzi che centra la traversa; sugli sviluppi, colpo di testa di Semioli, che con la complicità di Pasqual, una sorta di incornata all’indietro, firma l’1-0. Gol rocambolesco, ma vantaggio legittimato dalle pericolose incursioni, in precedenza, di Poli e Ziegler, sempre imbeccati dall’ottimo Guberti.
Il raddoppio, di testa, di Pazzini, sulla sinistra. Ap raddoppio — Incassato il gol, la Fiorentina ha alzato il baricentro, Montolivo ha cercato di dettare i tempi della manovra, si sono visti dei pericolosi cross dalle fasce, ma Storari è rimasto quasi inoperoso. E nel momento di maggiore spinta, la Fiorentina si è trovata sotto di due gol. Il raddoppio è una perla di Pazzini, ex della gara, che per la prima volta colpisce al cuore il suo passato viola. Lo fa di testa, con un movimento da centravanti di razza, girando alle spalle di Frey una punizione di Ziegler.
LA RIPRESA — La ripresa offre poco, un po’ per la superiorità, anche fisica, dei blucerchiati, eretti a difesa della loro porta, ma ben disposti a ripartire, un po’ per la pochezza della Fiorentina. Che ci prova, ma sbatte sulla retroguardia avversaria, che non va mai in affanno. Unici brividi da Pazzini, che inciampa - in due occasioni - sul pallone mentre è lanciato da solo in porta, e da Jovetic, con un rasoterra a lato e una bella girata al volo. Qualche segnale, inoltre, dal giovane Liajic, un giovane da seguire. La Sampdoria avanza così nel segno del 4: come la posizione raggiunta in classifica e le vittorie di fila. E tutte senza Cassano.
Samp cinica senza Cassano
inserito da Add.stampa il 8 Feb 2010 Samp cinica senza Cassano Siena sempre più a picco I blucerchiati vincono al Franchi 2-1: gol di Gastaldello e Pozzi, inutile la rete nel finale di Maccarone. Ospiti che risalgono la classifica in zona Europa, per i bianconeri evitare la retrocessione diventa sempre più difficile MILANO, 7 febbraio 2010 - La Sampdoria senza Cassano vince ancora. Per la terza volta consecutiva, stavolta 2-1 a Siena, facendo sprofondare i bianconeri sull'orlo del burrone chiamato serie B. I gol che valgono i tre punti che significano risalita della classifica in zona Europa portano le firme di Gastaldello e Pozzi. Al Siena non basta il solito gol di Maccarone, gli sprechi sottoporta e le papere difensive (Curci è in giornata disgraziata) diventano una condanna. L'ultimo posto in classifica è sempre più malinconico e sempre meno aggiustabile. E questo pomeriggio nemmeno la fortuna ha dato una mano.
Gastaldello svetta e mette dentro l'1-0 Samp. LaPresse partenza da sprinter — Quella della Samp. Che sfiora il gol con il sostituito di Cassano, Pozzi. L'attaccante decolla sul cross teso di Mannini, ma Curci è bravissimo a rifugiarsi in angolo sul colpo di testa angolato. Il portiere del Siena è molto meno bravo invece sul conseguente corner dalla destra. Abbozza un'uscita, si pente, e rimane a mezza strada, spalancando la porta all'incornata di Gastaldello, solo soletto. Sampdoria in vantaggio. Il Siena regisce di rabbia, e sfiora subito il pari. Con Maccarone, direttamente su angolo da sinistra: paperona di Storari, salvato dalla traversa.
forcing siena — Dopo un avvio di gara a ritmo vertiginoso, anche come occasioni, la gara si stabilizza. Il Siena si rende conto di essere sotto, e si demoralizza, gli ospiti provano a gestire il vantaggio. La squadra di Malesani, che nel finale di tempo cambia modulo e inserisce un'altra punta, Calaiò, al posto di Jajalo, per fare da spalla a Maccarone, chiude in crescendo. Trascinata da un Reginaldo tosto fisicamente, che prova a far valere il suo cambio di passo, e dal solito generosissimo Maccarone. Ma sull'unica occasione nitida dei padroni di casa Storari è bravo a respingere un diagonale di Reginaldo. All'intervallo è 1-0 Samp.
sprechi bianconeri — Un'infinità. Malesani nella ripresa mette dentro anche Ghezzal, per il nuovo acquisto Tsiolis, poco incisivo. Ma Calaiò sbaglia un gol quasi fatto, solissimo davanti a Storari, mettendo fuori il sinistro al volo, facilissimo. Da non crederci. Il Siena si rende più volte pericoloso con i suoi attaccanti, ma non passa, complice un attento Storari.
pozzi spietato — E allora la rete la trova la Samp, cinica. Che perde Pazzini, uscito acciaccato, ma segna comunque il 2-0, con l'altro attaccante, Pozzi. Che approfitta di un pasticcio gigante in comproprietà tra Pratali e Curci e deposita nella porta sguarnita. Sembra finita, ma non per il cuore di Maccarone, che trova ancora il tempo e il modo per segnare almeno la rete dell'1-2 con un sinistro incrociato dopo uno stop volante. Ma il suo ottavo gol in campionato non basta. Il Siena vede lo spettro della serie B sempre più vicino, la Samp continua la risalita in classifica.
La Samp ritorna a volare ancora
inserito da Add.stampa il 1 Feb 2010 L'Atalanta va a picco Senza Cassano, i blucerchiati centrano la seconda vittoria consecutiva. Di Palombo e Pazzini, entrambe nel primo tempo, le reti che danno il successo alla Samp. Ai bergamaschi non basta un buon secondo tempo GENOVA, 31 gennaio 2010 - Due partite senza Cassano, due vittorie della Sampdoria. I casi sono ancora pochi per farne una statistica, ma da quando Delneri ha deciso di lasciare fuori il talento barese, la squadra blucerchiata ha ricominciato a volare, infilando due successi e riportandosi a un passo dalla zona nobile della classifica. All'Atalanta non basta un buon secondo tempo per rimediare a una prima parte di gioco decisamente sotto tono, nella quale Consigli è stato battuto prima da Palombo e poi da Pazzini. La seconda sconfitta consecutiva da una genovese (settimana scorsa era stato il Genoa a battere a domicilio la squadra di Mutti) lascia i bergamaschi desolatamente al penultimo posto.
confermati pazzini-pozzi — Dilemma Cassano a parte, Delneri conferma il tandem Pazzini-Pozzi; a centrocampo il tecnico concede un turno di riposo a Poli, schierando Tissone in mezzo al posto di Palombo, mentre sulla fascia c'è Mannini al posto di Guberti; in difesa Rossi per lo squalificato Gastaldello. Mutti porta subito Amoruso in panchina, nonostante si sia allenato con la squadra solo ieri per la prima volta; fra i pali rientra Consigli mentre a centrocampo l'allenatore si affida a Zanetti, con Padoin spostato a sinistra e Ceravolo dirottato in panchina.
Il raddoppio di Pazzini. Ansa uno-due samp — L'inizio è problematico: il terreno, gelato nella notte, è irregolare, il pallone rimbalza male e allora le squadre preferiscono affidarsi a lanci lunghi ma poco redditizi. Primo brivido al 15': Semioli da sinistra mette al centro, Bellini scivola e regala un'occasione d'oro a Mannini, ma è bravo Manfredini a intervenire e deviare di piede sulla conclusione a botta sicuro dell'esterno doriano. Delneri inverte gli esterni, sposta Mannini a sinistra e Semioli a destra. E proprio da lì arrivano le migliori occasioni per la Sampdoria: al 24' bel cross di Semioli, grande stacco di Pazzini che gira di testa, Consigli è bravo a schiaffeggiare il pallone oltre la traversa; sul corner, Pazzini lasciato solo in area colpisce di testa, con Padoin che si sostituisce a Consigli e di testa devia ancora in calcio d'angolo. L'Atalanta è in difficoltà, ma al 32' azzecca il contropiede giusto: Padoin cambia gioco bene sulla destra per Ferreira Pinto, che entra in area e incrocia di destro, bravo Storari a respingere di piede in corner. Ma la Samp ha il controllo della mediana ed è proprio un centrocampista, Tissone, a farsi pericoloso al 34' con un destro dalla lunga distanza, Consigli vede la palla all'ultimo momento ma si tuffa bene nell'angolino basso a destra e devia in angolo. La supremazia della Samp si concretizza al 36': Semioli mette al centro da sinistra, Bellini mette fuori di testa, sul pallone interviene Palombo che da fuori area azzecca un gran destro che batte Consigli. L'Atalanta accusa il colpo e dieci minuti dopo viene trafitta per la seconda volta: Semioli ruba palla a Bellini sulla destra vicino alla linea di fondo, mette subito al centro dove Pazzini è pronto alla deviazione vincente.
l'atalanta ci prova — In avvio di ripresa, Mutti prova a dare vigore al centrocampo togliendo Zanetti e inserendo Valdes, che si piazza sulla sinistra con lo spostamento di Padoin al centro. Delneri risponde con forze fresche in mezzo: Poli al posto di Tissone. Al 16' l'Atalanta ha l'occasione per accorciare le distanze: gran palla al centro di Valdes per Chevanton, lasciato solo da una difesa blucerchiata distratta nell'occasione; l'attaccante uruguaiano colpisce di testa da buona posizione, ma manda alto. Amoruso indossa ufficialmente la maglia della sua tredicesima squadra al 20', quando viene spedito in campo da Mutti al posto di Tiribocchi. I bergamaschi sprecano un'altra occasione per riaprire il match al 22': Lucchini sbaglia un intervento difensivo lasciando campo aperto a Chevanton, l'attaccante entra in area ma calcia debolmente addosso a Storari, che blocca facilmente a terra. Dall'uscita di Tissone i blucerchiati perdono il controllo del centrocampo: la squadra soffre, è meno aggressiva e fatica a ripartire. Delneri corre ai ripari: fuori un esterno offensivo, Mannini, e dentro un esterno difensivo, Accardi. L'Atalanta continua a premere: al 39' Guarente mette al centro su punizione, Amoruso devia di testa e impegna Storari in angolo. Nel finale, al 3' di recupero, la Samp perde Padalino, espulso per proteste. E' l'ultimo sussulto della partita.
La Samp rinasce a Udine
inserito da Add.stampa il 25 Jan 2010 La Samp rinasce a Udine Ma i friulani recriminano
Gol e tante emozioni in Friuli: squadra di De Biasi in vantaggio con Di Natale su rigore, pareggia Pazzini dagli 11 metri. Isla riporta avanti l'Udinese, nella ripresa i gol di Pozzi e Semioli regalano ai blucerchiati la vittoria che mancava da due mesi. Nel finale negato un rigore ai friulani, che ora sono vicinissimi alla zona retrocessione Gazzatown UDINE, 24 gennaio 2010 - Delneri lascia a casa Cassano e la Samp torna a vincere dopo due mesi. Difficile pensare che il successo blucerchiato a Udine sia frutto solo della rischiosa scelta dell'allenatore. L'Udinese ci ha messo del suo: buona nel primo tempo, nel quale ha messo sotto gli ospiti, nella ripresa è incappata in un paio di disattenzioni difensive di troppo, facilitando la vittoria di una Samp buona ma non certo al meglio. Nel finale anche un rigore non fischiato ai friulani, per fallo di Gastaldello su Sanchez, ha penalizzato oltre modo la squadra di De Biasi, che con soli due punti nelle ultime sei partite ora è vicinissima alla zona retrocessione.
Di Natale porta in vantaggio l'Udinese con il 13° gol stagionale Lapresse d'agostino non ce la fa — Nell'Udinese non c'è D'Agostino: i problemi intestinali che l'hanno fermato negli ultimi giorni lo costringono a rinunciare anche alla panchina; in campo in cabina di regia c'è Sammarco. Nella Sampdoria per la prima volta senza Cassano, a casa per scelta tecnica, c'è Pozzi al fianco di Pazzini, mentre in panchina va il primavera Testardi. Di fronte ci sono due squadre che non vincono da mesi: l'Udinese dal 29 novembre (2-0 in casa al Livorno) e la Samp dal 22 novembre (2-1 al Chievo). La fame è tanta.
subito di natale — I blucerchiati partono con tante buone intenzioni: dopo pochi secondi Pozzi vince un rimpallo e ci prova dal limite dell'area, ma la conclusione è fiacca e a lato. Ma è l'Udinese a prendere subito il sopravvento. Al 4' Poli perde palla a centrocampo, la recupera Di Natale che pesca in area Sanchez, con il cileno che arriva in ritardo e calcia a lato. Tre minuti dopo i friulani passano in vantaggio: Cacciatore atterra ingenuamente Di Natale in area, netto calcio di rigore, dal dischetto l'attaccante campano realizza la sua tredicesima rete stagionale, che lo porta solitario al comando della classifica cannonieri (in attesa di Milito impegnato questa sera nel derby di Milano). La Samp va subito in bambola: un minuto dopo Sanchez semina il panico in area, tocca al centro per Di Natale, questa volta anticipato da Cacciatore. Sanchez e Di Natale si trovano a meraviglia: rapidi, mettono spesso in difficoltà i macchinosi centrali della Samp. Al 19' l'Udinese va ancora vicina al raddoppio: Inler affonda sulla destra, la difesa ospite si muove male, lo svizzero mette al centro per Di Natale che da pochi passi calcia a botta sicura, strepitoso Storari nella respinta d'istinto. La Samp cerca di uscire dal guscio, Palombo e Poli crescono, prendono per mano la squadra e spostano più avanti il baricentro. Il pareggio, al 27', arriva nel momento di massima spinta degli ospiti: Pozzi entra in area e, toccato da Pepe, forse accentua la caduta. Per l'arbitro è rigore: dal dischetto Pazzini spiazza Handanovic. Il pareggio mette coraggio alla Samp, che al 33' sfiora il vantaggio: Ziegler su punizione mette al centro, Semioli colpisce debolmente sottoporta, Handanovic si fa sfuggire il pallone e Pazzini non riesce a intervenire sul pallone vagante. L'Udinese esce dalla fase di torpore e torna a spingere. Incerta, la difesa della Samp crolla ancora al 44': Lukovic tocca in profondità per Isla, lasciato colpevolmente solo e tenuto in gioco da Ziegler; il centrocampista cileno batte facilmente Storari e festeggia il primo gol in A.
Nicola Pozzi al primo centro stagionale. Ap uno-due samp — In avvio di ripresa Delneri mette in campo forze fresche senza stravolgere la squadra: Zauri per Cacciatore, incerto in diverse occasioni, e Tissone per Poli. Si riparte al piccolo trotto fino alla fiammata della Samp che al 12' riapre la partita: Semioli affonda sulla sinistra e tocca al centro, Tissone tocca in profondità per Pozzi che, tenuto in gioco da Pepe, tutto solo colpisce di testa e sulla respinta di Handanovic ribadisce in rete. Dopo il gol, De Biasi toglie proprio Pepe per far posto a Floro Flores. Il ritmo cresce, entrambe le squadre credono nei tre punti e spingono. La sensazione è che il gol possa arrivare da un momento all'altro, da parte di entrambe. E al 21' è la Samp a passare: la difesa friulana è piazzata male, Tissone tocca in profondità per Semioli che batte facilmente Handanovic per il 3-2 blucerchiato. Sotto a sorpresa, l'Udinese si butta in avanti ma la Samp tiene bene. Al 36' Tissone pesca bene Pazzini in area, l'attaccante solo davanti ad Handanovic calcia addosso al portiere mangiandosi il gol del 2-4. Nell'azione successiva Zauri sbaglia il retropassaggio verso Storari, Floro Flores cerca di approfittarne ma il portiere è veloce a uscire dai pali e sventare. Sulla ribattuta Sanchez cade in area toccato da Gastaldello: ci potrebbe stare il rigore, ma l'arbitro ammonisce il cileno per simulazione. Nel recupero l'Udinese sfiora il pareggio con un gran tiro di Basta da posizione angolata, di poco a lato.
Pazzini risponde a Llama
inserito da Add.stampa il 17 Jan 2010 Ma la Samp non vince più Apre l'argentino su calcio di punizione, risponde Pazzini su rigore allo scadere del primo tempo. Settima partita senza successi per i blucerchiati GENOVA, 17 gennaio 2010 - Settima giornata di digiuno dai tre punti (l'ultima vittoria, con il Chievo, risale al 22 novembre), e per quella che era la sopresa di inizio stagione ormai si profila un campionato da metà classifica. Contro un Catania attento e combattivo, la Samp ha poche idee e deve rincorrere per tutto il primo tempo dopo il gran gol di Llama in avvio. Pazzini fa 1-1 su rigore ma nella ripresa gli uomini di Delneri fanno davvero poco per centrare il vantaggio. Al 90' a Marassi c'è spazio solo per i fischi.
NOVITA' — Delneri lancia subito nell'undici titolare Storari e Guberti, e lascia in panchina Mannini (c'è Semioli sull'altra corsia). Nel Catania, privo dello squalificato Mihajlovic (sostituito da Marcolin), c'è il rilancio di Ricchiuti, che gioca affianco a Mascara e Martinez. Il resto è tutto confermato.
L'esultanza di Llama dopo il gol del vantaggio. Lapresse partenza sprint — I blucerchiati partono meglio e sfiorano il vantaggio già al primo minuto: assist, manco a dirlo, di Cassano per Poli, sul cui destro ravvicinato si salvano con qualche affanno i centrali catanesi. Un minuto dopo Pazzini cade in area e invoca il rigore, Morganti lascia correre. E ancora, al 10', Cassano si libera bene in area e sfiora il gol con un cross deviato. Rimarrà il miglior momento dello Samp. Il vero sprint è però quello dei rossoazzurri, che alla prima chance passano: minuto 14, Mascara conquista una buona punizione dal limite e Llama sfodera un gran sinistro tagliato che beffa uno Storari non molto reattivo.
BLACK OUT — Il gol subìto è la classica doccia fredda per la Samp, che si blocca e per mezz'ora fatica a trovare idee per avvicinarsi ad Andujar. Di riflesso, il Catania si chiude con ordine e cerca di pungere in velocità con Martinez e Mascara. Non è una gran partita e il pari arriva all'ultimo minuto, quando Silvestre trattiene Pazzini in area. E' rigore (tra le proteste catanesi), trasformato dallo stesso attaccante.
Carolina Marcialis, in tribuna per seguire il suo Cassano. RIPRESA — Nel secondo tempo Delneri cerca linfa vitale in Mannini e Padalino, al posto degli esterni titolari. Si scalda anche Pozzi, che poi non entra (Lucchini non sta bene ed entra Accardi), e non la prende bene. Nel Catania dentro Ledesma per Mascara e gli argentini diventano otto tra gli ospiti.
POCA VIVACITA' — La qualità del gioco non trae benefici dai cambi e le occasioni arrivano col contagocce. Una delle migliori capita al Catania, con Martinez che s'invola verso Storari e inciampa clamorosamente sul pallone prima di concludere. Gli uomini di Delneri si svegliano tardi: negli ultimi minuti, una rovesciata di Pazzini (deviata in corner) e un colpo di testa a lato di Rossi. Davvero troppo poco.
Pazzini risponde a Llama
inserito da Add.stampa il 17 Jan 2010 Ma la Samp non vince più Apre l'argentino su calcio di punizione, risponde Pazzini su rigore allo scadere del primo tempo. Settima partita senza successi per i blucerchiati GENOVA, 17 gennaio 2010 - Settima giornata di digiuno dai tre punti (l'ultima vittoria, con il Chievo, risale al 22 novembre), e per quella che era la sopresa di inizio stagione ormai si profila un campionato da metà classifica. Contro un Catania attento e combattivo, la Samp ha poche idee e deve rincorrere per tutto il primo tempo dopo il gran gol di Llama in avvio. Pazzini fa 1-1 su rigore ma nella ripresa gli uomini di Delneri fanno davvero poco per centrare il vantaggio. Al 90' a Marassi c'è spazio solo per i fischi.
NOVITA' — Delneri lancia subito nell'undici titolare Storari e Guberti, e lascia in panchina Mannini (c'è Semioli sull'altra corsia). Nel Catania, privo dello squalificato Mihajlovic (sostituito da Marcolin), c'è il rilancio di Ricchiuti, che gioca affianco a Mascara e Martinez. Il resto è tutto confermato.
L'esultanza di Llama dopo il gol del vantaggio. Lapresse partenza sprint — I blucerchiati partono meglio e sfiorano il vantaggio già al primo minuto: assist, manco a dirlo, di Cassano per Poli, sul cui destro ravvicinato si salvano con qualche affanno i centrali catanesi. Un minuto dopo Pazzini cade in area e invoca il rigore, Morganti lascia correre. E ancora, al 10', Cassano si libera bene in area e sfiora il gol con un cross deviato. Rimarrà il miglior momento dello Samp. Il vero sprint è però quello dei rossoazzurri, che alla prima chance passano: minuto 14, Mascara conquista una buona punizione dal limite e Llama sfodera un gran sinistro tagliato che beffa uno Storari non molto reattivo.
BLACK OUT — Il gol subìto è la classica doccia fredda per la Samp, che si blocca e per mezz'ora fatica a trovare idee per avvicinarsi ad Andujar. Di riflesso, il Catania si chiude con ordine e cerca di pungere in velocità con Martinez e Mascara. Non è una gran partita e il pari arriva all'ultimo minuto, quando Silvestre trattiene Pazzini in area. E' rigore (tra le proteste catanesi), trasformato dallo stesso attaccante.
Carolina Marcialis, in tribuna per seguire il suo Cassano. RIPRESA — Nel secondo tempo Delneri cerca linfa vitale in Mannini e Padalino, al posto degli esterni titolari. Si scalda anche Pozzi, che poi non entra (Lucchini non sta bene ed entra Accardi), e non la prende bene. Nel Catania dentro Ledesma per Mascara e gli argentini diventano otto tra gli ospiti.
POCA VIVACITA' — La qualità del gioco non trae benefici dai cambi e le occasioni arrivano col contagocce. Una delle migliori capita al Catania, con Martinez che s'invola verso Storari e inciampa clamorosamente sul pallone prima di concludere. Gli uomini di Delneri si svegliano tardi: negli ultimi minuti, una rovesciata di Pazzini (deviata in corner) e un colpo di testa a lato di Rossi. Davvero troppo poco.
Battuta 1-0 la Sampdoria
inserito da Add.stampa il 11 Jan 2010 Stacco Denis, volo Napoli Stop Lavezzi: out un mese Battuta 1-0 la Sampdoria con un colpo di testa dell'argentino al 26' della ripresa. El Tanque era entrato per sostituire il Pocho, infortunatosi dopo 20'. La Sampdoria continua a non trovare punti in trasferta: sei k.o. di fila, Cassano e Pazzini pungono poco Denis e Quagliarella. Ansa NAPOLI, 10 gennaio 2010 - German Denis spedisce il Napoli ancora più in alto. Walter Mazzarri batte la sua ex squadra e prolunga a dodici la striscia di partite senza sconfitte col Napoli (tutte). Al San Paolo i 50 mila alla fine festeggiano nientemeno che il terzo posto. Ok, è temporaneo, in attesa di Juventus-Milan, ma è lecito sognare. Gara non belissima, ma tre punti fondamentali: la nota negativa è l'infortunio di Lavezzi, nella giornata della pace del suo procuratore con De Laurentiis, ma la zuccata di Denis dimostra che i sostituti sono all'altezza. Diversa la situazione della Sampdoria in caduta libera: sesta sconfitta consecutiva in trasferta, 2 punti nelle ultime sei gare. Il primo posto di inizio campionato è lontano.
Lavezzi si blocca — La formula del Napoli, davanti, è quella collaudata: Quagliarella punta avanzata, Lavezzi e Hamsik dietro di lui. La partita del Pocho però dura poco più di venti minuti, in cui prova un paio di accelerazioni e altrettanti dribbling: poi si blocca su un allungo. Probabile stiramento al bicipite femorale della coscia sinistra per Lavezzi, che non la prende benissimo (esce gettando via la borsa del ghiaccio) e fa spazio a Denis. La prima diagnosi è distrazione di primo grado al bicipite femorale: stop previsto di un mese. Per tutto il primo tempo, comunque, i tre davanti con combinano granché (tranne un colpo di testa fuori di Denis): i pericoli maggiori li costruisce Maggio, l'unico a provare a saltare l'uomo sulla fascia e l'unico ad avere una vera palla gol, servito da Gargano sul filo del fuorigioco (bella uscita bassa di Castellazzi).
denis sblocca il napoli — E' sempre Maggio il protagonista della fiammata fra il 17' e il 21' della ripresa, quando prima si divora un gol di piatto, mentre poi trova la parata di Fiorillo con un tiro secco. Tocca quindi a Denis spedire il Napoli al terzo posto: è il 26' quando Campagnaro piazza uno dei pochi cross della sua partita. L'argentino stacca bene, andando più in alto di Lucchini e anticipando Fiorillo in uscita. Copertina per "el Tanque", ma fra gli uomini di Mazzarri segnalazioni anche per Gargano (sue le poche idee a centrocampo, oltre alla solita intensità) e per Cannavaro, perfetto in chiusura su Pazzini. Meno incisivo del solito Hamsik (alla sua centesima col Napoli), mentre Quagliarella nelle giornate in cui non trova la giocata è poco utile.
Antonio Cassano. Ansa samp, gioco involuto — Le statistiche, già citate, sono impietose con la Samp. Fossimo in Delneri, però, saremmo preoccupati soprattutto dell'involuzione del gioco. Con Pazzini a secco e quasi sempre fuori dal gioco, con Cassano che alterna belle giocate e momenti in cui non sa a chi dare la palla, e finisce col perderla, servirebbero altre soluzioni. Invece gli esterni sono stranamente bloccati, e altre fonti di gioco paiono non esserci. Così De Sanctis resta inoperoso fino al vantaggio napoletano, e la reazione si concretizza in un tiro dal limite di Cassano e due punizioni di Palombo. Non molto. Le note positive, in attesa del ritorno dei risultati, sono la costanza ad alto livello di Poli (pericoloso al 94'), e la tenuta difensiva della coppia Lucchini-Gastaldello, quasi sempre in controllo fino al gol di Denis. Su cui c'è una uscita non troppo convinta di Fiorillo, entrato per sostituire l'infortunato Castellazzi: il ragazzo, se l'assenza del titolare dovesse prolungarsi, avrà modo di riscattarsi.
Samp, l\'involuzione continua
inserito da Add.stampa il 20 Dec 2009 Danilevicius lancia il Livorno Samp, l'involuzione continua La doppietta del lituano regala il successo agli uomini di Cosmi (3-1). Blucerchiati alla quinta gara senza vittorie e k.o. in trasferta per la quinta volta di fila L'esultanza di Danilevicius, alla quarta rete stagionale. LaPresse LIVORNO, 20 dicembre 2009 - Tomas Danilevicius è il più bel regalo sotto l'albero di Natale dei tifosi del Livorno. Il lituano firma nella ripresa la doppietta che ribalta la sfida con la Sampdoria, regalando agli amaranto il 3-1 che vale la seconda vittoria consecutiva e 18 punti in classifica, in acque tranquille. I blucerchiati invece continuano la loro involuzione: illusi dalla rete al quarto d'ora di Cassano, gli uomini di Del Neri sprofondano con la quinta sconfitta consecutiva in trasferta, dove non vincono dal 13 settembre. Il successo in campionato manca ormai da 5 gare e la classifica dice sempre 25 punti: dopo essere stati la sorpresa della prima parte di stagione i blucerchiati al momento sarebbero fuori dall'Europa.
le scelte — Cosmi lascia in panchina Pulzetti, non al meglio, e sceglie di rinforzare il centrocampo con Raimondi. Danilevicius è l'unica punta, con Candreva a supporto. In difesa c'è Miglionico con Rivas e Perticone. Delneri recupera Pazzini e Semioli. Fiducia a Mannini sulla sinistra, in difesa c'è Marco Rossi per Ziegler: a sinistra scala Accardi.
Antonio Cassano non segnava dal 30 agosto. Ansa tocco di classe — Servono 15' per la prima vera emozione: Pazzini sale in cielo e fa da sponda sulla trequarti per Cassano, che si lancia in una penetrazione in area conclusa con una splendida puntata di destro che fa secco De Lucia. Fantantonio in un colpo solo interrompe due digiuni da gol: quello personale, che durava dal 30 agosto, e quello della sua squadra, lungo 310'. Il Livorno accusa il colpo e ci mette un po' a riordinare le idee: Danilevicius è troppo isolato e facilmente controllato dai centrali ospiti. Raimondi staziona stabilmente a destra aggiungendo imprevedibilità, ma i suoi cross sono poco precisi. La Samp, che pure controlla il gioco, non incanta: Pazzini domina sulle palle alte ma non ha una palla buona dalle parti di De Lucia; Cassano è ispirato ma non basta.
colpo di testa — I padroni di casa arrivano al pareggio al 39': Candreva pennella una punizione da destra, Rivas anticipa Rossi in area e firma la sua prima rete stagionale. Il gioco si ferma due minuti dopo la rete del Livorno a causa di alcuni fumogeni lanciati in campo dalla curva di casa: serve l'intervento di Cosmi per calmare le acque. Subito il gol la Samp si rimette a condurre il gioco, con Cassano pericoloso più volte nel finale dalle parti di De Lucia ma con scarsa fortuna.
festa amaranto — Il Livorno ricomincia con rabbia e passa subito in vantaggio: Pieri sfonda a sinistra, palla centrale deviata di testa da Raimondi per Danilevicius, che da due passi infilza Castellazzi. Per l'attaccante lituano è la terza rete stagionale. Candreva sfiora il terzo gol poco dopo il 2-1, poi Delneri ridisegna la Sampdoria inserendo Bellucci e Ziegler, con Palombo che resta unico centrocampista di ruolo. Gli ospiti impiegano un po' a riorganizzarsi, ma attorno al 20' sfiorano più volte il pari con Pazzini, che al 18' si vede negare il nono gol stagionale dal palo, dopo aver superato anche De Lucia.
doppio giallo — I piani di rimonta di Delneri si complicano al 28', quando Stankevicius si fa cacciare per doppia ammonizione: il secondo giallo arriva in un'azione nella quale il lituano stende prima Danilevicius e poi Pulzetti, inserito da Cosmi al posto di Candreva. La Sampdoria non rinuncia ad attaccare nonostante l'inferiorità numerica ma non riesce ad acciuffare la parità., complice l'imprecisione sottoporta e un po' di confusione in attacco, con Cassano che si arrabbia spesso con Mannini (lontano parente del giocatore che aveva incantato a inizio stagione) per i troppi errori. Nel finale gli ospiti devono addirittura incassare la terza rete, quando Marchini serve Danilevicius al limite dell'area piccola e il lituano trafigge Castellazzi facendo esplodere il Picchi.
Fra Samp e Roma è 0-0
inserito da Add.stampa il 14 Dec 2009 Più Totti di Cassano ma fra Samp e Roma è 0-0 Dopo un primo tempo equilibrato (e un palo di Stankevicius), nella ripresa crescono i giallorossi, che vanno vicini al gol con Perrotta e Vucinic. Gara intensa e ricca di occasioni: entrambe le squadre sono a -3 dalla zona-Champions Palombo contro Perrotta. LaPresse GENOVA, 13 dicembre 2009 - La Roma dei tredici punti negli ultimi cinque turni non trova la quarta vittoria di fila, ma contro una Samp tornata quasi quella dei tempi belli deve accontentarsi di un pareggio non entusiasmante in ottica di rimonta verso la zona Champions (che al momento dista tre punti, per entrambe le squadre), ma positivo per quel che si è visto in campo. E cioè una gara spettacolare, fatta di ritmo e continui rovesciamenti di fronte, fra sue squadre toniche e consapevoli dei propri mezzi. Alla fine lo 0-0 fotografa l'equilibrio fra le forze in campo, non certo povertà di gioco e occasioni. E la Samp, dal canto suo, dopo i due ultimi pesanti k.o. (doppio 3-0 con Milan e Genoa) può essere soddisfatta per aver interrotto l'emorragia di punti e per aver ritrovato smalto e convinzione.
Cassano-Totti: nemici-amici in campo. LaPresse primo tempo — La gara inizia con un abbraccio: il saluto di Totti a Delneri. Poi il via, e le due squadre partono a ritmo altissimo: più Roma in termini di minutaggio e possesso palla, più Samp in quanto a occasioni e quasi gol. Pozzi e Franceschini sono in panchina, come anche Zauri. In campo Ziegler e Mannini, con Pazzini-Cassano coppia d'attacco. La Roma è quella prevista, con Totti a finalizzare il lavoro del trio Taddei-Perrotta-Vucinic. La prima palla gol è di Cassano, che in area fa partire un destro deviato prima da Juan, poi da Burdisso, che manda in angolo prima di scontrarsi con Julio Sergio. E' l'8', nonché l'aperitivo di un primo tempo frizzante e vivace, giocato da entrambe le contendenti nella costante ricerca di un gioco di prima e inserimenti da dietro palla a terra. Il ritmo è alto, l'ispirazione quella dei giorni buoni. Al 13' Taddei colpisce bene da posizione angolata, Castellazzi non si lascia sorprendere e poi Riise manda a lato. Ogni rovesciamento di fronte sembra il preludio di un gol, con una Samp che mette il suo marchio ai minuti finale della prima frazione: Palombo testa l'attenzione di Julio Sergio con un gran destro dalla distanza, poi Stankevicius colpisce un palo e sul rimpallo Pazzini non riesce, di testa, a deviare in rete. E il primo tempo finisce 0-0.
Castellazzi anticipa Vucinic. LaPresse secondo tempo — La ripresa procede come se l'intervallo non fosse esistito: le due contendenti continuano a macinare gioco, offensive, occasioni. Alla distanza però la Roma spezza l'equilibrio a suo favore, mettendo la Samp in difficoltà sempre più spesso. Al 17' su assist di Totti, Perrotta sfiora il palo di destro con Castellazzi battuto, e due minuti più tardi ancora il portiere doriano alza in angolo un colpo di testa di Vucinic, lasciato solo al momento dell'impatto col pallone. Al 26' è Totti a provare la conclusione, ma il suo destro non trova lo specchio. Di Cassano non c'è ormai più traccia, dopo un primo tempo ispirato; il capitano giallorosso, invece, dopo una gara di sacrificio e raccordo, si toglie qualche soddisfazione personale, come a voler trascinare la Roma in questo finale di dominio capitolino. La Samp non ha più la forza e la lucidità per ripartire, la Roma, vivacizzata da un Taddei ritrovato, dimostra di aver qualcosa in più da spendere. Ma tutto questo non basta a sbloccare il risultato: finisce 0-0, con Roma e Samp ancora appaiate (e in solitaria) nella ricerca dell'aggancio alla zona-Champions.
Torniamo con i piedi per terra
inserito da Add.stampa il 29 Nov 2009 Milanetto (rigore), Rossi e Palladino (altro rigore). Tre espulsi, rissa in campo dopo il terzo gol rossoblù GENOVA, 28 novembre 2009 - È stato come vedere una squadra all’apice della forma, il Genoa, contro una squadra a livelli di precampionato (la Samp). E dunque è finita con Marassi rossoblu in delirio dopo lo spaventoso, e onestamente un po’ inaspettato, 3-0 rifilato agli acerrimi rivali blucerchiati. Davvero clamorosa la superiorità dei ragazzi di Gasperini in questo derby, totalmente superiori dall’inizio alla fine. La Samp? Un tiro in porta da lontano di Cassano e niente più. Sbranata dal Grifone.
Milanetto esulta dopo il rigore dell'1-0. Ap sbandamento — Il Genoa è stato quasi (vero, Biava?) perfetto nella prima frazione. I movimenti di Sculli e soprattutto di Palacio a destra e Palladino a sinistra hanno mandato in tilt la difesa della Samp, più volte in grave imbarazzo. In mezzo Milanetto ha lanciato i compagni benissimo e recuperato mille palloni, aiutato dagli instancabili Juric e Rossi. In difesa i pericoli Cassano e Pazzini sono stati letteralmente asfissiati. Così ogni capovolgimento di fronte dalla zona di attacco blucerchiata è diventata un potenziale pericolo per i ragazzi di Delneri, travolti dal ritmo dei rossoblu. Che già al 10’ sono passati in vantaggio grazie a un rigore procurato da Palacio, atterrato da Ziegler. Milanetto ha spiazzato Castellazzi.
corsa — La Samp ha reagito ma sul piano della corsa non si è vista partita. Così al 22’ Sculli è sceso a sinistra, cross basso e Ziegler ha liberato di destro cogliendo il suo palo per un incredibile quasi-autogol. Una Samp in evidente sbandamento, che davanti non è mai riuscita a combinare nulla. Il Genoa però non ne ha approfittato. In particolare al 35’ e al 37’. Prima Criscito di testa ha impegnato Castellazzi in una parata miracolo (con l’aiuto della traversa). Poi Sculli solo davanti al portiere ha messo a lato invece di darla a Palladino per il più facile dei gol.
scienza — E siccome il calcio non è una scienza esatta e gli errori si possono pagare carissimo, ecco che da un possibile 3-0 il Genoa è rimasto sull’1-0 con l’uomo in meno. Al 45’ Biava, infatti, già ammonito, ha pensato bene di fermare un’azione con la mano: secondo cartellino giallo e assurda espulsione che ha riaperto tutti i giochi. Unitamente all’infortunio di Palacio (il migliore dei suoi) una specie di doppio disastro tra le file dei genoani.
sportività — Apparente. Perché alla ripresa del secondo tempo non è cambiato niente. Il Genoa ha continuato a macinare gioco e avversari. All’8’ lancio per Rossi che dentro l’area ha esploso il destro per il 2-0. Delneri ha inserito Tissone, Pozzi e Accardi, inutilmente. Il Rossi della Samp ha pareggiato i numeri in campo facendosi espellere e da lì il Genoa è dilagato. Da un ennesimo contropiede è nata l’azione del terzo gol, arrivato su rigore di Palladino. L’attaccante ha macchiato la partita rossoblu facendo il gesto dell’orecchio ai tifosi della Samp appena dopo il gol, cosa che ha scatenato una mini-rissa tra giocatori. Onestamente poteva risparmiarselo, visto che si parla sempre di sportività e puntualmente c’è sempre qualche giocatore che se ne dimentica. È finita con l’espulsione di Cacciatore e Rosetti che ha messo fine alla partita al 45’ senza recupero. Trionfo Genoa, Samp mestamente a casa a riflettere.
Cassano brilla, Pazzini segna
inserito da Add.stampa il 25 Nov 2009 La Samp risorge col Chievo In attesa della Juve, i blucerchiati s'impongono 2-1 e risalgono al 3° posto alle spalle di Inter e Milan. Vantaggio di Rossi, poi show del barese. Luciano espulso, nel finale accorcia Mantovani GENOVA, 22 novembre 2009 - Cassano è tornato Cassano. Con il settimo assist stagionale, con la lingua fuori a fine partita. Sabato prossimo c'è il derby, il Genoa è avvertito. Onore al Chievo che a Marassi perde 2-1 ma ci prova fino alla fine, nonostante l'inferiorità numerica dal 44' del primo tempo (espulso Luciano). Di Rossi e del solito Pazzini le reti del successo blucerchiato. In attesa del posticipo, la Sampdoria affianca la Juve al 3° posto in classifica a quota 24.
CHE CASSANO — La partita del barese è tutta da raccontare. I fischi dei tifosi? Dimenticati. Dagli spalti solo applausi, prima durante e dopo i 90'. E' un crescendo a ogni giocata, e sono tante: il Chievo lo controlla con tre giocatori, Russo lo tutela distribuendo ammonizioni. E Cassano ci prova, sempre: splendidi lanci per Mannini e Padalino, due tiri ma Sorrentino è attento. Delneri lo incita, "più concreto", e Cassano obbedisce: all'8' della ripresa grande botta e palo esterno. Al 20' triangolo con Padalino e tocco in area per Pazzini. E' il raddoppio blucerchiato. Colpi di tacco, tocchi sotto, finte spiazzanti, alla mezz'ora salva Sorrentino. E Delneri vuole di più, ancora di più.
POLI E ROSSI — Samp e Chievo si affrontano dopo aver riposato con gli stessi pensieri per la testa: un punto nelle ultime due partite per entrambe, una flessione arrivata appena si è cominciato a elogiare il lavoro di Delneri e Di Carlo. Due belle squadre quelle in campo a Marassi, belle ma contratte: i blucerchiati provano ad allargare il gioco su Mannini e il ritrovato Padalino, i veneti puntano tutto sulle verticalizzazioni per Pellissier e la gabbia su Cassano. Occasioni poche, ma al 19' passa la Samp: angolo del barese, Sorrentino rinvia di pugno. Poli la liscia una prima volta dal limite, poi al secondo tentativo calcia forte e in diagonale, Rossi è sulla traiettoria e beffa Sorrentino.
Un buon Pellissier non basta al Chievo. Ap CHIEVO E RUSSO — Vantaggio meritato, ma a fine primo tempo una valutazione va fatta: l'arbitro Russo ferma due volte Pellissier per fuorigioco, la seconda annullando il pareggio dell'attaccante. Due errori del fischietto napoletano. Giusta, invece, l'espulsione di Luciano per somma di ammonizioni. A conti fatti, Di Carlo ha di che recriminare. Non è colpa di Russo, invece, se all'esordio stagionale dal 1' Abbruscato si muove bene spalle alla porta ma è impalpabile in area. Nella ripresa con Bogdani le cose migliorano, ma con il Chievo in dieci è la Samp a fare la partita. Anzi, Cassano. Segna Mantovani al 35', è l'unico tiro dei veneti che non mollano mai. Alla fine non basta.
CAGLIARI, 8 novembre 2009
inserito da Add.stampa il 8 Nov 2009 Parlare di crisi non ha senso. Ma la Samp che perde 2-0 a Cagliari esce certamente ridimensionata. Soltanto un punto in tre gare. Chi aveva parlato di Champions League si sarà reso conto di essere stato avventato. I sardi, in un momento di grazia, si confermano formazione migliore rispetto a molte di quelle che stanno abitualmente nella parte destra della classifica.
Palombo protesta per l'espulsione di Stankevicius. LaPresse COLLAUDATE — Delneri sceglie l'undici più collaudato, vista l'assenza di Semioli a destra. In difesa Rossi e il rilanciato Accardi spingono fuori Zauri e Lucchini. Allegri opta per Nenè accanto a Jeda in avanti.
OCCASIONE — La Samp potrebbe passare subito: leggerezza di Conti, Cassano pesca da campione Mannini in area, ma Marchetti evita guai in uscita bassa, prima che Poli spedisca alto. La partita è molto equilibrata. Nessuno prende il sopravvento. A Delneri manca qualcosa dalle fasce, dove spesso le sue squadre creano situazioni pericolose.
RISPOSTA — Ci vuole un'altra leggerezza, stavolta di Stankevicius, per dar vita a un'altra palla gol. Jeda assiste Biondini dopo l'errore del lituano, l'esterno destro del centrocampista colpisce il palo. Sugli sviluppi Dessena calcia fuori la palla del possibile 1-0. Si procede a strappi. Ancora una volta un errore individuale libera lo spunto di Cassano, che entra in area e viene spinto alle spalle da Jeda. Il rigore, per quanto non clamoroso, a termini di regolamento sarebbe da fischiare.
IN 10 — Si mette male per la Samp in chiusura di tempo: Stankevicius stende Jeda e nell'interpretazione di Gervasoni il lituano è ultimo uomo. Un giallo non sarebbe stato scandaloso. Doccia anticipata e Samp che dal 42' del primo tempo deve giocare in 10.
Stankevicius esce dal campo a testa bassa. Ap NUOVO ASSETTO — Delneri riparte con un 4-3-2: Cacciatore rileva Poli. Il Cagliari aggredisce il secondo tempo per cercare di sfruttare l'uomo in più. Castellazzi è sempre sicuro, sia nelle uscite che sulle conclusioni da lontano di Conti. La tenuta della Samp in 10 è notevole. Certo, per Cassano e Pazzini le palle giocabili sono poche.
COLPO FINALE — Proprio quando gli attacchi dei sardi si fanno meno lucidi, arriva la svolta. Agostini cerca un sinistro al volo dentro l'area, la palla è sporca e diventa un formidabile assist per Conti, bravo a metterla di testa sul secondo palo. Gol un po' casuale, anche se non immeritato. Al 45' c'è gloria anche per Matri, libero su azione da calcio d'angolo. Così il Cagliari può già pensare che la salvezza arriverà anche quest'anno, come giustificano organico e allenatore. Per la Samp addio sogni di gloria. Almeno a certi sogni di gloria. Ma la squadra c'è e si toglierà altre soddisfazioni.
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