Omino

lI sangue che pulsa a genova è Blucerchiato

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Gira,gira
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Sampdoria-Lazio 2-1:Guberti,Pazzini


Delneri; Meritiamo la vetta

inserito da Add.stampa il 25 Oct 2009

24 ottobre 2009
E' raggiante Delneri al termine di Sampdoria-Bologna, partita chiusa sul 4-1 per i blucerchiati. "Nel primo tempo abbiamo disputato un ottimo gioco, abbiamo fatto bei gol e meritato il vantaggio. Nella ripresa abbiamo preso un gol evitabilissimo. Cassano è stato fondamentale per le azioni dei gol. La squadra gioca da squadra e ha valori da singoli assoluti". Poi un pensiero alla sfida di mercoledì a Torino contro la Juventus: "Ci godiamo questa vittoria, domani vediamo cosa succede, il campionato è lungo e intenso, dobbiamo essere umili e concreti. La Sampdoria per quello che sta facendo merita questo risultato, è in testa alla classifica meritatamente per quello che ha prodotto". Fra i protagonisti della partita c'è Daniele Mannini, autore di una doppietta: "Sono contento, sento mia questa squadra, mi sento partecipe di queste vittorie e anche quando le cose non vanno con piccole insoddisfazioni. Un buon inizio". Anche Garrone si gode il momentaneo primato, scomodando paragoni importanti: "Una partita perfetta - esordisce il presidente della Sampdoria -: da commuovere una gara così. Sembrava una partita del '91. Stasera per me abbiamo 24 punti".


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La Samp dura con Orsato

inserito da Add.stampa il 18 Oct 2009

La Samp dura con Orsato
"Forse diamo fastidio"
Il presidente della Sampdoria accusa: "Ci mancano quattro punti: nelle ultime due partite diversi episodi a nostro sfavore. Sudditanza? Diciamo arbitri scarsi". E Marotta: "Nello spogliatoio i giocatori hanno protestato con me, chiedono alla società di alzare la voce. Noi vogliamo contendere lo scudetto all'Inter, ma chiediamo pari opportunità"
ROMA, 18 ottobre 2009 - Non è stato preso benissimo, l'arbitraggio di Orsato, da parte della Sampdoria. Dai blucerchiati, anzi, arriva qualche sospetto che dietro i due rigori (presunti) non dati contro la Lazio ci sia del marcio. Il più duro di tutti è il presidente, Riccardo Garrone, che nel dopopartita non l'ha mandata a dire: "Forse diamo fastidio a qualcuno".


Pazzini col naso rotto dopo lo scontro con Muslera. Ansa sudditanza? — "Ci mancano quattro punti - continua il presidente blucerchiato, Riccardo Garrone -. E' il quarto episodio contro che ci capita. Oggi c'erano due rigori netti per noi: è un crescendo di episodi negativi". Poi, però, sgonfia un po' la polemica: "Sudditanza? Parlerei piuttosto di arbitri scarsi".

pari opportuinità — A rincarare la dose arrivano, in seguito, le parole dell'amministratore delegato, Beppe Marotta. "C'erano due rigori per la Samp: nello spogliatoio tutti i miei giocatori hanno protestato con me, chiedendomi perchè la società non faccia sentire la sua voce. Noi non pensiamo di poter contendere lo scudetto all'Inter, non ne abbiamo i mezzi finanziari nè calcistici: ma chiediamo pari opportunità".

sviste — Duro anche Gigi Del Neri, tecnido doriano: "L'unico a non vedere il rigore su Pazzini è stato l'arbitro. Anche quello di Diakité nel finale su Ziegler era netto, così come quello che non ci hanno concesso contro il Parma: mi sembra evidente che in questo inizio di campionato siamo stati penalizzati dagli arbitri".

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Delneri: \"Siamo penalizzati\"

inserito da Add.stampa il 18 Oct 2009

Delneri: "Siamo penalizzati"
"L'unico a non vedere il rigore su Pazzini è stato l'arbitro. La cosa grave è che non ha dato nemmeno l'angolo, a conferma che il pallone l'aveva toccato il nostro attaccante e non Muslera". Parola di Gigi Delneri. "Anche quello di Diakitè nel finale su Ziegler era netto - aggiunge l'allenatore della Sampdoria - così come quello che non ci hanno concesso contro il Parma: mi sembra evidente che in questo inizio di campionato siamo stati penalizzati dagli arbitri".

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Il Parma frena la Samp

inserito da Add.stampa il 4 Oct 2009


Galloppa risponde a Pazzini
Rallentano i blucerchiati, bloccati sull'1-1 dagli uomini di Guidolin. Apre il centravanti (che protesta anche per un rigore non concesso), replica l'ex del Siena. Se la Juve vince col Palermo scatta in testa da sola
GENOVA, 4 ottobre 2009 - Addio vetta solitaria. La Sampdoria dopo una settimana deve già salutare la testa della classifica. A rovinare la festa ai blucerchiati, un Parma attento e concreto, che strappa l'1-1 su un campo dove fin qui nessuno aveva fatto punti. Uno stop interno inaspettato per gli uomini di Del Neri, passati in vantaggio con Pazzini e raggiunti da Galloppa.


Controllo acrobatico di Antonio Cassano. Reuters poco antonio — Quando manca la luce di Cassano - e oggi è mancata parecchio - la Samp perde metà del suo potenziale, onestamente. Brutta partita, quella del barese, che i difensori del Parma controllano quasi a uomo. Ogni volta che tocca palla Fantantonio ce ne sono almeno tre nei paraggi. Difficile trovare piedi che sappiano costruire qualcosa, in casa blucerchiata. La mossa di Bellucci a centrocampo provata con l'Inter stavolta non funziona. Anzi, è dannosa. L'ex bolognese non è né carne né pesce, e rende la mediana più debole numericamente.

il quarto di pazzo — Non a caso il gol arriva grazie alle due frecce rimaste nell'attacco della Samp: cross dalla trequarti di Mannini per Pazzini, dimenticato da Panucci, e colpo di testa perfetto del bomber. Mirante si tuffa ma può solo osservare la quarta perla in campionato del "Pazzo". Sembra il preludio alla goleada, e invece nella partita entra anche il Parma. In ritardo, ma ci entra, forse per colpa di uno schieramento iniziale - il 5-3-2 - troppo abbottonato.


Il tiro di Galloppa (in bianco) batte Castellazzi. Ap coralità — Il pareggio arriva sette minuti dopo l'1-0. E' un'azione bellissima, in cui il pallone non tocca mai terra: cross di Castellini da sinistra, sponda aerea di Biabiany per Amoruso che al volo appoggia all'accorrente Galloppa. L'ex senese si allunga e di destro, peraltro non il suo piede, infila Castellazzi. In tempi di convocazioni per la Nazionale, ci starebbe un pensierino per il faro del centrocampo del Parma; oggi, il migliore in campo.

proteste — Rimarrà così il risultato, fino alla fine. Ma c'è tempo per vedere salvataggi sulla linea (Mariga su destro a botta sicura di Poli), miracoli di Castellazzi (due volte, su Amoruso) e un episodio da moviola. Tutto nasce da un rinvio di Panucci che Cassano intercetta; il barese va sul fondo e crossa al centro, dove Pazzini non arriva perché travolto proprio da Galloppa. Sembrerebbe rigore netto, eppure Mazzoleni lascia correre. La logica dei "se", come sempre, lascia il tempo che trova: però la Samp ha di che recriminare. Pur rimanendo in testa, al momento.

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Pazzini-gol, Samp in vetta

inserito da Add.stampa il 27 Sep 2009

Inter, distrazione fatale
Pazzini-gol, Samp in vetta
I blucerchiati piegano gli uomini di Mourinho con un gol nella ripresa del centravanti, ma è decisivo lo svarione di Santon. Fin lì la partita era stata equlibrata. Cassano e compagni per ora soli in testa alla classifica, mentre per i nerazzurri è il primo k.o. in campionato
Mail Stampa 151 commenti OkNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook Gazzatown GENOVA, 26 settembre 2009 - "Non esistono partite senza storia", aveva detto Del Neri alla vigilia. E quella del Ferraris ne racconta una bellissima: la Samp c'è e abbatte la corazzata Inter con una partita tanto cuore, ma anche tanto cervello. Certo, il gol è un dono della distratta retroguardia nerazzurra, ma i liguri non rubano nulla. Con questa vittoria, i padroni di casa - in attesa della Juve - riconquistano la vetta della classifica e rinverdiscono la favola blucerchiata dopo la sconfitta di Firenze.

supermario & bros — Con Muntari lasciato addirittura alla Pinetina, e Sneijder alle prese con i postumi di una botta all'anca, Mourinho rispolvera Vieira al fianco di Zanetti e Cambiasso a centrocampo (Stankovic si accomoda in panchina); davanti spazio al tridente, con Balotelli, Eto'o e Milito a mettere a dura prova la tenuta della difesa blucerchiata. A sinistra, Santon vince il ballottaggio con Chivu nell'unico dubbio di formazione della vigilia. Dell'ipotetica Samp titolare, invece, mancherebbe solo Semioli sulla destra, ma Del Neri si diverte a stupire: rispetto allo schieramento previsto, dentro Lucchini, Ziegler, Poli, Bellucci e fuori Marco Rossi, Zauri, Tissone e Padalino; davanti, ovviamente, i "nuovi gemelli del gol" Pazzini e Cassano.


Cassano (a sin.) sfugge a Vieira e Santon. Lapresse battaglia navale — Visto che - come dice Cassano - l'Inter e' una portaerei, Del Neri s'inventa un incrociatore: Bellucci, infatti, in fase di non possesso palla si posiziona appena dietro Pazzini, nel tentativo di schermare Cambiasso e bloccare il gioco nerazzurro. Per dare un po' i numeri, la Samp si schiera con un 4-2-3-1, anche se Cassano largo a sinistra ci sta solo quando ne ha voglia, poi scorazza ovunque e, soprattutto, non torna mai. Ed è proprio sulla fascia mancina, dunque, che la retroguardia blucerchiata soffre, perché il duo Balotelli-Maicon mette in mezzo il povero Ziegler: il giovane Poli, ottima e di personalità la sua prova, tenta anche di sdoppiarsi, ma il suo stato di forma non è pari alla sua generosità, visto che dopo mezz'ora ha già le mani sui fianchi.

poche ma buone — In un primo tempo tutto sommato gradevole, poche però le opportunità da rete: un rigore in movimento di Cambiasso respinto da Castellazzi e Palombo che - libero a centro area - buca una doppia conclusione con tutto lo specchio della porta a disposizione. Non è una vera e propria occasione, ma merita la citazione, il doppio tunnel in area avversaria di Milito (sommerso ad ogni tocco di palla dai fischi del pubblico del Ferraris che non gli perdona i quattro gol in rossoblu della passata stagione), che viene però stoppato al momento della conclusione.


Mucchio della Samp ad abbracciare Pazzini (a sin.). Ap a mare aperto — Nel secondo tempo la partita si accende definitivamente, le squadre si allungano e Cassano a sinistra si nasconde sempre dietro a Maicon, che lo soffre maledettamente. Mou, allora, cerca di mettere un po' d'ordine: dentro Stankovic e Chivu, fuori Balotelli e Vieira. L'Inter si trasforma in un 4-3-1-2 con il serbo dietro le punte. Del Neri risponde con Tissone al posto di uno stanchissimo - ma applauditissimo - Poli e con Zauri per Bellucci. Anche il tecnico friulano ridisegna la sua squadra, che passa ad un più classico 4-4-2.

pazza samp — Le mosse dei due tecnici hanno l'effetto di ribloccare la partita. Come spesso accade in questi casi, serve un episodio per rompere l'equilibrio: ci pensa Santon, al 27' del secondo tempo, a fare quello che qualsiasi allenatore della terra vieta - un passaggio laterale al limite dell'area con la squadra in salita - Mannini si butta in area e pesca Pazzini, l'attaccante blucerchiato scarta il regalino e lascia immobile Julio Cesar. Con tutta l'Inter sulle ginocchia, bellissimo il gesto di Eto'o che si fa 100 metri di campo per andare a consolare Santon.


La delusione di Diego Milito. Ansa inter trivela — A questo punto, con niente da perdere, Mou inserisce anche Quaresma al posto di uno spento - e ben controllato - Cambiasso. I nerazzurri assaltano il fortino blucerchiato, cercando di attaccarlo in ampiezza. Al 39' gli ospiti troverebbero anche la via della rete, con una deviazione di Lucio su tiro sbilenco di Quaresma, ma il guardalinee spegne l'esultanza del brasiliano segnalando fuorigioco. A due minuti dalla fine, poi, un'altra protesta di Maicon per presunto fallo di mano in area, ma Rizzoli fa proseguire. Proprio al 90', infine, Castellazzi respinge un missile di Lucio su punizione. Altri quattro minuti di recupero servono solo a mettere a dura prova le coronarie dei tifosi della Samp che, però, quando Rizzoli fischia la fine, abbracciano la vittoria all'urlo di "Salutate la capolista".

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23 settembre 2009

inserito da Add.stampa il 26 Sep 2009

Del Neri: "Nel primo tempo abbiamo fatto la partita anche noi, Frey ha salvatio il risultatio due o tre volte. Nella ripresa i viola hanno legittimalto la vittoria. Ma ci può stare, non ci esaltavamo prima, non ci abbattiamo adesso, Dobbiamo essere sereni, consci di quello che possaimo fare. Pozzi? Volevo dare più forza fisica vicino a Pazzini. Il gol di Jovetic? L'errore è stato di non chiudere, Stankevicius era distantre dal giocatore che aveva la porta aperta. Sul secondo, il problòema è che Vargas non doveva crossare mentre glielo abbiamo lasciato fare".

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La Samp non si ferma più

inserito da Add.stampa il 20 Sep 2009

La Samp non si ferma più
Cassano incanta, Siena k.o.
La squadra di Del Neri batte i toscani 4-1: apre Palombo, raddoppia Mannini su assist del barese; ripresa Fini accorcia le distanze prima della doppietta di Padalino. Blucerchiati ancora al comando a punteggio pieno insieme alla Juventus
GENOVA, 20 settembre 2009 - Quarta vittoria consecutiva in avvio di campionato. Neanche la Samp di Mancini e Vialli aveva ottenuto un simile risultato. In casa blucerchiata si continua a predicare umiltà, ma la Samp è ancora lì, in testa, a punteggio pieno insieme alla Juventus. Il Siena ci ha provato, prima imbrigliando Cassano poi con una buona reazione nella ripresa; ma contro la Samp di oggi, che alla fantasia ha unito una bella dose di cinismo, c'era davvero poco da fare.


L'esultanza di Padalino, autore di una doppietta. LaPresse uno-due samp — Del Neri non può contare sullo squalificato Tissone: al suo posto c'è Andrea Poli, 19 anni, già perno dell'Under 21 di Casiraghi. Il Siena si presenta a Marassi con una sorpresa: dietro le punte non c'è Ghezzal, bensì Jajalo, capitano dell'Under 21 croata, al debutto da titolare. La Sampdoria vuole la quarta vittoria consecutiva, ma non sembra brillante come nelle ultime uscite, complici un ottimo pressing del Siena e un costante raddoppio a Cassano nel momento in cui il talento barese entra in possesso di palla. Fermata la principale fonte di gioco della Samp, il Siena riesce a difendersi con ordine, senza correre pericoli, ma anche senza riuscire a creare grattacapi a Castellazzi. Con il barese frenato, è Palombo ad accendere la luce: al 22' lancia Cassano in profondità, l'attaccante entra in area da sinistra, elude l'intervento di Ficagna e calcia di sinistro, bravo Curci a respingere. Nel prosieguo dell'azione i blucerchiati passano: Palombo, ancora lui, affonda centralmente, supera due difensori più intenti a curare la posizione di Cassano che a badare all'inserimento del capitano della Samp, che arriva al limite dell'area e con un destro rasoterra batte un non irreprensibile Curci. La squadra di Del Neri è cinica quanto basta e alla seconda occasione buona, centra il bis: al 31' Cassano, in posizione centrale, vede l'inserimento di Mannini sulla destra, lo pesca con un assist perfetto, l'esterno (al quale del Del Neri ha invertito la posizione con Semioli) entra in area e batte Curci in diagonale. Sotto di due gol già alla mezz'ora, il Siena prova a reagire: ma i lanci a cercare Calaiò e Maccarone sono imprecisi e Castellazzi non corre reali pericoli. Nel finale i bianconeri crescono: al 45' la prima vera occasione per gli ospiti con Calaiò, pescato bene in area da Fini, che di testa impegna Castellazzi; un minuto dopo Maccarone riceve una buona palla, ma si addormenta al momento della conclusione facilitando il recupero di Gastaldello.

doppietta padalino — Nella ripresa Giampaolo prova a vivacizzare l'attacco inserendo Ghezzal al posto di Calaiò. Del Neri richiama in panchina Semioli, che ha un piccolo problema a una spalla, e al suo posto inserisce Padalino. E al primo pallone buono l'esterno svizzero colpisce: azione prolungata della Samp, Cassano conclude al volo da fuori area, Curci respinge, ma non trattiene, da destra si inserisce Padalino che ribadisce in rete. All'11' la Samp va ancora vicina al gol con Pazzini, pescato in area dal solito asist di Cassano, poi il match si addormenta: i blucerchiati smettono di spingere, il Siena sembra rassegnato. Fino al 23', quando un destro da fuori area di Fini deviato da Poli spiazza Castellazzi e permette al Siena di accorciare le distanze. Al 26' una disattenzione della Samp rischia di complicare la giornata a Del Neri: Fini pesca in area Maccarone, lasciato tutto solo dai difensori, l'attaccante in allungo di testa manda di poco a lato. Giampaolo ci crede e butta dentro la terza punta, Reginaldo, al posto del capitano Vergassola. Ma l'atteso forcing finale degli ospiti non arriva e la Samp ne approfitta mettendo a segno il quarto gol: al 40' ancora una magia di Cassano, che pesca in area Pazzini, il sinistro a incrociare dell'attaccante è respinto da Curci; Padalino, ben appostato come in occasione del gol precedente, interviene e ribadisce in rete.

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La Samp con la Juve in vetta

inserito da Add.stampa il 15 Sep 2009


Cassano-Mannini, doppia coppia
Un altro assist di Cassano, un altro goal di Mannini. La Sampdoria vince a Bergamo in inferiorità numerica (e grazie a due legni colpiti dall'Atalanta nel finale) e vola in testa alla classifica insieme alla Juventus.
BERGAMO, 13 settembre 2009 - Ad inizio ripresa, Tissone si fa cacciare, la gara sembra prendere una piega a favore dell'Atalanta. Del Neri, però, non si scompone e ha ragione: Cassano indossa il vestito del genietto e regala a Mannini il pallone da tre punti. Reazione dell'Atalanta solo nel finale, ma due pali negano il pareggio alla squadra di Gregucci.


Caravolo ha esordito da laterale di centrocampo. Lapresse samp nerazzurra — Barreto, in dubbio alla vigilia per un problema ad un piede, non ce la fa e lascia spazio a Caserta; confermato, invece, l'esordio di Ceravolo come esterno di centrocampo. Del Neri, prima della gara omaggiato dai tifosi nerazzurri con una targa commemorativa, conferma l'11 ormai considerato titolare; il giovane Pozzi, se non altro, riesce a conquistare un posto in panchina. Tra i blucerchiati altri tre ex nerazzurri in campo: Zauri, Pazzini e Tissone.

un ex in meno — Dopo un primo tempo avaro di emozioni - una conclusione pericolosa di Ceravolo che termina a lato, una punizione di Cassano che trova la stessa sorte e un destro al volo di Semioli che spreca da ottima posizione - il secondo tempo comincia con una Samp più intraprendente. Tissone, però - dopo aver impegnato Consigli con un fendente indirizzato all'incrocio - rimedia il secondo giallo e, dunque, la doccia anticipata.


Mannnini abbraccia Del Neri dopo la rete all'Atalanta. Ansa la sfinge — Tutti si aspettano il cambio di Del Neri fuori una punta e dentro un centrocampista e, invece, il tecnico blucerchiato non fa una piega: il messaggio "giochiamocela" arriva forte e chiaro ai suoi ragazzi e, infatti, Cassano lo prende alla lettera, semina lo scompiglio nella difesa nerazzurra e, proprio come nell'ultima al Ferraris, consegna palla a Mannini. Il centrocampista sembra perdere il tempo, ma poi s'inventa il tiro a giro che brucia Consigli.

il brodino — Acquafresca, mai pericoloso, sembra più una minestra riscaldata e, difatti, lascia il campo per Tiribocchi. L'Atalanta, però, non dà segni di reazione e si sveglia solo nel finale: Castellazzi si supera su colpo di testa di Doni, il palo lo salva su conclusione dal limite di Valdes e su quella ravvicinata di Tiribocchi. Samp coraggiosa e fortunata, l'Atalanta resta mestamente in fondo alla classifica, mentre i blucerchiati sognano, in vetta, in compagnia della Juventus.

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Cassano-Pazzini, la Samp vola

inserito da Add.stampa il 31 Aug 2009

Cassano-Pazzini, la Samp vola
Udinese bella solo a metà
I blucerchiati battono 3-1 i friulani: Pazzini apre complice un errore difensivo, Mannini raddoppia, poi la bella reazione della squadra di Marino è vanificata dalle parate di Castellazzi e dal gol di Cassano. Samp a punteggio pieno come Juventus, Genoa e Lazio
GENOVA, 30 agosto 2009 - Due giornate e la Samp è ancora in testa alla classifica. Ma non sono solo Cassano e Pazzini a far volare i blucerchiati: c'è un Castellazzi in forma smagliante, le ali che volano come vuole Del Neri e un buon collettivo. L'Udinese le ha provate tutte per uscire indenne da Genova. Anzi, ha provato a vincere: ha fatto la sua partita, ha avuto una bella reazione al doppio svantaggio, ha schierato quattro punte nella ripresa per provare a rimontare, ma ha pagato una disattenzione offensiva nei primi minuti che ha subito messo la partita in salita.


Antonio Cassano, autore del terzo gol della Samp. Ap la samp parte a razzo — Nella Sampdoria Gastaldello è in campo con la maschera protettiva a una settimana dalla rottura delle ossa nasali, sarà operato durante la sosta del campionato; nella difesa dell'Udinese c'è Coda al posto di Zapata, che parte dalla panchina, mentre a centrocampo gioca Sammarco, che fino a cinque giorni fa era parte della rosa blucerchiata. Parte meglio la Samp: Cassano dispensa assist, Pazzini tiene in apprensione da solo la difesa friulana. Ed è proprio l'attaccante blucerchiato a portare in vantaggio la squadra di Del Neri all'11', complice un erroraccio di Lukovic: il difensore serbo tocca di testa all'indietro per il portiere, ma troppo debolmente; Pazzini intuisce, anticipa Isla e tocca alle spalle di Handanovic. Dopo il vantaggio la Samp sembra in grado di controllare agevolmente, anche perchè dall'altra parte Pepe, nervosissimo, non se la intende con Di Natale e Floro Flores, che continuano a scambiarsi la posizione ma non riescono a mettere in pericolo la difesa blucerchiata. Ma una volta trovate le misure giuste, l'Udinese comincia a creare palle gol a ripetizione, complice una difesa doriana non sempre sicurissima. Ci pensa Castellazzi, con due autentici miracoli, a salvare la porta genovese: al 27' assist al bacio dell'ex Sammarco per Floro Flores, ma il portiere blucerchiato esce rapidamente e con il corpo respinge la conclusione dell'attaccante, sulla ribattuta Di Natale ci prova da posizione angolata ma la palla è a lato; al 35' Castellazzi respinge due conclusioni ravvicinate di Pepe, lasciato solo su calcio d'angolo; due minuti dopo Pepe trova il corridoio giusto per lanciare Floro Flores, che stoppando si allunga troppo il pallone facilitando l'uscita di Castellazzi. In mezzo ci sono brividi per entrambi: al 32' Floro Flores di testa tocca in area per Felipe, che viene steso da dietro da Zauri; sarebbe rigore, ma era in fuorigioco. Un minuto dopo Pazzini cade in area a contatto con Felipe, situazione dubbia, ma per Trefoloni il fallo è dell'attaccante blucerchiato. L'Udinese spinge, la Samp fatica. Tutto sembra preludere al pareggio, ma in pieno recupero arriva il raddoppio blucerchiato: Cassano, servito a centro area da Semioli, smarca di tacco l'accorrente Mannini, che da pochi passi batte Handanovic per il 2-0.


Il gol del 2-1 di Antonio Di Natale. Lapresse reazione udinese — Cosa può fare una squadra sotto di due gol in trasferta? Provare il tutto per tutto. Così Marino in avvio di ripresa tiene Sammarco negli spogliatoi e manda in campo Sanchez, che va a formare un quartetto d'attacco con Pepe, Floro Flores e Di Natale. Dopo un'altra piccola prodezza di Castellazzi (palla bloccata a terra su tiro di Sanchez sporcato da Gastaldello), la Samp all'8' sfiora il terzo gol: Handanovic respinge un diagonale di Mannini da fuori area, sulla ribattuta Lukovic sbaglia in disimpegno, palla a Semioli che rimette al centro per Mannini, il cui colpo di testa è parato da Handanovic. Tre minuti dopo Castellazzi capitola: palla in profondità per Di Natale, Gastaldello è sulla traiettoria ma svirgola il rinvio, interviene lo stesso Di Natale che da pochi metri batte il portiere blucerchiato. La Samp soffre e Del Neri cambia le carte in tavola: fuori uno stanco Mannini, dentro Padalino, che si piazza a destra con Semioli prima dirottato a sinistra e poi sostituito da Ziegler. Poi l'Udinese, che ha spinto molto, cala fisicamente. Marino prova a ridare energia ai suoi mandando in campo Corradi per Pepe. Ma al 38' arriva la prodezza di Cassano che regala la vittoria alla Samp: il barese prende palla sulla sinistra, si accentra evitando l'intervento di due difensori e con un gran destro in diagonale da fuori area batte Handanovic. Cassano potrebbe realizzare il quarto gol della Sampo tre minuti dopo, ma si fa parare un calcio di rigore concesso per atterramento di Pazzini. Ma il rigore sbagliato è un dettaglio nella festa della Samp, che si mantiene in testa alla classifica insieme a Genoa, Juventus e Lazio.

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28 luglio 2009

inserito da Add.stampa il 29 Jul 2009

Brutte notizie per Castellazzi (distorsione alla caviglia destra). Il numero uno blucerchiato dovrà rimanere a riposo qualche giorno. Dunque, contro i Monti Pallidi (giovedì) e il Padova (sabato) toccherà a Fiorillo, grande protagonista a Rotterdam, difendere la porta della Samp. Intanto la Sampdoria ha sottoscritto un accordo annuale col portiere Matteo Guardalben (classe '74). L'estremo difensore, che ha preso la maglia numero 21, sarà a disposizione di Del Neri e del preparatore dei portieri Guido Bistazzoni già a partire dal pomeriggio di domani, alla ripresa degli allenamenti a Moena

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domenica 26 luglio 2009

inserito da Add.stampa il 28 Jul 2009


In dieci uomini per tutta la ripresa (espulso Marco Rossi), i blucerchiati di Del Neri limitano i danni contro gli olandesi, più avanti di condizione e agevolati da un arbitraggio piuttosto casalingo.

Mettiamola così: sono stati novanta minuti e spiccioli buoni per mettere fieno nelle gambe e acquisire un poco di esperienza internazionale che non guasta mai. Al termine di un’amichevole che di amichevole non ha molto, la Sampdoria torna da Rotterdam, con un 3-0 sul groppone, ma non si fascia troppo la testa. Malgrado il pubblico assai numeroso sugli spalti del “De Kuip” di Rotterdam - folta e coloratissima la rappresentanza doriana -, resta pur sempre calcio d’estate. Il campionato d’altro canto è distante un mese e le attenuanti non sembrano poche: scorie moenesi in corpo, Feyenoord più avanti di condizione, arbitro olandese Wiedemeijer decisamente patriottico, due rigori contro e un’espulsione di Marco Rossi sul finire del primo tempo. Basta? Lamentarsi ora però serve a poco, soprattutto trattandosi di test dal significato relativo; anche se, proprio per questo, maggior buonsenso arbitrale non avrebbe fatto male. Anzi. Male - purtroppo - se l’è fatto invece Luca Castellazzi, costretto a uscire ad avvio ripresa a causa di un trauma distorsivo alla caviglia destra. Per la serie: oltre la beffa, il danno.

Partenza ok. E pensare che la partenza dell’undici sperimentale di Luigi Del Neri - quello preannunciato alla vigilia - era stata assai incoraggiante. Scendono in campo tonici i blucerchiati e sembrano poter affondare subito, grazie a rapidi cambi di gioco e alla coppia Cassano-Pazzini, fulminea nell’intendersi a meraviglia ma ancora carente di condizione (atletica) e precisione (nelle conclusioni verso Darley). Al 9’, ci starebbe un rigore, di Fer su Peter Pan: il direttore di gara lascia correre.

Doppio svantaggio. Dopo qualche innocua sortita a testa, proprio Fer porta in vantaggio i rossobianchi. Da un corner di Bruins, il giovanissimo centrocampista svetta tra Castellazzi e Gastaldello, forse commettendo fallo, e insacca l’1-0. La reazione del Doria non si fa attendere. Cassano soffia la palla a Vlaar e conclude a giro: fuori. Col passare dei minuti, la manovra del Feyenoord si fa più fluida, soprattutto con l’incontenibile ivoriano Cissé. Sulla mancina neerlandese Stankevicius va in crisi in più di una occasione e Slory si mangia un gol già fatto. Per spezzare la pressione capitan Palombo ci prova due volte dalla distanza, senza fortuna però. Fortuna che al 40’ premia gli olandesi: una conclusione di Makaay picchia sul gomito di Marco Rossi, gettatosi in scivolata per salvare la porta. Rosso diretto e rigore, che Bruins trasforma battendo Castellazzi.

Cambi e legni. Ridotti in dieci, i blucerchiati faticano e cambiano, uomini e modulo. Si passa ad un 4-3-2, con Ziegler mezzo sinistro al posto di Tissone e Lucchini, subentrato a Padalino, ad affiancare Gastaldello dietro. Poi è il turno di Fiorillo (in vece dell’infortunato Castellazzi), di Dessena (per Mannini) e Marilungo (per Pazzini). Oltre alla girandola di sostituzioni, due legni animano la ripresa: il primo di Giovanni Van Bronckhorst, un incrocio su calcio di punizione; il secondo di Luciano Zauri, tiro-cross deviato sul palo da Bahia.

Super Fiorillo. Non fa in tempo a mettersi i guanti, che Vincenzo Fiorillo è subito protagonista. Sventato, in collaborazione con Ziegler, un tentativo di Cissé su suggerimento del nuovo entrato Biseswar, il numero 90 di Oregina si supera dagli undici metri su Vincken. Il secondo rigore di giornata - gentilmente assegnato da Wiedemeijer per un presunto fallo in tandem di Gastaldello e Zauri - è alzato sopra la traversa e termina in calcio d’angolo. Termina in rete, invece, un tiro di De Guzman: è il 3-0 definitivo che lascia sì l’amaro in bocca, ma che non pesa più di tanto. Il bello - se si può chiamar così - del calcio sotto l’ombrellone è anche questo.

Feyenoord 3
Sampdoria 0
Reti: 19’ p.t. Fer, 40’ p.t. Bruins (rig.), 42’ s.t. De Guzman.
Feyenoord (4-3-3): Darley, Fernandez, Vlaar (31’ s.t. Hofland), Bahia, Van Bronckhorst (4’ s.t. Biseswar), El Ahmadi, Bruins, Fer (16’ s.t Leerdam), Slory (20’ s.t. Vincken), Makaay, Cissé (20’ s.t. De Guzman). A disposizione: Lamprou, Landzaat, Tiendalli. Allenatore: Mario Been.
Sampdoria (4-4-2): Castellazzi (6’ s.t. Fiorillo), Stankevicius (20’ s.t. Sammarco), Gastaldello, Rossi, Zauri, Padalino (1’ s.t. Lucchini), Palombo (38’ s.t. Poli), Tissone (1’ s.t. Ziegler), Mannini (17’ s.t. Dessena), Cassano, Pazzini (25’ s.t. Marilungo). A disposizione: Volta, Regini, Cacciatore, Soriano. Allenatore: Luigi Del Neri.
Arbitro: Wiedemeijer (Ola).
Assistenti: Boomman (Ola) e Schenkels (Ola).
Note: espulso al 39’ p.t. Rossi; ammoniti al 23' p.t. Cassano, al 35’ p.t. El Ahmadi, al 42’ s.t. De Guzman; al 30’ s.t. Fiorillo ha parato un rigore a Vincken; spettatori 30.000 circa; terreno in ottime condizioni; recupero p.t. 1, s.t. 1.


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domenica 26 luglio 2009

inserito da Add.stampa il 28 Jul 2009


In dieci uomini per tutta la ripresa (espulso Marco Rossi), i blucerchiati di Del Neri limitano i danni contro gli olandesi, più avanti di condizione e agevolati da un arbitraggio piuttosto casalingo.

Mettiamola così: sono stati novanta minuti e spiccioli buoni per mettere fieno nelle gambe e acquisire un poco di esperienza internazionale che non guasta mai. Al termine di un’amichevole che di amichevole non ha molto, la Sampdoria torna da Rotterdam, con un 3-0 sul groppone, ma non si fascia troppo la testa. Malgrado il pubblico assai numeroso sugli spalti del “De Kuip” di Rotterdam - folta e coloratissima la rappresentanza doriana -, resta pur sempre calcio d’estate. Il campionato d’altro canto è distante un mese e le attenuanti non sembrano poche: scorie moenesi in corpo, Feyenoord più avanti di condizione, arbitro olandese Wiedemeijer decisamente patriottico, due rigori contro e un’espulsione di Marco Rossi sul finire del primo tempo. Basta? Lamentarsi ora però serve a poco, soprattutto trattandosi di test dal significato relativo; anche se, proprio per questo, maggior buonsenso arbitrale non avrebbe fatto male. Anzi. Male - purtroppo - se l’è fatto invece Luca Castellazzi, costretto a uscire ad avvio ripresa a causa di un trauma distorsivo alla caviglia destra. Per la serie: oltre la beffa, il danno.

Partenza ok. E pensare che la partenza dell’undici sperimentale di Luigi Del Neri - quello preannunciato alla vigilia - era stata assai incoraggiante. Scendono in campo tonici i blucerchiati e sembrano poter affondare subito, grazie a rapidi cambi di gioco e alla coppia Cassano-Pazzini, fulminea nell’intendersi a meraviglia ma ancora carente di condizione (atletica) e precisione (nelle conclusioni verso Darley). Al 9’, ci starebbe un rigore, di Fer su Peter Pan: il direttore di gara lascia correre.

Doppio svantaggio. Dopo qualche innocua sortita a testa, proprio Fer porta in vantaggio i rossobianchi. Da un corner di Bruins, il giovanissimo centrocampista svetta tra Castellazzi e Gastaldello, forse commettendo fallo, e insacca l’1-0. La reazione del Doria non si fa attendere. Cassano soffia la palla a Vlaar e conclude a giro: fuori. Col passare dei minuti, la manovra del Feyenoord si fa più fluida, soprattutto con l’incontenibile ivoriano Cissé. Sulla mancina neerlandese Stankevicius va in crisi in più di una occasione e Slory si mangia un gol già fatto. Per spezzare la pressione capitan Palombo ci prova due volte dalla distanza, senza fortuna però. Fortuna che al 40’ premia gli olandesi: una conclusione di Makaay picchia sul gomito di Marco Rossi, gettatosi in scivolata per salvare la porta. Rosso diretto e rigore, che Bruins trasforma battendo Castellazzi.

Cambi e legni. Ridotti in dieci, i blucerchiati faticano e cambiano, uomini e modulo. Si passa ad un 4-3-2, con Ziegler mezzo sinistro al posto di Tissone e Lucchini, subentrato a Padalino, ad affiancare Gastaldello dietro. Poi è il turno di Fiorillo (in vece dell’infortunato Castellazzi), di Dessena (per Mannini) e Marilungo (per Pazzini). Oltre alla girandola di sostituzioni, due legni animano la ripresa: il primo di Giovanni Van Bronckhorst, un incrocio su calcio di punizione; il secondo di Luciano Zauri, tiro-cross deviato sul palo da Bahia.

Super Fiorillo. Non fa in tempo a mettersi i guanti, che Vincenzo Fiorillo è subito protagonista. Sventato, in collaborazione con Ziegler, un tentativo di Cissé su suggerimento del nuovo entrato Biseswar, il numero 90 di Oregina si supera dagli undici metri su Vincken. Il secondo rigore di giornata - gentilmente assegnato da Wiedemeijer per un presunto fallo in tandem di Gastaldello e Zauri - è alzato sopra la traversa e termina in calcio d’angolo. Termina in rete, invece, un tiro di De Guzman: è il 3-0 definitivo che lascia sì l’amaro in bocca, ma che non pesa più di tanto. Il bello - se si può chiamar così - del calcio sotto l’ombrellone è anche questo.

Feyenoord 3
Sampdoria 0
Reti: 19’ p.t. Fer, 40’ p.t. Bruins (rig.), 42’ s.t. De Guzman.
Feyenoord (4-3-3): Darley, Fernandez, Vlaar (31’ s.t. Hofland), Bahia, Van Bronckhorst (4’ s.t. Biseswar), El Ahmadi, Bruins, Fer (16’ s.t Leerdam), Slory (20’ s.t. Vincken), Makaay, Cissé (20’ s.t. De Guzman). A disposizione: Lamprou, Landzaat, Tiendalli. Allenatore: Mario Been.
Sampdoria (4-4-2): Castellazzi (6’ s.t. Fiorillo), Stankevicius (20’ s.t. Sammarco), Gastaldello, Rossi, Zauri, Padalino (1’ s.t. Lucchini), Palombo (38’ s.t. Poli), Tissone (1’ s.t. Ziegler), Mannini (17’ s.t. Dessena), Cassano, Pazzini (25’ s.t. Marilungo). A disposizione: Volta, Regini, Cacciatore, Soriano. Allenatore: Luigi Del Neri.
Arbitro: Wiedemeijer (Ola).
Assistenti: Boomman (Ola) e Schenkels (Ola).
Note: espulso al 39’ p.t. Rossi; ammoniti al 23' p.t. Cassano, al 35’ p.t. El Ahmadi, al 42’ s.t. De Guzman; al 30’ s.t. Fiorillo ha parato un rigore a Vincken; spettatori 30.000 circa; terreno in ottime condizioni; recupero p.t. 1, s.t. 1.


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Cassano a segno in amichevole

inserito da Add.stampa il 23 Jul 2009


22 luglio 2009 - Quattro gol a zero dei blucerchiati nella gara d'esordio stagionale contro il Bolzano (serie D) nel ritiro di Moena. A segno Pazzini e Cassano, entrambi autori di una doppietta. Fantantonio è sceso in campo nella ripresa. Già inserito nell'undici iniziale, il blucerchiato è stato bloccato inizialmente da una gastroenterite, dalla quale si è tuttavia ripreso quasi subito. Ottima prova anche di Marilungo (due pali), anche se proprio Fantantonio è stato tartassato di falli dagli avversari, subendo anche un durissimo intervento sul malleolo destro, che lo ha costretto a rimanere a lungo a terra sul terreno di gioco. Cassano si è poi ripreso, firmando il 4-0 in pieno recupero

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Samp di lusso senza Cassano

inserito da Add.stampa il 12 May 2009


I blucerchiati schiantano la Reggina 5-0 preparandosi così nel migliore dei modi alla finale di Coppa Italia contro la Lazio. Amaranto che sbagliano totalmente l'approccio alla gara
maggio 2009 - C'era una squadra (la Reggina) che doveva giocare la partita della vita, o quasi, per cercare punti salvezza. E un'altra (la Sampdoria) che poteva anche non andare a mille, perché aveva un impegno più importante di qui a quattro giorni: la finale di Coppa Italia. Invece i calabresi hanno sbagliato totalmente l'approccio alla gara, finendo così travolti 5-0 dai blucerchiati, che si sono trovati quasi senza accorgersene al timone della gara fin dal primo minuto.

LAMPO DESSENA — Senza Cassano, lasciato in panchina a riposare in vista della finale di Coppa Italia con la Lazio di mercoledì, la Samp si affida a Marilungo-Pazzini davanti. Ma il gol del vantaggio, dopo 50 secondi, lo firma un centrocampista. Peraltro uno che quest'anno non aveva mai segnato: Daniele Dessena, che fulmina Puggioni con un siluro di destro da fuori area.

ROSSO VALDEZ — La Reggina non fa in tempo a raccapezzarsi. Brienza tenta anche improbabili coast to coast, ma sembra da solo contro la difesa doriana. Se poi il resto della squadra non lo segue, però, si fa dura. Il 15' è un minuto-chiave: punizione di Delvecchio (battuta da posizione errata), Pazzini supera Valdez in velocità e il difensore lo travolge al limite dell'area. Rosso sacrosanto per lo stopper di Orlandi.

LA LEGGE DELLA D — Gli ospiti, inevitabilmente, vanno in tilt. Il 2-0 e il 3-0 della Samp arrivano nello spazio di sei minuti. Ancora Dessena, con la specialità della casa (il tiro da fuori area), supera un incolpevole Puggioni. Poi è Delvecchio (in combinata con la nuca di Barreto) a servire il tris su punizione di Ziegler. K.o. tecnico Reggina, blucerchiati che vedono la pratica archiviata già prima dell'intervallo.

QUATTRO E CINQUE — Orlandi, allora, prova a scuotere i suoi inserendo un'altra punta, Corradi. Fuori un evanescente Barillà. Il risultato? Due gol in sette minuti, ma della Sampdoria. Come nel primo tempo, dopo pochi secondi la difesa reggina si apre lasciando spazio a Padalino: cross dello svizzero per il liberissimo (strano, eh?) Marilungo, che schiaccia di testa in rete. Poi è Pazzini, dopo una palla persa del nigeriano Adejo, a piazzare il 5-0.

ACCADEMIA — Il resto della partita è accademia. Con qualche brutta notizia in più per la Reggina, che vede saltare la caviglia di Santos. La Sampdoria regala la standing ovation a Pazzini e Palombo, sostituiti da Mustacchio e Francheschini. Cassano, rimasto in panchina, scherza con la fidanzata seduta in tribuna; mentre Corradi, dal canto suo, si danna l'anima per arrivare almeno al gol della bandiera, ma stasera non è proprio aria. Peccato, perché per la Reggina era, forse, la partita più importante della stagione.

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Gol e spettacolo a Genova

inserito da Add.stampa il 26 Apr 2009

Gol e spettacolo a Genova
Cassano salva la Samp
Contro il Cagliari, blucerchiati due volte in vantaggio con una doppietta del baby Marilungo. Nella ripresa la squadra di Allegri rimonta, ma nel finale ci pensa il barese a ristabilire la parità
Guido Marilungo, autore di una doppietta, festeggiato da Cassano. Ansa
GENOVA, 26 aprile 2009 - Ci vuole un guizzo di Cassano a quattro minuti dalla fine per salvare la Samp e strappare il pareggio a un volenteroso Cagliari, che sotto di due gol ha la forza di rimontare, prima di cedere nel finale al gol del talento barese (guarda la sintesi).
TURNOVER - La fresca fatica contro l'Inter nella semifinale di Coppa Italia e l'incombente derby, inducono Mazzarri a praticare un ampio turnover: fuori Palombo, Pazzini, Pieri e Sammarco, dentro dal primo minuto il baby Marilungo, che affianca in attacco Cassano. Senza lo squalificato Lopez, Allegri rinuncia all'ultimo momento anche a Jeda e Biondini, schierando in attacco il tandem Matri-Acquafresca.
MARILUNGO DAY - Pioggia copiosa e terreno fradicio rendono difficile stare in piedi, ma Samp e Cagliari non si risparmiano e danno vita a un primo tempo divertente. Cassano (5') e Dessena (10') ci provano dalla lunga distanza, ma in entrambe le occasioni è bravo Lupatelli a respingere. La Samp non è impeccabile dietro, ma il Cagliari non ne approfitta: al 6' Stankevicius scivola lasciando un'autostrada ad Acquafresca, ma Gastaldello è bravo a recuperare e salvare in corner; pochi minuti dopo lo stesso Gastaldello sbaglia un appoggio, ma ancora una volta Acquafresca non ne approfitta. Al 21' Fini calcia una punizione da destra, dalla parte opposta dell'area Lazzari ci prova al volo di sinistro, palla di poco a lato. Nel miglior momento del Cagliari, la Samp colpisce: al 26' grande azione di Cassano sulla destra, cross perfetto sul secondo palo, dove Marilungo, ben piazzato, colpisce di testa e batte Lupatelli. Dopo il vantaggio, la Samp continua a premere: Cassano e Marilungo si muovono molto su tutto il fronte d'attacco e non danno punti di riferimento alla difesa cagliaritana. La pressione della Samp dà i suoi frutti al 43': Cassano da sinistra apre dalla parte opposta del campo per Padalino, cross dello svizzero a centro area, dove Marilungo stacca di testa e batte per la seconda volta Lupatelli, beccandosi poi l'ammonizione per eccesso di esultanza.
MATRI RIAPRE - Doccia fredda per la Samp in avvio di ripresa: bella azione corale del Cagliari, tornato in campo con grande cipiglio, cross da destra di Fini e sinistro al volo di Matri che batte Mirante, accorciando le distanze. Partita riaperta, il Cagliari ci crede e preme con maggiore insistenza. A facilitare il compito della squadra di Allegri ci pensa Stankevicius, che al 22' interviene in maniera scomposta su Lazzari e lo abbatte in area. Calcio di rigore sacrosanto, dal dischetto Acquafresca batte Mirante per il 2-2. Dopo il pareggio, le due squadre sembra tirare i remi in barca, ma un'altra folata del Cagliari completa la rimonta e stende la Samp: al 35' una grande palla di Lazzari da destra, pesca Conti ben piazzato in area, il centrompista del rossoblù di testa batte Mirante e porta in vantaggio la squadra di Allegri. Ma la partita sembra non voler finire mai: passano solo sei minuti e Cassano riporta la Samp sul pareggio, con un destro al volo su cross da destra di Padalino. Poi le due squadre ci provano fino alla fine dando tutto, ma il 3-3 finale è il risultato probabilmente più giusto.
di

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MILANO, 23 aprile 2009

inserito da Add.stampa il 25 Apr 2009

Mou contro arbitro e Samp
"In finale con l'anticalcio"


Il portoghese saluta gli avversari alla fine ma poi li attacca: "Una squadra ha giocato per vincere, l'altra per prendere meno di tre gol, con mancanza di fair-play. Con un po' di fortuna potevamo fare l'impresa". Su Orsato: "Ci ha sempre fischiato contro". Moratti: "Bella Inter, qualcuno non è stato all'altezza dei giocatori". Mazzarri: "Come all'andata abbiamo giocato meglio noi"
L'abbraccio finale tra Cassano e Mourinho. Richiardi
MILANO, 23 aprile 2009 - E' un Josè Mourinho piuttosto arrabbiato quello che commenta Inter-Sampdoria a caldo. Prima il tecnico portoghese dà una grande lezione di sportività andando a salutare tutti gli avversari e abbracciando Antonio Cassano, poi però attacca la Samp, colpevole secondo lui di aver speculato troppo sul 3-0 dell'andata: "Quel risultato non era adeguato alla partita disputata. Oggi abbiamo provato a ribaltare la situazione e meritavamo di più. Una squadra ha giocato per vincere e l'altra per perdere con meno di tre gol di scarto, con l'anti-gioco, con la mancanza di fair play, giocando col tempo, con l'arbitro. Ma sono arrivati in finale, e gli auguro una gran finale".
ATTACCO FRONTALE - Dopo la partita Mourinho va a protestare direttamente con il direttore di gara: "Gli ho detto che ha scherzato con lo sforzo dei miei giocatori. Non ha fatto una bella partita. Non parlo dei rigori che sono dettagli, l'arbitro può sbagliare. Ma l'atteggiamento... Sempre contro una squadra e a favore di un'altra: un po' ha sgonfiato lo sforzo dei miei. Ora voglio solo portare lo scudetto a San Siro".
MORATTI PUNGE - "È stata una festa del calcio, e pazienza se qualcuno in campo non è stato all'altezza dei 22 giocatori". Anche Massimo Moratti, seppure velatamente, riserva qualche critica a Orsato: "L'Inter ha giocato benissimo, ha fatto una grande partita onorando la Coppa Italia e giocando con accanimento dal primo minuto. Con un secondo gol la Sampdoria sarebbe andata nel pallone, comunque giocatori e allenatore meritano il nostro ringraziamento perchè nessuno si è risparmiato".
MAZZARRI ESULTA - Walter Mazzarri non la pensa allo stesso modo. Mourinho dice che l'Inter avrebbe meritato di vincere 3-0, ma il tecnico toscano dice che l'Inter ha subìto la sua Samp. Mazzarri comunque è molto soddisfatto: "Abbiamo giocato meglio dell'Inter, anche oggi. Nelle due partite abbiamo fatto una cosa eccezionale all'andata ma anche stasera, non abbiamo segnato e abbiamo creato tanto contro una squadra di fenomeni. Le hanno tentate tutte. Loro hanno fatto gol alla prima occasione. Ma nel secondo tempo siamo stati bravi e c'è solo il rammarico di non aver fatto almeno un gol". Mazzarri non accetta neppure la tesi di un Orsato pro-Samp: "Mourinho vede fallo dove vuol vederlo. Stasera non voglio parlare dell'arbitro, anche perchè mi dicono che sull'azione che ha innescato il gol dell'Inter, Sammarco era in posizione regolare". Ora in finale a Roma con la Lazio: "Ci sarà un grande esodo dei nostri tifosi, non ci accorgeremo di giocare in casa della Lazio".

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La Samp pensa alla Coppa

inserito da Add.stampa il 19 Apr 2009

Catania ipoteca la salvezza
La Samp pensa alla Coppa
Gli uomini di Zenga vincono 2-0, con reti di Mascara e Martinez, e colgono il decimo successo casalingo della stagione. I blucerchiati, che giovedì giocheranno con l'Inter, vengono raggiunti al 12° posto dai siciliani
La rete dell'1-0 segnata da Mascara, 29 anni. Lapresse
CATANIA, 19 aprile 2009 - Il Catania liquida 2-0 la Sampdoria, con reti di Mascara (99° centro tra i pro in carriera) nel primo tempo e Martinez nella ripresa, e la aggancia al 12° posto a quota 40. Con questo risultato i ragazzi di Zenga sono praticamente sicuri della salvezza e colgono il decimo successo interno stagionale, a uno solo dal record di club del 1960-61 e del 1964-65. La Sampdoria, che giovedì giocherà il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, era reduce da due vittorie consecutive esterne, ma non è riuscita a sfatare il tabù del Massimino (ex Cibali) dove non vince dal campionato di serie B 1960-61. Nelle ultime 11 gare la squadra di Mazzarri aveva perso solo l'8 marzo (3-0 a Bologna) e quella era stata anche l'unica volta nel periodo in cui i blucerchiati non erano andati a segno.
PRIMO TEMPO - Zenga opta per una formazione abbastanza aggressiva con Mascara e Martinez titolari e Llama sulla sinistra. Mazzarri non opta per il turnover anche se poi i ritmi molto bassi del match non affaticheranno troppo la squadra in vista della sfida di San Siro. La prima chance del match è per gli ospiti: al 10' bel cross di Padalino da destra, falliscono l'aggancio da buona posizione sia Pazzini sia Cassano. Al 14' l'infortunio a Ledesma che deve lasciare in barella e in lacrime il terreno di gioco: per lui distorsione al ginocchio destro con probabile interessamento dei legamenti. Al 21' primo acuto del match: prima Morimoto fallisce una buona chance in mischia, sul cambio di fronte è Pazzini a impegnare Bizzarri di controbalzo. Al 34' occasione d'oro per la Sampdoria: percussione di Cassano, grande palla per l'inserimento di Sammarco che fallisce l'aggancio da dentro l'area. Al 39' il gol di Mascara che trasforma magistralmente un rigore per un fallo, forse involontario, di Lucchini su Izco. Al 42' Cassano serve Padalino che salta un uomo, si decentra a destra e poi si sbilancia mandando alto il tiro da pochi metri.
SECONDO TEMPO - Catania subito aggressivo e al 3' arriva il raddoppio: palla in verticale per Morimoto il cui tiro è respinto da Castellazzi, Martinez è appostato perfettamente e appoggia di detro in rete a porta vuota. L'ingresso di Stankevicius regala un po' di verve ai liguri: al 21' eccellente diagonale dalla destra del lituano che finisce di poco a lato sul secondo palo con Pieri che fallisce l'aggancio. Al 25' Morimoto appoggia per Carboni che da 20 metri trova una gran botta di destro: Castellazzi respinge a terra in tuffo. Il Catania sembra sempre in controllo, la Sampdoria si affida a Cassano che però non trova il guizzo vincente. Al 34' il fuoriclasse barese crossa da destra, Pazzini prova la girata sul primo palo e palla sul fondo non di molto. L'occasione migliore arriva al 42' con una punizione di Ziegler da 25 metri: Bizzarri in tuffo toglie la palla dal suo angolo basso sinistro e mette in corner. Il finale è tutto per i padroni di casa che al 46' sfiorano il tris: Baiocco impegna Castellazzi che respinge corto, Martinez sembra ribattere ancora a colpo sicuro, ma interviene Ziegler che mette in angolo.
CANDELINE - Entusiasta Marco Biagianti che festeggia il successo e il compleanno numero 25: "Eravamo reduci da due sconfitte forse imemritate, speravamo di fare una grande partita. Negli altri due anni avevamo sofferto molto, in questo campionato volevamo stupire. Siamo arrivati a quota 40, ora daremo ancora il massimo. La Nazionale? per ora la sogno, poi a giugno evdremo".
club del 1960-61 e del 1964-65. La Sampdoria, che giovedì giocherà il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, era reduce da due vittorie consecutive esterne, ma non è riuscita a sfatare il tabù del Massimino (ex Cibali) dove non vince dal campionato di serie B 1960-61. Nelle ultime 11 gare la squadra di Mazzarri aveva perso solo l'8 marzo (3-0 a Bologna) e quella era stata anche l'unica volta nel periodo in cui i blucerchiati non erano andati a segno.
PRIMO TEMPO - Zenga opta per una formazione abbastanza aggressiva con Mascara e Martinez titolari e Llama sulla sinistra. Mazzarri non opta per il turnover anche se poi i ritmi molto bassi del match non affaticheranno troppo la squadra in vista della sfida di San Siro. La prima chance del match è per gli ospiti: al 10' bel cross di Padalino da destra, falliscono l'aggancio da buona posizione sia Pazzini sia Cassano. Al 14' l'infortunio a Ledesma che deve lasciare in barella e in lacrime il terreno di gioco: per lui distorsione al ginocchio destro con probabile interessamento dei legamenti. Al 21' primo acuto del match: prima Morimoto fallisce una buona chance in mischia, sul cambio di fronte è Pazzini a impegnare Bizzarri di controbalzo. Al 34' occasione d'oro per la Sampdoria: percussione di Cassano, grande palla per l'inserimento di Sammarco che fallisce l'aggancio da dentro l'area. Al 39' il gol di Mascara che trasforma magistralmente un rigore per un fallo, forse involontario, di Lucchini su Izco. Al 42' Cassano serve Padalino che salta un uomo, si decentra a destra e poi si sbilancia mandando alto il tiro da pochi metri.
SECONDO TEMPO - Catania subito aggressivo e al 3' arriva il raddoppio: palla in verticale per Morimoto il cui tiro è respinto da Castellazzi, Martinez è appostato perfettamente e appoggia di detro in rete a porta vuota. L'ingresso di Stankevicius regala un po' di verve ai liguri: al 21' eccellente diagonale dalla destra del lituano che finisce di poco a lato sul secondo palo con Pieri che fallisce l'aggancio. Al 25' Morimoto appoggia per Carboni che da 20 metri trova una gran botta di destro: Castellazzi respinge a terra in tuffo. Il Catania sembra sempre in controllo, la Sampdoria si affida a Cassano che però non trova il guizzo vincente. Al 34' il fuoriclasse barese crossa da destra, Pazzini prova la girata sul primo palo e palla sul fondo non di molto. L'occasione migliore arriva al 42' con una punizione di Ziegler da 25 metri: Bizzarri in tuffo toglie la palla dal suo angolo basso sinistro e mette in corner. Il finale è tutto per i padroni di casa che al 46' sfiorano il tris: Baiocco impegna Castellazzi che respinge corto, Martinez sembra ribattere ancora a colpo sicuro, ma interviene Ziegler che mette in angolo.
CANDELINE - Entusiasta Marco Biagianti che festeggia il successo e il compleanno numero 25: "Eravamo reduci da due sconfitte forse imemritate, speravamo di fare una grande partita. Negli altri due anni avevamo sofferto molto, in questo campionato volevamo stupire. Siamo arrivati a quota 40, ora daremo ancora il massimo. La Nazionale? per ora la sogno, poi a giugno evdremo".

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Cassano illumina la Samp

inserito da Add.stampa il 11 Apr 2009


Lecce generoso ma vinto
Sotto di due gol alla fine del primo tempo, i giallorossi dominano nel secondo e accorciano le distanze, ma un rigore trasformato da Cassano chiude la partita sul 3-1 per i blucerchiati
I blucerchiati esultano dopo il gol in avvio di Pazzini. Lapresse
LECCE, 11 aprile 2009 - Continua la maledizione del Via del Mare, dove il Lecce non vince dal 28 settembre. Questa volta è la Samp a trasformare lo stadio dei giallorossi in terreno di conquista, ma al di là del risultato la vittoria dei blucerchiati non è stata semplice. De Canio schiera Schiavi sulla destra dello schieramento difensivo al posto dello squalificato Polenghi e lascia a casa Stendardo, Papa Waigo e Ardito; Mazzarri, che non può contare sullo squalificato Campagnaro, non riesce a recuperare Stankevicius e Raggi, ma in attacco può contare sul tandem Pazzini-Cassano, con il barese (fischiatissimo) che torna a giocare in Puglia dopo tre anni.
AVVIO HORROR - La partenza del Lecce è da film dell'orrore: al 6' la difesa pasticcia in disimpegno, Pazzini ruba palla e pesca Cassano solo in area ma l'attaccante blucerchiato calcia addosso a Benussi, gettando alle ortiche la più facile delle occasioni. Passano cinque minuti e la Samp passa: Pieri da sinistra tocca al centro, la difesa leccese si ferma e Pazzini, solo al centro dell'area, non ha difficoltà nel battere Benussi con un bel sinistro sotto la traversa. Il Lecce è confuso, impreciso, nervoso: Giacomazzi e Vives si fanno ammonire e salteranno la prossima, delicata, partita contro la Roma; stessa sorte toccherà a Schiavi dopo una brutta entrata su Cassano. Già in difficoltà, il Lecce al 20' perde Tiribocchi, costretto ad uscire con la schiena dolorante per una botta ricevuta nei primi minuti. Al 30' la Samp raddoppia: l'azione parte ancora una volta da Pieri, che entra in area dalla sinistra e viene contrastato da Vives, che nell'occasione tocca con una mano; Dondarini, fiscale, assegna il calcio di rigore, che Cassano trasforma spiazzando Benussi.
DOMINIO LECCE - In avvio di ripresa De Canio inserisce la terza punta, Konan, al posto di un difensore, Esposito. Gli effetti sono benefici: i giallorossi sono più intraprendenti, mettono in campo quella foga agonistica che è mancata nel primo tempo. Nei primi minuti Caserta su punizione prima manda di poco a lato, poi centra la traversa. Il Lecce meriterebbe anche un calcio di rigore per un fallo di Lucchini su Castillo, non visto dal direttore di gara. Ma il rigore arriva lo stesso, al 13', per un intervento di Accardi, che si vede scavalcare con un pallonetto da Papadopoulos e lo atterra: dal dischetto Caserta trasforma. La Samp sembra frastornata dal veemente avvio di ripresa dei leccesi. Grandi proteste dei padroni di casa al 20': Konan se ne va, entra in area sulla sinistra, Padalino lo rimonta e lo tocca da dietro facendolo cadere. Il rigore sembra sacrosanto, ma Dondarini ammonisce l'ivoriano per simulazione. Il Lecce assedia l'area blucerchiata e al 25' va vicinissimo al pareggio, con Accardi che salva di testa sulla linea su colpo di testa di Castillo. L'assedio della squadra di De Canio si attenua dal 27', quando Giacomazzi commette un secondo fallo da ammonizione e lascia la squadra in dieci. Ma anche in inferiorità numerica, è il Lecce a sfiorare ancora il pareggio, al 40': ci vuole una grande parata di Castellazzi per respingere il colpo di testa di Schiavi. Tre minuti dopo i blucerchiati chiudono la partita: Pieri viene steso in area, l'arbitro assegna il rigore; dal dischetto è ancora una volta Cassano a trasformare. La squadra di De Canio, provata da una ripresa giocata a tutta, non ne ha più e la partita si chiude qui, con il Lecce sempre più inguaiato in zona retrocessione.

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Cassano e Pazzini a segno

inserito da Add.stampa il 23 Mar 2009

Cassano e Pazzini a segno
Toro, Novellino in bilico
La Samp vince a Torino 3-1 grazie ai suo attaccanti e a Sammarco. Granata vivi e più volte vicini al pari: di Bianchi il bel gol (di tacco) che li ha tenuti in partita. Cairo medita di cacciare il tecnico
Pazzini esulta dopo il gol dell'1-0 Samp. Lapresse
TORINO, 22 marzo 2009 - Ci hanno pensato Pazzini e Cassano, ancora una volta. Più in generale ottima prova di maturità della Sampdoria che a Torino ha vinto 3-1 conquistando tre punti che vogliono dire classifica più tranquilla. Il Torino è invece davvero nei guai, raggiunto dal Lecce a quota 24 in piena zona retrocessione. Oggi i granata non hanno giocato male, hanno più volte avvicinato il pareggio. Hanno però pagato dazio perché la Samp ha fatto fruttare la miglior qualità nei momenti chiave del match.
PUGILI - Samp molto efficace nel primo tempo, nei primi 20 minuti in particolare. Molto ben attenti dietro e veloci nel ripartire con i micidiali tagli di Cassano, i blucerchiati hanno capitalizzato molto di quello che hanno creato. Già all’8’ Cassano ha trovato Franceschini, palla dentro per Pazzini e abile gioco di appoggio su Pisano: destro a colpo sicuro e Sereni battuto. Il Torino ha mostrato di essere vivo. Al 15’ bella palla di Gasbarroni (il migliore dei suoi) per Diana e piatto da due passi parato da Castellazzi per la disperazione di Novellino che voleva la botta di potenza. Il primo tempo è stato vivacissimo. Le due squadre se le sono date come due pugili a guardia scoperta e le occasioni non sono mancate. Al 24’ la Samp ha indirizzato la vittoria raddoppiando grazie a una bella giocata di Cassano che ha servito in corsa Sammarco col contagiri per il 2-0 di piatto destro.
RITMI ELEVATI - Il Torino non ha mollato e riaperto il match con Bianchi, bravo di tacco a girare alle spalle di Castellazzi un assist di Dzemaili. Bianchi e Diana sono poi stati rimpallati e nel finale di frazione Cassano non ha trovato Pazzini di un soffio, poi Sereni ha realizzato la parata più bella della domenica su colpo di testa a colpo sicuro di Padalino. La ripresa ha risentito dei ritmi elevati della prima parte e di belle giocate se ne sono viste poche. La Samp ha controllato bene la prima sfuriata del Torino e poi ha avuto il merito di chiudere quando ha potuto farlo, cioè al 24’: palla dentro per Cassano e piatto vincente sul secondo palo. Poi è stato controllo della situazione fino al termine.
NOVELLINO TRABALLA - Dopo la partita si è svolto un vertice fra il presidente del Torino, Cairo, e il d.s. Rino Foschi. Un colloquio di oltre un'ora che ha poi portato a un successivo vertice fra il d.s. e Novellino. Le decisioni finali arriveranno in serata o al massimo domani. Ma circolano già i nomi dei candidati alla sostituzione: su tutti quello di Giuseppe Papadopulo, che potrebbe accettare l'incarico fino a giugno. Novellino prova a essere ottimista: "Io ci credo, la salvezza è ancora possibile. È un periodaccio, stiamo soffrendo, ma ne usciremo tutti insieme". Vedremo se la dirigenza è d'accordo

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Cassano-Pazzini show

inserito da Add.stampa il 5 Mar 2009

Cassano-Pazzini show
La Samp affonda l'Inter
Nella semifinale di andata di Coppa Italia i blucerchiati annichiliscono i nerazzurri con un 3-0 che non ammette repliche. Tutti i gol nel primo tempo: apre il barese con un pallonetto, chiude l'ex viola con una doppietta. Paura per Balotelli finito in corsa sul palo: trasportato in ospedale per accertamenti, sta bene
Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini, i match-winner di Samp-Inter. Afp
GENOVA, 4 marzo 2009 - La Sampdoria si aggiudica il primo atto della semifinale con l'Inter infliggendo ai campioni d'Italia una sonora lezione. Il 3-0 non ammette repliche. Maturato nel primo tempo, descrive perfettamente l'atteggiamento superficiale dei nerazzurri autori di una prova disastrosa. Una sconfitta senza attenuanti per l'Inter, una grande impresa per la Samp che passa con Cassano e mette in cassaforte il risultato con la doppietta di Pazzini.
MOU CAMBIA - Walter Mazzarri schiera il meglio della sua Samp. Mourinho, invece, con il Manchester United che incombe si affida al turnover, cambia l'assetto tattico e schiera una difesa a quattro (Rivas, Cordoba, Materazzi e Maxwell), mentre sulla linea mediana, agiscono Zanetti, Vieira e Muntari. Quindi il tridente forte di Mancini, Adriano e Balotelli. Ma chi si aspetta la solita Inter sorniona, che esalta la sua fisicità e il suo possesso palla per poi affondare, deve fare i conti con una Sampdoria equilibrata e ben messa in campo.
CASSANO GOL - Come domenica con il Milan, tutte le lucine dei blucerchiati funzionano a meraviglia. Abile nel gioco sulle fasce con i raddoppi, sempre pronta a trovare il varco giusto per Cassano e Pazzini, la formazione ligure sfrutta i clamorosi errori della difesa nerazzurra, puntalmente beffata dalla velocità dei blucerchiati. Come al 9', allorché Cassano recupera palla su un buco di Rivas e supera Toldo con un pallonetto. La reazione interista non è lucida. Mancini sembra aver perso il passo di un tempo, mentre Adriano fatica a destreggiarsi in una marcatura feroce. Balotelli ci prova di più cercando spesso la soluzione personale.
DIFESA ALLO SBANDO - Ma è solo Samp; tanta Samp. Che raddoppia al 30' con Pazzini, pronto a raccogliere di testa la palla prolungata nel mucchio da Raggi. L'Inter è annichilita e fatica a entrare in partita, concedendo troppo ai padroni di casa; anche a centrocampo dove l'esperienza di Zanetti e Vieira dovrebbe fare la differenza. Ma non è proprio serata e a pagarne le conseguenze sono i giocatori meno dotati come Muntari, capace di regalare praterie a Cassano che non sbaglia un colpo. Bellissimo quello al 42' per Padalino che mira il primo palo; Toldo respinge, Cordoba non riesce a spazzare e indisturbato Pazzini scarica in porta per il 3-0.
BALOTELLI CHE PAURA - Mourinho all'inizio della ripresa inserisce la benzina di Maicon che prende il posto dell'inguardabile Rivas, ma il gap è pesante e anche le scorribande del brasiliano diventano prevedibili per la Samp che difende il vantaggio senza affanno. Ma i blucerchiati si lasciano contagiare dal nervosimo dell'Inter e al 15' perdono Gastaldello, espulso per doppia ammonizione per un fallaccio su Balotelli che subito dopo abbandona il campo in barella. L'attaccante mette in apprensione tutti crollando al suolo, dopo avere terminato la sua corsa contro il palo, nel tentativo di precedere Castellazzi in un'azione precedente . Fortuntamente la giovane punta di Mourinho si riprende negli spogliatoi, mentre i compagni di squadra cercano ostinatamente il gol. Ci prova Obinna, inserito al posto di Balotelli, soprattutto Crespo che rileva Mawell. L'argentino ingaggia un duello personale con Castellazzi che si supera almeno in due occasioni. Ma è troppo tardi: la Samp non perde la testa e porta a casa un risultato tondo tondo che solo un atto folle potrebbe privarla della finale il prossimo 22 aprile.

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Cassano e Pazzini show

inserito da Add.stampa il 2 Mar 2009

Cassano e Pazzini show
La Samp affonda il Milan
I rossoneri confermano la loro crisi uscendo battuti 2-1 da Marassi con un gol del barese che poi regala l'assist all'ex viola. Di Pato la rete della squadra di Ancelotti che schiera una formazione zeppa di riserve
Antonio Cassano esulta dopo il gol dell'1.-0.LaPresse
GENOVA, 1 marzo 2009 - La Sampdoria, con la spietatezza di un killer, supera a Marassi quel che resta del Milan. Un 2-1 che regala tre punti meritati e continuità ai blucerchiati, nonostante la precarietà dei rossoneri, affondati dai gol di Cassano e Pazzini, tenuti per pochi minuti in vita dal consueto gioiellino di Pato. Ma andate a raccontare a Walter Mazzarri dei problemi del Milan. Risate a parte, il tecnico della Sampdoria risponderà che la sua classifica deficitaria vale cento infortuni. Quindi ai rossoneri oppone il consueto robusto centrocampo a cinque, con Pazzini e Cassano punte, perché anche senza i suoi funamboli il Milan vale due spanne di più. Carlo Ancelotti intanto recupera in extremis Seedorf, ma in condizioni davvero dubbie. Le ferite di Coppa Uefa sono ancora aperte; il pari con il Werder gli ha lasciato in eredità anche il k.o di Ambrosini che aggiunto a Kakà, Gattuso, Nesta, Borriello, Kaladze e Ronaldinho, apre voragini in ogni settore.
SOLITUDINE - Ma dignità e orgoglio servono a ben poco, quando mancano fantasia, gioco e, soprattutto, una spalla valida per il volenteroso Pato. Nel primi 45 minuti la solitudine del brasiliano è la costante. Cercato senza sosta dai magnifici traversoni di Beckham, il bomber è chiuso sistematicamente da Lucchini e Accardi che non gli concedono nulla. Fino al gol dei blucerchiati, i rossoneri tutto sommato tengono bene esaltando un possesso palla che ha fatto scuola. La Samp, invece, agisce sulle fasce per poi concentrare il gioco su Pazzini e Cassano su cui si sacrifica Flamini, tra l'altro autore dell'unico tiro pericoloso dei rossoneri verso la porta di Castellazzi. Il pari, tutto sommato, sintetizza la gara, ma quando gioca il Milan occorre fare i conti con gli episodi. Al 33', infatti, sulla palla inattiva di turno la difesa rossonera va in bambola e sulla sponda di Raggi, Cassano infila di testa. Abbiati respinge poco dentro la linea di porta e va a protestare, convinto di avere salvato nello spazio utile.
PAZZINI SHOW - Rabbiosa la reazione del Milan che comunque non cava un ragno dal buco, andando a sbattere sull'organizzazione difensiva della Samp. Ancelotti colto dalla disperazione apre la ripresa con Inzaghi al posto di Antonini. Idea che comporta il passaggio al 4-3-1-2, con Jankulovski arretrato in difesa e Seedorf alle spalle della coppia Inzaghi-Pato. Preme il Milan, ma di rimessa i blucerchiati giganteggiano. Così al 6' arriva il raddoppio. La magia è di Cassano che vede un varco per Pazzini sulla linea di fondo. L'ex viola piomba come un falco, evita Bonera e l'entrata in scivolata dell'imbarazzante Senderos, e batte Abbiati da posizione defilata. L'incolpevole Ancelotti, constatata la pochezza della sua difesa, toglie Jankulovski per Favalli, fiutando, chissà, il tracollo.
CUORE E PASSIONE - Il due a zero spiega infatti le ali alla Samp che esalta tutti i lati negativi di questo povero Milan. Preso in contropiede la squadra rossonera fatica a dismisura, per poi perdere lucidità nella fase di rilancio. Beckham, sparito nel secondo tempo, lascia a Emerson. I rossoneri spingono, sfruttando il calo fisico della Samp e accorciano. Ovviamente con Pato. Il dodicesimo gol del brasiliano è di testa su assist di Favalli. La rete, anche se arriva al 35', carica il Milan che va ancora in gol con Emerson, ma in fuorigioco. Dignità e orgoglio adesso fanno la differenza, ma è troppo tardi per gabbare una Samp che mette sul terreno di gioco cuore e passione e che giustamente si porta a casa i tre punti.

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Un gioiello di Cassano,Pazzini scaccia la crisi

inserito da Add.stampa il 22 Feb 2009

Il barese confeziona un assist bellissimo per il compagno di reparto, l'attaccante toscano non si impietosisce di fronte agli ex compagni dell'Atalanta e regala una vittoria importante alla Sampdoria
Pazzini spiazza Consigli. Lapresse
GENOVA, 22 febbraio 2009 - Del Neri alla vigilia aveva timore di Pazzini, e aveva ragione. Certo, è Cassano a rompere gli equilibri, ma l'attaccante ex viola è freddo come un killer quando, liberato da un tocco meraviglioso del compagno di reparto, spiazza Consigli per il primo gol da tre punti in maglia blucerchiata. Samp che ritrova la vittoria, Atalanta che, come d'abitudine, cade in trasferta dopo una roboante vittoria casalinga.
LA PANCHINA CINGUETTA - Il "Pajarito" Valdes, dato in formazione, si deve accontentare di un seggiolino al fianco di Mister Del Neri: De Ascentis si piazza a centrocampo, Padoin si allarga a sinistra; fiducia rinnovata a Consigli tra i pali. Undici titolare confermato, invece, per la Samp: superati i problemi muscolari, rientra Accardi in difesa; a completare il pacchetto arretrato Raggi e Lucchini. Nonostante il divieto imposto dal Casms, tifosi ospiti presenti fuori dal Ferraris inscenano una manifestazione di protesta contro le limitazioni d'accesso agli stadi.
GABBIA NERAZZURRA - I primi 20' di gara sono godibili, con continui rovesciamenti di fronte: qualche protesta in area di Floccari e Pazzini (ma Giannoccaro fa proseguire), un bel diagonale di Cassano respinto da Consigli e un ottimo intervento di Stankevicius ad anticipare Pellegrino pronto a battere a rete. Successivamente, però, la partita si spegne o, peggio, diventa confusa: Doni e Floccari si alternano su Palombo per chiudere il rubinetto del gioco blucerchiato, il vero regista di Mazzarri finisce per diventare Cassano, che cerca di svariare per non dare punti di riferimento agli avversari e aprire varchi per i compagni. Anche Pazzini si danna l'anima, ma la Samp continua a dare la sensazione di essere poco incisiva. Allo scadere della prima frazione, infatti, è proprio l'Atalanta ad andare vicina al vantaggio: Raggi si spara un sonnellino, Padoin gli soffia il pallone sotto il naso, Castellazzi salva tutto con una respinta efficace anche se stilisticamente discutibile.
LA LUCE - In una Samp che sembra al buio, l'interruttore non può che essere Cassano. Il talento di Bari vecchia decide che è ora di accendere la luce e lo fa in maniera abbagliante: colpo sotto delicato a superare la difesa nerazzurra per mettere Pazzini solo davanti a Consigli, l'attaccante toscano è freddo e batte il portiere aversario. E' il 16' del secondo tempo e la squadra di Mazzarri si trova quasi inaspettatamente in vantaggio. Del Neri non rinconosce la sua Atalanta e dunque la stravolge: dentro Plasmati e Valdes, fuori Doni e De Ascentis, ma gli esiti non sono affatto incoraggianti. Nonostante una timida reazione, infatti, non si segnalano pericoli dalle parti di Castellazzi e la Samp controlla senza particolare affanno.

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Samp, capitombolo in casa

inserito da Add.stampa il 21 Feb 2009

Samp, capitombolo in casa
K.o. inatteso con il Metalist
I blucerchiati perdono a Marassi con gli ucraini: decide il gol di testa di Oliynyk nel primo tempo. La squadra di Mazzarri sototono, l'assenza di Pazzini si è fatta sentire. Ritorno il 26 febbraio
Oliynyk festeggia la rete del successo del Metalist a Marassi. Reuters
GENOVA, 18 febbraio 2009 - La Sampdoria stavolta stecca in Europa. Dopo la qualificazione ai sedicesimi guadagnata eliminando addirittura il Siviglia, i blucerchiati complicano un ben più comodo bis perdendo in casa con gli sconosciuti ucraini del Metalist Kharkiv. Per 1-0. In Europa i blucerchiati non cadevano a Marassi da 12 partite. Giovedì prossimo, 26 febbraio, dovranno rimediare in trasferta. Ma agguantare gli ottavi contro la vincente di Dinamo Kiev-Valencia adesso è davvero difficile. Colpa di una prestazione negativa, in controtendenza con quella di Torino contro la Juventus, chiusa con un pari frutto di una prova forse fortunata, ma di sicuro gagliarda.
SAMP IMPACCIATA - Il primo tempo è sorprendente. Gli ucraini sono spigliati, la Samp non riesce a carburare. I blucerchiati trovano sbocchi solo da destra, dove Padalino più volte innesta il turbo, e con qualche lampo tecnico estemporaneo di Cassano. Per il resto la manovra è troppo lenta. E in avanti la Samp non punge. Gli ucraini si difendono in maniera ordinata, fanno girare bene il pallone, in orizzontale, e ogni tanto cercano l'improvvisa verticalizzazione, principalmente per Jajà, possente punta unica. Sliusar si mangia un gol quasi fatto quando alza sopra la traversa a porta spalancata a centroarea. Poi, al terzo minuto di recupero - e ne erano stati annunciati due - arriva il gol di testa di Oliynyk, che svetta su un cross teso da sinistra. All'intervallo è 0-1. Risultato sorprendente, ma solo se non si è vista la partita.
RIPRESA - Samp più aggressiva in avvio di secondo tempo. Bellucci va a terra in area di rigore ucraina. E reclama il penalty, senza esito. Ma l'assenza di Pazzini in avanti (ha giocato in Champions con la Fiorentina) si fa sentire. La sua forza fisica servirebbe come il pane. La Samp manca nell'ultimo passaggio, anche quando Mazzari inserisce Sammarco e Pieri per Dessena e Franceschini. E nel finale un'altra punta, il giovane Marilungo. Ma la parata più difficile è chiamato a farla Castellazzi, eccellente sul colpo di testa all'indietro di Oliynyk a centroarea. Il generoso forcing finale dei doriani porta qualche mischia (altro rigore richiesto da Padalino per un presunto mani, Lucchini non trova il tempo per concludere da buona posizione) e poco più. Finisce 1-0 per il Metalist.

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Pazzini e 3 legni: stop Juve

inserito da Add.stampa il 21 Feb 2009

Pazzini e 3 legni: stop Juve
Pari in casa con la Samp
I bianconeri rispondono allo svantaggio siglato dall'attaccante blucerchiato con Amauri, ma due pali di Nedved e una traversa di Del Piero li privano dei tre punti. I doriani lottano in trincea, colpiscono una traversa (autorete sfiorata da Molinaro) e si godono un punto d'oro
Giovinco e Amauri, autori rispettivamente dell'assist e del gol dell'1-1. Reuters
TORINO, 15 febbraio 2009 - La Juventus frena. Non riesce a dare continuità al successo di Catania e a mettere pressione sull'Inter, attesa stasera dal derby milanese. I bianconeri pareggiano in casa 1-1 con la Sampdoria, in rimonta (guarda la sintesi). Al gol di Pazzini replica Amauri, che torna a segnare dopo 56 giorni. Pari come all'andata, quando a Marassi era finita 0-0. Ma stavolta la Juve è stata sfortunata: sono stati ben tre i legni colpiti dai bianconeri, due da Nedved, uno da Del Piero. Una Juve che ci ha messo il solito cuore, ma non è bastato. La Samp, pure in emergenza in retroguardia, in trincea porta a casa un punto prezioso.
AVVIO JUVE - I bianconeri partono forte. C'è da approfittare del derby di stasera. Che comunque vada, toglierà punti a Inter o Milan. O magari a entrambi, in ottica Juve. In attacco torna la coppia Amauri-Del Piero. Iaquinta è squalificato, Trezeguet rotto. Del Piero, davvero ispirato, forse galvanizzato dall'attesa del secondogenito, ci prova con un capolavoro mancato di un nulla. Il suo colpo di tacco finisce di poco a lato sul cross da sinistra di Molinaro. La Juve aveva già sfiorato il vantaggio con Nedved, neutralizzato da Castellazzi.
GOL SAMP - La rete però la trovano gli ospiti al primo tentativo. Decimati dietro, ma che davanti hanno una signora coppia d'attacco: Cassano-Pazzini. Che confezionano l'1-0. Il barese ispira con un pallone filtrante, l'attaccante elude il fuorigioco e trafigge Buffon. Samp avanti. Con il quarto gol in sei partite in blucerchiato del "Pazzo".
SPRECHI JUVE - La Juve reagisce. La manovra non sarà incantevole, no, però le occasioni si susseguono. In fondo Mazzarri deve adattare da centrali due esterni destri: Stankevicius e Raggi. E allora la Juve si butta tutta in avanti a caccia del pari. Ci provano senza fortuna Camoranesi e Amauri. Ma soprattutto Nedved. Che colpisce addirittura due legni. Un palo e una traversa. Il palo, in sospetto fuorigioco, non ravvisato, non concretizzando una magia di Del Piero in rifinitura, la traversa di testa. Juve sfigata. E sotto all'intervallo.
DENTRO GIOVINCO - Ranieri cambia negli spogliatoi. Fuori Poulsen. In campo Giovinco. Che gioca da esterno sinistro, con Nedved che scala al centro. Juve tutta sbilanciata in avanti.
PALO DORIA - La Samp ha l'occasione di chiudere la gara. Fortuita. Con la traversa di Cassano: sul suo cross la deviazione di Molinaro aveva lasciato fermo Buffon. Autorete sfiorata.
PARI JUVE - Pericolo scampato per i bianconeri. E pari che arriva subito dopo. Giovinco da sinistra suggerisce per Amauri, che di testa trova l'1-1. Strameritato dalla Juve. Che insiste. E colpisce una traversa (e poi il palo, con una traiettoria beffarda) su punizione da sinistra con il solito Del Piero, già a segno sei volte su punizione in questa stagione. Porta stregata. La Juve frena ancora. Nel girone di ritorno i punti sono solo 7 in 5 partite.

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Samp: Cassano non basta

inserito da Add.stampa il 9 Feb 2009

Finisce 2-2 la sfida di Marassi: ospiti avanti con l'ex Vergassola, Bellucci e Pazzini ribaltano il risultato e poi è il neoentrato Maccarone a fissare il pareggio. Nel finale i toscani sfiorano il colpaccio
L'esultanza di Bellucci (sin, 33 anni) e Pazzini (dx,. 24). Ansa
GENOVA, 8 febbraio 2009 - Finisce 2-2 tra Sampdoria e Siena, punteggio che rispecchia i valori messi in campo da due squadre desiderose di mantenersi lontane dalla zona retrocessione. Ospiti in vantaggio con l'ex Vergassola, pareggio dei padroni di casa a fine primo tempo con Bellucci e vantaggio interno con Pazzini in avvio di ripresa; al 34' è il neoentrato Maccarone e fissare il definitivo pareggio. Con questo risultato il Siena è ora 12° con 26 punti e la Sampdoria resta 15ª con 25. La formazione di Giampaolo arresta la serie di 11 partite senza pareggi (4 vinte e 7 perse), la serie di 4 trasferte consecutive senza fare punti e interrompe un digiuno esterno di 383 minuti.
PRIMO TEMPO - Mazzarri sceglie uno schieramento offensivo con Bellucci e Cassano di supporto a Pazzini. Giampaolo mischia le carte e preferisce Calaiò a Maccarone e mette Coppola di contenimento al posto di Codrea. La prima fiammata arriva dopo 55 secondi: Cassano entra in area da sinistra, mette al centro e Pazzini è troppo arretrato e di poco manca l'aggancio a colpo sicuro. Il fantasista barese gioca 20 minuti ad alto livello, ma al 21' il colpo di scena: Ferri, appena entrato al posto dell'acciaccato Lucchini, sbaglia un disimpegno nella propria area, Vergassola è favorito da un rimpallo e da pochi metri insacca. Il centrocampista ligure, in forza alla Sampdoria dal 1996 al 2001, è alla quinta rete in carriera contro la sua ex squadra. I blucerchiati si spengono, sembrano non trovare la chiave giusta per attaccare, ma a sorpresa al 47' trovano il mondo per andare al riposo in parità: tiro di Pieri, Curci anticipa bene Pazzini e sulla respinta Bellucci, a secco dal 14 dicembre, da pochi passi segna senza problemi.
SECONDO TEMPO - Si torna in campo e Cassano suona la carica. Quasi tutto suo il merito del vantaggio al 6': salta due avversari, prende il fondo e da destra serve Pazzini che appoggia in rete a porta vuota. Giampaolo si affida a Codrea e Amoruso, quest'ultimo subito molto propositivo e desideroso di trovare il gol con l'11ª diversa maglia in serie A. La prima vera chance al 27': cross di Galloppa da destra, Amoruso gira molto bene di testa e Castellazzi respinge in tuffo. Al 30' la Samp potrebbe chiude i conti: Cassano che regala un assist a Padalino che da pochi metri manda alto e spreca un gol praticamente fatto. Entra anche Maccarone ed è subito decisivo: al 34' cross di Galloppa da destra, la punta del Siena sul primo palo, contrastata da Gastaldello, tocca e mette in rete. Il finale è tutto ospite e la beffa è solo sfiorata: al 46' Amoruso salta Castellazzi e poi inciampa quasi a porta vuota, sugli sviluppi è Maccarone da ottima posizione che spreca; al 48' Ghezzal dal limite manda la palla a lato di poco con Castellazzi fuori gioco.
Mazzarri: "Gara nata in salita"
Walter Mazzarri commenta il pareggio interno col siena: "Siamo partiti bene, abbiamo creato 2-3 palle gol importanti, poi è stata una rincorsa contro una squadra forte e organizzata. Nel momento in cui siamo andati avanti, per assurdo siamo calati, questo anche per il gran dispendio di energie che abbiamo messo in campo per recuperare una gara che era nata in salita. Abbiamo giocato con tre attaccanti puri e tutto il resto della squadra ha pagato questo sforzo. Peccato per il calo nel finale di partita e il Siena ha meritato di pareggiare. Riflettiamo sugli errori e andiamo avanti".
(gasport)



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Pazzini illude la Samp

inserito da Add.stampa il 1 Feb 2009

Pazzini illude la Samp
Ma Rigoni rovina la festa
Finisce 1-1 al Bentegodi nello scontro salvezza. Dopo un primo tempo anonimo l'ex della Fiorentina trova un gol spettacolare. Passano 2' e il Chievo pareggia con un colpo di testa del centrocampista. Risultato giusto
Un contrasto tra Cassano (a sin.) e Luciano. Ansa
VERONA, 1 febbraio 2009 - Segna poco, ma quando capita spesso bisogna alzarsi in piedi ad applaudirlo. Giampaolo Pazzini è così. Piazza una mezza rovesciata vincente da fuori area, ma due minuti dopo un Rigoni qualsiasi (con tutto il rispetto per il giovane centrocampista del Chievo) raddrizza la situazione. Il resto è Chievo-Samp, sfida salvezza al bromuro per 80', ravvivata da due giocate per l'1-1 finale. Un risultato giusto che serve più ai blucerchiati. Vista la vittoria del Lecce, infatti, i veronesi ora sono a -4 dal quart'ultimo posto. Nonostante un 2009 ancora senza sconfitte.
CENTROCAMPO INEDITO - Mandelli, Marcolini e Pinzi: tre squalificati nel Chievo. Non mezza squadra, ma quasi. Di sicuro mezzo centrocampo, ridisegnato da Di Carlo con Luciano dietro le punte e Rigoni a tamponare. Mazzarri chiude l'emergenza in difesa e apre quella dei mediani. Così Ziegler deve improvvisarsi interno e Sammarco esterno di destra.
FASCIA SINISTRA - Freddo atmosferico e freddo nelle gambe: l'inizio è molto al rallentatore. Persino Cassano sembra coinvolto nel sonnambulismo generale. La partita, in fondo, è uno scontro-salvezza, e il minimo errore può costare caro. Tra i più attivi nella Sampdoria c'è Pieri, ma i suoi cross dalla sinistra non vengono mai sfruttati. Pazzini, in tal senso, non fa pervenire notizie di sé. Il Chievo, dal canto suo, per mezz'ora buona sta sulle sue.
PALO LITUANO - Così capita che Stankevicius, scivolando, riesca a calciare comunque. Sorrentino, con occhio invidiabile, lascia andare la palla sul palo esterno e poi fuori. Il portiere veronese deve almeno allungarsi per mettere in corner una punizione di Palombo. Queste sono le uniche vere occasioni da gol per la Samp, oltre che dell'intero primo tempo. I blucerchiati, per non farsi mancare proprio niente, devono anche rinunciare a Delvecchio, che si fa male in uno scontro con Mantovani. Dentro il baby Mustacchio.
LA SVEGLIA DEL PAZZO - Poca incisività in attacco? E allora Di Carlo sacrifica un evanescente Esposito per inserire Makinwa. Un po' di profondità in più il nigeriano la dà, e infatti il gioco del Chievo cresce. Non a livelli stratosferici, va detto. Così la partita torna sui suoi ritmi alla camomilla. Fino al 25' quando, letteralmente dal nulla, arriva il gol della Sampdoria. Palombo butta la palla in avanti un po' a casaccio, Pazzini stoppa e tira al volo da fuori area. Sorrentino non può farci nulla ed è l'1-0.
TESTA DI RIGONI - Nel momento più difficile dal punto di vista mentale il Chievo reagisce alla grande. Guadagna un corner, su cui svetta Yepes; la sponda del colombiano favorisce Rigoni, che di testa supera Castellazzi. Paura subito annientata, e qui si vede che le due squadre si accontentano del pareggio. Anche se Foquinha, entrato da dieci secondi, sfiora il vantaggio con un sinistro da fuori. Le buone notizie da Siena non arrivano, e così sorride di più la Sampdoria.

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Samp, ci pensa Cassano

inserito da Add.stampa il 30 Jan 2009

Samp, ci pensa Cassano
Lazio sempre più giù
La squadra di Mazzarri, dopo un primo tempo in sordina, cresce nella ripresa spinta da una prodezza dell'attaccante e torna a vincere in casa dopo due mesi. Biancocelesti a picco: secondo k.o. consecutivo
Cassano ha trascinato la Samp nella vittoria sulla Lazio. Ap
GENOVA, 28 gennaio 2009 - Da una parte c'è una squadra, la Samp, che non vince in casa da due mesi. Dall'altra una Lazio che vuole rimediare alla figuraccia di domenica, con la pesante sconfitta subita contro il Cagliari. La spunta la Samp (guarda la sintesi), trascinata da Cassano, autore dello splendido gol che in avvio di ripresa porta in vantaggio i blucerchiati. Nella Samp incerottata (7 indisponibili fra squalificati e infortunati) si rivede Cassano, che torna a far coppia con Bellucci, in campo al posto dello squalificato Pazzini. Zarate paga il momento-no con la panchina: in attacco Delio Rossi schiera il tandem Pandev-Rocchi, supportati alle spalle da Mauri; in porta spazio a Muslera.
GOL DELVECCHIO - Dopo qualche scaramuccia iniziale, al 13' la Samp passa in vantaggio: calcio di punizione di Ziegler dalla destra, il sinistro dello svizzero pesca Delvecchio tutto solo sul secondo palo, Muslera non esce e per il centrocampista è facile toccare in rete il suo quinto gol stagionale. Da una bella notizia a una cattiva: Padalino ha un problema allo stomaco ed è costretto a uscire al 15'; al suo posto entra Dessena.
ROCCHI IMPATTA - Il vantaggio non sembra però galvanizzare i blucerchiati, che iniziano invece a subire l'iniziativa della Lazio: al 17' Pandev sfiora il pareggio con un'azione solitaria, conclusa da un destro a girare di poco alto. La Samp è troppo prevedibile, con Cassano poco incisivo. Al 29' gli ospiti agguantano il pareggio: lungo lancio di Ledesma, Gastaldello salta a vuoto, Rocchi anticipa Stankevicius, controlla di petto e con un destro a incrociare batte Castellazzi. E' il 79° gol di Rocchi con la maglia della Lazio. Pochi minuti Cassano, lanciato da Palombo, non aggancia e perde una buona occasione. Nel finale di primo tempo la squadra di Rossi sfiora il vantaggio con destro di Rocchi respinto con i pugni da Castellazzi.
CASSANO IN CATTEDRA - Dopo il riposo Rocchi, autore del gol laziale, resta a sorpresa negli spogliatoi per far posto a Zarate. Gli ospiti riprendono il discorso dove l'avevano interrotto, attaccando a man salva. Poi sale in cattedra Cassano, fin lì poco più che inesistente, e la partita cambia: al 6' si inventa una grande azione personale sulla sinistra, supera due difensori, si accentra e con un destro a girare batte Muslera: 2-1. Tre minuti dopo un corner dell'attaccante blucerchiato trova Stankevicius colpevolmente solo in area, per il lituano è facile infilare di testa la rete del 3-1. La Lazio, scossa, rischia di subire il quarto gol al 19', quando Cassano cade in area dopo un contatto con Lichsteiner. Ayroldi assegna il rigore, ma Bellucci spreca tutto calciando troppo centrale, Muslera respinge.
LAZIO INTONTITA - Delio Rossi prova a mischiare le carte per dare maggiore vivacità alla squadra: fuori Meghni e Mauri, dentro Foggia e Matuzalem, che rivede il campo dopo quattro mesi. Ma la Lazio sembra intontita dall'uno-due subito e attacca con poco costrutto, troppa foga e affidandosi soprattutto alle azioni personali. E' il modo migliore per facilitare il compito della Samp nel finale.

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Adriano tiene l\'Inter davanti

inserito da Add.stampa il 25 Jan 2009

Adriano tiene l'Inter davanti
Mou espulso e contento
Un gol del brasiliano nel recupero del primo tempo permette ai nerazzurri di battere la Sampdoria 1-0, e di tornare da soli in testa alla classifica. Partita tesa, con l'allenatore portoghese cacciato da Celi per proteste. Infortuni per Samuel e Chivu
Adriano (a dx) in acrobazia segna l'1-0 per l'Inter. Reuters
MILANO, 25 gennaio 2009 - Ancora Adriano, ancora Inter. La testa della classifica non cambia dopo il posticipo della prima giornata di ritorno, risolto dal brasiliano con un gol alla fine del primo tempo. Partita tesa, con tante ammonizioni e il "rosso" a Mourinho per proteste. Nel finale proteste blucerchiate per un intervento di Cordoba su Pazzini e una grande parata di Julio Cesar su Dessena.
FIDUCIA AL BABY - Nella prima notte senza Ibrahimovic, in tribuna con cappello blu anticongelamento, Mourinho rinuncia alla tentazione delle tre punte. E invece alla lettura delle formazioni la novità è un’altra: c’è Santon, alla seconda da titolare in cinque giorni. Cordoba e Maxwell? In panchina. Davanti spazio a Mancini, al quale il portoghese restituisce i gradi di titolare dopo quasi tre mesi in campionato, anche se la collocazione è infelice. L’ex romanista gira attorno ad Adriano senza rendersi utile: dovrebbe spingere e cercare di dettare il passaggio sulla fascia di competenza, ma è fuori ruolo, va per vie centrali e quindi finisce nell’imbuto creato dalla Samp.
BOLLETTINO - Il gol di Adriano nel recupero del primo tempo è una pepita d’oro pescata dall’Inter nelle rapide di un primo tempo caotico. In 48 minuti si contano più calci che tiri, con 6 ammoniti, l’espulsione di Mourinho per proteste, e almeno 4 feriti "di guerra": Cambiasso e Muntari, in campo a mezzo servizio, Samuel e Raggi, successivamente sostituiti per problemi muscolari.
ADRIANO III - Anche se nessuno riesce a imporre la propria legge, va detto che sono i nerazzurri ad avere in mano il pallino. In caso di impasse la prima della classe ha sempre un terzino in grado di spostare gli equilibri. E la cosa si rivela determinante, visto che è proprio Maicon a innescare Adriano per l’1-0, al sesto centro stagionale, il terzo in tredici giorni mettendo insieme campionato e Coppa Italia. Un’altra conferma della crescita dell’Imperatore, nonostante un "pugnetto" a Gastaldello (a rischio di prova tv) non visto dall’arbitro qualche minuto prima del gol.
DORIA DECIMATA - Mazzarri ottiene poco dai suoi in attacco, ed è comprensibile considerati tutto i guai difensivi, sia quelli messi nel conto prima di arrivare a San Siro, sia quelli piovuti a partita iniziata, vedi gli infortuni di Gastaldello e Raggi. Sammarco ha una bella opportunità ma la spreca malamente (21’), Stankevicius e Dessena non vanno oltre uno sfortunato tiro al bersaglio, e su Pazzini chiudono puntualmente Cordoba e Julio Cesar in una delle rare verticalizzazioni.
ROSSO E PROTESTE - Questa prima giornata di ritorno verrà ricordata anche per la prima espulsione "italiana" di Mourinho, motivata da Celi con le proteste dello "Speciale". Un fatto poco sorprendente al termine di una settimana così densa di polemiche, che tanto per gradire si accumulano anche dopo Inter-Sampdoria, con le proteste di Pazzini per un presunto mani di Cordoba e soprattutto per un "placcaggio" sospetto in area a 10' dalla fine.
PALLA AI PORTIERI - Nella parte bassa della tribuna l’allenatore che non sentiva "la pressione della Juve prima di affrontare la Sampdoria" annota soddisfatto le conclusioni di Stankovic, una respinta da Castellazzi alla fine del contropiede gestito da Mancini, l’altra dalla traversa, e di Muntari, stoppato da una grande parata del portiere. L’ultima mezz’ora riserva una brutta notizia all’uomo di Setubal, che dopo Samuel perde anche Chivu e chiude con Cambiasso centrale difensivo. Una nota stonata in una serata positiva, che consente ai nerazzurri di confermarsi soli in testa alla classifica nonostante l’assalto della Juve. Il punteggio resta quello scritto nel primo tempo grazie alla prontezza dei portieri: Julio Cesar mette a repentaglio un ginocchio per opporsi a Pazzini, Castellazzi è bravissimo su Stankovic e Muntari. Sull’ultimo tentativo di Dessena da fuori area Julio Cesar si supera deviando in angolo. E’ la pietra sul quarto 1-0 in campionato, con in più la speranza di aver davvero recuperato un attaccante che pareva perduto.

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Coppa, Samp in semifinale

inserito da Add.stampa il 22 Jan 2009

Coppa, Samp in semifinale

In Coppa Italia i blucerchiati battono l'Udinese 5-2 dopo i rigori. I tempi regolamentari e quelli supplementari si erano chiusi sull'1-1, gol di Pazzini e Di Natale che all'89' sbaglia dal dischetto dopo avere pareggiato sempre grazie a un penalty. Mirante para i tiri di D'Agostino e Pepe
La Samp festeggia la promozione in semifinale. Ansa
UDINE, 21 gennaio 2009 - All'ultimo rigore la Sampdoria si sbarazza dell'Udinese e conquista un posto nelle semifinali di Coppa Italia dove dovrà vedersela contro una tra Napoli e Juventus. Dopo 120' minuti, sul risultato di 1-1, gol di Pazzini e Di Natale (dal dischetto), i blucerchiati non sbagliano nella roulette finale. Eroe della serata è Mirante che para i tiri di D'Agostino e Pepe.
PAZZINI IN PRIMA FILA - Le più deluse, ma anche le più deludenti del campionato, si affrontano applicando il consueto turnover, di moda soprattutto quando va in scena la Coppa Italia. Ma Marino, pur usufruendo di alcune seconde linee, nel tridente con Asamaoh e Pepe, infila anche Di Natale. La Samp scende in campo con Mirante in porta e Padalino in mezzo al posto di Palombo. Due soli cambi, anche se i liguri devono fare a meno di Accardi dopo solo tre minuti per un infortunio. Gli subentra Gastaldello.
SOLO UN TIRO IN PORTA - La partita del dentro o fuori, giocata davanti a una manciata di spettatori infreddoliti, non regala emozioni. Anzi scivola via all'insegna del tatticismo più esasperato. Un dato basta avanza: l'Udinese nella prima frazione non tira mai in porta, la Samp solo una volta. A dire il vero l'Udinese ci prova di più, ma solo fino agli ultimi venti metri, dove la Samp oppone adeguata resistenza. Ed è proprio la squadra blucerchiata a cogliere il massimo passando in vantaggio al 10' della ripresa. Il gol lo segna Pazzini, fino a quell'istante defilato, ma anche pesantemente marcato. E' un diagonale sporco che si infila alla destra di Handanovic.
SANCHEZ CALMBIA VOLTO - Marino corregge subito la squadra: dentro Sanchez e D'Agostino, fuori Tissone e Obodo. Due cambi che cambiano l'atteggiamento dei bianconeri. Il pareggio arriva al 18', ma il rigore concesso da Pierpaoli è fin troppo generoso. Lo trasforma Di Natale con un colpo preciso che si infila nell'angolo alla destra di Mirante. L'attaccante potrebbe raddoppiare subito dopo, ma il portiere blucerchiato risponde con i pugni. Mazzarri toglie Ziegler per Pieri, ma è Pepe a mancare il 2-1, concludendo dalla distanza oltre la traversa d'un soffio.
DI NATALE FALLISCE - La palla gol ce l'ha anche Delvecchio al 40', ma il suo tiro a colpo sicuro viene ribattuto da Felipe che si immola. Al 43' Sanchez, che ha cambiato il volto dell'Udinese, fa i numeri in area e viene steso: questa volta il rigore è sacrosanto, ma la palla-gol di Di Natale va a stamparsi sul palo. Inevitabili i supplementari. La Samp li inaugura con Palombo al posto di Raggi. Il blucerchiato va a posizionarsi al centro della difesa. E' invece Zapata sul fronte opposto a sostituire Felipe. I supplementari non aggiungono nulla di nuovo. E i rigori promuovono la Samp.

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Samp, occasione sprecata

inserito da Add.stampa il 11 Jan 2009

Samp, occasione sprecata
Domizzi salva l'Udinese
Steccano tutti i solisti: finisce 1-1 una partita piuttosto brutta, con i doriani che dopo il gol di Delvecchio non approfittano di un'Udinese scoraggiata. Ma la crisi dei friulani non sembra ancora risolta
Quagliarella contrastato da Franceschini. LaPresse
UDINE, 11 gennaio 2009 - Tre punti in nove gare. Tre pareggi casalinghi e sei sconfitte, di cui l'ultima prima della sosta, a San Siro col Milan, francamente imbarazzante. Bastano pochi dati a fotografare la crisi dell'Udinese, una squadra che è passata dal ruolo di rivelazione d'inizio stagione a quello di sbiadita comparsa dopo un periodo davvero disastroso, che a messo in discussione anche la panchina di Marino. L'1-1 tra i friulani e la Samp è il classico risultato che non soddisfa nessuno: non l'Udinese, che delude sul piano del gioco e rinvia la necessaria vittoria-elettroshock, e nemmeno la Samp che avrebbe dovuto gestire meglio il vantaggio contro una squadra impaurita.
TONI BASSI - Marino, dopo l'imbarazzante difesa a tre esibita davanti al Milan, passa alla retroguardia a quattro e rilancia il rientrante Tissone e Obodo, che però ormai non è nemmeno l'ombra del giovane campioncino ammirato ai tempi del Perugia di Gaucci. Davanti il tridente Pepe-Quagliarella-Di Natale è appannato, ma la Samp, con un 4-4-2 che diventa 3-5-2 dopo il veloce infortunio a Campagnaro, si limita a una fase difensiva attenta e ordinata. La sensazione è che se i doriani ci avessero creduto di più le cose sarebbero cambiate, ma non è facile con un Cassano in cattiva giornata e senza una prima punta di peso (Bonazzoli ormai langue in panchina) in organico.
TUTTO IN 5 MINUTI - Dopo un primo tempo scialbo, in cui manca un rigore per parte (Coda su Padalino e Ziegler su Pepe), la partita resta bruttina anche nella ripresa, con l'equilibrio rotto dal bel colpo di testa di Delvecchio su corner. Qui la Samp dovrebbe infierire su una squadra che sembra scoraggiata. Ma invece l'episodio premia Marino, con la mischia nata dalla punizione di D'Agostino e risolta da Domizzi dopo un'ostruzione di Obodo apparsa al limite. Si vede anche Di Natale, che di destro sfiora il 2-1. Ma sarebbe stato troppo per una partita in cui nessuna delle due avrebbe meritato di vincere.

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Samp, occasione sprecata

inserito da Add.stampa il 11 Jan 2009

Samp, occasione sprecata
Domizzi salva l'Udinese
Steccano tutti i solisti: finisce 1-1 una partita piuttosto brutta, con i doriani che dopo il gol di Delvecchio non approfittano di un'Udinese scoraggiata. Ma la crisi dei friulani non sembra ancora risolta
Quagliarella contrastato da Franceschini. LaPresse
UDINE, 11 gennaio 2009 - Tre punti in nove gare. Tre pareggi casalinghi e sei sconfitte, di cui l'ultima prima della sosta, a San Siro col Milan, francamente imbarazzante. Bastano pochi dati a fotografare la crisi dell'Udinese, una squadra che è passata dal ruolo di rivelazione d'inizio stagione a quello di sbiadita comparsa dopo un periodo davvero disastroso, che a messo in discussione anche la panchina di Marino. L'1-1 tra i friulani e la Samp è il classico risultato che non soddisfa nessuno: non l'Udinese, che delude sul piano del gioco e rinvia la necessaria vittoria-elettroshock, e nemmeno la Samp che avrebbe dovuto gestire meglio il vantaggio contro una squadra impaurita.
TONI BASSI - Marino, dopo l'imbarazzante difesa a tre esibita davanti al Milan, passa alla retroguardia a quattro e rilancia il rientrante Tissone e Obodo, che però ormai non è nemmeno l'ombra del giovane campioncino ammirato ai tempi del Perugia di Gaucci. Davanti il tridente Pepe-Quagliarella-Di Natale è appannato, ma la Samp, con un 4-4-2 che diventa 3-5-2 dopo il veloce infortunio a Campagnaro, si limita a una fase difensiva attenta e ordinata. La sensazione è che se i doriani ci avessero creduto di più le cose sarebbero cambiate, ma non è facile con un Cassano in cattiva giornata e senza una prima punta di peso (Bonazzoli ormai langue in panchina) in organico.
TUTTO IN 5 MINUTI - Dopo un primo tempo scialbo, in cui manca un rigore per parte (Coda su Padalino e Ziegler su Pepe), la partita resta bruttina anche nella ripresa, con l'equilibrio rotto dal bel colpo di testa di Delvecchio su corner. Qui la Samp dovrebbe infierire su una squadra che sembra scoraggiata. Ma invece l'episodio premia Marino, con la mischia nata dalla punizione di D'Agostino e risolta da Domizzi dopo un'ostruzione di Obodo apparsa al limite. Si vede anche Di Natale, che di destro sfiora il 2-1. Ma sarebbe stato troppo per una partita in cui nessuna delle due avrebbe meritato di vincere.

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Dopo i botti di capodanno,per il mercato niente

inserito da Presidenza il 7 Jan 2009

Le Feste sono finite,ci si aspetta in ritardo i botti di Gennaio,per il Pianeta Sampdoria,

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Auguri dal Presidente,Roberto Giordano

inserito da Presidenza il 25 Dec 2008

A nome di tuti i soci del Club Sampdoria Sangue Blu...Blucerchiato,Auguro Buon Natale a tutti i Sampdoriani a:Sampierdarena,a Genova,in Liguria,nel Settentrione,in Italia,in Europa,nel Mondo,nel Sistema Solare e nell'Universo,e noi Come Satellite,Auguriano al Nostro Pianeta,Auguri di pronta guarigione nell'anno 2009,supportato da qualche nuovo arrivo.

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21 dicembre 2008

inserito da Add.stampa il 21 Dec 2008

Una faccia che decisamente non si addice al clima natalizio. È quella dell'allenatore della Sampdoria, Walter Mazzarri, subito dopo il k.o. di Marassi con la Fiorentina: "I ragazzi hanno dato tutto, ma erano stremati. Dopo il gol di Montolivo abbiamo provato a recuperare - ha detto il tecnico blucerchiato - ma non siamo stati capaci di fare gol. Nel finale abbiamo messo sotto la Fiorentina, ma abbiamo anche rischiato diverse volte di prendere gol in contropiede. Nel complesso è stata una partita equilibrata, decisa a favore della squadra di Prandelli da un episodio". Nessun commento, invece, sulla respinta di Frey quando il pallone, secondo i blucerchiati, aveva già superato la linea di porta: "Non ho voluto rivedere le immagini - ha tagliato corto Mazzarri - valutate voi. Ma quando la gara finisce non conta più niente".

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Fiorentina, un dolce Natale

inserito da Add.stampa il 21 Dec 2008


I viola vincono in trasferta per 1-0 grazie a una rete del centrocampista nel primo tempo. Ai liguri non bastano le giocate di Cassano, toscani più volte pericolosi in contropiede
L'esultanza di Montolivo dopo il gol dell'1-0. Ansa
GENOVA, 21 dicembre 2008 - Tra Sampdoria e Fiorentina il Natale migliore è quello dei toscani. I viola di Prandelli hanno espugnato Marassi con un gol di Montolivo al 19’ del primo tempo e agganciato così il terzo posto scavalcando il Napoli in attesa della partita del Milan. Tre punti pesantissimi che chiudono così un bel periodo, coronato dall’ingresso in coppa Uefa e una grande risalita in classifica. Restano solo i grandi rimpianti per la qualificazione Champions mancata. La Samp non ha demeritato, ma anche oggi si è visto che Cassano predica un po’ troppo da solo.
EMOZIONANTE - Primo tempo molto emozionante malgrado un terreno di gioco in pessime condizioni. La Fiorentina è partita decisa con buone geometrie che hanno creato diversi problemi al centrocampo dei padroni di casa. Come al 9’: molto bella la discesa di Santana sulla destra, cross su primo palo e girata di testa pericolosa di Gilardino, fuori di poco. La supremazia dei viola si concretizza al 19’ quando Kuzmanovic, il migliore, si libera sulla fascia, si accentra e crossa rasoterra al limite per l’accorrente Montolivo che di destro trova il quasi introvabile varco tra la manona di Castellazzi e il palo.
COLPO SU COLPO - È l’1-0 che accende la partita. La Samp non ci sta e reagisce bene. Stankevicius è il primo a provarci liberandosi in area ma calciando alto. La Fiorentina ha avuto solo il demerito di non trovare il raddoppio. Al 27’, infatti, Mutu scattato sul filo del fuorigioco si è mangiato il 2-0. E’ questa la fase più eccitante della partita con le due squadre a viso scoperto che si rispondono colpo su colpo. Può accadere di tutto e difatti al 30’ Delvecchio di testa fa gridare al gol: Frey da vero gatto respinge però la palla già destinata alla rete. E un minuto dopo tocca a Gilardino sprecare tutto cercando un improbabile assist per Santana. Il tempo si chiude con un colpo di testa di Gilardino fuori di poco e un palo esterno di Cassano.
MOVIOLA - Nella ripresa si è andati avanti con lo stesso copione: Samp generosamente (e un po' confusamente) all’attacco e Fiorentina pronta a colpire (più a sprecare in verità) in contropiede. Due episodi da moviola hanno un po’ acceso gli animi al 7’ (atterramento di Sammarco) e al 23’ (tocco di mano di Kroldrup in area), forse più sospetto il secondo. In mezzo un palo di Mutu e una strepitosa parata di Castellazzi su Kuzmanovic, il migliore in campo insieme a Felipe Melo e Cassano. L’1-0 non si è più sbloccato.

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Bellucci più Padalino

inserito da Add.stampa il 15 Dec 2008

Primo successo esterno per i blucerchiati, che vincono 2-0 al Granillo. Cassano si sveglia nella ripresa, propizia un rigore e serve un assist. Reggina sempre più giù
Il rigore dell'1-0 calciato benissimo da Bellucci. Ap
REGGIO CALABRIA, 14 dicembre 2008 - Un tempo a sonnecchiare, l'altro a spiegare calcio: Antonio Cassano è così. Di conseguenza, anche la Sampdoria. Pazienza che i due gol che hanno steso la Reggina siano stati di Bellucci (su rigore) e Padalino; la firma del talento barese c'è lo stesso. Prima vittoria esterna dei blucerchiati, che si allontanano dalla zona calda. Dove, invece, c'è in pieno la squadra calabrese.
CASTELL..OUT - Orlandi deve rinunciare a Vigiani: al suo posto, in mezzo al campo, Tognozzi. Trazione anteriore davanti, con Cozza-Brienza dietro Corradi. Mazzarri, accolto come un eroe al Granillo, nel riscaldamento perde Castellazzi. Titolare, dunque, torna Mirante. Cassano-Bellucci è la coppia d'attacco canonica.
QUALCOSA A SINISTRA - Tra i più attivi, da subito, in casa Samp, c'è Padalino. A destra, quando attacca, è imprendibile; peccato che non difenda, lasciando voragini a Brienza, che va a spostarsi lì, Barreto e Costa. La Reggina sfonda spesso e volentieri sul suo fronte destro. Manca l'ultimo passaggio, ma le folate fanno paura. L'occasione migliore, comunque, capita da corner: tiraccio di Carmona che finisce a Barreto, in area. Il paraguaiano calcia talmente male che la palla sfiora il fallo laterale.
AHI DESSENA - Cassano non si accende. E di conseguenza la Samp tutta resta al buio. Solo un tiro da trenta metri per FantAntonio, respinto da Campagnolo. Per il resto, poca roba. In generale. Da rimarcare, tra gli episodi, il brutto (pare) infortunio di Dessena: l'ex parmense, nel tentativo di rinviare, sbatte la sua gamba contro il piede di Cozza. Risultato, la scarpa vola via e il centrocampista blucerchiato esce dal campo in lacrime.
TRAVERSA CORRADI - Eppure colui che entra al suo posto, e cioè Stankevicius, riequilibra l'assetto tattico doriano. Perché con lui, sulla destra, la Reggina non passa più. Sistemata la fase difensiva, la Samp può dedicarsi ad attaccare. E lo fa con profitto, nonostante il brivido (casuale, peraltro) di una traversa colta da Corradi con un cross sbagliato.
CIRILLO, CHE FAI? - Finalmente Cassano inizia a spiegare calcio. Prima dà a Pieri un assist esemplare, sprecato malamente dal mancino. Poi in un momento della partita dove sembra prevalere il "non facciamoci male", il barese supera Cirillo che lo sgambetta nettamente. Rigore trasformato da Bellucci con una sberla sotto la traversa. I padroni di casa non hanno le forze per reagire nell'ultimo quarto d'ora, privi pure del fosforo di Cozza (sostituito da Di Gennaro).
SVIZZERO - In contropiede, puntuale, arriva il 2-0. La mente è sempre Cassano, che da sinistra taglia alla perfezione per Padalino. Lo svizzeroaccorre a tutta velocità e a porta vuota non può sbagliare. Fine dei giochi. La prima vittoria in trasferta della Samp è realtà. Dopo una pausa di 45 minuti, ma va bene così. Reggina al terzo risultato negativo e sempre più in basso. Meno male per i calabresi che le dirette rivali nella lotta alla salvezza viaggiano pure loro al rallentatore.

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Il derby è del Genoa: 1-0

inserito da Add.stampa il 7 Dec 2008

Milito stende la Sampdoria

Un fantastico colpo di testa del Principe a inizio secondo tempo decide l'atteso match della 15ª. Fuorigioco dubbio su un gol annullato a Fornaroli. Partita non bella con 11 ammoniti e 58 falli
L'esultanza di Milito per il gol decisivo del derby. Ansa
GENOVA, 7 dicembre 2008 - I tifosi del Genoa aspettavano una vittoria nel derby da 7 anni, il Principe non ha tradito i suoi sudditi. Quinto minuto della ripresa: punizione dalla destra, palla tagliata a centro area e fantastico colpo di testa di Diego Milito. Proprio sotto la curva rossoblù in delirio. È questo il gol che ha deciso l’atteso derby della Lanterna, posticipo della 15ª giornata. Alla Sampdoria non sono bastati i lampi di Antonio Cassano, unico ad accendere la luce tra i suoi. Ci saranno forse un po’ di polemiche per un gol annullato a Fornaroli in dubbio fuorigioco. Ma nel complesso la vittoria genoana è stata meritata, il Grifone ha giocato meglio.
NON BELLO - Di sicuro è stato un derby non bello che sarà ricordato anche per gli 11 ammoniti e i 58 falli commessi. Il primo tempo, tanto per dire, è stato un’aggressione continua a centrocampo. I due tecnici hanno chiesto ai loro giocatori un’attenzione ferrea e il risultato è stato un gioco molto spezzettato. Condito subito da 6 cartellini gialli, 4 rossoblù (Biava, Milanetto, Thiago Motta e Sculli) e due blucerchiati (Delvecchio e Franceschini). Così di pericoli per i due portieri se ne sono visti ben pochi. Sicuramente di più (si fa per dire) firmati Genoa che globalmente ha fatto girare meglio la palla.
SPUNTI - E naturalmente nelle circostanze in questione non poteva che esserci di mezzo Milito. L’attaccante rossoblù al terzo minuto si è liberato a sinistra in area e di destro ha calciato alto. Poi al 17’ si è guadagnato una punizione al limite dell’area. Posizione invitatante sprecata però con un destro ribattuto dalla barriera. Nella Samp solo Cassano ha avuto gli spunti migliori ma i compagni non l’hanno mai ben assecondato.
INFORTUNIO - La ripresa è iniziata nel segno del Genoa che al quinto minuto ha trovato il colpo di testa vincente di Milito. La Samp ha reagito con orgoglio ma ben poche idee: di occasioni gli uomini di Mazzarri ne hanno create pochine per sperare di cavarsela. Dopo due minuti annullato per fuorigioco un gol di Campagnaro. Poi tanti falli e nuovi gialli. Milito è uscito per infortunio, ma Cassano, unico in palla tra i suoi non ha inciso, Delvecchio e Franceschini hanno sempre sbattuto contro i difensori rossoblù. E al 37’ dall’ennesimo pallone scodellato in area è scaturito un assist per Fornaroli che ha battuto Rubinho. Il guardalinee ha annullato per fuorigioco davvero minimo. A letto godendo ci vanno i tifosi del Genoa.

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Samp, la testa è al derby

inserito da Add.stampa il 4 Dec 2008

Tutto facile per lo Standard
I belgi non hanno nessun problema contro i blucerchiati, apparsi fuori gara fin dall'inizio. Finisce 3-0: risultato fissato nei primi 45'. Ora per andare avanti i doriani dovranno battere il Siviglia a Marassi tra due settimane
La festa dei belgi e la delusione dei giocatori della Samp. Afp
LIEGI, 3 dicembre 2008 - Non c'è niente di peggio di una trasferta di Coppa Uefa a tre giorni dal derby, la partita che per la Samp e i suoi tifosi vale una stagione. E il 3-0 con cui lo Standard Liegi supera i blucerchiati di Mazzarri è un verdetto non del tutto inaspettato in questo senso. Intendiamoci, i belgi sono una squadra vera, che nel preliminare di Champions ha rischiato di far fuori il Liverpool, salvato da una prodezza di Gerrard. Ma l'impressione è che l'approccio della Samp sia stato sbagliato fin dall'inizio.
DISASTRO - Mazzarri lascia in panchina Cassano ma presenta una squadra che tutto sommato non è così distante da quella titolare. I belgi, che davanti hanno qualità, fanno subito capire che vogliono chiudere i conti per la qualificazione. Dopo 2' De Camargo, giocatore piuttosto interessante, sfiora il gol di testa, imitato poco dopo da Jovanovic, che manda alto un sinistro sottomisura non impossibile. Ma la capitolazione è solo rinviata: Jovanovic, vero rebus per Campagnaro, va via sulla sinistra e pennella per la testa di De Camargo. Lo Standard gioca in scioltezza: prima Stankevicius salva un 2-0 su Jovanovic, poi sul susseguente corner Onyewu stacca di testa per il 2-0. I blucerchiati si sbilanciano e con due passaggi lo Standard va a segnare il 3-0 con Jovanovic alla fine di 45' davvero negativi per la samp.
ACCADEMIA - Resterebbero 45', ma sono buoni solo per le statistiche. Mazzarri inserisce Cassano, la cui motivazione emerge chiaramente quando con un'apertura totalmente errata manda in porta Jovanovic. Lo Standard spreca per troppa sufficienza più occasioni per il 4-0 e festeggia una qualificazione comunque meritata. Per la Samp verdetto rimandato all'ultima giornata: tra 15 giorni a Marassi bisognerà battere il temibilissimo Siviglia. Ma prima c'è da vincere il derby. Sperando almeno che il riposo agonistico di stasera sia servito a qualcosa.

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Stasera ancora Samp Uefa a Liegi

inserito da Add.stampa il 3 Dec 2008

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Jeda-gol Samp in barca

inserito da Add.stampa il 30 Nov 2008

Tardiva la reazione Samp
Un gol del brasiliano in avvio di ripresa basta al Cagliari per battere i blucerchiati e centrare la quarta vittoria interna consecutiva. La squadra di Mazzarri reagisce solo negli ultimi dieci minuti, quando ormai è troppo tardi
Jeda di testa realizza il gol-partita. Ap
CAGLIARI, 30 novembre 2008 - Se la Sampdoria ha conquistato un solo punto in trasferta, a fronte dei 15 ottenuti in casa, un motivo ci sarà. Difetto di personalità, problemi psicologici. Se poi di fronte c'è un Cagliari solido e tenace, alla quarta vittoria interna consecutiva, per la squadra di Mazzarri c'è davvero poco da fare.
RIENTRI - Giornata di grandi rientri: nel Cagliari c'è Pisano, che non si vedeva da circa un mese; nella Samp Palombo torna a guidare il centrocampo dopo due mesi di stop per infortunio. Allegri schiera un "quasi tridente", con Acquafresca e Jeda supportati da Cossu; Mazzarri propone il solito foltissimo centrocampo, con Cassano e Bellucci a fare da terminali offensivi. I presupposti per una bella partita ci sono tutti, ma il terreno in pessime condizioni per la pioggia caduta in abbondanza durante la notte e un tatticismo estremo contribuiscono a dar vita a un primo tempo ai limiti dell'inguardabile. Pochissimi i sussulti: il primo è al 15', quando dopo una bella azione manovrata della Samp, Sammarco mette al centro da sinistra per l'inserimento di Padalino, che di testa manda alto.
POCHE EMOZIONI - Il Cagliari fa molto gioco a centrocampo, Fini cerca di sfruttare gli inserimenti di Cossu e le torri di Acquafresca, ma la difesa della Samp è brava a chiudere tutti gli spazi. Uno scivolone di Castellazzi al 35' in fase di disimpegno, con Acquafresca che per poco non ne approfitta, sveglia i tifosi nella fase più soporifera del match. La partita si anima nel finale: al 38' la squadra di Mazzarri ci prova in contropiede: Cassano in area fra due difensori cerca di piazzare il destro, ma la conclusione è prevedibile e Marchetti blocca. Ancora contropiede blucerchiato al 40': Cassano apre sulla destra per Padalino, cross immediato per Belucci, anticipato da una tempestiva uscita bassa di Marchetti. Allo scadere del primo tempo Jeda prova la conclusione da fuori area, Castellazzi blocca a terra.
JEDA-GOL - Il timore che il secondo tempo sia altrettanto brutto viene spazzato via da Jeda, che in avvio di ripresa porta in vantaggio il Cagliari: calcio di punizione di Fini da posizione decentrata, l'attaccante brasiliano si inserisce bene e di testa batte Castellazzi. La Samp impiega qualche minuto a metabolizzare lo svantaggio, poi al quarto d'ora si sveglia, aumenta l'intensità della manovra e con un paio di numeri di Cassano crea scompiglio nella difesa cagliaritana. Il Cagliari è attento e appena può si fa vedere dalle parti di Castellazzi: al 18' Conti ruba palla sulla trequarti e prova subito la conclusione, palla che sfiora il pallo alla sinistra di Castellazzi. Tre minuti dopo ci prova Lopez, su punizione di Fini, a chiudere il match, ma il suo colpo di testa è bloccato dal portiere blucerchiato.
RISVEGLIO TARDIVO - Mazzarri prova a scuotere i suoi inserendo Bonazzoli al posto di Palombo (in ombra il suo rientro): la torre della Samp diventa il terminale offensivo, con Bellucci e Cassano alle sue spalle che a turno si inseriscono. Poi Delvecchio prende il posto di uno spento Dessena e Pieri quello di Ziegler. La Samp aspetta gli ultimi dieci minuti per svegliarsi: al 36' Bonazzoli colpisce di testa su un bel cross di Cassano, ma la palla è a lato; al 41' Marchetti blocca con il corpo una pericolosa incursione dello stesso Bonazzoli e sul seguente corner Gastaldello di testa manda alto. Al 44' Delvecchio spreca la più grossa palla gol dei blucerchiati: dimenticato in area dai difensori cagliaritani, mette a lato di testa da ottima posizione. In pieno recupero ci prova ancora Bonazzoli, Marchetti blocca sulla linea di porta. Finisce così, con la Samp in spinta (tardiva) e il Cagliari bravo a difendere il gol di Jeda.

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Mazzarri: \"Tedeschi favoriti dal campo\"

inserito da Add.stampa il 29 Nov 2008

27 novembre 2008 - Non una grande Sampdoria, ma il pareggio di oggi contro lo Stoccarda va benissimo a Walter Mazzarri e alla sua Sampdoria. "Conoscevamo la forza della squadra tedesca - spiega il tecnico blucerchiato ai microfoni di La7 a fine partita - che ha giocatori e valori importanti. Oggi poi siamo stati costretti a giocare su un terreno brutto e anche il vento ha condizionato la nostra prestazione. Noi amiamo giocare palla a terra in velocità, oggi era difficile farlo e queste condizioni hanno favorito lo Stoccarda che dal punto di vista fisico è meglio attrezzato di noi. Nel primo tempo certe giocate, con giocatori del calibro di Cassano, potevano finire in maniera diversa. Ci tenevamo a vincere anche se il pari contro una squadra forte come questa ci va benissimo". Va alla grande a Mazzarri che grazie a questo pareggio centra il decimo risultato utile consecutivo migliorando il record di Boskov che si era fermato a 9. "Sinceramente è motivo di grande orgoglio - ammette Mazzarri -, mi sarebbe piaciuto superare il record con una vittoria, non ci siamo riusciti, ma i ragazzi hanno dato tutto e va bene così". Adesso il Cagliari in campionato, poi la sfida di Liegi ancora in Coppa Uefa. "Abbiamo solo un giorno per preparare Cagliari dove troveremo una squadra forte e in forma, noi saremo un po' stanchi, ha ragione Galliani - chiude Mazzarri - quando dice che giocare il giovedì in Uefa ti penalizza in campionato".

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Cassano illumina la Samp

inserito da Add.stampa il 23 Nov 2008


Catania sepolto da tre gol
Fantantonio sigla una doppietta, preceduta dal gol di Bellucci, e regala ai blucerchiati la quarta vittoria interna consecutiva. Ancora male i rossazzurri in trasferta, dove quest'anno non hanno ancora vinto
Bellucci e Cassano, protagonisti del successo sul Catania. Ansa
GENOVA, 23 novembre 2008 - La Sampdoria lucida il genietto Cassano e affonda 3-0 il Catania. Una doppietta di Fantantonio, preceduta dalla rete di Bellucci, regala ai blucerchiati la quarta vittoria casalinga consecutiva che li porta a quota 16 in classifica. Il Catania invece incassa la terza sconfitta esterna in sei esibizioni: lontano dalla Sicilia gli uomini di Zenga, fermi a quota 21, non hanno ancora vinto.
FORMAZIONI - Mazzarri tiene in panchina Campagnaro, non ancora al meglio, e sceglie Dessena al posto dello squalificato Sammarco. Zenga invece punta sul giapponese Morimoto nel tridente con Paolucci e Mascara. A centrocampo non c'è Carboni, nemmeno in panchina.
SUBITO GOL - La gara cambia volto già al 6': Cassano pesca Stankevicius sulla destra, il lituano crossa in mezzo dove Bellucci è prontissimo ad anticipare tutti e beffare Bizzarri. Per l'attaccante è la terza rete stagionale, mentre la difesa del Catania si conferma da rivedere in trasferta, dove ha incassato una rete in tutte le sue sei esibizioni stagionali.
GESTIONE - Per la Sampdoria il più è fatto: la squadra di Mazzarrri prova a gestire la partita, affidandosi alle invenzioni dell'ispirato Cassano per fare paura al Catania. Fantantonio gode di assoluta libertà sulla sinistra, trovandosi di fronte Alvarez, che Zenga ha preferito a Sardo affidandogli il compito di spingere sulla destra, cosa che l'argentino fa con continuità ma senza risultati.
STERILITA' - I rossazzurri hanno in mano il pallino del gioco senza però riuscire a creare problemi a Castellazzi. Morimoto, che reclama un rigore dopo un contrasto con Pieri, gravita troppo nella zona centrale, non producendo quei movimenti sulle fasce che Zenga vorrebbe per consentire a Mascara di inserirsi centralmente. Il numero 7 prova lo stesso a creare dei pericoli come al 26', quando cerca di sorprendere Castellazzi con un siluro dalla distanza che il portiere blucerchiato riesce a disinnescare.
CASSANO - Il copione nella ripresa varia leggermente, con la Sampdoria che stazione più stabilmente nella metà campo avversaria. I blucerchiati affondano soprattutto a destra, dove Stankevicius mette spesso in difficoltà Silvestri. Proprio il lituano dà il via all'azione del raddoppio, battendo una rimessa-corner deviata di testa da Delvecchio. La palla arriva a Cassano, solissimo sul secondo palo, da dove al 62' trafigge Bizzarri segnando la sua 60ª rete in serie A.
LEGNO - Il secondo gol manda in crisi il Catania, incapace di reagire nonostante Zenga abbia spedito in campo Plasmati a far coppia con Paolucci, spostando Mascara dietro le punte. La Samp allora ne approfitta per affondare ancora, e al 70' sfiora il terzo gol: Delvecchio si gira in area e manda il pallone sul palo; sulla ribattuta si lancia Gastaldello che di testa non riesce a battere Bizzarri.
CLASSE - Un minuto dopo Lucchini salva alla disperata su Paolucci, smarcatissimo a due passi da Castellazzi. Ma il pubblico del Ferraris ha ancora tempo per godersi le giocate di Cassano, spostatosi sulla fascia destra dove Silvestri non riesce ad arginarlo. Il numero 99 offre un saggio di tutta la sua classe all'80', quando se ne va sulla fascia e smarca Bellucci solo davanti a Bizzarri: l'attaccante però spara alto. L'attaccante pugliese nel finale centra la doppietta, infilando Bizzarri sul primo palo e regalando il 3-0 alla Sampdoria, la più larga vittoria stagionale dei blucerchiati.

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Festa Samp con Cassano

inserito da Add.stampa il 17 Nov 2008

Festa Samp con Cassano
Ma il Lecce non muore mai

I blucerchiati battono i pugliesi 3-2 con Delvecchio, una magia di Cassano e Stankevicius. Ma la squadra di Beretta, sotto di due gol a fine primo tempo, riescono a tenere viva la partita fino all'ultimo minuto
Antonio Cassano, protagonista nella vittoria della Samp. Ap
GENOVA, 16 novembre 2008 - A Marassi la Samp difficilmente fallisce. Se poi si aggiunge la voglia dei blucerchiati di riscattarsi dopo la sconfitta di Napoli, salta fuori questo 3-2 con il quale la Samp ha battuto il Lecce, reduce dal pareggio contro il Milan e da un filotto di tre pareggi consecutivi. Ma è stata una vittori tutt'altro che semplice: merito del Lecce, che ci ha creduto fino alla fine ed è riuscita a tenere viva una partita che sembrava già finita al termine del primo tempo; colpa anche della Samp, che sul 2-0 ha tirato troppo i remi in barca.
C'E' CACIA - Novità in formazione in entrambe le squadre: Campagnaro, non ancora al 100%, resta a casa, al suo posto Mazzarri schiera Lucchini sulla destra della difesa; nel Lecce Cacia recupera all'ultimo momento e affianca Tiribocchi nel reparto offensivo, mentre sulla sinistra della difesa a quattro c'è Antunes al posto di Esposito.
UNO-DUE - I padroni di casa partono subito forte: sulla destra Antunes soffre le iniziative di un Padalino in palla, ed è proprio da lì che arrivano le azioni più pericolose della Samp. Come quella che all'11' porta i blucerchiati in vantaggio: Cassano allarga sulla destra per Padalino, cross al centro per Delvecchio, che incrocia bene di testa e batte Benussi nell'angolino basso sulla sua destra. E' come sempre il fantasista blucerchiato la chiave di volta della partita: marcato in maniera molto blanda, Cassano è libero di creare, andare al tiro, dare man forte al centrocampo e inserirsi in proiezione offensiva. E' ancora lui il protagonista del raddoppio blucerchiato al 14': l'attaccante chiede e ottiene il triangolo con Bellucci, riprende palla al limite dell'area e di prima intenzione di sinistro batte Benussi con un pallonetto molto vicino all'incrocio dei pali.
CENTROCAMPO - Stordito dal doppio vantaggio, il Lecce fatica a reagire, soverchiato dal centrocampo della Samp, sempre in superiorità numerica. La prima azione pericolosa degli ospiti arriva al 16', con un colpo di testa di Ariatti di poco a lato sulla destra della porta difesa da Castellazzi. Il predominio della Samp a centrocampo libera Delvecchio per gli inserimenti: al 20' e al 25' il centrocampista arriva due volte al tiro, ma in entrambe le occasioni è bravo Benussi a bloccare a terra.
LECCE DIVERSO - Antunes, troppo incerto sulla sinistra, rimane negli spogliatoi all'inizio della ripresa: al suo posto Beretta inserisce Caserta e passa alla difesa a tre. E' un Lecce diverso quello che torna in campo per il secondo tempo, approfittando anche di una Samp che forse crede di aver già vinto. Al 9' Castellazzi è chiamato all'intervento per bloccare una conclusione da fuori area di Zanchetta. Passa un minuto e gli ospiti accorciano le distanze: Ardito recupera palla sulla trequarti, tocca in profondità per Cacia che da destra mette al centro, dove Tiribocchi è ben piazzato e di testa batte Castellazzi. Il Lecce continua a spingere, Cassano s'innervosisce, la Samp sbanda pericolosamente.
STANKEVICIUS GOL - Ma un'invenzione di Stankevicius, un colpo di testa dal limite dell'area con una traiettoria a palombella, trafigge Benussi per la terza volta e rasserena gli animi in casa Samp. Dopo il terzo gol il Lecce sembra spegnersi, ma l'inserimento della terza punta, Konan al posto di Ardito, rilancia i giallorossi, che al 37' accorciano ancora le distanze con Tiribocchi, che di destro batte Castellazzi dopo un'azione confusa in area, sulla quale i blucerchiati protestano per un fallo. Finale confuso, con gli schemi che saltano e il Lecce che fino all'ultimo istante prova a insidiare la porta di Castellazzi.

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Coppa Italia, Samp avanti

inserito da Add.stampa il 13 Nov 2008


L'Empoli è domato 2-1


Nel match secco degli ottavi i liguri vincono con le reti di Bonazzoli e Fornaroli (su rigore). Ai toscani non basta Lodi. Molti errori da ambo le parti, i doriani hanno fallito anche un tiro dal dischetto con Ziegler
Bonazzoli e Fornaroli coppia gol Samp con l'Empoli. Lapresse
GENOVA, 12 novembre 2008 - La Sampdoria accede ai quarti di finale di Coppa Italia. Nel match secco degli ottavi i liguri hanno superato 2-1 l'Empoli con le reti di Bonazzoli e Fornaroli nel primo tempo. Di Lodi il gol dei toscani nella ripresa. Nei quarti la Samp se la vedrà con l'Udinese. Dunque missione compiuta per i padroni di casa anche se con qualche affanno in quella che può essere definita una fiera degli errori da ambo le parti.
PICCOLO TROTTO - La partita è viaggiata al piccolo trotto fino al 30' quando i blucerchiati di Mazzarri hanno sbloccato il punteggio con Bonazzoli, tenuto in gioco da Bianco e freddo a segnare l'1-0 da un metro. L'Empoli ha però reagito e al 35' Negrini si è involato sulla fascia destra e di destro ha preso il palo dopo aver saltato Ziegler con un tunnel. Un minuto dopo episodio importante con l'espulsione di Dessena per doppia ammonizione. Ma benché in 10 i padroni di casa hanno trovato il raddoppio con Fornaroli che si è procurato un rigore e lo ha realizzato al 44'.
EMOZIONI - Nella ripresa tante emozioni. Baldini ha inserito subito Buscè e Vannucchi per dare più qualità al gioco dei suoi, ma la Samp ha avuto il merito di non arretrare mai, anche in inferiorità numerica. Tanto che al secondo minuto Stankevicius in area ha trovato la mano di Negrini che l'arbitro ha valutato involontaria. Al 17' l'Empoli si è riportato in partita con Lodi, bravissimo di sinistro a battere Mirante.
PERICOLO - Mazzarri ha fiutato il pericolo e ha così dato la scossa ai suoi inserendo Cassano. Mossa soprattutto psicologica, riuscita visto che il barese ha subito creato problemi agli avversari servendo un assist perfetto a Delvecchio che però ha sprecato malamente. Al 30' altro erroraccio, stavolta più grave perché su rigore, a firma di Ziegler. Doppia occasione mancata per chiudere la partita che la Samp avrebbe potuto pagare carissima. Un minuto dopo, infatti, Buscè solo davanti a Mirante si fa parare il 2-2. E al 41' tocca ancora a Lodi far tremare i circa 5000 intrepidi tifosi, venuti a Marassi malgrado la pioggia, con una rasoiata di sinistro che ha sfiorato il palo. Nell'assedio finale, la difesa della Samp ha poi chiuso tutti i varchi.

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Napoli canta: batte la Samp

inserito da Add.stampa il 10 Nov 2008


e vola al secondo posto
I gol di Mannini e Zalayeta stendono i blucerchiati (che recriminano per un gol regolare annullato a Cassano) e fanno volare i partenopei alle spalle dell'Inter
Il gol di Mannini che ha dato l'1-0 al Napoli. Ansa
NAPOLI, 9 novembre 2008 - Sale il Napoli, che batte 2-0 una discreta Samp, centra la sesta vittoria consecutiva al San Paolo e sale al secondo posto in classifica, in attesa del posticipo di questa sera fra Lecce e Milan.
MODULI SPECULARI - Formazioni "quasi" annunciate: il Napoli si schiera con il consolidato 3-5-2 di Reja, con Denis e Lavezzi in attacco; l'unica novità nella Samp, che ha un modulo speculare, è a centrocampo, dove Sammarco riveste il ruolo di playmaker al posto di Dessena, che sembrava favorito per una maglia da titolare alla vigilia.
MANNINI-GOL - Il primo tempo è avaro di emozioni: il Napoli cerca di fare la partita ma la Samp è brava a raddoppiare sistematicamente sul portatore di palla e a chiudere ogni varco. Mazzarri, molto prudente in avvio di partita, mantiene molto bassi i due esterni, Padalino e Pieri, che vanno a formare una difesa a cinque. Prima occasione per i partenopei al 10': corner di Gargano, Santacroce svetta più in alto di tutti e di testa manda fuori di poco, sulla sinistra di Castellazzi. Al 22' anche la Samp si affaccia dalle parti di Iezzo: Cassano si libera di Santacroce (bello il duello fra i due) sulla sinistra, serve al centro Delvecchio che, ben appostato in area, viene anticipato d'un soffio da Cannavaro che manda in angolo. Proprio quando la Samp sembra spingere un po' di più, il Napoli colpisce in contropiede: Denis apre per Lavezzi sulla sinistra, il suo tiro-cross trova Mannini, molto bravo a seguire l'azione, tutto solo in area; per l'esterno è un gioco da ragazzi battere Castellazzi.
REAZIONE SAMP - Il gol subito sembra animare la Samp, che però fatica a trovare la via della porta: Bellucci è spesso lontano dalla manovra e Cassano non può fare i miracoli. Il primo tempo si chiude con due occasioni per i blucerchiati: al 40' Iezzo esce male su un calcio d'angolo di Bellucci, Gastaldello di testa manda di poco a lato. Un minuto dopo un sinistro di Bellucci in diagonale impegna Iezzo in una parata a terra.
SECONDO TEMPO - Il secondo tempo comincia come era finito il primo: squadre bloccate, pochissimi spazi, Samp che cerca di trovare, invano, gli spazi giusti; Napoli che chiude bene e appena possibile riparte in velocità. Al 22' la Samp avrebbe anche trovato la via del gol: Franceschini lancia Cassano in posizione regolare, l'attaccante salva Iezzo in uscita e realizza, ma Rosetti annulla per fuorigioco su segnalazione del guardalinee. L'episodio infervora la Samp, che un minuto dopo va vicinissima al pareggio, ma Blasi e Mannini salvano due volte sulla linea sulle conclusioni di Delvecchio e Franceschini.
ZALAYETA RADDOPPIA - Come nel primo tempo, nel momento migliore della Samp il Napoli raddoppia: due giocatori della Samp si scontrano sulla trequarti lasciando campo libero a Lavezzi; l'attaccante arriva fino al limite dell'area e calcia, Castellazzi devia spedendo la palla sui piedi di Zalayeta, che da pochi metri ribadisce in rete. La Samp, che vive questo gol come una beffa, si spegne. E Napoli, fra gli olè dei tifosi, comincia già a festeggiare.

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Bellucci, tacco salva Samp

inserito da Add.stampa il 2 Nov 2008

Ma il Toro recrimina
I blucerchiati battono i granata 1-0 grazie a una prodezza dell'attaccante. Ma la squadra di De Biasi protesta per un gol ingiustamente annullato
Bellucci ha deciso la partita con un gol di tacco. Lapresse
GENOVA, 2 novembre 2008 - Un gol regolare annullato al Torino e un capolavoro di Bellucci. Si può riassumere in questi due episodi il successo della Samp sui granata, che a lunghi tratti hanno giocato meglio dei blucerchiati.
SAMP IMPRECISA - Nella Samp c'è Bellucci in campo dal primo minuto al fianco di Cassano, cno Padalino preferito a Stankevicius sulla destra. Il Toro è senza Abate e Pratali: Rosina, non in perfette condizioni fisiche, va in panchina, mentre in attacco c'è il tandem Amoruso-Stellone. I blucerchiati, pur avendo riposato mercoledì per l'acquazzone che ha portato al rinvio di Roma-Samp, sembrano più stanchi degli ospiti, che in settimana hanno giocato e vinto contro l'Atalanta. Bellucci e Cassano si scambiano spesso le posizioni per non dare punti di riferimento agli avversari, Pieri e Padalino spingono bene sulle fasce, ma la squadra è lenta e imprecisa, sembra mancare un playmaker in mezzo al campo. Cassano rientra spesso a centrocampo per dare una mano, ma anche lui è poco ispirato. Il Torino, al contrario, è più rapido, compatto, arriva sempre prima sul pallone, controlla bene e quando parte in contropiede è spesso pericoloso. L'occasione più ghiotta cade al 10', quando Amoruso viene lanciato centralmente ma, solo davanti a Castellazzi, non riesce a scavalcarlo; sulla respinta del portiere blucerchiato, ci prova Stellone, ma il tiro è rasoterra e facile preda del numero uno sampdoriano.
GOL ANNULLATO - Nella ripresa il Torino torna in campo con più determinazione e nei primi minuti schiaccia la Samp, che sbaglia tanto in fase di impostazione. La Samp è anche sfortunata: nei primi 7 minuti del secondo tempo perde per infortunio Sammarco e Lucchini, sostituiti da Dessena e Bottinelli. Il Torino insiste e al 14' centra anche il bersaglio, ma l'arbitro Ayroldi annulla un gol apparso a tutti regolare: Ogbonna affonda sulla sinistra e mette al centro, Amoruso colpisce bene di testa e spedisce la palla sul palo; sulla respinta Pieri, nel tentativo di spazzare, colpisce Amoruso al volto con il pallone che carambola in porta. Sarebbe gol, ma l'arbitro probabilmente attribuisce il tentativo di spazzare a Diana, molto vicino a Pieri, e annulla per fuorigioco. Il pericolo scampato sveglia la Samp, trascinata da Cassano: al 19' il barese affonda per vie centrali e calcia, con Calderoni che para in due tempi; un minuto dopo salta Rubin sulla sinistra, entra in area e impegna l'estremo difensore granata; al 25' con uno show personale si libera di tre difensori sulla sinistra, tocca al centro per Bellucci che allunga per Dessena, ma il tiro di quest'ultimo è alto; al 28' dà una palla splendida in area a Padalino, che di sinistro mette fuori di poco. Poi la Samp sembra spegnersi, ma al 40' c'è la fiammata che decide la partita: azione prolungata dei blucerchiati, conclusa da Padalino dal limite; Bellucci, sulla traiettoria del pallone, d'istinto colpisce di tacco e batte Calderoni nell'angolo basso alla sua destra. Nei minuti finali il Torino, moralmente abbattuto, non ha la forza di reagire.

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Cassano show, la Samp va

inserito da Add.stampa il 26 Oct 2008

Bologna alla sesta sconfitta
Gli uomini di Mazzarri vincono 2-0 e ottengono la prima vittoria della stagione. Decidono Delvecchio e Bellucci. Grande prova del talento barese che fa impazzire la difesa rossoblù
Cassano incita i suoi tifosi. LaPresse
GENOVA, 26 ottobre 2008 - Un super Cassano trascina la Samp alla prima vittoria stagionale. Troppo forte il talento barese per il Bologna, che ha retto bene per un'ora e si è sfaldata dopo la rete di Delvecchio che, anche arretrato a centrocampo, non perde il vizietto del gol. Non paga la scelta di Arrigoni di proporre Bernacci dal primo minuto, mentre Mazzarri si gode il ritorno di Bellucci, troppo prezioso per la sua squadra.
NOVITA' BERNACCI - Sfida delicata a Marassi per la Sampdoria formato europeo alla ricerca del primo acuto stagionale, fondamentale dopo sette giornate a secco di vittorie. Arrigoni presenta un 4-4-2 classico con Marchini sulla fascia destra libero di spaziare dietro le due punte. Nella Samp si ricompone la coppia gol dell'anno scorso Cassano-Bellucci. Delvecchio retrocede a centrocampo.
EQUILIBRIO - Partita equilibrata, combattuta a centrocampo. Il pressing della squadra di Arrigoni mette in difficoltà il palleggio della Samp e punta sulle ripartenze di Marchini e Di Vaio. Ma sono i blucerchiati a sfondare spesso sulla fascia sinistra, con Cassano che "cerca" spesso Zenoni, appoggiato dalle incursioni di Pieri. Proprio sull'asse Cassano-Pieri la prima palla gol dell'undici di Mazzarri: l'esterno toscano davanti ad Antonioli spara sul portiere. Dopo un'altra girata di Padalino controllata dall'estremo bolognese, bisogna aspettare il 18' per vedere la prima azione degli ospiti: Di Vaio gira pericolosamente di testa ma sfiora il palo di un niente. Poi la solita antifona: possesso palla Samp, molti cross ma Moras e compagni sono precisi e concentrati e non mollano un passo. Solo una fiammata del vivace talento barese porta un altro pericolo alla porta emiliana: la sua discesa sulla sinistra è conclusa da un colpo di testa di Padalino ribattuto sulla linea da Lanna.
SUPER CASSANO - Arrembante l'avvio della Samp trascinata da Cassano. Al 12' il barese semina un paio di avversari, serve sulla corsa Bellucci, ma la girata dell'attaccante romano si stampa sulla traversa. E' solo l'inizio del suo show. Corre, dribbla, inventa e carica la gradinata Sud. Inevitabile il vantaggio blucerchiato: sugli sviluppi di un calcio d'angolo corto, Padalino crossa, Franceschini spizzica di testa e Delvecchio inventa una girata possibile solo con le sue lunghe leve. 1-0 e Marassi in delirio. Le squadre si allungano, il Bologna sfiora il gol in una mischia in area con Bottinelli che rischia la frittata per anticipare Di Vaio. Poi solo Samp: il barese guida i contropiede dei compagni e sfiora il gol con un bel diagonale. Al 29' il gol del ko: l'ex romanista conduce l'ennesima ripartenza e serve Bellucci che stavolta non sbaglia. Il Bologna si scioglie e non punge nemmeno dopo l'ingresso di Marazzina e Adailton. Prima vittoria stagionale per Mazzarri e sesta sconfitta per Arrigoni, che continua a non conoscere il pareggio.

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Impresa Samp a Belgrado

inserito da Add.stampa il 25 Oct 2008


I blucerchiati vincono 2-1 in casa del Partizan: di Bonazzoli e Dessena le reti che danno alla squadra i primi tre punti nel girone di Uefa
Dessena festeggia il gol della vittoria, inseguito da Cassano. Afp
BELGRADO (Serbia), 23 ottobre 2008 - Incastonata fra la sconfitta di San Siro e la delicata partita di domenica contro il Bologna, la temuta trasferta di Belgrado per il primo match del gironcino di Coppa Uefa si trasforma in un toccasana per la Sampdoria, che attraversa un momento di difficoltà. Il 2-1 con il quale i blucerchiati battono il Partizan e conquistano i primi tre punti in Coppa è il punto di partenza giusto per uscire dalla crisi e cercare di rilanciarsi anche in campionato.
BONAZZOLI - La Samp è in campo con la formazione annunciata, fatta eccezione per Ziegler che sostituisce Pieri sulla fascia sinistra. In attacco Bonazzoli affianca Cassano, che indossa la fascia di capitano e svaria su tutto il fronte offensivo. L'avvio dei blucerchiati è timido: gli uomini di Mazzarri, con un centrocampo foltissimo, controllano bene e il Partizan, pur mantenendo a lungo il possesso di palla, non riesce a creare grossi pericoli a Castellazzi. Alla prima occasione buona, la Samp colpisce: Cassano, imbeccato da Stankevicius, beffa un difensore con un tunnel, si porta sul fondo e tocca al centro per Delvecchio, che tocca quel tanto che basta per servire Bonazzoli; l'ariete blucerchiato, marcato stretto a centro area, tocca con il tacco e batte Bozovic. In svantaggio, il Partizan aumenta l'intensita della partita, ma la squadra di Mazzarri si difende con ordine. Al 33' i blucerchiati rischiano addirittura di raddoppiare: lanciato in contropiede, Cassano salta un difensore sulla sinistra, si accentra e calcia dal limite, ma Bozovic è bravo a respingere. Sulla ripartenza, i serbi pareggiano: Accardi sbaglia l'intervento difensivo su Diarra, che si ritrova solo davanti a Castellazzi e lo batte: 1-1. La Samp paga il gol subito, il tifo infernale del pubblico di casa si fa sentire e spinge all'attacco il Partizan, che nel finale di primo tempo assedia l'area blucerchiata. Il fischio che segna la fine del primo tempo è quasi una liberazione per una Samp in sofferenza.
DIFESA ALLEGRA - Il Partizan comincia la ripresa come aveva finito il primo tempo: all'attacco. Al 7' una fuga di Diarra sulla destra, palla al centro, la Samp respinge a fatica. Passano tre minuti e la Samp, grazia al generoso contributo della difesa bianconera, passa in vantaggio: il cross da destra di Stankevicius, apparentemente innocuo, viene impreziosito da Miljkovic, che nel tentativo di spazzare tocca in maniera maldestra verso il centro dell'area dove Dessena, ben appostato, batte agevolmente Bozovic. Dopo il vantaggio, Mazzarri fa i suoi conti e toglie dal campo Cassano, per risparmiargli le energie in vista del campionato; al suo posto entra Bellucci, che rileva dal barese anche la fascia di capitano. Il vantaggio tranquillizza la Samp, che gioca con maggior calma, ragionando, senza farsi prendere dal panico durante le folate offensive del Partizan. Al 30' i blucerchiati vanno vicini al terzo gol: Sammarco trova il varco giusto per Dessena, ma la conclusione del centrocampista è respinta da Obradovic. Poi la Samp è brava a controllare, senza farsi prendere dal panico nei minuti finali, quando l'assedio del Partizan si fa insistente, ma sterile. Finisce così, con la Samp che porta a casa i tre punti e volta pagina: in Coppa si rifiata (la prossima partita si giocherà il 27 novembre al Ferraris contro lo Stoccarda), ma in campionato è già tempo di pensare al Bologna.

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Ronaldinho fa volare il Milan

inserito da Add.stampa il 20 Oct 2008



I rossoneri battono 3-0 la Sampdoria che resiste all'insegna del bel gioco per un'ora, fino al rigore (discusso) trasformato dal brasiliano che raddoppia dopo un duetto con Kakà. Di Inzaghi la terza rete. Blucerchiati in dieci dal 55' per l'espulsione di Lucchini
Ronaldinho, 28 anni, tre gol in serie A. Reuters
MILANO, 19 ottobre 2008 - Un'ora di oblio. Inspiegabile quanto insopportabile. Una Sampdoria brillante, ordinata e cocciuta. Una grande occasione per Sammarco sventata da Abbiati, poi il vento che cambia il destino: un rigore discusso con conseguente espulsione di Lucchini, la trasformazione di Ronaldinho che bissa dopo un duetto con Kakà, lanciato nella ripresa. Ci pensa Inzaghi al 90' a fissare il risultato.
SENZA KAKA' - "Mister non me la sento" aveva detto questa mattina Kakà ad Ancelotti. Così il tecnico decide di schierare Ronaldinho alle spalle di Borriello e Pato. Scambio tra fantasisti brasiliani rischioso, ma affidabile secondo il tecnico che sostituisce Gattuso con Flamini. E la panchina? Da sballo: con Kakà ecco Nesta. Ma anche Favalli, Inzaghi, Emerson e Shevchenko. Cosa darebbe Mazzarri per averne almeno uno. Lui, senza Palombo, si difende con un 3-5-1-1 dove il suo brasiliano Antonio Cassano gioca avanzato rispetto a Delvecchio.
CASSANO - Ti aspetti bollicine rossonere e invece è bella Samp. Contribuiscono l'esasperante lentezza del Milan, stucchevole quando rumina gioco con decine di passaggi inutili; la posizione di Ronaldinho che in mezzo ci sta come il cavolo a merenda, la debolezza del centrocampo, già orfano di Pirlo e Gattuso, e con un Seedorf opaco e confuso. Proprio una bella Samp, capace di gestire il gioco, impedire al Milan di ragionare e di iscrivere sul tabellino l'unica vera occasione da gol. Capita a Sammarco servito magicamente da Cassano; penetrazione in area e diagonale che impegna duramente Abbiati con un diagonale.
OPACHI - Il Milan cincischia. Con ruggiti da coniglio rende tutto prevedibile e facilmente assimilabile. I blucerchiati fanno muro e ripartono. Tutto fila liscio. Dalla difesa, dove Lucchini è un gigante, al centrocampo, dove Sammarco, Padalino e Pieri creano superiorità numerica. Senza parlare poi di Cassano e Delvecchio che minano la tranquillità nella difesa del Milan, sorretta da Bonera e Maldini. E Dinho? Intermittente, mentre Borriello è blindato e Pato non è lucido come dovrebbe. Il solito déjà-vu. Insomma, cercasi Kakà disperatamente. Soluzione che nella ripresa Ancelotti applica dal primo minuto. A restare negli spogliatoi è Pato.
CAMBIA IL VENTO - Kakà ha il pregio di regalare ritmo alla squadra e non è un caso se dopo pochi secondi sfiori di testa il vantaggio. C'è più Milan; è innegabile. Ma non è certo quello spettacolare pensato ad Ancelotti nella vigilia. A dare una svolta è l'arbitro Damato che assegna un rigore ai rossoneri per un fallo di mano del già ammonito Lucchini. Decisione eccessiva. Tant'è che si presenta Ronaldinho a battere dal dischetto e trasformare. Mazzarri, furioso e disperato, è costretto a cambiare Padalino con Stankevcius e affidarsi al carattere dei suoi ragazzi che pur in inferiorità numerica danno del filo da torcere al Milan. Ci pensa Kakà a scrollare definitivamente i rossoneri chiamando Ronaldinho a duettare. Magie che si accavallano, fino al diagonale chirurgico del Gaucho che batte Castellazzi. E' il calcio crudele che punisce eccessivamente la Samp, in gara per sessanta minuti. C'è spazio anche per Emerson e Inzaghi (fuori Seedorf e Borriello), mentre Mazzarri cerca miracoli con Bellucci e Bonazzoli (Ziegler e Cassano out). Ma la Samp non ne ha più. Ne approfitta il Milan che va in gol con "highlander" Inzaghi. Pippo evita Castellazzi su tocco di Ambrosini e fissa sul 3-0.

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BERGAMO, 5 ottobre 2008

inserito da Add.stampa il 6 Oct 2008

Questa pazza serie A, con l'Udinese in testa e le grandi che fanno a gara a chi perde più colpi, fa sognare anche la solida Atalanta di Del Neri. I bergamaschi battono 4-2 la Sampdoria al termine di una partita più emozionante che bella, condizionata anche dalle decisioni di Girardi, qualcuna giusta (l'espulsione di Accardi), qualcuna dubbia (l'espulsione di Dessena, un giallo non sarebbe stato scandaloso) e qualcuna sbagliata (il rigore del 2-2 alla Samp).
SU E GIU' - La Samp paga molti episodi negativi e un blackout evidente nella seconda parte del primo tempo, quando, dopo non aver concesso nulla agli avversari gestendo bene l'1-0, va in bambola e prende due gol ispirati da Doni ma su cui una squadra che aveva incassato solo 4 gol prima di oggi poteva far meglio. Girardi rimette in partita la Samp nella ripresa regalandole un rigore, concesso per fallo di Talamonti su Bonazzoli. Difensore e attaccante si aiutano un po' con le mani, ma la trattenuta più incisiva è quella di Bonazzoli.
SPINTA DECISIVA - La partita cala d'intensità e il pari per un attimo pare accontentare tutti. Ci pensa Accardi a cambiare nuovamente il tema tattico della gara, commettendo un evitabile fallo di mano a centrocampo che gli costa il secondo giallo. Il fortino blucerchiato non regge: Floccari sfrutta l'assist di Padoin e non dà scampo a Mirante. Le speranze di rimonta blucerchiate vengono frustrate da Girardi, che su segnalazione di un assistente espelle Dessena per un fallo su Doni. Così il finale serve solo a Doni per segnare un gol meritatissimo (se solo protestasse meno avrebbe ben altra credibilità in campo), mentre alla Samp non basta la ritrovata vena di Cassano, ai primi gol in campionato (splendido il primo, che aveva portato avanti i suoi). Se Mazzarri perde anche la solidità della sua Samp, fin qui la dote migliore evidenziata, allora si fa grigia per i blucerchiati, sempre troppo dipendenti dalla vena di Fantantonio quando attaccano e con qualche limite di personalità lontano da Marassi.

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Mazzarri: \"Ai punti avremmo vinto noi\"

inserito da Add.stampa il 27 Sep 2008


27 settembre 2008 - "Di queste cinque partite di campionato avremmo meritato di vincerne quattro. È un momento che gira tutto storto". Walter Mazzarri voleva di più anche dalla gara con la Juve. Ma il tecnico della Sampdoria si fa piacere anche lo 0-0. "Ai punti - dice - avrebbe di nuovo vinto la Samp, come contro l'Inter. A conti fatti la Juve, a parte il palo di Del Piero, non ha fatto niente. Mi aspettavo la Juve come l'ho vista, per merito nostro. Abbiamo costretto la Juve a giocare sotto tono. Questo è un grande risultato e mi dà doppiamente soddisfazione". E poi c'è un Cassano tanto maturo da calmare lui lo sbraitante tecnico in panchina... "Pensare che uno come Cassano è maturato a tal punto da venire a calmarmi... Aveva ragione perchè stavo esagerando. È venuto anche a dirmi che Delvecchio rischiava l'espulsione. Adesso pensa anche per la squadra. È giocatore indispensabile per noi. Lo farò riposare contro il Kaunas, visto che è l'unico assieme a Palombo che ha giocato tutte le partite. Solo che Palombo dovrà stare fermo per forza". Il centrocampista ha infatti riportato un lesione muscolare al retto femorale della coscia destra. Rischia 3 settimane di stop.

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Siena-Samp, solo sbadigli

inserito da Add.stampa il 24 Sep 2008


Squadre bloccate a centrocampo, pochissime emozioni e occasioni da rete fra due squadre impegnate più a non farsi male che a offendere
Antonio Cassano: sua una delle poche occasioni da gol. Ap
SIENA, 24 settembre 2008 - Siena e Sampdoria non si fanno male e danno vita a uno 0-0 noioso, con pochissime occasioni da gol. Un risultato che non serve a nessuno, soprattutto alla Samp, ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato.
PRIMO TEMPO - Rispetto alle formazioni annunciate, il Siena si presenta in campo con Frick al posto di Calaiò, mentre Mazzarri fa riposare Pieri e piazza sulla sinistra Ziegler. Le squadre sono molto accorte. La Samp fa girare molto la palla, ma non riesce a creare spunti importanti, complice l'ottima impostazione del centrocampo senese, con Kharja che, in fase difensiva, si incolla a Palombo, bloccando una delle principali fonti di gioco blucerchiate. Sono i bianconeri a creare le poche occasioni da gol della prima frazione di gioco: all'11', in contropiede, Portanova pesca in profondità Frick, che tocca rasoterra per Kharja, la cui conclusione è deviata in corner da Mirante. Al 19' Galloppa si inserisce bene sulla sinistra, tocca al centro per Maccarone che si gira bene ma calcia alto. Bloccata a centrocampo da un Siena molto aggressivo, la Samp cerca saltare la mediana con lanci lunghi, sempre preda dei difensori bianconeri. Cassano rientra per dare una mano in impostazione, sguarnendo però il fronte offensivo. E' lo stesso Cassano, al 43', a creare l'unica occasione per i blucerchiati: il barese si avvicina all'area da sinistra, si accentra e calcia in porta, ma la conclusione è troppo centrale e facile preda di Curci.
SECONDO TEMPO - Nessuna sostituzione nell'intervallo, ma l'atteggiamento cambia. La Samp torna in campo più convinta, alza il ritmo e al 10' sfiora il vantaggio: triangolo Cassano-Bonazzoli, palla che torna al barese che entra in area dalla sinistra, calcia di destro rasoterra, conclusione debole che non crea problemi a Curci. Al 25' Cassano tocca sulla sinistra per Franceschini, conclusione a lato di poco; un minuto dopo azione confusa davanti alla porta del Siena, ma nessun doriano riesce a concludere a rete. E' l'ultima vera occasione della partita: nel finale le due squadre cercano di alzare i ritmi, ma senza creare occasioni limpide.

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Nessuna lesione per Gastaldello

inserito da Presidenza il 22 Sep 2008

22 settembre 2008 - Domani Mazzarri deciderà sull'eventuale utilizzo di Gastaldello a Siena. Il difensore è stato dimesso domenica sera dall'ospedale Galliera: gli esami hanno escluso lesioni. Per il resto, possibile l'utilizzo di Bonazzoli dall'inizio. Cresce, intanto, a tutti i livelli il malumore dei tifosi blucerchiati dopo le accuse mosse ieri al Comune di Genova e alla sindaco Vincenzi, per il naufragio del manto erboso del Ferraris dopo appena venti minuti di pioggia prima dell'inizio della gara con il Chievo.

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Samp e Chievo, pari

inserito da Presidenza il 22 Sep 2008


Blucerchiati e veneti si dividono la posta a Marassi in una gara resa difficile dalla pioggia. Finisce 1-1: Franceschini porta in vantaggio i padroni di casa sfruttando un assist di Cassano, subito dopo Langella impatta grazie a Pellissier
Campo difficile a Marassi: Chievo e Samp si dividono la posta. LaPresse
GENOVA, 21 settembre 2008 - Sampdoria e Chievo si dividono la posta a Marassi in una gara resa difficile dal nubifragio abattutosi su Genova a pochi minuti dal calcio d'inizio. L'1-1, firmato da Franceschini e Langella all'inizio della ripresa, è figlio soprattutto della poca concretezza delle due squadre negli ultimi metri: ai blucerchiati servirebbe Bonazzoli in ottime condizioni per avere un punto di riferimento centrale, mentre i clivensi lasciano Pellissier troppo solo nonostante il tridente.
NOVITA' - Nella Samp Accardi recupera, Bonazzoli è in panchina e Mazzarri sceglie Dessena al posto di Sammarco. Iachini invece deve rinunciare all'ultimo a Mantovani, rimpiazzato da Scardina. In avanti il tridente è Esposito, Pellissier, Langella.
NUBIFRAGIO - Le squadre entrano in campo accolte da una pioggia battente che rende pesantissimo il terreno di Marassi. Le fasce, soprattutto quella sinistra della Sampdoria, sono due enormi pozzanghere, e le squadre sono costrette a privilegiare le corsie centrali. Alla Sampdoria manca un centravanti e si vede: Cassano gira al largo dall'area di rigore alla ricerca di palloni giocabili, Delvecchio fa molto movimento favorendo gli inserimenti di Dessena, che al 7' manca l'appuntamento con un suggerimento di Cassano per colpa di una pozzanghera.
CHIEVO - Gli uomini di Iachini provano a gestire la partita, ma davanti combinano poco fino a dopo la mezz'ora, quando Pellissier costruisce la prima azione d'attacco stoppato da Mirante. Iachini perde Esposito, rimpiazzato da Luciano, e gli ospiti sfiorano il vantaggio al 45' ancora con Pellissier, il cui diagonale si spegne sul fondo. Prima dell'intervallo Delvecchio manda sul palo un gran suggerimento di Palombo, sciupando la miglior occasione della partita.
BOTTA E RISPOSTA - Ad inizio ripresa è subito spettacolo. Al 49' Cassano scambia con Dessena, mette al centro da destra tagliando fuori Squizzi e regalando a Franceschini un facilissimo 1-0. Nemmeno il tempo di esultare che il Chievo pareggia con Langella, bravo a finalizzare un'azione di contropiede orchestrata da Pellissier. L'1-1 ha il merito di accendere la partita, anche perché Mazzarri toglie Dessena per inserire Bonazzoli, il punto di riferimento offensivo che mancava alla Sampdoria.
ATTACCHI - La Samp prova a fare la partita, ma il Chievo in difesa è solido e non balla. Mazzarri a metà tempo perde Gastaldello per infortunio (al suo posto Bottinelli), mentre Iachini sceglie di affidarsi a D'Anna, che dà più grinta al Chievo. Gli ospiti provano a costruire qualcosa in avanti con Pellissier, ma Mirante non corre rischi. Squizzi invece è più sotto pressione, ma nemmeno la Sampdoria riesce a costruire azioni pericolose. Il pareggio alla fine sembra il risultato più giusto.

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Forza Samp

inserito da Presidenza il 21 Sep 2008

Facci vedere chi siamo.

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14 settembre 2008

inserito da Presidenza il 14 Sep 2008

"Abbiamo avuto cinque occasioni clamorose, abbiamo preso anche una traversa (in realtà sfiorata, ndr) con Bottinelli, loro invece hanno fatto i gol", questa l'analisi di Walter Mazzarri al termine della sconfitta di oggi in casa della Lazio. Il tecnico della Sampdoria è amareggiato per il ko di oggi all'Olimpico, ma accetta il verdetto del campo e non condanna la sua squadra. "Non ho nulla da dire ai ragazzi, se non nel primo gol che abbiamo preso - spiega l'allenatore blucerchiato -, ma quando si crea tanto si deve concretizzare, altrimenti alla lunga è normale pagare. Oggi avevamo anche qualche assenza importante, ma nel primo tempo abbiamo giocato molto bene, forse anche meglio rispetto alla partita che abbiamo fatto contro l'Inter. Poi nella ripresa abbiamo avuto un calo, la Lazio ha abbassato il proprio baricentro, è stata brava a concederci meno e a ripartire in contropiede chiudendo la partita". Mazzarri fa i complimenti alla Lazio. "Hanno fatto un mercato secondo me molto buono - spiega il tecnico doriano -, l'organico è buono ed affidato ad un allenatore bravo che sa far giocare bene la squadra. È una formazione tosta che non concede tanto, anche se oggi noi abbiamo fatto un grande primo tempo. Devo dire che la Lazio mi ha fatto un'ottima impressione dal punto di vista della quadratura".

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Bambino in braccio a papà.

inserito da Add.stampa il 3 Sep 2008

Bambino in braccio ora al nonno

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Preso il giovane Kristicic

inserito da Add.stampa il 2 Sep 2008


1 settembre 2008 - La Sampdoria ha acquistato il centrocampista serbo Nenad Krsticic dall’Ofk Belgrado. Kristicic, 18 anni compiuti a luglio, si trasferisce al club blucerchiato a titolo definitivo.

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GENOVA, 30 agosto 2008

inserito da Add.stampa il 2 Sep 2008

Aveva detto che un pareggio non sarebbe stato un dramma. E pareggio è stato. Inizia così l'avventura di José Mourinho in serie A, frenato dalla Sampdoria e da Delvecchio, protagonista del gol del pareggio al 23' del secondo tempo dopo l'iniziale 1-0 di Ibrahimovc (33'). Gara tirata, soprattutto nell'ultima parte, con un grande Palombo e tanti errori in fase di conclusione per Cassano. Finisce 1-1, come nell'ultimo confronto a Marassi.
SOLIDA - L'Inter è la stessa di sei giorni fa, ma rispetto alla Supercoppa c'è meno incisività sulle fasce e meno pressione sugli avversari. Figo non trova grossi spazi, mentre Mancini è pericoloso solo quando si accentra, come in occasione del gol di Ibrahimovic. Il merito è ovviamente della Sampdoria, solida ai lati con Stankevicius e Pieri e attenta dietro, seppur troppo timida in fase di costruzione.
EQUILIBRIO - Ci sono 33 minuti e poche emozioni tra il fischio d'inizio e il diagonale vincente di Ibrahimovic. Un episodio probabilmente macchiato da uno stop tra braccio sinistro e petto contestato dai blucerchiati, che in una gara bloccata ha un peso specifico ancora più determinante. E' Mazzarri che deve modificare il suo schieramento ma il fatto che Rosetti all'intervallo debba richiamare Mourinho e i suoi ad accelerare l'ingresso, lascia pensare che anche lo "Special One" abbia parlato a lungo di quel che non ha funzionato nel primo tempo.
RITMO - Di nuovo nella ripresa c'è il grado d'intensità che la Samp riesce a imprimere sulla partita. Palombo recupera un pallone dopo l'altro e l'Inter arretra qualche metro oltre il lecito spostando la contesa sul piano dell'agonismo, che ovviamente non la favorisce. Materazzi, fermo dal 29 luglio, salva su un traversone basso di Cassano indirizzato a Delvecchio, poi Zanetti rischia il rigore per un "mani" non rilevato da Rosetti e alla fine arriva l'1-1, sostanzialmente meritato oltre che rocambolesco, grazie a un tocco di Delvecchio a mezzo metro dalla linea di porta.
SUPER SAMP - Gli ultimi 20 minuti aprono un'altra partita. Mourinho, che aveva già tolto Mancini per Balotelli prima dell'1-1, aumenta la potenza offensiva con Crespo e Jimenez. Ma è dietro che le cose non vanno, e solo l'imprecisione di Cassano, lanciato davanti a Julio Cesar, salva i nerazzurri da una fine peggiore. A differenza di quanto accaduto contro la Roma, Balotelli non garantisce il cambio di ritmo all'Inter. Anzi, Mario fa arrabbiare Ibrahimovic per un paio di appoggi sbagliati e allora lo svedese deve cavarsela da solo (da applausi il cross per Jimenez incocciato dal cileno senza precisione). In definitiva, mettendoci anche un presunto mani in area blucerchiata invocato dagli interisti, il pareggio della Sampdoria è più che meritato. E quella maratona invocata dal portoghese sabato scorso, si annuncia lunghissima.

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Tutto a posto

inserito da Add.stampa il 13 Aug 2008

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Primavera:Samp batte l’Inter 3-2

inserito da Add.stampa il 9 Jun 2008

Primo successo nella storia dei blucerchiati, l'Inter si arrende 3-2 nella riedizione della finale dell'anno scorso. Reti di Pedrelli e TurboMario (rigore) per i nerazzurri, gol di Poli, Koman e Mustacchio per i liguri, che centrano l'accoppiata campionato-coppa Italia
La festa dei ragazzi della Sampdoria dopo la partita. Liverani
CHIETI, 8 giugno 2008 - Prima la coppa Italia, adesso lo scudetto: la finale-remake di un anno fa del campionato Primavera stavolta la vince la Samp, che batte l’Inter 3-2 e si prende la rivincita. I blucherchiati conquistano il trofeo al termine di una gara combattutissima, con cinque gol e uno annullato (al 20’ del primo tempo, la rete di Marilungo viene annullata per un fallo di Sembroni su Fatic).
TURBOMARIO - La Samp inizia meglio e impegna Belec tre volte in pochi minuti, costringendolo a respingere coi pugni su Bianco, Poli e Marilungo. L’Inter ci prova soprattutto con i calci piazzati di Balotelli: strepitoso l’intervento di Fiorillo al 18’, che vola sul palo sinistro e leva la palla dall’angolino. I creano di più, ma sono i nerazzurri a passare in vantaggio, con la loro migliore azione del primo tempo (28’): Bolzoni ruba palla a centrocampo, Siligardi serve Gerbo che lancia Ribas in profondità, Fiorillo respinge corto sul tiro dell’attaccante ma nulla può su Pedrelli, che la mette dentro. Immediata la reazione della Samp, che pareggia 4’ dopo: angolo di Bianco, tiro da fuori che finisce dalle parti di Esposito, il difensore allontana il pallone che arriva sui piedi di Marilungo, ne viene fuori un assist involontario per l’1-1 di Poli (regolare la posizione del centrocampista).
SPETTACOLO - Nel secondo tempo la Samp trova quasi subito il gol del vantaggio: al 15’ cross dalla sinistra di Marilungo, Scappini prolunga di testa per Koman che trova la zuccata vincente, complice l’incertezza di Esposito e Federici. Partita finita? Macché. Balotelli pareggia al 19’ su rigore (fallo di mani in area di Poli), ma stavolta il suo gol non basta all’Inter per vincere lo scudetto. Pea manda in cambio Mustacchio e il neo-entrato firma la rete decisiva al 38’: tiro da fuori e deviazione decisiva di Federici. Samp in deliro, che dedica il successo al presidente Garrone, rimasto a Genova per un impegno. "Il nostro lavoro è stato premiato - ha detto l’a.d. Marotta - da quando c’è Garrone abbiamo investito tanto nel settore giovanile".

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Samp-Juve: 3-3 spettacolo

inserito da Add.stampa il 18 May 2008

Samp-Juve: 3-3 spettacolo
Doppio Del Piero, re del gol?

A Marassi gara divertente e ricca di reti. Per la Juve a segno il capitano - che grazie a una doppietta sale a quota 21 in classifica cannonieri - e Trezeguet. Per i blucerchiati reti di Cassano, che sbaglia anche un rigore, Maggio e Montella. Espulso Sissoko
Alessandro del Piero segna il primo dei suoi due gol a Marassi. LaPresse
GENOVA, 17 maggio 2008 - Del Piero finisce in bellezza il suo straordinario campionato. Perchè la sua Juventus pareggia a Marassi contro la Sampdoria 3-3, e Ale segna due gol accomodandosi da solo sul trono dei bomber: con 21 reti è un uomo solo al comando, davanti al compagno di reparto Trezeguet. 41 gol in due. Numeri da capogiro. Borriello invece è a quota 19, ma domani contro l'Atalanta proverà l'ultimo assalto. Juve-Samp è stata una partita divertente, giocata senza tatticismi. Sei gol, quelli di Del Piero (due), Trezeguet, Cassano, Maggio e del ritrovato Montella. Un rigore sbagliato, o meglio parato da Belardi, oggi vice Buffon, a Cassano. Un'espulsione. Per doppia ammonizione di Sissoko.
Insomma, una gara spettacolare: in palio c'era solo la voglia di divertirsi. E una fetta del titolo cannonieri. Il prossimo anno la Juventus, che chiude terza, giocherà i preliminari di Champions League, mentre la Sampdoria, sesta, giocherà la coppa Uefa. Bilanci soddisfacenti per entrambe se si rileggono le previsioni prestagionali.
PRIMO TEMPO JUVE - I primi 45' sono divisi a metà: i primi 22' sono tutti bianconeri. La Juve insegue i gol di Del Piero e Trezeguet. Affamata. E li trova senza troppe difficoltà, in una gara giocata a briglie sciolte, senza l'assillo del risultato, ma anche su toni agonistici elevati. Il primo squillo è di Del Piero. Il capitano della Juve segna di sinistro, con un tocco sapiente, sfruttando un assist di Nedved. 20° gol del campionatom di Ale, come l'anno scorso, quando fu capocannoniere di serie B. Sarebbe il secondo a doppiare il titolo di re del gol tra serie A e B in anni consecutivi. Dopo Paolo Rossi. L'ennesimo record di una carriera da primato. Poi tocca a Trezeguet timbrare il cartellino. Il francese va a segno su rigore, guadagnato da Del Piero (fallo di Palombo). 20° gol pure per Trezegol, che aggancia il suo partner d'attacco in vetta alla classifica cannonieri. La Juve fila via che è una meraviglia, trascinata da un super Nedved, evidentemente confortato dal rinnovo del contratto.
PRIMO TEMPO SAMP - Poi entra in scena la Samp. Che al 22' trova il gol, il decimo, di Cassano. Il talento barese se ne va in dribbling sulla sinistra, la sua conclusione viene deviata in rete da Molinaro. La Samp insiste. Sissoko e Tiago rischiano il secondo giallo. Maggio trova il gol del pareggio - il nono del suo torneo - con un super esterno destro da fuori area: Belardi in colpevole ritardo. Nel recupero Chiellini mette giù in area Bonazzoli: rigore. Dal dischetto Cassano. Che tira davvero male, centrale, Belardi respinge. Intervallo.
TITOLI DI CODA - Il secondo tempo è giocato meno bene. Perchè le squadre sono più "lunghe" e distratte. Ma è ugualmente spettacolare. Viene espulso Sissoko per somma di ammonizioni. Poi Del Piero segna ancora, su rigore, da lui stesso guadagnato (fallo di Accardi). È il 21° gol in campionato, il 24° in stagione. Nel giorno della 560ª presenza in bianconero, maglia con cui ha segnato 241 reti. La Samp non ci sta a perdere. Non lo meriterebbe. Il 3-3 ha una firma nobile: segna Montella di sinistro, di prima intenzione, sul cross di Cassano dalla fascia mancina. Ranieri toglie Del Piero a 20' dalla fine - e il suo capitano non la prende per nulla bene -, e poi nel finale non fa entrare Birindelli - che dopo 11 stagioni lascerà la Juventus - ma il giovane Castiglia. Dettagli. In un pomeriggio di festa riassunto dagli applausi finali di entrambe le tifoserie alla proprie squadre.

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Gioiello Cassano, Palermo k.o.

inserito da Add.stampa il 12 May 2008

Gioiello Cassano, Palermo k.o.
Baci e abbracci per Amauri


Il fenomeno barese fa tutto da solo: nella ripresa prende in mano la squadra e firma il suo nono gol in campionato. Un capolavoro su punizione e segnale per Donadoni. Il raddoppio di un super Maggio chiude i conti. Palo di Miccoli nel finale. Il brasiliano saluta il Barbera con una sconfitta
Antonio Cassano è al settimo cielo: protagonista. Ansa
PALERMO, 11 maggio 2008 - Ci sono gol che valgono doppio. Altri per i quali non ti stancherai mai di riavvolgere il videoregistratore. Antonio Cassano in un sola domenica è riuscito a togliersi tutti gli sfizi. Pennella una traiettoria fantastica su una punizione in stile argentino, sbloccando una gara inchiodata sull'equilibrio; lancia un segnale chiaro ed inequivocabile al commissario tecnico Roberto Donadoni (non gli saranno piaciute le indiscrezioni degli ultimi giorni, secondo le quali è tra i tre giocatori di riserva della rosa azzurra per l'Europeo); regala una gemma indimenticabile ai tifosi doriani.
FORMAZIONI. Colantuono tiene a riposo Barzagli, c'è Biava al centro della difesa accanto a Rinaudo. Rosanero in campo con l'annunciato 4-2-3-1, Caserta vince il ballottaggio su Cavani sulla linea dei rifinitori mentre Guana in mediana la spunta su Migliaccio. Sampdoria con l'undici annunciato alla vigilia: 3-5-2, out Volpi e Lucchini, tra i pali Mirante, coppia d'attacco Bellucci-Cassano.
AMAURI CUORE DI PALERMO. Le emozioni sono tutte nei primi minuti. Se c'è un giocatore che rimarrà a lungo nei cuori dei tifosi rosanero, quello è l'italo brasiliano Amauri. Da brividi la coreografia della Nord tutta dedicata al centravanti (15 i suoi gol in questo campionato): un gesto di affetto, ma soprattutto è il modo dei tifosi del Palermo per salutare Amauri alla sua ultima partita al Renzo Barbera con la maglia dei siciliani. Nonostante la sconfitta del Palermo, lascia lo stadio con la standing-ovation.
AVVIO SPRINT. Palermo e Sampdoria non hanno assilli di classifica. E, almeno nelle premesse, la gara sembra promettere spettacolo. I primi venti minuti sono vibranti, in campo nessuno si risparmia, ne nasce un avvio mai noioso. Lo dimostra, subito, Caserta che fa passare appena 45 secondi per far girare la testa a Gastaldello: ottiene solo un calcio d'angolo. Otto giri di lancette e la Sampdoria risponde alla carica isolana. E' Maggio che fallisce la prima palla gol dell'incontro, su un disimpegno errato di Balzaretti: l'ex viola prova a intercettare un assist di Cassano, ma rischia di combinare un pasticcio. Ancora Sampdoria, le lancette segnano il minuto numero venti, i protagonisti s'invertono i ruoli: stavolta è Maggio a confezionare l'assist (traversone dalla destra) ed è Cassano a fallire una comoda palla gol a pochi passi da Agliardi.
JANKOVIC SUONA LA CARICA. Il centrocampista serbo è l'uomo in più della squadra di Colantuono. E' il 25' quando sempre Jankovic raccoglie un assist di Amauri e di esterno prova a battere Mirante. E' la spina nel fianco della difesa doriana e al 32' anticipa in elevazione Pieri. Il repertorio è completo, ora ci prova di testa, ma la traiettoria è ancora sbilenca.
CASSANO DAI DUE VOLTI: PRIMA SPENTO. Passata la mezzora, i ritmi calano, mediani in evidenza, Miccoli si affida ad una punizione dalla lunghissima distanza per provare ad impensierire Mirante. Cassano è troppo spento per essere vero. Corre, si dimena, ma combina pochissimo. Accende la luce solo al 39', con un delizioso assist di esterno per Bellucci: in piena area l'ex attaccante del Napoli manca per pochi centimetri la battuta. E pochi secondi prima dell'intervallo, si lascia andare nel pezzo forte della casa: occhiatacce e paroline al veleno con Mazzari.
NELLA RIPRESA DETERMINANTE: IL GIOIELLO. La giornata poco ispirata del fenomeno di Bari Vecchia sembra trascinarsi anche nella ripresa. Al decimo, il fenomeno di Bari Vecchia prova ad intercettare lo specchio difeso da Agliardi dal vertice sinistro ma la conclusione non è delle migliori: non gira, pochi centimetri e sarebbe finita in fallo laterale. Ma Cassano è sempre il solito e non si smentisce mai. Sempre pronto a stupire tutti: capita così che, dopo la fiammata di Amauri al 12' (Mirante si salva in angolo), Cassano decida di salire in cattedra e diventare protagonista assoluto. Lo fa a modo suo, su un calcio di punizione da posizione centrale, stile e modello del migliore Maradona, rincorsa breve e palla imprendibile all'incrocio dei pali. Squilla il telefonino di Donadoni.
MAGGIO CHIUDE I CONTI. Quando arriva il momento di archiviare la pratica, sale in cattedra uno degli uomini determinati della banda Mazzarri in questa stagione. Pochi secondi dopo la mezzora, Christian Maggio si eleva più alto di tutto nel cuore dell'aria rosanera e batte Agliardi. E' il suo ottavo centro.

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Samp punita nel finale

inserito da Add.stampa il 4 May 2008

Panucci-Pizarro-Cicinho
Samp punita nel finale

I giallorossi tengono viva la speranza scudetto grazie a tre reti nell'ultimo quarto d'ora. Ma il risultato è bugiardo: la squadra di Mazzarri aveva dominato colpendo anche due traverse
La Roma festeggia così il gol dell'1-0 di Panucci. Afp
GENOVA, 4 maggio 2008 - Ecco perchè il calcio fa impazzire milioni di persone. Accade che una squadra, in questo caso la Samp, ne domini un'altra, la Roma, attaccata allo scudetto come l'ultimo corridore in procinto di staccarsi dal gruppo dei migliori in una tappa alpina del Giro d'Italia. La squadra che sembra in controllo della gara produce occasioni da rete e non concede nulla in difesa, mentre l'Inter tiene un prezioso pareggio nel derby di Milano e si prepara alla festa. Poi nella ripresa l'Inter va sotto, ma la Roma sembra troppo stanca per approfittarne. Dopo l'ennesima parata di Doni, eroe indiscusso per Spalletti, Mazzarri sembra presagire il disastro. E di lì a poco la Roma segnerà tre gol, avvicinando l'Inter. Nerazzurri più che mai favoriti, ma la Roma ha un cuore grande così e lotterà fino alla fine, perchè ha reagito da grande gruppo quando tutto sembrava già scritto. Svanisce invece per la Samp il sogno Champions, già complicato peraltro. E svanisce dopo una delle migliori prestazioni stagionali. E' mancata solo la cosa più importante, il gol.
PRIMO TEMPO - Mazzarri, privo di Maggio, Lucchini e Castellazzi, rilancia Sala in mezzo alla difesa a tre e Zenoni a destra. Spalletti deve rinunciare a Totti, Taddei e Juan. Neppure Perrotta è al meglio. L'inconsueto tridente alle spalle di Vucnic è formato da Cicinho (pervenuto solo nel finale), Perrotta e Mancini (negativo). I doriani sono più brillanti fin dall'avvio e col passare dei minuti prendono fiducia. Cassano si mangia due gol a tu per tu con Doni ma è un vero cubo di Rubik per la difesa giallorossa, che non riesce mai a frenare gli slanci del talento barese. I giallorossi non creano mai la superiorità sugli esterni e così i movimenti di Vucinic risultano improduttivi. Il centrocampo di Spalletti soffre l'inferiorità numerica e dopo gli interventi salva-risultato di Doni su Cassano arrivano anche due traverse, colpite da Sammarco (tirocross deviato da De Rossi) e Bellucci (colpo di testa). Così i giallorossi devono ringraziare soprattutto la buona sorte se vanno al riposo sullo 0-0 e col secondo posto già in tasca (la Juve perde a Siena).
SECONDO TEMPO - Anche da S.Siro arrivano eccellenti notizie per la Roma. Ma è a Marassi che i giallorossi non sembrano riuscire a svoltare. Spalletti toglie l'abulico Mancini per Giuly, ma il copione non cambia con Doni sempre sugli scudi. Dopo un'ora super, comprensibilmente la Samp accusa un leggero calo e la partita si fa più equilibrata, anche se i doriani continuano a provarci, viste le notizie che arrivano da Firenze. La gara si fa equilibrata, ma non si fa in tempo a pensare che troppi sprechi potrebbero costare cari alla Samp che Panucci salta più in alto di tutti sul corner di Pizarro e batte Mirante. I ragazzi di Mazzarri si sgonfiano e Pizarro, fin lì deludente, pesca il destro da fuori area che di fatto chiude la partita. Cassano esce per Bonazzoli e contesta il cambio, ma forse dovrebbe prendersela anche con i suoi errori davanti a Doni. Poi arriva anche il 3-0 di Cicinho dopo un contropiede da manuale: è davvero troppo per la Samp, a cui però restano solo i complimenti.

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Mazzarri: \"E\' mancato solo il gol\"

inserito da Add.stampa il 4 May 2008

Mazzarri: "E' mancato solo il gol"

4 maggio 2008 - "Ci è mancato solo il gol". Walter Mazzarri ha poco da rimproverare alla sua Samp. "Doni sembrava che avesse la calamita sulle mani. Avevo detto ai ragazzi che ci voleva una partita pressochè perfetta per battere la Roma ed è stato così fino al gol di Panucci. A quel punto abbiamo subito un contraccolpo psicologico, normale dopo avere giocato per più di un'ora ad un ritmo arrembante". Il vantaggio giallorosso è arrivato su un calcio d'angolo che ha fatto infuriare Mazzarri: "Perchè lo abbiamo concesso con leggerezza. Dispiace, ma la Roma è una grande squadra e con quei giocatori ha dei valori incredibili". Il valore aggiunto della Samp invece si chiama Cassano, che il tecnico blucerchiato ha sostituito dopo il 2-0 di Pizarro beccandosi le proteste del giocatore barese: "Lui ci teneva a continuare ma sarebbe uscito anche sull'1-0, qualche minuto prima. Ho ritardato il cambio, ma lo avevo visto stanco e volevo sostituirlo. Comunque, con Antonio non c'è nessun problema". Adesso la Samp sarebbe fuori anche dalla Coppa Uefa: "Cercheremo di scavalcare l'Udinese, ma comunque nessuno all'inizio del campionato pensava che saremmo potuti arrivare a questo punto".

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Mazzarri: \"Quel rigore non c\'era\"

inserito da Add.stampa il 27 Apr 2008

27 aprile 2008 - Mazzarri spiega la sua espulsione, ed è furibondoo per il rigore: "Quando pensavo di provare a vincere nel finale c'è stato questo rigore che mi ha fatto arrabbiare molto: era da ammonizione per Mutu, va a cercare la gamba di Lucchini e cade. Lucchini si blocca col piede e Mutu lo va a cercareUn rigore così dopo la nostra leggerezza dell'1-1 , avevo ancora carte da giocare come dimostra il gol nel finale: potevamo vincere, sono due punti persi. Le partite sono segnate da questi episodi. Ora abbiamo altre tre finali da vincere, ci siamo andati vicini già oggi in un campo difficilissimo"

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Cinica Samp

inserito da Add.stampa il 27 Apr 2008

Soliti viola, troppo buoni
per una cinica Samp

La Fiorentina fa la partita, non trova il gol, va sotto ma riesce a ribaltare il ruisultato con Vieri e Mutu. Ma la squadra di Mazzarri va in porta due volte e segna in entrambi i casi. Finisce 2-2, e il vantaggio dei viola sul Milan si riduce a due punti
Adrian Mutu esulta dopo il gol. Pegaso
FIRENZE, 27 aprile 2008 - La solita Fiorentina: bella ma troppo buona, che deve sudare sette maglie per far gol e che però sul più bello concede troppo. La Samp ha giocato una partita tattica al limite del cinismo, difendendosi e colpendo al momento giusto. Ora i punti di vantaggio della Fiorentina sul Milan, vittorioso 4-1 a Livorno, sono soltanto due
CRESCENDO - Sui parte subito con un netto predominio territoriale dei viola: bel gioco a centrocampo ma conclusioni rare e poco efficaci. La Samp si chiude molto, affidando le risposte esclusivamente alle scorribande di Cassano e Bellucci supportati a tratti da Maggio. Il fantasista non manca di sfoggiare i suoi numeri, ma Frey resta sostanzialmente disoccupato. Sull'altro fronte invece si assiste nella seconda metà del tempo a un crescendo di concretezza. Particolarmente intraprendente Kuzmanovic, tanto pasticcione a Glasgow quanto efficace e pericoloso oggi: è lui a concludere a rete due o tre volte, trovando anche un palo quando calcia da centroarea di controbalzo su cross da sinistra di Pasqual. Pure Donadel sfiora il gol dalla distanza riprendendo al volo una reSpinta della difesa, ma si va al riposo sullo 0-0.
LA RIPRESA - Si riparte con i viola nuovamente all'attacco: più di un brivido per Mirante, ma il gol non arriva. Così Prandelli decide che è il momento di Vieri, che entra al posto di un inconcludente Osvaldo. Ma proprio quando l'attacco viola acquisisce più consistenza la Samp trova il varco giusto: è Cassano a lanciare sulla destra Maggio, davanti al quale si un'autostrada che lo porta a tu per tu con Frey e a infilare in rete sul secondo palo. I viola accusano il colpo, e allora Prandelli pompa qualità inserendo Liverani e Semioli. Sull'altro fronte Mazzarri si copre togliendo Cassano per Volpi, ma non basta: il pari matura sull'asse Mutu-Vieri, con cross preciso del romeno e schiacciata nell'angolino del primo palo di Bobone. Per i viola è un pieno di benzina: si riversano in attacco ed è ancora Mutu a procurarsi con mestiere un rigore e a trasformarlo. Sembra fatta, ma l'errore è a quel punto di difendere il vantaggio. E Mazzarri trova la mossa giusta inserendo Bonazzoli, che nel recupero fa da torre per Gastaldello che trova il pari. Risultato che serve a poco ad entrambe, mentre serve molto al Milan.

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La Samp elimina l\'Udinese

inserito da Add.stampa il 21 Apr 2008

La Samp elimina l'Udinese
La squadra di Mazzarri si impone 3-0 a Marassi e taglia fuori i friulani dalla corsa Champions: apre Cassano poi Bellucci fa doppietta. Contestato il rigore che ha chiuso la gara (all'8' della ripresa), espulsi Zapotocny e Marino
L'esultanza di Cassano e Bellucci, oggi tre gol in due. Ansa
GENOVA, 20 aprile 2008 - La Sampdoria rifila tre gol all'Udinese e resta a pari punti col Milan e nella scia (-4) della Fiorentina, l'Udinese perde terreno e speranze, con la Champions che svapora come un miraggio nel deserto. Apre le danze un Cassano particolarmente ispirato, la doppietta di Bellucci (alla dodicesima rete) mette la vittoria in cassaforte.
CASSANO E UNO - La Samp riprende la caccia all'Europa con Bellucci e Cassano, l'Udinese, attardata di un punto, schiera il consueto tridente offensivo, mentre dietro rientra Zapata, con Zapotocny centrale e Coda in panca. E subito si capisce che non sarà una gara qualsiasi: squadre ispirate, buon ritmo, tanta voglia di vincere. Soprattutto da parte doriana, con Cassano e C. che tengono saldamente il pallino del gioco. La gara è piacevole ed equilbrata, fra una Samp più insistente ma un'Udinese che tiene e riparte senza soluzione di continuità. E' Cassano al 24' a spezzare gli equilibri: si procura una punizione sulla destra (batte Bellucci) e svetta su tutti in piena area, realizzando di testa l'1-0. I friulani accusano il colpo, la Samp perde Campagnaro, reduce da uno stiramento a un polpaccio, al suo posto entra Sala.
BELLUCCI E DUE - La forbice fra le due contendenti si allarga: è sempre più Samp, l'Udinese appare quasi intimidita di fronte a tanta e tale forza d'urto. Cassano è ispirato più che mai, corre fra campo e Mazzarri, è in tutte le azioni pù importanti della Samp. L'Udinese si vede solo in due occasioni: un sinistro di Inler chiama Mirante a una grande respinta in tuffo al 29', Di Natale sbaglia mira con un pallonetto a tu per tu col portiere blucerchiato. Poi è di nuovo Samp, con Bellucci che invece non fallisce al 44': assist di Palombo, il suo destro da appena dentro l'area si infila alle spalle di Handanovic.
BELLUCCI E TRE - L'inizio della ripresa vede un'Udinese aggressiva e pimpante, animata da una gran voglia di rimonta. Ma l'entusiasmo friulano dura poco: all'8' c'è un contrasto fra Lukovic e Maggio: l'impatto è fuori area, ma il piede del difensore è sulla linea. Dondarini opta per il calcio di rigore (il secondo per i liguri in questa stagione), su segnalazione di un guardalinee. Al 10' Bellucci va dal dischetto, e realizza il suo gol n.12. Ma i guai per l'Udinese non sono ancora finiti: al 13' Zapotocny, già ammonito, commette un inutile fallo su Cassano e viene espulso. Stesso trattamento per Marino, al 18', che a bordo campo non si capacita della decisione dell'arbitro. Nonostante l'inferiorità numerica l'Udinese non molla, Inler viene fermato in area al 39' e reclama un rigore, ma la partita in verità è virtualmente chiusa da un po'. Con la Samp che può continuare a sperare in chiave Champions (e domenica c'è Fiorentina-Samp), mentre l'Udinese vede l'orizzonte allontanarsi e chiudersi sopra la sua testa.

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Mazzarri: \"La Champions? Ci proviamo\"

inserito da Add.stampa il 21 Apr 2008

Mazzarri: "La Champions? Ci proviamo"
20 aprile 2008 - Walter Mazzarri ormai non può nascondersi perchè vinto lo scontro diretto con l'Udinese ora potrebbe provare ad agganciare il treno della Champions: "Andremo a giocarcele tutte fino alla fine. Non era previsto, ma proveremo a rendere la vita difficile a tutti - dice a Italia 1 - Siamo lì e speriamo di giocarcela così anche a Firenze. Dobbiamo continuare a comportarci come abbiamo fatto nel girone di ritorno, siamo già molto contenti". Ancora una volta Antonio Cassano è stato protagonista di una grande prova e agli Europei potrebbe esserci spazio anche per lui. "Non faccio lo sponsor e se non mi viene chiesto non esprimo un parere diretto; tutti hanno visto come ha giocato oggi, compreso Donadoni e i suoi collaboratori. È chiaro che io sono di parte e vorrei che Antonio fosse convocato. Sta bene, ha recuperato in pieno la forma dopo le cinque giornate di squalifica". Sull'operazione di Totti "Grande in bocca al lupo, spero che guarisca al più presto".

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Samp, che occasione persa

inserito da Add.stampa il 16 Apr 2008

Cozza inventa, Cassano no
Samp, che occasione persa
Con un gol di Brienza al 35', ispirato dal capitano, la Reggina supera di misura i doriani, che si allontanano dal quarto posto. I calabresi abbandonano l'ultima posizione
Brienza dribbla Castellazzi: poi firmerà il gol decisivo. Ap
REGGIO CALABRIA, 13 aprile 2008 - La rincorsa della Samp si ferma sul più bello. La squadra che aveva fatto più punti nel girone di ritorno (con 5 vittorie e un pari nelle ultime 6 giornate) viene battuta dalla voglia della Reggina di non retrocedere. Decide la giocata di Ciccio Cozza per Franco Brienza al 35', acquisto di gennaio quanto mai provvidenziale e nell'occasione freddo nel superare Castellazzi dopo averlo dribblato. La coppia di fantasisti ha in mano la permanenza dei calabresi nella masima serie. Tutt'altro umore in casa blucerchiata: in attesa di Inter-Fiorentina, i doriani perdono l'occasione della vita per staccare Milan e Udinese e inseguire una Champions che coi tre punti di oggi sarebbe stata più di un sogno. La Samp perde meritatamente, perchè non riesce mai a impensierire Campagnolo. Le assenze pesanti di Accardi e Palombo non possono essere un'attenuante. Sugli esterni Maggio e Pieri si limitano a coprire, Bellucci e soprattutto Cassano non si accendono mai. Fantantonio non combina nulla, Mazzarri (accolto come un re dai tifosi a cui l'anno scorso ha regalato una salvezza memorabile) sembra sul punto di sostituirlo un paio di volte, poi i guai di Castellazzi (stagione finita per lui?) salvano Cassano dalla sostituzione ma non dalla bocciatura.
UOMO IN PIU' - Sull'altro fronte viene da chiedersi perchè Ciccio Cozza debba sempre fare la spola tra campo e panchina. Il capitano ha disputato un'eccellente partita nel giorno più importante per la Reggina, che alla luce dei risultati odierni rientra in corsa per la salvezza: decisivi per il futuro dei calabresi, dopo la proibitiva trafserta a S.Siro col Milan, i quattro scontri diretti che chiuderanno la stagione. La Reggina ha concesso pochissimo a una Samp poco brillante di suo, ma imbrigliata come meglio non si poteva.
NESSUNA REAZIONE - Dopo un periodo ben al di sopra del proprio livello una giornata negativa è normale. I doriani avrebbero avuto anche tutta la ripresa per raddrizzare la situazione ma, nonostante l'ingresso di Bonazzoli per dar vita al tridente, non hanno creato nulla di importante. Sconfitta quindi meritata: ora i doriani devono sperare che la Fiorentina non faccia punti con l'Inter e battere l'Udinese nello scontro diretto di Marassi domenica prossima. Altrimenti Mazzarri cercherà l'Uefa: sarebbe comunque il giusto premio a un girone di ritorno da copertina.

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Cassano: \"Resto alla Samp\"

inserito da Add.stampa il 8 Apr 2008


"L'Europeo? Mi porterei"

L'attaccante al Tg2: "La prossima partita sarà importante, se facciamo bene possiamo ambire ad un traguardo molto grosso. Nazionale? Spero che Donadoni mi prenda nel modo giusto, ma vado solo se posso giocarmi le mie carte. Il futuro? Rimango"
Cassano abbracciato da Bonazzoli dopo il 2-0 al Livorno. Ansa
GENOVA, 7 aprile 2008 - "Il gesto che mi è costato cinque giornate di squalifica non lo rifarei. È stato un grande errore, soprattuto aver dato un'immagine sbagliata ai bambini che mi guardano". Lo dice Antonio Cassano, intervistato dal Tg2, sul suo ritorno in campo dopo il lungo stop disciplinare. "Per quel gesto ho chiesto scusa anche al designatore Collina che quel giorno, per sua sfortuna, era in tribuna ed è stato contestato dai tifosi".
CHAMPIONS - Il prossimo turno del campionato di serie A potrebbe già essere decisivo sia per la Champions League che per la lotta allo scudetto. "La prossima partita sarà importante per la Sampdoria (giocherà in casa della Reggina, ndr), se facciamo bene possiamo ambire ad un traguardo molto grosso".
NAZIONALE - Cassano e la Nazionale, in vista delle convocazioni per l'Europeo. "Con il c.t. Donadoni ci siamo sentiti 10 giorni fa, è una persona da prendere nel modo giusto, speriamo che mi prenda nel modo giusto! Totti, Del Piero o Cassano agli Europei? Porterei me. Se ci andassi, però, non accetterei qualsiasi ruolo. Se vado all'Europeo lo faccio per giocarmi le mie carte. Secondo a Kakà o a Cristiano Ronaldo? L'ho già detto altre volte: non sono secondo a nessuno".
SAMPDORIA - Sulla possibilità di rimanere ancora al club blucerchiato, il talento barese spiega: "Real Madrid o Italia? Tornare a Madrid non mi va, loro lo sanno bene. All'Inter con Mancini? Sto bene alla Sampdoria e voglio restare".

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Una Sampdoria da Champions

inserito da Add.stampa il 31 Mar 2008

I liguri vincono 2-0 a Empoli grazie a Sammarco e a un autogol di Marzoratti nel primo tempo. Doriani a -4 dalla zona Champions. Toscani solo volonterosi, Giovinco comunque in evidenza
Il tiro dell'1-0 di Paolo Sammarco, 28 anni. Ansa
EMPOLI, 30 marzo 2008 – La Sampdoria arriva al sesto risultato utile consecutivo battendo 2-0 l’Empoli in Toscana. La squadra di Malesani resta solitaria all’ultimo posto e si dimostra volenterosa e nulla più, nonostante qualche talento di prospettiva come Musacci e la conferma di Sebastian Giovinco, davvero immarcabile palla al piede.

PROFUMO DI CHAMPIONS - La Samp non vinceva tre gare consecutive in trasferta dal 2004 e ora, a -4 dalla Fiorentina, può davvero credere al quarto posto, con annesso biglietto di ingresso in Champions. L’Empoli al contrario resta in crisi, un solo punto nelle ultime sei giornate.

SUBITO IN VANTAGGIO - Primi caldi primaverili e gioco che non decolla al Castellani. La Sampdoria è ben messa in campo e al primo affondo va subito in vantaggio. Sammarco porta palla sulla trequarti, Piccolo gli scivola davanti e nessuno va in aiuto. Risultato: il centrocampista lascia partire un tiro poco potente ma molto angolato, che si insacca nell’angolino basso alla sinistra di Bassi. Sono passati solo 6’.

SFORTUNATO AUTOGOL - E dopo altri dieci minuti i blucerchiati raddoppiano. Franceschini recupera palla al limite della propria area con un robusto contrasto su Vannucchi. Parte a tutta e tocca a Delvecchio, che lancia Bonazzoli, quest'ultimo al volo di piatto serve ancora Franceschini, il quale mette in area piccola di testa. Marzoratti arriva sul pallone in precario equilibrio e si tira la sfera sul mento, facendola carambolare in rete. L’Empoli prova a scuotersi, ma è solo Giovinco e Vannucchi. La Samp tiene il ritmo basso e Malesani le tenta tutte per cambiare l’inerzia della partita. Prima sostituisce Marzoratti con l’ariete Volpato, poi modifica di continuo la posizione di Vannucchi e Giovinco. Mosse inutili per i toscani.

FINE PIGRA - Nella ripresa l’Empoli non si arrende, ma a parte qualche numero di gran classe di Giovinco non riesce a rendersi pericoloso. La Sampdoria attacca con insistenza sulla fascia sinistra, con Franceschini e Sammarco che si allargano ad aiutare Zenoni. Dopo una ventina di minuti però le squadre si allungano e la partita cala ancora di ritmo. Pochi sussulti e partita in cassaforte per la squadra di Mazzarri, che vive un momento da Mille e una Notte. E dalla prossima partita riavrà a disposizione il genio Cassano.

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Cagliari beffato al 90\'

inserito da Add.stampa il 22 Mar 2008


Franceschini salva la Samp
Al Ferraris la squadra di Mazzarri pareggia all’ultimo minuto con una rete di testa di Franceschini. Foggia aveva portato in vantaggio i sardi a fine primo tempo
Il gol di Pasquale Foggia (24). Ansa.
GENOVA, 22 marzo 2008 - La Sampdoria soffre, va in difficoltà, poi all’ultimo minuto trova l’1-1 con Franceschini, che di testa mette dentro un preciso cross di Accardi. Nella sfida tra due delle squadre più in forma del campionato al Cagliari non basta un super Foggia, che al 41’ aveva portato in vantaggio gli isolani.

LA CHANCE - Ballardini concede, ripagato, una chance a Foggia, schierato assieme a Jeda alle spalle di Acquafresca. Niente da fare per l’ex Parola, sostituito a centrocampo da Del Grosso. Nella Samp Mazzarri lascia ancora fuori l’appena guarito Bellocci, piazzando Sammarco a supporto di Bonazzoli.
EMOZIONI ZERO - Torpore primaverile in campo, con squadre abbastanza molli e tiri in porta assolutamente inesistenti. La Sampdoria cerca in tutti i modi di sfruttare la torre Bonazzoli, ma non crea alcun pericolo agli avversari. Maggio che dovrebbe correre lungo la fascia destra sembra sottotono e si intende poco con i compagni. Il Cagliari attende con tutta tranquillità.

SEGNALI DI RISVEGLIO - Cinque minuti di vita tra il 27’ e il 32’, prima con un’azione personale che Jeda chiude tirando addosso a Castellazzi. Poi Pieri entra in area da sinistra, salta Pisano e tocca indietro. All’appuntamento col pallone si presenta Volpi che spara alto. Nel Cagliari il più vivo sembra Foggia, che al 41’ sblocca il risultato: bellissimo lancio di Biondini poco oltre il centrocampo, che trova il fantasista in piena area di rigore. Foggia controlla e tocca sopra le mani di Castellazzi. L’1-0 è servito. La Sampdoria prova a rispondere, ma prima Bonazzoli e poi Maggio non si fanno onore in area.
CAGLIARI SUPER - Nella ripresa il ritmo aumenta, ma a sorpresa è il Cagliari a condurre le danze con un Foggia davvero scintillante. Acquafresca all’11’ si fa recuperare da Bellucci in piena area e spreca una grande occasione. Due minuti dopo Accardi perde un pallone poco fuori della sua area, Foggia recupera e serve Acquafresca. L'arbitro Valeri fischia un fuorigioco davvero dubbio, l'attaccante mette comunque dentro e si becca anche l'ammonizione. La Sampdoria fatica, forse affaticata dal successo infrasettimanale di San Siro. Mazzarri a metà ripresa decide di buttare nella mischia il giovane Kalu, che mette un po’ di pepe nella manovra doriana. Al 22’ l’ivoriano conclude pericolosamente a rete. I padroni di casa non sembrano in grado di raggiungere il pari, nonostante l’uscita di Foggia, indiscutibilmente il migliore in campo. Al 31’ il Cagliari colpisce anche un palo con Daniele Conti.
ULTIMO RESPIRO - La beffa per gli isolani arriva al 46’: la Samp non si arrende, Accardi sale sulla sinistra e crossa in mezzo; Franceschini batte la difesa sarda e impallina Storaci. Delusione per il Cagliari che continua comunque a muovere la classifica, ma che in trasferta aveva vinto l’ultima volta alla prima giornata di campionato a Napoli. La Samp perde due punti da Milan e Fiorentina, ma colleziona il quinto risultato utile consecutivo.

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Mazzarri: \"Vista l\'emergenza bene l\'1-1\"

inserito da Add.stampa il 22 Mar 2008

22 marzo 2008 - L'allenatore della Sampdoria Walter Mazzarri non si scompone dopo il pareggio con il Cagliari, quinto risultato utile consecutivo dei blucerchiati. "Siamo in piena emergenza - ha spiegato Mazzarri - e proprio per questo il pareggio e' da intendersi come un risultato molto importante. Adesso come adesso abbiamo troppi giocatori acciaccati, ad esempio oggi molti erano stanchi e poco lucidi. Lo stesso non vale per il Cagliari, che e' arrivato qui nel pieno della forma. Quindi in questo caso può andare bene anche questo 1-1".

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Mazzarri: \"Davvero un bel calcio\"

inserito da Add.stampa il 20 Mar 2008

19 marzo 2008 - Walter Mazzarri non sta più nella pelle. "Ringrazio i miei ragazzi che hanno giocato un bel calcio. Il primo tempo è stato un bel vedere al di là dei gol. Tra l'altro siamo anche in emergenza. Un applauso ai giocatori. Non ci poniamo limiti, ma non ci esaltiamo. Alla fine tireremo le somme. Quando abbiamo mancato il 3-0 mi sono arrabbiato perché abbiamo esultato troppo: con squadre come il Milan non si scherza".

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Il Milan crolla con la Samp

inserito da Add.stampa il 20 Mar 2008

Dalla sconfitta immeritata dell'Olimpico e quella netta e clamorosa in casa contro i blucerchiati che passano 2-1 a San Siro. Kakà lascia per la lombalgia al 9', poi segnano Maggio e Delvecchio. Nella ripresa l'inutile gol di Paloschi
La delusione di Jankulovski e la gioia della Samp. Reuters
MILANO, 19 marzo 2008 - Champions League? Di questo passo il Milan rischia di perdere anche un posto in coppa Uefa. Ammesso che la competizione interessi a via Turati. La Sampdoria, scesa a San Siro con un modulo prudente e con problemi di formazione, fa letteralmente a pezzi i rossoneri con un primo tempo sontuoso, in cui le riesce tutto e chiude la gara, passando con Maggio e replicando con Delvecchio. Solo nella ripresa il gol di Paloschi. I rossoneri si consolano con il k.o. della Fiorentina a Napoli, ma al gap di 4 punti dai viola corrisponde anche una partita in meno da giocare, mentre proprio i blucerchiati premono a un punto.
SPENTI - Inutile campare scuse per l'uscita di Kakà dopo soli nove minuti di gioco a causa ancora della lombalgia (le polemiche dilagheranno). Una squadra come il Milan non può permettersi di farsi umiliare a 360 gradi. Spenti e imbarazzanti, senza cuore, i rossoneri nei primi 45' di gioco subiscono una lezione di calcio. Pareva che il recupero di Nesta e Jankulovski avrebbe aggiunto mattoni alla difesa. Invece l'assenza di Maldini pesa come un macigno.
SAMP PERFETTA - Uscito Kakà, quando già si era capito che la Samp non avrebbe permesso al Milan di giocare, arriva al 12' il gol di Maggio che ha tutto il tempo di battere Kalac con Jankulovski che sta a guardare. E cosa dire di Nesta che non regge allo scatto di Delvecchio al 25'. Il blucerchiato si permette anche di dribblare, Kaladze compreso, e infilare con Mazzarri in delirio, il 2-0. Nulla di casuale. Perché i gol potrebbero essere addirittura quattro, se Bonazzoli prima e Maggio dopo non gettassero al vento facili occasioni.
NEW GENERATION - E il Milan? Con Paloschi al posto di Kakà e un Seedorf che gioca a due cilindri, arranca. Pato e il nuovo entrato cercano di vitalizzare l'attacco, ma senza impenmsierire più di tanto Castellazzi e soci che maramaldeggiano, pressano, giocano con eleganza. Alla fine a salvarsi è Paloschi, tuttocuore e personalità, affamato e ringhioso; di gran lunga superiore al coetaneo barsiliano che si impappina e non vince un duello. Pirlo si ingegna, ma non trova discepoli, Gattuso arranca, Seedorf non c'è, Ambrosini si scioglie. E proprio il biondo centrocampista lascia il posto all'inizio della ripresa a Gilardino.
FORT APACHE - Un 4-3-3 per compiere un miracolo? Ma come? La Samp, infatti, oltre a difendersi con ordine davanti agli asfittici tentativi rossoneri, si spinge in attacco e crea il panico fra Nesta, Kaladze e Jankulovski. Il ceco, in serata no, lascia a Favalli. L'ex laziale dà più vigore alla fascia e il Milan (come tirarsi indietro?) regala il meglio di sè. I rossoneri alzano ritmo e baricentro. Colpiscono un palo con Pirlo, ma soprattutto ritrovano Pato che con Paloschi innesca una reazione. Il gol arriva su un assist preciso del brasiliano per Paloschi che segna di testa, con una prodigiosa elevazione. Ma è troppo tardi. La Samp resiste all'assalto finale, anche in 10 per l'espulsione di Lucchini al 90', anche se è Castellazzi a blindare la vittoria con un prodigio su Gattuso. Il 2-1 finale apre ufficialmente la crisi del Milan. Definirla in un altro modo è francamente difficile.

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E\' tornato Bellucci

inserito da Add.stampa il 16 Mar 2008


La Samp fa festa
L'attaccante, a tredici giorni dall'operazione al menisco, entra e in venti minuti cambia la partita: costruisce e segna il 3-1 dopo i gol di Palombo, Stovini e Accardi. Il Catania ora rischia grosso
Festa Samp con Bellucci: 3-1 al Catania. Ap
GENOVA, 16 marzo 2008 - La partita anni Novanta la decidono i comprimari. Sampdoria e Catania giocano un’ora tutta tattica e zero rischi, poi in dieci minuti si scatenano: vantaggio di Palombo, pareggio di Stovini, gol decisivo di Accardi. Nessuno di loro aveva mai segnato in questo campionato e alla fine l’unica firma nobile la mette Bellucci, che a 13 giorni dall’operazione al menisco segna il 3-1. Tutto, stranamente, in venti minuti anche se il risultato, almeno quello, era prevedibile: il Catania quest’anno non ha mai vinto fuori casa, mentre la Samp a Marassi non perde da ottobre. Guardando la partita si capisce perché: il Catania fa capire presto che a Baldini uno 0-0 andrebbe benissimo, mentre la Samp senza Volpi e Cassano fatica maledettamente a costruire. Così incidono solo gli episodi: l’1-0 arriva con un tiro da lontano (su cui Bizzarri sbaglia tutto), i due gol più importanti con i colpi di testa di due difensori.
LA DECISIONE-CHIAVE - La svolta della partita al minuto 17 del secondo tempo: Mazzarri fa entrare Bellucci, Marassi si carica e la Samp comincia a giocare. Prima, tra le tre e le quattro del pomeriggio, non era successo praticamente niente. Il Catania imposta la classica partita da 0-0, la Samp non vorrebbe ma è costretta ad adeguarsi. Palombo si piazza davanti alla difesa e fa girare palla (bene, non benissimo) ma i problemi di Cassano e Bellucci condizionano il gioco di Mazzarri. Bonazzoli e Delvecchio non hanno le qualità per attaccare palla a terra, mentre le ali faticano più del solito: a sinistra Pieri non va mai sul fondo, a destra Maggio trova in Vargas un rivale di qualità. L’unica occasione quindi arriva al 37’: un paio di rimpalli in area regalano a Gastaldello l’occasione del mese. Palla all’altezza giusta, un po’ oltre il dischetto, senza avversari. Il difensore però calcia… da difensore: forte, senza pensarci, altissimo.
20 MINUTI SUPER - L’unico antidoto alla noia così diventa Bellucci, al rientro dopo l’operazione al ginocchio: quando Mazzarri lo manda in campo, la Samp comincia a giocare palla a terra e passa un po’ casualmente. Destro di Palombo da fuori area e mezza papera di Bizzarri. Il pallone gli rimbalza davanti, lui va giù con poca convinzione e prende l’ennesimo gol evitabile della stagione del Catania. Che reagisce e trasforma la partita: dai ritmi lenti dell’inizio alla gara delle emozioni. Prima Stovini fa l’attaccante e trasforma un cross di Vargas nel pareggio, poi Accardi lo imita riportando avanti la Samp. E alla fine è giusto che sia Bellucci a chiudere la partita con il gol del 3-1: dribbling su Stovini, tiro vincente di sinistro. Sì, tutto con la stessa gamba appena operata.

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16 marzo 2008

inserito da Add.stampa il 16 Mar 2008



16 marzo 2008 - La novità è che adesso la Samp ci crede. Per mettere al sicuro il biglietto per la zona Uefa e attaccare il quinto posto del Milan, un obiettivo a cui Mazzarri ammette di pensare: "Siamo a -4 e mercoledì c'è lo scontro diretto a San Siro. Purtroppo abbiamo un giorno in meno rispetto a loro per recuperare ma la Samp ora sta bene". La partita contro il Catania lo ha dimostrato: "Sì, abbiamo giocato un buon calcio, senza mai subire le azioni degli avversari – continua il tecnico della Samp -. L'importante è continuare a vivere alla giornata, come facciamo da inizio anno". A proposito di novità, la buona notizia della domenica è il ritorno di Bellucci: "Abbiamo bisogno di lui e di Cassano per fare il nostro gioco. Con Bonazzoli e Delvecchio nel primo tempo abbiamo usato i lanci lunghi cercando le deviazioni aeree, mentre da inizio stagione siamo stati abituati a giocare palla a terra".

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La Samp inguaia il Parma

inserito da Add.stampa il 9 Mar 2008

I blucerchiati, senza lo squalificato Cassano, passano 2-1 al Tardini con reti di Maggio e Bonazzoli, quest'ultimo al primo centro stagionale. Gli emiliani, a segno con Budan, sbagliano un rigore con Gasbarroni e ora sono terzultimi
Il gol dell'1-0 di Christian Maggio, 26 anni. Ansa
PARMA, 9 marzo 2008 - Piovono fischi al Tardini: il Parma continua il suo momento nero e perde 2-1 in casa con la Sampdoria, alla prima uscita senza lo squalificato Cassano: decidono le reti di Maggio nel primo tempo e di Bonazzoli nella ripresa dopo che Gasbarroni in avvio di secondo tempo aveva fallito un rigore per il pareggio; inutile il gol di Budan che serve solo ad accorciare le distanze. Gli emiliani ora sono terzultimi con 25 punti insieme all'Empoli. La Sampdoria resta 7ª con 39 punti, ora a una sola lunghezza dall'Udinese. La formazione di Mazzarri, sempre a segno nelle 8 gare del girone di ritorno, inverte la tendenza che lontano da Marassi, tra campionato e coppa Italia, l'aveva vista raccogliere solo un pareggio e 7 sconfitte nelle ultime trasferte.
PRIMO TEMPO - Partita che stenta a decollare con le squadre che non riescono a organizzare alcuna manovra offensiva. Prima vera azione e primo gol al 12': girata di Franceschini dal limite, Cigarini devia, la palla s'impenna e Maggio di testa insacca nell'angolo alla destra di Bucci. Il Parma fatica a imbeccare Lucarelli, troppo isolato in avanti. Al 20' Delvecchio serve Bonazzoli, Coly lo anticipa e Bucci rinvia lungo evitando un nuovo intervento di Delvecchio da dentro l'area. I padroni di casa salgono di tono con Gasbarroni che al 39' di destro dal limite costringe Castellazzi a deviare in angolo in tuffo.
SECONDO TEMPO - Il Parma riparte subito in maniera aggressiva e al 4' trova il rigore: cross di Pisanu da sinistra, Lucarelli controlla bene e Gastaldello viene sanzionato per un fallo di mano abbastanza sospetto. Dal dischetto batte Gasbarroni, la palla finisce sul palo alla destra di Castellazzi che aveva intuito solo la direzione: è solo il quarto legno di tutto il campionato per gli emiliani. Al 12' il colpo del possibile k.o.: punizione da destra di Ziegler a due passi dalla bandierina del corner, Bonazzoli sul primo palo colpisce di testa e mette in gol. Di Carlo inserisce Budan e la partita cambia: la Sampdoria si accontenta di controllare il gioco e rischia. Al 22' lancio di Morrone, Lucarelli sfiora di testa e Budan è più lesto della distratta difesa ligure e mette in gol. Al 32' gran tiro di Budan di destro dal limite, Castellazzi è attento e devia in angolo. Entra anche Corradi, ma non è una gran vantaggio con tre punte e un rifinitore (Reginaldo) che faticano a trovare spazio. E' forcing emiliano, ma serve a poco. Prima della fine arrivano l'espulsione per proteste del team manager Melli e la 75ª ammonizione in A per Falcone che, diffidato, sarà squalificato al pari di Palombo.
PARLA BONAZZOLI - Grande festa per la squadra doriana davanti ai numerosi tifosi giunti al Tardino. Più di tutti esulta Emiliano Bonazzoli, al primo gol stagionale: "E' una rete importante - le sue parole a caldo - perché era dal giorno del mio infortunio, il 10 aprile 2007, che non segnavo. Serviva tanto a me e alla squadra per la ricerca di un posto in zona Uefa. Noi che giochiamo meno dobbiamo farci trovare pronti, continuiamo così. Ho iniziato da poco a giocare, spero e devo continuare così".

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Mazzarri: \"Una risposta importante\"

inserito da Add.stampa il 9 Mar 2008

Mazzarri: "Una risposta importante"
9 marzo 2008 - Pienamente soddisfatto Walter Mazzarri dopo il successo di Parma: "La squadra ha fatto bene, anche senza Antonio Cassano che nonostante la squalifica ci ha raggiunto qui a Parma per assistere alla partita. Questo vuol dire che ci tiene. Il gruppo è unito e la squadra, come pensavo, ha dato una risposta importante anche senza due pedine importanti come Bellucci e Cassani. Per noi è importante per il cammino in campionato. Bonazzoli era già recuperato, per arrivare al top bisognava aspettarlo e oggi sono contento per il suo morale visto che ha fatto gol".

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Le 5 giornate di Cassano

inserito da Add.stampa il 5 Mar 2008


Il Direttore guarda avanti dopo le cinque giornate di stop inflitte a Cassano: «Non inoltreremo ricorso, non fa parte della nostra di condotta. E aiuteremo il ragazzo a completare il suo processo di maturazione».

La squalifica tanto temuta è arrivata. Antonio Cassano è stato appiedato dal giudice sportivo per le prossime cinque giornate del campionato di Serie A. Una sentenza certamente pesante, ma che nel quartier generale di Bogliasco era già stata messa in preventivo. L'umore generale non può essere certo quello dei giorni migliori, ma bisogna necessariamente accettare il verdetto e guardare al prosieguo di stagione.

Nessun ricorso. L'amministratore delegato Giuseppe Marotta, presente come sempre al Centro Sportivo "Gloriano Mugnaini" per seguire l'allenamento della squadra, così commenta la decisione del giudice Gianpaolo Tosel: «La sanzione del giudice sportivo è arrivata e come tale l'abbiamo accettata. La Sampdoria non inoltrerà ricorso. Una opportunità che non rientra nella nostra linea generale di condotta e che avremmo sfruttato solo in caso di sanzione evidentemente sproporzionata rispetto a quanto effettivamente avvenuto».

Maturazione. Per cinque partite, a partire da domenica nella dura trasferta del Tardini a Parma, la Samp dovrà fare quindi a meno del talentino di Barivecchia. Ma il Direttore, pur rammaricandosene, non intende piangersi addosso e già è pronto a voltare pagina: «Antonio adesso sconterà le cinque giornate comminategli e nel frattempo continuerà a lavorare con lo stesso impegno dimostrato fino a questo momento per tornare tra un mese ad essere il calciatore importante che abbiamo potuto ammirare nell'ultimo periodo. E' chiaro che nel contempo lavoreremo anche sull'aspetto comportamentale del ragazzo. Antonio è un campione sul campo, ma deve necessariamente crescere ancora per limare i difetti che è tornato a manifestare domenica. La Sampdoria è qui anche per questo, per provare a completare in maniera definitiva il suo totale percorso di maturazione».



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GENOVA, 2 marzo 2008

inserito da Add.stampa il 2 Mar 2008

Finisce 2-2 una bella partita tra Sampdoria e Torino. Applausi e risultato positivo per Novellino che tornava per la prima volta a Marassi come avversario della Sampdoria. Ospiti due volte in vantaggio: al 18' con Comotto a cui ha risposto Sala al 45' del primo tempo, e al 6' della ripresa con Di Michele su rigore a cui ha risposto dopo un minuto Cassano. Il fantasista barese viene poi espulso nel finale e si rende protagonista di una sceneggiata non degna della sua classe nei confronti dell'arbitro. La Sampdoria, adesso solitaria al 7° posto con 36 punti, ha nello stadio Ferraris un fortino quasi inespugnabile: una sola sconfitta nelle ultime 25 uscite ufficiali (il 31 ottobre col Milan) con restante bilancio di 14 vittorie e 11 pareggi. Melle ultime 10 gare casalinghe i blucerchiati, con 6 vittorie e 4 pareggi, sono sempre andati in gol per un totale di 22 reti. Il Torino, al 16° pareggio stagionale, è raggiunto al 13° posto a quota 28 dal Siena. I granata sono imbattuti dal 19 gennaio (1-2 con la Fiorentina) e da allora hanno collezionato 2 vittorie e 5 pareggi.
PRIMO TEMPO - Mazzarri recupera Cassano, reduce dall'influenza, e la partita è subito gradevole anche se non ci sono grandi occasioni da gol. Al 18' tiro di Comotto dai pressi del vertice destro dell'area, la palla rimbalza davanti a Castellazzi e s'insacca beffando il portiere blucerchiato. Comotto è il 16° giocatore del Torino in gol in 26 partite. Immediata la reazione dei liguri: al 21' splendido destro di Maggio dalla destra, spettacolare intervento di Sereni che vola e di mano mette in corner. Al 23' Palombo imbecca Bonazzoli che solo davanti a Sereni manda incredibilmente alto: l'arbitro gli toglie ogni rimorso fischiando un fuorigioco sospetto. Al 43' gran botta di Cassano su punizione dai 22-23 metri, ancora un volta Sereni respinge. Allo scadere della prima frazione il pareggio: Palombo decentra sulla destra, prezioso velo di Cassano e Sala di destro mette a segno sul secondo palo.
SECONDO TEMPO - Al 5' rigore per il Torino per un contrasto sospetto tra Sala e Di Michele comunque fuori area. E' proprio Di Michele ad andare sul dischetto e trasformare mettendo la palla sulla destra di Castellazzi che aveva intuito. Un minuto più tardi un rimpallo libera Cassano al limite dell'area e il fantasista di piatto destro mette in porta il suo settimo gol. Al 13' bel servizio di Cassano per Bonazzoli il cui appoggio delizioso manda al tiro Sammarco: palla respinta. Il match scende un po' di tono, aumenta il nervosismo e al 42' Cassano rovina la sua giornata. Già ammonito ,commette un fallo su cui non è d'accordo: proteste veementi e cartellino rosso. La sua furia è implacabile, neanche i giocatori del Torino riescono a chetarlo e lui si toglie la maglia e la scaglia verso l'arbitro. La sceneggiata è davvero di cattivo gusto anche quando esce dal campo e resta all'imbocco del tunnel degli spogliatoi inveendo ancora al direttore di gara ogni volta che passa a portata di urlo. Solo a fine match Cassano si cheta e a capo chino va verso la curva a salutare il pubblico e a scusarsi. Questa volta fuori tempo massimo, il giudice sportivo probabilmente avrà la mano pesante.
PARLA CASSANO - Meno di un'ora dopo la fine del match arriva un comunicato a nome di Cassano: "Mi scuso con tutti. Ho compiuto un gesto assolutamente da censurare che ha compromesso quanto di buono fatto fino a quel momento. Ho compreso quasi subito d'aver commesso una grossa cavolata, a fine gara ho chiesto scusa ai tifosi e ai compagni e ho chiarito l'accaduto anche con il designatore Pierluigi Collina".

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Parggio di Cassano 2-2

inserito da Add.stampa il 2 Mar 2008

Velo di Cassano gol di Sala paregga il gol di Comotto,avanti il toro con un rigore regalato. Di Michele,fa 2-1,pareggia Cassano con un tiro angolato,poi si fa espellere per doppia ammonizione.


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Mazzarri: \"Una sconfitta senza alibi\"

inserito da Add.stampa il 28 Feb 2008


BERGAMO, 27 febbraio 2008 - Il tecnico di una squadra che praticamente gioca soli tre minuti di partita, non può certo essere soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi. Un perfezionista come Mazzarri, poi, non cerca neanche di trovare scuse ed anzi analizza la gara con estrema sincerità: "L'alibi Cassano non regge e non ne voglio neanche sentir parlare. Questa è una sconfitta che mi dà molto fastidio e che deve farci riflettere". Una sconfitta giunta, per di più, dopo essere andati in vantaggio: "Infatti avevamo cominciato benissimo - continua il tecnico doriano - forse il miglior inizio di partita della stagione. Poi però, non so cosa sia successo e cosa sia scattato nella testa dei miei giocatori".

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Cassano, l\'oro della Samp

inserito da Add.stampa il 24 Feb 2008


Crespo tiene a galla l'Inter
In vantaggio con un gol del talento barese a metà ripresa, la Sampdoria viene agganciata da Crespo. I nerazzurri non brillano. Stankovic esce per infortunio. Vieira esce polemicamente dal campo. Mercoledì lo scontro diretto con la Roma tornata a -9
Festa blucerchiata dopo il gol dell'1-0 siglato da Cassano. Ansa
GENOVA, 24 febbraio 2008 - L'Inter non perde in assoluto un incontro di serie A dal 18 aprile 2007 (1-3 a San Siro contro la Roma); fuori casa non conosce sconfitte addirittura dal 30 aprile 2006 (1-0 a Empoli). A Genova sembrava arrivato il momento di riscrivere il libro dei record. E invece il cuore di Crespo ha rimesso in discussione tutto, annullando il vantaggio di Cassano e limitando i danni di una trasferta che avrebbe potuto appesantitre il morale della capolista a tre giorni dalla sfida contro la Roma.
SEGNALI PREOCCUPANTI - Il minuto è il 6' del primo tempo. Vieira perde un pallone a metà campo, Cassano accelera e punta la porta ma sbaglia il colpo. Sono passati quattro giorni ma sembra di essere tornati ad Anfield. L'Inter è un paziente in lenta ripresa, attesa al varco dalla squadra più in forma del campionato. Bellucci, Maggio e Cassano infilano una volata dopo l'altra chiamando Julio Cesar all'unica respinta degna di un primo tempo comunque complicato per i nerazzurri.
IN AFFANNO - Vieira fa fatica a tenere Cassano, e dopo il giallo mostrato dall'arbitro all'11' deve darsi una regolata. Registrata la serie di assalti ai lati del campo, dopo venti minuti Mancini rinuncia al trequartista per tappare la falla a destra (dove si sposta Stankovic). Davanti Crespo e Suazo combinano poco ma l'honduregno riesca a confezionare l'attacco più insidioso quando costringe Accardi a una chiusura al limite del rigore che Rocchi giudica al contrario (fallo di Suazo). Al 29' l'azione più bella della partita: Cassano alza il pallone per farlo arrivare a Bellucci, che si coordina in una rovesciata bellissima anche se improduttiva. Quando il barese tocca il pallone Marassi rumoreggia come fosse in attesa di un prodigio come accade solo ai grandi del calcio, convinto che alla fine qualcosa succederà. Ed è così che andrà a finire.
LA MAGIA - Fuori Bellucci per un guaio al ginocchio, la Samp si affida a una torre di ruolo come Bonazzoli. Cambiare il partner d'attacco non muta l'apporto di Cassano, che in campo è uno spasso: prima scherza con Vieira toccandogli il fondo schiena, poi riceve i complimenti di Cassano per il suo fair play e infine fa quello che tutti si aspettano da lui. La magia. Il buco di Materazzi apre il campo al barese, servito da Sammarco. Il tocco di classe sotto l'incrocio è sublime. Il messaggio ai tifosi in delirio (due indici che indicano il campo verso il basso, come a dire "Io da qui non andrà via") sono invece il manifesto di un amore consolidato.
CRESPO DI RABBIA - Il risveglio dal sogno di ribaltare il carro armato nerazzurro s'infrange al 31', quando l'asse Stankovic-Crespo esprime il massimo della potenza: cross teso da sinistra e incornata di potenza pura dell'argentino. Acchiappato il pareggio, Mancini tira fuori dal campo Vieira, copia sbiadita del centrocampista che dominava il campo con la Juventus. Il francese, palesemente a corto di condizione, tradisce il suo nervosismo avvicinandosi alla panchina scalciando delle borracce. Mancini non si piega, di sicuro quello che preoccupa più il tecnico è l'ennesimo infortunio capitato a Stankovic, sostituito da Pelè (terzo portoghese su tre cambi spesi dal tecnico). Un altro piccolo imprevisto nella marcia di avvicinamento alla notte di Champions contro il Liverpool dell'11 marzo.

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Cassano, l\'oro della Samp

inserito da Add.stampa il 24 Feb 2008


Crespo tiene a galla l'Inter
In vantaggio con un gol del talento barese a metà ripresa, la Sampdoria viene agganciata da Crespo. I nerazzurri non brillano. Stankovic esce per infortunio. Vieira esce polemicamente dal campo. Mercoledì lo scontro diretto con la Roma tornata a -9
Festa blucerchiata dopo il gol dell'1-0 siglato da Cassano. Ansa
GENOVA, 24 febbraio 2008 - L'Inter non perde in assoluto un incontro di serie A dal 18 aprile 2007 (1-3 a San Siro contro la Roma); fuori casa non conosce sconfitte addirittura dal 30 aprile 2006 (1-0 a Empoli). A Genova sembrava arrivato il momento di riscrivere il libro dei record. E invece il cuore di Crespo ha rimesso in discussione tutto, annullando il vantaggio di Cassano e limitando i danni di una trasferta che avrebbe potuto appesantitre il morale della capolista a tre giorni dalla sfida contro la Roma.
SEGNALI PREOCCUPANTI - Il minuto è il 6' del primo tempo. Vieira perde un pallone a metà campo, Cassano accelera e punta la porta ma sbaglia il colpo. Sono passati quattro giorni ma sembra di essere tornati ad Anfield. L'Inter è un paziente in lenta ripresa, attesa al varco dalla squadra più in forma del campionato. Bellucci, Maggio e Cassano infilano una volata dopo l'altra chiamando Julio Cesar all'unica respinta degna di un primo tempo comunque complicato per i nerazzurri.
IN AFFANNO - Vieira fa fatica a tenere Cassano, e dopo il giallo mostrato dall'arbitro all'11' deve darsi una regolata. Registrata la serie di assalti ai lati del campo, dopo venti minuti Mancini rinuncia al trequartista per tappare la falla a destra (dove si sposta Stankovic). Davanti Crespo e Suazo combinano poco ma l'honduregno riesca a confezionare l'attacco più insidioso quando costringe Accardi a una chiusura al limite del rigore che Rocchi giudica al contrario (fallo di Suazo). Al 29' l'azione più bella della partita: Cassano alza il pallone per farlo arrivare a Bellucci, che si coordina in una rovesciata bellissima anche se improduttiva. Quando il barese tocca il pallone Marassi rumoreggia come fosse in attesa di un prodigio come accade solo ai grandi del calcio, convinto che alla fine qualcosa succederà. Ed è così che andrà a finire.
LA MAGIA - Fuori Bellucci per un guaio al ginocchio, la Samp si affida a una torre di ruolo come Bonazzoli. Cambiare il partner d'attacco non muta l'apporto di Cassano, che in campo è uno spasso: prima scherza con Vieira toccandogli il fondo schiena, poi riceve i complimenti di Cassano per il suo fair play e infine fa quello che tutti si aspettano da lui. La magia. Il buco di Materazzi apre il campo al barese, servito da Sammarco. Il tocco di classe sotto l'incrocio è sublime. Il messaggio ai tifosi in delirio (due indici che indicano il campo verso il basso, come a dire "Io da qui non andrà via") sono invece il manifesto di un amore consolidato.
CRESPO DI RABBIA - Il risveglio dal sogno di ribaltare il carro armato nerazzurro s'infrange al 31', quando l'asse Stankovic-Crespo esprime il massimo della potenza: cross teso da sinistra e incornata di potenza pura dell'argentino. Acchiappato il pareggio, Mancini tira fuori dal campo Vieira, copia sbiadita del centrocampista che dominava il campo con la Juventus. Il francese, palesemente a corto di condizione, tradisce il suo nervosismo avvicinandosi alla panchina scalciando delle borracce. Mancini non si piega, di sicuro quello che preoccupa più il tecnico è l'ennesimo infortunio capitato a Stankovic, sostituito da Pelè (terzo portoghese su tre cambi spesi dal tecnico). Un altro piccolo imprevisto nella marcia di avvicinamento alla notte di Champions contro il Liverpool dell'11 marzo.

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La Samp vince con Maggio

inserito da Add.stampa il 17 Feb 2008

Il barese è il protagonista della stracittadina che si decide all'87' grazie a un gol del vicentino dopo una giocata d'autore del fuoriclasse. Genoa in dieci dal 16' della ripresa per l'espulsione di Danilo
Antonio Cassano esulta dopo il gol di Maggio. Ansa
GENOVA, 17 febbraio 2008 - Antonio Cassano prende per mano la Sampdoria e conquista il suo primo derby della Lanterna, illuminando il pomeriggio con la sua classe. Sua l'azione che regala ai blucerchiati il vantaggio, confezionato da Maggio. Nulla da rimproverare però al Genoa che sfiora più volte il gol e deve fare i conti dal 16' della ripresa con l'espulsione di Danilo per doppia ammonizione.
SUBITO DI VAIO - L'ottantesimo derby genovese aveva almeno un obiettivo: cancellare la sfida dell'andata, in cui le due squadre giocarono ad annullarsi per confezionare 90' di rara bruttezza. Il Genoa propone un 4-3-1-2, con Milanetto alle spalle di Di Vaio, ecco la sorpresa, e Borriello. Gasperini, insomma, rinuncia a Leon, rimandando il tridente ad altre occasioni. Rinuncia anche a Bovo, facendo scalare Konko in difesa. Mazzarri invece conferma tutto: il suo solido 3-5-2, con Cassano in attacco al fianco di Bellucci.
PIU' GENOA - L'avvio della gara è fulminante. Prima Maggio regala una bella giocata, con cross basso neutralizzato da Rubinho, poi nel contropiede Castellazzi compie un miracolo, deviando in angolo un colpo di testa di Di Vaio. Ma quei 60 secondi restano l'unica nota piacevole del primo tempo, eccezion fatta per la grande giocata di Cassano al 27' che, dopo una magia, fa filtrare per Maggio, anticipato dall'uscita di Rubinho. Ben poco, tutto sommato, per un derby che si rispetti. Brioso sì, ma povero di idee. Il Genoa spinge di più, pressa, fa movimento; la Sampdoria si difende con ordine, per poi ripartire.
CASSANO IN CATTEDRA - Meglio la ripresa, con i blucerchiati molto più propositivi e un Cassano illuminante, anche se è Figueroa, subentrato a Di Vaio, a sfiorare con un colpo di testa. Cassano, si diceva, gioca a singhiozzo, ma sa anche sacrificarsi in difesa e in fase di interdizione, senza dimenticare le straordinarie palle confezionate per Maggio che non capitalizza i colpi di genio del barese. A dare un mano alla Samp ci pensa però Danilo che raccoglie la seconda ammonizione, per un fallo su Maggio, e viene espulso. Defezione che obbliga Gasperini a mischiare le carte. Entrano Bovo e Lucarelli per Marco Rossi e Milanetto. Due cambi che regalano più equilibrio al Genoa che sfiora due volte il gol nonostante l'inferiorità numerica. A salire in cattedra è Castellazzi con una parata strepitosa sul colpo di testa di Lucarelli. Ma sia rossoblù che blucerchiati vogliono vincere. L'uomo in più della Samp incide, ma è destino che oggi Maggio non riesca a trasformare in oro le cose più semplici. Merito del Genoa che si difende senza perdere la testa e riparte mettendo in crisi la difesa avversaria. Ma i blucerchiati hanno il passo in più e finalmente Maggio riesce a materializzare il sogno battendo Rubinho che aveva respinto il tiro precedente, complice una deviazione di Lucarelli. Ma la magia è ancora di Cassano che irrompe sulla linea di fondo, addomestica la difesa del Genoa e innesca Maggio che questa volta non può sbagliare.

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Derby alla Samp

inserito da Add.stampa il 17 Feb 2008

Cassano straordinario.

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Samp, Napoli affondato in 5\'

inserito da Add.stampa il 11 Feb 2008


Dopo un primo tempo opaco, i padroni di casa cambiano passo nella ripresa e trovano il 2-0 al 31' e al 36' con Delvecchio e Franceschini. Gara nervosa, ben controllata da Giannoccaro sotto gli occhi di Collina
Maggio contro Mannini. Ap
GENOVA, 10 febbraio 2008 - Sotto gli occhi di Collina, Giannoccaro tiene in pugno una gara nervosa e spigolosa, che Samp e Napoli scrollano dallo 0-0 solo al 31' della ripresa: Delvecchio realizza di testa il suo primo gol della stagione, al 36' Franceschini sfrutta un assist dello stesso Delvecchio e chiude il match. Per i padroni di casa è la settima vittoria interna, la terza consecutiva, per i partenopei il settimo k.o. fuori casa. E intanto la Samp è al settimo posto.
PRIMO TEMPO DA SBADIGLI - Bellucci-Cassano contro Lavezzi-Zalayeta, all'interno di due squadre speculari, 3-5-2 contro 3-5-2. Ma la suggestione più o meno si ferma qui, per il resto è molta aggressività, grande noia, poco gioco e pochissime occasioni. Insomma, il match di Marassi delude, bloccato fra opposti nervosismi e scarsa vena dei solisti dai quali ci si aspetta sempre qualcosa di più, Cassano e Hamsik su tutti. La tensione blocca forse anche le idee, mentre le difese sono attentissime a non lasciare spifferi: chiunque provi a spingere viene rispedito al mittente, in un flipper lento e spesso interrotto dai fischi arbitrali. Due sole le occasioni da gol, ed entrambe di marca doriana: al 20' Maggio prova la conclusione angolata, Gianello tocca di piede e Blasi salva sulla linea; al 43' ancora il vice-Iezzo dice di no a Cassano. Per contro il Napoli ha premuto di più e tenuto il pallino a centrocampo, ma Castellazzi non è mai stato chiamato in causa.
RIPRESA VIVACE - E' la Samp che cerca di stringere i tempi: prima alza il ritmo, poi innesca Cassano con più continuità, quindi arriva dalle parte di Gianello con più convinzione. E così i padroni di casa potrebbero passare al 9' con l'ex barese, che tocca male però su un bel suggerimento di Palombo. Poi è Sala a sfiorare lo specchio due volte in due minuti, ma la mira è sbagliata. Nel Napoli sembra essersi rotto qualcosa, la Samp cambia passo e testa: ora domina la gara, dettando i tempi e tenendo saldamente l'iniziativa. Maggio e Pieri spingono sulle fasce, il Napoli fatica a contenerli e a ripartire, e quando anche si ripropone non riesce ad arrivare dalle parti di Castellazzi. Finchè la gara si sblocca, anzi si apre e si chiude nel giro di 5': al 31' Bellucci colpisce una traversa e Delvecchio è pronto a ribadire in rete di testa, al 36' Franceschini sfrutta un assist di petto dello stesso centrocampista e infila il 2-0. E domenica prossima c'è il derby, la Samp è pronta.

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\"Abbiamo raccolto quanto seminato\"

inserito da Add.stampa il 11 Feb 2008



10 febbraio 2008 - "In casa stiamo facendo bene, anche con ottime prestazioni come il secondo tempo di oggi. Riusciamo a raccogliere quello che seminiamo". Lo ha detto a fine gara Walter Mazzarri, commentando il successo per 2-0 della Sampdoria ai danni del Napoli. Vittoria che proietta la squadra blucerchiata al sesto posto in classifica. "Fuori casa facciamo bene ma per tanti motivi il risultato ci sfugge - è il pensiero del tecnico del club ligure - abbiamo scavalcato la zona di metà classifica, siamo sesti, un ottimo risultato".

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3 febbraio 2008

inserito da Add.stampa il 4 Feb 2008

Mazzarri: "Demerito nostro"
Si mangia le mani, Walter Mazzarri, dopo la sconfitta di Roma contro la Lazio: "Meritavamo la vittoria, però ci abbiamo messo del nostro per perdere questa partita". Il tecnico doriano scende nei dettagli: "Penso all'occasione di Bellucci sprecata all'inizio del secondo tempo e parata da Ballotta. Poi ci siamo distratti e abbiamo preso il gol da Rocchi".

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Cassano ci ha preso gusto

inserito da Add.stampa il 4 Feb 2008


Ma alla fine risolve Rocchi
La Lazio risolve nel finale la partita con la Sampdoria e si risolleva in classifica: finisce 2-1 grazie al gol decisivo del suo bomber. In precedenza terza rete in quattro partite del barese, che aveva pareggiato la zampata di Mauri
Antonio Cassano (al centro) braccato da Gabi Mudingayi. Ansa
ROMA, 3 febbraio 2008 - Contava vincere, per la Lazio, e i tre punti sono arrivati, visto che il successo in campionato mancava da quasi due mesi. Sotto una pioggia battente i biancocelesti hanno risolto nel finale (2-1) la pratica Sampdoria grazie a un gol tanto bello quanto pesante di Tommaso Rocchi. Un risultato forse eccessivo per i blucerchiati, mai in vera difficoltà contro i padroni di casa, e galvanizzati dal terzo gol in quattro partite di Antonio Cassano. Certo che otto sconfitte in trasferta dovrebbero far riflettere Mazzarri.
SULLE FASCE - Rossi propone due novità nell'undici titolare: torna sui campi di Serie A Ousmane Dabo, mentre debutta il romeno Radu (non male, il giovanotto). Mazzarri, invece, ha gli uomini contati: addirittura contatissimi quando dopo dieci minuti si fa male pure Volpi. E' l'unico episodio degno di nota del primo quarto d'ora, condizionato da una raffica di errori e dalla pioggia battente. Va meglio la Samp, comunque, che quando va sulle fasce mette in imbarazzo la difesa laziale.
CASSANO SI RISCATTA - Un fuorigioco male architettato da Siviglia permette a Bellucci di involarsi e di mettere in mezzo dalla destra, ma Cassano, libero e a porta vuota, calcia in Curva Nord per la gioia dei tifosi biancocelesti. Gol sbagliato, inevitabile gol subito. Ci pensa Mauri, fin lì forse il peggiore in campo, che sfrutta un rimpallo sugli sviluppi di un corner, e libera il suo implacabile mancino. Gli ospiti, comunque, non si scompongono, e nel recupero trovano il pareggio. Sembra una fotocopia del gol mangiato da Cassano: cross dalla destra e tiro sotto la traversa del barese.
BALLERINO ROCCHI - L'inizio della ripresa promette bene. Invenzione di Cassano per Bellucci che tira addosso a Ballotta da buona posizione. Presupposto di fuochi d'artificio? Mica tanto. Buona parte del secondo tempo viaggia a ritmi blandi: un atteggiamento controproducente, soprattutto per la Lazio, che dovrebbe aggredire la partita per ottenere i tre punti. La spinta della Samp comunque si affievolisce, e i biancocelesti ne approfittano grazie ai soliti due, Pandev e Rocchi. Triangolo chiesto da quest'ultimo al macedone, che gli restituisce il pallone al volo; qui il bomber si scopre ballerino, fa perno sul piede destro poi calcia di sinistro all'incrocio. Gol da applausi. Pandev al 90' potrebbe arrotondare, ma lanciato in contropiede solitario cincischia troppo e tira fuori a tu per tu con Castellazzi. Ma per la Lazio è un finale in souplesse, oltre che una vittoria fondamentale.

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Cassano fa volare la Samp

inserito da Add.stampa il 27 Jan 2008


Bella vittoria per i blucerchiati che, grazie a una rete del talento barese, superano un Siena volenteroso ma poco incisivo sottoporta. L'occasione migliore capita a Riganò ma Castellazzi fa il miracolo
Antonio Cassano, 26 anni, esulta dopo il gol del vantaggio. Ansa
GENOVA, 26 gennaio 2008 - La Samp ottiene al Ferraris tre punti importanti nella sua corsa verso i quartieri alti della classifica. Gara decisa dal sigillo di Antonio Cassano che, alla fine del primo tempo, approfitta di un errore di Rossettini per infilare Manninger. Al Siena non basta l'esordio di Riganò,
CASSANO GOL - Mazzarri conferma l'undici previsto alla vigilia, con Volpi in cabina di regia e la coppia Cassano-Bellucci in avanti. Nel Siena spazio a Riganò in panchina, l'altro neoacquisto Porta va in tribuna. L'avvio della Samp è travolgente: pronti, via e Cassano colpisce la traversa con una sventola dal limite a Manninger battuto. Gli ospiti, però, non si fanno impressionare: ben messi in campo da Beretta, hanno dalla loro un Locatelli ispiratissimo e De Ceglie che macina chilometri sulla sinistra. Piano piano i toscani escono dalla morsa blucerchiata e vanno vicini al vantaggio con un tiro insidiosissimo di Locatelli che finisce a un metro dal palo. Locatelli si fa male e Beretta non ha paura a mandare in campo il giovane Forestieri, talento in comproprietà con il Genoa. La Samp patisce la manovra avvolgente del Siena e Castellazzi trema prima sul diagonale di Frick poi sul tiro da fuori di Maccarone. Nel finale, tuttavia, Cassano approfitta di uno stop errato di Rossettini in area e fa secco Manninger.
RIGANO' NON BASTA - Il vantaggio della Samp proprio allo scadere è un brutto colpo per il Siena, che così ricomincia in avanti. Beretta butta ben presto in campo Riganò, che torna così a giocare in A. Le occasioni che capitano ai senesi non sono certo trascendentali e i blucerchiati hanno buon gioco a controllare per poi ripartire in contropiede. Al 19' l'opportunità del pareggio capita grossa come una casa sui piedi di Riganò, ma Castellazzi si allunga e mette in corner. Cassano al 23' fa segno di non farcela più e così esce sostituito da Bonazzoli. L'ex bomber del Messina non è ancora al top della forma: al 31', tutto solo in area, sbaglia il controllo e non riesce a concludere. Gli ultimi minuti sono carichi di tensione ma il Siena, con un Forestieri troppo nervoso, non ha più la forza di cercare il pareggio. Per la Samp è festa grande.

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La Samp si mangia le mani

inserito da Add.stampa il 24 Jan 2008


Roma, basta un contropiede

Importante pareggio 1-1 dei giallorossi a Marassi nell'andata dei quarti di coppa Italia. Cassano un po' deludente, ci pensa Ziegler a portare in vantaggio i blucerchiati; un lampo di Vucinic consente agli uomini di Spalletti, ridotti in 10 (espulso Mexes), di raddrizzare la situazione
Cassano (a destra) prova il tiro sotto gli occhi di Panucci. Ap
GENOVA, 23 gennaio 2008 - La Roma mette una mezza ipoteca sul passaggio alle semifinali di Coppa Italia. Il pareggio ottenuto contro la Sampdoria vale doppio, anzi, triplo: 1-1 in trasferta e, soprattutto, in inferiorità numerica (espulso Mexes dopo meno di 20 minuti). Peccato per i blucerchiati, che ad un certo punto sembravano in controllo della partita. Il gol di Ziegler aveva spianato la strada agli uomini di Mazzarri, ma è stato sufficiente perdere un pallone banale per dare la possibilità alla Roma di innescare la sua arma migliore: il contropiede. Vucinic ha così castigato Mirante, e la voglia matta di Antonio Cassano di fare bella figura. Già, il barese, il più atteso: prestazione altalenante la sua, chiusa con un surplus di nervosismo. Potrà rifarsi al ritorno, tra una settimana.
INIZIO GIALLOROSSO - C'è Cassano, dunque, e con lui tutto il carico di aspettative. Riuscirà a dimostrare ai suoi ex compagni di essere ancora in grado di fare la differenza? L'inizio del barese non è granché. La Roma giostra bene con palleggi ad alta velocità e break ficcanti: come al solito, insomma. L'unico problema è che Vucinic si muove tanto, ma concretizza poco. Ok, è un centravanti anomalo, però qualche tiro in porta ce lo si aspetterebbe.
VIVACITA' - Non ci si aspetterebbe, invece, che Mexes perda la testa così facilmente: il francese, già ammonito, falcia Cassano a metà campo e viene espulso. Rivoluzione morbida in difesa; Tonetto torna a fare il terzino, Panucci scala in mezzo. Proprio quest'ultimo centra la traversa con un tiro che in realtà era un rinvio. Segno, comunque, che la Roma c'è, anche se spreca troppi contropiede. I blucerchiati vengono su, ma senza troppe idee. Cassano commette fallo in attacco e vanifica la zampata vincente di Sala su corner, mentre Delvecchio spreca, completamente libero, un destro al volo più o meno dal dischetto del rigore.
DISATTENZIONE - Marce alte da subito per la Samp a inizio ripresa. Mazzarri dà l'esempio, inserendo la terza punta (Bellucci) per un centrocampista (Delvecchio). Lo sforzo porta bene: Ziegler entra in area ed esplode un sinistro rasoterra, Curci si sdraia in ritardo e la palla finisce in rete. Esaltazione a Marassi, forse troppa. I blucerchiati sbagliano un passaggio banale, Mancini ne approfitta e lancia Vucinic: una stilettata che coglie impreparata la difesa della Samp. Il montenegrino brucia Lucchini e Sala, e d'esterno batte Mirante in uscita. La doccia gelata fa male ai padroni di casa. Cassano, un po' nervoso con Tonetto, si spegne, e il finale è tutto giallorosso. Mancini prima si traveste da Maradona, ma dopo aver scartato tutti tenta un improbabile cucchiaio; poi, servito dal neo-entrato Cicinho, ciabatta fuori a tu per tu con Mirante. L'1-1, però può bastare ai campioni uscenti della Coppa Italia per arrivare in semifinale.

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La Juve si è inceppataLa Samp la blocca: 0-0

inserito da Add.stampa il 20 Jan 2008




I bianconeri dominano il primo tempo, creando una raffica di occasioni, con Marchionni e Trezeguet (traversa e una conclusione respinta sulla linea di porta, o forse oltre), poi pagano lo sforzo nella ripresa. Per i doriani un palo di Maggio
David Trezeguet colpisce, Accardi salva: sulla riga o oltre? Falzone
TORINO, 20 genaio 2008 - La Juventus si è inceppata. Dopo il pari di Catania, si fa bloccare anche dalla Sampdoria, stavolta sullo 0-0. La squadra di Ranieri gioca bene per un tempo, in cui crea occasioni in serie, poi paga lo sforzo e cala nella ripresa. Quando emergono i limiti qualitativi. La Juve esce dal campo delusa, inevitabilmente, ma a fine girone d'andata il bilancio complessivo resta positivo. Quello odierno è il 10° risultato utile consecutivo, il terzo posto in classifica è consolidato, con tre punti di vantaggio sulla Fiorentina. La Samp dà continuità alle due vittorie di fila con un pareggio, che forse la premia oltre i meriti, ma che vale oro per morale e classifica.
OCCASIONI SPRECATE - La Juve fa la partita. E cresce di minuto in minuto. Il tempo di adattarsi alle novità di personale (Grygera al posto dell'infotunato Chiellini) e tattiche (Salihamidzic giostra da interno di centrocampo, con tanti saluti a Tiago e Almiron, i grandi acquisti estivi, che siedono malinconicamente fianco a fianco in panca) . La Juve pende a sinistra: Molinaro è molto attivo anche se non sempre precisissimo nei cross, e sfrutta la libertà che gli viene concessa, complici i raddoppi di marcatura su Nedved. Marchionni sbaglia a porta vuota sottomisura proprio sul cross dalla sinistra del ceco: era più difficile mettere alto che segnare l'1-0. Poi è Trezeguet ad andare vicinissimo al gol: il francese devia di esterno destro il cross di Molinaro, palla che lambisce il secondo palo. La Juve insiste. Ora devastante come un martello pneumatico. Ma sprecona. E sfortunata. Come in occasione di due salvataggi doriani consecutivi sulla linea di porta, sempre su Trezeguet. Sul secondo, di Accardi, resta il dubbio: la palla era già entrata? Per l'arbitro Saccani no. È assedio della Juventus, che colpisce pure una traversa in spaccata, ancora con Trezeguet. E la Samp? Soffre, stringe i denti. Perde Sammarco per infortunio, ma non entra Volpi, il grande escluso della vigilia, ma Delvecchio. In avanti la Samp deve fare a meno di Cassano, così si fa (sporadicamente) viva con gli inserimenti dei centrocampisti. Un colpo di testa di Maggio finisce sul palo. Sarebbe stata una beffa per la Juve. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.
RIPRESA EQUILIBRATA - Ranieri sostituisce Del Piero con Iaquinta, forse in chiave Inter (mercoledì l'andata dei quarti di coppa Italia). Di sicuro il cambio non funziona. La Juve ha speso molto nel primo tempo, e quando cala il ritmo, il limiti dei bianconeri vengono a galla: mancano regia e geometrie in mezzo, e fantasia (senza Del Piero) in avanti. La Samp adesso riesce a ripartire, pur senza rendersi particolarmente pericolosa. La gara è quindi più equilibrata, anche se la Juve continua a fare la partita. I bianconeri, al solito, ci mettono l'anima. Generosi. Ma stavolta il colpaccio nel finale non riesce. E all'Olimpico, al fischio finale, sventolano le bandiere blucerchiate.

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16 gennaio 2007 Samp-Cagliari 4-0

inserito da Add.stampa il 16 Jan 2008

"Dopo un anno di inattività sta cercando di recuperare la forma migliore, oggi ha fatto 90 minuti con una buona prestazione e due gol, se lo merita, sono contento per lui". Walter Mazzarri applaude Bonazzoli, autentico protagonista del 4-0 sul Cagliari che ha permesso alla Sampdoria di approdare ai quarti di finale di coppa Italia. Una partita che è stata meno facile di quanto il risultato non dica. "Il Cagliari ci ha reso la vita dura - ammette il tecnico blucerchiato - dopo l'1-0 pensavamo che fosse facile e invece loro ci hanno pressato e abbiamo rischiato di prendere gol alla fine del primo tempo. Nell'intervallo però ci siamo messi a posto e nel secondo tempo non c'è stata storia". Mazzarri non ha risparmiato anche alcuni dei suoi uomini migliori ("dovevo cercare di coniugare due cose: passare il turno e far riposare il più possibile gli uomini che vorrei mandare in campo contro la Juve") e la Samp si è guadagnata il diritto di sfidare la Roma nei quarti. "Ma prima c'è la Juve - avverte - Preferisco parlare di partita in partita, poi penseremo a dare il meglio contro la Roma e rendere la vita dura a questa grande squadra". I blucerchiati, comunque, hanno confermato anche stasera di fare meglio in casa che fuori. "Ma prima della partita contro il Palermo - replica Mazzarri - abbiamo giocato all'Olimpico contro la Roma e c'è stato un errore arbitrale che ha condizionato la gara. Come prestazione non meritavamo di perdere per cui una crescita fuori casa già l'abbiamo vista, ora vedremo. Abbiamo un banco di prova importante come la Juventus, vedremo cosa faremo fuori casa".

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GENOVA, 13 gennaio 2008

inserito da Add.stampa il 14 Jan 2008

La Samp con abiti da grande
Cassano chiede di restare
I blucerchiati travolgono 3-0 il Palermo. Splendido primo tempo dei liguri con gol di Bellucci e Sammarco, ripresa più equilbrata e rete nel finale di Cassano che dice: "Sono pronto a ridurmi l'ingaggio pur di restare a Genova"
Antonio Cassano, 25 anni, braccato da Barzagli. Lapresse
- Prova d'autorità della Sampdoria che supera 3-0 il Palermo, con reti nel primo di tempo di Bellucci e Sammarco e di Cassano nella ripresa, e sale al settimo posto in classifica con 24 punti, a una sola lunghezza dai siciliani. Per i rosanero è la prima partita senza reti della gestione Guidolin. Per i liguri si tratta del nono centro stagionale di Bellucci, del quarto di Sammarco e del terzo di Cassano: i tre insieme hanno realizzato 16 delle 25 reti della formazione di Mazzarri.
PRIMO TEMPO - Già dal primo minuto si capisce che la Samp è in giornata di grazia. Al 5' clamorosa palla gol con errore di Maggio, che solo davanti alla porta - forse tradito dal fondo pesante - mette a lato un assist dalla sinistra di Cassano. Al 19' l'azione più pericolosa degli ospiti: esterno di Miccoli su torre di Amauri, la palla finisce sul secondo palo alla destra di Castellazzi, battuto. Cambio di fronte e al 20' blucerchiati in gol: Cassano serve palla a Bellucci che si decentra a destra e dopo aver saltato Capuano insacca in diagonale sul secondo palo. E' un arrembaggio ligure, interrotto solo al 32' quando Miccoli tocca a sinistra per Amauri il cui tiro non insidisioso rimbalza davanti a Castellazzi che rischia una clamorosa papera. Al 45' punizione di Cassano deviata sulla traversa, Maggio non controlla, Sammarco irrompe e insacca da due passi.
SECONDO TEMPO - Sampdoria meno straripante, i ragazzi di Mazzarri si accontentano di giocare in velocità. Il Palermo mantiene a lungo il possesso palla, ma si schianta contro la diga ligure al limite dell'area. Su tutti è Campagnaro a distinguersi: preciso in fase di chiusura, encombiabile in impostazione e generoso anche nel finalizzare con una conclusione dalla distanza al 12' e una tentata rovesciata al 25'. Al 32' bel sinistro proprio di Campagnaro, interviene sulla palla Cassano che da due passi mette in gol e corona una prestazione maiuscola prima di lasciare il campo tra gli applausi.
CASSANO SHOW - Il fantasista barese sprizza entusiasmo: "Non è stato il Cassano show, è stata una grande partita - forse la migliore della stagione - della Sampdoria. Abbiamo creato tanto e subito poco, merito dei miei compagni che corrono tanto per me. Avevo detto che se qui mi avessero dato affetto avrei ripagato tutti al 110% e mi pare che siamo sulla strada giusta. Marotta dice che mi vuole riscattare dal Real Madrid? Ottimo, ma oltre a dirlo deve mantenere la parola. Io sono pronto a ridurmi l'ingaggio, anche se non di molto perché i soldi aiutano a vivere meglio. Diciamo che con un po' di sacrificio da parte di tutti, la mia permanenza alla Sampdoria si potrebbe fare".

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Mazzarri: \"Gara interpretata al meglio\"

inserito da Add.stampa il 14 Jan 2008

13 gennaio 2008 - Walter Mazzarri si gode la bella vittoria contro il Palermo: "Abbiamo fatto una buona gara, la Samp ha avuto un grande merito che ha interpretato la gara al meglio e non era facile. Cassano è un giocatore importantissimo, di qualità. Sono contento di come si è mossa tutta la squadra, lui si esalta quando tutti giocano in un certo modo. Belle alcune giocate con Bellucci che fanno piacere alla platea. Continuiamo a lavorare tutti insieme e a far crescere questo ragazzo, parlare delle altre cose non è compito mio. Da quello che ho capito la difficoltà più grande è proprio l'ingaggio che per la logica della mia società mi sembra troppo alto, dovranno trovare loro una soluzione".

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Sangue Blu...Blucerchiato

inserito da Add.stampa il 31 Dec 2007

Tutto lo staff del Club Sangue Blu...Blucerchiato,augura un felice anno nuovo,(con la ripresa del campionato),a tutti gli affezionati del nostro sito.

Auguri.

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Mazzarri: \"Non meritavamo di perdere\"

inserito da Add.stampa il 23 Dec 2007

22 dicembre 2007 - Walter Mazzarri è rammaricato: la sua squadra ha seminato tanto e raccolto poco all'Olimpico contro una Roma cinica che si è raccolta attorno a Totti. Capitalizzando al massimo l'impegno pre-natalizio. "Potevamo essere più decisi, andare in vantaggio per primi, è mancata la convinzione - ha detto il tecnico dei doriani -. Per come si è svolta la gara, credo che non meritassimo di perdere. Abbiamo avuto più occasioni della Roma. Il rigore? Lucchini ha detto che prima era stato tirato giù lui. In un campionato voglio vedere quante volte si dà il rigore su questi falli in area. Bonazzoli è sempre stato trattenuto sui nostri calci d'angolo. Penso sia stato un rigore molto opinabile: c'è una maglia che si allunga ma ogni partita vedo 5000 falli così, voglio vedere quanti ne assegnerannp a noi". Mazzarri, però, recrimina soprattutto per l'incapacità della sua squadra di inserirsi nei momenti di difficoltà dei giallorossi: "Noi dobbiamo fare gol quando ci capita, se Doni è stato il migliore in campo, vuol dire che la squadra gioca. Il vento prima o poi cambierà. Certo, alcuni episodi condizionano l'andamento della gara. Poi altri falli anche a centrocampo, ma lasciamo perdere. Vorrei vedere anche l'espulsione, non siamo statuine che ci possiamo smaterializzare".

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GENOVA, 16 dicembre 2007 -

inserito da Add.stampa il 16 Dec 2007

Cassano lacrime e gol
Fiorentina, pari inutile
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La Sampdoria ferma sul pari (2-2) i viola grazie a una zampata del barese, che dopo un'ammonizione nel primo tempo aveva protestato fino a piangere. Inutili per gli uomini di Prandelli, che perdono un'occasione per avvicinare il 4° posto, i gol di Mutu e Donadel

I compagni vanno ad abbracciare Mutu dopo l'1-1. Lapresse
Alla fine è il migliore in campo, Antonio Cassano; ma nel primo tempo aveva rischiato di essere espulso per proteste. Graziato lui, la Sampdoria è riuscita a recuperare un gol di svantaggio dopo aver messo, in precedenza la testa avanti. Match spettacolare a Marassi contro la Fiorentina, ricco di un agonismo frutto più di fiammate che altro. E' finita 2-2: un punto che serve poco ai viola, impegnati nella rincorsa all'Udinese, ma che ora hanno il fiato del Palermo sul collo. Visto che la vittoria manca da oltre un mese, le preoccupazioni per Prandelli sono più che lecite.
CASSANO DELIZIA - Prandelli sorprende un po' tutti ribaltando la formazione. C'è Jorgensen da terzino destro, con Pazienza e Santana a rilevare Donadel e Semioli. Davanti, a cercare di forzare la retroguardia doriana, c'è Bobo Vieri, che nei primi minuti viene bersagliato di fischi dalla curva della Samp in quanto ex (mancato). Mazzarri lancia la coppia Cassano-Bellucci e rinforza il centrocampo con Franceschini. Nei primi minuti le punte di casa faticano a trovare palle giocabili; non fanno meglio i viola, in maglia rossa. Al primo affondo, sugli sviluppi di una punizione, la Sampdoria passa. E' un guizzo di Cassano, che tira in porta praticamente dalla linea di fondo; Lupatelli tenta un improbabile bagher, Gastaldello è lì e ribadisce in rete. Vantaggio meritato, che la Doria legittima nei minuti successivi, giocando ariosa, ma aggressiva. Prandelli dice a Santana di spingere, ma sta per lanciare nella mischia Liverani quando arriva il pari.
SCENEGGIATA - Nasce tutto da un fallo di Ujfalusi su Cassano non rilevato da Gava. La palla dopo quache passaggio arriva a Montolivo, che al volo trova Mutu sul filo del fuorigioco. Dolcissimo, il tocco del romeno, che torna al gol dopo un'astinenza di oltre un mese. Ma il barese, intanto, dà fuori di matto. Protesta con l'arbitro in maniera eccessiva, tanto da beccarsi un giallo. Dagli occhi del pugliese scendono addirittura le lacrime: era diffidato, sarà squalificato proprio contro la Roma, la sua ex squadra. La Fiorentina, di contro, non sta lì a farsi intenerire. Montolivo si guadagna una punizione ai 25 metri, che Mutu batte alla perfezione: palo pieno con Castellazzi fuori causa.
DONADEL, CHE BOTTA - Nella ripresa ci sono tre cambi in sette minuti. L'ultimo vede Donadel prendere il posto di un acciaccato Montolivo. E proprio Donadel trova un gol stupendo con una staffilata da fuori area. La botta fa barcollare la Samp, che per qualche minuto accusa il colpo. Nel momento più difficile, però, ecco tornare Cassano. Su un cross a campanile di Maggio, senza pretese, il barese d'astuzia sposta Jorgensen e di testa spiazza Lupatelli. Mancano venti minuti, ma i ritmi alti tenuti fin lì costringono le due squadre a mettere le marce basse. Un male per la Fiorentina, che dovrebbe puntare alla vittoria. Ma, anzi, nel recupero è ancora Lupatelli a ergersi protagonista, respingendo un gran sinistro di Pieri.

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Cassano: \"Salterò la partita della vita\"

inserito da Add.stampa il 16 Dec 2007

La Roma è il mio passato, l'amarezza è tanta. Volevo salutare Totti". Antonio Cassano salterà la sfida con i giallorossi: ammonito con la Fiorentina, salterà il match contro i giallorossi. Un dramma, a giudicare dal pianto disperato con cui il barese ha accolto il cartellino giallo sventolato dall'arbitro. "Perchè ci tenevo a giocare con la Roma? Perchè è il mio passato", ha detto Cassano ai microfoni di Sky Sport ricordando la parentesi giallorossa cominciata nel 2001 e terminata a gennaio 2006. "Voglio ringraziare la gente che mi ha sostenuto fino a quando sono stato in campo. Quella con la Roma era la partita più importante della mia vita. Pazienza, andrò in vacanza prima".

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Mazzarri: \"Persa gara da vincere\"

inserito da Add.stampa il 9 Dec 2007


Non si dà pace, Walter Mazzarri, al termine della gara contro l'Udinese. "Abbiamo subito dei gol assurdi e ingenui. Il pareggio lo abbiamo subito in contropiede, mentre prima di questo gol non avevamo concesso nulla agli avversari. Abbiamo perso una partita che andava vinta". Il tecnico blucerchiato spiega poi le proteste che hanno portato alla sua espulsione: "Dalla panchina ho avuto la sensazione che in occasione del terzo gol dell'Udinese ci fosse un fuorigioco prima del tiro. Inoltre, diversi falli nel corso del match sono stati invertiti. Da parte mia - ha detto - non ci sono state parole fuori posto, ho solo detto ciò che avevo visto".

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GENOVA, 1 dicembre 2007

inserito da Add.stampa il 1 Dec 2007

Non c'è partita al Ferraris: la Reggina affonda (3-0) sotto i colpi del talento barese, tornato in campo dal primo minuto, e alla doppietta dell'ex attaccante del Bologna. Di Sammarco la terza rete: espulsi nella ripresa Lanzaro e Ulivieri

Bellucci porta la Samp in vantaggio su assist di Cassano (sullo sfondo). LaPresse
La Sampdoria non fallisce la prova d'appello. Dopo la pesante sconfitta di Livorno i blucerchiati erano chiamati a una partita convincente e così è stato: Reggina travolta dalle giocate di un incontenibile Cassano e dai gol di Bellucci (doppietta) e Sammarco.
CASSANO IN FORMA - A sorpresa Mazzarri lascia in panchina entrambe le sue torri (Bonazzoli e Caracciolo) e si affida all'inedito tridente Bellucci-Cassano-Sammarco. Il talento barese ha qualche problema fisico durante il riscaldamento: brividi per i tifosi blucerchiati ma nulla di grave. Nella Reggina Ulivieri risponde con Missiroli al posto di Barreto e Joelson per Ceravolo. Gli amaranto sembrano partire meglio ma, dopo soli cinque minuti, Cassano libera Bellucci solo davanti a Campagnolo: l'ex bolognese non sbaglia. Grave l'errore di Aronica che lo tiene in gioco e non riesce poi a rimediare. Dieci minuti più tardi ancora Bellucci va vicinissimo al bis ma il palo gli nega la gioia della doppietta. Per Amoruso e compagni è una mazzata: Cascione fatica a prendere in mano le redini del gioco e in avanti arrivano solo lanci lunghi, del tutto innocui per Castellazzi. Tagliavento distribuisce cartellini gialli per impedire che la partita si innervosisca e gli sfugga di mano. Cassano fa impazzire difesa e centrocampo ospiti con il suo continuo svariare su tutto il fronte d'attacco: Lanzaro e Missiroli sono costretti a usare le maniere forti per fermarlo. Ulivieri protesta a lungo per un fallo di Bellucci già ammonito su Hallfredsson che stava facendo partire il contropiede: Tagliavento sembra voler estrarre il secondo cartellino, ma poi lascia perdere.
SAMMARCO CHIUDE - In avvio di ripresa la Reggina sembra aver recepito le indicazioni di Ulivieri: la pressione è insistente anche se poi non arriva alcuna conclusione degna di nota. La Samp invece non sbaglia la prima occasione utile. Cassano, tanto per cambiare, conquista un corner: sugli sviluppi Sammarco risolve una mischia in area e mette alle spalle di Campagnolo. Due a zero e per la Reggina si fa davvero dura. Poco prima di essere sostituito l'ex attaccante di Bari, Roma e Real Madrid si fa prima ammonire e poi litiga furiosamente con Ullivieri per un rigore presunto non concessogli: Tagliavento manda fuori solo il tecnico. I guai per la Reggina non sono finiti: Lanzaro viene espulso per doppia ammonizione (arbitro un po' troppo severo) e subito dopo Bellucci chiude la partita. Nel finale spazio a Caracciolo, Bonazzoli e Accardi (quest'ultimo all'esordio in campionato).

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LIVORNO, 25 novembre 2007

inserito da Add.stampa il 27 Nov 2007

Il Livorno centra la prima vittoria in casa in questo campionato grazie alla doppietta dell'ex attaccante di Empoli e Roma e alla rete di Knezevic in avvio. Blucerchiati deludenti e in partita solo nella ripresa ma non basta il gol di Bellucci a riaprire i giochi

Francesco Tavano ha appena colpito al volo il pallone del 2-0. LaPresse
Il Livorno torna a vincere in casa e lo fa con una convincente prestazione che esalta il pubblico del Picchi. Eroe di giornata il redivivo Francesco Tavano, autore di una doppietta. La Samp sbaglia completamente il primo tempo ed entra in partita solo nella ripresa con il gol di Bellucci, quando però ormai è troppo tardi.
RINASCITA LIVORNO - Camolese rilancia dal primo minuto lo spagnolo Tristan, negli ultimi due mesi ai margini del gruppo: panchina per Bogdani, stanco dopo gli impegni con la nazionale. Nella Samp invece Zigler prende il posto di Pieri sulla fascia sinistra. Il Livorno è tutt'altra cosa rispetto alle prime giornate di campionato e i blucerchiati se ne accorgono subito: dopo 8' cross preciso di Pasquale da sinistra e colpo di testa decisivo di Knezevic, lasciato libero di saltare in area. Gli uomini di Mazzarri, decimati dagli infortuni, patiscono lo strapotere fisico del centrocampo amaranto: Bergvold è in condizioni fisiche eccellenti, ben supportato ai fianchi da De Vezze e Pulzetti. Non passano neanche due minuti che Tavano insacca un bellissimo tiro al volo dal limite dell'area sotto l'incrocio: Castellazzi immobile e incolpevole. Un colpo pesantissimo per i blucerchiati che non riescono mai a rendersi pericolosi dalle parti di Amelia: Caracciolo è troppo solo, Bellucci e Sammarco non riescono a procurarsi palloni giocabili.
TAVANO SHOW - Nella ripresa si riparte senza cambi e la Samp mostra di non aver imparato la lezione: ritmi troppo lenti, il Livorno così ha gioco facile. Qualcosa cambia con l'ingresso di Pieri e Bonazzoli per i fantasmi Ziegler e Sammarco. Con le due torri e Bellucci a svariare i padroni di casa cominciano a soffrire un po', anche perchè Tavano e Tristan sprecano clamorose occasioni in contropiede (al 29' Castellazzi è prodigioso sul tiro dell'ex attaccante di Roma ed Empoli). É lo stesso Bellucci a riprire la partita con una bellissima mezza rovesciata su cross di Bonazzoli. Il Livorno trema un po' ma cinque minuti più tardi Tavano finalizza l'ennesimo contropiede e chiude la partita.

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GENOVA, 10 novembre 2007

inserito da Add.stampa il 11 Nov 2007

Un'autorete in apertura di Giacomazzi spiana la strada verso il successo ai blucerchiati che al 40' trovano il raddoppio con l'ex Montella. Nel finale in gol anche Sammarco. Toscani per 25' con cinque giocatori offensivi: decisivo Castellazzi su Antonini e Vannucchi

Vincenzo Montella, 33 anni, 3 gol in questa stagione. Ansa
Due squadre in cerca di conferme, solo la Sampdoria le trova. Dopo il 3-0 di Cagliari, ecco il 3-0 all'Empoli, rotondo e meritato. Un gol (o meglio, un autogol) a freddo, uno ragionato, costruito, e bellissimo di Montella, uno nel finale, a squadre allungate ed esauste, con Sammarco. Decisivo anche Castellazzi prima su Antonini e poi su Vannucchi, due interventi che in sequenza evitano il pari. Con questo successo, i blucerchiati raggiungono provvisoriamente il 7° posto a quota 17. Fermo a quota 9, invece, l'Empoli, terz'ultimo in attesa dei risultati di Reggina e Livorno.
AEROPLANINO - L'aeroplanino Montella, al terzo centro stagionale, 15 anni fa segnava le sue prime reti professionistiche in serie C1 con i toscani. Cinque anni più tardi, stagione 1997-1998, ne faceva 20 in blucerchiato. Vederlo ancora decollare, e con lui la Samp, è un piacere per gli occhi di Mazzarri che con il Cagliari lo aveva tenuto fuori. Altri voli che rassicurano sono quelli di Castellazzi, tornato titolare dopo la fiducia d'inizio stagione a Mirante: la deviazione istintiva sulla botta ravvicinata di Vannucchi è un saggio di bravura.
MAL D'EUROPA - La Samp, insomma, pare aver digerito il dentro-fuori dall'Uefa. L'Empoli, al contrario, continua a soffrirne più per gli infortuni che per la determinazione in campo. Senza Balli, Buscè, Marchisio e Saudati (squalificato), Cagni poteva sperare soltanto in una serata da protagonista di Vannucchi. Che certo lo è stato, ma in negativo: mai una giocata e solo un tiro pericoloso, parato da Castellazzi. Senza la sua luce, i vari Giovinco, Abate, Volpato e Pozzi si sono mossi nel buio di un Marassi stregato. Per la Samp è il quarto 3-0 stagionale, in attesa di Cassano.

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Riecco la Sampdoria Cagliari umiliato: 0-3

inserito da Add.stampa il 5 Nov 2007



Al Sant'Elia rossoblu rinunciatari con una sola punta. Volpi sblocca il risultato con una prodezza, poi in 10' vanno a segno Caracciolo e Maggio. Gara già chiusa al 45', alla fine Foggia è l'unico a non arrendersi


CAGLIARI, 4 novembre 2007 - Dal successo sfiorato a Bergamo al tracollo del Sant'Elia. Ci voleva un brutto Cagliari per resuscitare la Sampdoria. Ecco: i blucerchiati hanno addirittura dilagato. Rossoblu rinunciatari (in casa), sprecisi (con Foggia e Fini), fin troppo coperti (Acquafresca e Larrivey in panchina). Normale che alla fine Bellucci e compagni ne abbiano approfittato in appena 15' di black-out cagliaritano. Di Volpi, Caracciolo e Maggio la sequenza micidiale a fine primo tempo per il 3-0 finale. Il terzo di una contraddittoria stagione.
AVANTI, PIANO - C'aveva provato, il Cagliari, a fare la partita. Ma con il solo Matri là davanti, supportato neanche troppo da Foggia, a destra, e Fini a sinistra, è sembrata subito una missione impossibile. Detto, fatto: lo "0" nella casella di tiri in porta al 90' spiega meglio di molte parole il match dei rossoblu. A dir poco scioccante il gol di Volpi al 33': il capitano blucerchiato azzecca il tiro al volo da fuori e per il Cagliari calano 15' di notte fonda.
UNO, DUE, TRE - Il sole lascia posto alla pioggia ma Bellucci non si scompone: il suo contropiede trova Caracciolo come fortunato finalizzatore, visto che la prima conclusione è su Fortin, la ribattuta tra i pali. Il Cagliari potrebbe ancora rialzarsi, magari schiarire le idee nell'intervallo, ma lo 0-3 di Maggio al 44' taglia fiato, gambe, cuore.
AGONIA, RIPRESA - La ripresa non vale nemmeno la pena raccontarla, tanto scarso è stato lo spettacolo del Sant'Elia. Tra due squadre, tra l'altro, speculari, che una domenica l'azzeccano e l'altra cadono rovinosamente. Con questo successo, la Samp sale a quota 14, posizione dignitosa. Il Cagliari, invece, fermo a 9 si vede raggiungere da Siena ed Empoli al terz'ultimo posto. Un guaio.

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domenica 04 novembre 2007

inserito da Add.stampa il 5 Nov 2007


Christian Maggio e un successo che vale oro: «Siamo stati bravi a restare uniti, portando a casa tre punti pesantissimi. Il gol? Un'emozione unica».

Molti lo aspettavano, molti dicevano che quando sarebbe rientrato dal lungo infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi due mesi, si sarebbe vista un’altra Samp. Beh, chi sosteneva questo, non aveva torto. Christian Maggio è tornato, sta recuperando la forma migliore e inizia ad esprimersi ai suoi livelli. Prova ne è la prestazione davvero importante che l’esterno ex Fiorentina ha messo in campo a Cagliari. Condita, scusate se è poco, dal gol. «Per me è stata un’emozione unica – dice Christian, disteso e sereno nel post-partita del Sant’Elia -, non sono un giocatore che segna tanto e trovare la rete dopo due mesi di stop forzato, beh, fa davvero piacere, ti regala entusiasmo e convinzione nei tuoi mezzi. Non sono sicuramente ancora al top, ma tutto fa…». Al top magari no, però già così non è male… Nel 3-0 di Cagliari, a Maggio va accreditata sicuramente una bella fetta di merito. «Ma l’importante era vincere – frena subito il numero 7 -, perché venivamo da un periodo duro, soprattutto dopo il 5-0 di mercoledì scorso. Quando in settimana sono venuti i tifosi a Bogliasco, la squadra si è caricata ed è rimasta concentrata. Sapevamo di poter far bene a Cagliari e penso che sia venuto fuori il carattere giusto». La tensione però, alla vigilia, si tagliava con il coltello. «Effettivamente non abbiamo parlato molto durante il giorno – ammette Maggio -, tutti erano super attenti a questa gara, da giocare su un campo difficile contro un Cagliari che ha giocatori di qualità e un’ottima organizzazione. Ci siamo fatti l’in bocca al lupo e poi abbiamo dato il massimo. Direi che s’è visto». Ora, che cosa cambia? «Cambia che siamo più sereni e che contro l’Empoli recupereremo qualcuno tra squalificati ed infortunati. Potremo affrontare quest’impegno con maggiore tranquillità». Unico neo della giornata di festa in Sardegna, l’espulsione di Pieri. «Peccato, perché Mirko aveva disputato una grande gara. Foggia è forte, veloce, in quell’occasione Pieri poteva lasciarlo andare invece di far fallo. Però è andata così e non mi sento certo d’accusarlo».

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Mazzarri: \"Toccato il fondo\"

inserito da Add.stampa il 1 Nov 2007



31 ottobre 2007 - Poche parole bastano a Mazzarri per spiegare il clamoroso k.o. contro il Milan: "Abbiamo toccato il fondo". Amarissimo il tecnico della Sampdoria: "Il 5-0 suona male, anche perché non ho fatto una cerniera nel finale, ma cerchiamo di scordarci gli ultimi due gol". Ammette : "Siamo mancati sul piano nervoso".

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CATANIA, 28 ottobre 2007

inserito da Add.stampa il 28 Oct 2007

Partita ricca di episodi oscuri al Massimino: prima del match, i blucerchiati denunciano un'aggressione subita nel tunnel dello stadio. Segnano Mascara e Martinez, mentre il barese si autosostituisce (risentimento ai flessori). Nel finale lo imita Baldini

Catania in vantaggio: Mascara colpisce a freddo Mirante. Ap
Riecco Cassano: plateale, controcorrente, impulsivo. A Catania la Sampdoria perde, in parte meritatamente, in parte perché non è facile entrare in campo dopo aver denunciato un'aggressione subita all'interno dello stadio. Come se non bastasse, nel giorno in cui ritrova il suo attaccante più atteso, il colpo del mercato estivo, ritrova anche le "cassanate": un'autosostituzione al 38' del primo tempo che lascia di stucco Mazzarri e trova timide spiegazioni nel presidente Garrone, stiramento. A quel punto la Samp, già sotto 2-0, non ha potuto far altro che alzare i ritmi per sfiorare il pareggio. I tre punti, però, vanno al Catania che con cinque risultati utili consecutivi si porta a quata 13, 3 in più rispetto allo scorso anno. Un record.
UFFICIO INDAGINI - Insulti e spinte ai giocatori liguri da parte di alcuni addetti (forse cinque) nel tunnel dello stadio Massimino. È quanto ha denunciato la Sampdoria prima dell'inizio della partita contro i siciliani. "Abbiamo presentato un esposto all'ufficio indagini della Lega - ha fatto sapere la società -, ma sia chiaro, non si tratta di un ricorso riguardante la gara". Alcuni dirigenti e calciatori della Samp sarebbero stati aggrediti verbalmente, e qualcuno anche fisicamente, nel tunnel che porta agli spogliatoi, al momento dell'ingresso della squadra allo stadio. Il Catania, da parte sua, si è detto estraneo alla vicenda.
LA PARTITA - In attesa che si sblocchi Spinesi, Catania festeggia la giornata super di Mascara: un gol e un assist in 45' bastano agli etnei per conquistare il quinto risultato utile consecutivo. Tra i due episodi, quello che più fa discutere: Cassano, alla prima da titolare in questa stagione, si autosostituisce al 38' per un problema ai flessori. Né i medici né Mazzarri fanno in tempo ad accordare l'uscita dal campo che il barese se n'è già andato respingendo a malomodo i tentativi di Bellucci e Montella di trattenerlo sul terreno di gioco. Poi dirà: "Ero deluso". La Samp cresce nella ripresa, sfiora il gol con Palombo e Bellucci prima di arrendersi. A 1' dal termine imbocca il tunnel anche Baldini, su di giri: "Stiamo facendo meglio del Catania di Marino? Non me ne frega niente".

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GENOVA, 21 ottobre 2007

inserito da Add.stampa il 21 Oct 2007

Montella-Bellucci, volo Samp
Travolto un Parma senza gioco

I due attaccanti in gran forma regalano ai blucerchiati una facile vittoria (3-0) al Ferraris, contro una squadra povera di idee. Emiliani quasi mai pericolosi in avanti, Reginaldo fallisce anche il gol della bandiera

Bellucci e Montella esultano: i loro gol esaltano la Samp. LaPresse
Torna a vincere la Sampdoria, e lo fa in maniera convincente travolgendo 3-0 un Parma in grande difficoltà. Ottima la prestazione di Bellucci (2 gol) e Montella (1): l'ex romanista sta recuperando la condizione e alcune sue giocate hanno strappato gli applausi del pubblico. Nuova sconfitta per gli uomini di Di Carlo, apparsi in difficoltà soprattutto in fase offensiva: pochissime le conclusioni verso la porta, Mirante quasi mai impegnato.
MONTELLA IN GRAN FORMA - Rispetto alle previsioni della vigilia, Mazzarri lascia Caracciolo in panchina e rinuncia così ancora una volta al tridente. In avanti Montella è supportato da Bellucci e Delvecchio. Nel Parma invece Di Carlo si affida all'esperienza di Falcone e Couto al centro della difesa. Nei primi venti minuti il problema dei blucerchiati è la costruzione del gioco: assente Volpi per squalifica, Sammarco e Palombo non riescono a prendere in mano la squadra, soffocati dal pressing del centrocampo ospite. Nonostante il predominio territoriale, il Parma si rivela troppo fragile davanti, con il solo Reginaldo nella morsa di Campagnaro, Sala e Lucchini: Gasbarroni e Pisanu svariano senza incidere. La svolta arriva però al 25' quando Montella riesce a deviare in porta il cross dalla destra di Cristian Zenoni: per la verità il suo tocco da un metro sarebbe probabilmente uscito ma è Dessena a spingerlo in porta. Dopo il gol del vantaggio la gara cambia, Montella cresce nettamente e va vicino al beersaglio altre due volte ma Bucci para. Il portiere emiliano evita il raddoppio su una rovesciata di Bellucci da un paio di metri.
DOPPIO BELLUCCI - Il Parma cercava l'intervallo per ritrovarsi ma, un minuto dopo il rientro in campo, la Samp chiude di fatto la pratica. Bellucci calcia una gran punizione dalla sinistra all'incrocio, Bucci resta immobile. La gara si scalda per un pallone non restituito dagli ospiti e così fioccano i cartellini gialli: sul taccuino finiscono Montella, Palombo e Damiano Zenoni. Gli uomini di Di Carlo non riescono ad abbozzare una reazione e Bellucci li punisce per la terza volta (doppietta personale) insaccando una respinta miracolosa di Bucci su tiro di Sala. L'inserimento di Morfeo e Paponi non cambia nulla e la partita si trascina stancamente verso la fine, con la Samp pronta a colpire in contropiede in cerca del poker.

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Novellino con Mazzarri su Volpi

inserito da Add.stampa il 7 Oct 2007



7 ottobre 2007 - Anche Novellino difende il suo ex-pupillo: "Sono dispiaciuto per Volpi Il suo fallo su Rubin? Certo che c'era anche se forse l'espulsione è stata eccessiva". "Abbiamo giocato una buona gara e creato diverse occasioni da gol - fa eco il tecnico doriano Mazzarri -. Volpi mi ha detto che il suo intervento era veniale - sma quest'anno ho scelto di non commentare gli arbitraggi. Adesso dobbiamo solo pensare ad uscire da questo momento". Gli ultimi risultati non sono infatti quelli che speravano i tifosi blucerchiati, che oggi non sono entrati allo stadio di Torino per decisione dell'Osservatorio sulla sicurezza. "Una vergogna - la dura presa di posizione del presidente granata Cairo - questa era una partita da famiglie".

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GENOVA, 30 settembre 2007

inserito da Add.stampa il 1 Oct 2007

Ecco il giorno che i tifosi della Sampdoria aspettavano da tempo. Vittoria convincente, con la ciliegina del gol (il primo) di Cassano. Vittima della furia blucerchiata, l'Atalanta. E' finita 3-0: a segno, oltre al barese, Bellucci e Sammarco. Risultato troppo severo per i bergamaschi, che hanno preso due pali e creato diverse occasioni da gol.
A FREDDO - Del Neri riscrive la sua fascia sinistra: senza Bellini e Langella, spazio a Belleri e Padoin. La Samp comincia a recuperare qualche infortunato, ma come centrocampista di destra deve riciclare Campagnaro. Tre minuti e i blucerchiati passano grazie a Bellucci; ma l'ottanta per cento del merito va a Montella, che pesca il compagno sul filo del fuorigioco con un assist da applausi. Poi è quasi solo Atalanta. Proprio Padoin è uno dei più attivi. Campagnaro gli nega la gioia del gol immolandosi su un destro a botta sicura dell'ex centrocampista del Vicenza. Anche Doni (200 partite con i nerazzurri) ha una buona occasione, ma la spreca, calciando in gradinata nord una specie di rigore in movimento dal limite dell'area. E la Samp? Solo qualche sporadico contropiede.
DUE PALI – Cambi tattici a inizio ripresa. L’Atalanta decide di osare di più con Floccari, mentre nella Samp dentro Sammarco per Lucchini. La fiammata, un po’ a sorpresa, arriva da Carrozzieri: il suo destro da oltre 30 metri sorprende Mirante, ma si infrange sul palo. Un minuto dopo Ayroldi annulla un gol dubbio a Montella per fuorigioco, ma forse in offside era Bellucci. Poco male, perché al ventesimo arriva il raddoppio dei blucerchiati con il nuovo entrato Sammarco, abile ad inserirsi tra le belle statuine della difesa atalantina. Un duro colpo per gli ospiti, che comunque reagiscono e centrano un altro palo con Doni su punizione. Anche una bella dose di sfortuna per i nerazzurri. Nel frattempo era entrato anche Cassano, e il “Pibe de Bari” si prende subito il proscenio realizzando il 3-0. Stop e destro di controbalzo su assist di Volpi. Ferraris in tripudio, con il barese che va ad abbracciare Mazzarri in panchina.

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Mazzarri: \"Che bravo Cassano\"

inserito da Add.stampa il 1 Oct 2007

30 settembre 2007 - La Sampdoria brinda alla prima vittoria casalinga e alla prima rete in blucerchiato di Cassano. Una giornata da incorniciare per il tecnico Mazzarri, che esprime così la sua soddisfazione: "Oltre al gol Antonio ha fatto molto bene - ha affermato -. E' sulla via del recupero e quando è antrato ha sempre dato il proprio apporto alla squadra. Quando partirà titolare? Aspettiamo ancora un po'". Per quanto riguarda il match del Ferraris, Mazzarri parla di una partita contro un'Atalanta "ben messa in campo e in salute. Abbiamo sofferto giocando forse meno bene rispetto ad altre partite - ha concluso -, ma abbiamo vinto".

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26 settembre 2007

inserito da Add.stampa il 27 Sep 2007

E' un Mazzarri accigliato quello che parla a fine partita.:"Eravamo partiti benino - dice il tecnico della Samp - poi, dopo il gol, ci siamo arresi. Niente reazione, nessun tentativo di ribaltare la situazione. E' la prima volta che accade e spero non succeda più. L'ho detto subito ai ragazzi negli spogliatoi. Purtroppo tutte queste partite in serie ci stanno creando difficoltà. Chi sta bene inizia ad accusare la fatica, come Bellucci o Caracciolo, che hanno giocato sempre. Cassano? Lui ha bisogno di migliorare la sua condizione fisica. Anche stavolta è calato dopo un buon inizio. Diamogli tempo, nessuno nel calcio di oggi può far molto se non è al massimo".

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Derby senza emozioni

inserito da Add.stampa il 24 Sep 2007

Scontri prima della gara
A Marassi finisce 0-0, ma Samp e Genoa deludono anche sul piano del gioco. Dopo gli scontri del pomeriggio, tifosi impeccabili sugli spalti. Brutto fallo di Bellucci su Rubinho, costretto a uscire. Esordio di Cassano in maglia doriana
Montella lascia il posto a Cassano.
GENOVA, 23 settembre 2007 - Atteso, incerto fino all'ultimo a causa degli scontri avvenuti nel pomeriggio, combattuto più fuori dallo stadio che in campo: alla fine il derby della Lanterna si è concluso sullo 0-0 ed ha emozionato ben poco. La notizia migliore viene dalla cronaca: durante il match non si sono verificati incidenti, ed anzi le due tifoserie hanno tenuto un comportamento impeccabile sugli spalti. In campo invece le squadre non hanno quasi giocato, men che meno divertito. Esordio promettente di Cassano, in campo dal 30' della ripresa.
BUON INIZIO SAMP - Nella Samp l'unica novità al via è l'inserimento di Delvecchio al posto di Sammarco, nel Genoa di offensivo c'è solo il modulo, con Di Vaio e Borriello schierati là davanti e Rossi a sdoppiarsi fra fase difensiva e offensiva. Ma la condotta in realtà è assai prudente, un po' per scelta, un po' perché la Samp parte a razzo e schiaccia il Genoa dalla trequarti in giù. Pieri e Zenoni spingono senza sosta, altissimi, ma è tutta la Samp a esercitare un pressing che rischia di asfissiare i "cugini". Montella spazia su tutto il fronte d'attacco, Bellucci svaria leggermente arretrato, Delvecchio dà manforte (suo è il tiro più insidioso, al 34', col pallone che sfiora il palo alla destra di Rubinho). Insomma, l'attacco doriano non dà punti di riferimento, il centrocampo non lascia respirare quello rossoblu e il ritmo di gara shakera quel che resta del Genoa. Ma la superiorità doriana non dura in eterno: col passare dei minuti i blucerchiati rallentano, Montella perde vivacità, il Genoa non lievita ma almeno trova qualche spazio in più. I molti falli spezzettano la gara, mentre dagli spalti piovono solo incitamenti e applausi. Il peggio sembra passato.
CARTA SCULLI - Nella ripresa, dopo 5 minuti, Gasperini prova la carta Sculli (per Milanetto), al 12' anche Leon viene gettato nella mischia, al posto di Di Vaio. Ma il cambio in corsa non dà i frutti sperati da Gasperini, e il Genoa continua a macinare calcio compassato e inefficace. Neanche la Samp riesce a cambiare marcia, e dunque la gara rotola verso una conclusione quanto mai scontata. Al 21' Bellucci non evita l'impatto col volto di Rubinho, proteso in tuffo e in anticipo sul pallone: il portiere deve uscire in barella. Al 27' Montella è in tempo per un incontro ravvicinato con scarpi, che però lo ferma in extremis. Poi è Mazzarri a cercare il colpo di coda finale, e alla mezz'ora manda in campo Cassano al posto di un risentito Montella. Parte con promettente piglio autoritario il barese, ma un quarto d'ora è poco per avvitarsi alla partita. Non calano i falli (sette ammoniti), non migliora lo spettacolo: lo 0-0 finale è risultato inevitabile. Anche se al 50' serve un miracolo di Coppola per fermare un tocco a botta sicura di Delvecchio.

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SAMPDORIA-AALBORG 2-2

inserito da Add.stampa il 21 Sep 2007

La Sampdoria si deve accontentare del pareggio per 2-2 contro l'lAalborg al termine di una partita comunque ben giocata. Non si può dire certo che i doriani siani stati aiutati dalla fortuna, ma nello stesso tempo va elogiata la formazione danese che si rivela ben più insidiosa di quanto ci si attendeva alla vigilia. Partita bella e ricca di occasioni da rete per entrambe le squadre. I gol. Nel primo tempo al 17' Samp in vantaggio: punizione di Sammarco, una deviazione favorisce Delvecchio che in spaccata trafigge Zaza. Immediato il pareggio dell'Aalnborg con un potentissimo esterno destro di Prica su calcio di punizione che passa una selva di gambe e si infila nell'angolino alla sinistra di Castellazzi. Nella ripresa, proprio nel momento migliore dei doriani e prima dell'ingresso in campo di Montella, l'Aalborg passa in vantaggio al 10': altra gran botta dalla distanza, questa volta di Johansson, con Castellazzi viene tradito da una deviazione. Entra Montella e il suo peso in attacco si vede immediatamente. Al 17' arriva il pareggio proprio grazie a una sua gran giocata che si libera in area e crossa per Bellucci che di testa insacca. La Samp si scatena e comincia un vero e proprio tiro a bersaglio verso la porta dei danesi: al 20' un sinistro di Caracciolo esce di un soffio. In campo anche Volpi al posto di Zenoni.

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NAPOLI, 16 settembre 2007

inserito da Add.stampa il 17 Sep 2007

Diciamolo sottovoce, ma questo Napoli fa paura. Dopo i 5 gol all'Udinese, gli azzurri stendono anche la Sampdoria. Due a zero il risultato, con la firma di Zalayeta e Hamsik (migliore in campo). Certo, i blucerchiati erano in formazione molto rimaneggiata, e l'1-0 è nato da un incredibile errore in comproprietà tra Castellazzi e Bastrini; ma per il resto è stato dominio assoluto, soprattutto dal punto di vista fisico. E ora Napoli sogna: è terzo posto.
PAPERISSIMA - Bellucci poco prima del fischio d'inizio avverte problemi di stomaco e Mazzarri è costretto a gettare nella mischia il partenopeo Montella. L'emergenza per la Samp non finisce lì, visto che dopo un quarto d'ora anche Lucchini alza bandiera bianca dopo un contrasto durissimo con Blasi. Dal canto suo il Napoli tiene facilmente in mano il pallino del match. Lavezzi, come a Udine, svaria su tutto il fronte e i difensori blucerchiati con lui utilizzano spesso le maniere forti. Gli unici pericoli per la porta di Castellazzi giungono su palla inattiva: su un calcio di punizione di Hamsik, infatti, Zalayeta timbra la traversa di testa. L'uruguaiano, tuttavia, ha modo di rifarsi poco prima dell'intervallo. Ma la complicità del portiere della Samp è clamoroso, in combutta con Bastrini. Un gol in stile Gialappa's: lancio senza pretese dalle retrovie di Domizzi, Castellazzi chiama palla forse in ritardo e si scontra con il giovane difensore. Il "Panteròn" è lì, e non si lascia sfuggire l'occasione più invitante della carriera.
HAMSIK FENOMENALE - E' un Napoli che sta bene, soprattutto fisicamente. Tutto il contrario della Samp, che non riesce a imbastire mezza azione pericolosa e perde pure Bastrini per crampi. Il centrocampo azzurro, trascinato da un Blasi in versione cinque stelle lusso, sommerge quello blucerchiato. La partita diventa un assolo, o quasi. Nessuna grande occasione per il Napoli, ma tante punzecchiature. Zalayeta, Hamsik (che sfiora il gol direttamente da corner), Gargano: Mazzarri, di suo, non ha molte armi a disposizione per ribattere, e allora osserva la marea partenopea. Una marea che alla mezz'ora e spiccioli chiude i conti con Marek Hamsik: lo slovacco prende palla sulla trequarti, ottiene triangolo da Zalayeta, si beve la difesa della Sampdoria (o quel che ne rimane) e batte Castellazzi con un tocco di punta. Delirio al San Paolo, il Napoli vola al terzo posto.

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Mazzarri: \"Giornata sfortunata\"

inserito da Add.stampa il 17 Sep 2007

16 settembre 2007 - Un sconfitta ci può stare anche perché mi auguro che giornate sfortunate come questa capitino solo una volta all'anno". E' desolato Walter Mazzarri nel commentare il 2-0 subito al San Paolo complici errori e defezioni. "Malgrado tutto nel primo tempo avevamo costruito - ha aggiunto - e ci è mancata solo un po' di precisione sottoporta". In merito al possibile recupero degli infortunati in vista della partita di giovedì in Coppa Uefa con l'Aalborg ha dichiarato: "Temo di non poter recuperare nessuno. Sono tutti piuttosto seri compreso Lucchini che si è fermato oggi".

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Problema muscolare per Cassano

inserito da Add.stampa il 11 Sep 2007



9 settembre 2007 - Sospetto stiramento al flessore della coscia sinistra: è questa la prima diagnosi ufficiosa sull'infortunio subito oggi da Cassano, uscito k.o. al 43' del primo tempo nell'amichevole vinta per 3-2 (doppietta di Montella e rete di Kalu) a Bellinzona contro la squadra locale. Cassano salterà di sicuro la trasferta di Napoli e l'andata di coppa Uefa contro l'Aalborg. Da verificare il suo recupero per il derby del 23 settembre prossimo

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GENOVA, 2 settembre 2007

inserito da Add.stampa il 4 Sep 2007

Stavolta l'Aeroplanino non riesce a sbloccare l'attacco di Mazzarri, che tiene il barese in panchina per tutta la gara. A Marassi finisce 0-0 con una buona Lazio nel primo tempo

Esordio rimandato per Antonio Cassano, che ha visto dalla panchina lo 0-0 di Sampdoria-Lazio. Una partita equilibrata, con poche emozioni e tante defezioni.
ROCCHI E ZIEGLER - Delio Rossi è abituato da anni a fare miracoli con poche stelle, tanti onesti gregari e (ultimamente) con mezza difesa fuori causa per infortunio. Ma davanti al forfeit di Del Nero (il trequartista che dovrebbe sostituire Mauri) il tecnico improvvisa Manfredini come guardaspalle di Rocchi e Pandev. L'ex Chievo ci prova, ma è poco preciso, e non è un caso che l'unica palla gol del primo tempo laziale nasca dalla velocità d'esecuzione di Rocchi (tiro-ribattuta-missile sparato verso Mirante nel giro di un amen) e non da un'azione corale. La Samp soffre invece della sindrome che in genere colpisce quelli che affontano le squadre di Rossi: quella del "ho preparato un tipo di partita e mi trovo a farne un'altra". Si intuisce dal modo in cui si dispera Mazzarri, che vorrebbe più movimento da Ziegler. Lo svizzero lavora un solo pallone utile nel primo tempo, ma è una mina per Ballotta, che si salva dopo la deviazione di Bellucci.
MONTELLA SI', CASSANO NO - La Lazio, che sulle maglie presenta per la prima volta il logo della onlus Solidarietà e Speranza, va in riserva a metà ripresa. Non tanto per l'ingresso di Montella, tornato a Marassi otto anni dopo l'ultima apparizione in blucerchiato. Quanto per il nuovo modulo della Samp dopo l'ingresso di Sammarco: più copertura in mezzo e due punte di ruolo, Montella e Bellucci. La mossa della serata, se non fosse per l'espulsione di Ziegler. Che pareggia l'inevitabile calo di energie dei biancocelesti e toglie ogni possibilità a Mazzari di buttare nella mischia Cassano, alla prima panchina in A dopo tanto tempo. In realtà una chance la Sampdoria riesce a costruirla prima del recupero, ma Sammarco fallisce il "cucchiaio" in solitario dopo un bel contropiede.

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Mazzarri: \"Meglio nella ripresa\"

inserito da Add.stampa il 4 Sep 2007

2 settembre 2007 - Walter Mazzarri ha visto una buona Samp nella ripresa, ma non è soddisfatto del primo tempo dei suoi. "Nel primo tempo loro erano più freschi e veementi - spiega il tecnico della Sampdoria ai microfoni di Sky dopo lo 0-0 con la Lazio -. Noi abbiamo giocato giovedì, loro hanno avuto più tempo per recuperare le energie. In più c'era qualche assenza e qualcuno non era in condizione, non potevo fare tanti cambi. Nella ripresa è andata meglio, la supremazia territoriale è stata nostra, abbiamo giocato bene e creato occasioni importanti, ma anche nel primo tempo con Caracciolo e Bellucci siamo stati pericolosi. In ogni caso oggi affrontavamo una grande squadra come la Lazio, credo che la Samp abbia fatto bene. Abbiamo avuto occasioni anche clamorose, con un pò più di fortuna e anche cattiveria potevamo vincere, mi riferisco per esempio all'ultima chance che ha avuto Sammarco". Mazzarri è soddisfatto dei suoi. "Questa squadra ha superato du turni di Intertoto eoggi in difesa non ha concesso nulla ad un attacco molto forte comequello della Lazio". Non c'è stato l'atteso esordio di Cassano, rimasto in panchina. "Volevo fargli sentire l'umore della squadra e fargli capire cosa chiedo ai giocatori. L'ho portato in panchina anche per premiarlo, perchè si è allenato bene e si sta impegnando molto. Credo che lo avrò a completa disposizione contro il Napoli, dopo la sosta".

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Samp, avanti con Montella

inserito da Add.stampa il 31 Aug 2007

Nel ritorno dei preliminari di Uefa contro l'Hajduk Spalato i blucerchiati pareggiano 1-1. Dopo il rigore dell'attaccante qualche patema nel finale per il pareggio di Hrgovic. Venerdì i sorteggi

GENOVA, 30 agosto 2007 - La Sampdoria si è qualificata per il primo turno di coppa Uefa (20 settembre-4 ottobre, partite di andata e ritorno a eliminazione diretta). Nel ritorno dei preliminari contro l'Hajduk Spalato i blucerchiati hanno pareggiato 1-1 e grazie all'1-0 dell'andata in Croazia hanno passato il turno. C'è la firma di Montella, come cinque giorni fa a Siena in campionato, sul risultato di stasera. Un pareggio prezioso, quello dei blucerchiati, iscritti con pieno merito nel tabellone principale. Domani il sorteggio.
SORPRESE - Una bella Samp, che nonostante qualche sofferenza di troppo nel finale, contro i croati ha ottenuto il quinto risultato utile consecutivo dopo le tre vittorie di Coppa, preliminari compresi, e il successo di domenica scorsa a Siena in campionato. Protagonista, ancora una volta, l'ex romanista. In Toscana aveva colpito di destro, una rarità, con l'Hajduk di sinistro, ma dal dischetto. C'è qualche sorpresa nella Samp, dove Mazzarri presenta un centrocampo a cinque con Maggio a destra, Pieri a sinistra e Volpi, Palombo e Sammarco in mezzo. Davanti, accanto a Bellucci, c'è Montella, con Caracciolo seduto in panchina.
TRANQUILLITA' - L'accorgimento tattico dell'allenatore blucerchiato funziona, perché Maggio e Pieri sugli esterni propongono palloni interessanti sia per Montella che per Bellucci, con quest'ultimo che in avvio lascia partire un destro da fuori che termina di poco alto. L'Hajduk, che rispetto alla partita dell'andata ha cambiato sia allenatore che modulo, alza la testa a metà tempo, ma il destro da fuori di Linic viene deviato in angolo da Mirante. La Samp gioca con quande tranquillità, lascia sfogare i croati e punge con Bellucci e Montella, che tengono in costante apprensione gli spaesati centrali dell'Hajduk.
SPAZI - Al 33', meritatissimo, arriva il vantaggio della Samp con Montella, che mette alle spalle di Tomic un calcio di rigore concesso per atterramento di Maggio da parte di Zivkovic. Nella ripresa l'allenatore dei croati toglie un centrocampista per una punta, ma in campo c'è solo la Samp. Con il solito Montella, che negli spazi si muove benissimo, e Bellucci, che fa grande movimento e al 6' viene anticipato da Tomic al momento della battuta a rete. L'Hajduk ci prova, tenta di sfondare in mezzo ma Sammarco, Palombo e Volpi a centrocampo fanno un gran lavoro.
PUNIZIONE - Lavoro che al 25' mette Montella a tu per tu con Tomic, ma il portiere intercetta. Poi la squadra di Mazzarri tira i remi in barca, lo Spalato ci prova in un paio di occasioni da lontano e al 38', a sorpresa, trova la rete del pari con una punizione da fuori di Hrgovic. Ma non c'è più tempo. La Samp allunga la serie positiva è già pensa alla Lazio. In attesa di Cassano.

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Montella titolare contro l\'Hajduk

inserito da Add.stampa il 30 Aug 2007

28 agosto 2007 - Allenamento al Mugnaini per i blucerchiati in vista della gara di ritorno con l'Hajduk. Mazzarri non ha anticipato nulla sulla formazione che affronterà i croati, ma è probabile che Montella parta titolare, insieme a Delvecchio e Bellucci. "I quattro successi ottenuti sin qui - ha spiegato il tecnico - mi stanno bene, ma l'obiettivo deve essere quello di non accontentarsi mai". Cresce, intanto, l'allerta per i tifosi dell'Hajduk: a Genova saranno circa un migliaio.

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Mazzarri: \"Bravi a riprendere la gara\"

inserito da Add.stampa il 29 Aug 2007

Walter Mazzarri, allenatore della Sampdoria, commenta così la vittoria a Siena per 2-1: "Sarebbe stato un peccato non portare a casa i 3 punti, perchè abbiamo creato più degli avversari ma non siamo stati bravi nell'ultimo passaggio o nelle giocate decisive. Il nostro pubblico è stato eccezionale, sono contento per loro che aspettavano una vittoria in trasferta alla prima di campionato da molte stagioni".

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Uefa, la Samp vince 1-0decide Campagnaro-gol

inserito da Add.stampa il 16 Aug 2007

I doriani battono i croati dell'Hajduk Spalato fuori casa nell'andata del secondo turno preliminare di coppa Uefa. Rete del difensore, che devia la punizione messa in mezzo da Volpi. Tre legni per i padroni di casa

Hugo Campagnaro esulta dopo il gol dell'1-0.
SPALATO (Croazia), 16 agosto 2007 - La Sampdoria ha battuto 1-0 i croati dell'Hajduk Spalato nell'andata del secondo turno preliminare di coppa Uefa. Il gol decisivo è stato segnato in mischia dal difensore Campagnaro, appena entrato al posto dell'infortunato Accardi, al 44' su punizione messa in mezzo da Volpi. In precedenza i padroni di casa avevano colpito due traverse (punizione a due in area) ed un palo. Al 15' della ripresa è entrato in campo Montella, partito dalla panchina. Ancora pericoloso Campagnaro, che ha sfiorato il raddoppio.



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Trovato l\'accordo: arriva Cassano

inserito da Add.stampa il 14 Aug 2007

13 agosto 2007 - Antonio Cassano torna in Italia: giocherà nella Sampdoria in prestito per un anno. Trovato l'accordo a Madrid tra Marotta e Mijatovic. Allenamento pomeridiano per la Sampdoria, che in vista della partita di giovedì a Spalato ha alleggerito un po' i carichi di lavoro rispetto alla scorsa settimana. A parte continuano a lavorare Bonazzoli e Gastaldello. Domani in programma ancora un solo allenamento, al pomeriggio, prima del quale parlerà Mazzarri, e mercoledì partenza per la Croazia. Della partita e dell'ambiente che troveranno, ha parlato il capitano Sergio Volpi: "Sicuramente troveremo un bell'ambientino, ma ci faremo trovare preparati: dalla nostra c'è il lavoro svolto fino a oggi. I gol degli attaccanti mancano ancora? È solo un problema di condizione: col gioco che facciamo quest'anno stare davanti è dura fisicamente, quando le nostre punte staranno bene allora vedremo il loro valore reale. Cassano? No, in spogliatoio non ne parliamo, noi siamo tesserati della società, e aspettiamo che la società insieme al mister decidano cosa fare. Al momento stiamo pensando alla partita di giovedì, il resto lo vedremo".

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Hajduk, ecco dove prendere i biglietti

inserito da Add.stampa il 12 Aug 2007


11 agosto 2007 - L'Hajduk Spalato ha comunicato nella tarda serata di ieri le modalità di vendita dei tagliandi per l'incontro valido per l'andata del preliminare di Coppa Uefa. I sostenitori della Sampdoria potranno acquistare i biglietti per il Settore A dello stadio Poljud (riservato alla tifoseria ospite) direttamente presso i botteghini dell'impianto. Uno di questi sarà per l'appunto riservato esclusivamente ai tifosi blucerchiati. 100 kune, il prezzo dei singoli biglietti equivalenti a circa 15 euro (con l'opportunità di pagamento anche in euro).

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sabato 21 luglio 2007

inserito da Add.stampa il 23 Jul 2007


Soffre e si batte in un ambiente difficile la Samp, ma alla fine i blucerchiati di Walter Mazzarri espugnano Burgas grazie ad un gol di Stefano Lucchini. Sabato il ritorno a Marassi.

Lo aveva detto, Walter Mazzarri. Roba di qualche giorno fa, appena prima della trasferta a Burgas: «Non sarà una passeggiata, il Cherno More in questo momento corre più di noi e avrà dalla sua anche il calore del pubblico: ho già giocato in Bulgaria e lì si trovano sempre ambientini abbastanza caldi... ». Due sospensioni da cinque minuti l'una - lancio di carta prima e di seggiolini poi, rispettivamente all'inizio e alla fine del primo tempo -, due time-out anti caldo (e non è uno scherzo...) comandati dal direttore di gara a metà precisa delle due frazioni, il caldo (ai limiti dell'insopportabile) stesso e 5.000 tifosi bulgari completamente indiavolati sugli spalti. Basta e avanza per dar ragione alla previsione di mister Mazzarri, uno che però di fronte alle difficoltà si carica e, soprattutto, carica la squadra. Così si sperava, così è stato.

Un gol d'oro. E allora ecco che la Samp esce dalla bolgia di Burgas con un 1-0 ricoperto d'oro, risultato pesantissimo considerata la partita di ritorno in programma sabato prossimo a Marassi (si gioca alle 20.45), dove toccherà al Cherno More assaggiare voce e calore della Sud: e considerato che la vendita dei biglietti è partita col botto, facile supporre che la voce si levi alta. Sul campo, si è visto un incontro non spettacolare, molto frammentario, il Doria ha controllato le folate dei padroni di casa per colpire al momento giusto sugli sviluppi di un calcio piazzato.

Lucchini decisivo. E il gol partita arriva proprio da chi ti aspetti meno: non Bellucci, non Caracciolo, non capitan Volpi, ma Stefano Lucchini, l'ex empolese appena approdato alla Samp e subito schierato fra i titolari dal tecnico blucerchiato. Il numero 6 raccoglie sul secondo palo una punizione di Volpi (fallo su Koman lungo il lato corto dell'area) spizzicata da Caracciolo e batte - con la deviazione, forse decisiva, di Dimov - l'estremo difensore di casa Ilchev per quello che sarà il punto decisivo. Siamo al 48' del primo tempo. Prima del riposo, proprio Lucchini subirà un pestone alla caviglia destra (per lui trauma distorsivo-contusivo) e sarà costretto ad abbandonare il campo nei primissimi minuti della ripresa. Al suo posto Campagnaro, reduce da un fastidio muscolare.

La ripresa. Il secondo tempo si sviluppa sulla falsa riga dei primi 45': il Cherno More prova ad offendere, la Samp controlla in maniera piuttosto ordinata. Mazzarri manda in campo al 18' Ziegler per lo stanchissimo - e già ammonito - Koman, Spasov risponde al 35' togliendo Ricardo Pires per Kostadinov. La cronaca della seconda metà di gara recita un rigore chiesto dal Cherno More (4', per fallo di mano in area), un mezzo miracolo di Castellazzi sulla girata di testa ravvicinata di Fabiano ed un'iniziativa solitaria di Dzhorov terminata di un soffio a lato. Ma è ancora la Samp ad avere l'occasione più nitida, di nuovo nei dieci minuti finali: Caracciolo va via in contropiede, salta due avversari e serve Bellucci, il numero 11 salta il portiere ma è troppo defilato e non riesce a concludere a rete.

Sabato a Marassi. Sarebbe stato il colpo del definitivo ko, ma essere ingordi non porta buon consiglio e il 2-0 probabilmente sarebbe stato responso ingeneroso per il Cherno More. Meglio allora metter via quanto raccolto e ragionare su un ritorno - sabato prossimo a Marassi - a questo punto più che abbordabile. Di fronte al proprio pubblico per la prima volta in questa stagione e, probabilmente, con un Vincenzo Montella in più.

Cherno More Varna 0
Sampdoria 1
Rete: 48' p.t. Lucchini.
Cherno More Varna (4-5-1): Ilchev; Dzhorov, Tomash, Domakinov, Bachev; Georgiev (39' s.t. Manolov), Ricardo (33' s.t. Kostadinov), D. Da Silva, Dimov, Jovaldir (28' s.t. Andonov); Fabiano. A disposizione: Kolev, Aleksandrov, Stoyanov, M. Da Silva. Allenatore: Nikola Spasov.
Sampdoria (3-4-2-1): Castellazzi; Lucchini (2' s.t. Campagnaro), Sala, Accardi; Maggio, Palombo, Volpi, Pieri; Koman (18' s.t. Ziegler), Bellucci; Caracciolo (47' s.t. Foti). A disposizione: Mirante, Franceschini, Zenoni, Volta. Allenatore: Walter Mazzarri.
Arbitro: Sandmoen (Norvegia).
Assistenti: Haglund (Norvegia) e Vangen (Norvegia).
Quarto uomo: Vagner (Ungaria).
Note: ammoniti al 7' p.t. Koman, al 25' p.t. Ferreira, al 41' p.t. Accardi, al 44' p.t. Bellucci, al 9' s.t. Dzhorov, al 10' s.t. Palombo, al 37' s.t. Andonov e al 40' s.t. Ziegler; spettatori 5.000 circa, una cinquantina quelli al seguito della Sampdoria; recupero p.t. 8', s.t. 4'.

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Vincenzo

inserito da Add.stampa il 13 Jul 2007

venerdì 13 luglio 2007
L'Aeroplanino torna a Genova: «Ricordo tutto, questa maglia mi è rimasta nel cuore. E garantisco: non sarò giovanissimo, ma ho entusiasmo da vendere e moltissimo da dare».

I tifosi lo hanno sognato fin dal primo momento in cui la notizia è trapelata, qualcuno ha tirato fuori dal cassetto la vecchia maglia, altri sono andati a comprarsene una nuova, sperando di stamparci sopra il numero 9 col suo nome. Oggi, le speranze sono certezze, i sogni realtà: Vincenzo Montella torna ad essere un giocatore della Sampdoria, dopo otto anni.
«Sono molto, molto contento - racconta l'Aereoplanino al cellulare -, Genova e la Samp non le ho mai dimenticate, nonostante la lontananza. Ho un ottimo ricordo dei colori blucerchiati, si era creato un fortissimo legame tra me, la società e la gradinata Sud, spero di rinforzarlo ulteriormente. Mi dispiace di lasciare la Roma, coi giallorossi sono stato benissimo, trascorrendo anni impossibili da dimenticare». Montella prosegue: «La Samp aveva e ha un ambiente sano, una tifoseria esaltante, avevo anche un fantastico rapporto con la vecchia dirigenza e credo proprio che le cose siano rimaste uguali...».
La trattativa: «Tutto è nato circa 15 giorni fa - racconta Top Gun -, l'idea è arrivata e l'abbiamo valutata attentamente. Sia io che le due società andavamo nella stessa direzione ed eccoci qui...». A 33 anni, non è facile essere ancora protagonisti, ma Montella non ha paura. Sa che la Sampdoria può davvero rilanciarlo: «Non sono vecchissimo - ammonisce Vincenzo -, ma nemmeno giovanissimo e lo so. Però ho voglia di divertirmi e ho entusiasmo da vendere per dare ancora molto a questa maglia, ci metterò tutto quel che posso».
Mazzarri lo aspetta a braccia aperte, con tutta la squadra. «Il mister lo conosco dai tempi di Empoli, ma arrivo in punta di piedi e mi metto a sua disposizione per qualunque esigenza tattica. Il mio unico obiettivo è giocare e dare il massimo».
Qualcuno dice che Montella, almeno nell'immaginario dei tifosi, sostituirà Francesco Flachi. L'Aereoplanino risponde così: «A me dispiace solo per Flachi che è un bravissimo ragazzo al quale auguro ogni bene; per il resto, non devo sostituire proprio nessuno: sono solo un giocatore che ha grandi motivazioni per contribuire nel miglior modo possibile alla causa della Sampdoria. E lo farò con tutto il mio entusiasmo».

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Montella alla Samp: fatto

inserito da Add.stampa il 13 Jul 2007

Montella alla Samp: fatto
12 luglio 2007 - Buone notizie per l'arrivo di Montella alla Samp, da considerarsi ormai cosa fatta. Manca solo l'annuncio ufficiale, dopo l'incontro odierno fra i due club, atteso in serata o al più tardi domani. Ancora da definire le modalità e i tempi della presentazione dell'attaccante, al ritorno alla Sampdoria. Intanto, lungo lavoro tattico anche oggi a Moena. Hanno lavorato a parte Caracciolo (affaticamento muscolare al polpaccio destro), Gastaldello e Bonazzoli. Un emissario della Sampdoria si è già recato in Bulgaria per prendere contatti con il Cherno More Varna, il club che (probabilmente) affronterà i blucerchiati nel terzo turno dell'Intertoto. A meno di improbabili colpi di scena (i bulgari hanno vinto 4-0 all'andata in trasferta contro il Makedonija), la Samp dovrebbe giocare la prima gara nella città di Burgas (lo stadio di Varna non ha l'omologazione-Uefa) sabato 21 luglio, con inizio alle ore 17 italiane. Grande spavento, ma pericolo già rientrato per il portiere blucerchiato Mirante, che stasera durante la corsa con i compagni nei boschi sopra Moena ha accusato all'improvviso una reazione allergica (alle graminacee, si è scoperto più tardi), iniziando a gonfiarsi in tutto il corpo. Subito trasportato in ospedale, il giocatore è stato dichiarato fuori pericolo. (f.g.)

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Grazie Presidente Addio Quaglia

inserito da Add.stampa il 23 Jun 2007

Addio Quaglia,grazie per i bei gol che ci ha regalato.
Averti e' stata un'illusione.
Grazie Presidente.

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QUAGLIARELLA

inserito da Add.stampa il 8 Jun 2007

Preferisce quindi tornare con la mente a Kaunas; quando Quagliarella negli spogliatoi lo ha abbracciato ringraziandolo: "E' il rispetto delle parti; lui ha fatto un'ottima gara come gli altri; con il suo gesto si è sentito di ringraziare anche i compagni. Mi fa davvero piacere che Fabio abbia segnato due reti di ottima fattura. Ma mi fa anche piacere che la squadra abbia disputato una bella gara: nessuno ha demeritato; mi dispiace di non avere dato a tutti una chan

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La Fiorentina batte la Samp (5-1)

inserito da Add.stampa il 27 May 2007

La Fiorentina batte la Samp (5-1)con i gol di Mutu, Montolivo, Pazzini e Reginaldo (2), quasi una "promessa" per la prossima stagione. Ai blucerchiati non baste Quagliarella

Pazzini difende palla contro Sala. Grazia Neri
FIRENZE, 27 maggio 2007 - La Fiorentina celebra un campionato strepitoso, penalizzazione a parte, con una vittoria rotonda e meritata contro una Sampdoria disarmata: probabilmente Walter Novellino avrebbe gradito un altro tipo di prestazione per la sua ultima panchina doriana, ma contro la Fiorentina vista oggi c’era ben poco da fare.
LA PARTITA - La partenza dei viola è bruciante: al 5’ è già tempo di esultare per il Franchi. Montolivo trova in profondità Mutu, che ubriaca Accardi in uno contro uno e appena entrato in area sgancia un gran destro nell’angolino basso per l’1-0 della Fiorentina. I padroni di casa giocano un gran calcio per 20’, mentre la squadra di Novellino non riesce a pressare i giocolieri di Prandelli. Tocchi di prima, sovrapposizioni, tagli: tutto fatto molto bene. L’allenatore blucerchiato chiama il raddoppio di marcatura su Mutu, e allora a fare 2-0 ci pensa Montolivo. Il giovane fantasista viola batte Castellazzi con il sinistro di controbalzo sul bel lancio di Liverani: rete splendida, applaudita anche dal partente Toni, seduto a bordocampo. Nella Samp si fa male Pieri, che deve lasciare il posto al giovane Soddimo dopo un contrasto con Liverani: il ritmo cala vistosamente, e i doriani ne approfittano per ridurre lo svantaggio. La firma è dell’unica punta schierata da Novellino, Quagliarella: ottima la difesa del pallone e il destro dal limite al 40’, che tiene aperto il discorso almeno nel punteggio.
La ripresa inizia di nuovo con una grande Fiorentina: bastano 4’ a Pazzini per trovare la rete, il merito è ancora di un Mutu strepitoso che gli serve l’assist di esterno destro. I doriani non hanno le risorse mentali e fisiche per cercare la rimonta, e la squadra di Prandelli incassa le ovazioni dei tifosi per tutto il secondo tempo nonostante il ritmo sia sceso notevolmente. Il tecnico dei toscani ne approfitta per concedere applausi a Mutu, Jorgensen e Pazzini, dentro Reginaldo, Gobbi e Santana, mentre Novellino dà spazio ai giovani Koman e Romeo. Il brasiliano Reginaldo, visto il clima di festa, decide di regalarsene una sua personale: al 27’ con uno diagonale secco dopo l’uno contro uno su Accardi firma il quarto gol della Fiorentina, mentre nel primo minuto di recupero regala una perla incredibile: lancio per lui in area, sullo stop riesce a lobbare Accardi, incolpevole, e si presenta davanti a Castellazzi battendolo ancora di destro. Ora la festa è totale, anche per il patron Della Valle che si ripresenta nella popolarissima tribuna d’onore dopo il Fiorentina-Parma dello scorso settembre.

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Samp, vittoria per Volpi e Novellino

inserito da Add.stampa il 21 May 2007


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I blucerchiati s'impongono sul Catania grazie a una rete di Zenoni, su cui però Pantanelli ha grosse responsabilità. Nel finale espulso Silvestri per una gomitata a Pieri. Passerella per Novellino e Volpi all'ultima gara al Ferraris.

Il tiro di Zenoni supera Pantanelli. Pegaso
GENOVA, 20 maggio 2007 - I tifosi avevano chiesto una vittoria e vittoria è stata. La Sampdoria supera il Catania grazie a una rete di Zenoni e si congeda dal pubblico del Ferraris con tre punti inutili dal punto di vista della classifica ma importanti per chiudere col sorriso e ricominciare. Era la giornata degli addii di Novellino e Volpi, allenatore e capitano della Sampdoria degli ultimi 5 anni: due pezzi da novanta che se ne vanno e testimoniano la fine di un ciclo. Maiuscola la prestazione di Quagliarella, che da solo ha retto tutto il peso dell’attacco. Il Catania voleva almeno un pareggio, ha provato a controllare la partita ma ha patito la maggiore aggressività del centrocampo blucerchiato. Il pareggio della Reggina a Empoli complica i giochi in coda, un punto a Genova sarebbe stato importante.
PALO DI DELVECCHIO - Novellino deve fare i conti con i tanti assenti e si porta due giovani della Primavera, Calzolaio e Arnulfo, in panchina. Nel Catania invece Mascara scende in campo con un vistoso cerotto a protezione del naso. Il 4-1-4-1 conferisce grande solidità alla Sampdoria: in particolare i centrocampisti guidati da Volpi e Palombo sono molto aggressivi e costringono i catanesi all’errore in fase d’impostazione. In avanti Quagliarella, supportato da Franceschini e da Del vecchio, cerca di rendersi pericoloso. Il suo colpo di testa al 5’ è bloccato a terra da Pantanelli. La palla gol più clamorosa arriva però al 18’ quando Delvecchio, dopo uno scambio con Volpi, colpisce il palo alla sinistra del portiere ospite. Il Catania? Dopo i primi venti minuti di grande difficoltà, prende coraggio e va vicino al gol con Baiocco: il suo tiro dal limite viene messo in angolo da un grande intervento di Castellazzi.
ERRORE DI PANTANELLI – La Samp riesce ad andare in vantaggio con un tiro di Zenoni che non aveva grosse pretese: Pantanelli non copre il primo palo, il pallone sbuca sorprendendolo. Pesanti quindi le sue responsabilità. Il Catania a quel punto si riversa in avanti con la forza della disperazione ma sulla sua strada trova un Castellazzi formato super. Il portiere si esalta sui tiri di Mascara e sul colpo di testa di Cesar. Stovini salva nel finale su Ziegler liberato al tiro da Quagliarella. Al 90’ le residue speranze del Catania s'esauriscono con l'espulsione di Silvestri per una gomitata a Pieri. La salvezza dista pochi punti. Ma bisogna farli.

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Novellino: \"I conti si fanno alla fine\"

inserito da Add.stampa il 14 May 2007

13 maggio 2007 - Walter Novellino difende la sua squadra nonostante la sconfitta di Livorno significhi l'addio alla zona Uefa: "Quello che ci è successo quest'anno è incredibile e allora io chiedo rispetto per quello che abbiamo fatto. I conti si fanno alla fine e noi abbiamo il dovere di finire bene questo campionato, ma quest'anno davvero la fortuna non è stata dalla nostra parte".
I toscani dominano a lungo la Sampdoria, ma riescono a trovare il goldi Filippini che può valere la stagione solo al 27' della ripresa. I liguri dicono addio alla zona Uefa
Finisce 1-0 tra Livorno e Sampdoria, un risultato che può valere la salvezza per i toscani che ora hanno tre punti di margine sul terz'ultimo posto condiviso da Reggina e Chievo. I liguri invece non capitalizzano lo stop del Palermo e hanno ora 6 punti da recuperare in due turni per l'ultimo posto disponibile in zona Uefa. Partita quasi sempre a senso unico coi padroni di casa che hanno però faticato in fase di finalizzazione fino alla rete decisiva del 27' della ripresa di Filippini. Per il Livorno, che era reduce da tre sconfitte consecutive, si tratta della prima partita dal 28 febbraio in cui riesce a mantenere la porta inviolata. L'imbattibilità di Castellazzi invece si è chiusa dopo 288 minuti.
PRIMO TE MPO - L'azione più pericolosa dopo 55 secondi: Fiore allarga bene sulla destra per Lucarelli che carica l'esterno ma manda alto sulla traversa da buona posizione. L'attaccante deve rinviare una volta di più l'appuntamento con il gol numero 100 in maglia amaranto. Il Livorno è più intraprendente, ma a volte ci mette troppa foga. Per tutto il primo tempo tempo si cerca Lucarelli in ogni modo, ma le emozioni arrivano col contagocce. Il bilancio al riposo è di 8 corner a 1 per il Livorno e di 6 tiri verso la porta a 2.
SECONDO TEMPO - Novellino, che è arrivato a 184 panchine con la Sampdoria ed è ora solo alle spalle di Boskov nella lista all-time, inserisce prima Zenoni e poi Franceschini, ma non cava un ragno dal buco. Il Livorno domina, sulle corsie laterali Balleri e Filippini fanno il vuoto proponendo cross su cross. Bravi sono i centrali blucerchiati, Falcone su tutti, a sventare ogni assalto. Al 27' l'azione decisiva: Fiore tira dal limite dell'area, Castellazzi ribatte, Filippini prova da più vicino e Castellazzi si ripete; ancora Filippini, all'11° centro in carriera in A, a questa volta è gol. Spinelli accusa un mancamento, ma dopo qualche minuto ritorna in tribuna. In svantaggio la Sampdoria si scuote, ma Quagliarella è troppo solo e prima della fine non scaturisce neanche un'azione da gol.
MATCH WINNER - Antonio Filippini a caldo è entusiasta: "Era troppo importante vincere, siamo molto contenti. Non c'è ancora la matematica, docciamo tenere duro ancora due settimane. La Uefa ha pesato abbastanza, quasi mezza squadra ha giocato oltre 40 partite, però quello che conta oggi è avere ottenuto un risultato che potrebbe essere decisivo per la nostra stagione. Il mio futuro? Sto volentieri a Livorno, ho un altro anno di contratto".

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GENOVA, 6 maggio 2007

inserito da Add.stampa il 6 May 2007

Un punto per uno non fa male a nessuno. Ma Sampdoria-Reggina dura solo 45 minuti, il primo tempo. Nella ripresa sembra proprio che le due squadre si accontentino del punticino che, da un lato, tiene in corsa la Samp per una Uefa a dire la verità difficile, e dall’altro mantiene la Reggina nel gruppone delle quartultime, un punto sopra il Siena, che oggi sarebbe retrocesso. Ma gli amaranto devono ringraziare soprattutto il loro portiere Campagnolo, che ha salvato almeno 4 palle gol nitide per la Samp.
TABÙ - Marassi era tabù per la Reggina: gli amaranto erano sempre usciti sconfitti dal Ferraris e Mazzarri, nelle due precedenti trasferte, avevano rimediato solo belle prestazioni ma nulla più. E allora anche un punto può far bene, morale e classifica. Novellino deve fare i conti con altri infortunati. Dopo aver perso Volpi proprio alla vigilia, per un dolore alla caviglia destra, non può contare nemmeno su Bazzani, k.o. proprio nella rifinitura sotto il diluvio del Marassi. A questo punto, il tecnico invece di tornare al consueto 4-4-2, sceglie il 4-1-4-1 con Palombo in regia davanti alla difesa, e il solo Quagliarella in attacco. Il giovane Koman (classe 1989, 18 anni appena compiuti, l’ultimo dei giovani lanciati dai doriani) sulla destra. La Reggina, reduce da 5 risultati utili consecutivi (che oggi diventano 6) e dal successo di Ascoli, che le ha permesso di superare il Chievo (la prossima settimana c’è proprio Reggina-Chievo) schiera il consueto 3-4-2-1, con Nardini che vince il ballottaggio a destra con Esteves, Gazzi e Di Dio.
MEGLIO LA SAMP - L’inizio di gara è tutto della Samp, che, con Parola davanti alla difesa, sembra trovare un buon equilibrio. E con Quagliarella e Koman che dalla sinistra creano numerosi pericoli. Non è un caso che Campagnolo debba superarsi due volte sulle due conclusioni dalla distanza (9’ e 13’) dell’attaccante blucerchiato. Dopo un certo equilibrio, appare strana la scelta di Novellino, che al 27’ fa entrare Ziegler al posto del giovane Koman, che anzi fino ad allora non aveva demeritato. La Reggina piano piano prende le misure, ma non riesce mai a rendersi pericolosa. Nel finale anzi ci riprova la Samp, con Quagliarella ma soprattutto (39’) con Parola e Palombo che nella stessa azione non riescono a segnare, il primo per l’ennesima parata di Campagnolo, il secondo perché sparacchia alto. Dubbi proprio al 44’ per un fuorigioco fischiato ad Amoruso che era in linea, mentre Bianchi che era in offside non partecipava all’azione. L’attaccante amaranto sarebbe andato in porta.
NULLA DA DIRE - Piove sul bagnato per Novellino. Anche Falcone k.o.: al suo posto all’inizio della ripresa entra Sala. E subito la Samp inizia di nuovo aggressiva, ma trova ancora sulla sua strada super Campagnolo. Al 4’ bella palla di Delvecchio dal fondo per Ziegler, che tutto solo schiaccia di testa a botta sicura, ma il portiere si supera con un vero e proprio miracolo. Da allora in verità la partita non dice molto di più, con il solo Quagliarella che si danna l’anima per un gol che meriterebbe davvero. L’unico pericolo per Castellazzi è un cross sbagliato di Tedesco (33’) che diventa un tiro, ma il portiere è attento e mette in angolo. E l’unica emozione è il cartellino – sacrosanto – per Aronica che era diffidato e salterà il Chievo. Mazzarri è una furia, Ayroldi non può che cacciarlo via. Due pedine importanti in meno per lo scontro salvezza di domenica. E proprio all’ultimo secondo, proprio al 46’, ancora Campagnolo salva su un bel colpo di testa del nuovo entrato, Romeo: riesce a respingere d’istinto proprio sulla linea.

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SIENA, 29 aprile 2007

inserito da Add.stampa il 30 Apr 2007

La Samp torna al successo fuori casa (non vinceva dallo scorso 18 febbraio, 1-0 a Parma) con una prestazione concreta e autoritaria: 2-0 sul Siena con gol di Maggio e Delvecchio. Seconda vittoria consecutiva per la formazione di Novellino che alla qualificazione Uefa ci crede sempre più.
BAZZANI IN TRIBUNA - La sorpresa dell’ultim’ora è l’assenza di Fabio Bazzani, costretto a dare forfait a causa del mal di schiena. Novellino sposta quindi Quagliarella a fare la prima punta in un 4-1-4-1 dove Palombo davanti alla difesa cerca di sostituire al meglio lo squalificato Volpi. Maggio sale a centrocampo con alle sue spalle Cristiano Zenoni. Beretta deve rinunciare agli infortunati Konko, Maccarone e Locatelli e punta forte sulla coppia d’attacco Chiesa-Corvia, con Antonini e Alberto a spingere sulle fasce.
MAGGIO DA APPLAUSI - L’inizio del match sembra promettere bene. Già al 2’ Quagliarella tenta la girata in area che meriterebbe miglior precisione. Ma è un fuoco di paglia. Le due squadre si accontentano di giocare a ritmi decisamente bassi e mantengono un atteggiamento compassato. Quagliarella è servito poco e male, e i centrali del Siena non vanno mai in affanno. Dopo i primi venti minuti si scuote dal torpore il Siena per merito dell’intraprendenza di Antonini. La formazione toscana si fa preferire per la qualità della manovra, non eccelsa, ma intelligente e quando riesce a sfruttare le fasce ecco arrivare le cose migliori. Al 20’ Chiesa semina il panico in area ma l’assist per Corvia coglie il giovane attaccante in controtempo. Al 33’ sempre Chiesa libera in area Alberto anticipato al momento del tiro dal tempismo di Pieri. Al 37’ Galloppa inventa un pallonetto che scavalca tutta la difesa blucerchiata. Chiesa tutto solo davanti a Castellazzi spreca tutto con un destro inguardabile. Gol sbagliato, gol subito. E’ il minuto 39 quando Parola crossa dalla sinistra, Quagliarella tocca il pallone che finisce a Maggio. L’ex-difensore della Fiorentina si avvita e con una splendida girata batte Manninger. Il Siena potrebbe pareggiare appena un minuto dopo ma Corvia mette alle spalle di Castellazzi in posizione di fuorigioco.
DELVECCHIO CHIUDE IL MATCH - Nel secondo tempo Siena a testa bassa a caccia del gol del pareggio. Ci va vicinissimo Rinaudo al 9' quando ad un metro dalla porta non riesce a concludere a rete. Risponde la Samp con Ziegler, subentrato ad un evanescente Franceschini, che scheggia il palo al 13’ con una potente conclusione dal limite dell’area. Valzer delle sostituzioni. Beretta inserisce Frick ed Eremenko per Chiesa e Alberto. Novellino manda in campo Sala per Falcone e l’uruguaiano Olivera per Zenoni. Arrivano tre occasioni in serie tra il minuto 24 e il minuto 26 per il Siena con Corvia, Antonini e ancora Corvia ma l’imprecisone degli attaccanti bianconeri permette alla Samp di non capitolare. E’ il momento migliore della formazione di Beretta che col passare del tempo si spegne lasciando praterie al contropiede dei blucerchiati. Ne approfitta ad un minuto dal termine Del vecchio che dopo aver dribblato Rinaudo in area batte Manninger per il 2-0. Si complica la situazione in classifica per i toscani che confermano di fare più fatica a far punti in casa che in trasferta.

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La Samp lancia lo sprint Uefa

inserito da Add.stampa il 24 Apr 2007


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I blucerchiati chiudono il primo tempo in vantaggio grazie a Ziegler, ma poi cedono di schianto e incassano il pareggio di Riganò. Nel finale lo scatto decisivo: Franceschini e Delvecchio firmano il 3-1
Reto Ziegler, 21 anni, ha segnato il suo primo gol in serie A. AnsaGENOVA, 21 aprile 2007 - Soffre per metà gara ma vince. La Sampdoria non è guarita dalla crisi che ha attraversato la sua stagione ma il successo sul Messina (3-1 con i gol di Ziegler, Riganò, Franceschini e Delvecchio) consente a Novellino di lanciare la sfida a Udinese e Fiorentina per il posto in coppa Uefa.
TIRO AL BERSAGLIO L'aspetto più preoccupante del primo tempo messinese è l'atteggiamento con cui i giocatori affrontano la Sampdoria: lontano anni luce da quello che una pericolante dovrebbe assumere in questo momento della stagione. Zanchi, Alvarez e Lavecchia inanellano errori in serie. Ziegler non si fa pregare e punta l'incrocio dopo un regalo dell'honduregno che vale l'1-0. Il fendente di Riganò, subito dopo il gol, è l'unica fiamma scaturita dal primo tempo dei siciliani. Il resto è un tiro al bersaglio su Paoletti che riesce quantomeno a salvare l'onore.
STIMOLI Il peccato della Samp è grave perché affrontare la ripresa senza mordente è come consegnarsi al nemico. Di fatto il Messina si rianima più per demeriti della Samp che per meriti propri. E torna in gioco con il suo impagabile capitano, che non è solo puntuale nella deviazione sull'assist di Masiello, ma si fa apprezzare anche in difesa, salvando Paoletti su un colpo di testa di Bazzani. La sicurezza del Messina aumenta con il passare dei minuti. Giordano si accorge che sulla strada di un'impresa impossibile (la salvezza in un ambiente scosso dalle polemiche e turbato dal caso Fabiani) gli si è parata davanti un'opportunità unica. Ma viene tradito da Cordova, che s'impappina davanti a Castellazzi e spreca la palla dell'1-2. La Samp ringrazia, si scuote, riesce a concludere un sorpasso incredibile. Franceschini firma il 2-1 in seguito a un clamoroso errore di posizione della difesa giallorossa su calcio d'angolo. Poi tocca a Delvecchio infliggere una punizione fin troppo pesante ai siciliani chiudendo un contropiede (condito da esultanza polemica sotto la curva) a pochi minuti dalla fine.

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UDINE, 18 aprile 2007

inserito da Add.stampa il 19 Apr 2007

L'attaccante bianconero segna su rigore il gol numero 14 e risolve la sfida con la Sampdoria, troppo sterile in attacco. Ora i friulani puntano alla zona Uefa

Il rigore decisivo realizzato da Iaquinta. Lapresse
- Un rigore di Iaquinta è sufficiente all’Udinese per incamerare la seconda vittoria consecutiva (dopo il 2-1 di sabato al Chievo) e cominciare a pensare ad una possibile qualificazione in Uefa. La Sampdoria non demerita, i segnali di ripresa dopo la batosta di Roma ci sono, ma il suo attacco è troppo poco incisivo per conquistare il pareggio.
IAQUINTA RECORD I bianconeri festeggiano la quattordicesima rete stagionale di Vincenzo Iaquinta: per l’attaccante calabrese è il record in serie A (si era fermato a quota 13 nel campionato 2004/’05). Un rigore battuto magistralmente dall’azzurro: rasoterra a fil di palo, che si infila sulla destra di Berti, che pure ne aveva intuito la traiettoria. Il calcio dal dischetto si è dimostrato decisivo in una partita in cui entrambe le squadre hanno macinato gioco e chilometri, ma hanno fatto vedere poche conclusioni in porta pericolose.
GIOVANI Una piccola consolazione per Novellino arriva guardando ai giovani: a Udine il tecnico blucerchiato inserisce per la prima volta dall’inizio il diciottenne Vladimir Koman e l’ungherese (nato in Ucraina) tiene il campo bene, prima di essere sostituito in apertura di ripresa da Franceschini. Esordio in serie A a 20 anni per il giovane della Primavera Alessandro Romeo, anche lui volenteroso.
LA PARTITA La prima occasione ce l’ha l'Udinese al 10' con un calcio d'angolo di D'Agostino e colpo di testa di Motta con Berti che para ma non blocca e poi si salva con un po’ di incertezza. Tocca poi a Zapotocny, con un tiro dal limite di poco sopra la traversa. La Samp si fa avanti, ma quando non ci arriva la difesa friulana c’è De Sanctis, come al 19' quando intercetta un cross di Koman indirizzato a Bazzan.
Nella ripresa, dopo il rigore di Iaquinta, diventa fondamentale l’apporto di De Sanctis, sempre pronto e attento, e in particolare abile in due interventi su Maggio, al 9’ su un tiro da fuori area e al 32’ quando anticipa il doriano, imbeccato da un tacco di un Quagliarella attivo, ma non sempre fortunato. I doriani creano molto, ma i difensori bianconeri sono bravi a chiudere gli spazi. Novellino si sbraccia, la sua mimica facciale vale da sola il prezzo del biglietto, ma non raccoglie neppure un punto.

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15 aprile 2007 -

inserito da Add.stampa il 16 Apr 2007

"Mi dispiace molto per la mia espulsione, io vivo la partita in un certo modo e credo che vada capito anche lo stato d'animo degli allenatori". Così Walter Novellino subito dopo la netta sconfitta incassata dalla sua Sampdoria sul campo della Roma. Infastidito dallo 0-4, ma soprattutto dall'espulsione decisa da Morganti, il tecnico blucerchiato sfoga la sua amarezza. "Oggi abbiamo perso una partita nella quale abbiamo fatto tanti regali alla Roma, ero arrabbiato con i miei perché avevamo preparato bene la gara - spiega Novellino -, l'arbitro mi ha cacciato e questo mi è dispiaciuto molto, non me lo meritavo. Tra l'altro abbiamo preso il 2-0 non so come, forse Totti era in fuorigioco. Credo che da parte degli arbitri serva un po' più di pazienza, va capito l'atteggiamento e la tensione di un allenatore. Tra l'altro oggi avevo 8 centrocampisti centrali e nessun laterale, avevo grandi tensioni. Da parte degli arbitri il rispetto non manca, la pazienza sì".

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GENOVA, 7 aprile 2007

inserito da Add.stampa il 12 Apr 2007

Il diciottenne nato in Ucraina, all'esordio in A, regala al bomber l'assist per il gol-partita. Il Torino, senza idee e tradito da Rosina, interrompe la striscia positiva

Emiliano Bonazzoli, 28 anni, decisivo nonostante la mano fasciata. SportImage
- Google e YouTube non aiutano. I motori di ricerca, incaricati di trovare informazioni su "Vladimir Koman", offrono solo qualche dozzina di siti in ungherese e un paio di forum di tifosi sampdoriani. Eppure la giovane stella della Primavera blucerchiata, maggiorenne da meno di un mese, è per un weekend l'uomo immagine della Samp: all’esordio in A (da titolare, se non bastasse) gioca una partita di corsa e idee, inventando l’assist per il gol di Bonazzoli. Tanto basta per regalare un bel sabato di Pasqua a Marassi, non certo divertito da una brutta partita: Sampdoria con poca fantasia, Torino tradito da Rosina e quasi mai pericoloso.
MONOLOGO SAMP - E dire che la partita era stata presentata come un faccia a faccia tra Novellino e De Biasi: cinquantenni o poco più, compagni di banco al corso allenatori di Coverciano, poco pubblicizzati dai media. Due generali diversi per carattere ma uniti da un destino comune: fare fortuna solo a metà classifica, senza chance per affacciarsi in Europa. A Koman però bastano 10 minuti per spostare su di sé i riflettori: largo a destra comincia presto a fare gioco approfittando della falsa partenza del Torino. A sinistra Zenoni è ancora più convincente e al 10’ Quagliarella va vicino al vantaggio: corner da destra e stacco di testa alto. Per il gol è solo questione di minuti: al 17’ Koman vede il taglio in verticale di Bonazzoli e il bomber blucerchiato, in campo con un tutore alla mano infortunata, batte Abbiati in uscita per il gol del vantaggio. Qui la partita, invece di animarsi, si addormenta: il Toro, mai illuminato da Rosina, non reagisce e la Samp continua a fare gioco senza mai trovare la porta. Tra la mezz’ora e la fine del primo tempo ci provano in tanti (Quagliarella, Koman, ancora Quagliarella, Palombo) ma Abbiati non si sente mai davvero in pericolo.
TANTA NOIA- L’inizio ripresa per il Toro è un’illusione: De Ascentis e Barone regalano qualche idea nuova in mezzo al campo e Bovo al 12’ va vicino all’incrocio su punizione. La Samp però si riprende e si organizza, ricominciando a far girare palla in mezzo al campo col solito Volpi. De Biasi, sull’orlo della disperazione, chiede aiuto a Stellone sperando di dare una mano sulla trequarti a Rosina: l’ex Genoa però non incide e nella seconda metà della partita per contare i tiri in porta (e le occasioni da gol) bastano e avanzano le dita di una mano. La Samp prende atto e sigilla con il possesso palla il ritorno alla vittoria dopo 4 partite di astinenza, mentre De Biasi torna a Torino con tanti problemi nella testa e un uomo in meno per la sfida di domenica con l’Atalanta: è Roberto Muzzi, espulso per doppia ammonizione a due minuti dalla fine.

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Chievo e Samp non rischiano

inserito da Add.stampa il 2 Apr 2007


Al Bentegodi è partita vera solo per un tempo, con le due squadre che mettono in campo le armi migliori: il Chievo il collettivo, la Samp Quagliarella, che inventa un gol da cineteca
Fabio Quagliarella, 23 anni, attaccante. PegasoVERONA, 1 aprile 2007 - Chievo-Quagliarella 1-1 (guarda la sintesi). Il primo tempo, in estrema sintesi, è questo. Con un Chievo nella classica versione Del Neri, veloce sulle fasce e in grado di portare coralmente a creare pericoli in area i suoi attaccanti, termine con il quale vanno intesi non solo i vivacissimi Bogdani e Pellissier ma anche un Brighi efficacissimo negli inserimenti. E con una Samp che si affida alle individualità, Qualgliarella in testa.
COLPO DI GENIO - Già, perché il 4-1-4-1 architettato da Novellino fa del regista Volpi un centromediano troppo arretrato e lontano dal gioco, e toglie ispirazione alla squadra. Ci vuole dunque il genio del blucerchiato più talentuoso per trovare il gol da più di 40 metri, frutto di un'intuizione istantanea su un rimpallo che produce un astuto tiro in grado di battere uno Squizzi nemmeno mal piazzato. Ma il Chievo non ci sta: a ragione, perché non merita assolutamente lo svantaggio. E pazienza se il pari arriva in modo un po' fortuito, con Brighi che riprende una respinta della traversa su Bogdani e segna con l'aiuto del palo: si va al riposo sul pari.
RIPRESA ALLA CAMOMILLA - Nella ripresa si vede una Samp più intraprendente, e le occasioni si alternano con equilibrio. Poi, però, nonostante i cambi (compreso l'innesto di Luciano da parte del Chievo) i ritmi rallentano, e con loro le conclusioni. Già alla mezzora l'impressione è che alle due squadre vada bene così, col pari sull'1-1, e le conclusioni non si vedono più. Si tira la fine della gara, e il punticino spinge i padroni di casa un po' più verso la salvezza e la Samp in posizioni più vicine all'Uefa.

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La Samp in 10 resiste al Palermo

inserito da Add.stampa il 19 Mar 2007


A Marassi finisce 1-1. I blucerchiati perdono Falcone (espulso al 36'), nella ripresa subiscono all'8' la rete di Cavani, ma in tre minuti Quagliarella pareggia sfruttando una papera di Agliardi
Ancora una prodezza di Edison Cavani (n°7). ApGENOVA, 17 marzo 2007 - Come è possibile muovere la classifica quando ti devi giocare gran parte di una partita in inferiorità numerica? La Sampdoria, dopo la testata di Delvecchio a Materazzi che obbligò i blucerchiati a disputare quasi l'intero incontro in dieci uomini, è costretta a cambiare atteggiamento e tattica anche contro il Palermo. Ma a differenza della sfida del 28 gennaio scorso (e come è accaduto proprio al Palermo contro la Fiorentina dopo l'espulsione di Zaccardo), la squadra di Novellino sfodera carattere e cuore e nella ripresa risponde alla rete di Cavani con quella di Quagliarella (guarda la sintesi).
L'ANTEFATTO Dopo 36 minuti, un'entrata a gamba tesa di Falcone su Simplicio viene punita con il rosso diretto da Morganti. Fino a quel momento tra liguri e rosanero la gara è in perfetto equilibrio: da una parte il 4-4-2 di Novellino, senza il faro Volpi, con Quagliarella e Bonazzoli in attacco; dall'altra un indeito 3-5-1-1, nel quale Agliardi è schierato fra i pali e il gioiello Cavani gioca alle spalle di Di Michele. Non è lucida la manovra della Samp, anche se le occasioni più nitide le hanno Quagliarella, con un gran tiro dal limite, e Delvecchio che spreca di testa oltre la traversa. Francesco Guidolin, appiedato dal giudice sportivo (per tre turni), dopo la tumultuosa domenica del Barbera, telefona al vice Renzo Gobbo ordinandogli di schierare un più solido 4-4-2.
CHE CAVANI! Il Palermo dimostra una maggiore tenuta, soprattutto nelle ripartenze; ottimo il lavoro di Cavani, utile anche in fase di costruzione della manovra. Di Michele, complice una deviazione di Falcone, scheggia il palo. L'espulsione del difensore blucerchiato cambia ovviamente gli scenari. All'inizio della ripresa logica mossa di Novellino che toglie Franceschini per Sala; squadra schierata con un 4-3-1-1, Bonazzoli punta unica, con Quagliarella che in fase di ripiegamento dà una mano alla difesa. La superiorità numerica del Palermo alla fine prevale; soprattuto a centrocampo. Splendida l'azione di Cassani che innesca il vantaggio del talentuoso Cavani, ancora una volta autore di un gol splendido: stacco di testa e palla nell'angolo più lontano; a dimostrazione che la rete alla Fiorentina non è stata un caso. Sembrerebbe il colpo del k.o., ma a dare una mano ai padroni di casa ci pensano Barzagli e Agliardi, che non si capiscono. Quagliarella, che è nei paraggi, non se lo fa ripetere due volte e infila a porta vuota.
IL CUORE DELLA SAMP Il botta e risposta ha il pregio di regalare un inaspettato equilibrio alla sfida: al possesso palla del Palermo corrispondono gli impetuosi contropiede della Samp, gestiti con sicurezza da un Quagliarella in spolvero. Il pareggio che vale una vittoria Novellino lo gestisce con Ziegler e Bastrini che rilevano Delvecchio e Quagliarella, letteralmente spremuti. Guidolin gioca invece la carta Bresciano per Tedesco. Scontato l'assalto del Palermo nella fase finale, ma è una Samp votata al sacrificio, che, con i denti e con le unghie difende il pari e conquista il meritato punto.

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È una Samp senza cervello

inserito da Add.stampa il 11 Mar 2007


Privi della regìa di Volpi, i blucerchiati riescono ad andare in vantaggio contro un intraprendente Cagliari. Ma si fanno raggiungere da Suazo e nel finale rischiano grosso
Suazo festaggiato da Budel dopo il gol. PegasoGENOVA, 10 marzo 2007 - Walter Novellino lo dice sempre: Volpi è importante, detta i tempi alla squadra. Ma quella del tecnico della Samp è un'approssimazione per difetto: Volpi non è importante, è fondamentale. Tant'è vero che senza di lui, in casa contro il Cagliari, i blucerchiati impiegano più di mezzora per raccapezzarsi e imbastire un minimo di gioco.
Nel frattempo, Suazo e compagni imperversano, creando problemi a una difesa che non sa far meglio che rifugiarsi in angolo. Languono le ripartenze, con Delvecchio, il vice-Volpi, che stenta a prendere in mano squadra. E' casomai Palombo a provare qualcosa, sia da suggeritore sia in fase conclusiva: ed è proprio una conclusione-capolavoro del centrocampista blucerchiato, che trova un gran tiro al volo dalla distanza, a dare alla Samp un vantaggio non propriamente meritato, visto che dall'altra parte la coppia Capone-Suazo continua a dare spettacolo. Ma è sull'1-0 che si va al riposo.
LA RIPRESA - Dopo l'intervallo gli uomini di Novellino provano a gestire con più autorevolezza la partita, ma Giampaolo corre subito ai ripari inserendo Pepe, che va subito a dare una mano alla coppia d'attacco. E proprio dal piede del nuovo entrato arriva il suggerimento in profondità su cui Falcone sembra in vantaggio per il retropassaggio a Castellazzi, ma Suazo mette il turbo, allunga il piede e beffa tutti per l'1-1.
A questo punto per la Samp si tratta di tornare a fare la partita, ma qui nuovamente casca l'asino, sotto il peso dei problemi di regìa e di rifinitura. Ma Novellino vuole provare a vincere, e butta nella mischia anche Bazzani. Niente da fare: le uniche emozioni vengono dai contropiede del Cagliari, che con Suazo & c. fa impazzire la difesa doriana.
Alla fine il pari è quasi più stetto per i sardi che per i doriani. E Novellino lascia il campo con più di un problema sul gioco dei suoi.

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ROMA, 4 marzo 2007 -

inserito da Add.stampa il 5 Mar 2007

Lazio ok: Rocchi e tanto cuore
I biancocelesti consolidano il 4° posto battendo 1-0 la Sampdoria con un gol del solito Rocchi. Poi nel finale restano in 10 per gli infortuni e rischiano grosso. Palo di Quagliarella
Tommaso Rocchi soddisfatto: la Lazio continua a vincere e lui a segnare. ROMA, 4 marzo 2007 - La Lazio è dura come l'acciaio. Testarda nell'inseguire la qualificazione alla prossima Champions League, e un terzo posto che un paio di mesi fa sembrava un miraggio, invulnerabile in difesa, la migliore del campionato, capace di stringere i denti nel finale e tenere in 10 uomini fino al fischio finale l'1-0 sulla Sampdoria. E' il nono risultato utile per i biancocelesti, che se mercoledì avevano vinto in rimonta sul Catania, oggi hanno incamerato i tre punti grazie ad un ottimo primo tempo e ad una ripresa in apnea. L'uomo della provvidenza è il solito Rocchi, autore di tre gol consecutivi, contro Cagliari, Catania e Sampdoria, giunto a 12 reti in campionato. La Sampdoria paga un pizzico di malasorte, un po' di imprecisione sottoporta, e un primo tempo forse troppo "tenero". Novellino può in parte consolarsi con un Quagliarella stratosferico, il migliore in campo. (guarda la sintesi)
Primo tempo equilibrato, con la Lazio che si fa comunque preferire per la maggiore pressione offensiva. I biancocelesti sono solidi a centrocampo, con la cerniera di centrocampo Mudingayi-Ledesma-Mutarelli, a prova di intrusioni, e il solito peperino Rocchi, che svaria su tutto il fronte d'attacco, ispiratissimo. In più Zauri asfalta la fascia sinistra, andando su e giù come le montagne russe del luna park, regalando profondità alla manovra. La Samp soffre in mezzo, dove le geometrie di Volpi sono soffocate dai muscoli e dal dinamismo dei laziali, sulle fasce tiene botta, ma non guadagna campo, ed è spuntata in avanti: Quagliarella è l'unica minaccia credibile, peraltro geniale quando prova un colpo di testa da fuori area, appena alto, e opportunista quando sfiora il gollonzo rimpallando un rinvio così così di Ballotta, classe 1964, titolare da quattro partite della porta meno battuta della serie A. Il duello a distanza tra Quagliarella e Rocchi è spettacolare: lo vince l'attaccante veneto, che prima ci prova con un destro teso da fuori area - bravo Castellazzi a respingere - poi trova un gol da ariete, lui che non è esattamente un gigante, inventando una capocciata imprendibile con una torsione incrociata sul cross da metà campo (ahi la difesa doriana) di Mudingayi, una dinamo inesauribile. Rocchi va poi vicino al raddoppio: arriva per primo su un lancio in profondità, supera da posizione defilata Castellazzi, ma il suo destro non trova la porta sguarnita. Si va al riposo sull'1-0.
Dopo un quarto d'ora d'attesa, nella ripresa la Samp stringe i tempi alla ricerca del pari, che meriterebbe. Il più pericoloso è lo sfortunato Quagliarella, che mette fuori di un niente un destro tagliato sul palo lungo, e poi colpisce un palo interno di testa sul cross di Zenoni dalla destra. I doriani insistono, e la Lazio non riesce più a ripartire. La squadra di Novellino preme compatta, facendosi pericolosa di testa con Delvecchio e Bonazzoli, che si mangia un gol quasi fatto mettendo alto sottomisura, una sponda del centrocampista. La Lazio perde per infortunio (noie muscolari) prima Siviglia e poi Behrami, per cui è costretta a reinventare una retroguardia già priva del portiere titolare. Novellino inserisce una torre, Bazzani, Rossi perde per infortunio anche Cribari. Arretra Mauri quasi sulla linea dei difensori. Diventa un assedio, ma la Lazio tiene e conquista tre punti sudatissimi, dimostrando un carattere indomabile.

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Meglio un centrocanpista in piu\'che Bazzani

inserito da Add.stampa il 25 Feb 2007


Ronaldo? No, Ambrosini
e il Milan passa in extremis
Il centrocampista decide la sfida con la Samp con un micidiale colpo di testa al 90'. Gara equilibrata. Nel primo tempo, al 10', espulso Oddo, al 39' Olivera. Un palo per i blucerchiati
L'imperioso stacco di Massimo Ambrosini. DfpMILANO, 25 febbraio 2007 - L'effetto Ronaldo scade dopo 600 secondi di Milan-Sampdoria (guarda la sintesi), quando Oddo si fa espellere per un fallo su Bonazzoli, obbligando Ancelotti a cambiare in corsa, togliendo Ricardo Oliveira per un difensore e limitando di conseguenza il gioco di Ronaldo, ingabbiato da raddoppi implacabili. Ma al rosso di Oddo si aggiunge il doppio giallo a Olivera che abbandona al 39'. Defezione che non cambia l'atteggiamento dei liguri, che escono dal Meazza con l'amaro in bocca. Chi si aspettava giocate fenomenali deve attendere il 90', allorché Massimo Ambrosini batte di testa Castellazzi con un volo ad alta quota, regalando alla squadra di Ancelotti un successo insperato.
RIECCO DIDA - Ronaldo aperto a tutti per la sua prima ufficiale, dal primo minuto a San Siro. Carlo Ancelotti, sulla scia dei gol segnati a Siena, conferma Kakà alle spalle del Fenomeno e di Oliveira. Ma deve fare i conti con la difesa che al Franchi ne ha presi tre. Ritrova sì Dida fra i pali, ma deve rinunciare a Maldini e Kaladze. Schiera così Simic e Bonera centrali, con Oddo e Jankulovski esterni. A centrocampo Ambrosini rimpiazza l'influenzato Pirlo, con Gattuso e Seedorf laterali. La Samp, ancora sotto choc dopo la vicenda Flachi, deve fare a meno di Franceschini e Delvecchio. Novellino propone il più classico dei 4-4-2, con Volpi direttore d'orchestra e Palombo giocatore tattico.
DOPPIO ROSSO - I blucerchiati confermano la loro attitudine offensiva. Pressano bene, tengono alta la linea e non permettono al Milan di affondare. Anzi, ci provano con convinzione, arrivando a sfiorare il vantaggio con il clamoroso palo di Palombo. Bonazzoli e Quagliarella, imprimono la loro consueta velocità e Oddo è il primo a cascarci in un turbolento contatto sulla linea del limite dell'area su Bonazzoli. Ayroldi non ci pensa un istante: punizione per i liguri e rosso diretto al difensore del Milan. L'uscita dell'ex laziale obbliga Ancelotti a cambiare tutto: toglie Oliveira, tra l'altro partito in sordina, e inserisce Cafu. Il cambio d'abito prevede una totale aggressione sui portatori di palla avversari e, tutto sommato, l'inferiorità numerica non incide molto sull'assetto in campo dei rossoneri. Ma la Samp non si fa pregare: riparte bene e impegna Dida che con l'istinto regala i suoi numeri migliori. In dieci il Milan si affida al meglio del reportorio di Kakà, che impressiona molto di più di Ronaldo; idea fissa il primo palo, ma per due volte Castellazzi si esalta deviando in angolo. A restituire la parità numerica in campo ci pensano Olivera e la sua dabbenaggine. L'ex juventino si fa ammonire per non avere rispettato il rientro in campo dopo le cure dei medici, poi per un fallo su Kakà: rosso inevitabile.
RONALDO INGABBIATO - Più Samp che Milan all'inizio della ripresa. I rossoneri pagano quella mezzora con l'uomo in meno. Si distinguono i blucerchiati per la padronanza del gioco sulle fasce, dove spicca per qualità e precisione dei cross lo svizzero Ziegler. La squadra di Novellino difende bene gli spazi e in velocità vince senza problemi il duello con il Milan. I rossoneri vivono di fiammate. Cafu è molto più tonico di Jankulovski; è dal suo destro che partono i traversoni più invitanti, ma le torri della Samp svettano e difendono bene. Ambrosini ha la palla gol di testa, la sua specialità. ma manca d'un soffio il vantaggio. I liguri tengono bene, ma Novellino non si accontenta, perché la vittoria non è un miraggio. Cambia Bonazzoli con Bazzani e Ziegler con Parola, per dare più sostanza al centrocampo. La mossa di Ancelotti è Pirlo per Seedorf, lanciato nella mischia nonostante la febbre dei giorni scorsi. Ma la reattività della Samp è inesauribile. Senza soluzioni valide in campo, Ancelotti è costretto a togliere Ronaldo e affidarsi a Inzaghi; soprattutto alla sua eterna voglia matta. Ma non basta l'irrequieto rossonero. La Samp tiene, difende e riparte, ma senza l'impeto della prima parte della gara. Un grave errore, perché il Milan ci crede e acciuffa la vittoria al 90'. Jankulovski si riscatta; il suo assist è perfetto come il volo impossibile di Ambrosini. La Lazio è a un passo.
Bazzani non deve piu' Giocare.

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Flachi positivo alla cocaina

inserito da Add.stampa il 21 Feb 2007


Il capitano della Samp era stato sottoposto al controllo antidoping dopo Samp-Inter del 28 gennaio. La sostanza riscontrata è la benzoilecgonina, un metabolita della coca. Il club tace in attesa delle controanalisi
Francesco Flachi, 31 anni, alla Samp dal '99. DipagROMA, 21 febbraio 2007 - Il capitano della Sampdoria, Francesco Flachi, è stato trovato positivo per un metabolita della cocaina (benzoilecgonina) al controllo antidoping effettuato la paertita casalinga con l'Inter dello scorso 28 gennaio. Il posticipo della 2ª di ritorno era finito per 2-0 a favore dei nerazzurri e Flachi aveva giocato fino al 24' della ripresa, rilevato poi da Bonazzoli.
"La Commissione antidoping del Coni - si legge nel comunicato - su indicazione della Federazione medico sportiva, dopo aver informato la Federazione interessata, con cui ha proceduto all'abbinamento codice/atleta, ha accertato un caso di positività. Il Laboratorio di Roma ha rilevato, nel primo campione sottoposto ad analisi, la presenza di Benzoilecgonina (metabolita cocaina) per Francesco Flachi".
Appena appresa la notizia Francesco Flachi è andato subito via dal campo di allenamento della Sampdoria senza neppure cambiarsi. La squadra era pronta a scendere in campo per l'allenamento a Bogliasco, dove nel frattempo è arrivato il direttore generale Beppe Marotta.
La Sampdoria non intende commentare la positività alla cocaina del suo numero 10, Francesco Flachi. Almeno per oggi. Lo ha assicurato l'addetto stampa del club blucerchiato, Alberto Marangon, il quale ha aggiunto che il presidente Riccardo Garrone, in Argentina per una battuta di caccia, è stato avvisato della vicenda. Adesso si aspettano le controanalisi, che dovrebbero arrivare non prima di un mese e mezzo. Intanto il giocatore sarà comunque sospeso dalla Lega in via cautelare.

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Novellino: \"Questo è carattere\"

inserito da Add.stampa il 18 Feb 2007


18 febbraio 2007 - In casa Samp Novellino dispensa elogi un pò a tutti: "Devo fare i complimenti ai ragazzi perchè vincere a Parma non era facile. Hanno dimostrato di avere un gran carattere, tenendo alta la concentrazione fino allo scadere. Certo, era una partita che potevamo chiudere prima, anche perchè l'infortunio di Morfeo ci ha agevolato, ma alla fine va bene così. Il gol sbagliato a porta vuota da Quagliarella? Avevo già esultato, ma evidentemente è arrivato stanco sul pallone".

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La Sampdoria torna a respirare

inserito da Add.stampa il 11 Feb 2007


Grazie ai gol di Maggio e Franceschini, i primi dei doriani del 2007, la squadra di Novellino torna alla vittoria, contro un Ascoli troppo rinunciatario
Cristian Maggio, 25 anni oggi, festeggia il gol. AnsaGENOVA, 11 febbraio 2007 – Non aveva ancora segnato nel 2007 la Samp, tra campionato e le due sciagurate gare di coppa Italia contro l’Inter. Lo ha fatto oggi per due volte, e sarebbero state anche tre se Flachi non si fosse fatto ipnotizzare dal sempreverde Pagliuca. Così, mancando i gol degli attaccanti, ci pensano Maggio e Franceschini, goleador all’occorrenza, a sbrogliare una partita che nel primo tempo sembrava ancora una volta stregata. (guarda la sintesi)
Novellino può sorridere, finalmente, per il rientro di Volpi che prende il suo posto a centrocampo vicino a Palombo. Sulle fasce Franceschini e Quagliarella, che si scambieranno spesso la corsia di competenza. Davanti Bonazzoli e Flachi. Nell’Ascoli Nastase recupera e Sonetti lo schiera al centro della difesa con Melara, Vastola a destra e Minieri a sinistra, vista la squalifica di Di Biagio. Mini rivoluzione a centrocampo con il fresco ex Bonanni che finisce in panchina. Sulle fasce Boudianski e Fini, Zanetti e Fontana centrali. Con l’intoccabile Paolucci, in attacco c’è Bjelanovic. I tifosi blucerchiati restano in sciopero per tutto il primo tempo. Una decisione, questa, destinata a ripetersi anche nelle prossime gare. Gli unici fischi sono per Pagliuca, ma l’ex portiere doriano saprà rifarsi.
LA PARTITA - Il primo tempo è avarissimo di emozioni. Le squadre dapprima si studiano, senza riuscire a rendersi pericolose. L’unico brivido lo regala (è il caso di dirlo) Nastase, che atterra ingenuamente Franceschini in area intento a calciare. Bertini non ha dubbi e decreta il rigore. Ma Pagliuca, incurante dei fischi della sua ex curva, è bravissimo a neutralizzare il tiro di Flachi. La maledizione del gol sembra non voler finire per la Samp. Le uniche occasioni degne di nota sono tutte nella parte finale di primo tempo, quando la Samp si scrolla di dosso il rimpianto del rigore fallito e ricomincia a fare gioco, soprattutto grazie a Volpi, il cui rientro è davvero fondamentale. Al 37’ Quagliarella spreca la più facile delle occasioni, che sulla respinta di Pagliuca sul tiro di Flachi, a porta vuota non riesce ad inquadrarla. E al 42’ quando ci prova da lontano Zenoni con un destro a rientrare, ma anche qui è grandissima la parata di Pagliuca.
Troppo facile l’inizio della ripresa per la Samp, perché passano appena 3’ e Maggio festeggia con un gol il suo 25° compleanno. Franceschini detta benissimo il passaggio a Zenoni, e mette un ottimo cross sul secondo palo, dove arriva l’esterno che di testa è bravo a battere Pagliuca. L’Ascoli non reagisce, non si rende mai davvero pericoloso. E l’espulsione ingenua di Melara, che entra malissimo su Falcone, complica ancora di più le cose. La squadra, lo dirà lo stesso Sonetti, è spezzata in due, non c’è raccordo tra centrocampo e attacco. E la Samp si limita a controllare. Solo l’ingresso di Soncin rivitalizza un po’ i marchigiani, ma il più pericoloso è Bazzani, entrato per Bonazzoli, che si vede annullare due gol, il primo regolarissimo, per fuorigioco. Però nella Samp ci sono i goleador di scorta. Dopo Maggio, è la volta di Franceschini, al suo quinto centro stagionale. È il 30’: Flachi è bravissimo a scattare sul filo del fuorigioco, ad allargarsi sulla destra e a mettere al centro una palla d’oro, che il centrocampista deve solo spingere nella porta sguarnita. Flachi prova anche a far segnare Bazzani, ma al 32’ è il compagno a sprecare tirando altissimo un prezioso assist.
La Samp torna in acque più tranquille, a ridosso della zona Uefa. L’Ascoli è sempre più ultimo e solo.

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Pari Inter,

inserito da Add.stampa il 2 Feb 2007

ancora Roma all'orizzonte
I nerazzurri impattano 0-0 con la Samp nel ritorno della semifinale di coppa Italia. In finale trovano i giallorossi, già avversari nella sfida scudetto di domenica, per il terzo anno consecutivo
Julio Cruz prova a sfuggire ad Accardi. ApMILANO, 1 febbraio 2007 - La finale di coppa Italia è Inter-Roma. Per il terzo anno consecutivo: un piccolo record. È la prima volta nella storia che le stesse squadre si trovano in finale di questo trofeo per tre stagioni di fila. Roma e Torino furono di fronte nel 1979/80 e nel 1980/81, con i giallorossi che prevalsero entrambe le volte ai rigori.
L'Inter ottiene il lasciapassare matematico pareggiando 0-0 con la Sampdoria, dopo il 3-0 esterno dell'andata che aveva cancellato qualsiasi dubbio sull'esito del doppio confronto. La sfida scudetto di domenica sera Inter-Roma, ultima chiamata per i giallorossi per riaprire il campionato, sarà dunque ripetuta, stavolta partendo alla pari, il 18 aprile ed il 9 maggio. Oggi l'Inter si è limitata a fare il compitino, senza forzare, permettendo a una Samp ben messa in campo, ma poco pericolosa in avanti di ottenere il primo pareggio dopo due rovinose sconfitte nel trittico di incontri con la capolista di serie A. Per i nerazzurri la nota positiva della partita di San Siro è rappresentata da Cruz, al rientro a tempo pieno dopo l'infortunio: l'attaccante argentino si è mosso bene, soprattutto nei primi 45'. Discreti anche Gonzalez e Solari, mobili e volenterosi. Novellino può consolarsi dall'eliminazione per la buona prestazione dei suoi, tra cui ha spiccato Parola, prezioso in interdizione e lucido nell'impostazione.
LA PARTITA - Il primo tempo è equilibrato. La Samp tiene il campo con dignità, l'Inter, con due Primavera titolari, Bonucci e Maaroufi, giochicchia, senza spingere al massimo. Le occasioni sono comunque tutte di marca nerazzurra. Grazie a un ottimo Cruz, capace di svariare, da punta unica, su tutto il fronte d'attacco. L'argentino sfiora il gol con una girata in anticipo di esterno destro sul primo palo, appena alta. Ci prova anche Gonzalez dal limite, palla di poco a lato. I doriani invece fanno girare palla, ma la coppia di arieti Bonazzoli-Bazzani non si trova palla a terra e non è abbastanza assistita nel gioco aereo dai cross dalle fasce. Il primo tempo si conclude sullo 0-0.
Nella ripresa le emozioni latitano. Il pari va bene a tutti. Fa il suo rientro in campo Recoba, che prima non trova il vantaggio di sinistro, e Mancini si arrabbia, poi lancia Cruz, ma Castellazzi è bravo a uscire sui piedi del centravanti argentino respingendo il suo destro. Nel recupero il nuovo entrato Quagliarella sfiora il gol della vittoria, ma stavolta

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L\'Inter fa 14 con Ibrahimovic-Maicon

inserito da Add.stampa il 29 Jan 2007


La squadra di Mancini vince 2-0 in casa della Samp: è il successo numero 14 di fila in campionato. Blucerchiati in 10 dal 7': il centrocampista colpisce con una testata sul mento il difensore
Ibrahimovic, un gol e un assist per lui. ReutersGENOVA, 28 gennaio 2007 - Una testata in campo (vedi sequenza fotografica). Ingenua e probabilmente frutto di una reazione impulsiva. Il colpevole? Gennaro Delvecchio, che dopo soli sette minuti fa sgretolare i desideri di vendetta di Novellino. La vittima? Marco Materazzi. E' nel suo destino prenderle. Non bastava Zidane, anche se questa volta il colpo è in bocca; sicuramente più doloroso. Colpo galeotto decisivo, come probabilmente lo fu nella notte di Berlino. Senza un colosso a centrocampo come Delvecchio, tra l'altro preferito all'ultimo momento a Parola, il compito della Samp si trasforma in una palude, coccodrilli compresi. La reazione è veemente, ma l'Inter ingigantita dalla superiorità numerica, gestisce e vince 2-0. Sigillo numero 14 in campionato: gol di Ibrahimovic e Maicon.
DESTINO SCRITTO - E pensare che malgrado la batosta di coppa Italia, lontana cinque giorni, sembrava che i blucerchiati avessero recuperato fiducia, con i ritorni di Castellazzi fra i pali, Falcone in difesa e la qualità di Flachi e Quagliarella in attacco. Rivoluzione accentuata dall'innesto di Bastrini, esterno sinistro difensivo: tutte tessere di un puzzle apparentemente perfetto. Ma una testata è una testata e per l'arbitro Rizzoli (fra i più pignoli in circolazione) il rosso è d'obbligo. Anche senza l'ausilio di moviole. L'Inter, che schiera Maicon e Burdisso in difesa, opta per il profilo basso, lasciando scatenare l'istinto più passionale dell'inferocita Samp. I blucerchiati sostituiscono Delvecchio con una reazione rabbiosa e prepotente, limitando l'azione nerazzurra all'insegna del pressing. Dieci contro uno, per una buona mezzora, i liguri giocano un buon calcio, sfruttando piccole sbavature della difesa di Mancini.
Ma quando si distende in attacco, l'Inter dà l'impressione di fare del male, senza mai alzare il ritmo, sfruttando le qualità del suo rombo, con lanci programmati. Il gol annullato ad Adriano al 18' per un millimetrico fuorigioco, è il segnale evidente che la pietà è l'ultimo pensiero dell'armata nerazzurra. Ma il palo sfiorato da Quagliarella al 21' e il bolide di Flachi a seguire, respinto da Julio Cesar, confermano che la Samp è disposta a vendere cara la pelle. L'Inter però è l'Inter, che guadagnando metri obbliga i blucerchiati a tirare fuori unghie e denti, fino allo splendido assist di Maicon per Ibrahimovic che, con un balzo da tigre, beffa Falcone e Castellazzi.
SERATA MAICON - Saggiamente Mancini, con la Roma che incombe a San Siro, all'inizio della ripresa rinuncia al diffidato Stankovic. Figo gli garantisce stessa sostanza, in una serata non certo trascendentale. Per la Samp c'è Parola al posto di Franceschini, in tempo per battere una buona punizione che si perde di poco a lato. Ma cuore e passione non bastano ai padroni di casa. L'Inter svogliata gestisce il gioco, fa girare la palla. Quasi innervosisce il suo talentuoso modo di irretire la Samp, senza più idee, con una difesa sbalestrata e ovviamente a pezzi. Entrano Crespo e Bonazzoli (fuori un granitico Adriano e un Flachi con la lingua a penzoloni). Ma la ciliegina sulla torta è di Maicon: dopo l'assist a Ibra anche il gol, su suggerimento dello svedesone. Niente male, per chi era stato in dubbio fino a ieri. E' il 2-0 che si scompone sui resti della Samp. La marcia trionfale dell'Inter continua. Per Marco Materazzi una testata e ancora una vittoria. Poco gradita, ma per la causa questo e altro.

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Inter : finale ipotecata

inserito da Add.stampa il 24 Jan 2007

I nerazzurri battono 3-0 la Sampdoria a Marassi nell'andata della semifinale di coppa Italia. Doppietta di Burdisso e centro di Crespo, giovedì prossimo il ritorno
Nicolas Burdisso esulta al gol dell'1-0. PegasonewsGENOVA, 24 gennaio 2007 - Un'Inter prepotente. Che vince 3-0 a Genova contro la Sampdoria e ipoteca la finale di coppa Italia. Segnano l'eroe per caso Burdisso, che addirittura realizza una doppietta, e Valdanito Crespo, che ricorda a tutti che nell'attacco nerazzurro la sua figura lui la fa sempre, e pazienza se Adriano è tornato l'Imperatore e lo ha costretto alla panchina in campionato. L'Inter comincia così il trittico di 3 partite in 9 giorni con la Samp nel migliore dei modi. Domenica sera è in programma la rivincita in campionato, ancora a Marassi, poi giovedì il ritorno di coppa, una gara che avrà poco da dire, se non certificare ufficialmente la finale raggiunta dal'Inter contro la vincente del doppio confronto Milan-Roma. L'Inter dominatrice di campionato non ha fatto sconti. Chi la immaginava con la pancia piena si è sbagliato. Battendo fragorosamente la squadra di Novellino - l'unica capace di pareggiare in serie A quest'anno a San Siro, reduce da 7 vittorie di fila in coppa Italia - ha prolungato il momento magico delle 13 vittorie consecutive in campionato.
Nella prima mezzora l'Inter è padrona del campo. Comanda la partita, al di là del gioco e delle occasioni create. Ha pure la fortuna di trovare subito il vantaggio con una deviazione sottomisura di Burdisso su punizione da sinistra di Figo. E' il terzo gol di Burdisso in coppa Italia. Stavolta anticipa Maggio, per la verità inchiodato colpevolmente a terra. I nerazzurri macinano gioco. Figo regala giocate di qualità, Gonzalez accelerazioni prepotenti, Crespo svaria su tutto il fronte offensivo senza lasciare punti di riferimento ai difensori doriani. Dacourt e Zanetti vanno a caccia di palloni con l'avidità di cacciatori di diamanti. Il raddoppio è nell'aria. E arriva puntuale: colpo di testa vincente di Crespo su cross dalla sinistra di Figo. Sembra che la Samp rischi l'imbarcata. E invece i blucerchiati si aggrappano all'orgoglio, e reagiscono rabbiosamente. Trascinati dai due giocatori di maggiore classe, Quagliarella, oggi esterno di destra di centrocampo, e Flachi, seconda punta al fianco della boa Bonazzoli. In particolare è Quagliarella a tentare ripetutamente la conclusione, Toldo è sempre attento e sicuro. Si va al riposo sul 2-0 per la squadra di Mancini, l'indimenticato ex di lungo corso. Vantaggio giusto, ma un po' pesante per la Samp, che recrimina per un mani in avvio di Cardoba in area, che Tagliavento non ha sanzionato con il rigore.
Si riparte. Sampdoria con una punta in meno. Novellino mette in campo una formazione più equilibrata, con Quagliarella che va a fare la punta, il suo ruolo naturale, e Maggio che avanza a centrocampo, con Zenoni a coprirgli le spalle. La prima occasione è però ancora targata Inter: Solari inventa per Crespo, che sottimisura mette alto. Il terzo gol arriva ancora su calcio piazzato. Specialità di casa Inter. E ancora con Burdisso, stavolta di testa, su angolo dalla destra, ancora di Figo, al terzo passaggio gol. L'Inter continua a giocare bene, gestendo la gara facendo girare palla e provando ad affondare sugli esterni. La Samp è soprattutto l'indemoniato Quagliarella, che ci prova ancora, di testa, Toldo alza sopra la traversa. Finisce 3-0 per l'Inter.

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Ad Empoli per la Samp arriva la prima sconfitta del 2007

inserito da Add.stampa il 22 Jan 2007





domenica 21 gennaio 2007
Un rigore di Saudati apre la strada all'Empoli dopo che la Samp non aveva trovato il gol che premiasse un buon avvio, quindi a chiudere i conti arriva un contropiede di Matteini: 2-0, Samp ko.

Doveva essere una svolta, è stata invece una frenata. La Sampdoria esce dal Castellani di Empoli con uno 0-2 che ne limita la corsa in campionato, facendo iniziare il girone di ritorno esattamente come era cominciato quello d'andata, cioè con uno stop imposto dai toscani di Cagni. 2-1 fu a Marassi nella prima del 2006/07, 2-0 è oggi ad Empoli.

Avvio convincente. Un risultato che può starci, magari non nel punteggio, ma nel contenuto sì. La Samp ha fatto vedere troppo poco infatti sul fronte offensivo, non rendendosi praticamente mai pericolosa e subendo sempre più l'iniziativa degli avversari, dopo un avvio invece molto convincente. Vannucchi e compagni hanno preso in mano il match verso la fine del primo tempo, chiudendo comunque il parziale in sostanziale equilibrio con i ragazzi di Novellino.

Episodio decisivo. Nella ripresa l'episodio che cambierà definitivamente la musica. Corre il 10' quando Vannucchi prova ad infilarsi tra le maglie dei difensori blucerchiati, Sala interviene in modo irruento: il difensore sfiora la palla ma va inevitabilmente a sbattere contro le gambe dell'attaccante toscano. Marelli indica il dischetto e dagli undici metri Saudati spiazza Zotti per l'1-0 empolese.

La reazione blucerchiata. I blucerchiati dovrebbero reagire e ci provano, senza però trovare mai il varco giusto. Flachi - arretrato da Novellino di qualche metro ad inizio secondo tempo -, cerca gli spazi, Quagliarella fa lo stesso, Bazzani lotta per qualche sponda importante. Ma il Doria non riesce a pungere, poco supportato da un centrocampo in cui pesa come un macigno l'assenza di capitan Volpi. Palombo e Delvecchio prima, Palombo e Parola poi, tutti si dannano l'anima, ma le geometrie giuste non si vedranno fino al triplice fischio. Dopo il gol dell'Empoli è Novellino a metter mano alla squadra, inserendo proprio Parola (per Delvecchio), Bonazzoli (per Bazzani) e Olivera, mandando dentro dunque tutti i suoi attaccanti. E' l'uruguagio ad avere sui piedi un'incredibile occasione per pareggiare, la più nitida della partita. Al 32' Olivera si presenta da solo di fronte a Balli, servito benissimo da Quagliarella: il destro ad incrociare del numero 8 viene intercettato dal piedone del portiere che manda in angolo.

L'Empoli raddoppia. Si chiude qui in pratica la storia dell'incontro per la Samp, anche perché dieci minuti dopo arriverà addirittura il raddoppio empolese. Perfetta azione di contropiede da parte dei toscani (innescata da un errore di Parola), Matteini va via velocissimo tagliando fuori Maggio ed Accardi e battendo Zotti in uscita. E' il 2-0 definitivo, la gara si chiude qui.

E adesso l'Inter. Encomiabile lo spirito dei ragazzi di Novellino che provano fino all'ultimo a segnare almeno il gol della bandiera. Non basterà per evitare la prima sconfitta del 2007. Ora l'odissea-Inter. La Sampdoria incontrerà la squadra dell'ex numero 10 blucerchiato Roberto Mancini ben tre volte nei prossimi otto giorni (e in campionato, domenica sera, mancherà Accardi per squalifica). Visto il momento di forma dei nerazzurri - 13 vittorie di fila in campionato, record assoluto in A -, pochi vorrebbero trovarsi nei panni della Samp. Che però non ci starà a fare da sparring partner, in nessuno dei tre impegni. Battaglia e divertimento assicurati dunque, già da mercoledì sera a Marassi dove andrà in scena il primo atto di questa interessantissima sfida prolungata.

Empoli 2
Sampdoria 0
Reti: 11' s.t. Saudati (rig.), 42' s.t. Matteini.
Empoli (4-4-2): Balli; Raggi, Marzoratti, Pratali, Lucchini (14' s.t. Ascoli); Buscé, Almiron, Moro, Vannucchi; Saudati (18' s.t. Matteini), Pozzi (36' s.t. Vanigli). A disposizione: Bassi, Marianini, Ficini, Gasparetto. Allenatore: Luigi Cagni.
Sampdoria (4-4-2): Zotti; Maggio, Sala, Accardi, Zenoni; Quagliarella, Delvecchio (14' s.t. Parola), Palombo, Franceschini (31' s.t. Olivera); Flachi, Bazzani (23' s.t. Bonazzoli). A disposizione: Di Gennaro, Bastrini, Pieri, Ferrari. Allenatore: Walter Novellino.
Arbitro: Marelli di Como.
Assistenti: G. De Santis e Lanciani di Avezzano.
Quarto uomo: Lena di Ciampino.
Note: allontanato al 42' s.t. il direttore sportivo dell'Empoli Vitale; ammoniti al 27' s.t. Moro, al 43' s.t. Accardi, al 46' s.t. Sala e al 49' s.t. Vanigli; spettatori 15.000 circa; angoli 8-9; recupero p.t. 2', s.t. 5.

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Novellino: \"L\'Empoli stava meglio\"

inserito da Add.stampa il 22 Jan 2007


21 gennaio 2006 - La Samp esce sconfitta dal Castellani contro l'Empoli al termine di una prova non brillante. "Abbiamo disputato una buona gara e abbiamo trovato un Empoli in condizioni superiori alle nostre - commenta il tecnico blucerchiato Walter Novellino -. Abbiamo avuto qualche difficoltà a tenere la palla, poi a mio avviso il rigore dell'Empoli non c'era e abbiamo roschiato di pareggiare con Olivera. Detto questo bisogna dire che l'Empoli non ha rubato nulla". Ogni volta che perde la Samp si mette in discussione il futuro di Novellino: "Mancavano anche diversi giocatori, comunque fa parte del ruolo degli allenatori subire anche certe frecciate".

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Coppa, Sampdoria in semifinale

inserito da Add.stampa il 17 Jan 2007


Nel ritorno dei quarti contro il Chievo i doriani vincono 2-1 e passano il turno. Reti di Bonazzoli e Delvecchio per i liguri, di Marcolini per i veneti.
Bonazzoli segna il temporaneo 1-0 Samp. PegasoVERONA, 17 gennaio 2007 - La Sampdoria approda alle semifinali di coppa Italia. I doriani (che a Marassi avevano già vinto 1-0 all'andata) ci sono riusciti battendo a Verona 2-1 il Chievo con le reti di Bonazzoli e Delvecchio. Era dal '93-94 che la Samp non raggiungeva questo traguardo.
LA PARTITA - Nel primo tempo la partita è scattata in modo piuttosto blando. Le due squadre si sono studiate con un Chievo un po’ più arrembante nel tentativo di recuperare lo 0-1 di Marassi. La Samp ha tra l’altro pagato dazio quasi subito perché dopo soli 6' Volpi ha accusato uno stiramento muscolare alla coscia destra e ha dovuto lasciare il posto a Parola. Il primo acuto è stato di Kosowski: il centrocampista polacco ha dato vita a una percussione centrale con botta finale ben parata da Castellazzi. La Samp ha però reagito e da una sponda di Bazzani per Bonazzoli è scaturito un destro fortissimo alto di poco.
Il Chievo ha cercato di attaccare di più ma la Samp non ha poi corso grandi pericoli. Anzi, ha pagato dazio una seconda volta al 34’ con un altro infortunio muscolare, stavolta per il portiere Castellazzi. I doriani hanno però reagito alla sfortuna e al 42’ hanno trovato il vantaggio: bravo Bonazzoli a toccare sottoporta una palla di Bazzani respinta dal palo. Il Chievo non si è dato per vinto e due minuti dopo ha realizzato il pari. Cross da destra di Luciano e bellissima acrobazia di Marcolini che in tuffo di sinistro ha trovato l’angolino alla destra del neoentrato Zotti.
Nella ripresa la partita non cambia granché. La Samp controlla bene le sortite del Chievo che ha due grandi fiammate al 15’ e al 17’. Al 15’ è Obinna a trovare i pugni di Zotti, al 17’ Rickler è invece sfortunato perché in rovesciata batte Zotti ma non la traversa che respinge la palla. Il discorso qualificazione in pratica finisce lì perché poi al 40’ la Samp trova il gol partita con Delvecchio di testa. Il Chievo è generoso e cerca almeno il pari della bandiera, ma sbatte per ben tre volte ancora su Zotti che chiude la saracinesca e il sipario della gara. Per Novellino l’unica nota stonata è l’infortunio di Volpi che sarà valutato nelle prossime ore.

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Samp e Fiorentina, quanta noia

inserito da Add.stampa il 14 Jan 2007


A Marassi finisce 0-0 dopo 90 minuti senza emozioni. Le notizie peggiori sono per i viola: Mutu, ammonito, salterà per squalifica Inter-Fiorentina
Bazzani chiuso: un simbolo della partita. Grazia NeriGENOVA, 14 gennaio 2007 – Chi l’ha detto che il letargo è finito? Sampdoria e Fiorentina regalano un'efficace campagna pubblicitaria a chi contesta la sosta lunga trasformando la partita potenzialmente più spettacolare della giornata in un concerto di sbadigli (guarda la sintesi). Sulle tribune di Marassi, davanti al televisore, quasi quasi anche in campo. Novellino e Prandelli, infatti, preparano un piano difensivo perfetto (o un piano offensivo mediocre) e passano 90' a cercare di cambiare, inutilmente, una partita avviata dal calcio d’inizio verso lo zero a zero. Il risultato è una gara giocata quasi sempre intorno al cerchio di metà campo da due squadre che sfruttano male le fasce e finiscono per cercar sempre spazi centralmente. Dove Palombo e Liverani, Falcone e Gamberini, si guadagnano lo stipendio con il solito, onesto lavoro di rottura. Se loro sono i migliori in campo, però, c’è qualcosa che non va. Anzi, qualcuno: Mutu, stranamente a corto di idee, Quagliarella, mai così fuori giri negli ultimi due mesi, e anche Toni, per definizione il più in crisi in una partita senza fantasia e tiri in porta.
SEGNALI PREOCCUPANTI - Il primo tempo, per restare alle occasioni da gol, inizia al 30’ e finisce un minuto dopo. Marassi infatti si alza in piedi solo due volte: alla mezzora Palombo calcia forte ma centrale mentre un minuto dopo tocca a Frey recitare da attore protagonista deviando un diagonale di Franceschini. Il gol annullato sulla respinta a Bazzani, in netto fuorigioco, serve solo per le statistiche. La Fiorentina tira un sospiro di sollievo ma non riesce a essere propositiva: Montolivo e Mutu non accendono quasi mai la luce e per il duo Falcone-Accardi, attentissimo, non è difficile trasformare le preoccupazioni della settimana in una pratica di routine.
SPIACEVOLI CONFERME - Se il primo tempo è condensabile in 60 secondi, l’intervallo dura ancora meno. Alla ripresa, infatti, Samp e Fiorentina si ripresentano con la stessa faccia che avevano alle 15. Annoiata, contratta, inespressiva. Normale che la partita si trasformi in una battaglia di metà campo, dove i soldati blucerchiati hanno quasi sempre la meglio: i problemi, per loro, sono la cattiva giornata di Quagliarella e i pochi palloni regalati a Bazzani, limiti che regalano a Frey un pomeriggio più tranquillo del previsto. Meno tranquilli, invece, sono Novellino e Prandelli che passano l’ultima mezzora a cercare in panchina il jolly di giornata. Ci provano con Flachi e Jorgensen, Bonazzoli e Gobbi senza mai trovare la chiave giusta per aprire la cassaforte avversaria. L’unico appunto sul taccuino del finale però è la furbata di Mutu, che prova a segnare di mano e si prende il giallo meritato. Diffidato, salterà l’Inter: per lui il letargo non finisce qui.

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Samp, vittoria avvelenata

inserito da Add.stampa il 11 Jan 2007


Nell'andata dei quarti di coppa Italia i blucerchiati battono 1-0 il Chievo (Sala al 21'), ma nel finale scoppia una rissa (Olivera espulso) e Mandelli è colpito da una bottiglietta tirato dagli spalti
Fabio Quagliarella al tiro contro il Chievo. AnsaGENOVA, 10 gennaio 2007 - Finale caldissimo nella sfida di andata fra Sampdoria e Chievo a Marassi. I blucerchiati si sono imposti con un gol segnato da Sala nel primo tempo, ma la situazione è precipitata poi negli ultimi minuti, dopo una gara che ha visto la squadra di Novellino a lungo padrona del campo.
I fatti: al 35' della ripresa Maggio è stato espulso per doppia ammonizione, pagando di persona un passaggio sbagliato da Olivera in mezzo al campo, che aveva avviato il contropiede dei veronesi. Lì i padroni di casa hanno iniziato a soffrire la pressione degli uomini di Del Neri. E, quando al 45' Palombo è caduto a terra e il Chievo ha proseguito l'azione, Olivera ha rifilato un colpo proibito ai danni del povero Rodrigo, crollato a terra, per interrompere l'azione ospite. Non pago del fattaccio, il centrocampista blucerchiato - il cui cartellino è di proprietà della Juventus - ha steso con un pugno anche Marcolini, reo di essersi avvicinato in difesa del compagno. A quel punto, la situazione è degenerata anche sugli spalti, quando un anonimo tifoso della Samp ha colpito dalla tribuna inferiore Mandelli, che si trovava in panchina, con una bottiglietta d'acqua. Quest'ultimo è stato costretto a uscire dal campo con la borsa del ghiaccio sul collo. In campo è piovuto anche un accendino, di colore rosso, andato a bersaglio nel mucchio della panchina ospite.
Del Neri, a fine gara, ha chiesto al quarto uomo Buonocore se avesse preso nota dei fatti, mentre gli agenti in borghese dell'Ufficio-Stadio della Digos genovese, subito intervenuti, hanno già iniziato a vagliare le immagini delle telecamere a circuito chiuso del Ferraris per risalire al colpevole.

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sabato 23 dicembre 2006

inserito da Add.stampa il 25 Dec 2006



Dopo le vittorie di Palermo, Messina e Reggio Calabria la corsa della Samp s'interrompe a Catania: due volte sotto, due rimonte con Palombo e Franceschini, un gol annullato a Bazzani sul 3-2 e il crollo finale al 4-2 di Spinesi (tripletta per lui).

Si spezza l'incantesimo del Sud per la Samp. Stavolta i ragazzi di Novellino non portano a casa punti dalla trasferta di Catania, uscendo però dal terreno di gioco a testa alta. Sempre sotto, i blucerchiati sono riusciti a recuperare due volte... e mezza. Già, perché oltre alle reti di Palombo e Franceschini (1-1 e 2-2) c'è da registrare anche il gol annullato da Mazzoleni a Bazzani per via di un fallo fischiato dal direttore di gara in maniera molto fiscale. Il centravanti blucerchiato si appoggia lievemente su Stovini, piazzando la sfera alla sinistra di un impotente Pantanelli, ma si tratta di un movimento comunissimo in area di rigore. Poi, il palo colpito poco dopo sempre dal Bucaniere, senza dubbio il migliore dei doriani nell'ultimo impegno del 2006.
Un vero peccato insomma questo 4-2 rimediato al Massimino, contro un Catania certamente in gran forma e confermatosi imbattibile tra le mura amiche. I siciliani non perdono in casa da 19 mesi, addirittura non sono stati mai sconfitti sul campo amico da quando in panchina siede Marino. Sulle 27 gare disputate, sono 18 le vittorie e 9 i pareggi. Un bilancio veramente incredibile, che giustifica la quarta posizione occupata attualmente dai rossoazzurri. Eppure la Samp si è battuta alla pari, subendo il primo gol dopo appena 6'. Spinesi approfitta di una respinta insicura di Castellazzi per infilare la porta del Doria: 1-0.
Novellino si sbraccia, vuole tornare in partita e Palombo lo accontenta subito, girando di potenza con un gran colpo di testa un bel cross di Zenoni dalla sinistra. L'incontro non conosce soste, il Catania torna in vantaggio grazie a Fabio Caserta, bravo ad approfittare di un suggerimento di Colucci, troppo solo sul lato corto destro dell'area sampdoriana. Qui Castellazzi è sfortunato: il numero uno tocca con il piede ma non riesce ad impedire la marcatura del 2-1 avversario. Il carattere Samp comunque non si scioglie, nonostante il brutto colpo a bruciapelo. Franceschini al 40' controlla e fa partire un sinistro dai venti metri imprendibile per Pantanelli, l'angolino è troppo lontano per il portiere catanese: ancora pari.
Sembra il momento giusto per piazzare il colpo decisivo, nella cornice di un primo tempo veramente spettacolare. Sembrano in vantaggio psicologicamente i ragazzi di Novellino, bravi a rimontare due volte. Invece il Catania torna avanti, per non indietreggiare più. Calcio di rigore netto (ad un minuto dal duplice fischio) per i padroni di casa, provocato da un mani palese di Accardi - stesso tipo di fallo non segnalato però a Reggio Calabria domenica scorsa, quando Delvecchio chiese e non ottenne un penalty clamoroso -, il braccio del numero 5 è ben lontano dal corpo ed il tiro di Colucci va dritto a colpirlo. Mazzoleni indica il dischetto, Spinesi si presenta di fronte a Castellazzi e lo spiazza per il 3-2 che probabilmente pone definitivamente il match sui binari della formazione di Marino.
Nel secondo tempo la Samp riesce a far anche meglio del primo, quando aveva sofferto - soprattutto all'inizio - le folate avversarie. Al 9' entra Flachi al posto di Bonazzoli e il Doria macina gioco. Verso la metà del parziale, le occasioni descritte nelle righe precedenti capitate sulla testa di Bazzani, bravo e sfortunato. La Sampdoria non riesce dunque a trovare la via della rete e capitola nel finale, punita (forse oltre i propri demeriti) dal terzo gol di Spinesi. Tiro da fuori dell'attaccante - sempre a segno quest'anno in casa, tranne nel match con l'Atalanta e salito a 11 centri in campionato -, deviazione di Accardi e Castellazzi battuto senza poter nemmeno opporsi. Tripletta dunque per il numero 24 rossoazzurro, la prima in A.
Il match si chiude qui, la Samp termina il suo 2006 con una sconfitta più che onorevole e con un sesto posto in classifica che fa ben sperare. Un peccato interrompere la striscia positiva che durava da cinque partite ufficiali, anche perché il campionato riprenderà solo il 14 gennaio, giorno in cui a Marassi arriverà la Fiorentina di Prandelli per l'ultima giornata d'andata. Quattro giorni prima, Samp-Chievo - sempre al Ferraris - di Coppa Italia, per poi andare a Verona il 17 a giocarsi il match di ritorno. Sull'agenda anche l'amichevole del 6 gennaio contro lo Spezia, al Picco. Insomma, non saranno poi così tanti i giorni di riposo per una squadra che vuole tornare subito in campo e non perdere l'ottimo ritmo fin qui raggiunto.

Catania 4
Sampdoria 2
Reti: 6' p.t. Spinesi, 22' p.t. Palombo, 36' p.t. Caserta, 40' p.t. Franceschini, 46' p.t. Spinesi (rig.); 43' s.t. Spinesi.
Catania (4-3-3): Pantanelli; Silvestri, Sottil, Stovini, Vargas; Baiocco, Edusei, Caserta; Colucci (29' s.t. Izco), Spinesi (46' s.t. Corona), Mascara (46' s.t. Lucenti). A disposizione: Polito, Sardo, Minelli, Del Core. Allenatore: Pasquale Marino.
Sampdoria (4-4-2): L. Castellazzi; Maggio, Falcone (47' s.t. Bastrini), Accardi, Zenoni; Delvecchio (22' s.t. Soddimo), Volpi, Palombo, Franceschini; Bonazzoli (9' s.t. Flachi), Bazzani. A disposizione: Di Gennaro, Sala, Pieri, Foti. Allenatore: Walter Novellino.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo.
Assistenti: Papi di Prato e Conca di Roma.
Quarto uomo: Gambini di Roma.
Note: espulso al 45' s.t. Polito (dalla panchina); ammoniti al 20' p.t. Accardi, al 31' p.t. Mascara, al 18' s.t. Edusei e al 44' s.t. Franceschini; spettatori 20.000 circa; recupero p.t. 1', s.t. 4'.

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Catania Sampdoria 4-2

inserito da Add.stampa il 25 Dec 2006

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A Marassi è monologo-Samp

inserito da Add.stampa il 21 Dec 2006


Il Livorno crolla sotto i colpi di Franceschini, Flachi (rigore) e Quagliarella, migliore in campo con una doppietta. Inutile il vantaggio di Vigiani.
Francesco Flachi in trionfo: per la Samp è tutto facile. ApGENOVA, 20 dicembre 2006 - Gli esperti di boxe parlerebbero di ko tecnico, gli appassionati del pallone devono accontentarsi di goleada. La sostanza, comunque, non cambia: la Samp si regala l’ultima festa pre-natalizia a Marassi passeggiando su un Livorno beneficiato al 12’ di un vantaggio tanto sorprendente quanto mal gestito. L’estro e le geometrie di Flachi e Volpi, Palombo e Quagliarella, infatti, non vengono mai contrastate dagli amaranto, presi costantemente in mezzo nonostante il classico centrocampo a cinque, infittito anche da un Vigiani in costante appoggio sulla mediana. Ad approfittare dei limiti livornesi, su tutti, è Quagliarella, autore della doppietta che a inizio secondo tempo chiude una partita davvero senza storia. Troppo facile per i blucerchiati ribaltare con Franceschini e Flachi (su rigore forse dubbio) il vantaggio iniziale di Vigiani.
UNA PARTITA LUNGA MEZZ’ORA I primi 15 minuti sono la fase più interessante della partita. La Sampdoria mette la quarta pochi secondi dopo il calcio d’inizio e costringe il Livorno a chiudersi per tutti i primi dieci minuti. Quando superano la metà campo, però, gli amaranto lo fanno con personalità. Al 12’ Vigiani prende palla all’altezza dei trenta metri e, due passi più avanti, esplode il destro. Tiro, incrocio dei pali e gol, per un vantaggio decisamente clamoroso. Prima che Marassi inizi a disperarsi, però, la Samp è già nella metà campo avversaria. Al 14’ Flachi e Volpi cercano lo spazio per il tiro, al 20’ ci prova Zenoni sulla sinistra, al 25’ è il turno di Franceschini. E’ la volta buona: Quagliarella e Bonazzoli fanno la sponda di testa, l’esterno di destra blucerchiato si coordina a centro area e trova l’angolo basso in girata. Uno a uno e partita che… non cambia. Il Livorno, infatti, non trova la forza (o le idee) per costruire gioco e si riduce a subire il pressing blucerchiato. Che, al 30’, regala alla Samp il rigore del vantaggio: Quagliarella cade in area dopo uno scontro con Balleri e sul rigore di Flachi Amelia non trova nemmeno la direzione giusta in tuffo.
LIVORNO, QUANTA FATICA L’intervallo costringe Arrigoni a delle scelte e la decisione più logica – inserire Danilevicius – viene accompagnata dalla mossa più clamorosa. Il tecnico del Livorno, infatti, rinuncia a Cristiano Lucarelli conservando il modulo a una punta. Invece di comandare a centrocampo, però, gli amaranto vanno ancora sotto. Al secondo minuto Quagliarella sale in cattedra tenendo una lezione di tiro al volo: il destro con cui segna il 3-1 da fuori area, infatti, per Amelia è assolutamente imparabile. E’ l’ultima svolta: il Livorno, mai davvero in partita, perde l’ultima occasione di reagire e viene infilato per la seconda volta da Quagliarella, che al 12’ colpisce anche di testa su cross di Zenoni e dichiara virtualmente chiusa la partita. L’ultima mezz’ora, infatti, serve solo per esperimenti (leggi Bakayoko e Vidigal), uscite-premio (Quagliarella, sostituito e omaggiato dalla standing ovation di Marassi) e per la classica passerella di Bazzani, che in 25 minuti non trova il colpo di un 5-1 che per il Livorno avrebbe avuto il sapore di una umiliazione.

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Samp, il tesoro sullo Stretto

inserito da Add.stampa il 17 Dec 2006


Seconda vittoria esterna per i blucerchiati, che battono 1-0 la Reggina: la prima era arrivata a Messina. Decide una fantastica rovesciata di Quagliarella. Finale nervoso
Fabio Bazzani, 30 anni, contrastato da Lanzaro, 24. ApREGGIO CALABRIA, 17 dicembre 2006 - Finisce con Gennaro Delvecchio in porta, perché un infortunio alla mano toglie dalla gara Berti quando Novellino ha già effettuato i tre cambi. Finisce con l'arbitro Rosetti assediato dalle proteste dei giocatori e dei tifosi della Reggina, insoddisfatti della sua direzione di gara. Finisce con Bazzani che si procura un taglio alla testa e guadagna furibondo gli spogliatoi. Un brutto epilogo che rovina una gara combattuta, vinta dalla Sampdoria per 1-0. I blucerchiati, evidentemente, lontano da Marassi si trovano bene soltanto sullo Stretto: prima di passare al Granillo, avevano conquistato i tre punti una sola volta, a Messina. Alla fine, forse la Reggina avrebbe meritato almeno il pareggio. Ma la Samp non ha affatto demeritato, considerate anche le tante assenze pesanti.
Pochissimo da ricordare in un primo tempo del tutto privo di emozioni. Le uniche due situazioni degne di nota riguardano due calci di rigore richiesti e non concessi, uno per parte. Su quello invocato dalla Samp, proprio in avvio di gara, ci sono pochi dubbi: Rosetti non vede un chiaro intervento col braccio di Amerini in area. Anche i calabresi, però, hanno i loro motivi per protestare quando Lucarelli viente trattenuto in area da Bazzani, a sua volta strattonato per la maglia da Aronica. Per il resto, una prima frazione noiosa, con i portieri impegnati soltanto nell'ordinaria amministrazione. L'atteggiamento della Samp è forzatamente prudente, anche perché la squadra di Novellino è in piena emergenza difensori, tra squalifiche e infortuni: Bastrini, 19 anni, non fa rimpiangere Sala e Falcone. E' l'attacco ospite a latitare, per nulla animato da Flachi e Bazzani. Quagliarella, la punta più prolifica della Samp, è sì in campo tra i titolari, ma in posizione defilata a centrocampo. La Reggina, già vittoriosa 4 volte in casa in questo campionato, prova a fare la partita, ma si fa viva solo con qualche tiro dalla grandissima distanza di Leon.
Nella ripresa, si nota subito la maggiore intraprendenza della Sampdoria. Quagliarella suona la carica con un rasoterra parato in tuffo da Pelizzoli, poi la Reggina prova a riprendere in mano le redini della gara. Quando Bianchi sembra salire di tono e le bordate di Leon si avvicinano allo specchio della porta, però, Quagliarella gela il pubblico del Granillo con uno dei gol più belli che si siano visti in questa stagione: al 23', la sua rovesciata su un pallone proveniente dalla bandierina non dà scampo a Pelizzoli. Per l'attaccante blucerchiato è il 7° gol in campionato. Accusato il colpo, la squadra di Mazzarri si getta generosamente in avanti. Allora è Berti a salire in cattedra per negare ripetutamente il gol a Leon, Bianchi e Amoruso. E arrivano altri mugugni quando Mesto cade in area dopo un dubbio contatto con Zenoni. Prima del finale da brividi, le parate dell'intramontabile portiere blucerchiato blindano il successo per la banda Novellino, che sale a quota 20 punti in classifica. Gli stessi che avrebbe la Reggina, senza quella penalizzazione di 11 punti.

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La Samp manca il sorpasso

inserito da Add.stampa il 11 Dec 2006


Pareggio senza reti tra i blucerchiati e il Siena: i toscani restano un punto davanti alla squadra di Novellino. Partita non bella, pochissime le occasioni da gol
Tomas Locatelli, 30 anni, contrastato da Olivera, 23. PegasonewsGENOVA, 10 dicembre 2006 - E pensare che, nella passata stagione, Sampdoria-Siena era finita 3-3. Ben diversa l'edizione 2006-07, con le due squadre che regalano al pubblico di Marassi una partita nervosa e poco spettacolare: 0-0 il risultato finale (guarda la sintesi). Il pareggio fa sì che i toscani, in classifica, restino davanti ai blucerchiati: 18 punti contro 17.
Per scardinare la difesa avversaria, Novellino rilancia la coppia d'attacco Flachi-Bazzani, che tante gioie gli ha dato in passato. Sull'altro fronte offensivo, Beretta sceglie Chiesa e Bogdani con Locatelli in appoggio. La posizione più interessante, però, è quella di Candela, schierato "alla Pirlo" davanti alla difesa: per l'esterno francese, abituato alle scorribande sulla fascia sinistra, si tratta di un ruolo inedito.
Il primo tempo di Marassi, nonostante la qualità delle punte in campo, si rivela di una noia mortale. Squadre chiuse, pochissimi spunti, zero parate dei portieri, qualche sporadico tentativo dalla distanza. Da segnalare solo una punizione di Volpi battuta a rientrare dal vertice dell'area, uno di quei tiri-cross che per i portieri possono diventare micidiali: il centrocampista blucerchiato, però, riesce soltanto a sfiorare il palo. L'unico uomo in campo capace di inventare qualcosa è Locatelli, che sfugge alla marcatura sampdoriana. E puntualmente, purtroppo per la partita, il povero Tomas è costretto ad uscire intorno alla mezz'ora, azzoppato da una botta al ginocchio. Per il Siena si spegne la luce e si va al riposo sullo 0-0.
Nel tentativo di inseguire la seconda vittoria consecutiva, Novellino è costretto a cambiare qualcosa. Negli spogliatoi rimane Olivera, spesso beccato dal pubblico, mentre sul terreno di gioco va Quagliarella: l'ex punta dell'Ascoli, con 6 centri, è il marcatore più prolifico tra i blucerchiati. Sarà un caso, ma con appena 40" sul cronometro Quagliarella esplode un diagonale pericolosissimo, che si spegne di poco a lato. E la Samp inizia il secondo tempo con un altro piglio, andando a un passo dal vantaggio con Zenoni, Franceschini e Flachi. Beretta deve correre ai ripari e toglie il grande ex della gara, cioè Enrico Chiesa, per dare spazio a Frick. Ma nemmeno "super Mario" riesce a rompere il digiuno del Siena in trasferta: lontano dal Franchi, i toscani sono all'asciutto da 274'. Nel finale, l'espulsione di Konko (doppio giallo) dà nuova spinta alla Samp, che però non passa, peccando anche di scarsa lucidità. Flachi, per la verità, riesce anche a mettere il pallone in rete, ma quando il gioco era già stato arrestato dall'arbitro. E finisce 0-0, un risultato che senza dubbio soddisfa di più gli ospiti.

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Samp concreta, Messina cade

inserito da Add.stampa il 3 Dec 2006


Primo successo esterno stagionale dei liguri che vincono 2-0 in Sicilia con rete di Franceschini al 20' del primo tempo e di Quagliarella a tempo scaduto
Daniele Franceschini (21), 30 anni, congratulato dai compagni. AnsaMESSINA, 3 dicembre 2006 - Primo successo stagionale in trasferta della Sampdoria che vince 2-0 a Messina con rete di Franceschini al 20' del primo tempo e di Quagliarella al 47' della ripresa. E' stata però una faticaccia per la formazione di Novellino che dopo aver segnato ha subito per gran parte del match, specie nel primo tempo, l'iniziativa dei padroni di casa. In classifica avviene il sorpasso con la Sampdoria che sale al 12° posto a quota 16 mentre il Messina, che in casa non batte i blucerchiati dal 1964 ed è alla terza sconfitta consecutiva, scende al 14° posto con 14.
A breve il servizio completo

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Riscatto Samp, Palermo a picco

inserito da Add.stampa il 30 Nov 2006


I blucerchiati si qualificano ai quarti di coppa Italia vincendo 3-2 al Barbera. Doppietta di Flachi, rete di Zenoni, generosa ma tardiva reazione rosanero: inutili i gol di Guana e Brienza
Flachi suona la carica: la Samp vince a Palermo. FotopressPALERMO, 30 novembre 2006 - La Sampdoria vince 3-2 e respira, il Palermo paga un inizio gara inadeguato e incassa la terza sconfitta consecutiva dopo quelle di coppa Uefa e campionato. E' il verdetto della partita giocata al Barbera, ritorno degli ottavi di coppa Italia. Un risultato inatteso. La qualificazione era in bilico dopo l'1-0 per i doriani maturato a Marassi. Invece dopo soli 45' il passaggio del turno era già ipotecato dagli uomini di Novellino, grazie all'1-2 firmato da Flachi e Zenoni, bravi a punire due gravi disattenzioni difensive dei rosanero, sfavoriti anche da due rimpalli sfortunati. Poi nella ripresa, sullo 0-3 (ancora Flachi), reazione d'orgoglio dei padroni di casa, generosa, ma inutile, coronata solo in parte dai gol di Guana e Brienza. Entrambe le squadre erano reduci da sconfitte pesanti casalinghe. Il Palermo con l'Inter, nella sfida scudetto di domenica scorsa, la Samp dalla batosta patita contro la Roma di super Totti. La Samp si tira su, ispirata da un Flachi scatenato: Novellino vede premiata la scelta di presentare dall'inizio una formazione altamente competitiva, mentre il Palermo paga una formazione raffazzonata, con un paio di Primavera titolari, nella logica di un robusto turnover.
LA GARA - Tutto deciso già nel primo tempo. Poco spettacolare. Con la Samp spietata nell'approfittare delle occasione create. Doriani in vantaggio con Flachi, che approfitta di un rimpallo favorevole, lascia sul posto il giovane Cossentino con uno scatto secco, e con un diagonale di sinistro segna l'1-0. Sesto gol stagionale per l'attaccante fiorentino. Il raddoppio: punizione di Volpi deviata, palla che sfila a centroarea, dalla destra irrompe Zenoni che segna in diagonale (Agliardi poco reattivo). Il Barbera mugugna, abituato bene dal Palermo edizione 2006-07. I rosanero non riescono a scuotersi, creano l'unico periodo nel finale di tempo: bel cross di Cassani dalll destra, Cossentino di testa mette fuori.
Il secondo tempo inizia nel migliore dei modi per la Samp. Flachi doma un tiro cross dalla sinistra e si invola verso Agliardi, dimenticato dalla difesa rosanero, che sbaglia il fuorigioco. Facile il tocco morbido per il 3-0. Poi abbraccio collettivo della squadra a Novellino, la cui posizione in questa stagione sembra meno inattaccabile del solito. La gara è ravvivata dai tocchi deliziosi di Flachi, quest'anno oscurato e messo in panchina dall'esplosione di Quagliarella. Il Palermo accorcia le distanze con un colpo di testa di Guana su punizione calibrata di Brienza. E ritrova coraggio e il sostegno del pubblico. Finalmente la gara diventa piacevole. Il ritmo si alza, il Palermo ci mette il cuore e carica a testa bassa, pur senza speranze ragionevoli di rimonta, la Samp riparte in contropiede e sfiora il 3-1 con Bonanni (stavolta bravo Agliardi). Falcone viene espulso per fallo da ultimo uomo su Caracciolo, Brienza, il migliore dei suoi, colpisce la traversa con una punizione tagliata. Poi trova il meritato gol mettendo dentro il tap in sulla conclusione di Simplicio respinta da Castellazzi. E' il centro del 2-3. Ma non basta. Il Palermo paga la prima ora di abulia e non riesce a capitalizzare una mezzora da grande squadra. La Samp stringe i denti e porta a casa successo e qualificazione. Importanti, al di là del risultato, per invertire una rotta pericolosa.

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La Roma affonda anche la Samp

inserito da Add.stampa il 26 Nov 2006


Spettacolare 4-2 a Marassi: apre le danze Totti, pareggia Volpi, Perrotta e Panucci dilagano. Nella ripresa il capitano giallorosso segna una gol capolavoro; Flachi accorcia su rigore
Festa giallorossa: la Roma conquista Genova. AfpGENOVA, 26 novembre 2006 - Undici gol in due partite. Che cosa dire ancora? Con l'ennesima prova spettacolare i giallorossi piantano la loro bandiera anche a Marassi, da dove escono con un 4-2 eloquente (guarda la sintesi). Inter e Palermo sono avvertiti.
Roma, ovvero come chiudere le partite dopo soli 45 minuti di gioco. Reduce dal festival del gol al Catania, i giallorossi si dilettano anche a Genova dove annichiliscono la Sampdoria andando al riposo con un 3-1 . Al di là della consistenza dei blucerchiati, è netta la sensazione che contro i giallorossi ci sia poco da fare. Archiviata la serataccia di Donetsk, la squadra di Spalletti viaggia a pieni giri e grazie a una prestazione molto più razionale che istintiva spegne gli ardori di una Samp toccata nel vivo da una contestazione della tfoseria. Non è il caso di puntare troppo il dito indice sui liguri che giocano la loro onesta partita, mostrando però i soliti limiti in difesa, poco coperta da un centrocampo dove Delvecchio all'ultimo istante viene preferito a Franceschini.
Già la partenza della Roma è fulminante con il gran bolide di Pizarro deviato da Berti e le due occasioni sciupate da Totti. Ma il capitano non perdona, quando De Rossi gli spiana la strada con una verticalizzazione: falcate ampie e diagonale senza scampo per Berti. L'urlo di Novellino scuote la Liguria e la Samp reagisce immediatamente con Volpi: fendente angolato su cui Doni interviene goffamente e inutilmente. Ma è solo fumo negli occhi. La Roma gonfia il petto e con un uno-due micidiale stende la Samp. Prima con Perrotta che fulmina Berti da fuori area, poi con Panucci (ci ha preso gusto dopo la doppietta al Catania) che raccoglie l'assist di Totti e affonda da due passi.
Con uno, al massimo due tocchi la Roma spadroneggia. E non fa paura nemmeno Flachi che ha preso il posto di Quagliarella, vittima di un problema muscolare. Reduce dalla squalifica, l'attaccante nulla può contro la difesa di Spalletti, dove Chivu e Merxes sbarrano la porta. L'ingresso di Oliveira per Delvecchio aggiunge un po' di pepe alla sfida, soprattutto per quel suo colpo di testa respinto sulla linea da De Rossi, il baluardo della Roma, il giocatore che fa la differenza, che dispensa palloni, difende, propone: strepitoso. L'ingresso di Oliviera e poi quello di Bazzani per Bonazzoli non sono comunque sufficienti per contrastare una Roma che quando vuole fa quel che vuole, fallendo a più riprese il quarto gol.
Il predestinato per la quarta segnatura è Totti che inventa qualcosa di travolgente e impossibile. Il 4-1 firmato dal capitano, un diagonale sinistro al volo da posizione proibita, è da spedire in busta chiusa a Ronaldinho. Sicuri che la reazione del brasiliano sarà identica a quella di Marassi: tutti in piedi ad applaudire. La standing ovation è universale quando il capitano lascia il posto a Montella a cui si unisce Rosi che rileva Perrotta. La Samp accorcia su rigore con Flachi e alla fine il 4-2 non fa una piega. Incredibile, se si pensa che i giallorossi, senza una punta di ruolo, sono andati in gol più di tutti: 30 volte. La Samp? Il rischio è quello della caduta libera. "Giocatori iniziate a giocare, mister basta chiaccherare, società basta stare a guardare", recitava uno striscione a inizio gara. La protesta non ha colpito al cuore.

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Toro aggressivo, Samp battuta

inserito da Add.stampa il 19 Nov 2006


I granata, con Ardito in campo e finalmente lo spirito giusto, vincono 1-0 grazie a un gol di Rosina su rigore nella ripresa. Un po' spenti gli uomini di Novellino
Il rigore-gol di Rosina al 35' della ripresa. Ipa TORINO, 19 novembre 2006 - E' un Toro finalmente Toro. Non bello, ma motivato e grintoso. Così arriva una vittoria per 1-0 sulla Sampdoria, importante per la classifica, ma soprattutto per il morale. Che chiude bene una settimana difficile per le contestazioni dei tifosi e la panchina a rischio per Zaccheroni. Se i granata sorridono, altrettanto non possono fare i blucerchiati. Gli uomini di Novellino sono apparsi abulici, con l'eccezione dell'ex Quagliarella. Fermi a quota 13, hanno alle spalle proprio il Torino salito a 11 punti.
LA PARTITA - Si parte e il Torino, che vede Ardito a centrocampo (fuori De Ascentis) con Rosina e Lazetic alle spalle di Stellone, è subito vivace. Più compassata la Samp, in campo nella formazione attesa, che sembra un po' bloccata sugli esterni e fatica ad andare sul fondo. Dall'altra parte Rosina si muove molto bene e i granata in un paio di occasioni (in particolare un colpo di testa di Stellone alto di pochissimo e un tiro di Lazetic parato da Berti) sono molto pericolosi. Poi il ritmo cala, il pressing confuso ha il sopravvento e di azioni nitide se ne vedono poche. Così si va al riposo sullo 0-0.
Stessa musica nella ripresa, che vede la Samp mandare subito in campo Accardi al posto di Falcone. L'inizio del secondo tempo è confuso più della fine del primo, con le squadre cortissime e poche azioni dignitose. Poi però, verso metà tempo, i granata alzano il ritmo. Dopo quelche affondo pericoloso di Quagliarella, Zaccheroni fa uscire Lazetic e inserisce Abbruscato. E' la mossa decisiva. Prima l'attaccante con un cross sbagliato mette in difficoltà Berti, poi sfugge a Sala che commette ai suoi danni fallo da rigore. Rosina freddissimo trasforma e il Toro è in vantaggio

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Tris Samp in 45\', Chievo a fondo

inserito da Add.stampa il 12 Nov 2006


Con un gol di Bonazzoli e una doppietta di Quagliarella, tutti nel primo tempo, i doriani si sono sbarazzati dei veneti in grossa difficoltà tecnica e psicologica
Quagliarella segna il primo dei suoi 2 gol. AnsaGENOVA, 12 novembre 2006 - La Sampdoria rifiata, il Chievo continua a soffrire. Il 3-0 con cui i liguri hanno travolto i veneti lascia poco spazio a interpretazioni o dubbi (guarda la sintesi). I ragazzi di Novellino hanno chiuso la partita nei primi 45' con tre gol, poi hanno gestito bene: per loro tre punti importanti dopo due sconfitte di fila e non poche critiche.
Il Chievo invece non riesce a uscire dal momento no. Oggi ha dato l’impressione di essere in difficoltà un po’ in tutti i campi, da quello tecnico a quello psicologico. Due episodi su tutti: il terzo gol della Samp frutto di un errore di Mandelli e Sicignano e l’espulsione di Cossato per due ammonizioni giuste ma del tutto evitabili. La stagione è lunga, ma Del Neri dovrà realmente lavorare duro.
LA PARTITA - La Samp ha fatto subito la partita. Preso il pieno controllo delle fasce ha fatto il grosso del lavoro perché il Chievo non ha potuto quasi mai scavalcare con efficacia il centrocampo blucerchiato. Dopo due tentativi da lontano di Volpi e Palombo, i gialloblu hanno reagito col migliore dei loro, Obinna. Il velocissimo attaccante ha fatto tunnel a Sala, è corso via a Zenoni e ha centrato per Cossato, palla respinta e poi punizione dal limite dell’area che Giunti non ha sfruttato bene.
E’ stato l’unico momento buono degli uomini di Del Neri. Era il 13’ e sei minuti dopo per loro sono iniziati i guai. La Samp si è riassettata e da un preciso cross tagliato di Pieri da sinistra Bonazzoli ha svettato di testa per il facile (per lui) 1-0. Il Chievo ha tentato una reazione ma la Samp si è sempre chiusa bene. E al 28’ ha trovato il jolly con Quagliarella. L’attaccante ha stoppato dai 22 metri e si è girato con un bel destro che ha trovato non ben piazzato Sicignano infilandosi sotto la traversa. Un 2-0 tagliagambe.
Del Neri ha inserito Kosowski per provare a dare più spinta ai suoi ma al 36’ Sicignano ha aiutato la Samp a chiudere la partita: il portiere è uscito maldestramente non intendendosi con Mandelli. Su una palla rimbalzante i due sono saltati insieme a Quagliarella che con ottimo senso della posizione ha intuito che il portiere non poteva essere rientrato tra i pali e di destro ha calciato verso la porta rimasta sguarnita. Nel Chievo sotto shock e sotto di tre gol, solo le folate di Obinna hanno provato a tenere in vita i suoi.
Ma al 2’ della ripresa è arrivato un altro episodio decisivo in negativo per gli ospiti: su un pallone lungo in area destinato al fondo Cossato ha fermato volontariamente la palla con il braccio. Regolamento applicato alla lettera e seconda ammonizione con espulsione. Se si considera che il primo giallo la punta l’aveva rimediato allontanando apposta un pallone si capisce la gravità della cosa. Per Cossato un rientro disastroso dopo il lungo infortunio, ma soprattutto verdetto definitivo per i suoi compagni.
Sopra di tre gol e in 11 contro 10, la Samp ha solo dovuto portare a casa la partita senza rischiare infortuni. Novellino si è potuto permettere anche di far riposare Falcone e far rientrare Bazzani per la gioia del pubblico del Ferraris. L'attaccante ha pure sfiorato il gol al 34' ma per la Samp il bilancio di oggi è più che positivo ugualmente.

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giovedì 09 novembre 2006

inserito da Add.stampa il 10 Nov 2006

Superato l'impegno di Coppa Italia con l'1-0 al Palermo, la Samp torna al lavoro a Bogliasco per concentrarsi sulla delicata sfida di domenica pomeriggio, quando a Marassi arriverà il Chievo Verona di Gigi Del Neri. Allenamento pomeridiano, dunque, con una seduta di scarico per chi è sceso in campo ieri sera e una partitella in famiglia (contro i giovani degli Allievi reduci dal successo sul Genoa nel derby di campionato) per gli altri.


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Il Palermo vince da capolista

inserito da Add.stampa il 7 Nov 2006


Contro la Samp i rosanero sono da subito padroni della partita, e colpiscono alla prima opportunità con Corini. Nella ripresa i blucerchiati crescono, ma Zaccardo chiude la gara
La gioia dei rosanero a fine gara. Grazia NeriPALERMO, 5 NOVEMBRE 2006 - Ora il Palermo gioca anche da capolista, con la calma di chi è ampiamente consapevole dei suoi mezzi (guarda la sintesi). E lo fa vedere subito, fin dall'avvio. Con una difesa che concede pochissimo, il centrocampo dei "pelati" (Corini-Guana-Bresciano) che insieme a Simplicio costruisce un gioco "sugoso", Di Michele capace in ogni momento di trovare la giocata di classe e fantasia e Amauri in grado di tentare sempre l'impossibile, anche quando è sovrastato dalla difesa avversaria.
Dall'altra parte c'è una Samp con poche idee, con un Volpi che raramente riesce a mettere ordine e con Zenoni unico motore a spingere sulla sinistra. Un po' poco di fronte a una squadra che ha la pazianza di attendere, nella consapevolezza che per il gol è solo questione di tempo. E se i blucerchiati ammassano uomini nella loro area, c'è sempre Corini, con i suoi piedi ben rodati sui calci piazzati. Da uno di questi, al limite dell'area, arriva infatti puntualmente il vantaggio rosanero, con il capitano che aggira sapientemente la barriera.
Nella ripresa la Samp si mostra più aggressiva, e si avvicina al gol con Franceschini, mentre Bonazzoli ci prova un paio di volte da lontano. Il Palermo però riparte in contropiede, cercando anche di mandare in tilt il fuorigioco dell'altissima difesa schierata da Novellino: succede in un caso a Di Michele, che parte solo verso la porta, ma viene fermato da un fuorigioco che non c'è. C'è invece un dubbio nella posizione di Biava in occasione di un batti e ribatti in area a metà ripresa, ma quando Zaccardo risolve tutto in rete il gol viene assegnato. Novellino mette mano ai cambi e la Samp continua a provarci, con più efficacia ma senza mai mettere in seria difficoltà il Palermo. Che alla fine si permette di cercare addirittura il terzo gol: da vera capolista.

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domenica 29 ottobre 2006

inserito da Add.stampa il 30 Oct 2006

Trasferta sfortunata per la Samp in Sardegna: pochissime occasioni, decide una punizione del centrocampista rossoblu allo scadere del primo tempo.

Niente da fare, Cagliari si conferma una pagina storta dei campionati blucerchiati. Come un anno fa, quando la prima vittoria dei rossoblu arrivò proprio contro la Samp, così quest'anno, con una punizione molle di Conti (concessa per un fallo dubbio) che buca barriera e Castellazzi e sancisce la terza sconfitta stagionale blucerchiata. Peccato, peccato perché i passi avanti visti mercoledì sera contro la Lazio - nella bella e netta vittoria targata Quagliarella-Volpi - non hanno trovato conferma al Sant'Elia: la Samp ha giocato a rilento, dando l'idea di accontentarsi del pareggio senza però trovare le energie di raddrizzare una giornata che si è messa male nel momento peggiore, con la testa all'intervallo.
Novellino manda in campo una Samp senza Volpi: il capitano è in panchina, a scopo precauzionale, la fascia finisce al braccio di Palombo. Castellazzi al suo posto tra i pali, in difesa rientra Zenoni a destra e conferma per Accardi dall'altra parte, Falcone-Terlizzi coppia centrale; Parola fa il regista, sulle fasce giostrano Delvecchio e Franceschini con Quagliarella in avanti ad aiutare Bonazzoli. Dall'altra parte, Giampaolo cerca la prima vittoria affidandosi al tridente Esposito-Suazo-D'Agostino, lasciando a Conti i compiti di orchestrare il gioco supportato da Biondini e Colucci e la difesa a 4 con Pisano, Lopez, Bianco e Agostini davanti a Chimenti. L'inizio è a rilento, una lunga fase di studio e qualche timido, timidissimo tentativo: bisogna aspettare il quarto d'ora per il primo tentativo blucerchiato con una botta dalla lunga distanza di Quagliarella che si spegne a lato senza impensierire Chimenti. Non che il Cagliari produca molto di più, anzi, ma i rossoblu se non altro hanno il merito di trovare la rete: punizione di Conti allo scadere e sipario sul primo tempo nel peggiore dei modi immaginabili.
Le note liete della Samp hanno il volto di Terlizzi, definitivamente recuperato, e di Accardi, bravo a contenere gli spunti di Esposito per poi provare qualche affondo. Ma nemmeno nella ripresa la musica cambia, la partita scorre via senza sussulti né occasioni: alla Samp manca lo spunto necessario per tornare in vita (e non servono gli ingressi di Volpi e Olivera), e quando Novellino decide di provare la carta Bonanni ci si mette la sfortuna (problemi muscolari per Falcone) che obbliga il mister a inserire Sala. Qualche contropiede del Cagliari con Suazo sempre fermato in tempo, una mischia o due nel finale: ma l'1-0 del Cagliari resta quello decisivo.
Bisogna ripartire, Novellino voleva continuità e per una domenica non l'ha avuta. Il calendario propone una doppia sfida al Palermo capolista e capace di espugnare, dopo il San Siro milanista, anche Firenze: domenica si va al Barbera, decima di campionato, in settimana campi invertiti per l'andata degli ottavi di Coppa Italia. Servirà la Samp vista sin qui.

Cagliari 1
Sampdoria 0
Rete: 45' p.t. Conti.
Cagliari (4-3-3): Chimenti; Pisano, Lopez, Bianco, Agostini; Biondini (42' s.t. Budel), Conti, L. Colucci; D'Agostino (24' s.t. Conticchio), Suazo, Esposito (35' s.t. Pepe). A disposizione: Fortin, Bizera, Semedo, Langella). Allenatore: Marco Giampaolo.
Sampdoria (4-4-2): L. Castellazzi; C. Zenoni, Terlizzi, Falcone (21' s.t. Sala), Accardi; Delvecchio (1' s.t. Volpi), Parola (4' s.t. Olivera), Palombo, Franceschini; Bonazzoli, Quagliarella. A disposizione: Berti, Pieri, Bonanni, Foti. Allenatore: Walter Novellino.
Arbitro: Pantana di Macerata.
Assistenti: Giordano di Caltanisetta e Cini di Firenze.
Quarto uomo: Gallione di Alessandria.
Note: ammoniti al 24' p.t. Falcone, al 26' p.t. Pisano, al 37' s.t. Terlizzi e al 45' s.t. Conticchio; spettatori 15.000 circa; recupero p.t. 1' e s.t. 5'.

Nella foto Pegaso, un anticipo di Falcone su Suazo.

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Il Cagliari rompe il tabù

inserito da Add.stampa il 30 Oct 2006


Prima vittoria in campionato per i sardi, che battono 1-0 una spenta Sampdoria. Decide una punizione conquistata da Suazo e trasformata da Conti
Daniele Conti, 27, festeggia con Biondini e Suazo. ApCAGLIARI, 29 ottobre 2006 - Ci voleva la Sampdoria per far riassaporare al Cagliari il gusto della vittoria. Proprio come nella passata stagione, la prima vittoria rossoblù in campionato arriva nella sfida contro i blucerchiati di Novellino, che escono senza punti dal Sant'Elia e restano a quota 10 in classifica, mentre il Cagliari sale a 9. Il successo della squadra di Giampaolo è meritato, ma giunge al termine di una partita che ha regalato pochissime emozioni (guarda la sintesi).
LA PARTITA - I primi 45 minuti fanno rimpiangere ai non tantissimi spettatori del Sant'Elia la rinuncia a un pomeriggio in spiaggia: in una giornata dalle temperature estive, lo spettacolo offerto da Cagliari e Sampdoria nel primo tempo è francamente di basso livello. Il tridente voluto da Giampaolo funziona solo a tratti, perché D'Agostino, Esposito e Suazo si cercano poco, preferendo azioni personali di sfondamento. L'attaccante dell'Honduras è travolgente quando parte palla al piede, ma spesso pecca di egoismo. Non che la Sampdoria, dall'altra parte, sappia rendersi pericolosa. Bonazzoli non trova palloni giocabili e il solo Quagliarella prova a costruire qualcosa in attacco. L'assenza di Volpi, inizialmente in panchina per le non perfette condizioni fisiche, si sente moltissimo. Tanto che Novellino, all'intervallo, decide di mandarlo in campo al posto di un opaco Delvecchio. Il problema, per il tecnico della Samp, è che nel frattempo il Caglairi si è portato in vantaggio, sfruttando l'unica vera occasione propizia. Un errore nel posizionamento della barriera da parte di Castellazzi permette a Conti di trasformare una punizione conquistata da Suazo: è l'1-0.
Nella ripresa, la Samp dovrebbe essere costretta a fare la partita, ma i blucerchiati incontrano tantissime difficoltà nell'impostazione della manovra. Il Cagliari, pur senza creare palle-gol vere e proprie, non soffre praticamente mai nei primi 20 minuti. L'ingresso di Olivera dà un po' di vivacità in più alla Samp, anche se l'ordine tattico resta solo una pia illusione. Soltanto nel finale, quando gli ospiti devono per forza di cose assaltare la difesa rossoblù, Chimenti corre qualche brivido. Ma il portiere del Cagliari non ha neppure bisogno di intervenire, perché gli attaccanti blucerchiati proprio non centrano lo specchio della porta. Per la Sampdoria, che lontano da Marassi non vince dal 14 gennaio scorso, finisce pure una piccola striscia positiva: fino a oggi, era l'unica squadra di serie A ad essere andata in rete in tutte le partite. Per Novellino è davvero una domenica da dimenticare.

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Quagliarella non si ferma più

inserito da Presidenza il 26 Oct 2006

La Sampdoria batte la Lazio 2-0 e inchioda i biancocelesti a -1. Dopo la doppietta di Bergamo ancora in gol l'attaccante, poi l'espulsione di Stendardo e il rigore di Volpi chiudono la gara
Il destro di Quagliarella che vale l'1-0. AnsaGENOVA, 25 ottobre 2006 - "Con questa penalizzazione sarà bene preoccuparsi di restare in serie A". Delio Rossi lo aveva detto in precampionato, ma nessuno aveva dato troppo peso alle sue dichiarazioni. La Lazio che perde 2-0 a Genova contro la Samp non dovrà certo sporcarsi le mani per conquistare la salvezza, ma certo la crisi di risultati (e in parte di gioco) preoccupa (guarda la sintesi). I biancocelesti restano a -1 in classifica: dopo la disfatta col Catania non c'è stata l'attesa svolta, anche se il parziale risveglio dopo aver subito il gol di Quagliarella può essere un punto da cui ripartire. Sorride la Samp di Novellino, squadra imprevedibille. I blucerchiati vanno in gol con relativa facilità e hanno scoperto un Quagliarella da copertina. Resta la sensazione di una squadra a cui manca qualcosa per essere davvero competitiva, ma che potrà togliersi diverse soddisfazioni se registrerà la retroguardia, stasera per la prima volta imbattuta dopo aver incassato ben 13 gol.
PRIMO TEMPO - Squadre disposte in maniera simile, con un 4-4-2 che cerca di mantenere sempre poca distanza tra le linee di difesa a centrocampo. Novellino (privo di Cristian Zenoni e Delvecchio, squalificati) si affida a Sala come esterno destro di difesa, con l'ormai recuperato Terlizzi che affianca Falcone, confermato dopo la figuraccia che domenica scorsa a Bergamo ha regalato il 3-2 all'Atalanta. Accardi a sinistra rileva Pieri. Al posto di Delvecchio a destra gioca Bonanni, un mancino naturale. Delio Rossi sorride: Ledesma è recuperato e affianca Mudingayi in mezzo al campo. Baronio e Mutarelli, disastrosi a Lecce col Catania, vanno in panchina. Dopo un'ammonizione per simulazione a Quagliarella, Manfredini stuzzica Castellazzi al 7, ma le squadre sono piuttosto corte, ci sono pochi spazi e i primi 25' scorrono senza grandi emozioni. Sul piano psicologico la Lazio sembra reagire bene all'orrenda prestazione col Catania, ma i biancocelesti non riescono mai ad innescare Rocchi e Pandev negli spazi. Per entrambe le squadre è difficile arrivare in area con facilità e allora fioccano le conclusioni dalla distanza. Molte sono velleitarie, ma al 41' Palombo con un missile da 30 metri scuote la traversa a Peruzzi battuto. Ma si va al riposo sullo 0-0, con la Samp che ai punti meriterebbe il vantaggio in una gara comunque equilibrata.
SECONDO TEMPO - Si riprende con Tare al posto di Rocchi, che non era al meglio. Dopo un'occasione non concretizzata da Manfredini (ma dov'è finito l'esterno che al Chievo faceva faville?), la gara si sblocca. C'è lo zampino di Belleri, inadeguato sostituto dello squalificato Oddo, che in piena area prima tocca male di testa e poi si fa saltare sulla linea di fondo da Quagliarella, che rientra sul destro e batte un Peruzzi non esente da qualche colpa. La Lazio prova a reagire col colpo di testa di Tare, a cui replica subito Bonanni, poi Mauri sfiora il palo. L'impressione è che la Samp non sia certo impermeabile, ma la Lazio non riesce ad essere incisiva. Poi in 2' la gara si chiude: prima Stendardo ferma fallosamente Quagliarella che taglia in area e viene espulso da Trefoloni. Il fallo c'è e Stendardo è ultimo uomo, la decisione, per quanto severa, ci sembra corretta. Ma non è finita: al 30' Oliveira e Siviglia si trattengono in area sul cross di Franceschini e l'assistente Comito richiama Trefoloni affinché conceda il rigore. Qui abbiamo qualche dubbio: la trattenuta pare reciproca, anche se è la maglia del sampdoriano ad allungarsi di più. Sotto di due gol e con l'uomo in meno la Lazio non si arrende e colpisce un palo al 38' con Tare. Neppure la buona sorte è dalla parte dei biancocelesti, che chiudono addirittura in 9 per l'espulsione di Pandev (corretta a termini di regolamento ma un po' fiscale): intendiamoci, la vittoria Samp è meritata, ma un pari non sarebbe poi stato scandaloso.

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Atalanta, rimonta mozzafiato

inserito da Add.stampa il 22 Oct 2006

Atalanta, rimonta mozzafiato
Finisce 3-2 la sfida con la Sampdoria che conduceva 2-0 con una doppietta di Quagliarella. Decidono due rigori di Doni e la rete di Zampagna al 43' della ripresa
Cristiano Doni, 33 anni, al 58° gol con l'Atalanta. Ansa BERGAMO, 22 ottobre 2006 - Finisce 3-2 tra Atalanta e Sampdoria con i blucerchiati che conducevano 2-1 fino a una manciata di minuti dal termine e che sognavano di vincere la prima gara esterna dallo scorso gennaio (guarda la sintesi). Invece la squadra di Novellino, che insieme a Inter e Siena era l'unica imbattuta in trasferta della serie A, si è fatta trafiggere con un paio di clamorose ingenuità difensive nel finale. Sotto 2-0 con una doppietta di Quagliarella (4' e 11'), i padroni di casa hanno accorciato con Doni su rigore al 38' del primo tempo, poi hanno legittimato la costante pressione con un altro penalty di Doni al 40' della ripresa. Al 43' il gol vincente di Zampagna che, in attesa del posticipo Palermo-Milan, lancia l'Atalanta al terzo posto in classifica insieme a rosanero, Udinese e Livorno.
I nerazzurri iniziano subito di gran lena, ma al 4' la beffa: un rimpallo libera Quagliarella che carica il destro e da 25 metri mette in rete sotto l'incrocio dei pali. Doni cerca subito Zampagna, ma Castellazzi in uscita si oppone. All'11 grande discesa di Bonazzoli, apertura a sinistra per Quagliarella che al volo infila Calderoni in pallonetto. L'Atalanta perde un po' di brio, ma continua a insistere con Zampagna che viene braccato a turno da Falcone e Sala che alternano le buone alle cattive maniere. Al 38', sull'ennesimo contrastato è Sala che viene sanzionato e dal dischetto Doni spiazza Castelazzi insaccando con un rasoterra sulla sinistra.
La rirpesa è un monologo lombardo. A livello di quantità la squadra di Colantuono è impeccabile, ma nonostante il gran lavoro sulle fasce laterali non fioccano le occasioni da gol. Novellino dispone i suoi in maniera molto contenitiva e a un certo punto rilancia, a nove mesi dall'infortunio, Bazzani per cercare qualche guizzo. Al 40' Pieri atterra ingenuamente Ventola ed è ancora rigore che Doni trasforma, questa volta mettendo la palla sulla destra. Per il fantasista è il 58° gol con l'Atalanta, a tre soli centri dal record di club di Cominelli.
La Sampdoria accusa il gol subito e al 43' Falcone sbaglia in maniera grossolana l'intervento su Zampagna che da 20 metri trova il pallonetto vincente. La beffa è servita e Doni ammette candidamente che la buona sorte ha aiutato l'Atalanta: "Noi abbiamo creato di più, però le partite spesso si risolvono per degli episodi che oggi sono andati a favore nostro. Abbiamo subito subito due gol belli, ma fortunosi, poi invece è stata premiata la nostra costanza. Siamo una squadra con le palle".

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sabato 14 ottobre 2006

inserito da Add.stampa il 15 Oct 2006

La prima, grande prestazione del ragazzo di Castellammare di Stabia lascia a bocca aperta tifosi e addetti ai lavori: «Mi diverto e sto bene, e poi questa è una grande squadra».

Si è mosso bene Fabio Quagliarella da Castellammare di Stabia. Lo ha detto anche Walter Novellino a fine partita, e il mister della Samp non elargisce mai elogi a caso. L'attaccante ex Ascoli si è calato perfettamente nel ruolo che il tecnico gli ha ritagliato attorno, sebbene fare il vice Flachi non sia facile nemmeno per calciatori molto più esperti di lui. Però provarci si deve e Quagliarella non solo ha dimostrato volontà, ma anche e soprattutto qualità. Riuscendoci.
La coppia con Bonazzoli sembra già affiatata, i due si completano, si aiutano, dialogano a meraviglia. Fabio prende le sponde, oppure riparte veloce quando serve e cerca di mettere il compagno nelle condizioni migliori per sfruttare il suo fisico. Insomma, la seconda punta, o punta d'appoggio che dir si voglia. C'è il gol però che tedia il napoletano, un gol che in campionato ancora non si è visto. Ma si può anche aspettarlo questo talentuoso ragazzo classe '83, arrivato in sordina e già capace di raccogliere applausi dalla Sud, inventando tocchi importanti, al cospetto del Milan, mica della prima squadretta in gita a Marassi. Aspettare il suo gol sarà dunque un piacere per la Sampdoria, tantopiù che Quagliarella non si fa problemi di sorta: «Il gol arriverà - dice sicuro il numero 27 della Samp -, ora mi godo assieme ai compagni questo bel pareggio, sebbene si potesse anche raccogliere un bottino maggiore. Sono consapevole che gli attaccanti vivono di gol, ma allo stesso modo non ne faccio una tragedia, continuo anzi a lavorare sereno perché il momento arriverà. E' fondamentale continuare su queste prestazioni».
Dalla tribuna, gli fanno notare, è sembrato che Quagliarella si sia divertito molto: «Beh, cerco sempre di divertirmi, se posso, quando gioco... Ma ciò che conta realmente è il bene della Samp, io faccio solo ciò che mi chiede il mister». E cosa aveva chiesto Novellino prima del Milan? «Mi aveva detto di svariare, a volte di qua, a volte di là, di prendere Brocchi piuttosto che andare sottoporta... Insomma, di lavoro ne ho svolto».
La Sud sta scoprendo Quagliarella, un giocatore che pochi conoscevano e che invece in poco tempo ha saputo balzare agli onori della cronaca: «Piano piano spero di farmi conoscere sempre di più dal popolo doriano, si tratta anche di un aiuto ulteriore, perché se sbagli un passaggio e comunque ti applaudono senti la fiducia e la fiducia è tutto». Alcune giocate di Quagliarella sabato sera hanno scatenato un frastuono assordante: «Le ho sentite, le ho sentite... Anche perché con un pubblico così è difficile essere sordi, sebbene si sia concentratissimi. Fa piacere, spero di continuare su questa strada». Il pareggio è arrivato su un tocco di mano netto di Kaladze: «Episodio storto, ci andrà meglio la prossima volta...».
L'importanza dei segnali. Samp-Udinese è uno di questi, secondo l'attaccante campano: «Credo che da quel giorno in noi sia scattato qualcosa, abbiamo iniziato a prendere fiducia, abbiamo iniziato a lottare consapevoli di essere un ottima squadra. Si lavora bene in settimana grazie al mister, si lavora sicuri e sereni. Penso che siano basi ottime da cui ripartire».





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Milan, faticoso 1-1 in casa Samp

inserito da Add.stampa il 15 Oct 2006


Dopo un primo tempo più vivace, le reti nel finale di gara: al 24' va a segno Bonazzoli di testa, al 39' Kaladze firma il pari, ma dopo aver toccato il pallone col braccio. Inzaghi reclama un rigore
Delvecchio contro Maldini. SportimageGENOVA, 14 ottobre 2006 - Il Milan torna al gol dopo tre gare di astinenza, ma manca ancora l'appuntamento con la vittoria (guarda la sintesi): a Marassi finisce 1-1. Ma che fatica, contro una Samp veloce e determinata, che passa al 24' della ripresa con Bonazzoli e cade al 39' per una rete di Kaladze macchiata da un fallo (tocco di braccio). E per la sedicesima volta consecutiva i doriani subiscono un gol in casa.
FORMAZIONI Nel Milan alla fine Gilardino ce la fa, nonostante il mal di schiena accusato in settimana. E così c'è lui al fianco di un frizzante Inzaghi, con Oliveira in panchina e Kakà alle spalle. Per il resto è il Milan atteso, con Cafu e Jankulovski a macinare chilometri (non troppi, in realtà) sulle fasce, e un centrocampo privo della fantasia degli infortunati Pirlo e Gourcuff ma irrobustito dai muscoli di Brocchi, Gattuso e Seedorf. Nella Samp torna Bazzani dopo oltre otto mesi (in panca), con Quagliarella e Bonazzoli a cercare di supplire all'assenza per squalifica di Flachi. Sulle corsie esterne sono confermati Franceschini e Delvecchio, mentre Falcone riprende il suo posto in difesa.
PARTITA Il primo tempo scorre intenso e vivace, all'insegna dell'equilibrio. Il Milan è più poderoso, ma talvota anche eccessivamente macchinoso, la Samp invece attacca e difende in massa, muovendosi con sincronia e velocità e spingendo parecchio sulle fasce. Ma l'agilità doriana non trova sbocchi concreti, spesso anche per imprecisione nell'ultimo passaggio. Zenoni e Quagliarella vanno anche vicini al gol, ma la difesa del Milan non lascia varchi. Dall'altra parte la velocità di Inzaghi rischia invece di far male ai doriani. Gilardino lavora per la squadra ma non brilla, sono l'ex juventino e Kakà a confezionare le azioni offensive migliori: il brasiliano sfiora il palo, Inzaghi prima non ci arriva, poi si fa fermare da Castellazzi, quindi lo salta ma cade: per l'attaccante è rigore, per Rosetti no. Insomma, un Milan che chiude i primi 45' in crescente pressione offensiva, ma a sua volta non trova lo spunto vincente e rimanda tutto alla ripresa.
Ma l'intervallo non porta consiglio. La gara perde infatti velocità e smalto, con la Samp che sembra pagare lo scotto di 45' giocati a pieno ritmo e un Milan poco continuo nella fase offensiva. Al 20' Ancelotti richiama un Gilardino in evidente imbarazzo sostituendolo con Oliveira, al quale dà un unico consiglio: "Tira, tira!". Ma anche i doriani sentono, ed eseguono: al 24' Pieri crossa da sinistra, la difesa milanista si fa di pietra, Bonazzoli salta indisturbato al centro dell'area e mette alle spalle di Dida. Riprende fiato e coraggio la Samp, il Milan si ingobbisce e chiama in campo anche Kaladze e Bonera al posto dei deludenti Jankulovski e Cafu. Un mossa decisiva: Inzaghi firma infatti l'ennesimo quasi-gol rossonero (con Castellazzi che salva all'incrocio dei pali), ma è poi Kaladze a far centro al 39', su cross di Bonera. Il destro ravvicinato del georgiano è anticipato da un tocco del braccio sinistro, ma Rosetti non vede, e dunque finisce con un salomonico 1-1.

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Novellino: \"Vittoria strameritata\"

inserito da Add.stampa il 2 Oct 2006

Genova, 1 ottobre 2006 - L'incubo è finito, la Sampdoria è tornata a vincere e Walter Novellino può finalmente sorridere. "Credo che abbiamo fatto una grandissima partita - commenta il tecnico blucerchiato - Il rigore l'ha riaperta un attimo ma abbiamo strameritato di vincere questa gara. Eravamo preoccupati, sentivamo il peso delle 17 partite senza vittorie - riconosce Novellino - e abbiamo fatto anche un pò di fatica perchè siamo stati condizionati da un errore iniziale. Avevamo di fronte un signor Parma ma abbiamo preso in mano tutto, abbiamo giocato, fatto gol, siamo su una buona strada". Sull'episodio del rigore concesso agli emiliani Novellino non vuole commentare ("era importante vincere giocando bene"). "Abbiamo ceduto tantissimi giocatori importanti e sono arrivati giovani che mancano ancora di continuità e di sintonia con gli anziani ma anche se non vincevamo da tanto tempo abbiamo colto dei pareggi a Milano e contro Udinese e Ascoli che sono risultati importanti".

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domenica 24 settembre 2006

inserito da Add.stampa il 24 Sep 2006

domenica 24 settembre 2006
Gli applausi di Moena, i complimenti di Novellino, i gol pesantissimi a Udinese e Ascoli: così Gennaro Delvecchio ha conquistato la Samp.

La storia è nota e arcinota: era opinione comune che Gennaro Delvecchio alla Samp fosse solamente di passaggio, come quando un anno fa passò in sede in mattinata e nel pomeriggio finì al Lecce. Quest'anno c'era il Napoli, a fargli una corte serrata, e c'erano i titoli di mercato a far credere che davvero il trasferimento fosse cosa di giorni. Invece è andata diversamente, Novellino a Moena ha trovato un giocatore motivato, serio, forte: e duttile, così duttile da convincere il tecnico a provare schemi alternativi al 4-4-2 storico pur di trovargli un posto in squadra.
Oggi Delvecchio è un giocatore cardine di questa Samp, e tra Udinese e Ascoli ha tirato fuori due gol pesanti come macigni: l'1-3 che ha resuscitato una sfida già morta, mercoledì scorso, e il pareggio al Del Duca, d'opportunismo e intelligenza. Sa come farsi trovare pronto, insomma, il centrocampista di Barletta. Sa tenere la posizione, difendere, recuperar palla, correr via in contropiede, e soprattutto ha carattere e tenacia: è la vecchia lezione del calcio (una partita non è mai finita finché l'arbitro non manda tutti negli spogliatoi), e Gennaro Delvecchio l'ha seguita alla perfezione.
Secondo tempo, la Samp è in 10: fuori Falcone per una trattenuta su Bjelanovic lanciato a rete. Corner, l'azione prosegue, Zenoni recupera palla e trova la sponda di Quagliarella. E' l'attimo in cui si decide la partita, l'attimo in cui Ascoli smette di essere una tappa da calvario e diventa un punto che conferma la voglia e la grinta di questa squadra: Delveccchio tiene a distanza il diretto marcatore, prende il tempo e di testa, da fermo, da due passi, fa secco Pagliuca. 1-1, i 250 tifosi della Samp sbarcati nelle Marche possono gioire mentre Delvecchio balla felice davanti a loro: crederci fino in fondo, Delvecchio lo sa bene. Era la sua duecentesima partita da professionista: ne ha fatta di strada, dal giorno del raduno a oggi.



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Due Delvecchio per un 1-1

inserito da Add.stampa il 24 Sep 2006

Due Delvecchio per un 1-1
Al Del Duca Marco porta il vantaggio l’Ascoli al 15’, Gennaro al 20’ della ripresa pareggia per la Samp, in 10 dopo l’espulsione di Falcone
L'esultanza di Marco Delvecchio (33). Pieranunzi.ASCOLI, 24 settembre 2006 - Restano senza vittorie e nei bassifondi della classifica del campionato 2006/07 Ascoli e Sampdoria (guarda la sintesi). Al Del Duca la partita si chiude sull’1-1, con le reti dei due Del vecchio: Marco per l’Ascoli al 15’ del primo tempo e Gennaro al 20’ della ripresa. La formazione di Novellino prolunga la striscia di gare senza vittoria, ormai 17. La Samp può però sorridere almeno un po’, dato che ha dovuto giocare in dieci dal 10’ del secondo tempo per l’espulsione di Flachi.

La Sampdoria vuole la vittoria a tutti i costi e parte subito alla carica. Di testa. Al 2’ il tocco di Olivera destinato all’angolino basso viene deviato in corner da Pagliuca. Sulla battuta Quagliarella colpisce alto. L’Ascoli attende e rischia ancora al 12’, quando Pecorari trattiene Bonazzoli al limite dell’area e viene ammonito. Sulla seguente punizione ancora grande Pagliuca, che respinge il tiro di Volpi, molto potente, ma anche centrale. Ripartenza veloce dell’Ascoli che in pochi secondi e già dall’altra parte, sull’out destro. Giampà finta un cross e poi tira direttamente. Castellazzi è costretto a parare in angolo. Corner fatale alla Samp: sulla battuta di Lukovic Marco Delvecchio sceglie bene il tempo su Volpi e da due passi mette in rete di testa. Per l’attaccante di lungo corso si tratta della sessantanovesima rete in serie A.

La squadra di Novellino non si perde d’animo e continua a tenere in mano il gioco, con manovre avvolgenti e cross in quantità che piovono su Pagliuca. Novellino inverte Olivera e Quagliarella, spostando l’ex di turno sulla destra. Lukovic soffre e la Samp domina: al 30’ annullato per fuorigioco un gol proprio di Quagliarella: AL 30’ l’attacante aveva deviato in rete una debole mezza girata di Gennaro Delvecchio. Dopo solo un minuto occasione per Bonazzoli: servito in piena area di rigore da un tocco laterale di Olivera, mira all’angolo basso alla sinistra di Pagliuca, che con uno splendido tuffo riesce a toccare in angolo. Meno bravo l’ariete doriano al 33’: servito in area stoppa, controlla la palla e conclude. Bonazzoli chiude troppo la palla che termina metri a lato della porta dell’Ascoli.

La ripresa inizia con un brutto colpo per la Samp: al 10’ Bjelanovic viene lanciato in velocità e supera Falcone che lo trattiene. L’arbitro Ayroldi fischia il fallo del difensore e lo espelle, per aver fermato l’attaccante avversario lanciato a rete. Palombo deve quindi scalare al centro della difesa e Quagliarella va a fare la punta centrale. Con Bonazzoli già sostituito alle sue spalle si piazza Genanro Del vecchio, con i nuovi entrati Bonanni e Franceschini larghi sulle fasce.

L’Ascoli prova a tenere il pallino del gioco, ma a sorpresa viene punito: al 20’ ottimo lavoro nell’area ascolana di Zenoni, e pallone morbido per la testa di Quagliarella, che fa la sponda per Del vecchio. Il centrocampista da due passi ancora di testa trafigge il fin lì insuperabile Pagliuca e firma l’1-1. La Samp trova vigore e resiste senza problemi fino al termine. Rischia solo al 39’, su due bolidi dalla distanza dell’ottimo Boudianski. Sulla prima conclusione Castellazzi si supera e con la mano destra toglie la palla dal sette. Il secondo, potentissimo, tiro termina fuori di poco sulla sinistra della porta della Samp.

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giovedì 21 settembre 2006

inserito da Add.stampa il 21 Sep 2006



Beppe Marotta, ad della Samp, torna sulle emozioni della sfida tra Sampdoria e Udinese e ringrazia lo splendido pubblico blucerchiato.

A poche ore di distanza dall'emozionante epilogo di Samp-Udinese, con ancora nel cuore lo spettacolo di uno stadio sempre al fianco della squadra, l'amministratore delegato della Sampdoria Beppe Marotta non può non ringraziare i tifosi blucerchiati: «E' stata una partita, una serata dalle sensazioni davvero intense - spiega Marotta, felice -, per certi versi una notte quasi indimenticabile. Ma al di là delle vicende del campo, che hanno comunque confermato la solidità del gruppo anche nei momenti di maggiore difficoltà, quello che resterà nella mente e nel cuore è l'ennesima dimostrazione di amore senza confini che la tifoseria ci ha regalato. Tutti, dalla società al tecnico e ai giocatori, siamo qui a rinnovare il nostro ringraziamento di cuore al nostro straordinario pubblico che, per l'ennesima volta, ha saputo regalarci una dimostrazione unica di attaccamento e passione. Il nostro grazie è commosso e va a tutti i nostri splendidi tifosi».

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Cuore Samp, Udinese raggiunta

inserito da Add.stampa il 21 Sep 2006

Cuore Samp, Udinese raggiunta
Gran partita a Marassi: friulani avanti 3-0 con i gol di Di Natale, Iaquinta e Asamoah. Poi Delvecchio, Volpi e Flachi trovano i gol della rimonta: finisce 3-3
Gennaro Delvecchio, 28 anni, segna il momentaneo 1-3. AnsaGENOVA, 20 settembre 2006 - Prigioniera di un incubo, la Sampdoria si risveglia con la forza del carattere e viene fuori da una situazione che si stava facendo (sportivamente) drammatica. A digiuno di vittorie dal 12 febbraio scorso, in meno di 45' i blucerchiati di Novellino si trovano sotto di tre gol contro un'Udinese che sembra dilagare. Poi, però, ecco la rimonta. Che non basterà a evitare il record negativo di gare senza vittorie nella storia blucerchiata (16), ma che almeno risolleva il morale dei liguri. Finisce 3-3 e probabilmente è giusto così.
L'Udinese colpisce a freddo, al primo vero affondo. Di Natale confeziona la prima delle molte perle che impreziosiranno la sua partita, scaricando un destro a giro dalla grande distanza che si insacca nell'angolino basso. E' il suo 6° gol in carriera a Castellazzi, che ormai se lo sognerà anche di notte. I blucerchiati accennano una reazione nel tentativo di raddrizzare subito la gara. Ma, se in avanti Bonazzoli e Olivera provano a mettere in difficoltà la difesa friulana, la retroguardia sampdoriana fa acqua da tutte le parti. Dalle parti di Maggio, Asamoah e Di Natale (abili a scambiarsi di posizione, con Iaquinta perno centrale) fanno quello che vogliono e il raddoppio nasce ancora dai piedi dell'attaccante napoletano: cross delizioso per la testa di Iaquinta, che da due passi fulmina Castellazzi.
Incassato lo 0-2, la Samp ha un attimo di crollo psicologico. L'Udinese dilaga, sfruttando lo sbilanciamento dei liguri. Il terzo gol sembra inevitabile e alla fine arriva, complice un inguardabile intervento di Maggio che libera Asamoah. Partita finita? Giusto il tempo di pensare che non ci sia più nulla da vedere ed ecco l'acuto di Delvecchio, bravo a incornare un cross di Bonazzoli. Meno bravo a farsi ammonire nel tentativo di velocizzare il gioco.
E l'avvio del secondo tempo fa subito capire che lo spettacolo a Marassi è tutt'altro che terminato. L'Udinese resta pericolosa ogni volta che riesce a partire in contropiede, ma ha il demerito di indietreggiare troppo e di lasciarsi schiacciare dai blucerchiati, che caricano a testa bassa. La diga friulana sembra tenere, ma a metà della ripresa è tradita da De Sanctis, che si fa scappare una punizione innocua di Flachi. Dopo l'errore, il portiere prova a rincuorare i compagni, ma la frittata è fatta: il pubblico blucerchiato si esalta, ci crede e spinge la squadra, che trova il pareggio poco dopo con Flachi, pronto a sfruttare una respinta del portiere bianconero su tiro di Palombo. Vane le proteste ospiti per un presunto fuorigioco. Non arriveranno altri gol, ma a Novellino può bastare così. Galeone, invece, ha molto da recriminare per la grande occasione sprecata.

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Flachi: \"Un risultato di prestigio\"

inserito da Add.stampa il 18 Sep 2006

Flachi: "Un risultato di prestigio"16 settembre 2006 - Francesco Flachi è soddisfatto dopo l'1-1 a S.Siro con l'Inter: "Eravamo partiti male - commenta l'attaccante, in gol su rigore - in questo campionato e ci siamo rifatti alla grande. Un risultato di prestigio che abbiamo meritato". Novellino concorda. "Abbiamo giocato bene, anche se forse nel finale siamo arretrati troppo. Anch'io non avrei dovuto togliere Olivera. Ma si tratta di un punto meritato che mi accontenta. Complimenti ai ragazzi".

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L\'Empoli sorprende la Samp

inserito da Add.stampa il 12 Sep 2006

L'Empoli sorprende la Samp
Al Ferraris i toscani superano 2-1 i blucerchiati, in vantaggio con Bonazzoli. Per gli ospiti gol di Buscé e Saudati su rigore. Espulsi Falcone e Delvecchio
La rete del pareggio di Antonio Buscé, 30 anni. AnsaGENOVA, 10 settembre 2006 - La Samp aveva chiuso l’anno scorso senza vincere nelle ultime tredici gare. Riparte nel campionato 2006-07 perdendo in casa 2-1 con l’Empoli. Cagni ottiene tre punti importanti per un campionato che si preannuncia di sofferenza, eppure le prime azioni sembravano raccontare un’altra storia.

La Samp inizia da padrona del campo: Flachi si presenta subito (2’) con un colpo di tacco volante a servire Franceschini sulla fascia sinistra. Il centrocampista ex Chievo controlla bene, ma il suo tiro viene contrato e i blucerchiati ottengono solo un calcio d’angolo. L’Empoli non riesce a uscire dalla propria metà campo e alla fine la Samp ottiene i frutti del suo lavoro. Siamo al 9’: Flachi si fa vedere in mezzo all’area e viene servito all’altezza del dischetto del rigore. Il fantasista controlla bene e serve di piatto Bonazzoli, in arrivo alla sua destra. L’ariete colpisce forte di destro quasi dall’area piccola e firma l’1-0 (guarda i gol). Gli ospiti sembrano non trovare la forza per reagire e la Sampdoria continua a tenere in pugno la partita, mettendo in difficoltà i toscani sulle fasce: al 16’ sulla destra Flachi lancia Olivera e l’uruguaiano entra in area, ma conclude a lato. Due minuti dopo è Pieri a scendere sulla sinistra e, dal fondo, a cercare Flachi. L’attaccante non ci arriva di poco.

All’improvviso però l’Empoli si risveglia: dopo i primi segni di vita al 28’ arriva il pareggio dei toscani: lancio lungo sulla destra a cercare Saudati, Falcone sbaglia l’intervento e l’attaccante può mettere in mezzo per Buscè. Il centrocampista arriva in corsa e di piatto batte Castellazzi. A questo punto la partita si trasforma, con i toscani che prendono il comando delle operazioni. Al 30’ corner per l’Empoli, Lucchini sale in aria e di testa colpisce il palo alla destra di Castellazzi. La Samp si riorganizza e la partita invece viene narcotizzata. Sara’ il caldo o ill momento della stagione, ma l’energia dei ventidue in campo sembra esaurirsi già dopo mezz’ora. Nell’ultimo noioso quarto d’ora del primo tempo va segnalata solo l’uscita di Vannucchi, colpito in precedenza a un ginocchio, con l’ingresso del giovane Matteini, tenuto all’ultimo in panchina da Cagni.

Nella ripresa si aspetta la reazione della Sampdoria, invece a sorpresa arriva il vantaggio dell’Empoli. Subito, al sesto minuto. Un cross dalla sinistra scatena una pericolosa carambola nell’area blucerchiata. La palla alla fine arriva nei piedi di Matteini, che si prepara a concludere. Falcone trattiene leggermente il giovane attaccante impedendogli di tirare. L’arbitro Gava fischia il rigore per i toscani e sventola il rosso sotto gli occhi dello stesso Falcone.

La gara diventa un tappone di montagna per la Samp, in dieci e fisicamente in difficoltà. Per provare a vincere comunque Novellino inserisce Del vecchio e poi Parola, per ridare bilanciamento alla squadra. Il gioco diventa molto spezzettato e ne fanno le spese Zenoni e Del vecchio, ammoniti per falli evitabili. Fino al 30’ la gara non decolla. Novellino allora prova la carta Bonanni, per cercare di scardinare il valido dispositivo di controllo del gioco impostato da Cagni. Al 31’ Matteini centra per Pozzi, che manca di un soffio la palla.

Emozioni solo negli ultimi cinque minuti: al 43’ Delvecchio tocca di mano su cross da destra e lascia la sua squadra in 9. Al 47’ il Ferraris ha un momento di esultanza, quando Flachi mette in rete il 2-2. Dura poco. L’attaccante era in fuorigioco sull’assist di Bonanni srvito da Bonazzoli. Il fischio finale arriva subito dopo. Gran partenza per l’Empoli, mentre la Samp è decisamente rimasta sui blocchi.

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A Livorno esce fuori un pareggio

inserito da Add.stampa il 11 May 2006

A Livorno esce
fuori un pareggio


Finisce con un pareggio a reti inviolate, la sfida di Livorno tra i ragazzi di Carletto Mazzone ed i blucerchiati guidati in panchina da Walter Alfredo Novellino. A novanta minuti dalla fine del campionato 2005-2006, la Sampdoria aggiunge un altro punto alla sua classifica. Domenica a Marassi, contro il Lecce, i doriani sono chiamati a chiudere positivamente l'annata.

LIVORNO-SAMPDORIA 0-0
LIVORNO (3-5-2): Amelia; Grandoni, Vargas (24' st Argilli), Galante; Balleri (36' st Ruotolo), Morrone, Passoni, De Ascentis, Pfertzel; Paulinho (27' st Bakayoko), Lucarelli. (Acerbis, Fanucci, Colucci, Palladino). All. Mazzone
SAMPDORIA (4-4-2): Castellazzi; Castellini, Sala, Pavan, Pisano; C.Zenoni, Palombo, Volpi, Tonetto (43' st Bastrini); Kutuzov (12' st Gasbarroni, 24' st Foti), Flachi. (Antonioli, Dalla Bona, Mingozzi, Soddimo, Bastrini). All. Novellino
ARBITRO: Stefanini di Prato

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Livorno-Samp, il nulla

inserito da Add.stampa il 11 May 2006

Livorno-Samp, il nulla
L'importante era non prenderle, ma nessuno ha tentato di darle: ne è uscito un noioso 0-0, senza vere occasioni da rete
Un duello tra Passoni e Tonetto. Ansa LIVORNO, 7 maggio 2006 – Va bene che le motivazioni di Livorno e Sampdoria erano quelle che erano. Ma non si può spiegare – soprattutto ai paganti – con la classifica ormai senza pretese una partita con ancor meno spunti di cronaca (guarda una sintesi dell'incontro). Perché altrimenti l’unica sensazione che rimane è la malinconia, nostalgia di un girone di andata che per entrambe era stato esaltante. Ora tutto quello che resta è una amara constatazione: l’Europa è lontana, e nemmeno poco. Il riferimento è ai sogni cullati dalle due squadre appunto dopo la prima metà del campionato, quando il Livorno favoleggiava di Uefa e la Samp, modestamente, non nascondeva velleità di Champions.
Poi son successe tante cose, la maggior parte non tanto belle. Infortuni (specie alla Samp, Bazzani e Bonazzoli su tutti) un inspiegabile "esonero" (le dimissioni di Donadoni dal Livorno) e il campionato per entrambe ha preso tutta un’altra piega. Un andazzo perfettamente rappresentato dalla sfida di oggi. Alla quale non per nulla l’una e l’altra arrivavano con credenziali al limite dell’inquietante: la Sampdoria reduce da 11 partite senza vittorie (8 sconfitte, 3 pari), il Livorno da 7 sconfitte nelle ultime 8 uscite.
La classifica ormai non interessa più. Così inizialmente si direbbe che le due squadre non abbiano nessuna paura di prenderle. Ma la realtà è che un bel punto per uno non fa schifo a nessuno. Dunque ben presto Livorno e Samp fanno intendere di non avere nemmeno troppe intenzioni di darle. Il risultato è un primo tempo in cui occorre una certa generosità per elevare a degne di nota un paio di conclusioni: un tiro di Pfertzel al 7’, deviato in angolo da Castellazzi (per l’occasione promosso al posto di Antonioli), e uno spunto di Lucarelli, al 33’. Il centravanti livornese ha resistito a una carica di due difensori ed è riuscito a girarsi in area, ma la sua conclusione è stata toccata e indebolita, risultando facile facile per Castellazzi.
I brutto è che, se possibile, il secondo tempo è stato ancora più lento. Novellino dalla panchina si è sgolato, ma quando è stato il momento di cambiare qualcosa nella sua squadra che mai aveva tirato in porta, ha tolto una punta per mettere un centrocampista: Gasbarroni per Kutuzov. La cosa peggiore è che il povero Gasbarroni è rimasto in campo un solo quarto d’ora, per poi uscire con un problema al polpaccio destro.
Se non altro la ripresa ha fatto registrare una vera occasione da gol: un colpo di testa ravvicinato di Lucarelli, deviato benissimo da Castellazzi. E nel finale il solo tiro verso la porta livornese, ad opera di Flachi, dalla lunetta, di poco a lato. Il resto è stato il nulla, sotto tutti i profili, compreso quello agonistico, come testimonia un unico cartellino estratto da Stefanini (giallo al ex genoano Galante per intervento da dietro su Flachi) . Il che sarebbe anche un bel segnale, ma nel caso specifico è l’ennesimo sintomo di una partita poco o per nulla giocata.
Avrebbe meritato un altro saluto, il pubblico livornese. Avrebbe meritato un altro commiato, mister Mazzone. Avrebbe potuto festeggiare meglio, Amelia, le sue 100 presenze nel Livorno. Avrebbe potuto mostrare qualcosa in più, Paulinho, nella sua prima volta da titolare. Ma la verità è che Livorno e Samp ancor prima di cominciare non vedevano l’ora che finisse. E soprattutto non vedono l’ora che finisca la stagione. Così l’unico che si ricorderà questo pomeriggio della penultima di campionato 2005-06 è Alessandro Bastrini, perché Livorno-Samp 0-0 è stata la sua prima volta in serie A.

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Novellino: \"Ora finiamo in bellezza\"

inserito da Add.stampa il 1 May 2006

30 aprile 2006 - Sulla partita c'è davvero poco da dire: "La posta in palio era troppo alta - spiega Novellino - e abbiamo raggiunto il traguardo della salvezza, piccolo ma fondamentale. Adesso cerchiamo di finire in bellezza. Il futuro? Per quanto mi riguarda, resto qui, oggi se non sbaglio lo ha ammesso persino Galeone... (che in settimana aveva ventilato la partenza di Novellino da Genova, n.d.r.)".

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SAMPDORIA-UDINESE 1-1

inserito da Add.stampa il 1 May 2006

Francesco Flachi
risponde a Di Natale


Di Natale-Flachi, 1-1. Ecco il biglietto da visita di Sampdoria-Udinese, terz'ultima giornata di campionato. Primo tempo a reti inviolate, nella ripresa apre le danze Di Natale, ma dopo una manciata di minuti ripristina l'equilibrio Francesco Flachi. Grazie a questo pareggio, Samp e Udinese salgono a quota "40 punti".


Marcatori: 12' st Di Natale (U), 17' st Flachi (S)
Sampdoria (4-4-1-1): Antonioli; Castellini, Pavan, Sala, Pisano; Dalla Bona, Palombo, Volpi, Gasbarroni (44' st Soddimo); Kutuzov (16' st Foti); Flachi 7 (37' st Marchesetti ). A disp. Castellazzi, Bastrini, Da Mota, Mingozzi. All. Novellino
Udinese (4-3-3): De Sanctis; D. Zenoni, Natali, Zapata, Felipe; Obodo, Tissone (13' st Aguilar), Muntari (21' st Bertotto); Barreto, Iaquinta, Di Natale (29' st Morosini). A disp. Paoletti, Pieri, Masiello, Pepe. All. Galeone
Arbitro: Palanca di Roma


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Contro la Roma esce fuori lo 0-0

inserito da Add.stampa il 23 Apr 2006

Contro la Roma
esce fuori lo 0-0


La Sampdoria torna dalla trasferta di Roma con un punto. Al termine dei novanta minuti giocati allo stadio "Olimpico", blucerchiati e romanisti hanno chiuso sullo 0-0 una gara che ha riservato emozioni a tratti e che ha permesso alla Sampdoria di muovere leggermente la classifica dopo la sfortunata sconfitta contro il Parma.

ROMA-SAMPDORIA 0-0
ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci, Mexes, Chivu, Bovo; De Rossi, Dacourt (15'st Alvarez); Tommasi (28'st Okaka), Perrotta, Mancini; Taddei (38'st Kharja). (Curci, Cufrè, Freddi, Cerci). Allenatore: Spalletti.
SAMPDORIA (4-4-2): Antonioli; Castellini, Sala (27' st Pavan), Falcone, Pisano; Gasbarroni, Volpi, Palombo, Tonetto (24'st Dalla Bona); Flachi (19'st Zenoni), Kutuzov. (Castellazzi, Iuliano, Marchesetti, Mingozzi). Allenatore: Novellino.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno.

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Roma e Samp senza pepe

inserito da Add.stampa il 23 Apr 2006

Poche emozioni nello 0-0 dell'Olimpico: i giallorossi non tengono il passo della Fiorentina nella corsa-Champions, gli ospiti si accontentano del pari
Dacourt (ds) interviene su Kutuzof. ReutersROMA, 22 aprile 2006 - La prima notizia è nel risultato, perché fa notizia uno 0-0 (guarda la videosintesi) tra una squadra, la Roma, in gol da 27 partite consecutive in campionato, e un'altra, la Sampdoria, che sempre in campionato non aveva mai pareggiato 0-0.
Le emozioni, sotto gli occhi di Totti, in tribuna, sono state poche: i giallorossi, con Bovo terzino sinistro al posto dell'annunciato Cufrè e Doni regolarmente tra i pali, presentano il consueto modulo 4-2-3-1 in cui il "finto" centravanti è Taddei ma non riescono a dare la consueta incisività alla manovra. La Samp, otto sconfitte e un pareggio nelle ultime nove partite, comunque al riparo da rischi di coinvolgimento in zona-retrocessione, a destra presenta Castellini e Gasbarroni e in avanti le uniche due punte rimaste, Flachi e Kutuzov, cercando di dare una sterzata all'inerzia negativa che ha preso il campionato.
Eppure passa più di un tempo prima di registrare palle-gol: Antonioli è bravo a salvare in uscita bassa su Tommasi, innescato da un tiro di De Rossi deviato, il collega Doni lo è altrettanto su una conclusione improvvista dalla distanza di Palombo. Un botta e risposta che rimane figlio unico, fatta eccezione per un colpo di testa di poco fuori di De Rossi alla mezz'ora, mentre alla lista di infortunati in casa Samp, già lunga una quaresima, si aggiungono pure Flachi e Sala.
Resta solo da annotare l'ingenua espulsione di Mexes, che dopo essere stato ammonito ha applaudito polemicamente Morganti, e rendersi conto di come il pareggio fa comunque respirare un po' la Sampdoria, ma zavorra la Roma, data la contemporanea vittoria della Fiorentina, che resta quarta ma con tre punti di vantaggio: a tre giornate dalla fine la squadra di Spalletti è naturalmente ancora in corsa per l'accesso ai preliminari di Champions League, ma se non ci andrà questi due persi all'Olimpico dovrà rimpiangerli non poco.

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Parma salvo, Samp in picchiata

inserito da Add.stampa il 16 Apr 2006

Parma salvo, Samp in picchiata
I ducali vincono 2-1 a Genova (Flachi, Corradi su rigore e Bresciano al 90') e hanno la certezza aritmetica della permanenza in A. Per i doriani 8ª sconfitta nelle ultime 9 gare
La gioia di Bernardo Corradi, 30 anni.GENOVA, 15 aprile 2006 - Il Parma è salvo, la Sampdoria è sempre più un'incognita (guarda le immagini dell'incontro). I gialloblù passano anche a Marassi: 2-1, con rete decisiva di Bresciano al 90', ed è questa la loro sesta vittoria nelle ultime 8 partite. Una marcia straordinaria: 30 punti nel girone di ritorno dopo che all'andata ne avevano messi insieme solo 14. Per i blucerchiati è l'ottava sconfitta nelle ultime 9 gare (un solo punto: frutto del pari col Cagliari).
In vantaggio era andata la Sampdoria, con una rete rocambolesca di Flachi, un tiro di sghimbescio dal limite dell'area su una punizione di Tonetto (il fallo ravvisato da Ghirardi su di lui era inesistente). Vero però è che nella pochezza generale dei primi 45' i doriani avevano tenuto molto di più la palla ed avevano a lungo stazionato nella metà campo del Parma.
Tutto il contrario nella ripresa, apertasi con il pari del Parma su rigore, trasformato da Corradi al 7' e concesso per atterramento di Bonera. Poi il Parma ha giocato di più, in un contesto in cui sembrava che le due squadre potessero essere belle e contente così. Invece nel finale, proprio al 90', un tiro di Marchionni da destra è rimpallato. Palla a Bresciano che dal dischetto mette dentro e dà ai suoi la certezza aritmetica della salvezza. Con un pensiero, a questo punto più che lecito, alla Uefa. Mentre la Samp si vede superata dall'Empoli e sente arrivare da dietro anche Reggina e Udinese.

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Parma vince 2-1,Sampdoria beffata

inserito da Add.stampa il 16 Apr 2006

Parma vince 2-1,
Sampdoria beffata


Un gol di Bresciano in pieno recupero premia il Parma e condanna la Sampdoria alla sconfitta. Una sconfitta dura, amarissima per i ragazzi di mister Walter Alfredo Novellino. Davanti ad una Gradinata Sud sempre calorosa, i blucerchiati hanno tentato di ottenere i