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Sampdoria, tripla rimonta
inserito da Add.stampa il 1 May 2011 Sampdoria, tripla rimonta Il Brescia si mangia le mani La sfida salvezza di Marassi finisce 3-3. Un gol di Mannini nei minuti di recupero complica la vita ai lombardi, che si erano trovati in vantaggio per tre volte (Eder e doppietta di Caracciolo). Di Pozzi e Tissone gli altri gol
GENOVA, 1 maggio 2011 - All’inferno e ritorno, questa Sampdoria che va sotto per tre volte nella ripresa sotto i colpi del Brescia, ma alla fine riesce sempre a recuperare lo svantaggio. L’ultimo, in pieno recupero, con un tiro impossibile di Mannini. E’ successo l’incredibile, in una partita dominata dalla paura e dallo spettro della retrocessione, che nel primo tempo ha regalato zero emozioni, fra due squadre povere di gioco e di idee. I blucerchiati hanno tuttavia avuto il merito perlomeno di provarci già nella prima frazione, pur con i propri evidenti limiti offensivi, mentre la squadra di Iachini ha badato inizialmente a tenere il pareggio, anche se il punto finale la allontana dalla salvezza, a tre gare dalla fine del campionato. Adesso, invece, la banda-Cavasin può affrontare con ben altro spirito la stracittadina di domenica prossima con il Genoa.
la chiave — La Sampdoria ha provato a far saltare il banco buttando subito nella mischia Biabiany al fianco di Pozzi, ma la mossa per lunghi tratti della gara non dà i risultati sperati, perché il francese avrebbe bisogno di un maggior numero di palloni in profondità. Il Brescia si difende, non sempre con ordine, ma rischiando per metà gara ben poco, contro un avversario che attacca di più sulla fascia destra con Mannini, ma di fatto si rende maggiormente pericoloso solo quando Laczko prova a sfondare sulla sinistra.
botta e risposta — I blucerchiati, che hanno protestato per un contatto Zoboli-Pozzi in piena area nel primo tempo (’26’), sembrano in grado di controllare un Brescia ben poco pericoloso in avanti con Eder (chiuso da Lucchini) e Caracciolo, stretto nella morsa di Zauri e Gastaldello. Invece, in maniera inaspettata, in avvio di ripresa saltano tutti gli equilibri. Eder ha trovato la rete al primo tiro in porta bresciano della partita, Pozzi gli ha risposto quasi subito (ma il merito è tutto di Biabiany) rimettendo la gara in parità.
disastro gastaldello — Fino al patatrac di Gastaldello (peccato mortale su Caracciolo), che regala all’attaccante ospite il pallone del vantaggio-bis. Sembra l’inizio del dramma, ma la Samp riacciuffa il pari con uno slalom vincente di Tissone. Finita qui? Macché: in balia della paura i padroni di casa finiscono nuovamente al tappeto, quando ancora Caracciolo (concorso di colpa fra Zauri e Curci, beccato dalla tifoseria sampdoriana) ridà fiato alle speranze di salvezza dei lombardi. Dramma Samp, ma è durato poco: perché al minuto numero 46, in uno stadio trasformato in una bolgia, Mannini s’inventa il dribbling (su Zebina) e il tiro (sul primo palo) che batte di nuovo Arcari. Un gol da ex, visto che proprio a Brescia, Mannini ha debuttato in A.
non e' finita — Il Brescia mastica amaro: salvezza difficilissima, ma non impossibile. La Samp non si può ancora fregare le mani, ma il punto guadagnato sul Lecce allontana un pizzico la paura e alimenta la speranza.
Pozzi risolleva la Samp
inserito da Add.stampa il 26 Apr 2011 Pozzi risolleva la Samp Il Bari retrocede in B I blucerchiati vincono in Puglia grazie a un calcio di rigore e agguantano in classifica il Lecce. Per la squadra di Mutti ora c'è anche la condanna della matematica
BARI, 23 aprile 2011 - La Sampdoria continua a sperare, per il Bari è ufficialmente serie B. I blucerchiati vincono con merito al San Nicola grazie a un rigore trasformato da Pozzi e dimostrano di avere ancora qualcosa da dire nella corsa alla salvezza. Per la squadra di Mutti la corsa è finita: dopo due anni nella massima divisione, anche la matematica condanna il Bari alla retrocessione.
cavasin cambia — Con Ghezzal fuori causa per un acciacco, in prima linea si rivede Rivas al fianco di Huseklepp e alle spalle di Rudolf; in difesa rientrano A. Masiello e Glik, che giocano al posto di Belmonte e Raggi in un reparto completato da Rossi e Parisi, con Gillet tra i pali; a centrocampo il trio Bentivoglio-Almiron-Gazzi. Cavasin torna al 4-4-2, recupera Gastaldello e menda a sorpresa in panchina Lucchini, con Volta che fa il centrale mentre Zauri e Ziegler sono sulle fasce e Curci in porta; a centrocampo ci sono Guberti e Laczko esterni, con Palombo e Poli centrali; in attacco Pozzi e Maccarone.
samp sprecona — Dopo una parata semplice di Curci su calcio di punizione di Parisi deviato dalla barriera e un diagonale di Huseklepp messo in corner dal portiere blucerchiato, la Sampdoria avvia il suo monologo. La squadra di Cavasin deve vincere se vuole continuare a sperare nella salvezza e allora non può far altro che attaccare, ma la mira sbagliata e le parate di Gillet inchiodano il risultato sullo zero a zero. I blucerchiati vanno vicini al gol per la prima volta al 20': pallone in profondità di Laczko per Pozzi, sinistro dal limite dell'attaccante e deviazione in corner di Gillet. Sul calcio d'angolo lo stesso Gillet respinge d'istinto un tocco sottoporta di Pozzi, che protesta per un presunto fallo da dietro prima del tiro. Un colpo di testa alto di Rivas e si torna subito dall'altra parte, dove Pozzi calcia al volo di sinistro su cross di Ziegler sfiorando la traversa. La Samp continua ad attaccare, ma spreca troppo: al 26' Pozzi e Guberti sfondano al centro, l'esterno prova il destro ma Gillet blocca a terra. Al 34' i blucerchiati trovano la porta, ma il gol viene annullato: Maccarone supera un difensore in area e prova il sinistro, supera Gillet ma non Masiello che respinge sulla linea con il petto; sulla ribattuta Laczko ribadisce in rete ma al momento del tiro di Maccarone era in fuorigioco. L'ultimo brivido del primo tempo arriva al 36': Guberti tocca in profondità per Maccarone che calcia di prima intenzione, il suo destro a giro è di poco a lato.
pozzi su rigore — Si riparte con due sostituzioni nel Bari: fuori Almiron e Rossi, dentro Codrea e Rinaldi. Il Bari sembra più intraprendente nell'avvio di secondo tempo e al 9' si fa vedere dalle parti di Curci: sinistro in diagonale di Rivas, parata a terra del portiere blucerchiato. Cavasin prova ad alzare il baricentro spostando Guberti dietro le punte e avanzando Ziegler a centrocampo. La mossa funziona: al 13' Poli si ritrova un buon pallone in area e prova il sinistro, Gillet devia e il pallone tocca la traversa prima di uscire. Sul corner Huseklepp tocca da dietro Poli e lo mette giù, calcio di rigore per la Samp. Dal dischetto Pozzi angola bene, Gillet indovina la traiettoria ma non trattiene e i blucerchiati passano in vantaggio. La squadra di Cavasin rischia di vanificare tutto dopo pochi minuti: al 18' la difesa ospite lascia Masiello tutto solo sul cross di Parisi, il difensore del Bari da ottima posizione manda a lato di testa. Mutti inserisce Romero al posto di Huseklepp, Cavasin risponde tornando al 4-4-2, con Macheda e Mannini dentro al posto di Maccarone e Guberti. Il Bari prova a rimettersi in partita e alza il baricentro, ma la mira non è delle migliori: al 29' Rudolf va via bene a Zauri, ma calcia male. La fragilità psicologica della Samp viene fuori tutta: la palla-gol creata dal Bari spaventa i genovesi, che si rintanano nella propria metà campo e lasciano troppo spazio ai padroni di casa. Ma i biancorossi, a un passo dalla Serie B, non hanno più le forze per spingere. Finisce così, al piccolo trotto. La Samp si risolleva e agguanta il Lecce, per il Bari la corsa è ufficialmente finita.
Giocano tutti meglio di noi
inserito da Add.stampa il 17 Apr 2011 Non c'è speranza,non abbiamo carattere,non abbiamo qualità,la scelta del tecnico Cavasin è una riparazione come il mercato di gennaio,invece che riparatore risulterebbe guastatore,Samp addio,speriamo di non finire fanalino di coda,sarebbe,mortificante al massimo
Samp addio
inserito da Add.stampa il 16 Apr 2011 Milan, tris alla Samp Ora è a +8 sull'Inter la Samp 1 dal Cesena con una partita in più. Seedorf, Cassano (su rigore) e Robinho stendono la squadra di Cavasin in una gara a senso unico. I rossoneri, che perdono per infortunio Pato (contrattura) e Abbiati (contusione), si portano a quota 71. Liguri sempre più giù
MILANO, 16 aprile 2011 – Il Milan avanza al ritmo dei tre punti verso lo scudetto. Questa volta la vittima sacrificata è la Sampdoria, sconfitta 3-0 in una serata comunque oscurata dagli infortuni di Pato (contrattura ai flessori della coscia destra) e Abbiati (contusione al ginocchio) che abbandonano la gara nel primo tempo. Partita senza storia, dominata dai rossoneri che non concedono nulla ai blucerchiati, ormai in crisi profonda. E’ Seedorf a portare in vantaggio il Milan su punizione. E’ il neo padre Antonio Cassano, subentrato a Pato, a regolare i suoi conti nella ripresa segnando il 2-0 su un discusso rigore e offrendo a Robinho l’assist per il 3-0 finale che equivale a una festa perché l’Inter sconfitta a Parma precipita a otto punti, mentre il Napoli scende momentaneamente a sei.
conto alla rovescia — Ma ci sono ancora sei partite: 540 minuti di passione. Allegri fa cerchio attorno alla squadra; sa di dovere rinunciare ancora a Ibra, ma può contare su Robinho che schiera al fianco di Pato come nel derby. A differenza di Firenze rientra Gattuso, mentre tocca ancora a Yepes giocare al centro della difesa con Thago Silva. Lo ha detto Allegri, “guai a perdere l’attenzione”. La Samp cerca punti come il pane. Cavasin affida a Maccarone e Pozzi le sorti dell’attacco, con una retroguardia massiccia che ha il compito di tamponare la cavalleria pesante rossonera, nel tentativo di trovare varchi nel contropiede.
solo milan — Ma l’angolo conquistato da Pato dopo 16 secondi è un presagio. La partenza del Milan è una scheggia impazzita che la Samp non controlla. I blucerchiati impiegano 5 minuti per superare la metà campo, ma solo di una decina di metri. Si gioca a senso unico, ma i rossoneri vanno a sbattere contro il mucchio schierato da Cavasin nella sua trequarti. Il Milan a caccia di una soluzione cambia spesso passo e varia nella manovra, alternando al gioco verticale quello orizzontale, ma senza trovare spazi utili. Al 16’ la Samp al suo primo vero affondo conquista il suo primo angolo, da cui scaturisce il colpo di testa di Tissone che Abbiati addomestica. Molto più pericoloso l’esterno destro di Pozzi alto sopra la traversa; come dire: guai a perdere l’attenzione. Due tentativi che incidono probabilmente nel nuovo infortunio di Abbiati costretto a cedere i pali ad Amelia al 19’; sostituzione che precede il vantaggio del Milan. Lo firma Seedorf su punizione dal limite: tiro a effetto che si infila tra il secondo palo e l’impacciato Curci. Rete meritata che dilata lo straordinario momento dell’olandese, autentico leader della squadra. La Samp dal canto suo ammazza il gioco erigendo barricate che non permettono ai rossoneri di regalare un ritmo costante alla manovra. E nel gioco spezzettato, dopo Abbiati, salta anche Pato che al 41’, nello stadio ammutolito e preoccupato, lascia il posto a Cassano.
fantantonio — Il passaggio del testimone viene illuminato al 5’ della ripresa dallo straordinario passaggio del barese a Robinho che spreca tutto spedendo alle stelle a tu per tu con Curci la palla del 2-0. Il brasiliano ci riprova a botta sicura, ma Curci si supera respingendo la palla con un volo plastico. Gol che è comunque nell’aria anche se arriva su un rigore concesso da Celi per un fallo di mano di Volta su colpa di testa di Yepes. La Samp non ci sta e digrigna i denti davanti all’arbitro; per i ragazzi di Cavasin il fallo ci sarebbe stata una irregolarità di Yepes. Fischietto che non traballa e Cassano infila sotto la traversa. E’ la sua serata. Trippi indizi: tocchi morbidi, palla addomesticata. Al 17’ Seedorf pesca papà FantAntonio sulla linea di fondo: pallonetto smorzato da Gastaldello e palla spinta in rete da Robinho che non può fallire. Il gol spezza definitivamente le reni alla Samp e permette ad Allegri di concedere spazi alla gloria: per Van Bommel, ancora una volta impeccabile, che cede il posto a Pirlo, accolto da un boato dopo la lunga assenza. Il play partecipa al gioco e al 34’ innesca l’azione di Cassano che scambia con Boateng per poi concludere su Curci. Poi è solo possesso palla dei rossoneri con il gol fallito da Cassano al 90’ dopo uno stop di petto da antologia. Per la Samp, invece, un nuovo salto nel buio.
Samp ormai in caduta libera
inserito da Add.stampa il 11 Apr 2011 Lecce, colpo salvezza Samp in caduta libera I salentini passano 2-1 al Ferraris e condannano gli uomini di Cavasin, che non vincono da due mesi. Decidono i gol di Di Michele e Olivera; inutile la rete di Maccarone. Espulso Mannini per doppia ammonizione
GENOVA, 10 aprile 2011 - Facile guardare a un girone fa: Lecce-Samp 2-3, tripletta di Pazzini e blucerchiati stabili in zona Europa League. Diciannove partite di distanza e siamo allo psicodramma. Pazzini non c'è più, ma neanche la Sampdoria sembra dare grandissimi segni di vita. La sconfitta in casa 1-2 contro il Lecce è un pugno dritto al mento, perchè ora la classifica è da brividi: sorpasso subito proprio dai salentini e terz'ultimo posto a un punto. Roba da non dormire la notte. Onore al Lecce, comunque, che ha sconfitto, oltre agli avversari, anche la paura da scontro diretto.
rimpalli vincenti — Non soccombono, i giallorossi di De Canio, alla partenza sprint della Sampdoria e colpiscono sempre nel momento migliore dei rivali. Il primo gol è una raffica di rimpalli favorevoli agli ospiti: da corner la palla arriva a Jeda, tiro deviato da Volta, che incespica sul pallone e lo lascia lì dove Di Michele arriva e, rapace, fulmina Curci di sinistro. Il raddoppio è di Olivera nella ripresa, dopo che i blucerchiati avevano impegnato più volte Rosati (superba una sua doppia parata in sequenza su Guberti e Maccarone). Il "Pollo" va via in contropiede e calcia: Martinez respinge il tiro, ma non abbastanza da toglierlo dalle grinfie dell'uruguaiano, che a porta vuota, visto che Curci si era già tuffato, segna il 2-0.
mannini ingenuo — La Samp a questo punto si guarda allo specchio e dice: "Che facciamo?". I tifosi hanno già deciso e parte la contestazione al solito noto (il presidente Garrone). La squadra, però, non ci sta. Guberti si libera di Mesbah, che gli si aggrappa addosso tipo zainetto, e crossa al centro, dove Maccarone stoppa e tira, con il sinistro: stavolta Rosati non può farci niente. Mancherebbero venti minuti, e il Lecce un po' di paura la prende. Da un corner, però, Mannini si ritrova ultimo uomo contro Jeda, che gli va via: spallata evidente e il numero 7 della Samp, già ammonito, si becca il secondo giallo e l'espulsione. Cavasin, che già aveva messo dentro Macheda per Gastaldello, si gioca pure la carta Biabiany; ma la miglior occasione capita sulla testa di Palombo che da ottima posizione colpisce di testa, ma giusto tra le braccia di Rosati. Troppo poco. numeri agghiaccianti — I numeri, ora, sono impietosi per i blucerchiati; che nel girone di ritorno hanno vinto una sola partita, due mesi fa contro il Bologna. Per il resto siamo fermi a 6 gol fatti e 18 subiti, e a 6 punti in 13 partite; con tre scontri diretti su tre persi in casa, con Cesena, Parma e, appunto, Lecce. La cura Cavasin, se possibile, è anche peggio: un punto in quattro partite e un gol fatto (quello di Maccarone oggi). Il calendario ora dice Milan a San Siro, e la concorrenza avanza a passi spediti. Tra queste squadre in lotta per non retrocedere c'è proprio il Lecce, ora al 15° posto, a 4 punti dal Cesena, terz'ultimo. C'è di che essere soddisfatti. Un girone fa, però, non era così.
Samp, l\'incubo continua
inserito da Add.stampa il 21 Mar 2011 Samp, l'incubo continua Zaccardo fa respirare il Parma I blucerchiati perdono in casa contro gli emiliani, che li scavalcano in classifica. Decide un gol del difensore nella ripresa. Maccarone ha l'occasione per pareggiare ma spreca un calcio di rigore. Grazie alle sconfitte di Lecce e Brescia, la Samp resta a +3 sulla terzultima
GENOVA, 20 marzo 2011 - Il Parma tira un enorme sospiro di sollievo. Per la Samp l'incubo retrocessione continua. Gli emiliani battono i blucerchiati a Marassi, li scavalcano in classifica e lasciano gli avversari in una situazione difficilissima: la squadra di Cavasin, senza mordente e capace anche di sprecare un'enorme opportunità per pareggiare (calcio di rigore alto di Maccarone), perde la quarta partita casalinga consecutiva e continua la sua caduta libera. Le sconfitte di Lecce e Brescia sono solo una magra consolazione per la Samp, che sembra non avere gli uomini e la forza mentale per reagire a questa situazione.
in campo — Senza capitan Palombo, gli infortunati di lungo corso Pozzi e Semioli e lo squalificato Tissone, Cavasin fa il suo debutto a Marassi tornando all'antico e riproponendo la difesa a quattro, con Zauri e Martinez esterni, Volta e Gastaldello centrali, mentre Lucchini, da poco recuperato, va in panchina. La novità è l'avanzamento di Ziegler a centrocampo, con Mannini a destra e la coppia Poli-Dessena al centro. In attacco Guberti alle spalle di Maccarone. Assente Lucarelli per squalifica, Marino punta in difesa su Zaccardo-Paletta-Pisano, con Paci a sopresa in panchina. A centrocampo non c'è Galloppa, che dovrà scontare tre turni di squalifica: in campo vanno Valiani, Dzemaili, Morrone e Gobbi. In attacco Palladino vince il ballottaggio con Candreva (che va in panchina) e gioca trequartista insieme a Giovinco e alle spalle di Amauri. che paura — La Sampdoria arriva da tre sconfitte casalinghe consecutive e da cinque partite nelle quali ha raccolto solo un punto; il Parma da otto match nei quali ha racimolato quattro punti. Con una posizione di classifica traballante, si capisce perché la partita nei primi 45 minuti sia pressoché inguardabile. In palio c'è tantissimo, un'eventuale sconfitta complicherebbe di molto la lotta salvezza, la paura è quasi palpabile. Il primo tempo è tutto falli, nervosismo, lanci lunghi quasi sempre inutili. La Samp non ha prime punte e Maccarone, che è quello che dovrebbe fare gol, svaria su tutto il fronte offensivo. Il Parma una punta vera ce l'ha, Amauri, ma l'ex juventino non riceve palloni giocabili. A questa pochezza si aggiungono gli infortuni di Guberti (botta alla schiena) e Palladino (sospetta distorsione al ginocchio), costretti a uscire rispettivamente al 20' e 36', rimpiazzati da Macheda e Candreva. La prima "emozione" arriva al 26': Giovinco mette al centro su punizione, Amauri gira bene di testa e manda di poco a lato. La Samp si fa vedere dalle parti di Mirante al 35' con un tiro da fuori di Mannini che sorvola la traversa. Un minuto dopo Curci effettua la sua prima parata: lancio in profondità per Gobbi che stoppa in area e calcia al volo di sinistro, il portiere blucerchiato si distende sulla sinistra e respinge. Nel finale i genovesi crescono e al 42' sfiorano il vantaggio: Maccarone e Macheda scambiano bene sulla trequarti, Big Mac libera il compagno in area ma l'ex Manchester United davanti alla porta tentenna e si fa anticipare dal recupero di Gobbi. zaccardo colpisce — Nella ripresa la Samp sembra tornare in campo con un pizzico di convinzione in più: alla prima azione Poli con un sinistro da fuori area sfiora la traversa. Ma è solo un fuoco di paglia. Ben presto la partita si perde nel tran-tran del primo tempo: palla lunga e pedalare, falli sistematici a centrocampo, pochissimi inserimenti dei centrocampisti per paura di scoprirsi troppo. Il Parma ha qualcosa in più, è più squadra, e al 15' ha una buona opportunità: Candreva mette al centro dalla sinistra, Amauri si coordina male e colpisce con la faccia, mandando il pallone sopra la traversa. Due minuti dopo Zaccardo sporca di testa un cross di Mannini e per poco non beffa il proprio portiere, ma il pallone esce di poco sulla sinistra di Mirante. L'equilibrio regnante si spezza a sorpresa al 20': cross di Gobbi dalla sinistra, Martinez scivola e Zaccardo con un colpo di testa da centravanti vero batte Curci. Colpita in un momento delicatissimon del match, la Samp ha il merito di non affondare. Cavasin prova ad alzare il baricentro inserendo Biabiany al posto di Poli e subito i blucerchiati mettono in difficoltà il Parma. Al 26' Mannini prova il destro da fuori area, Mirante non si fa sorprendere e smanaccia in corner. Sul calcio d'angolo Dessena tocca sottoporta e il portiere del Parma si supera con una gran parata d'istinto. Sul seguente corner Volta entra in contatto con Gobbi e l'arbitro assegna ai blucerchiati un generosissimo calcio di rigore. Maccarone, nonostante l'esperienza, va sul dischetto con le gambe che tremano e sbaglia, calciando alle stelle. Lo stesso Big Mac esce al 35' per far posto a Koman. Sostituzione punitiva? Dopo il cambio la Samp diventa una struttura strana con Ziegler nell'inedito ruolo di centrale e il tandem Biabiany-Macheda davanti. Marino risponde rafforzando il centrocampo con Modesto al posto di Giovinco. Una mossa più che sufficiente a fermare i blucerchiati, che nel finale fanno tanta confusione e non vanno oltre un paio di buone ma imprecise conclusioni di Ziegler. Il Parma, che chiude in dieci per l'espulsione (doppia ammonizione) di Dzemaili, porta a casa serenamente i tre punti, scavalca la Samp e respira: ora la zona B è a +4. Per la squadra di Cavasin c'è la magra consolazione delle sconfitte di Brescia e Lecce, che lasciano i blucerchiati a +3 sulla terzultima. Ma avanti di questo passo, il risicato margine è destinato a ridursi.
La Samp ora trema
inserito da Add.stampa il 13 Mar 2011 Llama rilancia il Catania La Samp ora trema Un gran gol del centrocampista a 15 minuti dal termine regala i tre punti alla squadra di Simeone. Cavasin non fa il miracolo: i blucerchiati, in dieci dal 23' del primo tempo per l'espulsione di Tissone, restano a +3 sulla terzultima
CATANIA, 13 marzo 2011 - Il Catania batte la Sampdoria in una sfida cruciale in chiave salvezza, scavalca in classifica i blucerchiati e li inguaia. Decide un gran sinistro di Llama a dieci minuti dal termine. L'arrivo di Cavasin non inverte la rotta in casa Samp: i blucerchiati, in dieci dal 23' del primo tempo per l'ingenua espulsione di Tissone, puntano tutto sul pareggio e quando vanno sotto non hanno più le forze per reagire.
catania avanti tutta — Simeone deve fare a meno degli infortunati Martinho, Biagianti, Bellusci, Sciacca e Capuano. In campo una squadra spregiudicata: l'unico interditore a centrocampo è Carboni, al suo fianco c'è Lodi; in avanti Gomez, Ricchiuti e Bergessio alle spalle di Maxi Lopez; in difesa, davanti ad Andujar, giocano Alvarez, Silvestre, Spolli e Marchese; Schelotto parte dalla panchina. Senza il capitano Palombo, infortunato, e lo squalificato Gastaldello, Cavasin recupera in extremis Maccarone ma perde Lucchini. Davanti a Curci difesa inedita con Zauri, Volta e Martinez; tante novità anche a centrocampo dove Mannini e Laczko (preferito a Ziegler) giocano sulle fasce, con Tissone in regia supportato da Dessena e Poli; in attacco Guberti alle spalle di Maccarone, mentre Macheda non va neanche in panchina.
tissone ingenuo — Come da copione è il Catania a fare la partita. La squadra di Simeone vuole il sorpasso proprio ai danni della Sampdoria e parte con piglio, prendendo subito in mano le redini della partita. Ma su un terreno fradicio a causa della pioggia caduta sulla Sicilia nelle ultime ore giocare a calcio non è facilissimo. La fascia destra del Catania sembra l'habitat naturale di Tania Cagnotto e anche dall'altra parte ci sono zone in cui il pallone si impantana che è un piacere. E allora via con i lanci lunghi a cercare le punte: all'8' Spolli interviene male su un pallone in profondità e lascia via libera a Maccarone, l'attaccante entra in area dalla destra ma spreca tutto sbagliando il destro in diagonale. Il Catania, al di là di una evidente supremazia territoriale, si rende pericoloso solo al 22' con un sinistro da fuori area di Ricchiuti che sorvola la traversa. Un minuto dopo la partita potrebbe svoltare: Tissone, già ammonito, commette una grave ingenuità trattenendo Gomez in fase di ripartenza ma comunque ancora nella propria metà campo, l'arbitro Rizzoli è costretto ad estrarre per la seconda volta il cartellino giallo e mandare il centrocampista blucerchiato negli spogliatoi. In superiorià numerica, il Catania aumenta la spinta e nel finale di primo tempo crea alcune buone palle-gol: al 33' Lodi su punizione libera in area Maxi Lopez, che però tocca con una mano; un minuto dopo Carboni prova il sinistro da fuori sbagliando di poco la mira; nel recupero un traversone dalla destra di Lodi smarca Marchese che prova un gran sinistro al volo con il pallone che sorvola di poco la traversa.
capolavoro di llama — Si riparte subito con tre cambi: Simeone toglie Gomez e Alvarez per inserire Schelotto e Llama, Cavasin lascia negli spogliatoi Guberti, positivo ma troppo nervoso nel primo tempo, e manda in campo Ziegler. Il tema della partita non cambia: il Catania prova ad attaccare, ma anche in dieci la Samp non soffre. I blucerchiati commettono però l'errore di abbassarsi troppo. Cavasin urla ai suoi di stare più alti, invano. Al 25' Ricchiuti stuzzica Curci con un sinistro da fuori di poco a lato. Poi al 30' la Samp alza bandiera bianca: calcio d'angolo, Lodi manda il pallone al limite dell'area sul secondo palo da dove Llama fa partire un gran sinistro al volo che s'infila nel sette, imprendibile per Curci. Sotto di un gol, il nuovo tecnico blucerchiato prova la carta Biabiany, in campo al posto di Poli. Ma una punta in più o in meno non fa differenza in una squadra che non è in grado di reagire. Bergessio al 41' fallisce il match-point, quando tutto solo davanti a Curci non riesce a scavalcarlo, mentre i blucerchiati vagano per il campo incapaci di reagire. Finisce con il Catania in festa per tre punti fondamentali in chiave salvezza, mentre la Samp ora si giocherà molto domenica prossima nella partita casalinga contro il Parma.
Disastro Sampdoria
inserito da Add.stampa il 6 Mar 2011 Disastro Sampdoria Colpaccio del Cesena Samp senza idee e grinta, capace di sussulti solo nel finale, ne approfitta un Cesena ordinato e cinico. Di Carlo contestato dal pubblico, Garrone e Tosi scortati dalla Digos. Blucerchiati risucchiati in zona retrocessione
GENOVA, 6 marzo 2011 - E' buio pesto a Genova, anche se si gioca alle 12.30. La squadra di Di Carlo affonda per 3-2 sotto i colpi di un Cesena ordinato e cinico, che tramortisce i blucerchiati prima con Parolo e poi con due reti di Giaccherini. Inutili le reti di Volta e il rigore di Maccarone. La Samp adesso resta inchiodata a 31 punti ed è risucchiata nel vortice della lotta-salvezza mentre il Cesena raggiunge il Lecce a 28 e rilancia le proprie speranze di salvarsi.
le scelte — Mimmo Di Carlo torna alla difesa a quattro, con Zauri e Ziegler sulle fasce e la coppia Gastaldello- Lucchini al centro della difesa a proteggere Curci. In mezzo al campo per i blucerchiati è Dessena che va a sostituire Poli, vittima di un fastidio muscolare, e si affianca a Palombo e Mannini. Per il reparto avanzato, il tecnico di Cassino si affida al solito Guberti e a Biabiany, a supporto di un Maccarone alla ricerca del gol numero 100 tra i professionisti. Pozzi, purtroppo per l’attacco sterile della Samp, è ancora out. Massimo Ficcadenti, invece, butta nella mischia Santon (complice la squalifica di Ceccarelli) che completa il reparto difensivo con Pellegrino, reduce da un attacco influenzale, Von Bergen e Lauro, davanti al sempreverde Antonioli. A centrocampo Caserta, Colucci e Parolo. E poi il cileno Jimenez e Giaccherini, che sorpassa last minute Rosina. Punta unica Malonga, pronto a rimpiazzare il capocannoniere Bogdani, squalificato, e Budan al rientro.
Guardare Avanti — L’imperativo di Edoardo Garrone in settimana è stato chiaro: “Il progetto va avanti. I cicli finiscono, ma ora si pensa al futuro”. Lo striscione in curva “Per questa maglia si deve lottare, forza Sampdoria devi segnare” spiega lo stato d'animo del popolo blucerchiato che sembra aver recepito il messaggio. Il destino però è beffardo e certi voli pindarici della mente sampdoriana sono inevitabili: l’arbitro è Pierpaoli, quello che si era beccato la maglia di Cassano in faccia. E il Cesena è proprio la squadra con la quale il Pazzo si era sbloccato alla nona giornata, dopo un digiuno insolitamente lungo. Altri tempi. L’unico digiuno al quale si può pensare ora a Marassi è quello che impone l’orario della sfida che vale tre punti d’oro, in ottica salvezza per la squadra di Campedelli e per alleviare i tormenti stagionali per quella di Garrone senior.
il primo tempo — Gli uomini di Di Carlo vogliono uscire dalle sabbie mobili della classifica e lo dimostrano con un avvio veemente, ma onestamente poco concreto. Il carattere c’è, la cattiveria sotto porta meno: Biabiany si muove molto, ma sbaglia due volte, prima su un bel lancio di Palombo, poi su un suggerimento ghiotto dal fondo di Maccarone. Il Cesena molto timido all’inizio, pian piano guadagna metri e fiducia e un paio di ripartenze sprecate scaldano i motori della squadra di Ficcadenti, con Jimenez a vivacizzare la manovra. Nel frattempo entra Koman al posto di Palombo, che prende una botta e si ritrova con una frattura alla quarta costola sinistra, e la Samp, senza il suo capitano, perde il metronomo e l’uomo capace di imbeccare gli attaccanti con i suoi precisi lanci lunghi. Ecco allora che il Cesena sente aria di colpaccio e si fa trovare pronto su un errore di Lucchini che perde palla. Parolo ne approfitta e infila con una bella botta Curci al 43’. 1-0 e tutto da rifare per i blucerchiati che escono tra i fischi del pubblico, stanco di una Samp sterile.
la ripresa — Due colpi di Giaccherini, prima uno splendido destro al volo e poi un gol di rapina ai danni di un Gastaldello ingenuo, condannano la Samp a sprofondare nel baratro della zona salvezza. La squadra di Genova è inconcludente, è un pugile suonato che le ha prese di santa ragione. L’ingresso di Macheda è lo specchio di un tentativo last minute di Di Carlo di salvare la gara. E’ inutile, però, la prima rete di Volta in serie A al 37’ su una papera clamorosa di Antonioli, così come il rigore trasformato da Maccarone al 47'. Troppo tardi.
contestazione — Questo è senza dubbio uno dei momenti più duri della gestione Garrone, che lascia la tribuna con Tosi qualche minuto prima della fine, entrambi scortati dalla Digos, tra i fischi del popolo doriano, incapace di perdonare chi ha smontato il giocattolo Cassano-Pazzini. La rabbia, poi, viene vomitata addosso al mister: lo striscione “Di Carlo ora vattene” fa la sua comparsa in curva, sostituendo quello benaugurate di inizio partita. La contestazione monta, si chiedono le dimissioni al tecnico e, appena finita la partita, i tifosi provano pure a raggiungere gli spogliatoi tramite il tunnel che dalla tribuna porta nella pancia del Ferraris, ma nessuno riesce a entrare. Gli steward arginano la reazione del popolo blucerchiato che, dalle parole degli striscioni, è passato ai fatti. La Samp, intanto, da martedì se ne va in ritiro anticipato, mentre il suo capitano Angelo Palombo viene ricoverato presso la clinica Montallegro.
di carlo via? — La società risponde tramite il direttore sportivo Tosi: "Ci prendiamo 24 ore per decidere il futuro di Di Carlo. Serve una scelta di buonsenso e largamente condivisa, dunque terremo conto della contestazione dei tifosi. Da martedì saremo in ritiro a Roma". L'impressione, in realtà, è che il mister sia già saltato e i dubbi da sciogliere riguarderebbero solamente il sostituto.
assalto al pullman — La tensione non si placa: duecento tifosi aspettano i giocatori sul pullman della Samp e l'escamotage di ritardare il loro passaggio non funziona. Alle 16.20, solamente dopo alcune cariche da parte della polizia, la squadra riesce a lasciare lo stadio, mentre le forze dell'ordine continuano a fronteggiare gli ultrà. Presidiato anche l'Hotel Aci, in corso Europa, possibile obiettivo dell'ira dei tifosi doriani, dato che generalmente è lì che il pullman accompagna i giocatori.
Sneijder-Eto\'o: killer della Samp
inserito da Add.stampa il 28 Feb 2011 Sneijder-Eto'o: killer della Samp L'Inter passa, ora e a -2 A Genova la squadra di Leonardo soffre ma sfata il tabù Marassi: una gran punizione di Sneijder piega le resistenze dei doriani, nel recupero Eto'o fissa il 2-0. Leonardo ora aspetta il risultato di Milan-Napoli
MILANO, 27 febbraio 2011 - L'importanza di avere Sneijder. E pure Eto'o. L'Inter passa 2-0 a Genova in una serata in cui fa una fatica terribile a creare occasioni da gol, e in cui soffre, almeno per un tempo, i contropiede di una buona Sampdoria. Passa con una punizione quasi perfetta del suo numero 10 olandese, e un lampo finale di Eto'o, che così si sblocca dopo un digiuno di quattro partite (ere geologiche per un bomber come lui). Passa e si porta a -2 dal Milan, passa e sorpassa il Napoli: domani i nerazzurri si piazzeranno sul divano e guarderanno la sfida scudetto di San Siro, tifando probabilmente per un pareggio.
inter, ok il risultato — L'importante, comunque, è che il divano sia comodo. L'Inter ha bisogno di riposarsi, perché anche nella trasferta a Marassi dimostra di avere le pile quasi scariche: specie in uomini chiave, come quelli che alla fine decideranno la partita. Sneijder a lungo fatica a trovare la posizione e palloni giocabili, Eto'o pare intristirsi sulla fascia e lontano dalla porta. Ma i due sono fuoriclasse, e ne usciranno come i fuoriclasse sanno fare. Qualcosa poi è da rivedere anche sul piano del gioco, perché Pazzini non può passare 80' (poi sostituito) senza avere un solo pallone giocabile, e perché senza Maicon la manovra pare amputata. Detto ciò, Leonardo riesce dove Mourinho aveva fallito (mai battuta la Samp in due anni di campionato) ed è vicinissimo a coronare la rimonta. Discorso opposto per Di Carlo, che per un oltre un tempo applaude una prestazioone dei suoi oltre ogni previsione, ma va a casa con uno 0-2 sul groppone.
Andrea Poli. Ansa Andrea Poli. Ansa
samp, 45' quasi perfetti — La Samp ripropone il modulo varato con la Fiorentina: tre centrali, centrocampo folto, Guberti libero di svariare e Maccarone unico riferimento davanti. La scelta di Di Carlo a Firenze era stata frutto della volontà di portare a casa almeno un punto: la cosa riuscì, a costo di barricate. Contro l'Inter, nonostante il risultato, va molto meglio, perché i doriani riescono anche a costruire azioni offensive. Merito di un Maccarone che si batte (anche se Ranocchia gli lascia pochi spazi), di un Guberti che è sempre pericoloso (ma calerà alla distanza), di un Poli tornato ai livelli che lo avevano portato a essere indicato come il centrocampista del futuro (clamoroso il suo palo nel primo tempo). In difesa, poi almeno per 45' si rischia poco: raddoppi costanti su Pazzini, con Gastaldello sempre puntuale e Volta prezioso nelle diagonali, almeno fino a quando non si deve occupare in prima persona di Eto'o.
la fatica nerazzurra — Quando poi Eto'o riesce a liberarsi, e succede almeno un paio di volte già prima dell'intervallo, è lo stesso camerunese a graziare i doriani. Samu non è letale come al solito al tiro, trovando, nei 90' regolamentari, solo conclusioni deboli. Senza il solito grimaldello, l'Inter fatica, soprattutto a creare occasioni. Nel recupero ritroverà il suo solito Eto'o, che converge e punisce su un lancio intelligente di Stankovic. Fatto sta che prima del gol di Sneijder Pazzini vede pochi palloni giocabili, manca la solita "soluzione Maicon", Nagatomo prova a spingere, ma non trovando mai il cross buono. A centrocampo i nerazzurri sono in costante inferiorità e subiscono il pressing. Per fortuna di Leonardo, Ranocchia è "resuscitato": senza le sue sontuose chiusure l'Inter sarebbe probabilmente andata sotto nel primo tempo. E senza la magia di Sneijder difficilmente sarebbe saltato il fortino Samp: la sua punizione aggira una barriera su cui si scatenano le ire di Curci, decisivo in un altro paio di occasioni.
La Samp resiste: 0-0
inserito da Add.stampa il 21 Feb 2011 Fiorentina senza idee La Samp resiste: 0-0 Brutta gara e poche emozioni al Franchi: si chiude fra i fischi. I viola attaccano di più, ma concludono solo con tiri da fuori e azioni da calcio da fermo. La Sampdoria resiste e mette fine a una serie di cinque sconfitte fuori casa. Punto importante per Di Carlo, Mihajlovic ritrova Vargas
MILANO, 20 febbraio 2011 - Fiorentina e Sampdoria sono espressioni della middle class del nostro campionato. Il loro confronto non è un grande spot per la borghesia calcistica italiana. Fra viola e blucerchiati nasce uno 0-0 povero di emozioni e di gioco, in cui si tira solo da fuori area o si conclude su azioni da calcio da fermo. Poche idee, nessuna concessione allo spettacolo.
fischi al franchi — Nonostante nel secondo tempo attacchi solo la Fiorentina, le colpe maggiori della partitaccia ricadono proprio sui viola, visto che la Samp arrivava a questa partita con l'acqua alla gola. Il punticino rimediato con le barricate interrompe una serie aperta di cinque sconfitte di fila in trasferta, tutte senza gol. E dà un po' di respiro a Domenico Di Carlo, la cui panchina iniziava a traballare. Più deluso Mihajlovic, che non festeggia i 42 anni compiuti oggi con il cambio di marcia che si aspettava dai suoi. Nemmeno il Franchi apprezza, visto che al 90' piovono fischi.
fiorentina, poche idee — La Fiorentina ha cambiato abitudini: era quasi infallibile in casa, ma pessima in trasferta. Nell'ultima settimana ha vinto fuori e perso al Franchi, contro la Samp presenta una via di mezzo che non soddisfa nessuno. L'assetto con due suggeritori stretti dietro a Gilardino non convince: Mutu e Marchionni finiscono per sbattere sempre contro i centrali avversari, mentre il dialogo con Gilardino è ridotto al minimo. Non va molto meglio nemmeno con Ljajic, che però se non altro ci prova (perché parte sempre fuori?). Creano poco i viola, e il migliore risulta essere Behrami, che almeno lotta a tutto campo e prova a inserirsi spesso da centrocampo. Gilardino ha due palle buone di testa, le conclusioni sono difficili e non decisive, ma non è un bel vivere, per un centravanti. L'unica notizia davvero positiva, in fin dei conti, è il ritorno dopo due mesi e mezzo di assenza di Vargas.
samp, ok la tenuta difensiva — La Samp ferita dalla sconfitta nel derby si presenta a Firenze con un nuovo modulo, un 4-4-1-1 con Guberti a supporto di Maccarone, mentre Volta fa il terzino destro d'emergenza. L'assetto finisce col lasciare troppo solo Big Mac, che deve retrocedere spesso per cercare palloni giocabili (chiuderà sfiancato). Così, nonostante le discese di Mannini a destra, la squadra di Di Carlo si rende pericolosa solo con i tiri da fuori: il più bello è quello di Ziegler, di sinistro da lontano. Boruc è ancora più bravo a togliere la palla dal sette. Nella ripresa le sortite sono ridotte al minimo (Biabiany spreca l'unico contropiede buono), mentre in cima alle barricate si erge Martinez Vidal, che le prende tutte e mette una buona parte di firma sul punticino di Firenze.
Sampdoria punita da Rafinha
inserito da Add.stampa il 17 Feb 2011 Il Genoa e la scossa-derby Sampdoria punita da Rafinha Finisce 1-0 a favore dei rossoblù, che superano i rivali in classifica e legittimano il risultato colpendo anche due traverse con Palacio e Rossi. Decisivo Eduardo su Guberti nel primo tempo, Curci evita il raddoppio genoano nella ripresa. GENOVA, 16 febbraio 2011 - Il Genoa conquista la sua decima vittoria in un derby in casa Samp, superando i blucerchiati per 1-0 nel recupero del match rinviato il 19 dicembre scorso per neve. Match winner è Rafinha, a segno al 10' della ripresa: il brasiliano legittima così una supremazia rossoblù evidente per tutti i 90 minuti. La Samp si scuote tardi, e nemmeno nel disperato forcing finale dà l'impressione di poter sovvertire i rapporti di forza in campo. Il Genoa supera così la Samp in classifica. macheda e Rafinha le novità — Un infortunio per parte altera i piani iniziali di Di Carlo e Ballardini: Biabiany aveva accusato un indurimento a una coscia ieri durante la rifinitura, Konko ha un problema a un ginocchio, entrambi fuori causa, non vanno nemmeno in panchina. Al loro posto dunque si presentano in campo Macheda, che fa coppia con Maccarone, e Rafinha, a completare il centrocampo rossoblù. Parte meglio il Genoa: più sicuro, più organizzato, più squadra. Infatti pronti via e Palacio colpisce la traversa, in un'offensiva partita da un brillantissimo Kucka. Il Genoa macina gioco offensivo con fluidità e intensità, la Samp è più timida e meno efficace. A eccezione di Guberti, folletto spesso imprendibile per gli avversari, che infatti si presenta ben due volte a tu per tu con Eduardo: prima il portiere si salva di piede, poi in angolo. Ma è il Genoa ad andare ancora più vicino al gol: Kucka conferma di avere spessore non solo in fase di impostazione, ma anche di conclusione e sbaglia di poco il bersaglio, Rossi colpisce un'altra volta la traversa (e sul successivo tap in Floro Flores è nettamente in fuorigioco) e Palacio in azione di contropiede sbaglia il tocco finale, mandando altissimo. Insomma, è un Genoa che contro una Samp che gioca solo a sprazzi meritava di più, e invece si va al riposo sullo 0-0. rafinha-gol — Si ricomincia sulle stesse note: Genoa avvolgente nella manovra offensiva, Samp inconsistente sulle fasce, poco lucida nelle vie centrali, appesa a Guberti come al filo della speranza. Ma stavolta non dura: Rafinha al 10' inventa un destro in corsa dalla distanza che non lascia scampo a Curci, appostato un po' fuori dai pali. Di Carlo capisce che qualcosa non va, anche perché anche sul piano del carattere la Samp appare apatica e poco reattiva. E allora dentro Mannini, fuori Macheda. Maccarone diventa il terminale offensivo più avanzato, è servito di più e trova maggiori spazi, ma non riesce a essere decisivo. Ballardini risponde immettendo forza fresca: Paloschi al posto di Floro Flores. La Samp sente che il tempo stringe e si fa più pressante, Di Carlo asseconda la squadra mandando in campo anche Zaza per l'assalto finale. Ma il Genoa mantiene tranquillità e possesso palla, anestetizzando così la pericolosità avvversaria. I blucerchiati ci mettono più gambe e cuore, che testa. Il Genoa sfiora il raddoppio con Rossi (ottimo Curci in angolo) e conquista il derby numero 103. Che non passerà alla storia, ma in questa stagione grigia per entrambe le squadre suona comunque come uno squillo di tromba.
Sampdoria, ecco la scossa
inserito da Add.stampa il 13 Feb 2011 Sampdoria, ecco la scossa Il Bologna è tramortito I blucerchiati battono 3-1 gli emiliani dopo aver segnato i loro gol nel primo quarto d'ora della partita. E' il ritorno alla vittoria per gli uomini di Di Carlo dopo oltre un mese d'astinenza: di Palombo, Gastaldello e Maccarone le reti doriane. Accorcia Paponi per i rossoblù GENOVA, 13 febbraio 2011 - La mettevano solo Pazzini e Cassano: dieci gol, su venti totali della Sampdoria, erano a firma dei due che adesso sono altrove. Forse la crisi era tutta qui, per i blucerchiati, che non andavano a segno da oltre un mese: mica poco, ma la qualità non si era trasferita a Milano con i due campioni. Pum pum pum, tre colpi in un quarto d'ora, di Palombo, Gastaldello e Maccarone; e Bologna al tappeto nonostante il gol della bandiera di Paponi nella ripresa. Meglio di così, la Sampdoria non poteva reagire ai risultati mancanti e alle contestazioni dei tifosi. E ora sotto col derby. un quarto d'ora — Non è un caso che la scossa la dia capitan Palombo. Il centrocampista, che una settimana fa ha rinnovato fino al 2015 con i blucerchiati, apre le marcature con una punizione rabbiosa all'8° minuto: discutibile, l'atteggiamento della barriera bolognese, che si apre lasciando passare il pallone. Ma è tutta la difesa di Malesani a fare acqua: ne passano altri tre, di minuti, e Gastaldello svetta su corner di Ziegler. Viviano esce maluccio, Casarini non respinge sul palo ed ecco il 2-0. Finita? Macché: Portanova perde un contrasto a centrocampo e in contropiede vola Maccarone, che scarta il portiere e deposita a porta vuota. paponi non molla — E' solo il quarto d'ora, e la partita è già in ghiaccio. Il Bologna, colpito tre volte con pugni da k.o, prova a reagire. Uno dei più spaesati, Moras, viene sacrificato per far entrare Ramirez (Casarini diventa terzino destro); e l'uruguaiano un po' di verve la dà ai suoi, ma è il resto della squadra che non gira. Non per motivi specifici, ma perché la Samp ne ha di più; e recuperare uno svantaggio simile sarebbe difficile per chiunque. Possiamo pure ipotizzare che i punti per la salvezza il Bologna potrebbe ottenerli in altre occasioni. Il gol di Paponi, nuovo entrato che fino ad oggi non aveva quasi mai giocatoi, conferma che la squadra resta viva. campo disastrato — Comunque, brava la Samp, che cercava una reazione dopo un mese molto difficile. Guberti trequartista e libero di svariare, con mediana robusta (Palombo-Dessena-Poli), è una soluzione che fa sempre comodo, ma quello che cambia per Di Carlo è ritrovare la coppia di difensori centrali titolare: Gastaldello segna, Lucchini è colpevole sul gol di Paponi (se lo lascia passare dietro e non tenta nemmeno di contrastargli il tiro), però non sfigura. Come sempre, hai voglia a segnare tanti gol, ma se dietro si tentenna è dura. Così come è dura giocare su un campo ridotto così male: per il derby di mercoledì urge trattamento ricostituente.
L\'Udinese affonda la Samp
inserito da Add.stampa il 5 Feb 2011 Sanchez show, Di Natale 100 L'Udinese affonda la Samp Nel primo anticipo della 24ª giornata 2-0 dei bianconeri ai blucerchiati, alla terza sconfitta consecutiva. Totò, ispirato dal cileno, raggiunge la tripla cifra in Serie A con i friulani
UDINE, 5 febbraio 2011 - La coppia più bella della Serie A. Antonio Di Natale e Alexis Sanchez sono i protagonisti assoluti del 2-0 con cui l’Udinese accentua la crisi della Sampdoria, arrivata a tre sconfitte consecutiva e 5 gare senza segnare. Il duo d’attacco di Guidolin fa quello che vuole nel primo tempo, quando il cileno, su assist di Totò, trova la sua settima rete stagionale e Di Natale, servito da Sanchez, tocca quota 100 gol in Serie A con la maglia dell’Udinese. Ma a fare grandi i bianconeri, al settimo risultato utile consecutivo (5 vittorie) che vale quota 40 punti in classifica (quota salvezza in cassaforte, ora può sognare l’Europa League), ci pensano anche la velocità sulle fasce di Armero e Isla, le geometrie di Inler e la sicurezza difensiva di Zapata. La Samp può consolarsi solo con una ripresa di cuore, in cui ha sfruttato il calo dell’Udinese per mettere paura a Belardi (salvato dalla traversa al 38’), ma per uscire dalla crisi non basta. E Di Carlo ci ha messo del suo, proponendo Maccarone come unica punta (Big Mac, lasciato solo, si perde nella difesa bianconera), mal supportato da Biabiany e Koman.
colpi da k.o. — Guidolin ritrova Sanchez, reduce da un turno di squalifica. In difesa c’è Coda e non Domizzi, a centrocampo la fantasia di Abdì viene preferita ai muscoli di Pinzi. Di Carlo rivoluziona la Samp: il mascherato mancino Lucchini trasloca a destra in difesa con Martinez che fa coppia con Volta al centro; centrocampo con 3 mastini e gli esterni Biabiany e Koman a supportare Maccarone. I blucerchiati provano la partita di contenimento, e per poco più di un quarto d’ora ci riescono soprattutto per merito di Martinez, diga centrale che né Di Natale né Sanchez riescono ad aggirare. Quando il cileno si sposta a sinistra per cercare spazi, il giochetto alla Samp non riesce più. Il Niño Maravilla al 17’ viene steso sulla sinistra da Lucchini: Di Natale batte la punizione, Martinez sbaglia il fuorigioco e dall’alto dei suoi 168 centimetri Sanchez di testa centra la sua settima rete in Serie A. Gli ospiti concedono spazi in cui la velocità dell’Udinese (Sanchez e gli esterni Isla e Armero su tutti) va a nozze: i bianconeri sfondano soprattutto sulle fasce, ma i cross al centro sono imprecisi. La Sampdoria cresce lentamente quando Koman e Biabiany vengono aiutati dalle incursioni dei terzini, ma Maccarone in attacco è troppo solo e Belardi non corre pericoli. Nel momento migliore dei blucerchiati, al 40’, arriva il raddoppio: Sanchez parte in progressione e nessun giocatore della Samp riesce a stargli dietro, il cileno poi verticalizza per Di Natale che di sinistro riesce a battere Curci. La festa del Friuli può esplodere, visto che Antonio festeggia il gol numero 100 in Serie A con la maglia dell’Udinese. sprazzi di samp — Dopo lo show i bianconeri tirano il fiato, lasciando la scena alla Sampdoria nei primi minuti della ripresa. Ci prova prima Koman, servito da Maccarone, poi Ziegler, con una gran punizione da fuori su cui Belardi si inventa una parata da campione. L’Udinese si ritrova ed è sempre pericolosa quanto riparte, anche con Denis al posto di Di Natale. Di Carlo manda dentro Guberti, Macheda e Mannini, che al 38’ della ripresa manda un gran destro a girare a stamparsi contro la traversa. Belardi e l’Udinese si salvano, la Samp no: nessun gol e un solo punto nel girone di ritorno. E la classifica diventa preoccupante.
GENOVA, 2 febbraio 2011
inserito da Add.stampa il 3 Feb 2011 Il Cagliari apre la crisi Samp Capolavoro di Nainggolan La squadra di Donadoni dimentica subito Matri e batte i blucerchiati a Marassi: decide uno splendido gol del centrocampista belga. Palombo e compagni a picco: la Samp non segna da quattro giornate e i tifosi contestano Garrone GENOVA, 2 febbraio 2011 - La Sampdoria non segna da quattro giornate. Sarà un caso se l'astinenza coincide con la rivoluzione del reparto offensivo? La squadra di Di Carlo non è andata in gol neanche contro il Cagliari, che dimentica subito Matri e giocando da grande, gestendo il match e colpendo al momento giusto con uno splendido gol di Nainggolan, conquista tre punti importanti e sale al 9° posto.
samp in emergenza — Sampdoria in emergenza: Di Carlo deve ancora fare a meno di Lucchini e Gastaldello, quindi manda in campo subito il neo-acquisto Martinez nell'inedito ruolo di centrale, affiancandogli Volta, con Zauri e Ziegler esterni. A centrocampo Mannini spinge sulla destra e Guberti sulla sinistra, con Palombo e Poli centrali. In attacco Biabiany è preferito a Macheda nel ruolo di spalla di Maccarone. Nel Cagliari orfano di Matri, Donadoni modifica leggermente il modulo: davanti ad Agazzi ci sono Perico (preferito a Pisano), Canini, Astori e a sinistra Ariaudo prende il posto dell'acciaccato Agostini; a centrocampo rientrano Conti e Nainggolan, affiancati da Biondini; davanti due mezze punte, Lazzari e Cossu, alle spalle di Acquafresca. super nainggolan — Con una squadra azzoppata dagli infortuni e dalle cessioni eccellenti, la Samp prova a sopperire con il cuore e la grinta a una qualità tecnica che si è inesorabilmente abbassata rispetto all'inizio di stagione. L'undici di Di Carlo sfrutta bene le fasce, bene a sinistra con Guberti e Ziegler ma un po' meno a destra con Zauri e Mannini, fa girare molto la palla ma non riesce a tirare in porta. Maccarone e Biabiany giocano insieme per la prima volta e si vede, così come è evidente che i due sono ancora un corpo estraneo nel gioco della squadra. Al 23' i blucerchiati hanno la prima palla-gol: Guberti dalla lunetta del calcio d'angolo mette al centro, Mannini stoppa bene al limite dell'area piccola ma da ottima posizione spara incredibilmente alto. Il Cagliari è più quadrato: controlla senza soffrire, domina in mezzo al campo dove Biondini, Conti e Nainggolan hanno la meglio su Palombo-Poli. La squadra di Donadoni fa sfogare la Samp e dalla mezz'ora comincia a crescere d'intensità. Al 37' una magia di Nainggolan sblocca la partita: il belga riceve palla da rimessa laterale sull'out sinistro, scavalca Zauri e Mannini con un pallonetto, supera in dribbling Palombo, elude facilmente un goffo intervento di Poli, si accentra e con un gran destro da fuori area fulmina Curci. Gol pazzesco. La Samp si accorge che cuore e grinta non bastano e va subito in difficoltà. Il Cagliari, trascinato da un Nainggolan a tutto campo, prende il controllo della partita e al 41' sfiora il raddoppio: cross da sinistra del solito Nainggolan, Cossu sul secondo palo prova il destro al volo ma colpisce male.
Agazzi para su Biabiany: è l'occasione più nitida per la Samp. Lapresse Agazzi para su Biabiany: è l'occasione più nitida per la Samp. Lapresse
samp in confusione — Si torna in campo per il secondo tempo e la Samp va subito vicina il pareggio: Palombo imbecca Biabiany in velocità, il francese entra in area ma calcia addosso ad Agazzi in uscita. Tre minuti dopo Lazzari si beve Zauri e calcia a botta sicura, Curci respinge. Rapido ribaltamento di fronte e Biabiany fugge tutto solo verso l'area del Cagliari, Agazzi esce e lo abbatte prendendosi il cartellino giallo. Ammonizione giusta: l'attaccante blucerchiato si stava allargando, mentre due difensori del Cagliari avevano già coperto la porta. Nell'impatto però Agazzi ha la peggio: stordito, è costretto ad uscire, al suo posto entra Pelizzoli. All'11' Biabiany dimostra ancora una volta di non essere certo una punta implacabile: Poli vince un rimpallo al limite, il pallone finisce casualmente al francese che si gira in area ma calcia a lato. La Samp si sbatte un sacco per arrivare verso la porta avversaria, il Cagliari è più concreto e con pochi passaggi riesce a mettere l'uomo davanti a Curci: al 19' una splendida azione tutta di prima libera al tiro Lazzari, che tusso solo in mezzo all'area sbaglia tutto e calcia a lato. Al 18' Di Carlo butta in campo il tridente: fuori Mannini e dentro Macheda. Ma dopo neanche 15 minuti cambia ancora modulo togliendo una punta, Maccarone, per far posto a un centrocampista, Dessena. La Samp prova a spingere con cuore ma anche con troppa confusione, mentre il Cagliari, con calma e freddezza, non sbaglia nulla e al 37' va vicinissimo al raddoppio: Ariaudo lancia Cossu che si libera di un difensore, va sul fondo e mette al centro dove Curci in tuffo toglie il pallone dai piedi di Nenè. Nel finale c'è spazio anche per un errore arbitrale: Biabiany viene steso da Nainggolan, l'arbitro sbaglia e ammonisce Ariaudo. Il belga, già sanzionato con un cartellino giallo, sarebbe stato espulso. Ma la Samp di oggi, probabilmente, non avrebbe segnato neanche in superiorità numerica.
garrone contestato — Al termine della partita va in scena anche uno spettacolo inusuale a Genova: Garrone, lasciando la tribuna, viene contestato da un gruppo di tifosi. "Vergogna" e "ora basta" sono le urla rivolte al presidente della Sampdoria.
Napoli rullo compressore
inserito da Add.stampa il 1 Feb 2011 Cavani arrota la Samp La squadra di Mazzarri si conferma seconda forza del campionato rifilando un perentorio 4-0 alla squadra ligure: l'attaccante uruguaiano, al comando della classifica cannonieri, firma una tripletta, Hamsik completa il poker. Ma impressionante è la forza d'urto partenopea
NAPOLI, 30 gennaio 2011 - Napoli sempre più seconda forza del campionato, Cavani capocannoniere, Samp battuta 4-0: questo l'esito della giornata azzurra, a dir poco trionfale per la squadra di Mazzarri, peraltro reduce dai 120' di Coppa mercoledì scorso contro l'Inter. La Samp fa la figura della (degna) comparsa e può archiviare la gara come una sconfitta senza recriminazioni, perché nata dalla schiacciante supremazia partenopea. Costruita con un'organizzazione perfetta e finalizzata da Mida-Cavani, che oggi batte anche un rigore e si porta a quota 17. Il Napoli mantiene le distanze dal Milan (-4), sale a quota 43 e si regala un'altra ventata d'entusiasmo per un sogno che sta assumendo contorni sempre più reali.
bum bum cavani — Sotto gli occhi del neo arrivato Ruiz, oggi in tribuna, il Napoli riparte dal suo tridente-tipo, quello delle meraviglie, la Samp con la fama di miglior difesa del campionato (al via ha subito solo 18 gol). Ma già alla fine del primo tempo i liguri devono inchinarsi alla voglia matta del Napoli e alla capacità realizzativa di Cavani: la prima frazione si chiude col doppio vantaggio azzurro. La squadra di Mazzarri, dopo il k.o. di mercoledì scorso, torna dunque immediatamente al successo, così come era avvenuto dopo i precedenti sei stop stagionali. Una prova di forza, quella del Napoli, che non lascia scampo agli avversari in campo e nemmeno spazio alle recriminazioni fuori. E' vero infatti che la Samp, per la prima volta orfana di Pazzini e con la coppia Macheda-Maccarone all'esordio dal 1', imbocca la partita dal verso giusto e si rende protagonista di un avvio di buon spessore per intraprendenza e personalità. Ma contro questo Napoli non basta: Lavezzi (che mercoledì salterà la gara col Chievo per squalifica)-Hamsik-Cavani sono un tornado irrefrenabile per Volta e C., e se la Samp, in continua pressione offensiva, ha l'ingenuità di concedere loro spazi il gioco partenopeo è presto fatto. Al primo affondo infatti Cavani non perdona: al 16' Lavezzi confeziona un assist, l'uruguaiano controlla in corsa, salta Accardi in dribbling e batte Curci di destro. Un capolavoro, nonché il gol n. 15, suo record da quando è in Italia. La Samp è trafitta nel suo miglior momento ma continua a macinare gioco offensivo con grande intensità. Il Napoli risponde con cinismo da killer: ripartenza, velocità, precisione sotto rete. E il 2-0 arriva al 45, con Cavani atterrato da Accardi in area. Rigore: sul dischetto si porta Cavani, e spiazza Curci di destro. Gol n. 16 e vetta della classifica marcatori conquistata.
arriva il poker — La ripresa si apre con il gol che chiude di fatto il match: Lavezzi confeziona il suo secondo assist vincente, a sfruttarlo stavolta è Hamsik: a segno dopo 3' con un sinistro d'impeto. Il Napoli vola, la Samp, che non lesina comunque impegno, gioca la carta Biabiany (al posto di un Macheda volonteroso ma che deve ancora ambientarsi nel campionato italiano). Ma la musica del San Paolo non cambia, anche perché il Napoli è in stato di grazia, nella testa oltre che nelle gambe. Al 12' arriva addirittura il poker: assist di Hamsik, Cavani di sinistro devia il pallone oltre la linea. E' il definitivo 4-0, e ora Mazzarri può regalare attimi di gloria ai suoi: le uscite di Hamsik (dentro Sosa) e Cavani (per Lucarelli che sta recuperando) sono salutate dalle standing ovation di un San Paolo impazzito di gioia. Effetto della seconda vittoria consecutiva azzurra in campionato (la quarta nelle ultime 5 gare), ma soprattutto del sogno che si chiama scudetto. La parola impronunciabile.
Pazzini all\'Inter
inserito da Add.stampa il 30 Jan 2011 Pazzini all'Inter,Buon per lui,male per noi,Cassano via Ok ma Gianpaolo no.C'è aria di smobilitazione generale,torniamo ai tempi di Enrico Mantovani E'inutile che il presidente Riccardo Garrone minacci di lasciare per i mugugni dei tifosi,si deve accettare tutto? perchè lui mette i soldi e il tifoso no?,allora dobbiamo sempre ringraziare di averci salvato dalla sparizione dal Calcio,grazie,grazie,grazie,grazie Presidente Tutto a un limite,il tifoso che non ha mai visto vincere si accontenta di rimanere in serie A,ma il Sampdoriano che assaporato addirittura la Coppa Campioni,rimproverava il mitico Paolo Mantovani per aver rinforzato(si fa per dtre) la rosa con Silas. Da allora sono passati 20 anni e ne passeranno altri 20,la Samp come proprietà passa e passerà di mano in mano,moriremo con un bel ricordo e con la consapevolezza che vincono sempre e tutto le tre solite squadre che hanno sempre vinto tutto. Il nostro sogno era quello di aver trovato un Genovese,come è, con la voglia di combattere e zittire lo strapotere delle grandi,forse è impossibile,non siamo a Napoli che nonostante tutto,i napoletani hanno voluto e si è visto ai tempi di maradona con gli abbonamenti che all'epoca sottoscrissero;qui bisogna fare autocritica gli abbonamenti(Samp) non decollano mai,non più del solito zoccolo.
Questo era un pensiero raccolto dai commenti dei nostri soci del club Sangueblucerchiato.
Doppio Pato e il Milan va
inserito da Add.stampa il 26 Jan 2011 Adesso il Palermo I rossoneri battono 2-1 la Sampdoria nel quarto secco di Coppa Italia. Doppietta del brasiliano nel primo tempo e gol di Guberti nella ripresa. Fischi per Cassano. Adesso la semifinale con i rosanero GENOVA, 26 gennaio 2011 - Il fortino Milan resiste alla Samp e conquista un biglietto per le semifinali di Coppa Italia dove lo attende il Palermo. Incerottato al pari dei padroni di casa, trova la doppietta di Pato nel primo tempo, ma deve difendersi con le unghie nella ripresa in cui la Sampdoria va in gol con Guberti e costringe i rossoneri a difendersi. Buona la prima di Emanuelson e Maccarone, di sacrificio quella di Van Bommel. Riflettori puntati su Cassano, accolto con pochi onori e molti fischi. Bordate assordanti condite da slogan molto duri. Dal tipico "uomo di m..." a "venduto", mentre il presidente Riccardo Garrone, seduto in tribuna vip, assisteva impassibile.
Ei nuovi in campo — Tra Milan e Samp 20 infortunati: 12 rossoneri e 8 blucerchiati. Basta questo dato per dare un volto alla sfida. Così falcidiata da obbligare Allegri e Di Carlo a utilizzare gli ultimi acquisti. Il tecnico dei liguri, dovendo rinunciare a Pazzini e Pozzi, schiera Maccarone al fianco di Macheda. L'allenatore del Milan invece ripropone Thiago Silva a centrocampo fra i due olandesi e alle spalle di Pato e Robinho punta su Merkel. Ibra viene infatti dirottato in panchina a far compagnia a Cassano.
Pato pato — Il primo segnale è rossonero e all'insegna dei nuovi acquisti. Emanuelson si libera di due avversari e tocca a Merkel che dal limite sfiora il palo alla sinistra di Da Costa. Il Milan spinge e tiene bene palla. La squadra di Allegri si distingue per i veloci inserimenti; soprattutto di Robinho che all'11' mette in mezzo all'area una gran palla a Merkel che al momento del tiro viene anticipato con bravura da Palombo. I rossoneri gestiscono la partita ricercando nuove soluzioni e obbliga la Samp a rintanarsi nella sua trequarti. Tattica suicida quella dei ragazzi di Di Carlo che al 17' vanno k.o. Da un traversone calciato dalla bandierina, raccoglie Thiago Silva che di testa serve Pato: diagonale chirurgico e palla in rete alla sinistra di Da Costa. Al 22' arriva il bis del brasiliano. L'assist è di Emanuelson, tanto per far capire di avere già imparato la lezione. L'olandese resiste a un fallo e serve il "Papero" che si beve Volta e poi fionda sotto la traversa.
la samp non molla — La Samp corre poco e soffre terribilmente le penetrazioni centrali del Milan. I rossoneri, forti del doppio vantaggio, calano il ritmo e attendono la Samp con la chiara intenzione di ripartire in contropiede. Non avendo nulla da perdere, i liguri spingono in massa e al 25' mettono a referto la prima vera conclusione: un rasoterra di Palombo dalla distanza, fuori di poco, su sponda di Maccarone. Al 28' improvviso sinistro di Macheda dai 25 metri. Roma devia oltre la traversa. Macheda al 32' fa vedere tutto il suo valore. Con una finta supera Sokratis per poi scaricare un rasoterra forte che sfiora il palo alla destra di Roma. Al 39' Maccarone ha sul sinistro la palla gol più ghiotta, ma Sokratis si immola con la schiena e toglie la soddisfazione del gol all'ex Palermo. E' il momento migliore dei liguri che pressano e mettono in difficoltà i rossoneri. Ma è il Milan al 43' a sfiorare il 3-0: Pato serve Robinho che manca l'esterno destro, complice però la deviazione di Accardi. Pato ci riprova al 46' dal limite, ma il suo rasoterra è a fil di palo.
guberti spizzica — La ripresa inizia con gli stessi ventidue e un'occasione per il Milan sventata da Da Costa che toglie palla a Merkel al momento del tiro. Ma la Samp ha la capacità di non mollare la presa e costringere i rossoneri ad arretrare. Il pressing è vincente perché al 6' arriva il gol. Maccarone lavora una buona palla e dalla destra serve Guberti che spizzica splendidamente e infila alla destra di Roma. Il Milan ricuce lo strappo e pur subendo l'offensiva Samp tiene sfruttando le ripartenze. Come al 14' quando Da Costa dice di no al fendente sul primo palo di Robinho. Al 17' Macheda manca il pareggio: palla che Roma non trattiene, ma che Maccarone mette a lato. Al 20' Di Carlo rinforza il centrocampo inserendo Tissone per Poli, ma il Milan sa reagire coprendosi di più a centrocampo. C'è spazio anche per Koman (fuori Mannini) e, al 33', per Cassano che prende il posto di Robinho fra una selva di fischi. Scelta coraggiosa quella di Allegri che subito dopo toglie Antonini per Jankulovski. Mattoni per arginare la furia della Samp che fa sentire il fiato con la pressione di Guberti, Macheda e Maccarone. Palombo dirige l'orchestra, ma la manovra va a sbattere sulla fisicità del Milan che chiude la gara (42') con Ibra al posto di Pato. Cassano mette la firma al 92' con un destro dal limite fuori di poco che fa venire i brividi ai tifosi; utile soprattutto per guadagnare tempo.
Samp-Juve, Tanti infortuni, partita dura
inserito da Add.stampa il 23 Jan 2011 Samp-Juve, che delusione Tanti infortuni, niente gol Partita sottotono a Marassi, contrassegnata dai k.o. di Traore, Lucchini, Pazzini e Pozzi, tutti costretti ad uscire prima del tempo. Tanti lanci lunghi, altrettanti falli che sono sfociati in 7 ammoniti. Un'occasione per parte: per Pazzini e Del Piero
MILANO, 23 gennaio 2011 - Sampdoria-Juventus finisce 0-0, ma ha solo sconfitti. I blucerchiati, perchè perdono per infortunio Pazzini, Pozzi e Lucchini e confermano di attraversare un momento così così, i bianconeri in chiave Europa non approfittano dei passi falsi di Lazio e Inter, perdono terreno nei confronti di Roma e Napoli, e devono ora guardarsi da Palermo e Udinese. Insomma, per un posto nella prossima Champions si fa dura, la qualificazione in Europa League non sembra comunque una formalità, pensare ad una rincorsa scudetto sembra forse abusare della fede dei tifosi, ad oggi, nonostante il relativo distacco dal vertice. A Marassi si è visto pochissimo gioco, con le conclusioni in porta centellinate come medicine da prendere in gocce rigorosamente contate. Tanti lanci lunghi, per attaccanti fuori condizione o poco assistiti. Lo 0-0 finale è stato tanto brutto quanto inevitabile: la Juve ha fatto qualcosa nel finale, ma troppo poco e troppo tardi: Amauri e Del Piero non hanno trovato la porta.
Juve DECIMATA — Di Carlo preferisce Macheda a Pozzi come partner offensivo di Pazzini. Mannini titolare da esterno destro, Koman in panca. Delneri deve fare a meno anche di Del Piero, reduce da un'influenza e costretto a partire dalla panchina. E così, senza Quagliarella, Iaquinta e il capitano, e con Martinez a mezzo servizio, l'attacco bianconero è per forza di cose formato da Amauri (con mascherina protettiva) e Pepe, tornato punta come nelle giovanili.
piu calci che calcio — Il primo tempo è da dimenticare. Di quelli che, in un mondo perfetto, andrebbe cancellato e fatto ripartire da capo. Come fosse un dvd. Il succo è questo: tanti calci e poco calcio. Colpa del terreno di gioco, che non è certo un granchè, ma anche dell'eccessiva prudenza reciproca. Nessuno si scopre, e soprattutto, si scavalca il centrocampo con lanci lunghi da una parte e dall'altra. Traore (problemi muscolari) e Lucchini (infortunio allo zigomo) escono infortunati rispettivamenti al 2' e al 10'. Al loro posto Grosso e Accardi. La fotografia dei primi 45' è la grafica dei tiri della Samp a fine primo tempo: zero. Poco più per la Juve: un colpo di testa di Bonucci parato da Curci, e Amauri che arriva per l'ennesima vola secondo, dietro al suo marcatore, su cross invitante di Pepe. E proprio Pepe segnerebbe pure un gran gol, ma a gioco fermo, per un fallo di mano in fase di controllo in cui viene ammonito.
Del Piero e Amauri: a secco di gol. LaPresse Del Piero e Amauri: a secco di gol. LaPresse
pazzo e del piero: che occasioni — La ripresa parte col botto: Pazzini si mangia un gol solo davanti a Buffon. Un episodio estemporaneo. La musica non cambia: resta stonata come la conclusione del centravanti della Nazionale. Allora Delneri prova a cambiarla con i cambi. All'11' entra Del Piero per Krasic, che però era sembrato il più vivo, perlomeno atleticamente, dei suoi, l'unico in grado di saltare l'uomo uno contro uno. Al 15' esce anche Pazzini, ma non per scelta tecnica. Il Pazzo si è fatto male (distorsione a una caviglia), dentro Pozzi, che 10' è a sua volta costretto a gettare la spugna, sostituito da Tissone. La gara sale di tono, anche perchè certo non può scendere. Del Piero regala qualche lampo di classe, e qualche pallone ghiotto a centroarea, ma Amauri è ritardatario cronico. Allora il capitano si mette in proprio, e chiama Curci alla prima parata decisiva. Poi nel recupero si mangia l'1-0 su assist di Motta: calcia alto da ottima posizione. Più che il numero dei tiri cresce quello degli ammoniti, saranno sette, alla fine. Certo non il voto in pagella che si sono meritate Samp e Juve.
Da Costa stoppa l\'Udinese
inserito da Add.stampa il 20 Jan 2011 Da Costa stoppa l'Udinese La Samp vola ai quarti Ottavi di Coppa Italia: il portiere è decisivo nella vittoria dei blucerchiati che affronteranno la vincente di Milan-Bari. Padroni di casa avanti con il primo gol di Macheda, poi uno-due Isla-Denis a cavallo di 90° e supplementari. Espulso Dessena, poi pari di Pazzini su rigore. La lotteria premia gli uomini di Di Carlo GENOVA, 19 gennaio 2011 - Nel suo piccolo, un'impresa. La Sampdoria che in dieci batte l'Udinese ai rigori e si conquista i quarti di finale (contro Milan o Bari) è una mezza sorpresa. Vedendo, soprattutto, come erano messi i blucerchiati all'inizio del secondo tempo supplementare: con il morale sotto i tacchi e in dieci contro undici al cospetto della squadra più in forma del campionato. Invece, prima il rigore di Pazzini, poi la lotteria dal dischetto e gli errori di Denis e Isla; gli stessi che nei tempi regolamentari avevano segnato i due gol dell'Udinese dopo il vantaggio di Macheda. Rivincita su tutti.
il gelo nel finale — All'89', infatti, i tifosi della Samp erano belli tranquilli. Il risultato sembrava incanalato sull'1-0 e l'Udinese non appariva in grado di produrre granché. Certo, mai lasciare solo Sanchez: lampo del cileno, velo di Abdì e destro di Isla nell'angolino. Ed ecco i fantasmi di agosto di nuovo su Marassi; come quando il Werder Brema si era preso il tabellone principale di Champions raddrizzando a tempo scaduto le magie di Pazzini e Cassano. Tenendo conto che, pronti via, al primo minuto dei supplementari stasera è arrivato il 2-1 di Denis, le speranze sembravano proprio ridotte al lumicino.
rosso dessena — Qui la Samp ha perso la testa. Dessena, soprattutto: che perde un contrasto e vorrebbe un fallo laterale che non gli spetta. L'arbitro fa bene a concedere la rimessa all'Udinese e fa ancora meglio espellendo l'ex Parma che lo applaude. Pietra tombale sul match? Macché. Poli si avventa su un pallone vagante in area e crolla, forse sfiorato da Pasquale. Rigore abbastanza generoso, che Pazzini non sbaglia. Un Pazzini che in precedenza si era mangiato due gol e aveva scheggiato una traversa su punizione. bravo chicco — Tutt'altra partita, quella del compagno di reparto del "Pazzo", Federico Macheda. L'1-0 Samp, infatti, è firmato da "Chicco" con un'azione caparbia ispirata da Guberti: Zapata superato con uno stop a seguire e sinistro vincente in caduta. In precedenza Macheda era già stato pericoloso, ma Belardi aveva respinto il suo tiro. Meglio i blucerchiati, nel complesso dei novanta regolamentari; più vivaci, più convinti, soprattutto sulle fasce. Bravo, in compenso, Guidolin nei cambi: con Sanchez e Isla l'Udinese ha preso il comando della gara.
cassano ai quarti? — Il 2-2, comunque, porta le squadre ai rigori. Ziegler, in odor di trasferimento al Milan, tira in gradinata il suo e dà il match point all'Udinese; ma Denis calcia malissimo e riapre tutto. Si va a oltranza e Isla si vede respingere da Da Costa il suo rigore: così Tissone si può permettere il cucchiaio della vittoria, addirittura. Ai quarti di finale di Coppa Italia, così, ci va una Sampdoria tenace. Che, se i pronostici domani sera verranno rispettati, incontrerà di nuovo l'ex Cassano.
Kozak fa volare la Lazio
inserito da Add.stampa il 16 Jan 2011 Kozak fa volare la Lazio Di testa affonda la Samp Un colpo di testa del neoentrato centravanti ceco Kozak piega le resistenze dei doriani. La squadra di Reja raggiunge il Napoli al secondo posto a quota 37 punti. Gol nel finale, in sospetto fuorigioco, dopo una gara molto bloccata: la Sampdoria avrebbe probabilmente meritato il pareggio
MILANO, 16 gennaio 2011 - Le cronache quotidiane di mercato parlano di una Lazio alla costante ricerca di un rinforzo in attacco, di un centravanti vero da affiancare a Floccari, non proprio prolifico in questo periodo. Ma a domare la Sampdoria e riportare la Lazio al secondo posto ci pensa un ariete che Lotito si ritrova già in casa: è Libor Kozak, attaccante ceco classe 1989 che ha parecchie richieste, specie in serie B. E' suo il colpo di testa decisivo al 39' della ripresa, su una punizione di Ledesma, che prima finta e forse fa saltare così la trappola del fuorigioco dei doriani. In realtà resta più di qualche dubbio sulla posizione del match-winner laziale, che comunque colpisce tutto solo al centro dell'area e batte Curci. La Lazio porta così a casa una gara piuttosto bloccata, in cui crea poco e rischia altrettanto poco. Per quello che si era visto, probabilmente lo 0-0 era fotografia esatta del match, ma nelle stagioni buone i punti si fanno anche così. E questa rischia di essere davvero una stagione buona per i biancocelesti.
lazio poco pungente — Non passerà alla storia come la miglior gara stagionale dei biancocelesti, ma conta poco. Reja si ritrova senza Biava e Radu, e lancia Diakité e Scaloni, all’esordio dal primo minuto quest’anno: la difesa nonostante i cambi forzati si dimostra l'arma in più, quadrata intorno al solito ottimo Dias. Davanti il tecnico prova a riportare Zarate più vicino a Floccari, con Mauri ad ispirare e Hernanes un po’ lontano dal centro del gioco, sulla destra. Nonostante il nuovo modulo, restano i problemi offensivi per la Lazio, che raramente si rende pericolosa, se non dopo azioni personali di Zarate o tiri estemporanei di Hernanes. Risulteranno decisivi i cambi nel finale. Va bene anche così: riscatto immediato dopo il k.o. col Lecce.
samp, emozione macheda — Più pesante ancora l'emergenza difensiva della Sampdoria, che si presenta all'Olimpico senza i due centrali Lucchini e Gastaldello, squalificati, a cui si aggiunge il forfait di Zauri: Volta e Accardi costituiscono la improvvisata coppia centrale, Dessena viene retrocesso in difesa, sulla destra. Tutto sommato, il reparto se la cava bene fino al gol di Kozak. Ok, ogni tanto si soffre un po' l'uno contro uno di Zarate, ma chi non lo soffre? In attacco Pazzini non è in una delle sue giornate migliori: ha pochi palloni giocabili, si fa vedere poco e soprattutto si mangia l’unica occasione (enorme) che gli capita a inizio ripresa, quando Palombo lo pesca in area: il suo tiro di controbalzo è altissimo. Il più pericoloso e attivo alla fine risulterà l'ungherese Koman, che più di una volta mette in crisi Scaloni. A metà ripresa al posto di Pozzi entra Macheda, un passato nelle giovanili della Lazio, e decisamente emozionato per il suo esordio all'Olimpico. Sarà la tensione, ma non si vede mai. La Samp punta su di lui per far dimenticare Cassano: il ragazzo è giovane, ed è appena arrivato. Avrà altre occasioni, ma per ora non basta.
Cuore Samp
inserito da Add.stampa il 9 Jan 2011 Cuore Samp, disastro Roma Pozzi-Guberti firmano il 2-1 In vantaggio con Vucinic, i giallorossi si fanno rimontare prima su rigore da Pozzi e poi da Guberti. Decisivi gli errori di Juan. Nel finale la sostituzione di Ranieri che fa infuriare il capitano, in panchina per 90' GENOVA, 9 gennaio 2011 - Il fortino Marassi respinge l'ennesimo attacco, stavolta della Roma. Solo una sconfitta nelle ultime 37 sfide interne per la Sampdoria, che contro i giallorossi completa un'esaltante rimonta. Vucinic porta in vantaggio gli uomini di Ranieri, ma nella ripresa prima Pozzi su rigore e poi Guberti - sfruttando il doppio, clamoroso errore di Juan - regalano a Di Carlo i tre punti nel giorno dell'esordio di 'Kiko' Macheda. Il finale della Roma è ad alta tensione: Ranieri chiama Totti per l'ultimo cambio a disposizione quando scocca il 90', il numero 10 giallorosso, che non si era scaldato, risponde stizzito: "Ma è finita la partita...". Poi una volta in campo, sgambetta Palombo rischiando il cartellino rosso, che Rocchi non estrae dopo averne già sventolati tre. Ieri Totti aveva detto che a Trigoria si vedono molti musi lunghi. Il suo, di sicuro.
Mirko Vucinic, già 6 gol in questo campionato. Ansa Mirko Vucinic, già 6 gol in questo campionato. Ansa
TOTTI? NO, VUCINIC — La terza panchina consecutiva in trasferta per il capitano giallorosso difficilmente sarà l'ultima. Quando Ranieri sceglie il tridente lontano dall'Olimpico, ha bisogno di attaccanti "elastici" sulle fasce, che diano una mano in difesa con la stessa intensità della fase offensiva. A Marassi, si comincia con Menez a destra e Vucinic a sinistra, ma ben presto i due si scambiano con il montenegrino che va a frenare l'asse Ziegler-Guberti (più Poli) strabordante dalla parte di Cassetti. E' il grande inizio della Samp, la solita di sempre sulle corsie laterali ma troppo "morbida" in mezzo con Marilungo e Pozzi. Il numero 9, scelto al posto del febbricitante Pazzini, trova il varco all'8' ma Burdisso - preferito a Juan - lo ferma con le cattive. Due minuti più tardi calcia al volo sul cross di Guberti ma il tiro è tanto bello quanto largo. Orgoglio blucerchiato.
cOAST TO COAST — E allora ci pensa Vucinic: palla nei piedi nella propria metà campo, al 17' il montenegrino s'invola sulla destra, aggira Lucchini in velocità e fulmina Curci con un diagonale potentissimo. Sono sessanta metri più gol, il 6° in campionato. Una prodezza che rianima la Roma, più alta e sicura da qui alla fine del primo tempo. Julio Sergio fa una parata soltanto su Marilungo allo scadere (erroraccio dell'attaccante), Curci invece si deve esibire nel doppio intervento di classe: al 36' sul diagonale rasoterra di Borriello che chiude una grande giocata di Menez, poi al 44' sul francese e sull'altro palo.
Federico 'Kiko' Macheda contrastato da Juan. Reuters Federico 'Kiko' Macheda contrastato da Juan. Reuters
DISASTRO JUAN — Mexes abbandona la nave per un risentimento muscolare, al suo posto Juan. E la barca giallorossa affonda. L'errore del brasiliano al 13' è di quelli clamorosi che può costare una stagione: sul pressing di Palombo, il difensore tocca debolmente indietro per Julio Sergio che, anticipato, stende il capitano blucerchiato. Rigore e rosso diretto: pareggia Pozzi. Ora è la Samp a fare la partita con rabbia, mentre Juan si picchia in testa nel tentativo di dimenticare l'errore. L'effetto prodotto è contrario, perché al 39' il brasiliano serve l'assist del raddoppio per l'ex Guberti, che festeggia alla Tardelli. La rimonta meritata premia il coraggio di Di Carlo, che al posto di uno spento Marilungo aveva inserito Pazzini e poi Macheda - alla prima in serie A e con la Samp - per Pozzi. Il 41 del 19enne è lo stesso dell'esordio con gol al Manchester United. Anche stavolta ha la palla buona per far venire giù Marassi, ma non la sfrutta. 'Kiko', però, porta fortuna.
AZZARDO RANIERI — "Totti? Pensavo mancassero tre minuti più il recupero e gli ho detto: 'Mi basta una giocata'. Dovevamo tentare il tutto per tutto". Così Claudio Ranieri a fine partita, nel tentativo di giustificare un doppio azzardo da annali della storia giallorossa: mai, infatti, De Rossi e Totti si erano accomodati in panchina contemporanemante nella loro lunga carriera da compagni di squadra. E poi la decisione di rischiare il capitano nel tutto per tutto finale, dopo aver fatto scaldare tutte le riserve tranne lui. Se ieri era emerso il malumore della 34enne bandiera della Roma, chissà quale sarà il suo stato d'animo oggi. Anche perché la Samp, negli ultimi 12 incroci, aveva battuto la Roma solo una volta: era il 25 aprile 2010, i blucerchiati s'imposero 2-1 all'Olimpico favorendo il sorpasso dell'Inter per lo scudetto del Triplete.
Sampdoria da dimenticare
inserito da Add.stampa il 7 Jan 2011 E' un Palermo da Champions Sampdoria da dimenticare La squadra di Delio Rossi supera i blucerchiati 3-0: in vantaggio con Miccoli nel primo tempo, i rosanero raddoppiano nella ripresa con Migliaccio e chiudono i conti con Maccarone. Samp mai in partita
PALERMO, 6 gennaio 2010 - Al "Barbera" si beve champagne. Il Palermo annichilisce la Sampdoria con un netto 3-0, centra il quinto successo casalingo consecutivo e si porta a -1 dalla Juventus e a -2 dalla zona Champions League. I blucerchiati, che non giocavano da quasi un mese a causa dell'annullamento del derby pre-natalizio, in un colpo solo subiscono quasi un quarto dei gol presi nelle precedenti 16 partite e vivono la peggior giornata dall'inizio della stagione.
formazioni — Il Palermo è privo degli infortunati Pinilla ed Hernandez, ma Delio Rossi in attacco può contare su gente dai piedi fini come Pastore e Ilicic, schierati alle spalle del capitano Miccoli. In difesa, davanti a Sirigu, ci sono Cassani, Goian, Bovo e Balzaretti; in mezzo Migliaccio, Bacinovic e Nocerino. Sampdoria in formazione quasi tipo: Curci tra i pali; Zauri-Gastaldello-Lucchini-Ziegler in difesa; a centrocampo Mannini vince il ballottaggio con Koman sulla destra, a sinistra c'è Guberti con Palombo e Tissone centrali; in attacco, in attesa di Kiko Macheda, il tandem titolare è composto da Pazzini e Marilungo. Miccoli festeggia dopo il gol del vantaggio. Lapresse palermo a fiammate — Comincia meglio la Samp, che al 3' crea la prima palla gol grazie a un errore di Bovo: il centrale del Palermo regala un corner ai blucerchiati con un assurdo retropassaggio e sul calcio d'angolo battuto da Ziegler, Sirigu smanaccia togliendo il pallone dalla testa di Lucchini. Dopo dieci minuti favorevoli ai blucerchiati, il Palermo sale in cattedra e da lì non scende più. Ilicic e Pastore si muovono tantissimo, rientrano molto a centrocampo creando superiorità numerica e mttendo in difficoltà Palombo e Tissone. La Samp contiene e ci prova in contropiede, ma con Mannini e Guberti schiacciati nella propria metà campo far ripartire l'azione è un'impresa. I centrali blucerchiati però non ne sbagliano una e allora il Palermo ci deve provare con i tiri da fuori, ma Ilicic al 15' e Nocerino al 21' sbagliano la mira. Al 23' si rivede la Samp che con un fantasioso schema su punizione mette Guberti solo davanti a Sirigu, ma l'esterno sbaglia il controllo e l'azione sfuma. Ilicic scalda le mani a Curci al 25' con un sinistro centrale, poi Tissone ci prova dalla lunga distanza costringendo Sirigu alla deviazione in corner. Il Palermo va a fiammate e quando riesce a farlo con continuità manda in apnea la Samp. Al 33' Marilungo conquista palla nell'area avversaria dopo una ribattuta della difesa e prova il destro, bravo Sirigu a respingere. Quattro minuti dopo i padroni di casa passano in vantaggio: bel tocco in profondità di Pastore per Miccoli, l'attaccante tascabile è bravo a scattare sul filo del fuorigioco, poi scivola in area ma si rialza e con la punta del piede supera Curci. Scossa dal gol, la Samp rischia di prendere il secondo dopo neanche due minuti: Miccoli vince un rimpallo in area e prova il sinistro, pallone di poco alto. Nel finale di primo tempo la Samp ha la ghiotta occasione per pareggiare: cross di Guberti per Marilungo che beffa la difesa del Palermo ma tutto solo davanti a Sirigu sbaglia di testa, mandando il pallone sopra la traversa. Maccarone chiude i conti con il gol del 3-0. Lapresse i rosanero dilagano — Si riparte e il Palermo piazza subito il colpo del 2-0. Dopo un colpo di testa alto di Mannini da buona posizione in avvio, al 5' un errore in disimpegno della difesa blucerchiata mette in azione Miccoli che tocca in profondità per Nocerino, sul traversone del centrocampista la difesa della Samp è ferma, Migliaccio si inserisce bene e di testa batte Curci. Immediata la reazione Samp con una girata di testa di Pazzini, parata con sicurezza da Sirigu. Il Palermo dà spettacolo: all'8' Ilicic si libera di Gastaldello con una magia, poi calcia addosso a Curci uscito tempestivamente dai pali. Di Carlo prova a dare vivacità ai suoi: fuori Mannini e dentro Pozzi, che va a comporre un tridente con Pazzini e Marilungo, poi fuori per far spazio a Koman. I blucerchiati provano ad attaccare, ma di vere palle-gol non ne arrivano. Al contrario è il Palermo a far male in contropiede. Al 34' i padroni di casa mettono al sicuro il risultato: assist di Ilicic per Maccarone che in diagonale batte Curci per il 3-0. Da lì in poi è solo festa a Palermo, mentre la Samp aspetta con ansia Kiko Macheda per cercare di risollevare una stagione che volge verso il nero.
Samp ghiacciata a Budapest
inserito da Add.stampa il 17 Dec 2010 Kabat fa felice il Debrecen Blucerchiati sconfitti 2-0 nell'ultima inutile giornata di Europa League, in una sfida giocata a -10 gradi. Il gol del 33enne, che poi propizia l'autogol di Volta, regala agli ungheresi la prima vittoria di sempre in una fase a gironi di una coppa europea Sampdoria congelata a Budapest. BUDAPEST (Ungheria), 16 dicembre 2010 - La Sampdoria non balla al ballo dei suoi debuttanti. Con una squadra imbottita di Primavera, complice l'eliminazione già ufficiale dall'Europa League e il derby col Genoa di domenica, i blucerchiati perdono 2-0 in casa del Debrecen, che conquista così la sua prima vittoria in una fase a gironi di una coppa europea (la Champions l'anno passato, l'Europa League in questa stagione). I blucerchiati pagano il campo ghiacciato, il gelo (si gioca con 10 gradi sotto zero) e la mancanza di un punto di riferimento offensivo (Krsticic, schierato centravanti, è tutto tranne che un sosia di Pazzini). Il Debrecen invece fa festa nella ripresa, segnando per la prima volta quest'anno due gol in una volta sola, con il 33enne Peter Kabat che colpisce una volta e mezza (è lui a propiziare l'autorete di Volta) e rende storica la sfida per i padroni di casa. Vuoi ricevere tutte le notizie sulla sampdoria direttamente sul tuo cellulare? Clicca qui !
la testa e' al derby — "Onoreremo la sfida col Debrecen anche se la testa è al derby di domenica" aveva detto Di Carlo alla vigilia. Le parole dell'allenatore si riflettono sulla formazione: Volta, Dessena e Poli sono gli unici della rotazione dei titolari che partono dall'inizio. C'è Sammarco, al rientro dopo un lungo infortunio, Obiang, che qualche presenza in prima squadra l'ha già fatta, e poi tanti giovani della Primavera. Il Debrecen ci tiene a fare bella figura, ma nel gelo di Budapest non è facile e il primo tempo offre pochissime emozioni. Solo 6 tiri complessivi (4 degli ungheresi), con il camerunese Mbengono che per due volte, dopo la mezz'ora, prova a spaventare Da Costa mancando però il bersaglio. Nel finale ci prova anche la Samp, prima con Sammarco e poi con Koman, ma Verpecz è attento.
colpo vincente — La sfida cambia volto dopo 3' della ripresa: Mbengono centra da sinistra, Kabat in scivolata tocca male il pallone ma manda fuori tempo Messina, poi si rialza e trafigge Da Costa segnando il terzo gol stagionale degli ungheresi. I padroni di casa vogliono mettere al sicuro il risultato, ma si scontrano col muro Da Costa, il 27enne brasiliano che con le sue parate limita i danni per la Samp. Il Debrecen però, a quattro minuti dal 90', riesce a mettere al sicuro il risultato: Bernath arriva sul fondo e centra per Kabat, Volta si lancia in una disperata scivolata per anticiparlo ma finisce per mettere alle spalle di Da Costa. La Samp rimedia così la seconda sconfitta di fila e prolunga a 4 la striscia di gare europee senza vittorie.
Troppa Samp per il Bari
inserito da Add.stampa il 6 Dec 2010 Pazzini e doppio Guberti Troppa Samp per il Bari I blucerchiati senza problemi sui pugliesi, sempre più ultimi, in una partita comunque condizionata dalle decisioni dell'arbitro Pierpaoli, che assegna un rigore dubbio ed espelle Rossi in maniera fiscale. A segno ancora il centravanti e l'ex di turno Il rigore di Pazzini vale l'1-0 Samp. GENOVA, 5 dicembre 2010 - Sarebbe divertente pensare a come si sarebbe comportato il barese Antonio Cassano di fronte alla sua ex squadra. Avrebbe infierito su un avversario ormai a pezzi? Controprove impossibili, perché Fantantonio non c'è ma, in compenso, c'è la Sampdoria seppur contro un Bari ai minimi termini. Il risultato, 3-0, è largo e meritato. Ma non c'è dubbio che le decisioni dell'arbitro Pierpaoli abbiano influito sulla partita. Un rigore non proprio solare e un'espulsione discutibile dell'uomo che aveva causato, appunto, il rigore (Rossi). Aiutini non necessari in una gara che sarebbe scattata squilibrata a prescindere.
involontario — Il rigore, dicevamo, cambia tutto. Perché sblocca il risultato dopo un quarto d'ora ma soprattutto perché non c'è. Cross di Cacciatore da destra, la palla finisce sulla tibia e poi sul braccio di Rossi. Quindi, gesto involontario, anche se l'arto era effettivamente allargato. Pierpaoli ha bisogno dell'aiuto del guardalinee, piazzato meglio, e fischia. I giocatori della Samp, convinti di dover battere un calcio d'angolo, si trovano questo regalo e lo scartano al meglio. Pazzini, dal dischetto, non sbaglia e si conferma bomber quasi unico dei blucerchiati senza Cassano.
ventura applaudito — Al Bari, che aveva impostato una gara di contenimento, non ne va bene una. E siccome quando piove grandina (o nevica), ecco, appunto il diluvio. Da un calcio d'angolo solite scaramucce intorno al portiere. Il colpevole è Rossi, con Curci. Entrambi ammoniti, ma per il difensore del Bari è il secondo giallo e, quindi, la doccia anticipata. Con un po' più di buonsenso Pierpaoli avrebbe potuto lasciar correre, anche perché è Rossi ad essere spintonato dal portiere della Samp: invece, nell'incredulità pugliese, è pure inferiorità numerica. Ventura chiede lumi e riceve il cartellino rosso pure lui. Marassi, comunque, applaude il tecnico genovese.
Ventura abbandona il campo dopo l'espulsione. Lapresse Ventura abbandona il campo dopo l'espulsione. Lapresse
guberti alla del piero — Con la consueta lunga lista di infortunati (Raggi si aggiunge al gruppo nel riscaldamento: gioca Galasso), il Bari non può reagire. Gazzi trasloca al centro della difesa dopo l'espulsione di Rossi, ma è un tampone a dir poco precario. Davanti la strana coppia Rana-Rivas non la becca mai e in mezzo Donati, in teoria faro dei biancorossi, gira a vuoto. Per la Sampdoria è fin troppo facile affondare, proprio con un ex: Guberti. Suoi, gli altri due gol blucerchiati. Il 2-0 è un piccolo capolavoro "alla Del Piero", con destro a giro che finisce all'incrocio dei pali. Il 3-0, invece, è un omaggio di Gazzi, che devia alle spalle di Gillet un piattone dell'ex compagno di squadra. Nel dubbio, in entrambe le occasioni, Guberti non esulta.
zona champions — Comunque, decisioni di Pierpaoli a parte, la Samp merita il successo, che vuol dire sorpasso alla Roma e aggancio ad Inter e Palermo. Pur senza incantare i blucerchiati sono ai margini della zona Champions. Il Bari, che propone anche Almiron centravanti, deve solo aspettare Natale e sperare nello sciopero. Una tappa in meno della via Crucis in attesa, chissà, di qualche regalo sotto l'albero. Peggio di così, sfortuna compresa, è difficile pensare.
Rimaniamo attaccati al campionato
inserito da Add.stampa il 3 Dec 2010
Pazzini tra il Milan e la fuga
inserito da Add.stampa il 27 Nov 2010 Pazzini tra il Milan e la fuga Rossoneri bloccati dalla Samp Finisce 1-1 a Marassi tra la squadra di Di Carlo e i rossoneri. In vantaggio in chiusura di primo tempo con l'ottimo Robinho, la capolista si fa riprendere dal centravanti toscano. Nel finale occasioni per Pozzi, Seedorf e ancora Binho Giampaolo Pazzini, al quarto gol in sei giorni.
GENOVA, 27 novembre 2010 - Raramente scoppole sonore sono così salutari. Era il 19 ottobre e il Milan uscì massacrato dal confronto al Bernabeu con il Real Madrid. Da allora è nata una nuova squadra. Una squadra che però con l'1-1 sul campo della Sampdoria rallenta dopo 5 vittorie consecutive tra serie A e Champions. Ma il punto non è disprezzabile in assoluto. Nel finale Seedorf e Robinho hanno avuto le occasioni per il 2-1. Certo, una vittoria sarebbe stata assai preoccupante per la concorrenza, ma ad Allegri restano la prestazione, piuttosto convincente, la consapevolezza di aver chiuso un periodo durissimo con un bilancio più che positivo e la ragionevole certezza di aver trovato l'assetto che potrà dargli nuove soddisfazioni in futuro.
LA SVOLTA — Dicevamo della sconfitta di Madrid. Lì Allegri si è convinto che Pirlo, Seedorf, Dinho, Pato e Ibra non potevano giocare insieme. Da allora si sono infortunati Pato e Inzaghi. E' stato fuori Pirlo. E' stato accantonato Ronaldinho, a Marassi alla sesta panchina consecutiva. Il brasiliano è entrato solo per i 4' di recupero. Scelta tanto chiara quanto preoccupante per lui. Anche perchè Robinho sembra sempre più dentro a questo Milan. Gioca Seedorf dietro a Binho e Ibra. Con tre mastini a centrocampo. Risultato? Milan un po'meno bello da vedere. Ma più efficace. La squadra pressa. E' meno vulnerabile dietro, pur tenendo un po' meno palla.
LA SAMP — Solo applausi per la Samp e per Mimmo Di Carlo. Che tira fuori un punto da una squadra incompleta dopo la rottura con Cassano. Sfruttando le doti dei suoi e allestendo una fase difensiva che concede relativamente poco a una squadra di campioni. Vincere a Marassi sarà dura per tutti, Fantantonio o meno. Certo, se poi a gennaio arrivasse una spalla per Pazzini...
Robinho festeggiato dai compagni dopo l'1-1. Ansa Robinho festeggiato dai compagni dopo l'1-1. Ansa
LA PARTITA — Allegri sceglie l'adattato Bonera in difesa a sinistra. Ma da quella parte Mannini non combinerà nulla. In mezzo Boateng fa rifiatare Flamini. Di Carlo, che oggettivamente può scegliere poco, mette il piede nobile e la lentezza di Tissone insieme al rientrante Palombo in mezzo, con l'acerbo ma generoso Marilungo accanto a Pazzini. Guberti, talento lanciato da Sonetti ad Ascoli, è l'uomo delegato al cambio di passo a sinistra. Il Milan parte con intensità. Difesa alta. Tre maestri della pressione. Un trequartista (Seedorf) al di sotto dei suoi livelli, ma soprattutto un Robinho che gioca la sua miglior partita da quando è arrivato. Tre suoi tiri da fuori stuzzicano Curci. Ma è soprattutto il suo movimento a mettere a disagio la Samp. Normale che il gol arrivi da lui, bravo a farsi pescare in area da Ibra e a battere Curci. La Samp? Tutta in un controllo sbagliato da Pazzini dopo l'errore di Nesta. Perdonateci la banalità, ma senza Cassano è proprio dura far male.
OCCASIONE COLTA — Ma i doriani anche senza Fantantonio hanno delle qualità. Sono sempre compatti. Non mollano mai. E, se è vero che faticano a creare gioco, sono insidiosi sulle palle inattive. Detto fatto. Gastaldello svetta sul corner di Ziegler, provocato da un rinvio errato di Abbiati, e serve Pazzini. Da due passi il Pazzo non li sbaglia certi gol. E fanno quattro in sei giorni dopo la tripletta di Lecce. 1-1 non del tutto meritato. Ma legittimato in seguito. Perchè, dopo gli innesti di Koman e Pozzi per Guberti e Marilungo, Abbiati sventa il 2-1 proprio di Pozzi, che si presenta col gran colpo di testa.
FIATO CORTO — Ma il Milan ha uno spirito e una forza in parte sconosciuti in passato. I rossoneri hanno giocato in Champions. Vengono da un periodo molto intenso. E i giocatori da ruotare, complici gli infortuni, non sono stati poi moltissimi. Eppure il finale è tutto rossonero, nonostante un Ibra lontano dai suoi livelli. Ambrosini e Gattuso coi loro infiniti polmoni ripigliano il controllo della mediana. E la Samp chiude sbuffando, graziata da Seedorf che calcia su Curci dopo l'assist di Ambrosini e aiutata dalla deviazione di Accardi nel recupero che priva Binho della doppietta. Finisce 1-1. Il pari dei rimpianti. Ma anche della consapevolezza.
Di Carlo: \"Bravo Pazzini\"
inserito da Add.stampa il 22 Nov 2010 Di Carlo: "Bravo Pazzini" Domenico Di Carlo festeggia il successo a Lecce: "Facciamo i complimenti a Pazzini, ha lavorato sodo, ha fatto una grande prestazione, complimenti alla squadra. Vincere a Lecce non era facile. Il primo tempo è stato straordinario, poi abbiamo messo un po' a rischio la vittoria. Dobbiamo migliorare. Per fortuna il carattere della squadra si è visto. E' stata una vittoria meritata contro una squadra che ha messo in campo il cuore, quindi è un successo ancora più importante". Sull'assenza di Cassano, il tecnico dei blucerchiati precisa: "Abbiamo visto un buon Marilungo, la squadra deve fare altre cose e sopperire alle carenze tecniche. I giocatori li abbiamo: Pozzi, Marilungo e Fornaroli hanno caratteristiche diverse. Cerco di mettere in campo la migliore Sampdoria. La classifica sembra essere all'altezza della Samp. Cosa ci mancherà di Cassano? In questo momento abbiamo una squadra con valori importati, avendo tre attaccanti di ruolo, Fornaroli e Pozzi da prima punta, Marilungo da seconda. Fino a che la squadra va bene non ci sono problemi, in caso contrario se ne parlerà in futuro. Poli? Deve solo giocare più minuti possibili, ha ripreso bene dall'infortunio"
Garrone non perdona Cassano
inserito da Add.stampa il 22 Nov 2010 Garrone non perdona Cassano "Ma senza quel caratteraccio..." Il presidente della Sampdoria sempre deciso a chiudere con Fantantonio: "MI dispiace, perchè avevamo un bel rapporto e se lui sapesse controllarsi sarebbe un fuoriclasse vero. Ma del resto non ha mai avuto un'educazione" GENOVA, 22 novembre 2010 - "Purtroppo con quello che è stato fatto non posso che mantenere questa linea. E so che da parte di tanti giovani amanti del calcio ho avuto occasione di adesione a questa mia decisione". Lo ha detto il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, ai microfoni dell'emittente barese Antennasud.
PORTA CHIUSA — Il massimo dirigente doriano è stato intervistato in occasione della tappa di Bari del progetto culturale Mus'e alla quale ha partecipato. "Tra 15 giorni si terranno le prime sedute del collegio arbitrale e a me dispiace molto perchè Cassano, a parte uno straordinario talento, se non avesse avuto quel caratteraccio, se non fosse stato un po' sbruffone ogni tanto e senza capacità di controllo dei raptus che gli vengono, sarebbe forse uno dei più grandi giocatori del mondo. Con lui c'era stato sempre un ottimo rapporto. Lui rispettava solo me nella società, ha avuto questioni con il direttore generale, questioni con gli allenatori e così via. Perchè lui è ineducato, non è mai stato educato, fino a 15 anni era un piccolo delinquente, lo dice anche lui nei suoi libri. È difficile capire se sarebbe in grado di controllarsi anche al di fuori delle partite ufficiali. Nell'ultimo campionato, nelle ultime 15 partite era diffidato e non ha dato l'occasione a nessun arbitro di ammonirlo e quindi ha giocato fino alla fine. È fragile, un carattere complesso".
Pazzini colpisce nel finale
inserito da Add.stampa il 1 Nov 2010
Pazzini colpisce nel finale Cesena beffato al 92' Senza Cassano la Sampdoria vince 1-0 in Romagna con un gol in pieno recupero. La squadra di Ficcadenti gioca meglio, attacca e mette alle corde i blucerchiati, che passano sfruttando una delle poche occasioni da gol CESENA, 31 ottobre 2010 - Si può vincere senza Cassano? Si può. La Samp lo ha dimostrato oggi a Cesena, dove ha sofferto la verve dei romagnoli ma nel finale, in una delle rare occasioni create, ha colpito con Pazzini, che si è sbloccato dopo una lunga astinenza.
pozzi vice-cassano — Ficcadenti non può contare sullo squalificato Von Bergen, al suo posto c'è Benalouane, affiancato dal rientrante Pellegrino. Il Cesena è in campo con il solito 4-3-3, con Jimenez e Giaccherini ad affiancare Bogdani in attacco; Schelotto parte ancora dalla panchina. Nella Sampdoria scossa dal caso Cassano rientra Lucchini, Accardi concede un turno di riposo a Ziegler e Pozzi sostituisce Fantantonio in attacco al fianco di Pazzini.
Contrasto Appiah-Gastaldello. Lapresse Contrasto Appiah-Gastaldello. Lapresse
cesena all'arrembaggio — Il Cesena, che ha conquistato solo un punto nelle ultime cinque partite, ha fame e si vede: gli uomini di Ficcadenti partono alla velocità della luce, mettono alle corde la Samp, soprattutto sulla sinistra con Nagatomo, imprendibile per Koman e Zauri. Al 17' la prima ghiotta occasione per i padroni di casa: destro al volo di Appiah dal limite, Curci ribatte, sul prosieguo dell'azione va al tiro anche Giaccherini ma l'estremo difensore della Samp non si fa sorprendere. Tre minuti dopo dubbi su un contrasto nell'area blucerchiata: Parolo in profondità per Giaccherini, Curci esce e blocca, ma sull'azione Accardi scivolando fa cadere l'attaccante del Cesena; il rigore non sarebbe stato uno scandalo. Dopo un colpo di testa di poco alto di Appiah, si fa vedere anche la Samp: al 25' Pazzini in area tocca indietro per Koman, l'ungherese calcia dal limite e sfiora il palo alla destra di Antonioli. Un minuto dopo Pozzi crossa sul secondo palo, Palombo fa da torre e Pazzini in scivolata manda a lato da due passi. Curci ancora protagonista al 29', respingendo un violento destro di Nagatomo. La Samp, molto bassa, riesce a fatica a imbrigliare il Cesena e a non correre altri pericoli nell'ultimo quarto d'ora.
Scontro fra Jimenez e Accardi (in maschera). Ap Scontro fra Jimenez e Accardi (in maschera). Ap
samp cinica — La ripresa riparte a ritmi elevati e con lo stesso tema: Cesena avanti, Samp che si difende con ordine. Al 18' ancora proteste della squadra romagnola: Ceccarelli entra in area e fa partire un cross dal fondo, Lucchini in scivolata devia in corner con una mano, l'arbitro assegna un semplice calcio d'angolo ma anche in questo caso poteva starci il rigore. Al 22' Antonioli viene chiamato al suo primo vero intervento: calcio di punizione per la Samp dai venti metri, la conclusione di Palombo è forte ma centrale e il portiere del Cesena smanaccia in calcio d'angolo. Di Carlo prova a dare vivacità ai suoi con una girandola di cambi fra il 20' e il 30': Mannini per Guberti sulla sinistra del centrocampo, Marilungo per Pozzi in attacco e Ziegler per Accardi (crampi) sulla sinistra della difesa. Ma è sempre il Cesena a premere: la squadra di Ficcadenti colleziona corner (saranno 12 a fine partita) e al 32' un diagonale di Giaccherini finisce di poco a lato, complice una deviazione di Gastaldello. Un minuto dopo è la Samp, in una rara proiezione offensiva, a sfiorare il vantaggio: Marilungo tocca al centro per Pazzini che di punta piazza il pallone nell'angolino, Antonioli ci arriva e devia in angolo. Ficcadenti manda in campo Schelotto al posto di Jimenez, ma l'italo-argentino non riesce a dare quel qualcosa in più sottoporta al Cesena. Nell'ultimo quarto d'ora la Samp riesce ad alzare il baricentro e al 2' dei tre minuti di recupero colpisce a sorpresa: contropiede, Marilungo affonda sulla desetra e mette al centro per Pazzini che, indisturbato, di piatto batte Antonioli. Un gol che forse aiuterà la Samp a digerire la triste vicenda Cassano, ma che sa di beffa per il Cesena, che non meritava questa sconfitta.
La Samp imbriglia l\'Inter
inserito da Add.stampa il 24 Oct 2010 La Samp imbriglia l'Inter E la spaventa anche: 1-1 Ai nerazzurri non bastano sprazzi di bel gioco e il miglior Coutinho della stagione: dopo un primo tempo al piccolo trotto, sono i blucerchiati ad andare in gol per primi con Guberti su assist di Cassano. Poi la reazione e il pari di Eto'o innescato dal giovane talento brasiliano, ma niente di più e anzi qualche brivido MILANO, 24 ottobre 2010 - Nemmeno le manette di Mourinho fermerebbero questo Eto’o. Ma gli occhiali di Benitez, unico oggetto di cui il "Normal One" dice di avere bisogno, non bastano per svegliare l’Inter. Ci vuole un gol di Guberti, e la prospettiva concreta di perdere la seconda gara in campionato e la lunghissima imbattibilità interna per sollevare dal torpore i pluricampioni. Un’Inter spenta, lenta, illuminata solo da qualche sprazzo di volontà di Coutinho va sotto con la Samp, ma si salva grazie all’ennesima zampata del suo Re Leone. Una Samp quadrata e disciplinata se ne va con un punto tutto sommato meritato e la Lazio se ne va a -4 in classifica. E’ presto, ma Benitez stia attento a non normalizzare troppo la sua creatura. Troppa normalità porta alla noia e a "dormite".
I GOL — Il quarto è Guberti: fino al 17 della ripresa di Inter-Samp solo tre giocatori erano riusciti a bucare Julio Cesar in campionato. L’esterno doriano si aggiunge a Floro Flores, Ilicic e Vucinic con una sforbiciata al volo su cross di Cassano. E’ un gol contestato, perché Chivu perde palla sulla fascia su un contrasto del numero 99 e reclama un fallo. Non è però il gol che mette fine all’imbattibilità interna dell’Inter, perché bisogna fare i conti con Eto’o: quando la squadra si lancia all’arrembaggio è lui, puntualissimo, a trasformare al volo sul primo palo il cross di Coutinho. Gol numero 15 in stagione: e siamo a ottobre.
IL LANCIO DI COUTINHO — Cinque di fila: per la quinta volta consecutiva Benitez sceglie di lanciare, sulle fasce, i giovani Biabiany e Coutinho. Stavolta la decisione non è più nemmeno frutto dell’emergenza, visto che Pandev è abile, ma seduto in panchina. Diciamoci la verità, nemmeno le mamme di Jonathan e Philippe speravano in un impegno così frequente dei loro pargoli, in questo inizio di stagione. I due non vanno a segno nemmeno stasera, ma il brasiliano in particolar modo lancia messaggi chiari sulla sua crescita. Più dribbling, anche in area, più fiducia, più coinvolgimento da parte dei compagni: ok, sbaglia qualche appoggio, ritarda qualche tiro, si fa stoppare da Curci, ma è lui, il più piccolino, il più pericoloso. Tanto che dal suo cross arriva il gol dell’1-1. E se Biabiany esce "bocciato", gli applausi che accolgono l'uscita del brasiliano a 3’ dalla fine confermano che il lancio di Philippe è da considerarsi riuscito.
INTER A RITMI BASSI — A Biabiany subentra Pandev, ma il macedone non cambierà marcia all’Inter, che viaggia a giri troppo bassi: manovra prevedibile, accelerazioni rare e mai decisive. In troppi paiono attenersi al compitino nella certezza che ci penserà Eto’o. E’ vero, Samuel ci mette una pezza anche stavolta, ma da Sneijder in giù sono tanti a dover ritrovare la giusta forma "mentale". Non è il caso di Lucio: il brasiliano è in una di quelle serate in cui è convinto, a ragione, di poterle prendere tutte (non importa come), tanto che si trova a anticipare persino Samuel. Scivola, salta, porta palla, va al tiro (10’, parato) e si rende pericoloso al cross (18’) e al tiro (83’). E’ invece il caso di Maicon, che pure va vicinissimo al gol, sullo 0-0: salva Zauri sulla linea.
LAMPO CASSANO — Sarà la pioggerellina, sarà il primo freddo, ma Cassano a San Siro non pare essere bruciato dal sacro fuoco di trovare la rete numero 100 con le squadre italiane. Il talento, però, non si può lasciare a casa, per cui Fantantonio comunque inventa già nel primo tempo un paio di giocate che creano pericoli a Julio Cesar: il più grosso al 32’, quando Guberti fa la sponda sul suo cross e Pazzini devia in acrobazia, trovando Julio Cesar. Nella ripresa, poi, il lampo che deciderà la gara e che farà uscire i tifosi interisti dallo stadio con qualche rimpianto in più per quello che poteva essere e non è stato, sul mercato.
La Samp crolla in Ucraina
inserito da Add.stampa il 23 Oct 2010 Il Metalist vince in dieci I blucerchiati perdono 2-1 in Ucraina nella terza giornata di Europa League: Koman porta in vantaggio la squadra di Di Carlo ma Taison pareggia. Nella ripresa, in superiorità numerica, la Samp crolla e subisce il gol decisivo di Cleyton Xavier KHARKIV (Ucraina), 21 ottobre 2010 - Sembrava tutto facile, tutto in discesa: prima il vantaggio, poi la possibilità di giocare l'ultima mezz'ora in superiorità numerica. Invece è andata nel peggiore dei modi per la Sampdoria, che a Kharkiv contro il Metalist non solo ha sprecato l'occasione di conquistare tre punti pesantissimi per il girone di Europa League, ma ha anche subito una sconfitta per 2-1 che ha del clamoroso per il modo in cui è maturata.
turnover samp — Domenica sera c'è l'Inter che aspetta la Samp a San Siro. E allora Di Carlo risparmia il viaggio in Ucraina ad alcuni titolari, come Palombo e Pazzini, e manda in campo forze fresche: sulla destra della difesa c'è Cacciatore al posto di Zauri, al centro Volta per lo squalificato Lucchini, centrocampo giovanissimo con Marilungo-Dessena-Poli-Koman, davanti Pozzi e Cassano. koman apre — Squadra tosta il Metalist: tanti muscoli, tanta corsa, discreta tecnica. Ma in difesa lascia un po' a desiderare. E allora la Samp, con la velocità di Cassano, Pozzi e Marilungo, ne approfitta. Già al 4' i blucerchiati vanno vicini al gol: corner di Cassano, Disljenkovic esce male dai pali, Dessena colpisce di testa e Bordiyan, appostato sulla linea, salva il Metalist. Sulla ribattuta scatta rapidissimo il contropiede degli ucraini: Taison s'invola tutto solo e arriva fino al limite, Curci è bravo a restare in piedi fino all'ultimo e a respingere la conclusione da distanza ravvicinata dell'attaccante. Altre due occasioni per gli ucraini (un destro centrale di Cleyton Xavier al 14' e uno slalom in area di Taison al 15') poi è la Samp a prendere il sopravvento: Marilungo fra un gran lavoro di raccordo sulla destra, Cassano e Pozzi creano scompiglio ogni volta che prendono palla. Al 21' Pozzi viene smarcato davanti al portiere, lo supera ma si allunga troppo la palla e sbaglia la conclusione da posizione troppo angolata. Al 25' Cassano si smarca bene sulla sinistra, rientra col destro ma calcia debolmente e Disljenkovic blocca. I blucerchiati crescono e al 31' passano: azione tutta di prima Marilungo-Cassano-Pozzi, l'attaccante smarca Koman davanti a Disljenkovic, scavalcato dal pallonetto dell'ungherese che porta in vantaggio la Samp. Il Metalist è in difficoltà e la squadra di Di Carlo sembra in grado di colpire da un momento all'altro. Ma un banale errore difensivo dei blucerchiati rovina tutto: Taison prende palla sulla trequarti sinistra, Volta e Cacciatore non si capiscono su chi deve andare a chiudere, l'attaccante arriva indisturbato fino al limite dell'area e con un bel destro batte Curci. Nel finale di primo tempo la Samp soffre più del dovuto, ma va al riposo sull'1-1. crollo blucerchiato — La Samp che si rivede in campo in avvio di ripresa sembra più determinata: al 3' bella giocata di Cassano sulla destra, cross rasoterra al centro, Pozzi anticipa il compagno di squadra Marilungo, piazzato meglio, e manda a lato. La difesa del Metalist traballa, ma il brasiliano Taison è un pericolo costante e al 6' Curci blocca una conclusione dell'attaccante destinata all'angolino basso alla sua sinistra. Lo spauracchio della Samp è costretto a lasciare il campo all'11': Volta abbatte Taison, l'arbitro espelle l'attaccante del Metalist per un presunto e discutibile fallo di reazione. In superiorità numerica, la Samp ha la ghiotta occasione per chiudere la partita. Ma inspiegabilmente si squaglia. Il Metalist cresce, attacca a testa bassa con grande coraggio, la Samp va nel pallone e al 28' subisce il gol del 2-1: cross da destra di Edmar e splendida rovesciata di Cleyton Xavier che batte Curci. Passa un minuto e Devic con un destro da posizione angolata impegna l'estremo difensore. Di Carlo cambia il centrocampo: fuori uno dopo l'altro Koman, Poli e Dessena, dentro Mannini, Tissone e Guberti. La Samp si butta in avanti ma crea tanta confusione e solo una palla gol, un colpo di testa di Pozzi a un minuto dalla fine che non sorprende il portiere del Metalist.
samp terza — Con la vittoria in Ungheria, il Psv sale a 7 punti nella classifica del girone I; segue il Metalist con 6 con la Samp ferma a 4, chiude il Debrecen a zero. Il 4 novembre, a Genova, la squadra di Di Carlo avrà l'opportunità di rifarsi ospitando gl ucraini.
Gioia Samp con Cassano
inserito da Add.stampa il 17 Oct 2010 Fiorentina ultima da sola I blucerchiati tornano al successo che mancava dalla prima di campionato. Viola in vantaggio in avvio con Marchionni. Nella ripresa la squadra di Di Carlo cresce e in due minuti pareggia con Ziegler e realizza il gol vittoria con FantAntonio Ascolta Mail Stampa 16 commenti OKNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook GENOVA, 17 ottobre 2010 - La vittoria che mancava dalla prima giornata di campionato arriva nel modo più sofferto per la Samp. La Fiorentina, che ora si trova desolatamente sola all'ultimo posto in classifica, arriva a Genova per fare una partita coraggiosa e sorprende la squadra di Di Carlo con un gol-lampo di Marchionni. Nella ripresa i blucerchiati crescono e in due minuti, con Ziegler e Cassano, ribaltano il risultato.
Marchionni porta in vantaggio la Fiorentina. Lapresse in campo — Di Carlo torna al 4-4-2: Gastaldello recupera, a centrocampo Tissone vince il ballottaggio con Poli, davanti gli intoccabili Cassano e Pazzini. Nella Fiorentina, priva dello squalificato Montolivo, Mihajlovic rivoluziona la difesa con Comotto a destra, Natali e Gamberini in mezzo, Gulan a sinistra; davanti Gilardino è supportato alle spalle da Ljajic.
partenza razzo — La Fiorentina parte fortissimo e sorprende la Sampdoria: veloce nei fraseggi, rapida nell'esecuzione, la Viola schiaccia i blucerchiati con Vargas, che a sinistra fa quello che vuole, e Marchionni, che viene regolarmente "dimenticato" dalla difesa blucerchiata. Al 2' la Samp "buca" su un corner degli ospiti, Marchionni si ritrova tutto solo in mezzo all'area ma non trova l'attimo giusto per concludere. Passano 4 minuti e la Fiorentina passa: Vargas affonda sulla sinistra e mette in mezzo dove Marchionni anticipa Ziegler (alla centesima presenza in maglia blucerchiata) e di testa batte Curci. La Samp sbanda: al 9' Vargas batte un calcio di punizione, spedisce il pallone al centro dell'area dove Marchionni, ancora tutto solo, di testa mette a lato. La squadra di Di Carlo comincia a mettersi in moto al 14': Semioli si accentra e lascia a Cassano, il destro dell'attaccante è centrale e Frey para a terra. Ma è al 23' che il portiere francese si supera davvero: pallone al centro di Semioli, grande girata di testa di Pazzini e incredibile parata di Frey, che vola sulla destra a deviare la conclusione dell'attaccante. Cinque minuti dopo Mihajlovic perde una delle sue pedine più preziose, Vargas, che ha un problema muscolare e deve lasciare il posto a Pasqual. La Samp preme con una certa continuità, ma ogni volta che i viola si affacciano dalle parti di Curci creano pericoli: al 33' Comotto spedisce al centro dalla destra, Gilardino anticipa tutti di testa e prende in controtempo il portiere blucerchiato, ma ci pensa Lucchini a ribattere. Due minuti dopo Frey salva ancora la Fiorentina: bel triangolo Pazzini-Cassano, quest'ultimo solo davanti al portiere tenta il pallonetto, ma ancora una volta il francese ribatte con un gran riflesso.
Frey, fra i migliori in campo, ferma Cassano. Lapresse uno-due Ziegler-cassano — Nella ripresa la Samp torna in campo con una novità: Semioli è rimasto negli spogliatoi, al suo posto c'è Koman. E proprio l'ngherese al 7' ha una ghiotta occasione: Cassano lo pesca bene in profondità, Koman prova il destro e Frey ribatte. Nel frattempo Di Carlo perde Lucchini, che ha un problema al ginocchio: dentro Accardi. La Samp protesta, un po' troppo, al 15': Cassano mette al centro per Pazzini, trattenuto da Natali; per l'arbitro non c'è fallo, l'attaccante blucerchiato si infiamma e si prende un cartellino giallo che gli farà saltare Inter-Samp. Di Carlo calma i suoi, che continuano a premere: al 20' su un calcio d'angolo di Ziegler, Cassano sguscia in mezzo a tutti e di testa sfiora il palo. Mihajlovic perde un altro pezzo: Ljajic, toccato duro, viene sostituito da Cerci. I blucerchiati continuano a premere, Di Carlo manda in campo anche Marilungo (al posto di Tissone) per aumentare i terminali offensivi. I viola faticano, sembrano poter subire gol da un momento all'altro. E fra il 36' e il 37' ecco il ribaltone. Prima Ziegler su calcio di punizione fulmina Frey da oltre 30 metri. Neanche il tempo di digerire il pareggio che Cassano, un minuto dopo, riceve palla al limite dell'area, evita l'intervento dei due centrali e batte il portiere francese. La Fiorentina accusa il colpo e non ha più le forze per reagire.
Cassano non gradisce il cambio
inserito da Add.stampa il 3 Oct 2010 Britos salva il Bologna Cassano non gradisce il cambio Finisce 1-1 tra Bologna e Sampdoria. Portanova regala con un autogol il vantaggio ai blucerchiati sul finire del primo tempo; nella ripresa il pari di Britos. Cassano è il peggiore in campo: Di Carlo lo sostituisce, lui esce dietro la porta senza salutare la panchina. BOLOGNA, 3 ottobre 2010 - Fant’Antonio è il peggiore dei mondi possibili. La fotocopia riuscita male del Cassano da Barivecchia: spento, abulico, a tratti nervoso. Chiude il pomeriggio-no del Dell’Ara senza salutare né Pozzi, entrato al suo posto, nè il tecnico Di Carlo. Il Bologna non ne approfitta. Anzi: a chiusura di un primo tempo complessivamente bruttino, va sotto con l’autogol di Portanova. Pareggia i conti nella ripresa con Britos. I due difensori del Bologna, fanno praticamente tutto loro. Ricamano e disfano: come la tela di Penelope.
Al 42' Cassano fallisce un'occasione d'oro. Ansa FANTASMI — In tribuna prende posto il c.t. Cesare Prandelli. E’ al Dall’Ara per il duo Pazzini-Cassano. Ma, per lui, sarà una domenica a caccia di fantasmi. Pazzini si nasconde tra le maglie dei difensori del Bologna, Cassano si accende solo per un attimo (al 38’: Rubin salva sulla linea, poi la palla sbatte sulla traversa). Non è certo più brillante il pomeriggio firmato da Marco Di Vaio, il grande atteso su sponda rossoblu: gira a vuoto, e soffre il trattamento a turno di Gastaldello e Lucchini. Il primo tempo è al piccolo trotto: sembra una domenica da gran turismo sia per il Bologna che per la Sampdoria. Nella prima mezz’ora non accade praticamente nulla. Di Carlo chiama a gran voce Cassano, chiedendogli di entrare nel vivo del gioco, e di insistere sulle fasce, con Semioli e Koman: parole al vento.
L'autogol di Portanova: è il momentaneo 0-1. Ansa DOCCIA GELATA — Il Bologna si accontenta del galleggiamento. Ma il segnale che la partita stia cambiando arriva al 28’: Meggiorini suona la carica con un bolide, sul quale è fantastico Curci opponendosi con il corpo. Portanova, poi, è il 36’, ci prova di testa: ma la mira non è quella giusta. Cassano si scuote: al 42’, è sua la traversa, sulla respinta è super Viviano su Pazzini. Nel primo minuto di recupero, arriva la doccia fredda per il Bologna con l’autogol di Portanova: si va all’intervallo con il vantaggio per 0-1 della Sampdoria. I blucerchiati entrano negli spogliatoi quasi increduli.
Britos sfoga la rabbia dopo l'1-1. Ansa fischi cassano — Non c’era prima, e non perviene nemmeno nella ripresa. Antonio Cassano è irriconoscibile. La riprova cade al 10’, quando fallisce il colpo dello 0-2 con un erroraccio davanti a Viviano. Il barese non ingrana, e così Di Carlo al 24’ lo sostituisce. Esce tra i fischi, ma evidentemente non gradisce il cambio: non saluta Pozzi, né passa per la panchina. Cassano esce dietro la porta, e scompare nel tunnel che porta agli spogliatoi.
colpo britos — La ripresa è tutta rossoblu. La spinta della squadra di Malesani è costante, e cresce di minuto in minuto. Al 20’ ecco il pari (meritato). Punizione di Di Vaio su punizione: incursione di Britos, che buca Curci. E’ l’1-1 che non accontenta nessuno. Il Bologna pressa, mette la difesa blucerchiata alle corde, ma non trova lo spunto. Nel finale la palla gol è nei piedi di Pazzini, ma Viviano è strepitoso. Un gatto: il suo slancio salva il risultato. Davati agli occhi di Prandelli. Il c.t. cercava Cassano e Pazzini, ha ritrovato un super Viviano. Almeno un buono motivo per il viaggio a Bologna.
La Samp non sa più vincere
inserito da Add.stampa il 26 Sep 2010 Udinese, finalmente un punto Senza reti la sfida tra blucerchiati e friulani: partita non entusiasmante, le migliori occasioni sui piedi di Pinzi e Di Natale Contrasto tra Palombo e Floro Flores. Ansa GENOVA, 26 settembre 2010 - Non è crisi, ma la Sampdoria che non vince da un mese (e dalla prima giornata di campionato) è un caso da analizzare. Anche contro l'Udinese, ultima in classifica, Cassano e compagni non convincono, finendo imbrigliati dalla tattica impostata da Guidolin. Ed è proprio il tecnico friulano a sorridere, togliendosi di dosso il peso degli zero punti. L'Udinese vista al Ferraris, onestamente, non meritava questa condizione. Lo 0-0, bruttino, è comunque giusto.
pinzi come al chievo — Pochi fronzoli, tanta corsa, possibilmente "intelligente". L'Udinese ha una voglia matta di togliere quello zero, nei punti in classifica. Così si spiegano i pochi fronzoli, appunto, nella formazione iniziale: che, anzi, è un mezzo omaggio proprio a Mimmo Di Carlo, tecnico della Samp. Perché vedere Pinzi trequartista ricorda molto il Chievo degli anni passati, con il mediano a dare fastidio all'uomo più pericoloso degli avversari. E chi è il pericolo numero uno dei blucerchiati? Cassano, ovviamente. Che, dalla sua mattonella a sinistra, si vede sempre circondato ora da Pinzi, ora da Isla. Insomma, è soffocamento.
curci è un gatto — Pinzi e Isla, peraltro, sono molto bravi a riproporsi, e nel primo quarto d'ora la Sampdoria soffre parecchio. Sempre da destra, dove anche Di Natale si sposta a creare ulteriore superiorità numerica. Proprio il capocannoniere dell'ultimo campionato pennella un cross al centro dove Pinzi, invece di stoppare e battere a rete, si avvita per un tiro al volo tutto storto che esalta Curci. Bravo il portiere, ma il centrocampista poteva fare meglio. A questo punto Di Carlo, per coprirsi meglio, sposta a sinistra Guberti, in precedenza battitore libero dietro le punte. E torna l'equilibrio.
Cassano non contentissimo. Ap domizzi si rompe — Un equilibrio che spesso sconfina nella noia. Difesa e centrocampo dell'Udinese sono pressoché perfetti, lasciando pochissimi spazi a Palombo e a Semioli. L'unica azione degna di nota della Samp è orchestrata dai soliti due, Pazzini e Cassano, con il primo che viene anticipato all'ultimo da Domizzi. Il quale, nell'intervento, ci rimette forse il ginocchio e viene sostituito da Coda. Per il resto, succede poco o nulla. Sembra che le due squadre preferiscano annullarsi che proporre azioni pericolose.
sulla linea — Infatti nella ripresa, se possibile, si vede anche meno. L'occasione migliore ce l'ha Di Natale che, servito sul filo del fuorigioco, supera Curci in pallonetto, ma ci pensa Zauri sulla linea a sbrogliare con calma la matassa. Cassano pensa più a protestare per le mancate ammonizioni ai difensori dell'Udinese (Zapata alla fine si becca il giallo e rischia per una trattenuta su Pazzini), ma non illumina come nelle migliori occasioni. Di Carlo mischia le carte con Marilungo e Pedro, passando a un 4-2-3-1 che dovrebbe impensierire i friulani sugli esterni. Ma niente. Il pari va bene soprattutto agli ospiti, che riescono al quinto tentativo ad acchiappare il primo punto in classifica. Si sente qualche fischio dagli spalti di Marassi al 90', segno che questa Samp convalescente non piace ai suoi tifosi.
Cagliari-Samp è 0-0
inserito da Add.stampa il 23 Sep 2010 No Cassano, no emozioni Cagliari-Samp è 0-0 Tra sardi e blucerchiati finisce senza reti; pochissime occasioni da gol, quasi tutte sui piedi e sulla testa di Pazzini. Un punto a testa che muove la classifica di entrambe le squadre CAGLIARI, 22 settembre 2010 - Facile dire che con Cassano sarebbe stata più divertente. Non ci sono le controprove, ma la partita scialba offerta stasera da Cagliari e Sampdoria autorizza le nostalgie per Fantantonio, rimasto a riposare a Genova. Lo 0-0 più logico del mondo, tra due squadre che si sono annullate, preferendo distruggere piuttosto che costruire. Per il Cagliari è il terzo pari a reti bianche del campionato: a parte la goleada alla Roma (5-1), un ruolino di marcia quantomeno curioso.
tutto pazzo — Gli unici brividi di una gara altrimenti da sbadigli sono firmati da Pazzini. Pur orfano di Cassano, il centravanti blucerchiato e della Nazionale riesce a farsi vedere tre volte e per pochissimo non trova il gol. Nel primo tempo, di sinistro, dopo un uno-due con Pozzi, calcia a fil di incrocio dei pali; nella ripresa, su cross di Guberti, decolla sopra Canini e di testa la mette appena sopra la traversa, poi lanciato da Marilungo si vede stoppare da Agazzi in uscita. A parte questo, nessun segno di vita dall'attacco della Samp, né tantomeno da quello del Cagliari.
ragatzu — I sardi sorprendono soprattutto per lo schieramento iniziale: non più il classico 4-3-1-2, ma il 4-2-3-1, che diventa spesso 4-2-1-3. Senza Matri, larghi giocano il baby Ragatzu e Nené, con Cossu alle spalle di Acquafresca. La mossa a sorpresa di Bisoli riesce pochino: Ragatzu forse paga l'emozione e sbaglia tantissimi passaggi, mentre Nené, che ala non è, mastica male il nuovo ruolo. Anzi, lascia pure scoperta la sua fascia e in mezzo Biondini e Nainggolan (ottimo) devono raddoppiare la fatica. Per fortuna loro, di pungere, i giocatori della Samp hanno pochissima voglia.
Zauri e Ragatzu. Lapresse stanchezza — Qualche cambio nella ripresa prova a dare la scossa. Ma dei nuovi entrati nessuno incide. Nemmeno Matri, che torna là davanti in coppia con Nenè, o Lazzari, che va a rilevare Ragatzu e a ricomporre un 4-3-1-2. La Samp abbassa l'età media con gli ingressi di Marilungo e Obiang, ma a parte le già citate occasioni di Pazzini non impensierisce mai Agazzi. Anzi, le squadre accusano pure la stanchezza. Il pari è inevitabile. Chissà se con Cassano sarebbe andata in maniera diversa.
Di Carlo: \"Ci stava il pari\"
inserito da Add.stampa il 20 Sep 2010 19 settembre 2010 - "A tredici minuti dalla fine eravamo in vantaggio nonostante un primo tempo non all'altezza contro un Napoli che era meglio di noi. Noi non riuscivamo a chiudere il gioco. Ai ragazzi ho detto che nella ripresa si doveva accelerare. Nella ripresa è andata meglio. Poi una traversa a testa. Sull'1-0 la squadra non deve prendere gol così". Domenico Di Carlo analizza così la sconfitta interna della Sampdoria nel posticipo della terza giornata di serie A. Ai microfoni di Sky Sport, il tecnico del club blucerchiato ha aggiunto: "Cosa manca alla squadra? Bisogna continuare a giocare fino al 95'. Quando si va in vantaggio si deve sfruttare le situazione e non subirla. Sul gol di Hamsik siamo stai ingenui. Abbiamo pagato un gol preso ingenuamente. La squadra nella ripresa ha fatto bene. Abbiamo messo alle corde il Napoli. Il pareggio era il risultato giusto. Non pensavo che la Samp iniziasse oggi con un passo lento. Siamo stati fino al gol in gara. Avevamo di fronte un Napoli che oggi andava forte. Non era facile per giocatori come Lavezzi, Hamsik o Cavani. Ho visto comunque una Samp buona. Peccato per i due gol: il primo ingenuo. Complimenti al Napoli ma nella ripresa abbiamo fatto la nostra partita".
Juve-Samp pirotecnica: 3-3
inserito da Add.stampa il 12 Sep 2010 Bianconeri ancora in rodaggio All'Olimpico di Torino succede di tutto: reti di Pozzi e Marchisio nel primo tempo, poi di Pepe, Cassano, Quagliarella e ancora Pozzi nella ripresa. Gara spettacolare, con difese però parecchio distratte. Proteste blucerchiate per due reti su cui c'è l'ombra di un fuorigioco. Juve con un solo punto dopo due partite. Ascolta Mail Stampa 48 commenti OKNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook TORINO, 12 settembre 2010 - La Juventus fa progressi rispetto alla disfatta di Bari, ma ancora non convince. I bianconeri si fanno bloccare in casa dalla Sampdoria - in una sfida al passato recente di Marotta e Delneri - addirittura sul 3-3, rimontati due volte. Segna prima Pozzi, risponde Marchisio, quindi vanno a bersaglio Pepe, Cassano, Quagliarella e infine ancora Pozzi, sostituito di giornata di un sogno rimasto proibito per la Juve, Pazzini. La sfida tra futuri papà Del Piero-Cassano si conclude senza vincitori, anche se il barese il gol lo trova, mentre il capitano della Juve lo sfiora soltanto, a 17 anni esatti dal debutto in serie A.
Pozzi realizza la rete dell'1-0. Reuters juve in rodaggio — Sarà che la squadra è stata stravolta dal calciomercato, sarà che a settembre le gambe non possono ancora girare a mille, ma il cartello "lavori in corso" è in bella mostra in casa Juve: stavolta l'attacco, dopo 40' di inceppamento, si sblocca, e alla grande, con i gol dei nuovi acquisti, ma è la difesa a imbarcare acqua, facendo riapparire fantasmi della scorsa stagione. La Samp si conferma realtà importante: ha in Cassano un valore aggiunto, ma ci sono anche le geometrie di Palombo e tanta forza di carattere. La gara è stata spettacolare: la Juve può recriminare per qualche occasione mancata nel finale, ma deve prendersela soprattutto con se stessa, per una quadratura del cerchio che ancora non c'è. Certo quel punticino in classifica dopo due gare stride con le ambizioni del club come le unghie da Vecchia Signora su una lavagna, quella dietro la quale è rimandata la squadra di Delneri.
samp con i fiocchi — I primi 36' sono tutti della Sampdoria. Senza paure, con Pozzi a fare la controfigura di Pazzini - fermato dalla lombalgia -, Cassano pronto a convergere al centro e ad inventare da sinistra, e Koman, mezzapunta sempre in movimento. I blucerchiati aspettano la Juve e pungono nelle ripartenze. Cassano è strepitoso in rifinitura quanto sciagurato sottoporta quando manca la deviazione sulla sponda di Dessena e poi colpisce con una debole puntata davanti a Storari. Pozzi prima si fa ipnotizzare dal portiere bianconero, ex ispirato, poi lo trafigge, appunto al 36', con un destro preciso da fuori area, su pallone gli arriva da sinistra, manco a dirlo da Cassano. La Juventus, dopo la batosta di Bari, è ancora sotto. Surclassata nel gioco e nell'atteggiamento.
L'esultanza di Simone Pepe dopo il 2-1. Reuters reazione juve — Stavolta però i bianconeri hanno il merito di reagire. Del Piero, da buon capitano, dà l'esempio, mettendo appena a lato una punizione splendida. Poi la Juve il pari lo trova per davvero. Con Marchisio, il quale alla vigilia, reduce da un acciacco che gli aveva fatto disertare il doppio impegno della Nazionale, era in ballottaggio con Aquilani. Il centrocampista torinese trova l'1-1 con un destro violento, su sponda aerea di Krasic. Non è un caso che il guizzo vincente per la squadra di Delneri arrivi dal centrocampista di maggiore qualità tecnica, nonchè il più abile negli inserimenti, in un reparto nel suo complesso poderoso, ma poco brillante, con Krasic ancora un po' fuori dagli schemi, in fase di carburazione, e Felipe Melo che fa allargare le braccia quando con una scivolata e la conseguente palla persa manda in porta Pozzi, neanche fosse il regista blucerchiato. 1-1 all'intervallo.
LA PRIMA VOLTA DI PEPE — L'esterno bianconero segna il suo primo gol in bianconero a inizio ripresa, sfruttando un bel cross di Krasic sul quale Gastaldello rischia l'autorete: Curci si salva, ma non può nulla sul tap in vincente dell'ex Udinese, che, in fuorigioco, ma difficile da ravvisare per la natura estemporanea dell'azione, anticipa anche Quagliarella. La Juve finalmente si distende, più rilassata, meno lenta e macchinosa. Si scalda anche il motore diesel di Krasic, che comincia a mettere in moto le lunghe leve, scatenando la progressione: Curci lo ferma, ma i bianconeri finalmente convincono.
GOL A RAFFICA — La gara è divertente. Probabilmente fin troppo, se chiedete a Delneri e Di Carlo. Merito infatti degli attacchi, ma anche colpa di difese quantomeno un po' distratte. Come quella della Juve, che si dimentica Cassano: Fantantonio elude il fuorigioco su intuizione di Palombo e timbra il 2-2. Immediata la replica bianconera: Quagliarella segna pure lui la prima rete con la nuova maglia, proprio raccogliendo dal palo - in posizione sospetta - la carambola sul tiro di Pepe: 3-2 Juve. Ma non è ancora finita. Pozzi raccoglie di testa - scordato da Bonucci - un bel cross del nuovo entrato Mariungo: 3-3. Iaquinta e Melo - nervoso nei minuti conclusivi - nel finale sfiorano soltanto il 4-3. Finisce in parità. E sorride soprattutto la Samp.
I blucerchiati soffrono nel primo tempo
inserito da Add.stampa il 30 Aug 2010 Cassano lancia la Samp La Lazio finisce al tappeto I blucerchiati soffrono nel primo tempo, poi nella ripresa fanno festa con i gol di Fantantonio e del neo trequartista. Ospiti bene nella prima mezz'ora ma troppo spreconi. Buon debutto di Hernanes Ascolta Mail Stampa 36 commenti OKNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook GENOVA, 29 agosto 2010 - La Sampdoria è un diesel che ci mette un po’ ad ingranare. Il 2-0 alla Lazio che inaugura il campionato dei blucerchiati matura nella ripresa, grazie ai gol di Cassano (su rigore) e Guberti, dopo un primo tempo difficile, in cui gli uomini di Reja avevano messo in difficoltà quelli di Di Carlo. Hernanes (buono il suo debutto) e Zarate sono le armi della Lazio nei primi 30 minuti, in cui gli ospiti danno l’idea di poter sfondare. Ma la Samp tiene e cresce con calma, con Guberti ormai insostituibile alle spalle delle punte e Cassano che sopperisce alla latitanza sottoporta di Pazzini, poco servito dai compagni. E la Lazio, che tira 18 volte verso la porta ma solo in 4 occasioni centra lo specchio difeso da Curci, ne esce sconfitta.
La festa blucerchiata al debutto. Ap vivacita' — Di Carlo conferma il 4-3-1-2 che ha messo in crisi il Werder Brema in Champions, con Guberti alle spalle di Pazzini e Cassano. A destra in difesa c’è Zauri, con la Lazio fino a una settimana fa. Reja invece sceglie il 3-4-2-1: in mezzo al campo c’è Ledesma, davanti Hernanes e Zarate danno una mano a Floccari. Il primo tempo è vivace: la Lazio è messa meglio in campo, con Hernanes che svaria lungo tutto il campo per essere sempre nel vivo della manovra, Zarate che parte da sinistra e fa ammattire Zauri e Floccari punto di riferimento centrale. La difesa è molto compatta, con Lichtsteiner e Del Neri che arretrano quando serve a dare una mano a i tre centrali. Ledesma è il primo a provarci con una botta da fuori, poi Floccari di testa saggia i riflessi di Curci. La Samp cresce nel finale: Guberti è in forma e si vede, Cassano ci prova con qualche serpentina delle sue (provvidenziale Muslera per interromperne una al 25’) ma Pazzini vede poco la palla anche perché dalle fasce non arrivano i cross, perché se Ziegler sale per riempire gli spazi lasciati dall’accentramento di Guberti, Semioli e Zauri latitano. E così al 45’ il risultato è lo stesso di inizio partita.
Stefano Guberti, 25 anni, e Antonio Cassano, 28. uno-due — La Samp cambia marcia quando Cassano e Guberti salgono in cattedra. I due al 10’ costruiscono l’azione che porta Fantantonio a sfiorare la rete. Poi al 14’ arriva la svolta, quando Lichtsteiner scambia Dessena per un peluche e lo stringe forte in area: l’arbitro vede e Cassano provvede, regalando dal dischetto il vantaggio ai padroni di casa. Reja perde le staffe e si fa cacciare per proteste, rimbrottando Lichtsteiner prima di accomodarsi fuori. La Lazio va in tilt nonostante Hernanes non smetta di creare, ma Floccari latita e in avanti gli ospiti non mordono anche se costruiscono parecchio. E la Samp allora ne approfitta: prima sfiora il raddoppio con un missile di Palombo disinnescato da Muslera, poi firma il 2-0 al 26’ quando il portiere uruguaiano va in tilt respingendo male un corner e regalando a Guberti la chance per un magico pallonetto che mette in cassaforte la gara dei blucerchiati. Reja si gioca il tutto per tutto con Rocchi e Foggia per Lichtsteiner e Zarate (un fantasma nella ripresa), la Samp è sulle ginocchia ma non cede. Marassi così fa festa, il fantasma del Werder sembra lontano.
Sudafrica, che bell\'esordio
inserito da Add.stampa il 11 Jun 2010 Marquez rovina la festa: 1-1 Nel match inaugurale del Mondiale 2010, i Bafana Bafana soffrono il Messico nel primo tempo, ma vanno in vantaggio nella ripresa con un gran gol di Tshabalala. Partita intensa e ricca di occasioni, la nazionale di Aguirre pareggia a un quarto d'ora dalla fine. Palo di Mphela al 90'
Pazzo-gol, Samp Champions
inserito da Add.stampa il 17 May 2010 Pazzo-gol, Samp Champions "Marotta via, Delneri Anche" I blucerchiati vincono 1-0, grazie alla 19ª rete in campionato della punta, e conquistano l'accesso ai preliminari di Coppa, tenendo dietro il Palermo. Grandi parate di Storari. Il presidente Garrone commenta così il futuro di a.d. e tecnico. Delneri: "Accordo con la Juve già trovato? Le notizie bisogna verificarle, poi ora voglio solo festeggiare" 16 maggio 2010 - La favola Sampdoria si chiude con il lieto fine. I blucerchiati battono 1-0 il Napoli, grazie al 19° gol di Pazzini in campionato, e conquistano con il quarto posto il prossimo preliminare di Champions League. È la prima qualificazione in Champions della storia, di un club che comunque ha giocato la finale di Coppa Campioni del 1992. Allora incantavano Vialli e Mancini, oggi Marassi si esalta, ebbro di gioia, per le giocate di Cassano e Pazzini. Rispettivamente scelti e schierati da Marotta e Delneri, che sembrano arrivati al capolinea a Genova, ma questa è un'altra storia, che avrà molto probabilmente le tinte bianconere della Juventus. Ma la storia d'attualità è quella di un pomeriggio di sole al Ferraris dove la Samp fa una fatica enorme a piegare un Napoli che se la gioca per 90', onorando lo sport e facendo venire il crepacuore ai tifosi blucerchiati. Ma il traguardo è ancora più bello se raggiunto dopo tante sofferenze, grazie alle parate di un super Storari, che nega la gioia del gol a un Quagliarella scatenato per convincere Lippi a portarlo in Sudafrica. Ma la Sampdoria vince, e non ha bisogno nemmeno di aggrapparsi al risultato positivo dell'Atalanta contro il Palermo antagonista in chiave Europa, che sfuma nel recupero, quando i rosanero passano su rigore. È fatta, è Champions, e alzi la mano chi l'avrebbe immaginato a inizio stagione.
La gioia del presidente della Samp Garrone. Ansa avvio sprint della samp — Che parte forte, gasata dal clima da grande occasione. Cassano inventa, delizioso in rifinitura, meno in fase di finalizzazione. Sulle fasce - dove questo pomeriggio giocano Semioli e Mannini, preferito a Guberti -, i blucerchiati provano le sovrapposizioni cercando i approfittare di qualche mancata chiusura degli esterni del tridente d'attacco messo in campo da Mazzarri, con Zuniga e Quagliarella ai lati del totem Denis. Qualche mischia davanti a De Sanctis, attento sulle conclusioni da lontano, qualche rimpallo che non va per il verso giusto, e la Samp non capitalizza l'avvio da sprinter.
la gara cambia rotta — E così la partita si complica, per la squadra di casa. Al 12' arriva la notizia del gol del Palermo. Ora la Sampdoria per conquistare il preliminare di Champions deve per forza vincere. E si innervosisce. L'entusiasmo si trasforma in tensione, in ansia da prestazione. E il Napoli viene fuori. Gioca sereno, con la forza dei nervi distesi, grazie al sesto posto, che vale l'Europa League, già in cassaforte. Denis buca un cross dalla destra solo davanti a Storari. E il portiere doriano poi fa è costretto a fare il fenomeno sul colpo di testa in mischia di Quagliarella. All'intervallo è 0-0. Ma la Samp ha rischiato grosso.
Pazzini festeggia: Samp in Champions League. Ap ancora pazzini decisivo — Si riparte senza cambi. Con il groppo in gola del popolo blucerchiato che si scioglie all 3' quando pareggia l'Atalanta. I liguri - che avevano somatizzato il gol di Cavani - come per incanto (è o non è una favola sportiva?) riprendono quota. La Samp è di nuovo in Champions. E non si volterà più indietro dal 6' grazie al gol di Pazzini, a segno con un colpo di testa nell'area piccola. Ancora lui, il Pazzo, spietato sottoporta. Lippi avrà preso nota. Non si può fare a meno di un cannoniere così in chiave Mondiale. La Samp non ha però finito di soffrire. Perchè il Napoli non ha nessuna intenzione di mollare un metro, anche dopo lo svantaggio. I partenopei sfiorano il gol due volte, con Quagliarella e Dossena, ma Storari para tutto, anche aiutato dal palo sulla conclusione dell'esterno sinistro ex Liverpool. Anche la sorte dà una mano, non vuole fare da guastaeste alla Samp: è un pomeriggio di gioia che i tifosi blucerchiati non dimenticheranno, un pomeriggio storico.
le parole di garrone — "Marotta e Delneri andranno via? Marotta mi ha già presentato la lettera di dimissioni due giorni fa, Delneri mi dirà qualcosa domani". Così il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, ai microfoni di Dahlia Tv nel post gara.
e quelle di delneri — "Accordo con la Juve trovato due giorni fa? Le notizie bisogna verificarle bene, domani dirò al presidente quello che avrò da dire, ma oggi voglio festeggiare questo grande risultato. Abbiamo fatto grandi cose specialmente nel girone di ritorno, la nostra è stata una marcia importante, la squadra ci ha creduto, quello di oggi è un risultato pari allo scudetto del 1991, perchè non eravamo preparati a tutto questo. Cassano è fantastico, è uno che può giocare da qualsiasi parte, per come l'ho gestito quest'anno lo potrei gestire anche in futuro e senza problemi". L'attaccante barese intanto ha confermato che resterà in blucerchiato.
Samp, pari da Champions
inserito da Add.stampa il 10 May 2010 Al Palermo non basta Miccoli 1-1 nella sfida per il 4° posto. In gol su rigore Pazzini e il capitano rosanero, che tirando si fa male al ginocchio: distorsione o crociato. Per Cassano e compagni la Coppa Campioni è davvero a un passo Duello aereo Kjaer-Cassano. Ap PALERMO, 9 maggio 2010 - Il pari è giusto, ma vaglielo a dire al tifoso del Palermo che oggi, forse, deve riporre i sogni Champions. La Sampdoria esce indenne dal Barbera, giocando con più lucidità, e prenota un posto per i preliminari della prossima Coppa Campioni. Un 1-1 con gol d'autore, Pazzini e Miccoli, e di rigore: i due punti di distacco tra Samp e Palermo restano tali. Nulla di matematico, insomma, ma il morale dei rosanero è sotto i tacchi.
ERRORI — Non è stata una partita da manuale. Gradevole, sì, ma piena di errori. Soprattutto su sponda palermitana, e soprattutto da parte di chi la luce avrebbe dovuto accenderla: Fabio Liverani. Lui, geometra della squadra, non ne ha imbroccata quasi nessuna. E tolta la sua luce è toccato agli altri modellare le azioni. Tanto cuore, poca lucidità; in questo senso saggio è stato Delneri ad irrobustire la difesa con Tissone di fatto stopper aggiunto a ronzare attorno a Pastore. Tanto, là davanti, quando la palla arriva a Cassano, anche oggi in giornata di grazia, è come se fosse in cassaforte.
CAVANI PRO E CONTRO — Altro giocatore del Palermo deludente, Edinson Cavani. Paradossalmente, in un primo tempo avaro di emozioni, le migliori occasioni sono firmate dall'uruguaiano. Un colpo di testa altissimo, uno più vicino al palo: nulla di eclatante, ma almeno sono segnali di vita. Miccoli, infatti, sembra poco ispirato e gioca quasi con rabbia. La sente più di altri, è chiaro. E da un'iniziativa rivedibile sempre di Cavani arriva il vantaggio Samp.
Il rigore di Pazzini porta avanti momentaneamente la Samp. Ansa PAZZINI FA IL CASSANO — L'uruguaiano prova un doppio passo in area e finisce con il trascinarsi la palla fuori. Sul ribaltamento di fronte Mannini sfrutta una sponda di Pazzini e sbuca davanti a Sirigu, che lo atterra. Rigore che batte sempre Pazzini, e non Cassano: ma è gol, 1-0, e Barbera depresso. Subito Rossi butta dentro Hernandez al posto di Cavani. La "Joya" dà vivacità, ma la voglia che ci mette Miccoli è commovente. Supera Gastaldello con un pallonetto ed entra in area, dove Zauri lo abbatte con un'ancata esagerata. Altro rigore e il n° 10 palermitano non sbaglia.
MICCOLI SU UNA GAMBA — Calciando, però, l'ex juventino si fa male al ginocchio destro. Soffre, va a bordocampo a farsi medicare, torna in campo zoppicante e costringe addirittura Storari a un miracolo. Poi, però, deve mollare. Lascerà lo stadio con le stampelle: in serata si è appreso che i timori sono di una distorsione se non addirittura di una lesione al crociato. Comunque, dentro Budan che si mangia un gol incredibile, mettendo a lato di testa a porta semi-vuota dopo paratona di Storari su Pastore. La Samp sceglie di difendersi con ordine e lascia a Cassano l'iniziativa: il povero Goian deve arrangiarsi come può, ma Fantantonio è imprendibile. E se non tira protegge il pallone come nessuno.
QUASI TERZI — Il fischio finale di Rosetti sancisce il pari. Non è ancora matematica, la Champions della Samp, ma manca davvero poco. Ad un certo punto, addirittura, i blucerchiati erano stati a un punto dal terzo posto. Milan sconfitto a Genoa, 1-0 provvisorio e rischio concreto di preliminare con i rossoneri protagonisti. Pericolo scongiurato. Se Champions sarà, la Sampdoria partirà dai preliminari. Idem per il Palermo. Se Champions sarà.
La Samp sogna ancora
inserito da Add.stampa il 2 May 2010 Cassano da Champions
I blucerchiati battono 2-0 il Livorno e mantengono il quarto posto in classifica a una settimana dallo scontro diretto contro il Palermo. Apre le marcature il barese, fissa il risultato Ziegler GENOVA, 2 maggio 2010 - E adesso la prova del nove. La madre di tutte le partite. Contro il Palermo (vincente a Siena), per lo spareggio che vale la Champions League. La Sampdoria con una gara di astuzia e contenimento batte 2-0 il Livorno e continua a sognare la qualificazione nell'Europa che conta. Ancora una volta è Antonio Cassano il protagonista assoluto: decisivo come sempre, autentico leader capace di decidere da solo le sorti di una partita. Suo il gol dopo soli cinque minuti di gioco. Sue le più belle intuizioni della sfida a cui Ziegler regala tranquillità su punizione. Ma applausi ai toscani che tengono botta e nella ripresa sfiorano due volte la rete.
Antonio Cassano, 27 anni, 9 gol in campionato. Ap divin antonio — Il calcio visto da prospettive diverse. Blucerchiati a caccia della Champions, in formazione tipo con le varianti Mannini e Tissone per Poli e Guberti. Di fronte un Livorno che nonostante la retrocessione aritmetica non ha nessuna intenzione di rendere la vita facile alla Samp. Ruotolo fa un solo cambio: Mozart per Di Gennaro. Ma le due contendenti confezionano un primo tempo mediocre, illuminato qua e là dalle intuizioni geniali di Cassano. Antonio confeziona le due uniche azioni degne di nota della prima frazione di gioco. A 5' segnando il gol del vantaggio. Abile il barese che prende palla poco prima del limite, si accentra e dalla lunetta fa partire un rasoterra chirurgico che si infila alla sinistra di De Lucia. Poi al 39' quando nell'area piccola regala uno scampolo di immensa classe: stop di petto, aggancio di destro e tiro al volo di sinistro. Ma di fronte c'è il vecchio Galante che si immola e ribatte con il corpo. Nulla di più, in verità. Il ritmo talvolta pachidermico ma giustificato dei blucerchiati, fa a pugni con il Livorno che se la gioca, ma non riesce mai a trovare il guizzo negli ultimi metri.
La gioia di Giampaolo Pazzini. Ap Livorno sprecone — Ruotolo cerca di rivitalizzare il Livorno con gli innesti di Di Gennaro e Danilevicius per Moro e Bellucci, ma il copione prevede che sia sempre Cassano a trasformare in oro anche la palla più anonima. Prima concludendo a lato di esterno destro dopo la consueta razione di finte e dribbling, poi mettendo in mezzo all'area una magnifica palla su cui Pazzini arriva in ritardo. Delneri intanto toglie Lucchini (problemi muscolari) per Marco Rossi; mossa utile perché il Livorno non molla. Non a caso all'8' sfiora e manca clamorosamente il pareggio. L'occasione capita a Danileviucis che solo davanti a Storari colpisce debolmente di testa e conclude a lato. La Samp mantiene comunque un ritmo contenuto, limitandosi a controllare i toscani, e ripartire sull'asse Palombo-Cassano che si trovano a meraviglia. Ma rischia oltre misura, perché al 33', in clamorosa posizione di fuorigioco, Di Gennaro alza oltre la traversa dall'area piccola.
ziegler scacciapaura — Momenti duri per la Samp che subisce lo strafottente atteggiamento dei livornesi che vorrebbero guastare la festa. Non a caso Cassano, mentre Marassi affoga sotto la tempesta, chiede ai tifosi di sostenere la squadra. Ma ci pensa Reto Ziegler, al 39', a sistemare le cose con una punizione potente che gonfia la rete per il 2-0. Il barese festeggia e poiché diffidato, per non rischiare lascia il posto al ritrovato Pozzi. Al Barbera sarà utile come l'oro.
Roma-Sampdoria 1-2
inserito da Add.stampa il 25 Apr 2010 Una doppietta della punta blucerchiata ribalta nella ripresa (7' e 40') il gol del vantaggio di Totti al 14' del primo tempo. La squadra di Ranieri resta a -2 in classifica sull'Inter Giampaolo Pazzini, 25 anni. Ansa ROMA, 25 aprile 2010 – Posticipo del 35° turno con il tutto esaurito all'Olimpico: in tribuna anche Rafael Nadal e Novak Djokovic.
Roma e Sampdoria è finita 1-2 con gol di Totti al 14' del primo tempo e doppietta di Pazzini al 7' e 40' della ripresa.
Colpo Samp all'Olimpico: 2-1 L'Inter ora è a +2 sulla Roma Una doppietta di Pazzini nella ripresa (7' e 40') ribalta la rete in apertura di Totti (14'). A tre giornate dalla fine i nerazzurri tornano in testa alla classifica ROMA, 25 aprile 2010 - Lo scudetto adesso è lontano. La Roma esce a pezzi dal posticipo con la Samp. Dopo aver dominato il primo tempo, realizzato un gol al 14’ con Francesco Totti e sfiorato un’inifinità di volte il raddoppio, i giallorossi cedono di fronte alla doppietta di Pazzini, arrivata tutta nella ripresa. Arriva una sconfitta amarissima, in un Olimpico che era entusiasmo puro. Contagioso. Al punto che durante il “Roma Roma” iniziale anche due campioni del tennis come Nadal e Djokovic, arrivati direttamente dal Foro Italico, avevano tirato fuori i telefonini e cominciato a riprendere curve e tribuna. Entusiasmo che aveva contagiato anche gli uomini di Ranieri, scesi in campo pronti a conquistare il mondo.
La gioia di Tottii dopo il gol del vantaggio giallorosso. Reuters IL DOMINIO GIALLOROSSO — Nel primo tempo la Roma parte subito fortissimo e chiarisce a Cassano e compagni che la serata sarebbe stata dura. Il primo a sfiorare il gol è Menez, al 10’, servito alla perfezione da Totti. Ma il suo tiro praticamente dalla linea di fondo viene respinto da Storari. Poi è la volta di Vucinic che prova il tiro dalla sinistra e dalla stessa fascia, dopo un micidiale contropiede, mette la palla in mezzo ma non trova nessuno. Quindi è Perrotta a impegnare seriamente Storari. Ma la svolta arriva al 14’: Vucinic serve al centro Totti che si gira e di sinistro supera il portiere blucerchiato. E il capitano giallorosso potrebbe raddoppiare al 19’ ma stavolta sul suo tiro angolato Storari si fa trovare pronto, complice il palo. La Roma domina, la Samp si rende pericolosa in due occasioni con Cassano ma Burdisso in difesa è un muro: il suo intervento al 24’ sulla botta dell’attaccante barese vale quanto un gol realizzato. I giallorossi non si fermano: Menez, migliore in campo nel primo tempo, recupera un pallone in area e tira; sulla respinta del portiere ci prova Totti in acrobazia: fuori. Il francese ha un’altra occasione qualche minuto più tardi dopo una splendida triangolazione con Vucinic, ma il suo tiro è impreciso. In mezzo la Roma reclama un rigore per un mani in area di Zauri. Per Damato è tutto regolare. Le ultime chance di raddoppio del primo tempo passano dai piedi del montenegrino. Al 41’ tira in porta senza vedere i compagni soli in area: Perrotta si infuria, i due si avvicinano e muso duro ed è costretto a intervenire Totti. Nervi tesi. In ballo c’è qualcosa di importante e in campo nessuno lo dimentica.
Giampaolo Pazzini, 25 anni. Ansa RIMONTA SAMP — La Roma che ha dominato nei primi 45 minuti ha un brutto risveglio nella ripresa. Delneri leva Guberti e Poli e inserisce Mannini e Tissone. Ma la palla del pari arriva, neanche a dirlo, dai piedi di Antonio Cassano. Al 7’ dalla sinistra tira fuori un cross dei suoi, Pazzini salta mentre Riise resta a guardare e colpisce di testa. La palla passa tra i piedi di Julio Sergio e la Samp pareggia. E poco dopo potrebbe anche passare in vantaggio con Palombo: la sua botta dalla distanza termina di poco fuori. I giallorossi provano a reagire subito con Juan, ma il suo colpo di testa su angolo battuto da Pizarro è alto. E lo stesso Pizarro prova il tiro dalla distanza al 15’ e al 18’: l’esito è lo stesso, palla fuori. I giallorossi insistono. Al 20’ il diagonale di Menez termina sull’esterno della porta, dando a mezzo stadio l’impressione del gol. Al 22’ Ranieri azzarda sul serio: dentro Toni, fuori Perrotta. Quattro attaccanti in campo. E proprio Toni sfiora subito il gol deviando in porta una punizione di Pizarro, ma Storari trova il modo di allontanare. Al 29’ la Roma diventa superoffensiva: dentro Taddei, fuori Cassetti che va a fare il terzino destro. Al 30’ contropiede di Vucinic lanciato solo verso la porta, il montenegrino sbaglia solo l’ultimo tocco e si allunga troppo il pallone. Al 36’ altra occasione per la Roma con il tiro di Riise dalla distanza: alto. La Roma spinge, il baricentro è tutto in avanti. Ed ecco il contropiede della Samp con Mannini che dalla sinistra serve Pazzini, Burdisso e Riise sono messi male e l’attaccante doriano non perdona. Sampdoria in vantaggio. Un vantaggio che manterrà fino al termine dell’incontro e che per la squadra di Delneri vale tre punti preziosissimi in chiave Champions. La Roma incredula esce dal campo a testa bassa. Mexes piange in panchina, Burdisso accovacciato non riesce ad alzarsi in piede, Cassano prova a consolare Totti. Lo stadio continua a cantare, ma i punti dall’Inter sono due. Troppi, a tre giornate dalla fine.
Palermo avanti di un punto,domani?
inserito da Add.stampa il 24 Apr 2010
Pazzini fa sognare la Samp
inserito da Add.stampa il 19 Apr 2010 Pazzini fa sognare la Samp Il Milan abdica a Marassi Borriello porta in vantaggio i rossoneri nel primo tempo. Nella ripresa, all'8', Bonera viene espulso per fallo da rigore su Cassano che trasforma dal dischetto. Al 92' l'attaccante segna il 2-1 e porta i blucerchiati in paradiso GENOVA, 18 aprile 2010 - Il Milan alza bandiera bianca e abbandona ogni proposito di scudetto. La sconfitta contro la Sampdoria è il lasciapassare a Inter e Roma che si contenderanno la volata finale per la conquista del tricolore. Ma la vittoria dei blucerchiati coincide anche con il pareggio del Palermo e con la conquista in solitario del quarto posto Champions. Di Borriello il primo gol della giornata; di Cassano il pareggio su rigore, provocato da Bonera che commette fallo sullo stesso Cassano e viene giustamente espulso. Nonostante l'handicap il Milan potrebbe riportarsi in vantaggio, ma è Pazzini in pieno recupero a consegnare i tre punti alla Samp.
La felicità della Samp dopo il gol di Pazzini. Afp pressing e velocità — Tra sogni e obiettivi, Delneri si affida a Cassano, l'uomo della differenza. Con Pazzini lì davanti per scardinare la difesa del Milan. Rabberciata e ancora una volta improvvisata. Saltati, nell'ordine, Nesta, Favalli e Kaladze, tocca a Bonera affiancare Thiago Silva. Delneri preferisce Guberti e Poli a Mannini e Tissone. Leonardo, Mancini a Huntelaar. Due idee in comune: pressing e velocità; il 4-4-2 e il 4-3-3.
il solito borriello — Le corsie laterali sono quelle predilette da Delneri che ordina ai suoi di pressare alternando Zauri e Semioli da una parte, Guberti dall'altra. Ziegler, infatti, è costretto a coprire in difesa per non lasciare spazi a Mancini. Ma è troppo lezioso il Milan per impensierire una Samp rocciosa che bada ai fatti e con un forcing costante mette sotto la difesa rossonera. Ma al primo vero affondo a passare è la squadra di Leonardo. Mancini al 20' calibra un'ottima palla dalla bandierina per la testa di Borriello. Micidiale il colpo con la palla che si insacca a fil di palo alla sinistra dell'ex Storari. Borriello corre ad abbracciare Leonardo. Gesto appassionato che sintetizza tutto l'amore della squadra per il tecnico brasiliano che ha tutte le intenzioni di tornarsene a Rio de Janeiro.
samp all'attacco — Il Milan, sornione, potrebbe raddoppiare altre due volte. Prima con Mancini che a porta vuota dal dischetto del rigore mette incredibilmente in tribuna, e poi con Seedorf che cicca nel tentativo di girare al volo, con la porta spalancata davanti. La Samp reagisce e assedia il Milan collezionando angoli e occasioni. Dida ci mette del suo parando il possibile e in un paio di occasioni a mancare è la mira, come uno splendido colpo di testa di Cassano che quasi accarezza la traversa. E' il barese il punto di riferimento, mentre Pazzini non trova il guizzo e gli spazi necessari. Fuori registro, invece, Ronaldinho e Seedorf, poco incisivi e troppo lenti in fase di costruzione.
Quella di Marco Borriello dopo l'illusoiro 1-0. Ansa ci pensa cassano — All'inizio della ripresa, il giallo a Borriello che, diffidato, dovrà saltare il Palermo, è un segnale inquietante. Nell'ennesimo affondo, Bonera infatti commette un fallo ingenuo su Cassano. Rigore ineccepibile e rosso per il difensore. Antonio segna e Leonardo toglie Mancini: in campo va Oddo per rinforzare la difesa. Al Milan non resta che tenere i ritmi bassi. Nel possesso palla i rossoneri fanno la differenza e nonostante l'inferiorità numerica sfiora due volte il 2-1. Prima al 22' con Gattuso che solo davanti a Storari si fa respingere il pallone, poi al 25' con Borriello che servito magnificamente da Ronaldinho calcia mollemente e spreca la sontuosa occasione di un paio di metri.
meglio in dieci ma... — Il Milan, insomma, gioca meglio in 10 e lo dimostra ancora al 30', quando Ronaldinho, servito da Seedorf, dal limite sfiora il palo alla sinistra di Storari. La Samp soffre anche con gli innesti di Mannini e Tissone (fuori Guberti e Poli), ma è iinevitabile la stanchezza dei rossoneri che si dispongono in trincea, perché proprio nel finale la Samp si risveglia. Prima Zambrotta salva sul tiro di Tissone, poi Dida blocca la palla sulla linea. Ma non può nulla al 47' quando Pazzini vola più in alto di tutti e infila il 2-1. Marassi sogna. La Champions è sempre più vicina.
Cassano uomo jolly
inserito da Add.stampa il 10 Apr 2010 Al Napoli è già andato storto,dispiace per Mazzarri,ma non può andare tutto liscio. Bisogna,soffrire fino all'ultimo forse all'utima giornata:Sampdoria-Napoli. Genova 11/4/10 Cassano uomo jolly A segno in quattro derby Il fuoriclasse della Samp è andato in gol in quattro sfide di cartello come Bari-Lecce, Roma-Lazio, Real Madrid-Atletico Madrid e, da ieri sera, Sampdoria-Genoa: un poker di spicco e una rinascita che adesso può lanciare i blucerchiati in Champions League Mail Stampa 35 commenti OKNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook Gazzatown GENOVA, 12 aprile 2010 - Il poker l’ha fatto lui, Fantantonio, e non il Genoa, che prima del k.o. di ieri sera aveva vinto tre stracittadine consecutive. Cassano è uscito dal suo personaggio, tutto estro e fantasia, e si è messo al servizio della squadra.
sostanza — Molta sostanza, zero fronzoli. E così è arrivato il gol che ancora gli mancava nel derby della Lanterna, dopo avere già fatto centro a Bari contro il Lecce (esattamente dieci anni fa, il 16 aprile 2000 nel 3-1 dei biancorossi, segnando la rete del provvisorio 3-0), all’Olimpico in giallorosso (l'8 marzo 2003, in Roma-Lazio 1-1, pareggio all'89', e il 6 gennaio 2005, in Lazio-Roma 3-1, al 69' il gol del provvisorio 1-1) contro la Lazio e – scusate se è poco – pure nella Liga con la maglia del Real Madrid, contro i cugini dell’Atletico, su cross dalla sinistra di Roberto Carlos, il 4 marzo 2006, gol al 3' nel 2-1 dei Blancos.
L'esultanza dopo il gol in Real Madrid-Atletico Madrid. Ap uomo nuovo — Delneri ha fatto capire, senza troppi giri di parole, che la lunga quaresima calcistica del campione barese ha fatto bene a tutti: alla squadra, perché aveva bisogno di ritrovare l’autostima perduta. E a Cassano, per abbandonare quell’indole naturale da solista, e aprirsi davanti una nuova vita calcistica. Fantantonio che raccoglie l’assist di un compagno (Lucchini) per andare a far gol sarebbe già di per sé una notizia. Se poi questo succede in un derby che i sampdoriani aspettavano con una trepidazione mai vista prima, allora l’emozione e la gioia sono doppie.
orizzonti impensabili — Resta da capire dove potrà portare la squadra di Delneri questa svolta di Cassano. Il quale, adesso, cercherà di guarire in fretta dalla distorsione alla caviglia sinistra rimediata ieri sera nel primo tempo del derby. Due settimane e, probabilmente, sapremo: domenica arriva il Milan a Marassi, prima della trasferta all’Olimpico contro la “sua” Roma, oggi capolista. L’Europa calcistica più nobile, per la Sampdoria, passa attraverso queste due partite.
Cassano spiana la strada La Samp passa a Verona
inserito da Add.stampa il 4 Apr 2010 Cassano spiana la strada La Samp passa a Verona Un gol dell'attaccante dopo neanche un minuto facilita il compito dei blucerchiati, che superano 2-1 il Chievo. Pazzini raddoppia nella ripresa, poi Mantovani accorcia le distanze. Samp quarta in attesa di Catania-Palermo VERONA, 3 aprile 2010 - Per vincere occorre segnare. E il Chievo non ci riusciva da sei turni e la rete di Mantovani nel finale non risolve. Per la Samp non è difficile uscire con il bottino pieno dal Bentegodi: Cassano spiana la strada andando in gol dopo neanche un minuto, poi ci pensa Pazzini in avvio di ripresa a mettere al sicuro il risultato. La Samp soffre nel finale, dopo il gol di Mantovani che accorcia le distanze, ma riesce a portare a casa i tre punti che la riportano al quarto posto, in attesa di Catania-Palermo. Il Chievo, che nelle ultime sei partite ha totalizzato tre pareggi e tre sconfitte, si mantiene comunque in una posizione di tutta tranquillità.
torna pinzi — Scontata la squalifica, Pinzi torna a centrocampo, alternandosi con Bentivoglio alle spalle del tandem d'attacco Pellissier-De Paula; in panchina si rivede Abbruscato. Delneri pensa al derby e risparmia il diffidato Gastaldello, al suo posto c'è Accardi al centro della difesa; un turno di riposo a Poli, che ha un piccolo problema alla caviglia e va in tribuna e viene sostituito a centrocampo da Tissone. Davanti la collaudata coppia Cassano-Pazzini.
Giampaolo Pazzini realizza il gol dello 0-2 in avvio di ripresa. Ap samp subito avanti — Pronti-via e la Sampdoria va subito in vantaggio: dopo 30 secondi la difesa del Chievo si fa sorprendere su un lancio in profondità e spalanca la porta a Tissone, la conclusione del centrocampista argentino è respinta da Sorrentino, recupera Guberti che rimette al centro dove Cassano, tutto solo, ribadisce in rete. Passano due minuti e la Samp potrebbe raddoppiare: Semioli lanciato a rete entra in area sulla destra, Sorrentino esce, prende palla e caviglie e abbatte l'esterno blucerchiato, l'arbitro Gava indica il dischetto del rigore, ma dopo un consulto con il guardalinee rivede la propria decisione. Passata la buriana iniziale, il Chievo prende decisamente in mano la partita e sfiora subito il pareggio: al 4' Pellissier si divora l'1-1 stoppando bene in area ma calciando alle stelle da ottima posizione. All'8' splendido calcio di punizione di Bentivoglio, Storari vola a togliere la palla dall'incrocio dei pali. La squadra di Di Carlo preme ma non crea grattacapi alla difesa doriana, un po' superficiale nei disimpegni; la Samp fatica invece a uscire dal proprio guscio. Al 34' Pinzi pesca in area De Paula che anticipa di testa Lucchini e sfiora il palo. Cinque minuti dopo Palombo prova a festeggiare le 300 partite da professionista con un destro dalla lunga distanza che finisce di poco a lato. La Samp torna pericolosa al 44': Semioli tocca al centro per Cassano che di prima intenzione apre a destra per l'accorrente Pazzini, la conclusione dell'attaccante è respinta in corner da Sorrentino. L'ultima occasione del primo tempo è di marca gialloblù: gran lancio di Pinzi per Pellissier che scatta in posizione regolare, Storari esce rapidamente dai pali e strappa la palla dai piedi dell'attaccante.
Andrea Mantovani accorcia le distanze al 31' della ripresa. Ap pazzini raddoppia — Come l'avvio di partita, anche i primi minuti della ripresa sono tutti a favore della Samp. I blucerchiati sfiorano il raddoppio al 4': sul calcio di punizione di Palombo, Lucchini stacca di testa e impegna Sorrentino in una difficile deviazione in corner. Tre minuti dopo il Chievo commette un'ingenuità su una rimessa laterale lasciando tutto solo Cassano, che dal fondo mette al centro un pallone rasoterra, Sorrentino in tuffo respinge. La difesa del Chievo capitola al 10': Tissone tocca bene in profondità per Pazzini, Sorrentino è bravo a respingere la prima conclusione dell'attaccante blucerchiato, ma non può fare nulla sulla successiva ribattuta. Sotto di due gol, Di Carlo avanza il baricentro: fuori un centrocampista, Rigoni, e dentro una punta, Abbruscato, che torna dopo due mesi di assenza. Il cambio sembra ridare fiducia al Chievo: al 18' Pellissier affonda sulla destra e crossa sul secondo palo dove irrompe Bentivoglio, la conclusione del centrocampista da ottima posizione è respinta in corner dal piede di Lucchini. Dopo quattro minuti i padroni di casa restano in dieci: Morero, già ammonito, entra duro su Cassano, il secondo giallo è inevitabile. Dopo l'espulsione, Di Carlo cerca di riequilibrare la situazione togliendo una punta, De Paula, per inserire il centrocampista Ariatti. Delneri risponde facendo rifiatare Semioli, al suo posto Padalino. Avanti di due gol, la Samp forse comincia già a pensare al derby della prossima settimana e al 31' commette una grave ingenuità difensiva: sul calcio d'angolo di Bentivoglio, Mantovani viene lasciato tutto solo sul secondo palo e non ha difficoltà a battere Storari. I blucerchiati traballano e Delneri si cautela: fuori Cassano, dentro Franceschini, la Samp passa al 4-5-1, salvo poi tornare alle due punte con l'ingresso di Testardi per Guberti. Di Carlo manda in campo Bogdani per l'assalto finale, ma la difesa della Samp tiene e porta a casa tre punti importantissimi nella rincorsa al quarto posto.
Samp, occasione sprecata
inserito da Add.stampa il 28 Mar 2010 Samp, occasione sprecata Nené la agguanta nel finale La squadra di Delneri raggiunta al 36' della ripresa dal brasiliano, che poi si fa espellere: resta nel gruppone, sempre più folto, di squadre che inseguono l'Europa. Il Cagliari risponde al gol di Guberti e taglia finalmente la fatidica quota 40 punti Guberti e Poli esultano dopo il gol. Ansa MILANO, 28 marzo 2010 - La Samp spreca un'occasione, il Cagliari taglia faticosamente quota 40, indicata a inizio campionato da tutti come quella della salvezza sicura. Lo fa dopo una frenata clamorosa nelle ultime sette giornate: quello del Ferraris è il secondo punto. La Samp doria col pareggio 1-1 resta nel gruppone delle squadre che lotteranno per l'Europa, ma sperava di avvicinarsi di più al Palermo. E' forse per questo che i minuti finali sono di gran tensione, e gli assalti finali non sortiscono effetti.
Il gol di Nené. Ansa i gol — Dopo un primo tempo di noia, è una mossa tattica ad aprire la gara. Il Cagliari ha bloccato le fasce, Delneri risponde spostando a inizio ripresa Guberti dietro le punte. Allegri non ha il tempo di replicare che arriva il gol. Proprio Guberti inizia l'azione in mezzo, apre per Cassano e poi si inserisce quando Antonio pesca Pazzini. Tiro rimpallato e Guberti subentra di piatto per l'1-0. Sarebbe la vittoria perfetta per il tecnico della Samp, invece al 36' della ripresa una dormita della difesa, su calcio di punizione dalla trequarti di Conti, Nené è solo in mezzo all'area e batte di testa Storari. E' l'1-1 che reggerà fino alla fine.
samp, esterni bloccati — La Samp resta nel gruppone, perde punti che credeva suoi fino a 10' dalla fine, esce infuriata dal Ferraris, reclamando anche per un presunto fuorigioco sul gol di Nené. Cassano dopo due gol in due partite dopo il rientro oggi non trova la giocata decisiva, anche se cresce molto nel secondo tempo. Pazzini lotta ma è poco incisivo; bloccati gli esterni difensivi, molto attivo e preciso Poli, che tocca una infinità di palloni.
Ragatzu e Zauri. LaPresse cagliari, tre ragazzi — Il Cagliari arriva a Genova senza il rifinitore titolare, Cossu, e manca pure il suo sostituto, Jeda. A centrocampo non ci sono anche Lazzari e Parola. Nainggolan, indicato come possibile ispiratore delle punte, non va nemmeno in panchina, così Allegri cambia modulo, schierando un tridente puro, con Matri a sacrificarsi sulla destra e Ragatzu lanciato titolare sulla sinistra. In mezzo c'è Larrivey, che vedrà pochi palloni: la soluzione ha il merito di far intravedere le qualità del giovane Ragatzu e di tenere impegnati gli esterni difensivi della Samp, che così salgono poco. Il gioco blucerchiato è fermato alla sorgente, per il resto Canini, alla 100ª presenza in A, non ha troppi problemi con Pazzini. Il cambio di posizione di Guberti fa saltare i piani difensivi, senza che se ne mettano in atto altri offensivi. Nella ripresa il Cagliari finisce col soffrire molto di più, e le uniche note positive, oltre al gol di Nené (che poi si fa espellere), sono le buone prestazioni dei giovani. Ragatzu ha i numeri, il debuttante Gallon, classe 1992, appena entrato piazza due cross pericolosi, dimostrando buone qualità. E nel finale debutterà anche Varechi.
La Samp affonda a Bari
inserito da Add.stampa il 24 Mar 2010 La Samp affonda a Bari Cassano, gol e lacrime La squadra di Ventura batte i blucerchiati 2-1: ospiti in vantaggio nel primo tempo con il gol dell'ex (che non esulta), nella ripresa Meggiorini agguanta il pari su un liscio della difesa ospite, poi Barreto realizza il gol-partita BARI, 24 marzo 2010 - Non è bastato alla Samp il gol di Antonio Cassano, nella sua città, per consentire ai blucerchiati di mantenersi in zona Champions. Il Bari, trascinato da un imprendibile Alvarez, nella ripresa pareggia con Meggiorini e poi realizza con Barreto la rete che vale i tre punti.
barreto e rivas recuperano — Ventura recupera Barreto e Rivas in extremis; nella Sampdoria turno di riposo per Poli e Semioli, rimpiazzati da Tissone e Mannini, mentre in difesa c'è Marco Rossi per lo squalificato Lucchini. Cassano, per la prima volta da avversario nella sua Bari, viene accolto con entusiasmo dallo stadio che l'ha visto muovere i primi passi.
cassano-gol — La Samp sembra partire con il piede giusto, con una girata a lato di Pazzini in avvio, ma ben presto è il Bari a prendere in mano le redini della partita. Al 4' Barreto in contropiede affonda centralmente, apre a destra per Alvarez, ma sul suo cross non c'è nessuno. L'honduregno imperversa sulla destra bruciando regolarmente Ziegler. La Samp è lenta, Cassano è isolato in avanti e quando rientra a centrocampo per avere palloni giocabili viene annullato da Gazzi. Al 14' Alvarez affonda sulla destra, tocca al centro per Barreto che supera Storari con un pallonetto, ma Gastaldello allontana nei pressi della linea di porta. Due minuti dopo Barreto apre a sinistra per Rivas che mette al centro per Meggiorini, la difesa della Samp allontana. La partita è nelle mani del Bari, ma a sorpresa sono gli ospiti a passare al 20': Guberti va via a Salvatore Masiello sulla destra, crossa a centro area per Cassano che di piatto destro batte Gillet. Dubbia la posizione dell'attaccante doriano, che non esulta dopo il gol alla sua ex squadra. Cinque minuti dopo Pazzini va vicino al raddoppio: Cassano lo pesca bene in area, ma Gillet è bravo a respingere la conclusione dell'attaccante blucerchiato. Il Bari continua a fare la partita, produce tantissimo sulle fasce laterali, soprattutto sulla destra, ma è impreciso in fase conclusiva: al 25' Meggiorini impegna Storari in rovesciata, al 29' il portiere ospite smanaccia un tiro-cross di Rivas da sinistra e al 41' Barreto, lanciato in profondità da Belmonte, svirgola a pochi passi dalla porta.
meggiorini pareggia — In avvio di ripresa Ventura prova a rimontare puntando sulle fasce: Kamata, entrato per Rivas sulla sinistra, e Alvarez a destra imperversano, ma la difesa della Samp chiude in maniera ordinata. Almeno fino al 13', quando la retroguardia blucerchiata commette una grande ingenuità: cross di Belmonte dalla destra, un liscio di Accardi (entrato nel finale di primo tempo per l'infortunato Rossi) a centro area disorienta Gastaldello che svirgola il rinvio e serve involontariamente un pallone d'oro a Meggiorini, da due passi l'attaccante barese batte facilmente Storari. Meggiorini poi uscirà per un problema a un polpaccio, al suo posto Castillo. Al 25' i padroni di casa vanno vicinissimi al raddoppio: Barreto scatta in contropiede e tutto solo scavalca Storari in uscita con un pallonetto, Accardi recupera e salva la Samp con l'aiuto del palo. Delneri prova a cambiare le carte in tavola: fuori Tissone e Guberti, dentro Poli e Padalino. Ma è sempre il Bari a fare il match. La squadra di Ventura continua ad attaccare, la Samp pensa solo a non subire e al 41' capitola: Alvarez, fra i migliori in campo, umilia Ziegler sulla destra e mette al centro per Barreto, che di testa batte Storari. Nel finale, con la Samp sbilanciata in avanti, il Bari sfiora a ripetizione il gol del 3-1.
Cassano affonda la Juve
inserito da Add.stampa il 24 Mar 2010 Cassano affonda la Juve La Samp aggancia il 4° posto Fantantonio torna titolare dopo due mesi, ha due occasioni nel primo tempo e colpisce al 32' della ripresa, con un tiro da lontano su cui sbaglia Chimenti. La Juve cade ancora ed ora è sesta in classifica: male Diego, incide poco Del Piero. Cassano festeggia con Delneri, siglando la pace La festa intorno a Cassano. Afp MILANO, 21 marzo 2010 - Fuori da tre coppe, al sesto posto in classifica, 10 sconfitte nel torneo di casa, 40 gol al passivo in campionato, da 16 gare consecutive subendo almeno un gol. In più i due acquisti più cari dell'estate languono uno in panchina (Melo), uno in campo (Diego). Questa la stagione orribile della Juventus, in una delle settimane peggiori. Cambiamo prospettiva, passando alla Sampdoria: quarto posto in campionato, con i preliminari di Champions possibili, prima vittoria sulla Juve dal '95, prima vittoria in carriera per Delneri contro la Signora. E gol decisivo di Cassano, l'uomo tornato titolare per l'infortunio di Pozzi. Con tanto di abbraccio a Delneri, a ricucire uno strappo che nelle scorse settimane sembrava chiarissimo, ed ora lo è un po' meno.
decide cassano — Il minuto in cui si dividono le sorti delle due squadre è il 32' della ripresa: Cassano vede Chimenti leggermente fuori dai pali, prova a sorprenderlo con un destro da trenta metri. Il terzo portiere fa qualche passo indietro, ma la smanaccia nella sua porta. Ok, poi eviterà altri due gol, ma l'errore pesa tremendamente, come pesano i ripetuti infortuni, anche dei due portieri, sulla stagione bianconera. La Samp centra così una vittoria che aveva comunque meritato, creando notevolmente più degli avversari, e crescendo col passare dei minuti, mentre gli uomini di Zac accusavano le scorie non solo psicologiche della disfatta di Londra.
antonio e non solo — Due mesi dopo Cassano ritorna titolare: in sua assenza la Samp ha trovato una nuova formula, più muscolare, e lui pare volersi adattare: nel primo tempo fa più la punta pura che il fantasista come in passato. Salta una volta l'uomo a centrocampo, si becca i rimbrotti di Delneri perché non copre a sufficienza, ma si fa trovare in zona gol: sono sue le migliori occasioni. Su un colpo di testa su corner Marchisio salva sulla linea, pescato bene da Poli si trova solo davanti a Chimenti, ma il terzo portiere juventino para. Non si ripeterà nel secondo tempo. Nel complesso una gara da protagonista, ma l'aggancio mancato sul dischetto (11') su servizio di Pazzini non è da lui. A centrocampo di fa notare Poli, che trova buoni corridoi per i passaggi e ferma regolarmente Del Piero quando questi arretra. Lucchini e Gastaldello non faticano troppo a stoppare Iaquinta. Nel complesso prestazione di alto livello di una squadra che sembra aver superato il momento peggiore e che può correre fino alla fine, magari verso un preliminare.
Delusione bianconera. Ap juve, cercasi qualità — Zaccheroni dà fiducia a Diego dietro alle punte, ma il brasiliano continua a non convincere: ci si aspettava che dopo i problemi di adattamento (comprensibili) sbocciasse nel ritorno, invece continua a fare una fatica terribile, anche a liberarsi di marcature a centrocampo. Dietro Cannavaro (preferito a Chiellini, recuperato ma precauzionalmente in panchina) "rimbalza" nelle prestzioni dopo il punto basso toccato a Londra. Zebina resta titolare, nonostante i litigi con i tifosi: il francese viene accolto dai suoi tifosi con uno striscione "Zebi.. no", ma non dà ulteriori motivi per essere attaccato: gara ordinata, prestazione sufficiente. Così così il rientro di Iaquinta, che ha avuto una sola occasione, fallendola. Lo sostituirà Trezeguet, che semplicemente non vedrà mai il pallone. Salvate il soldato David. Alla squadra mancano idee e uomini in grado di metterle in pratica. La riscossa dei campioni o presunti tali non può più farsi attendere: la Juve rischia di restare fuori da tutto. A Napoli, giovedì, l'ennesima ultima spiaggia. Reazione, o la balena bianconera si spiaggerà definitivamente.
Delneri: \"Serve la moviola\"
inserito da Add.stampa il 15 Mar 2010 marzo 2010 - È molto deluso Luigi Delneri dopo il pareggio di Bologna, maturato in pieno recupero per un gol di Raggi, viziato da una posizione di fuorigioco di Succi. "Io l'azione non l'ho ancora rivista - ha detto il tecnico blucerchiato - ma è comunque una perdita di tempo, non voglio parlarne. Abbiamo fatto un ottimo secondo tempo, dopo un primo sotto tono. Abbiamo buttato via una vittoria che ci permetteva di stare molto in alto, ma portiamo comunque a casa un punto che muove la classifica. Collina? Penso che debba fare rivedere agli arbitri quello che fanno in campo, i loro errori, è l'unico modo per migliorare, noi facciamo così. Purtroppo non è chiacchierando che si risolvono i problemi, perdiamo solo del tempo. Bisogna trovare una soluzione drastica, in situazioni del genere serve la moviola. Delneri è preoccupato anche per l'infortunio di Pozzi: "Mi spiace per Nicola, penso sia un problema serio, ma spero di recuperarlo presto. Sembra sia il collaterale, ma non abbiamo una diagnosi precisa". "C'è poco da dire - gli fa eco l'a.d. Beppe Marotta - le immagini mettono in evidenza il fuorigioco, se non si segnalano queste situazioni allora bisogna dire a Delneri di curare l'atteggiamento difensivo, per quanto riguarda la tattica del fuorigioco, in maniera diversa. Ma la realtà è che conta anche chi partecipa all'azione e che l'errore è dell'assistente. Comunque chi è in questo sistema deve accettare le regole. Nello spogliatoio c'è tanta rabbia e per un dirigente è difficile trovare parole di conforto per ragazzi che vedono svanire dei punti, è successo oggi ed è successo anche a Parma. Quando è così è giusto farsi sentire, anche se in maniera pacata".
Samp avanti cosi\'
inserito da Add.stampa il 8 Mar 2010 Lazio sempre più in basso Samp e Cassano sorridono Floccari illude i romani in avvio, Guberti e Pazzini ribaltano il risultato già nel primo tempo. Nella ripresa torna il fantasista barese dopo 50 giorni. Espulsi per proteste Reja e Zarate
GENOVA, 7 marzo 2010 - La Lazio si illude di poter essere la prima squadra a superare la Samp al Ferraris in questa stagione, e ne esce invece con una sconfitta che le impedisce di abbandonare la quart'ultima posizione in classifica. La Samp vince dunque 2-1, supera il Napoli e guadagna una posizione in classifica (ora è sesta). Al gol iniziale di Floccari (7') rispondono infatti, sempre nel primo tempo, Guberti (29') e Pazzini (36').
avanti la lazio, poi uno-due samp — Reja lancia la Lazio con un tridente (Zarate-Floccari-Rocchi) che vuol forse intimidire la Samp, Delneri riparte da Pozzi e Pazzini, con Cassano in panchina complice un'indisposizione di Scepovic, e poi in campo dopo 50 giorni. Partono bene gli ospiti, che nei primi minuti mettono i doriani in minoranza, creano una ghiotta opportunità con Rocchi (al 5' Storari respinge di piede) e passano pure in vantaggio: al 7' Floccari (in sospetta posizione di fuorigioco) raccoglie un cross di Zarate, fa a sportellate con Accardi e tocca di destro da distanza ravvicinata.
Zarate, espulso, esce in lacrime consolato da Reja. LaPresse E' il vantaggio laziale. Ci mettono qualche minuto i padroni di casa per superare lo shock e ritrovarsi, ma poi non scivolano più. Anzi sono Guberti & C. a fare la gara, riuscendo pure a capitalizzare la quasi totalità delle occasioni create. Prove generali al 22': Guberti crossa, Pazzini salta ma non ci arriva, Semioli irrompe sul secondo palo, ma non in tempo per il facile tocco in rete. Ma la Samp, fin qui poco mobile e soprattutto soffocata dal pressing alto laziale capace di bloccare Poli e Palombo, si dà una scrollata e smette di insistere per le (intasatissime) vie centrali. Guberti e Semioli si pigliano licenza di uccidere, la Samp comincia a volare sulle fasce. E da questa svolta nascono i gol genovesi: il primo arriva al 29', con Guberti che raccoglie una punizione battuta in orizzontale da Palombo e scaglia in rete un destro angolato; il secondo sette minuti più tardi, con Semioli che sfrutta un'indecisione in area di Kolarov e cede a Pazzini. L'attaccante, al rientro, infila il suo gol numero 13. La Lazio si squaglia, e tutto quel che riesce a concretizzare è un tentativo di Rocchi, stoppato senza difficoltà da Storari.
La staffetta fra Pozzi e Cassano: il barese rientra fra gli applausi. LaPresse cassano in campo — Nella ripresa si attende la reazione della Lazio, ma in realtà si assiste a una gara equilibrata e quasi priva di nitide occasioni da gol. La Samp non arretra di un metro, e denota anzi grande maturità nel gestire la gara con calma e sicurezza. La Lazio prova a spingere ma non trova sbocchi, e mai riesce a impensierire Storari. Anzi, in questa fase l'occasione migliore capita alla Samp al 17': su azione d'angolo salta a vuoto Pozzi, Lucchini non arriva per un soffio al facile tap in. Poi ci prova ancora un paio di volte Poli, ma nemmeno Muslera è chiamato agli straordinari. Reja protesta per una rimessa e viene espulso al 23', un minuto dopo entra in campo Cassano al posto di Pozzi, accolto da un applauso fragoroso. Al 32' Zarate vorrebbe una punizione per fallo di Palombo, non la ottiene e perde la testa. Brighi lo espelle, i compagni lo trattengono e lo spingono verso la panchina, lui lascia il campo in lacrime. Ma anche in dieci la Lazio, con anche Matuzalem, Makinwa e Mauri, non si arrende, e anzi sfiora il pareggio a tempo scaduto con Floccari. Il tempo per una volata in contropiede di Cassano e al Ferraris finisce con la vittoria per 2-1 sulla Samp.
Marotta: \"Incomprensibile\"
inserito da Add.stampa il 1 Mar 2010 28 febbraio 2010 - Troppo arrabbiato Delneri per parlare a fine partita. E allora è il direttore generale Beppe Marotta a commentare il clamoroso episodio del rigori che Rocchi si è "rimangiato" dopo averlo assegnato. "Non voglio creare polemiche - è la premessa di Marotta - però bisogna arrivare alla tanto decantata uniformità: nel derby d'andata contro il Genoa subimmo un rigore con la stessa dinamica. Oggi il comportamento dell'arbitro è stato incomprensibile: era appostato benissimo e ha fischiato il rigore, poi senza consultarsi con nessuno ha cambiato idea e ha spiegato ai nostri giocatori che il cambiamento di valutazione è stata opera unicamente sua. Il Parma ha comunque meritato la vittoria".
MILANO, 20 febbraio 2010
inserito da Add.stampa il 21 Feb 2010 Non basta la doppia superiorità numerica alla Samp per avere ragione dei nerazzurri: Samuel Cordoba espulsi nel primo tempo, ma il fortino di Mou regge. Rosso anche per Pazzini al 28' s.t. e subito dopo è Eto'o ad avere il match point, ma Storari salva MILANO, 20 febbraio 2010 - Carlo Ancelotti, davanti alla tivù, si sarà divertito. Non è la vigilia liscia che sognavano Mourinho e Moratti prima dell’impegno di Champions. L’Inter deve sfiancarsi per portare a casa uno 0-0 contro la Samp e mantenere l’imbattibilità interna. Gioca oltre un tempo in nove, dopo i rossi a Samuel e Cordoba, copre il campo come può, prova persino a colpire in contropiede. Nervi e corsa, mentre la Samp non sfrutta un’ottima occasione per dare una spallata al dominio nerazzurro in Italia. Già, perché ci sarebbe anche il campionato: il pareggio potrebbe far riavvicinare Roma e Milan, ma lo 0-0, alla fine, è accolto come una vittoria da San Siro. Terzo pareggio di fila, seconda gara senza gol, ma i campioni non hanno intenzione di abdicare. Si sentono però in lotta contro il mondo intero ("Soltanto in sei ci possono battere" avrebbe sibilato un livido Mourinho entrando nello spogliatoio) e anche per questo forse si spiega il silenzio stampa a fine partita.
Sette minuti, due rossi — I sei minuti che infiammano la partita arrivano fra il 31’ e il 38’ del primo tempo, dopo una mezz’ora di calma quasi piatta (un tiro per parte, squadre corte, pochi spazi). Lancio lungo per Pozzi, Cordoba buca, Samuel difende la posizione sull’attaccante allargando il braccio che va sul collo di Pozzi. L’argentino è già ammonito, Tagliavento comunque gli rifila un rosso diretto. Sulla punizione Cordoba esce chiaramente troppo presto dalla barriera: giallo. Passa qualche minuto e su una palla a centrocampo Cordoba entra come un treno su Pozzi, che peraltro ci aggiunge un "carpiato". Secondo giallo, Inter in nove. Ok, Pozzi non vincerà il premio fair-play (già dai primi minuti tendeva ad accentuare i contatti), ma se l’Inter finisce in nove buona parte della colpa è nell’ingenuità e nel nervosismo, più che in chiari errori di Tagliavento. Mourinho aggiusta con un 4-3-1 con Cambiasso centrale difensivo e Eto’o e Sneijder centrocampisti esterni (Stankovic centrale). Nel frattempo San Siro si infiamma e Mourinho si lascia andare a uno show personale che toccherà il climax nel discutibile gesto delle manette mostrato in Eurovisione.
paÑolada — La tensione non cala nel secondo tempo: l’Inter come da recente usanza entra in ritardo (stavolta con l’arbitro), all’11’ scatta la pañolada: cross sul secondo palo, Eto’o va giù in area. Non c’è contatto con Zauri, ma al giallo per simulazione (Tagliavento poteva evitarlo) dagli spalti spuntano migliaia di fazzoletti bianchi. Protesta corale, mentre Mourinho scoppia a ridere in panchina.
samp, manca l'affondo — In doppia superiorità numerica per un tempo (diventerà singola quando Pazzini riceverà il secondo giallo per un fallo su Stankovic), la Sampdoria non riesce ad affondare, né a far paura a Julio Cesar: la prima conclusione è un colpo di testa debole di Pozzi alla mezz’ora, le due punte (finché sono due) non ricevono palle giocabili, nonostante Palombo, che gode di libertà, provi ad allargare il gioco. Semioli, Guberti e Mannini non saltano mai l’uomo.
inter di sacrificio — Se l’imbattibilità interna nerazzurra resiste in condizioni estreme, però, non è solo per demerito della Samp. Milito è fondamentale nel tenere palla in attacco e abbozzare dei contropiede, Sneijder ed Eto’o si sacrificano a centrocampo, Lucio ci mette energia e senso della posizione, Cambiasso e Zanetti si confermano il cervello della squadra di Mourinho. Che prova persino a vincere, con una punizione dai trenta metri di Sneijder e con un contropiede Pandev-Eto’o (al 33’): Storari chiude la porta al camerunese.
Samp: è quarta
inserito da Add.stampa il 14 Feb 2010 Gioia Samp: è quarta Fiorentina in crisi nera Nell'anticipo di Marassi viola battuti 2-0 con reti di Semioli e Pazzini nel primo tempo. Per i blucerchiati è la quarta vittoria di fila. Per la squadra di Prandelli solo 1 punto in cinque gare GENOVA, 13 febbraio 2010 - Dall’incrocio di Genova, lungo la strada per l’Europa, esce in carreggiata la Sampdoria, che con un primo tempo deciso e spietato indirizza la gara a suo favore e rimanda indietro le velleità continentali della Fiorentina. I blucerchiati, che si issano al quarto posto, hanno colpito con cinismo, sfruttando le incursioni sulle fasce di Guberti, a sinistra, e Semioli, a destra, bravi a creare tanti grattacapi alla retroguardia viola. Di Semioli, appunto, con deviazione decisiva di Pasqual, e Pazzini, le reti che nel primo tempo che hanno indirizzato il match. La Fiorentina, un punto nelle ultime cinque partite, mastica amaro: al di là degli infortuni, è apparsa in ombra, soprattutto con poca lucidità in fase offensiva, dove ci ha provato il solo Jovetic.
La coppia gol della Samp con la Fiorentina: Pazzini e Semioli. Ap infortuni viola — La Fiorentina inizia con Kroldrup e Pasqual, rispettivamente, centrale ed esterno sinistro in difesa e Santana largo a destra a centrocampo. La Samp, ancora senza Cassano, schiera la coppia Pozzi-Pazzini in attacco, Poli è preferito a Tissone in mediana e Guberti diventa l'esterno di sinistra a centrocampo. Le strategie di Prandelli, però, vengono subito stravolte da un doppio infortunio: nel primo tempo, al 10' Gamberini deve lasciare per Felipe, al 16' è out Santana, che fa posto a Marchionni. Il primo gol è frutto della spinta di Guberti, che da sinistra crossa per Pozzi che centra la traversa; sugli sviluppi, colpo di testa di Semioli, che con la complicità di Pasqual, una sorta di incornata all’indietro, firma l’1-0. Gol rocambolesco, ma vantaggio legittimato dalle pericolose incursioni, in precedenza, di Poli e Ziegler, sempre imbeccati dall’ottimo Guberti.
Il raddoppio, di testa, di Pazzini, sulla sinistra. Ap raddoppio — Incassato il gol, la Fiorentina ha alzato il baricentro, Montolivo ha cercato di dettare i tempi della manovra, si sono visti dei pericolosi cross dalle fasce, ma Storari è rimasto quasi inoperoso. E nel momento di maggiore spinta, la Fiorentina si è trovata sotto di due gol. Il raddoppio è una perla di Pazzini, ex della gara, che per la prima volta colpisce al cuore il suo passato viola. Lo fa di testa, con un movimento da centravanti di razza, girando alle spalle di Frey una punizione di Ziegler.
LA RIPRESA — La ripresa offre poco, un po’ per la superiorità, anche fisica, dei blucerchiati, eretti a difesa della loro porta, ma ben disposti a ripartire, un po’ per la pochezza della Fiorentina. Che ci prova, ma sbatte sulla retroguardia avversaria, che non va mai in affanno. Unici brividi da Pazzini, che inciampa - in due occasioni - sul pallone mentre è lanciato da solo in porta, e da Jovetic, con un rasoterra a lato e una bella girata al volo. Qualche segnale, inoltre, dal giovane Liajic, un giovane da seguire. La Sampdoria avanza così nel segno del 4: come la posizione raggiunta in classifica e le vittorie di fila. E tutte senza Cassano.
Samp cinica senza Cassano
inserito da Add.stampa il 8 Feb 2010 Samp cinica senza Cassano Siena sempre più a picco I blucerchiati vincono al Franchi 2-1: gol di Gastaldello e Pozzi, inutile la rete nel finale di Maccarone. Ospiti che risalgono la classifica in zona Europa, per i bianconeri evitare la retrocessione diventa sempre più difficile MILANO, 7 febbraio 2010 - La Sampdoria senza Cassano vince ancora. Per la terza volta consecutiva, stavolta 2-1 a Siena, facendo sprofondare i bianconeri sull'orlo del burrone chiamato serie B. I gol che valgono i tre punti che significano risalita della classifica in zona Europa portano le firme di Gastaldello e Pozzi. Al Siena non basta il solito gol di Maccarone, gli sprechi sottoporta e le papere difensive (Curci è in giornata disgraziata) diventano una condanna. L'ultimo posto in classifica è sempre più malinconico e sempre meno aggiustabile. E questo pomeriggio nemmeno la fortuna ha dato una mano.
Gastaldello svetta e mette dentro l'1-0 Samp. LaPresse partenza da sprinter — Quella della Samp. Che sfiora il gol con il sostituito di Cassano, Pozzi. L'attaccante decolla sul cross teso di Mannini, ma Curci è bravissimo a rifugiarsi in angolo sul colpo di testa angolato. Il portiere del Siena è molto meno bravo invece sul conseguente corner dalla destra. Abbozza un'uscita, si pente, e rimane a mezza strada, spalancando la porta all'incornata di Gastaldello, solo soletto. Sampdoria in vantaggio. Il Siena regisce di rabbia, e sfiora subito il pari. Con Maccarone, direttamente su angolo da sinistra: paperona di Storari, salvato dalla traversa.
forcing siena — Dopo un avvio di gara a ritmo vertiginoso, anche come occasioni, la gara si stabilizza. Il Siena si rende conto di essere sotto, e si demoralizza, gli ospiti provano a gestire il vantaggio. La squadra di Malesani, che nel finale di tempo cambia modulo e inserisce un'altra punta, Calaiò, al posto di Jajalo, per fare da spalla a Maccarone, chiude in crescendo. Trascinata da un Reginaldo tosto fisicamente, che prova a far valere il suo cambio di passo, e dal solito generosissimo Maccarone. Ma sull'unica occasione nitida dei padroni di casa Storari è bravo a respingere un diagonale di Reginaldo. All'intervallo è 1-0 Samp.
sprechi bianconeri — Un'infinità. Malesani nella ripresa mette dentro anche Ghezzal, per il nuovo acquisto Tsiolis, poco incisivo. Ma Calaiò sbaglia un gol quasi fatto, solissimo davanti a Storari, mettendo fuori il sinistro al volo, facilissimo. Da non crederci. Il Siena si rende più volte pericoloso con i suoi attaccanti, ma non passa, complice un attento Storari.
pozzi spietato — E allora la rete la trova la Samp, cinica. Che perde Pazzini, uscito acciaccato, ma segna comunque il 2-0, con l'altro attaccante, Pozzi. Che approfitta di un pasticcio gigante in comproprietà tra Pratali e Curci e deposita nella porta sguarnita. Sembra finita, ma non per il cuore di Maccarone, che trova ancora il tempo e il modo per segnare almeno la rete dell'1-2 con un sinistro incrociato dopo uno stop volante. Ma il suo ottavo gol in campionato non basta. Il Siena vede lo spettro della serie B sempre più vicino, la Samp continua la risalita in classifica.
La Samp ritorna a volare ancora
inserito da Add.stampa il 1 Feb 2010 L'Atalanta va a picco Senza Cassano, i blucerchiati centrano la seconda vittoria consecutiva. Di Palombo e Pazzini, entrambe nel primo tempo, le reti che danno il successo alla Samp. Ai bergamaschi non basta un buon secondo tempo GENOVA, 31 gennaio 2010 - Due partite senza Cassano, due vittorie della Sampdoria. I casi sono ancora pochi per farne una statistica, ma da quando Delneri ha deciso di lasciare fuori il talento barese, la squadra blucerchiata ha ricominciato a volare, infilando due successi e riportandosi a un passo dalla zona nobile della classifica. All'Atalanta non basta un buon secondo tempo per rimediare a una prima parte di gioco decisamente sotto tono, nella quale Consigli è stato battuto prima da Palombo e poi da Pazzini. La seconda sconfitta consecutiva da una genovese (settimana scorsa era stato il Genoa a battere a domicilio la squadra di Mutti) lascia i bergamaschi desolatamente al penultimo posto.
confermati pazzini-pozzi — Dilemma Cassano a parte, Delneri conferma il tandem Pazzini-Pozzi; a centrocampo il tecnico concede un turno di riposo a Poli, schierando Tissone in mezzo al posto di Palombo, mentre sulla fascia c'è Mannini al posto di Guberti; in difesa Rossi per lo squalificato Gastaldello. Mutti porta subito Amoruso in panchina, nonostante si sia allenato con la squadra solo ieri per la prima volta; fra i pali rientra Consigli mentre a centrocampo l'allenatore si affida a Zanetti, con Padoin spostato a sinistra e Ceravolo dirottato in panchina.
Il raddoppio di Pazzini. Ansa uno-due samp — L'inizio è problematico: il terreno, gelato nella notte, è irregolare, il pallone rimbalza male e allora le squadre preferiscono affidarsi a lanci lunghi ma poco redditizi. Primo brivido al 15': Semioli da sinistra mette al centro, Bellini scivola e regala un'occasione d'oro a Mannini, ma è bravo Manfredini a intervenire e deviare di piede sulla conclusione a botta sicuro dell'esterno doriano. Delneri inverte gli esterni, sposta Mannini a sinistra e Semioli a destra. E proprio da lì arrivano le migliori occasioni per la Sampdoria: al 24' bel cross di Semioli, grande stacco di Pazzini che gira di testa, Consigli è bravo a schiaffeggiare il pallone oltre la traversa; sul corner, Pazzini lasciato solo in area colpisce di testa, con Padoin che si sostituisce a Consigli e di testa devia ancora in calcio d'angolo. L'Atalanta è in difficoltà, ma al 32' azzecca il contropiede giusto: Padoin cambia gioco bene sulla destra per Ferreira Pinto, che entra in area e incrocia di destro, bravo Storari a respingere di piede in corner. Ma la Samp ha il controllo della mediana ed è proprio un centrocampista, Tissone, a farsi pericoloso al 34' con un destro dalla lunga distanza, Consigli vede la palla all'ultimo momento ma si tuffa bene nell'angolino basso a destra e devia in angolo. La supremazia della Samp si concretizza al 36': Semioli mette al centro da sinistra, Bellini mette fuori di testa, sul pallone interviene Palombo che da fuori area azzecca un gran destro che batte Consigli. L'Atalanta accusa il colpo e dieci minuti dopo viene trafitta per la seconda volta: Semioli ruba palla a Bellini sulla destra vicino alla linea di fondo, mette subito al centro dove Pazzini è pronto alla deviazione vincente.
l'atalanta ci prova — In avvio di ripresa, Mutti prova a dare vigore al centrocampo togliendo Zanetti e inserendo Valdes, che si piazza sulla sinistra con lo spostamento di Padoin al centro. Delneri risponde con forze fresche in mezzo: Poli al posto di Tissone. Al 16' l'Atalanta ha l'occasione per accorciare le distanze: gran palla al centro di Valdes per Chevanton, lasciato solo da una difesa blucerchiata distratta nell'occasione; l'attaccante uruguaiano colpisce di testa da buona posizione, ma manda alto. Amoruso indossa ufficialmente la maglia della sua tredicesima squadra al 20', quando viene spedito in campo da Mutti al posto di Tiribocchi. I bergamaschi sprecano un'altra occasione per riaprire il match al 22': Lucchini sbaglia un intervento difensivo lasciando campo aperto a Chevanton, l'attaccante entra in area ma calcia debolmente addosso a Storari, che blocca facilmente a terra. Dall'uscita di Tissone i blucerchiati perdono il controllo del centrocampo: la squadra soffre, è meno aggressiva e fatica a ripartire. Delneri corre ai ripari: fuori un esterno offensivo, Mannini, e dentro un esterno difensivo, Accardi. L'Atalanta continua a premere: al 39' Guarente mette al centro su punizione, Amoruso devia di testa e impegna Storari in angolo. Nel finale, al 3' di recupero, la Samp perde Padalino, espulso per proteste. E' l'ultimo sussulto della partita.
La Samp rinasce a Udine
inserito da Add.stampa il 25 Jan 2010 La Samp rinasce a Udine Ma i friulani recriminano
Gol e tante emozioni in Friuli: squadra di De Biasi in vantaggio con Di Natale su rigore, pareggia Pazzini dagli 11 metri. Isla riporta avanti l'Udinese, nella ripresa i gol di Pozzi e Semioli regalano ai blucerchiati la vittoria che mancava da due mesi. Nel finale negato un rigore ai friulani, che ora sono vicinissimi alla zona retrocessione Gazzatown UDINE, 24 gennaio 2010 - Delneri lascia a casa Cassano e la Samp torna a vincere dopo due mesi. Difficile pensare che il successo blucerchiato a Udine sia frutto solo della rischiosa scelta dell'allenatore. L'Udinese ci ha messo del suo: buona nel primo tempo, nel quale ha messo sotto gli ospiti, nella ripresa è incappata in un paio di disattenzioni difensive di troppo, facilitando la vittoria di una Samp buona ma non certo al meglio. Nel finale anche un rigore non fischiato ai friulani, per fallo di Gastaldello su Sanchez, ha penalizzato oltre modo la squadra di De Biasi, che con soli due punti nelle ultime sei partite ora è vicinissima alla zona retrocessione.
Di Natale porta in vantaggio l'Udinese con il 13° gol stagionale Lapresse d'agostino non ce la fa — Nell'Udinese non c'è D'Agostino: i problemi intestinali che l'hanno fermato negli ultimi giorni lo costringono a rinunciare anche alla panchina; in campo in cabina di regia c'è Sammarco. Nella Sampdoria per la prima volta senza Cassano, a casa per scelta tecnica, c'è Pozzi al fianco di Pazzini, mentre in panchina va il primavera Testardi. Di fronte ci sono due squadre che non vincono da mesi: l'Udinese dal 29 novembre (2-0 in casa al Livorno) e la Samp dal 22 novembre (2-1 al Chievo). La fame è tanta.
subito di natale — I blucerchiati partono con tante buone intenzioni: dopo pochi secondi Pozzi vince un rimpallo e ci prova dal limite dell'area, ma la conclusione è fiacca e a lato. Ma è l'Udinese a prendere subito il sopravvento. Al 4' Poli perde palla a centrocampo, la recupera Di Natale che pesca in area Sanchez, con il cileno che arriva in ritardo e calcia a lato. Tre minuti dopo i friulani passano in vantaggio: Cacciatore atterra ingenuamente Di Natale in area, netto calcio di rigore, dal dischetto l'attaccante campano realizza la sua tredicesima rete stagionale, che lo porta solitario al comando della classifica cannonieri (in attesa di Milito impegnato questa sera nel derby di Milano). La Samp va subito in bambola: un minuto dopo Sanchez semina il panico in area, tocca al centro per Di Natale, questa volta anticipato da Cacciatore. Sanchez e Di Natale si trovano a meraviglia: rapidi, mettono spesso in difficoltà i macchinosi centrali della Samp. Al 19' l'Udinese va ancora vicina al raddoppio: Inler affonda sulla destra, la difesa ospite si muove male, lo svizzero mette al centro per Di Natale che da pochi passi calcia a botta sicura, strepitoso Storari nella respinta d'istinto. La Samp cerca di uscire dal guscio, Palombo e Poli crescono, prendono per mano la squadra e spostano più avanti il baricentro. Il pareggio, al 27', arriva nel momento di massima spinta degli ospiti: Pozzi entra in area e, toccato da Pepe, forse accentua la caduta. Per l'arbitro è rigore: dal dischetto Pazzini spiazza Handanovic. Il pareggio mette coraggio alla Samp, che al 33' sfiora il vantaggio: Ziegler su punizione mette al centro, Semioli colpisce debolmente sottoporta, Handanovic si fa sfuggire il pallone e Pazzini non riesce a intervenire sul pallone vagante. L'Udinese esce dalla fase di torpore e torna a spingere. Incerta, la difesa della Samp crolla ancora al 44': Lukovic tocca in profondità per Isla, lasciato colpevolmente solo e tenuto in gioco da Ziegler; il centrocampista cileno batte facilmente Storari e festeggia il primo gol in A.
Nicola Pozzi al primo centro stagionale. Ap uno-due samp — In avvio di ripresa Delneri mette in campo forze fresche senza stravolgere la squadra: Zauri per Cacciatore, incerto in diverse occasioni, e Tissone per Poli. Si riparte al piccolo trotto fino alla fiammata della Samp che al 12' riapre la partita: Semioli affonda sulla sinistra e tocca al centro, Tissone tocca in profondità per Pozzi che, tenuto in gioco da Pepe, tutto solo colpisce di testa e sulla respinta di Handanovic ribadisce in rete. Dopo il gol, De Biasi toglie proprio Pepe per far posto a Floro Flores. Il ritmo cresce, entrambe le squadre credono nei tre punti e spingono. La sensazione è che il gol possa arrivare da un momento all'altro, da parte di entrambe. E al 21' è la Samp a passare: la difesa friulana è piazzata male, Tissone tocca in profondità per Semioli che batte facilmente Handanovic per il 3-2 blucerchiato. Sotto a sorpresa, l'Udinese si butta in avanti ma la Samp tiene bene. Al 36' Tissone pesca bene Pazzini in area, l'attaccante solo davanti ad Handanovic calcia addosso al portiere mangiandosi il gol del 2-4. Nell'azione successiva Zauri sbaglia il retropassaggio verso Storari, Floro Flores cerca di approfittarne ma il portiere è veloce a uscire dai pali e sventare. Sulla ribattuta Sanchez cade in area toccato da Gastaldello: ci potrebbe stare il rigore, ma l'arbitro ammonisce il cileno per simulazione. Nel recupero l'Udinese sfiora il pareggio con un gran tiro di Basta da posizione angolata, di poco a lato.
Pazzini risponde a Llama
inserito da Add.stampa il 17 Jan 2010 Ma la Samp non vince più Apre l'argentino su calcio di punizione, risponde Pazzini su rigore allo scadere del primo tempo. Settima partita senza successi per i blucerchiati GENOVA, 17 gennaio 2010 - Settima giornata di digiuno dai tre punti (l'ultima vittoria, con il Chievo, risale al 22 novembre), e per quella che era la sopresa di inizio stagione ormai si profila un campionato da metà classifica. Contro un Catania attento e combattivo, la Samp ha poche idee e deve rincorrere per tutto il primo tempo dopo il gran gol di Llama in avvio. Pazzini fa 1-1 su rigore ma nella ripresa gli uomini di Delneri fanno davvero poco per centrare il vantaggio. Al 90' a Marassi c'è spazio solo per i fischi.
NOVITA' — Delneri lancia subito nell'undici titolare Storari e Guberti, e lascia in panchina Mannini (c'è Semioli sull'altra corsia). Nel Catania, privo dello squalificato Mihajlovic (sostituito da Marcolin), c'è il rilancio di Ricchiuti, che gioca affianco a Mascara e Martinez. Il resto è tutto confermato.
L'esultanza di Llama dopo il gol del vantaggio. Lapresse partenza sprint — I blucerchiati partono meglio e sfiorano il vantaggio già al primo minuto: assist, manco a dirlo, di Cassano per Poli, sul cui destro ravvicinato si salvano con qualche affanno i centrali catanesi. Un minuto dopo Pazzini cade in area e invoca il rigore, Morganti lascia correre. E ancora, al 10', Cassano si libera bene in area e sfiora il gol con un cross deviato. Rimarrà il miglior momento dello Samp. Il vero sprint è però quello dei rossoazzurri, che alla prima chance passano: minuto 14, Mascara conquista una buona punizione dal limite e Llama sfodera un gran sinistro tagliato che beffa uno Storari non molto reattivo.
BLACK OUT — Il gol subìto è la classica doccia fredda per la Samp, che si blocca e per mezz'ora fatica a trovare idee per avvicinarsi ad Andujar. Di riflesso, il Catania si chiude con ordine e cerca di pungere in velocità con Martinez e Mascara. Non è una gran partita e il pari arriva all'ultimo minuto, quando Silvestre trattiene Pazzini in area. E' rigore (tra le proteste catanesi), trasformato dallo stesso attaccante.
Carolina Marcialis, in tribuna per seguire il suo Cassano. RIPRESA — Nel secondo tempo Delneri cerca linfa vitale in Mannini e Padalino, al posto degli esterni titolari. Si scalda anche Pozzi, che poi non entra (Lucchini non sta bene ed entra Accardi), e non la prende bene. Nel Catania dentro Ledesma per Mascara e gli argentini diventano otto tra gli ospiti.
POCA VIVACITA' — La qualità del gioco non trae benefici dai cambi e le occasioni arrivano col contagocce. Una delle migliori capita al Catania, con Martinez che s'invola verso Storari e inciampa clamorosamente sul pallone prima di concludere. Gli uomini di Delneri si svegliano tardi: negli ultimi minuti, una rovesciata di Pazzini (deviata in corner) e un colpo di testa a lato di Rossi. Davvero troppo poco.
Pazzini risponde a Llama
inserito da Add.stampa il 17 Jan 2010 Ma la Samp non vince più Apre l'argentino su calcio di punizione, risponde Pazzini su rigore allo scadere del primo tempo. Settima partita senza successi per i blucerchiati GENOVA, 17 gennaio 2010 - Settima giornata di digiuno dai tre punti (l'ultima vittoria, con il Chievo, risale al 22 novembre), e per quella che era la sopresa di inizio stagione ormai si profila un campionato da metà classifica. Contro un Catania attento e combattivo, la Samp ha poche idee e deve rincorrere per tutto il primo tempo dopo il gran gol di Llama in avvio. Pazzini fa 1-1 su rigore ma nella ripresa gli uomini di Delneri fanno davvero poco per centrare il vantaggio. Al 90' a Marassi c'è spazio solo per i fischi.
NOVITA' — Delneri lancia subito nell'undici titolare Storari e Guberti, e lascia in panchina Mannini (c'è Semioli sull'altra corsia). Nel Catania, privo dello squalificato Mihajlovic (sostituito da Marcolin), c'è il rilancio di Ricchiuti, che gioca affianco a Mascara e Martinez. Il resto è tutto confermato.
L'esultanza di Llama dopo il gol del vantaggio. Lapresse partenza sprint — I blucerchiati partono meglio e sfiorano il vantaggio già al primo minuto: assist, manco a dirlo, di Cassano per Poli, sul cui destro ravvicinato si salvano con qualche affanno i centrali catanesi. Un minuto dopo Pazzini cade in area e invoca il rigore, Morganti lascia correre. E ancora, al 10', Cassano si libera bene in area e sfiora il gol con un cross deviato. Rimarrà il miglior momento dello Samp. Il vero sprint è però quello dei rossoazzurri, che alla prima chance passano: minuto 14, Mascara conquista una buona punizione dal limite e Llama sfodera un gran sinistro tagliato che beffa uno Storari non molto reattivo.
BLACK OUT — Il gol subìto è la classica doccia fredda per la Samp, che si blocca e per mezz'ora fatica a trovare idee per avvicinarsi ad Andujar. Di riflesso, il Catania si chiude con ordine e cerca di pungere in velocità con Martinez e Mascara. Non è una gran partita e il pari arriva all'ultimo minuto, quando Silvestre trattiene Pazzini in area. E' rigore (tra le proteste catanesi), trasformato dallo stesso attaccante.
Carolina Marcialis, in tribuna per seguire il suo Cassano. RIPRESA — Nel secondo tempo Delneri cerca linfa vitale in Mannini e Padalino, al posto degli esterni titolari. Si scalda anche Pozzi, che poi non entra (Lucchini non sta bene ed entra Accardi), e non la prende bene. Nel Catania dentro Ledesma per Mascara e gli argentini diventano otto tra gli ospiti.
POCA VIVACITA' — La qualità del gioco non trae benefici dai cambi e le occasioni arrivano col contagocce. Una delle migliori capita al Catania, con Martinez che s'invola verso Storari e inciampa clamorosamente sul pallone prima di concludere. Gli uomini di Delneri si svegliano tardi: negli ultimi minuti, una rovesciata di Pazzini (deviata in corner) e un colpo di testa a lato di Rossi. Davvero troppo poco.
Battuta 1-0 la Sampdoria
inserito da Add.stampa il 11 Jan 2010 Stacco Denis, volo Napoli Stop Lavezzi: out un mese Battuta 1-0 la Sampdoria con un colpo di testa dell'argentino al 26' della ripresa. El Tanque era entrato per sostituire il Pocho, infortunatosi dopo 20'. La Sampdoria continua a non trovare punti in trasferta: sei k.o. di fila, Cassano e Pazzini pungono poco Denis e Quagliarella. Ansa NAPOLI, 10 gennaio 2010 - German Denis spedisce il Napoli ancora più in alto. Walter Mazzarri batte la sua ex squadra e prolunga a dodici la striscia di partite senza sconfitte col Napoli (tutte). Al San Paolo i 50 mila alla fine festeggiano nientemeno che il terzo posto. Ok, è temporaneo, in attesa di Juventus-Milan, ma è lecito sognare. Gara non belissima, ma tre punti fondamentali: la nota negativa è l'infortunio di Lavezzi, nella giornata della pace del suo procuratore con De Laurentiis, ma la zuccata di Denis dimostra che i sostituti sono all'altezza. Diversa la situazione della Sampdoria in caduta libera: sesta sconfitta consecutiva in trasferta, 2 punti nelle ultime sei gare. Il primo posto di inizio campionato è lontano.
Lavezzi si blocca — La formula del Napoli, davanti, è quella collaudata: Quagliarella punta avanzata, Lavezzi e Hamsik dietro di lui. La partita del Pocho però dura poco più di venti minuti, in cui prova un paio di accelerazioni e altrettanti dribbling: poi si blocca su un allungo. Probabile stiramento al bicipite femorale della coscia sinistra per Lavezzi, che non la prende benissimo (esce gettando via la borsa del ghiaccio) e fa spazio a Denis. La prima diagnosi è distrazione di primo grado al bicipite femorale: stop previsto di un mese. Per tutto il primo tempo, comunque, i tre davanti con combinano granché (tranne un colpo di testa fuori di Denis): i pericoli maggiori li costruisce Maggio, l'unico a provare a saltare l'uomo sulla fascia e l'unico ad avere una vera palla gol, servito da Gargano sul filo del fuorigioco (bella uscita bassa di Castellazzi).
denis sblocca il napoli — E' sempre Maggio il protagonista della fiammata fra il 17' e il 21' della ripresa, quando prima si divora un gol di piatto, mentre poi trova la parata di Fiorillo con un tiro secco. Tocca quindi a Denis spedire il Napoli al terzo posto: è il 26' quando Campagnaro piazza uno dei pochi cross della sua partita. L'argentino stacca bene, andando più in alto di Lucchini e anticipando Fiorillo in uscita. Copertina per "el Tanque", ma fra gli uomini di Mazzarri segnalazioni anche per Gargano (sue le poche idee a centrocampo, oltre alla solita intensità) e per Cannavaro, perfetto in chiusura su Pazzini. Meno incisivo del solito Hamsik (alla sua centesima col Napoli), mentre Quagliarella nelle giornate in cui non trova la giocata è poco utile.
Antonio Cassano. Ansa samp, gioco involuto — Le statistiche, già citate, sono impietose con la Samp. Fossimo in Delneri, però, saremmo preoccupati soprattutto dell'involuzione del gioco. Con Pazzini a secco e quasi sempre fuori dal gioco, con Cassano che alterna belle giocate e momenti in cui non sa a chi dare la palla, e finisce col perderla, servirebbero altre soluzioni. Invece gli esterni sono stranamente bloccati, e altre fonti di gioco paiono non esserci. Così De Sanctis resta inoperoso fino al vantaggio napoletano, e la reazione si concretizza in un tiro dal limite di Cassano e due punizioni di Palombo. Non molto. Le note positive, in attesa del ritorno dei risultati, sono la costanza ad alto livello di Poli (pericoloso al 94'), e la tenuta difensiva della coppia Lucchini-Gastaldello, quasi sempre in controllo fino al gol di Denis. Su cui c'è una uscita non troppo convinta di Fiorillo, entrato per sostituire l'infortunato Castellazzi: il ragazzo, se l'assenza del titolare dovesse prolungarsi, avrà modo di riscattarsi.
Samp, l\'involuzione continua
inserito da Add.stampa il 20 Dec 2009 Danilevicius lancia il Livorno Samp, l'involuzione continua La doppietta del lituano regala il successo agli uomini di Cosmi (3-1). Blucerchiati alla quinta gara senza vittorie e k.o. in trasferta per la quinta volta di fila L'esultanza di Danilevicius, alla quarta rete stagionale. LaPresse LIVORNO, 20 dicembre 2009 - Tomas Danilevicius è il più bel regalo sotto l'albero di Natale dei tifosi del Livorno. Il lituano firma nella ripresa la doppietta che ribalta la sfida con la Sampdoria, regalando agli amaranto il 3-1 che vale la seconda vittoria consecutiva e 18 punti in classifica, in acque tranquille. I blucerchiati invece continuano la loro involuzione: illusi dalla rete al quarto d'ora di Cassano, gli uomini di Del Neri sprofondano con la quinta sconfitta consecutiva in trasferta, dove non vincono dal 13 settembre. Il successo in campionato manca ormai da 5 gare e la classifica dice sempre 25 punti: dopo essere stati la sorpresa della prima parte di stagione i blucerchiati al momento sarebbero fuori dall'Europa.
le scelte — Cosmi lascia in panchina Pulzetti, non al meglio, e sceglie di rinforzare il centrocampo con Raimondi. Danilevicius è l'unica punta, con Candreva a supporto. In difesa c'è Miglionico con Rivas e Perticone. Delneri recupera Pazzini e Semioli. Fiducia a Mannini sulla sinistra, in difesa c'è Marco Rossi per Ziegler: a sinistra scala Accardi.
Antonio Cassano non segnava dal 30 agosto. Ansa tocco di classe — Servono 15' per la prima vera emozione: Pazzini sale in cielo e fa da sponda sulla trequarti per Cassano, che si lancia in una penetrazione in area conclusa con una splendida puntata di destro che fa secco De Lucia. Fantantonio in un colpo solo interrompe due digiuni da gol: quello personale, che durava dal 30 agosto, e quello della sua squadra, lungo 310'. Il Livorno accusa il colpo e ci mette un po' a riordinare le idee: Danilevicius è troppo isolato e facilmente controllato dai centrali ospiti. Raimondi staziona stabilmente a destra aggiungendo imprevedibilità, ma i suoi cross sono poco precisi. La Samp, che pure controlla il gioco, non incanta: Pazzini domina sulle palle alte ma non ha una palla buona dalle parti di De Lucia; Cassano è ispirato ma non basta.
colpo di testa — I padroni di casa arrivano al pareggio al 39': Candreva pennella una punizione da destra, Rivas anticipa Rossi in area e firma la sua prima rete stagionale. Il gioco si ferma due minuti dopo la rete del Livorno a causa di alcuni fumogeni lanciati in campo dalla curva di casa: serve l'intervento di Cosmi per calmare le acque. Subito il gol la Samp si rimette a condurre il gioco, con Cassano pericoloso più volte nel finale dalle parti di De Lucia ma con scarsa fortuna.
festa amaranto — Il Livorno ricomincia con rabbia e passa subito in vantaggio: Pieri sfonda a sinistra, palla centrale deviata di testa da Raimondi per Danilevicius, che da due passi infilza Castellazzi. Per l'attaccante lituano è la terza rete stagionale. Candreva sfiora il terzo gol poco dopo il 2-1, poi Delneri ridisegna la Sampdoria inserendo Bellucci e Ziegler, con Palombo che resta unico centrocampista di ruolo. Gli ospiti impiegano un po' a riorganizzarsi, ma attorno al 20' sfiorano più volte il pari con Pazzini, che al 18' si vede negare il nono gol stagionale dal palo, dopo aver superato anche De Lucia.
doppio giallo — I piani di rimonta di Delneri si complicano al 28', quando Stankevicius si fa cacciare per doppia ammonizione: il secondo giallo arriva in un'azione nella quale il lituano stende prima Danilevicius e poi Pulzetti, inserito da Cosmi al posto di Candreva. La Sampdoria non rinuncia ad attaccare nonostante l'inferiorità numerica ma non riesce ad acciuffare la parità., complice l'imprecisione sottoporta e un po' di confusione in attacco, con Cassano che si arrabbia spesso con Mannini (lontano parente del giocatore che aveva incantato a inizio stagione) per i troppi errori. Nel finale gli ospiti devono addirittura incassare la terza rete, quando Marchini serve Danilevicius al limite dell'area piccola e il lituano trafigge Castellazzi facendo esplodere il Picchi.
Fra Samp e Roma è 0-0
inserito da Add.stampa il 14 Dec 2009 Più Totti di Cassano ma fra Samp e Roma è 0-0 Dopo un primo tempo equilibrato (e un palo di Stankevicius), nella ripresa crescono i giallorossi, che vanno vicini al gol con Perrotta e Vucinic. Gara intensa e ricca di occasioni: entrambe le squadre sono a -3 dalla zona-Champions Palombo contro Perrotta. LaPresse GENOVA, 13 dicembre 2009 - La Roma dei tredici punti negli ultimi cinque turni non trova la quarta vittoria di fila, ma contro una Samp tornata quasi quella dei tempi belli deve accontentarsi di un pareggio non entusiasmante in ottica di rimonta verso la zona Champions (che al momento dista tre punti, per entrambe le squadre), ma positivo per quel che si è visto in campo. E cioè una gara spettacolare, fatta di ritmo e continui rovesciamenti di fronte, fra sue squadre toniche e consapevoli dei propri mezzi. Alla fine lo 0-0 fotografa l'equilibrio fra le forze in campo, non certo povertà di gioco e occasioni. E la Samp, dal canto suo, dopo i due ultimi pesanti k.o. (doppio 3-0 con Milan e Genoa) può essere soddisfatta per aver interrotto l'emorragia di punti e per aver ritrovato smalto e convinzione.
Cassano-Totti: nemici-amici in campo. LaPresse primo tempo — La gara inizia con un abbraccio: il saluto di Totti a Delneri. Poi il via, e le due squadre partono a ritmo altissimo: più Roma in termini di minutaggio e possesso palla, più Samp in quanto a occasioni e quasi gol. Pozzi e Franceschini sono in panchina, come anche Zauri. In campo Ziegler e Mannini, con Pazzini-Cassano coppia d'attacco. La Roma è quella prevista, con Totti a finalizzare il lavoro del trio Taddei-Perrotta-Vucinic. La prima palla gol è di Cassano, che in area fa partire un destro deviato prima da Juan, poi da Burdisso, che manda in angolo prima di scontrarsi con Julio Sergio. E' l'8', nonché l'aperitivo di un primo tempo frizzante e vivace, giocato da entrambe le contendenti nella costante ricerca di un gioco di prima e inserimenti da dietro palla a terra. Il ritmo è alto, l'ispirazione quella dei giorni buoni. Al 13' Taddei colpisce bene da posizione angolata, Castellazzi non si lascia sorprendere e poi Riise manda a lato. Ogni rovesciamento di fronte sembra il preludio di un gol, con una Samp che mette il suo marchio ai minuti finale della prima frazione: Palombo testa l'attenzione di Julio Sergio con un gran destro dalla distanza, poi Stankevicius colpisce un palo e sul rimpallo Pazzini non riesce, di testa, a deviare in rete. E il primo tempo finisce 0-0.
Castellazzi anticipa Vucinic. LaPresse secondo tempo — La ripresa procede come se l'intervallo non fosse esistito: le due contendenti continuano a macinare gioco, offensive, occasioni. Alla distanza però la Roma spezza l'equilibrio a suo favore, mettendo la Samp in difficoltà sempre più spesso. Al 17' su assist di Totti, Perrotta sfiora il palo di destro con Castellazzi battuto, e due minuti più tardi ancora il portiere doriano alza in angolo un colpo di testa di Vucinic, lasciato solo al momento dell'impatto col pallone. Al 26' è Totti a provare la conclusione, ma il suo destro non trova lo specchio. Di Cassano non c'è ormai più traccia, dopo un primo tempo ispirato; il capitano giallorosso, invece, dopo una gara di sacrificio e raccordo, si toglie qualche soddisfazione personale, come a voler trascinare la Roma in questo finale di dominio capitolino. La Samp non ha più la forza e la lucidità per ripartire, la Roma, vivacizzata da un Taddei ritrovato, dimostra di aver qualcosa in più da spendere. Ma tutto questo non basta a sbloccare il risultato: finisce 0-0, con Roma e Samp ancora appaiate (e in solitaria) nella ricerca dell'aggancio alla zona-Champions.
Torniamo con i piedi per terra
inserito da Add.stampa il 29 Nov 2009 Milanetto (rigore), Rossi e Palladino (altro rigore). Tre espulsi, rissa in campo dopo il terzo gol rossoblù GENOVA, 28 novembre 2009 - È stato come vedere una squadra all’apice della forma, il Genoa, contro una squadra a livelli di precampionato (la Samp). E dunque è finita con Marassi rossoblu in delirio dopo lo spaventoso, e onestamente un po’ inaspettato, 3-0 rifilato agli acerrimi rivali blucerchiati. Davvero clamorosa la superiorità dei ragazzi di Gasperini in questo derby, totalmente superiori dall’inizio alla fine. La Samp? Un tiro in porta da lontano di Cassano e niente più. Sbranata dal Grifone.
Milanetto esulta dopo il rigore dell'1-0. Ap sbandamento — Il Genoa è stato quasi (vero, Biava?) perfetto nella prima frazione. I movimenti di Sculli e soprattutto di Palacio a destra e Palladino a sinistra hanno mandato in tilt la difesa della Samp, più volte in grave imbarazzo. In mezzo Milanetto ha lanciato i compagni benissimo e recuperato mille palloni, aiutato dagli instancabili Juric e Rossi. In difesa i pericoli Cassano e Pazzini sono stati letteralmente asfissiati. Così ogni capovolgimento di fronte dalla zona di attacco blucerchiata è diventata un potenziale pericolo per i ragazzi di Delneri, travolti dal ritmo dei rossoblu. Che già al 10’ sono passati in vantaggio grazie a un rigore procurato da Palacio, atterrato da Ziegler. Milanetto ha spiazzato Castellazzi.
corsa — La Samp ha reagito ma sul piano della corsa non si è vista partita. Così al 22’ Sculli è sceso a sinistra, cross basso e Ziegler ha liberato di destro cogliendo il suo palo per un incredibile quasi-autogol. Una Samp in evidente sbandamento, che davanti non è mai riuscita a combinare nulla. Il Genoa però non ne ha approfittato. In particolare al 35’ e al 37’. Prima Criscito di testa ha impegnato Castellazzi in una parata miracolo (con l’aiuto della traversa). Poi Sculli solo davanti al portiere ha messo a lato invece di darla a Palladino per il più facile dei gol.
scienza — E siccome il calcio non è una scienza esatta e gli errori si possono pagare carissimo, ecco che da un possibile 3-0 il Genoa è rimasto sull’1-0 con l’uomo in meno. Al 45’ Biava, infatti, già ammonito, ha pensato bene di fermare un’azione con la mano: secondo cartellino giallo e assurda espulsione che ha riaperto tutti i giochi. Unitamente all’infortunio di Palacio (il migliore dei suoi) una specie di doppio disastro tra le file dei genoani.
sportività — Apparente. Perché alla ripresa del secondo tempo non è cambiato niente. Il Genoa ha continuato a macinare gioco e avversari. All’8’ lancio per Rossi che dentro l’area ha esploso il destro per il 2-0. Delneri ha inserito Tissone, Pozzi e Accardi, inutilmente. Il Rossi della Samp ha pareggiato i numeri in campo facendosi espellere e da lì il Genoa è dilagato. Da un ennesimo contropiede è nata l’azione del terzo gol, arrivato su rigore di Palladino. L’attaccante ha macchiato la partita rossoblu facendo il gesto dell’orecchio ai tifosi della Samp appena dopo il gol, cosa che ha scatenato una mini-rissa tra giocatori. Onestamente poteva risparmiarselo, visto che si parla sempre di sportività e puntualmente c’è sempre qualche giocatore che se ne dimentica. È finita con l’espulsione di Cacciatore e Rosetti che ha messo fine alla partita al 45’ senza recupero. Trionfo Genoa, Samp mestamente a casa a riflettere.
Cassano brilla, Pazzini segna
inserito da Add.stampa il 25 Nov 2009 La Samp risorge col Chievo In attesa della Juve, i blucerchiati s'impongono 2-1 e risalgono al 3° posto alle spalle di Inter e Milan. Vantaggio di Rossi, poi show del barese. Luciano espulso, nel finale accorcia Mantovani GENOVA, 22 novembre 2009 - Cassano è tornato Cassano. Con il settimo assist stagionale, con la lingua fuori a fine partita. Sabato prossimo c'è il derby, il Genoa è avvertito. Onore al Chievo che a Marassi perde 2-1 ma ci prova fino alla fine, nonostante l'inferiorità numerica dal 44' del primo tempo (espulso Luciano). Di Rossi e del solito Pazzini le reti del successo blucerchiato. In attesa del posticipo, la Sampdoria affianca la Juve al 3° posto in classifica a quota 24.
CHE CASSANO — La partita del barese è tutta da raccontare. I fischi dei tifosi? Dimenticati. Dagli spalti solo applausi, prima durante e dopo i 90'. E' un crescendo a ogni giocata, e sono tante: il Chievo lo controlla con tre giocatori, Russo lo tutela distribuendo ammonizioni. E Cassano ci prova, sempre: splendidi lanci per Mannini e Padalino, due tiri ma Sorrentino è attento. Delneri lo incita, "più concreto", e Cassano obbedisce: all'8' della ripresa grande botta e palo esterno. Al 20' triangolo con Padalino e tocco in area per Pazzini. E' il raddoppio blucerchiato. Colpi di tacco, tocchi sotto, finte spiazzanti, alla mezz'ora salva Sorrentino. E Delneri vuole di più, ancora di più.
POLI E ROSSI — Samp e Chievo si affrontano dopo aver riposato con gli stessi pensieri per la testa: un punto nelle ultime due partite per entrambe, una flessione arrivata appena si è cominciato a elogiare il lavoro di Delneri e Di Carlo. Due belle squadre quelle in campo a Marassi, belle ma contratte: i blucerchiati provano ad allargare il gioco su Mannini e il ritrovato Padalino, i veneti puntano tutto sulle verticalizzazioni per Pellissier e la gabbia su Cassano. Occasioni poche, ma al 19' passa la Samp: angolo del barese, Sorrentino rinvia di pugno. Poli la liscia una prima volta dal limite, poi al secondo tentativo calcia forte e in diagonale, Rossi è sulla traiettoria e beffa Sorrentino.
Un buon Pellissier non basta al Chievo. Ap CHIEVO E RUSSO — Vantaggio meritato, ma a fine primo tempo una valutazione va fatta: l'arbitro Russo ferma due volte Pellissier per fuorigioco, la seconda annullando il pareggio dell'attaccante. Due errori del fischietto napoletano. Giusta, invece, l'espulsione di Luciano per somma di ammonizioni. A conti fatti, Di Carlo ha di che recriminare. Non è colpa di Russo, invece, se all'esordio stagionale dal 1' Abbruscato si muove bene spalle alla porta ma è impalpabile in area. Nella ripresa con Bogdani le cose migliorano, ma con il Chievo in dieci è la Samp a fare la partita. Anzi, Cassano. Segna Mantovani al 35', è l'unico tiro dei veneti che non mollano mai. Alla fine non basta.
CAGLIARI, 8 novembre 2009
inserito da Add.stampa il 8 Nov 2009 Parlare di crisi non ha senso. Ma la Samp che perde 2-0 a Cagliari esce certamente ridimensionata. Soltanto un punto in tre gare. Chi aveva parlato di Champions League si sarà reso conto di essere stato avventato. I sardi, in un momento di grazia, si confermano formazione migliore rispetto a molte di quelle che stanno abitualmente nella parte destra della classifica.
Palombo protesta per l'espulsione di Stankevicius. LaPresse COLLAUDATE — Delneri sceglie l'undici più collaudato, vista l'assenza di Semioli a destra. In difesa Rossi e il rilanciato Accardi spingono fuori Zauri e Lucchini. Allegri opta per Nenè accanto a Jeda in avanti.
OCCASIONE — La Samp potrebbe passare subito: leggerezza di Conti, Cassano pesca da campione Mannini in area, ma Marchetti evita guai in uscita bassa, prima che Poli spedisca alto. La partita è molto equilibrata. Nessuno prende il sopravvento. A Delneri manca qualcosa dalle fasce, dove spesso le sue squadre creano situazioni pericolose.
RISPOSTA — Ci vuole un'altra leggerezza, stavolta di Stankevicius, per dar vita a un'altra palla gol. Jeda assiste Biondini dopo l'errore del lituano, l'esterno destro del centrocampista colpisce il palo. Sugli sviluppi Dessena calcia fuori la palla del possibile 1-0. Si procede a strappi. Ancora una volta un errore individuale libera lo spunto di Cassano, che entra in area e viene spinto alle spalle da Jeda. Il rigore, per quanto non clamoroso, a termini di regolamento sarebbe da fischiare.
IN 10 — Si mette male per la Samp in chiusura di tempo: Stankevicius stende Jeda e nell'interpretazione di Gervasoni il lituano è ultimo uomo. Un giallo non sarebbe stato scandaloso. Doccia anticipata e Samp che dal 42' del primo tempo deve giocare in 10.
Stankevicius esce dal campo a testa bassa. Ap NUOVO ASSETTO — Delneri riparte con un 4-3-2: Cacciatore rileva Poli. Il Cagliari aggredisce il secondo tempo per cercare di sfruttare l'uomo in più. Castellazzi è sempre sicuro, sia nelle uscite che sulle conclusioni da lontano di Conti. La tenuta della Samp in 10 è notevole. Certo, per Cassano e Pazzini le palle giocabili sono poche.
COLPO FINALE — Proprio quando gli attacchi dei sardi si fanno meno lucidi, arriva la svolta. Agostini cerca un sinistro al volo dentro l'area, la palla è sporca e diventa un formidabile assist per Conti, bravo a metterla di testa sul secondo palo. Gol un po' casuale, anche se non immeritato. Al 45' c'è gloria anche per Matri, libero su azione da calcio d'angolo. Così il Cagliari può già pensare che la salvezza arriverà anche quest'anno, come giustificano organico e allenatore. Per la Samp addio sogni di gloria. Almeno a certi sogni di gloria. Ma la squadra c'è e si toglierà altre soddisfazioni.
Delneri; Meritiamo la vetta
inserito da Add.stampa il 25 Oct 2009 24 ottobre 2009 E' raggiante Delneri al termine di Sampdoria-Bologna, partita chiusa sul 4-1 per i blucerchiati. "Nel primo tempo abbiamo disputato un ottimo gioco, abbiamo fatto bei gol e meritato il vantaggio. Nella ripresa abbiamo preso un gol evitabilissimo. Cassano è stato fondamentale per le azioni dei gol. La squadra gioca da squadra e ha valori da singoli assoluti". Poi un pensiero alla sfida di mercoledì a Torino contro la Juventus: "Ci godiamo questa vittoria, domani vediamo cosa succede, il campionato è lungo e intenso, dobbiamo essere umili e concreti. La Sampdoria per quello che sta facendo merita questo risultato, è in testa alla classifica meritatamente per quello che ha prodotto". Fra i protagonisti della partita c'è Daniele Mannini, autore di una doppietta: "Sono contento, sento mia questa squadra, mi sento partecipe di queste vittorie e anche quando le cose non vanno con piccole insoddisfazioni. Un buon inizio". Anche Garrone si gode il momentaneo primato, scomodando paragoni importanti: "Una partita perfetta - esordisce il presidente della Sampdoria -: da commuovere una gara così. Sembrava una partita del '91. Stasera per me abbiamo 24 punti".
La Samp dura con Orsato
inserito da Add.stampa il 18 Oct 2009 La Samp dura con Orsato "Forse diamo fastidio" Il presidente della Sampdoria accusa: "Ci mancano quattro punti: nelle ultime due partite diversi episodi a nostro sfavore. Sudditanza? Diciamo arbitri scarsi". E Marotta: "Nello spogliatoio i giocatori hanno protestato con me, chiedono alla società di alzare la voce. Noi vogliamo contendere lo scudetto all'Inter, ma chiediamo pari opportunità" ROMA, 18 ottobre 2009 - Non è stato preso benissimo, l'arbitraggio di Orsato, da parte della Sampdoria. Dai blucerchiati, anzi, arriva qualche sospetto che dietro i due rigori (presunti) non dati contro la Lazio ci sia del marcio. Il più duro di tutti è il presidente, Riccardo Garrone, che nel dopopartita non l'ha mandata a dire: "Forse diamo fastidio a qualcuno".
Pazzini col naso rotto dopo lo scontro con Muslera. Ansa sudditanza? — "Ci mancano quattro punti - continua il presidente blucerchiato, Riccardo Garrone -. E' il quarto episodio contro che ci capita. Oggi c'erano due rigori netti per noi: è un crescendo di episodi negativi". Poi, però, sgonfia un po' la polemica: "Sudditanza? Parlerei piuttosto di arbitri scarsi".
pari opportuinità — A rincarare la dose arrivano, in seguito, le parole dell'amministratore delegato, Beppe Marotta. "C'erano due rigori per la Samp: nello spogliatoio tutti i miei giocatori hanno protestato con me, chiedendomi perchè la società non faccia sentire la sua voce. Noi non pensiamo di poter contendere lo scudetto all'Inter, non ne abbiamo i mezzi finanziari nè calcistici: ma chiediamo pari opportunità".
sviste — Duro anche Gigi Del Neri, tecnido doriano: "L'unico a non vedere il rigore su Pazzini è stato l'arbitro. Anche quello di Diakité nel finale su Ziegler era netto, così come quello che non ci hanno concesso contro il Parma: mi sembra evidente che in questo inizio di campionato siamo stati penalizzati dagli arbitri".
Delneri: \"Siamo penalizzati\"
inserito da Add.stampa il 18 Oct 2009 Delneri: "Siamo penalizzati" "L'unico a non vedere il rigore su Pazzini è stato l'arbitro. La cosa grave è che non ha dato nemmeno l'angolo, a conferma che il pallone l'aveva toccato il nostro attaccante e non Muslera". Parola di Gigi Delneri. "Anche quello di Diakitè nel finale su Ziegler era netto - aggiunge l'allenatore della Sampdoria - così come quello che non ci hanno concesso contro il Parma: mi sembra evidente che in questo inizio di campionato siamo stati penalizzati dagli arbitri".
Il Parma frena la Samp
inserito da Add.stampa il 4 Oct 2009 Galloppa risponde a Pazzini Rallentano i blucerchiati, bloccati sull'1-1 dagli uomini di Guidolin. Apre il centravanti (che protesta anche per un rigore non concesso), replica l'ex del Siena. Se la Juve vince col Palermo scatta in testa da sola GENOVA, 4 ottobre 2009 - Addio vetta solitaria. La Sampdoria dopo una settimana deve già salutare la testa della classifica. A rovinare la festa ai blucerchiati, un Parma attento e concreto, che strappa l'1-1 su un campo dove fin qui nessuno aveva fatto punti. Uno stop interno inaspettato per gli uomini di Del Neri, passati in vantaggio con Pazzini e raggiunti da Galloppa.
Controllo acrobatico di Antonio Cassano. Reuters poco antonio — Quando manca la luce di Cassano - e oggi è mancata parecchio - la Samp perde metà del suo potenziale, onestamente. Brutta partita, quella del barese, che i difensori del Parma controllano quasi a uomo. Ogni volta che tocca palla Fantantonio ce ne sono almeno tre nei paraggi. Difficile trovare piedi che sappiano costruire qualcosa, in casa blucerchiata. La mossa di Bellucci a centrocampo provata con l'Inter stavolta non funziona. Anzi, è dannosa. L'ex bolognese non è né carne né pesce, e rende la mediana più debole numericamente.
il quarto di pazzo — Non a caso il gol arriva grazie alle due frecce rimaste nell'attacco della Samp: cross dalla trequarti di Mannini per Pazzini, dimenticato da Panucci, e colpo di testa perfetto del bomber. Mirante si tuffa ma può solo osservare la quarta perla in campionato del "Pazzo". Sembra il preludio alla goleada, e invece nella partita entra anche il Parma. In ritardo, ma ci entra, forse per colpa di uno schieramento iniziale - il 5-3-2 - troppo abbottonato.
Il tiro di Galloppa (in bianco) batte Castellazzi. Ap coralità — Il pareggio arriva sette minuti dopo l'1-0. E' un'azione bellissima, in cui il pallone non tocca mai terra: cross di Castellini da sinistra, sponda aerea di Biabiany per Amoruso che al volo appoggia all'accorrente Galloppa. L'ex senese si allunga e di destro, peraltro non il suo piede, infila Castellazzi. In tempi di convocazioni per la Nazionale, ci starebbe un pensierino per il faro del centrocampo del Parma; oggi, il migliore in campo.
proteste — Rimarrà così il risultato, fino alla fine. Ma c'è tempo per vedere salvataggi sulla linea (Mariga su destro a botta sicura di Poli), miracoli di Castellazzi (due volte, su Amoruso) e un episodio da moviola. Tutto nasce da un rinvio di Panucci che Cassano intercetta; il barese va sul fondo e crossa al centro, dove Pazzini non arriva perché travolto proprio da Galloppa. Sembrerebbe rigore netto, eppure Mazzoleni lascia correre. La logica dei "se", come sempre, lascia il tempo che trova: però la Samp ha di che recriminare. Pur rimanendo in testa, al momento.
Pazzini-gol, Samp in vetta
inserito da Add.stampa il 27 Sep 2009 Inter, distrazione fatale Pazzini-gol, Samp in vetta I blucerchiati piegano gli uomini di Mourinho con un gol nella ripresa del centravanti, ma è decisivo lo svarione di Santon. Fin lì la partita era stata equlibrata. Cassano e compagni per ora soli in testa alla classifica, mentre per i nerazzurri è il primo k.o. in campionato Mail Stampa 151 commenti OkNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook Gazzatown GENOVA, 26 settembre 2009 - "Non esistono partite senza storia", aveva detto Del Neri alla vigilia. E quella del Ferraris ne racconta una bellissima: la Samp c'è e abbatte la corazzata Inter con una partita tanto cuore, ma anche tanto cervello. Certo, il gol è un dono della distratta retroguardia nerazzurra, ma i liguri non rubano nulla. Con questa vittoria, i padroni di casa - in attesa della Juve - riconquistano la vetta della classifica e rinverdiscono la favola blucerchiata dopo la sconfitta di Firenze.
supermario & bros — Con Muntari lasciato addirittura alla Pinetina, e Sneijder alle prese con i postumi di una botta all'anca, Mourinho rispolvera Vieira al fianco di Zanetti e Cambiasso a centrocampo (Stankovic si accomoda in panchina); davanti spazio al tridente, con Balotelli, Eto'o e Milito a mettere a dura prova la tenuta della difesa blucerchiata. A sinistra, Santon vince il ballottaggio con Chivu nell'unico dubbio di formazione della vigilia. Dell'ipotetica Samp titolare, invece, mancherebbe solo Semioli sulla destra, ma Del Neri si diverte a stupire: rispetto allo schieramento previsto, dentro Lucchini, Ziegler, Poli, Bellucci e fuori Marco Rossi, Zauri, Tissone e Padalino; davanti, ovviamente, i "nuovi gemelli del gol" Pazzini e Cassano.
Cassano (a sin.) sfugge a Vieira e Santon. Lapresse battaglia navale — Visto che - come dice Cassano - l'Inter e' una portaerei, Del Neri s'inventa un incrociatore: Bellucci, infatti, in fase di non possesso palla si posiziona appena dietro Pazzini, nel tentativo di schermare Cambiasso e bloccare il gioco nerazzurro. Per dare un po' i numeri, la Samp si schiera con un 4-2-3-1, anche se Cassano largo a sinistra ci sta solo quando ne ha voglia, poi scorazza ovunque e, soprattutto, non torna mai. Ed è proprio sulla fascia mancina, dunque, che la retroguardia blucerchiata soffre, perché il duo Balotelli-Maicon mette in mezzo il povero Ziegler: il giovane Poli, ottima e di personalità la sua prova, tenta anche di sdoppiarsi, ma il suo stato di forma non è pari alla sua generosità, visto che dopo mezz'ora ha già le mani sui fianchi.
poche ma buone — In un primo tempo tutto sommato gradevole, poche però le opportunità da rete: un rigore in movimento di Cambiasso respinto da Castellazzi e Palombo che - libero a centro area - buca una doppia conclusione con tutto lo specchio della porta a disposizione. Non è una vera e propria occasione, ma merita la citazione, il doppio tunnel in area avversaria di Milito (sommerso ad ogni tocco di palla dai fischi del pubblico del Ferraris che non gli perdona i quattro gol in rossoblu della passata stagione), che viene però stoppato al momento della conclusione.
Mucchio della Samp ad abbracciare Pazzini (a sin.). Ap a mare aperto — Nel secondo tempo la partita si accende definitivamente, le squadre si allungano e Cassano a sinistra si nasconde sempre dietro a Maicon, che lo soffre maledettamente. Mou, allora, cerca di mettere un po' d'ordine: dentro Stankovic e Chivu, fuori Balotelli e Vieira. L'Inter si trasforma in un 4-3-1-2 con il serbo dietro le punte. Del Neri risponde con Tissone al posto di uno stanchissimo - ma applauditissimo - Poli e con Zauri per Bellucci. Anche il tecnico friulano ridisegna la sua squadra, che passa ad un più classico 4-4-2.
pazza samp — Le mosse dei due tecnici hanno l'effetto di ribloccare la partita. Come spesso accade in questi casi, serve un episodio per rompere l'equilibrio: ci pensa Santon, al 27' del secondo tempo, a fare quello che qualsiasi allenatore della terra vieta - un passaggio laterale al limite dell'area con la squadra in salita - Mannini si butta in area e pesca Pazzini, l'attaccante blucerchiato scarta il regalino e lascia immobile Julio Cesar. Con tutta l'Inter sulle ginocchia, bellissimo il gesto di Eto'o che si fa 100 metri di campo per andare a consolare Santon.
La delusione di Diego Milito. Ansa inter trivela — A questo punto, con niente da perdere, Mou inserisce anche Quaresma al posto di uno spento - e ben controllato - Cambiasso. I nerazzurri assaltano il fortino blucerchiato, cercando di attaccarlo in ampiezza. Al 39' gli ospiti troverebbero anche la via della rete, con una deviazione di Lucio su tiro sbilenco di Quaresma, ma il guardalinee spegne l'esultanza del brasiliano segnalando fuorigioco. A due minuti dalla fine, poi, un'altra protesta di Maicon per presunto fallo di mano in area, ma Rizzoli fa proseguire. Proprio al 90', infine, Castellazzi respinge un missile di Lucio su punizione. Altri quattro minuti di recupero servono solo a mettere a dura prova le coronarie dei tifosi della Samp che, però, quando Rizzoli fischia la fine, abbracciano la vittoria all'urlo di "Salutate la capolista".
23 settembre 2009
inserito da Add.stampa il 26 Sep 2009 Del Neri: "Nel primo tempo abbiamo fatto la partita anche noi, Frey ha salvatio il risultatio due o tre volte. Nella ripresa i viola hanno legittimalto la vittoria. Ma ci può stare, non ci esaltavamo prima, non ci abbattiamo adesso, Dobbiamo essere sereni, consci di quello che possaimo fare. Pozzi? Volevo dare più forza fisica vicino a Pazzini. Il gol di Jovetic? L'errore è stato di non chiudere, Stankevicius era distantre dal giocatore che aveva la porta aperta. Sul secondo, il problòema è che Vargas non doveva crossare mentre glielo abbiamo lasciato fare".
La Samp non si ferma più
inserito da Add.stampa il 20 Sep 2009 La Samp non si ferma più Cassano incanta, Siena k.o. La squadra di Del Neri batte i toscani 4-1: apre Palombo, raddoppia Mannini su assist del barese; ripresa Fini accorcia le distanze prima della doppietta di Padalino. Blucerchiati ancora al comando a punteggio pieno insieme alla Juventus GENOVA, 20 settembre 2009 - Quarta vittoria consecutiva in avvio di campionato. Neanche la Samp di Mancini e Vialli aveva ottenuto un simile risultato. In casa blucerchiata si continua a predicare umiltà, ma la Samp è ancora lì, in testa, a punteggio pieno insieme alla Juventus. Il Siena ci ha provato, prima imbrigliando Cassano poi con una buona reazione nella ripresa; ma contro la Samp di oggi, che alla fantasia ha unito una bella dose di cinismo, c'era davvero poco da fare.
L'esultanza di Padalino, autore di una doppietta. LaPresse uno-due samp — Del Neri non può contare sullo squalificato Tissone: al suo posto c'è Andrea Poli, 19 anni, già perno dell'Under 21 di Casiraghi. Il Siena si presenta a Marassi con una sorpresa: dietro le punte non c'è Ghezzal, bensì Jajalo, capitano dell'Under 21 croata, al debutto da titolare. La Sampdoria vuole la quarta vittoria consecutiva, ma non sembra brillante come nelle ultime uscite, complici un ottimo pressing del Siena e un costante raddoppio a Cassano nel momento in cui il talento barese entra in possesso di palla. Fermata la principale fonte di gioco della Samp, il Siena riesce a difendersi con ordine, senza correre pericoli, ma anche senza riuscire a creare grattacapi a Castellazzi. Con il barese frenato, è Palombo ad accendere la luce: al 22' lancia Cassano in profondità, l'attaccante entra in area da sinistra, elude l'intervento di Ficagna e calcia di sinistro, bravo Curci a respingere. Nel prosieguo dell'azione i blucerchiati passano: Palombo, ancora lui, affonda centralmente, supera due difensori più intenti a curare la posizione di Cassano che a badare all'inserimento del capitano della Samp, che arriva al limite dell'area e con un destro rasoterra batte un non irreprensibile Curci. La squadra di Del Neri è cinica quanto basta e alla seconda occasione buona, centra il bis: al 31' Cassano, in posizione centrale, vede l'inserimento di Mannini sulla destra, lo pesca con un assist perfetto, l'esterno (al quale del Del Neri ha invertito la posizione con Semioli) entra in area e batte Curci in diagonale. Sotto di due gol già alla mezz'ora, il Siena prova a reagire: ma i lanci a cercare Calaiò e Maccarone sono imprecisi e Castellazzi non corre reali pericoli. Nel finale i bianconeri crescono: al 45' la prima vera occasione per gli ospiti con Calaiò, pescato bene in area da Fini, che di testa impegna Castellazzi; un minuto dopo Maccarone riceve una buona palla, ma si addormenta al momento della conclusione facilitando il recupero di Gastaldello.
doppietta padalino — Nella ripresa Giampaolo prova a vivacizzare l'attacco inserendo Ghezzal al posto di Calaiò. Del Neri richiama in panchina Semioli, che ha un piccolo problema a una spalla, e al suo posto inserisce Padalino. E al primo pallone buono l'esterno svizzero colpisce: azione prolungata della Samp, Cassano conclude al volo da fuori area, Curci respinge, ma non trattiene, da destra si inserisce Padalino che ribadisce in rete. All'11' la Samp va ancora vicina al gol con Pazzini, pescato in area dal solito asist di Cassano, poi il match si addormenta: i blucerchiati smettono di spingere, il Siena sembra rassegnato. Fino al 23', quando un destro da fuori area di Fini deviato da Poli spiazza Castellazzi e permette al Siena di accorciare le distanze. Al 26' una disattenzione della Samp rischia di complicare la giornata a Del Neri: Fini pesca in area Maccarone, lasciato tutto solo dai difensori, l'attaccante in allungo di testa manda di poco a lato. Giampaolo ci crede e butta dentro la terza punta, Reginaldo, al posto del capitano Vergassola. Ma l'atteso forcing finale degli ospiti non arriva e la Samp ne approfitta mettendo a segno il quarto gol: al 40' ancora una magia di Cassano, che pesca in area Pazzini, il sinistro a incrociare dell'attaccante è respinto da Curci; Padalino, ben appostato come in occasione del gol precedente, interviene e ribadisce in rete.
La Samp con la Juve in vetta
inserito da Add.stampa il 15 Sep 2009 Cassano-Mannini, doppia coppia Un altro assist di Cassano, un altro goal di Mannini. La Sampdoria vince a Bergamo in inferiorità numerica (e grazie a due legni colpiti dall'Atalanta nel finale) e vola in testa alla classifica insieme alla Juventus. BERGAMO, 13 settembre 2009 - Ad inizio ripresa, Tissone si fa cacciare, la gara sembra prendere una piega a favore dell'Atalanta. Del Neri, però, non si scompone e ha ragione: Cassano indossa il vestito del genietto e regala a Mannini il pallone da tre punti. Reazione dell'Atalanta solo nel finale, ma due pali negano il pareggio alla squadra di Gregucci.
Caravolo ha esordito da laterale di centrocampo. Lapresse samp nerazzurra — Barreto, in dubbio alla vigilia per un problema ad un piede, non ce la fa e lascia spazio a Caserta; confermato, invece, l'esordio di Ceravolo come esterno di centrocampo. Del Neri, prima della gara omaggiato dai tifosi nerazzurri con una targa commemorativa, conferma l'11 ormai considerato titolare; il giovane Pozzi, se non altro, riesce a conquistare un posto in panchina. Tra i blucerchiati altri tre ex nerazzurri in campo: Zauri, Pazzini e Tissone.
un ex in meno — Dopo un primo tempo avaro di emozioni - una conclusione pericolosa di Ceravolo che termina a lato, una punizione di Cassano che trova la stessa sorte e un destro al volo di Semioli che spreca da ottima posizione - il secondo tempo comincia con una Samp più intraprendente. Tissone, però - dopo aver impegnato Consigli con un fendente indirizzato all'incrocio - rimedia il secondo giallo e, dunque, la doccia anticipata.
Mannnini abbraccia Del Neri dopo la rete all'Atalanta. Ansa la sfinge — Tutti si aspettano il cambio di Del Neri fuori una punta e dentro un centrocampista e, invece, il tecnico blucerchiato non fa una piega: il messaggio "giochiamocela" arriva forte e chiaro ai suoi ragazzi e, infatti, Cassano lo prende alla lettera, semina lo scompiglio nella difesa nerazzurra e, proprio come nell'ultima al Ferraris, consegna palla a Mannini. Il centrocampista sembra perdere il tempo, ma poi s'inventa il tiro a giro che brucia Consigli.
il brodino — Acquafresca, mai pericoloso, sembra più una minestra riscaldata e, difatti, lascia il campo per Tiribocchi. L'Atalanta, però, non dà segni di reazione e si sveglia solo nel finale: Castellazzi si supera su colpo di testa di Doni, il palo lo salva su conclusione dal limite di Valdes e su quella ravvicinata di Tiribocchi. Samp coraggiosa e fortunata, l'Atalanta resta mestamente in fondo alla classifica, mentre i blucerchiati sognano, in vetta, in compagnia della Juventus.
Cassano-Pazzini, la Samp vola
inserito da Add.stampa il 31 Aug 2009 Cassano-Pazzini, la Samp vola Udinese bella solo a metà I blucerchiati battono 3-1 i friulani: Pazzini apre complice un errore difensivo, Mannini raddoppia, poi la bella reazione della squadra di Marino è vanificata dalle parate di Castellazzi e dal gol di Cassano. Samp a punteggio pieno come Juventus, Genoa e Lazio GENOVA, 30 agosto 2009 - Due giornate e la Samp è ancora in testa alla classifica. Ma non sono solo Cassano e Pazzini a far volare i blucerchiati: c'è un Castellazzi in forma smagliante, le ali che volano come vuole Del Neri e un buon collettivo. L'Udinese le ha provate tutte per uscire indenne da Genova. Anzi, ha provato a vincere: ha fatto la sua partita, ha avuto una bella reazione al doppio svantaggio, ha schierato quattro punte nella ripresa per provare a rimontare, ma ha pagato una disattenzione offensiva nei primi minuti che ha subito messo la partita in salita.
Antonio Cassano, autore del terzo gol della Samp. Ap la samp parte a razzo — Nella Sampdoria Gastaldello è in campo con la maschera protettiva a una settimana dalla rottura delle ossa nasali, sarà operato durante la sosta del campionato; nella difesa dell'Udinese c'è Coda al posto di Zapata, che parte dalla panchina, mentre a centrocampo gioca Sammarco, che fino a cinque giorni fa era parte della rosa blucerchiata. Parte meglio la Samp: Cassano dispensa assist, Pazzini tiene in apprensione da solo la difesa friulana. Ed è proprio l'attaccante blucerchiato a portare in vantaggio la squadra di Del Neri all'11', complice un erroraccio di Lukovic: il difensore serbo tocca di testa all'indietro per il portiere, ma troppo debolmente; Pazzini intuisce, anticipa Isla e tocca alle spalle di Handanovic. Dopo il vantaggio la Samp sembra in grado di controllare agevolmente, anche perchè dall'altra parte Pepe, nervosissimo, non se la intende con Di Natale e Floro Flores, che continuano a scambiarsi la posizione ma non riescono a mettere in pericolo la difesa blucerchiata. Ma una volta trovate le misure giuste, l'Udinese comincia a creare palle gol a ripetizione, complice una difesa doriana non sempre sicurissima. Ci pensa Castellazzi, con due autentici miracoli, a salvare la porta genovese: al 27' assist al bacio dell'ex Sammarco per Floro Flores, ma il portiere blucerchiato esce rapidamente e con il corpo respinge la conclusione dell'attaccante, sulla ribattuta Di Natale ci prova da posizione angolata ma la palla è a lato; al 35' Castellazzi respinge due conclusioni ravvicinate di Pepe, lasciato solo su calcio d'angolo; due minuti dopo Pepe trova il corridoio giusto per lanciare Floro Flores, che stoppando si allunga troppo il pallone facilitando l'uscita di Castellazzi. In mezzo ci sono brividi per entrambi: al 32' Floro Flores di testa tocca in area per Felipe, che viene steso da dietro da Zauri; sarebbe rigore, ma era in fuorigioco. Un minuto dopo Pazzini cade in area a contatto con Felipe, situazione dubbia, ma per Trefoloni il fallo è dell'attaccante blucerchiato. L'Udinese spinge, la Samp fatica. Tutto sembra preludere al pareggio, ma in pieno recupero arriva il raddoppio blucerchiato: Cassano, servito a centro area da Semioli, smarca di tacco l'accorrente Mannini, che da pochi passi batte Handanovic per il 2-0.
Il gol del 2-1 di Antonio Di Natale. Lapresse reazione udinese — Cosa può fare una squadra sotto di due gol in trasferta? Provare il tutto per tutto. Così Marino in avvio di ripresa tiene Sammarco negli spogliatoi e manda in campo Sanchez, che va a formare un quartetto d'attacco con Pepe, Floro Flores e Di Natale. Dopo un'altra piccola prodezza di Castellazzi (palla bloccata a terra su tiro di Sanchez sporcato da Gastaldello), la Samp all'8' sfiora il terzo gol: Handanovic respinge un diagonale di Mannini da fuori area, sulla ribattuta Lukovic sbaglia in disimpegno, palla a Semioli che rimette al centro per Mannini, il cui colpo di testa è parato da Handanovic. Tre minuti dopo Castellazzi capitola: palla in profondità per Di Natale, Gastaldello è sulla traiettoria ma svirgola il rinvio, interviene lo stesso Di Natale che da pochi metri batte il portiere blucerchiato. La Samp soffre e Del Neri cambia le carte in tavola: fuori uno stanco Mannini, dentro Padalino, che si piazza a destra con Semioli prima dirottato a sinistra e poi sostituito da Ziegler. Poi l'Udinese, che ha spinto molto, cala fisicamente. Marino prova a ridare energia ai suoi mandando in campo Corradi per Pepe. Ma al 38' arriva la prodezza di Cassano che regala la vittoria alla Samp: il barese prende palla sulla sinistra, si accentra evitando l'intervento di due difensori e con un gran destro in diagonale da fuori area batte Handanovic. Cassano potrebbe realizzare il quarto gol della Sampo tre minuti dopo, ma si fa parare un calcio di rigore concesso per atterramento di Pazzini. Ma il rigore sbagliato è un dettaglio nella festa della Samp, che si mantiene in testa alla classifica insieme a Genoa, Juventus e Lazio.
28 luglio 2009
inserito da Add.stampa il 29 Jul 2009 Brutte notizie per Castellazzi (distorsione alla caviglia destra). Il numero uno blucerchiato dovrà rimanere a riposo qualche giorno. Dunque, contro i Monti Pallidi (giovedì) e il Padova (sabato) toccherà a Fiorillo, grande protagonista a Rotterdam, difendere la porta della Samp. Intanto la Sampdoria ha sottoscritto un accordo annuale col portiere Matteo Guardalben (classe '74). L'estremo difensore, che ha preso la maglia numero 21, sarà a disposizione di Del Neri e del preparatore dei portieri Guido Bistazzoni già a partire dal pomeriggio di domani, alla ripresa degli allenamenti a Moena
domenica 26 luglio 2009
inserito da Add.stampa il 28 Jul 2009 In dieci uomini per tutta la ripresa (espulso Marco Rossi), i blucerchiati di Del Neri limitano i danni contro gli olandesi, più avanti di condizione e agevolati da un arbitraggio piuttosto casalingo.
Mettiamola così: sono stati novanta minuti e spiccioli buoni per mettere fieno nelle gambe e acquisire un poco di esperienza internazionale che non guasta mai. Al termine di un’amichevole che di amichevole non ha molto, la Sampdoria torna da Rotterdam, con un 3-0 sul groppone, ma non si fascia troppo la testa. Malgrado il pubblico assai numeroso sugli spalti del “De Kuip” di Rotterdam - folta e coloratissima la rappresentanza doriana -, resta pur sempre calcio d’estate. Il campionato d’altro canto è distante un mese e le attenuanti non sembrano poche: scorie moenesi in corpo, Feyenoord più avanti di condizione, arbitro olandese Wiedemeijer decisamente patriottico, due rigori contro e un’espulsione di Marco Rossi sul finire del primo tempo. Basta? Lamentarsi ora però serve a poco, soprattutto trattandosi di test dal significato relativo; anche se, proprio per questo, maggior buonsenso arbitrale non avrebbe fatto male. Anzi. Male - purtroppo - se l’è fatto invece Luca Castellazzi, costretto a uscire ad avvio ripresa a causa di un trauma distorsivo alla caviglia destra. Per la serie: oltre la beffa, il danno.
Partenza ok. E pensare che la partenza dell’undici sperimentale di Luigi Del Neri - quello preannunciato alla vigilia - era stata assai incoraggiante. Scendono in campo tonici i blucerchiati e sembrano poter affondare subito, grazie a rapidi cambi di gioco e alla coppia Cassano-Pazzini, fulminea nell’intendersi a meraviglia ma ancora carente di condizione (atletica) e precisione (nelle conclusioni verso Darley). Al 9’, ci starebbe un rigore, di Fer su Peter Pan: il direttore di gara lascia correre.
Doppio svantaggio. Dopo qualche innocua sortita a testa, proprio Fer porta in vantaggio i rossobianchi. Da un corner di Bruins, il giovanissimo centrocampista svetta tra Castellazzi e Gastaldello, forse commettendo fallo, e insacca l’1-0. La reazione del Doria non si fa attendere. Cassano soffia la palla a Vlaar e conclude a giro: fuori. Col passare dei minuti, la manovra del Feyenoord si fa più fluida, soprattutto con l’incontenibile ivoriano Cissé. Sulla mancina neerlandese Stankevicius va in crisi in più di una occasione e Slory si mangia un gol già fatto. Per spezzare la pressione capitan Palombo ci prova due volte dalla distanza, senza fortuna però. Fortuna che al 40’ premia gli olandesi: una conclusione di Makaay picchia sul gomito di Marco Rossi, gettatosi in scivolata per salvare la porta. Rosso diretto e rigore, che Bruins trasforma battendo Castellazzi.
Cambi e legni. Ridotti in dieci, i blucerchiati faticano e cambiano, uomini e modulo. Si passa ad un 4-3-2, con Ziegler mezzo sinistro al posto di Tissone e Lucchini, subentrato a Padalino, ad affiancare Gastaldello dietro. Poi è il turno di Fiorillo (in vece dell’infortunato Castellazzi), di Dessena (per Mannini) e Marilungo (per Pazzini). Oltre alla girandola di sostituzioni, due legni animano la ripresa: il primo di Giovanni Van Bronckhorst, un incrocio su calcio di punizione; il secondo di Luciano Zauri, tiro-cross deviato sul palo da Bahia.
Super Fiorillo. Non fa in tempo a mettersi i guanti, che Vincenzo Fiorillo è subito protagonista. Sventato, in collaborazione con Ziegler, un tentativo di Cissé su suggerimento del nuovo entrato Biseswar, il numero 90 di Oregina si supera dagli undici metri su Vincken. Il secondo rigore di giornata - gentilmente assegnato da Wiedemeijer per un presunto fallo in tandem di Gastaldello e Zauri - è alzato sopra la traversa e termina in calcio d’angolo. Termina in rete, invece, un tiro di De Guzman: è il 3-0 definitivo che lascia sì l’amaro in bocca, ma che non pesa più di tanto. Il bello - se si può chiamar così - del calcio sotto l’ombrellone è anche questo.
Feyenoord 3 Sampdoria 0 Reti: 19’ p.t. Fer, 40’ p.t. Bruins (rig.), 42’ s.t. De Guzman. Feyenoord (4-3-3): Darley, Fernandez, Vlaar (31’ s.t. Hofland), Bahia, Van Bronckhorst (4’ s.t. Biseswar), El Ahmadi, Bruins, Fer (16’ s.t Leerdam), Slory (20’ s.t. Vincken), Makaay, Cissé (20’ s.t. De Guzman). A disposizione: Lamprou, Landzaat, Tiendalli. Allenatore: Mario Been. Sampdoria (4-4-2): Castellazzi (6’ s.t. Fiorillo), Stankevicius (20’ s.t. Sammarco), Gastaldello, Rossi, Zauri, Padalino (1’ s.t. Lucchini), Palombo (38’ s.t. Poli), Tissone (1’ s.t. Ziegler), Mannini (17’ s.t. Dessena), Cassano, Pazzini (25’ s.t. Marilungo). A disposizione: Volta, Regini, Cacciatore, Soriano. Allenatore: Luigi Del Neri. Arbitro: Wiedemeijer (Ola). Assistenti: Boomman (Ola) e Schenkels (Ola). Note: espulso al 39’ p.t. Rossi; ammoniti al 23' p.t. Cassano, al 35’ p.t. El Ahmadi, al 42’ s.t. De Guzman; al 30’ s.t. Fiorillo ha parato un rigore a Vincken; spettatori 30.000 circa; terreno in ottime condizioni; recupero p.t. 1, s.t. 1.
domenica 26 luglio 2009
inserito da Add.stampa il 28 Jul 2009 In dieci uomini per tutta la ripresa (espulso Marco Rossi), i blucerchiati di Del Neri limitano i danni contro gli olandesi, più avanti di condizione e agevolati da un arbitraggio piuttosto casalingo.
Mettiamola così: sono stati novanta minuti e spiccioli buoni per mettere fieno nelle gambe e acquisire un poco di esperienza internazionale che non guasta mai. Al termine di un’amichevole che di amichevole non ha molto, la Sampdoria torna da Rotterdam, con un 3-0 sul groppone, ma non si fascia troppo la testa. Malgrado il pubblico assai numeroso sugli spalti del “De Kuip” di Rotterdam - folta e coloratissima la rappresentanza doriana -, resta pur sempre calcio d’estate. Il campionato d’altro canto è distante un mese e le attenuanti non sembrano poche: scorie moenesi in corpo, Feyenoord più avanti di condizione, arbitro olandese Wiedemeijer decisamente patriottico, due rigori contro e un’espulsione di Marco Rossi sul finire del primo tempo. Basta? Lamentarsi ora però serve a poco, soprattutto trattandosi di test dal significato relativo; anche se, proprio per questo, maggior buonsenso arbitrale non avrebbe fatto male. Anzi. Male - purtroppo - se l’è fatto invece Luca Castellazzi, costretto a uscire ad avvio ripresa a causa di un trauma distorsivo alla caviglia destra. Per la serie: oltre la beffa, il danno.
Partenza ok. E pensare che la partenza dell’undici sperimentale di Luigi Del Neri - quello preannunciato alla vigilia - era stata assai incoraggiante. Scendono in campo tonici i blucerchiati e sembrano poter affondare subito, grazie a rapidi cambi di gioco e alla coppia Cassano-Pazzini, fulminea nell’intendersi a meraviglia ma ancora carente di condizione (atletica) e precisione (nelle conclusioni verso Darley). Al 9’, ci starebbe un rigore, di Fer su Peter Pan: il direttore di gara lascia correre.
Doppio svantaggio. Dopo qualche innocua sortita a testa, proprio Fer porta in vantaggio i rossobianchi. Da un corner di Bruins, il giovanissimo centrocampista svetta tra Castellazzi e Gastaldello, forse commettendo fallo, e insacca l’1-0. La reazione del Doria non si fa attendere. Cassano soffia la palla a Vlaar e conclude a giro: fuori. Col passare dei minuti, la manovra del Feyenoord si fa più fluida, soprattutto con l’incontenibile ivoriano Cissé. Sulla mancina neerlandese Stankevicius va in crisi in più di una occasione e Slory si mangia un gol già fatto. Per spezzare la pressione capitan Palombo ci prova due volte dalla distanza, senza fortuna però. Fortuna che al 40’ premia gli olandesi: una conclusione di Makaay picchia sul gomito di Marco Rossi, gettatosi in scivolata per salvare la porta. Rosso diretto e rigore, che Bruins trasforma battendo Castellazzi.
Cambi e legni. Ridotti in dieci, i blucerchiati faticano e cambiano, uomini e modulo. Si passa ad un 4-3-2, con Ziegler mezzo sinistro al posto di Tissone e Lucchini, subentrato a Padalino, ad affiancare Gastaldello dietro. Poi è il turno di Fiorillo (in vece dell’infortunato Castellazzi), di Dessena (per Mannini) e Marilungo (per Pazzini). Oltre alla girandola di sostituzioni, due legni animano la ripresa: il primo di Giovanni Van Bronckhorst, un incrocio su calcio di punizione; il secondo di Luciano Zauri, tiro-cross deviato sul palo da Bahia.
Super Fiorillo. Non fa in tempo a mettersi i guanti, che Vincenzo Fiorillo è subito protagonista. Sventato, in collaborazione con Ziegler, un tentativo di Cissé su suggerimento del nuovo entrato Biseswar, il numero 90 di Oregina si supera dagli undici metri su Vincken. Il secondo rigore di giornata - gentilmente assegnato da Wiedemeijer per un presunto fallo in tandem di Gastaldello e Zauri - è alzato sopra la traversa e termina in calcio d’angolo. Termina in rete, invece, un tiro di De Guzman: è il 3-0 definitivo che lascia sì l’amaro in bocca, ma che non pesa più di tanto. Il bello - se si può chiamar così - del calcio sotto l’ombrellone è anche questo.
Feyenoord 3 Sampdoria 0 Reti: 19’ p.t. Fer, 40’ p.t. Bruins (rig.), 42’ s.t. De Guzman. Feyenoord (4-3-3): Darley, Fernandez, Vlaar (31’ s.t. Hofland), Bahia, Van Bronckhorst (4’ s.t. Biseswar), El Ahmadi, Bruins, Fer (16’ s.t Leerdam), Slory (20’ s.t. Vincken), Makaay, Cissé (20’ s.t. De Guzman). A disposizione: Lamprou, Landzaat, Tiendalli. Allenatore: Mario Been. Sampdoria (4-4-2): Castellazzi (6’ s.t. Fiorillo), Stankevicius (20’ s.t. Sammarco), Gastaldello, Rossi, Zauri, Padalino (1’ s.t. Lucchini), Palombo (38’ s.t. Poli), Tissone (1’ s.t. Ziegler), Mannini (17’ s.t. Dessena), Cassano, Pazzini (25’ s.t. Marilungo). A disposizione: Volta, Regini, Cacciatore, Soriano. Allenatore: Luigi Del Neri. Arbitro: Wiedemeijer (Ola). Assistenti: Boomman (Ola) e Schenkels (Ola). Note: espulso al 39’ p.t. Rossi; ammoniti al 23' p.t. Cassano, al 35’ p.t. El Ahmadi, al 42’ s.t. De Guzman; al 30’ s.t. Fiorillo ha parato un rigore a Vincken; spettatori 30.000 circa; terreno in ottime condizioni; recupero p.t. 1, s.t. 1.
Cassano a segno in amichevole
inserito da Add.stampa il 23 Jul 2009 22 luglio 2009 - Quattro gol a zero dei blucerchiati nella gara d'esordio stagionale contro il Bolzano (serie D) nel ritiro di Moena. A segno Pazzini e Cassano, entrambi autori di una doppietta. Fantantonio è sceso in campo nella ripresa. Già inserito nell'undici iniziale, il blucerchiato è stato bloccato inizialmente da una gastroenterite, dalla quale si è tuttavia ripreso quasi subito. Ottima prova anche di Marilungo (due pali), anche se proprio Fantantonio è stato tartassato di falli dagli avversari, subendo anche un durissimo intervento sul malleolo destro, che lo ha costretto a rimanere a lungo a terra sul terreno di gioco. Cassano si è poi ripreso, firmando il 4-0 in pieno recupero
Samp di lusso senza Cassano
inserito da Add.stampa il 12 May 2009 I blucerchiati schiantano la Reggina 5-0 preparandosi così nel migliore dei modi alla finale di Coppa Italia contro la Lazio. Amaranto che sbagliano totalmente l'approccio alla gara maggio 2009 - C'era una squadra (la Reggina) che doveva giocare la partita della vita, o quasi, per cercare punti salvezza. E un'altra (la Sampdoria) che poteva anche non andare a mille, perché aveva un impegno più importante di qui a quattro giorni: la finale di Coppa Italia. Invece i calabresi hanno sbagliato totalmente l'approccio alla gara, finendo così travolti 5-0 dai blucerchiati, che si sono trovati quasi senza accorgersene al timone della gara fin dal primo minuto.
LAMPO DESSENA — Senza Cassano, lasciato in panchina a riposare in vista della finale di Coppa Italia con la Lazio di mercoledì, la Samp si affida a Marilungo-Pazzini davanti. Ma il gol del vantaggio, dopo 50 secondi, lo firma un centrocampista. Peraltro uno che quest'anno non aveva mai segnato: Daniele Dessena, che fulmina Puggioni con un siluro di destro da fuori area.
ROSSO VALDEZ — La Reggina non fa in tempo a raccapezzarsi. Brienza tenta anche improbabili coast to coast, ma sembra da solo contro la difesa doriana. Se poi il resto della squadra non lo segue, però, si fa dura. Il 15' è un minuto-chiave: punizione di Delvecchio (battuta da posizione errata), Pazzini supera Valdez in velocità e il difensore lo travolge al limite dell'area. Rosso sacrosanto per lo stopper di Orlandi.
LA LEGGE DELLA D — Gli ospiti, inevitabilmente, vanno in tilt. Il 2-0 e il 3-0 della Samp arrivano nello spazio di sei minuti. Ancora Dessena, con la specialità della casa (il tiro da fuori area), supera un incolpevole Puggioni. Poi è Delvecchio (in combinata con la nuca di Barreto) a servire il tris su punizione di Ziegler. K.o. tecnico Reggina, blucerchiati che vedono la pratica archiviata già prima dell'intervallo.
QUATTRO E CINQUE — Orlandi, allora, prova a scuotere i suoi inserendo un'altra punta, Corradi. Fuori un evanescente Barillà. Il risultato? Due gol in sette minuti, ma della Sampdoria. Come nel primo tempo, dopo pochi secondi la difesa reggina si apre lasciando spazio a Padalino: cross dello svizzero per il liberissimo (strano, eh?) Marilungo, che schiaccia di testa in rete. Poi è Pazzini, dopo una palla persa del nigeriano Adejo, a piazzare il 5-0.
ACCADEMIA — Il resto della partita è accademia. Con qualche brutta notizia in più per la Reggina, che vede saltare la caviglia di Santos. La Sampdoria regala la standing ovation a Pazzini e Palombo, sostituiti da Mustacchio e Francheschini. Cassano, rimasto in panchina, scherza con la fidanzata seduta in tribuna; mentre Corradi, dal canto suo, si danna l'anima per arrivare almeno al gol della bandiera, ma stasera non è proprio aria. Peccato, perché per la Reggina era, forse, la partita più importante della stagione.
Gol e spettacolo a Genova
inserito da Add.stampa il 26 Apr 2009 Gol e spettacolo a Genova Cassano salva la Samp Contro il Cagliari, blucerchiati due volte in vantaggio con una doppietta del baby Marilungo. Nella ripresa la squadra di Allegri rimonta, ma nel finale ci pensa il barese a ristabilire la parità Guido Marilungo, autore di una doppietta, festeggiato da Cassano. Ansa GENOVA, 26 aprile 2009 - Ci vuole un guizzo di Cassano a quattro minuti dalla fine per salvare la Samp e strappare il pareggio a un volenteroso Cagliari, che sotto di due gol ha la forza di rimontare, prima di cedere nel finale al gol del talento barese (guarda la sintesi). TURNOVER - La fresca fatica contro l'Inter nella semifinale di Coppa Italia e l'incombente derby, inducono Mazzarri a praticare un ampio turnover: fuori Palombo, Pazzini, Pieri e Sammarco, dentro dal primo minuto il baby Marilungo, che affianca in attacco Cassano. Senza lo squalificato Lopez, Allegri rinuncia all'ultimo momento anche a Jeda e Biondini, schierando in attacco il tandem Matri-Acquafresca. MARILUNGO DAY - Pioggia copiosa e terreno fradicio rendono difficile stare in piedi, ma Samp e Cagliari non si risparmiano e danno vita a un primo tempo divertente. Cassano (5') e Dessena (10') ci provano dalla lunga distanza, ma in entrambe le occasioni è bravo Lupatelli a respingere. La Samp non è impeccabile dietro, ma il Cagliari non ne approfitta: al 6' Stankevicius scivola lasciando un'autostrada ad Acquafresca, ma Gastaldello è bravo a recuperare e salvare in corner; pochi minuti dopo lo stesso Gastaldello sbaglia un appoggio, ma ancora una volta Acquafresca non ne approfitta. Al 21' Fini calcia una punizione da destra, dalla parte opposta dell'area Lazzari ci prova al volo di sinistro, palla di poco a lato. Nel miglior momento del Cagliari, la Samp colpisce: al 26' grande azione di Cassano sulla destra, cross perfetto sul secondo palo, dove Marilungo, ben piazzato, colpisce di testa e batte Lupatelli. Dopo il vantaggio, la Samp continua a premere: Cassano e Marilungo si muovono molto su tutto il fronte d'attacco e non danno punti di riferimento alla difesa cagliaritana. La pressione della Samp dà i suoi frutti al 43': Cassano da sinistra apre dalla parte opposta del campo per Padalino, cross dello svizzero a centro area, dove Marilungo stacca di testa e batte per la seconda volta Lupatelli, beccandosi poi l'ammonizione per eccesso di esultanza. MATRI RIAPRE - Doccia fredda per la Samp in avvio di ripresa: bella azione corale del Cagliari, tornato in campo con grande cipiglio, cross da destra di Fini e sinistro al volo di Matri che batte Mirante, accorciando le distanze. Partita riaperta, il Cagliari ci crede e preme con maggiore insistenza. A facilitare il compito della squadra di Allegri ci pensa Stankevicius, che al 22' interviene in maniera scomposta su Lazzari e lo abbatte in area. Calcio di rigore sacrosanto, dal dischetto Acquafresca batte Mirante per il 2-2. Dopo il pareggio, le due squadre sembra tirare i remi in barca, ma un'altra folata del Cagliari completa la rimonta e stende la Samp: al 35' una grande palla di Lazzari da destra, pesca Conti ben piazzato in area, il centrompista del rossoblù di testa batte Mirante e porta in vantaggio la squadra di Allegri. Ma la partita sembra non voler finire mai: passano solo sei minuti e Cassano riporta la Samp sul pareggio, con un destro al volo su cross da destra di Padalino. Poi le due squadre ci provano fino alla fine dando tutto, ma il 3-3 finale è il risultato probabilmente più giusto. di
MILANO, 23 aprile 2009
inserito da Add.stampa il 25 Apr 2009 Mou contro arbitro e Samp "In finale con l'anticalcio"
Il portoghese saluta gli avversari alla fine ma poi li attacca: "Una squadra ha giocato per vincere, l'altra per prendere meno di tre gol, con mancanza di fair-play. Con un po' di fortuna potevamo fare l'impresa". Su Orsato: "Ci ha sempre fischiato contro". Moratti: "Bella Inter, qualcuno non è stato all'altezza dei giocatori". Mazzarri: "Come all'andata abbiamo giocato meglio noi" L'abbraccio finale tra Cassano e Mourinho. Richiardi MILANO, 23 aprile 2009 - E' un Josè Mourinho piuttosto arrabbiato quello che commenta Inter-Sampdoria a caldo. Prima il tecnico portoghese dà una grande lezione di sportività andando a salutare tutti gli avversari e abbracciando Antonio Cassano, poi però attacca la Samp, colpevole secondo lui di aver speculato troppo sul 3-0 dell'andata: "Quel risultato non era adeguato alla partita disputata. Oggi abbiamo provato a ribaltare la situazione e meritavamo di più. Una squadra ha giocato per vincere e l'altra per perdere con meno di tre gol di scarto, con l'anti-gioco, con la mancanza di fair play, giocando col tempo, con l'arbitro. Ma sono arrivati in finale, e gli auguro una gran finale". ATTACCO FRONTALE - Dopo la partita Mourinho va a protestare direttamente con il direttore di gara: "Gli ho detto che ha scherzato con lo sforzo dei miei giocatori. Non ha fatto una bella partita. Non parlo dei rigori che sono dettagli, l'arbitro può sbagliare. Ma l'atteggiamento... Sempre contro una squadra e a favore di un'altra: un po' ha sgonfiato lo sforzo dei miei. Ora voglio solo portare lo scudetto a San Siro". MORATTI PUNGE - "È stata una festa del calcio, e pazienza se qualcuno in campo non è stato all'altezza dei 22 giocatori". Anche Massimo Moratti, seppure velatamente, riserva qualche critica a Orsato: "L'Inter ha giocato benissimo, ha fatto una grande partita onorando la Coppa Italia e giocando con accanimento dal primo minuto. Con un secondo gol la Sampdoria sarebbe andata nel pallone, comunque giocatori e allenatore meritano il nostro ringraziamento perchè nessuno si è risparmiato". MAZZARRI ESULTA - Walter Mazzarri non la pensa allo stesso modo. Mourinho dice che l'Inter avrebbe meritato di vincere 3-0, ma il tecnico toscano dice che l'Inter ha subìto la sua Samp. Mazzarri comunque è molto soddisfatto: "Abbiamo giocato meglio dell'Inter, anche oggi. Nelle due partite abbiamo fatto una cosa eccezionale all'andata ma anche stasera, non abbiamo segnato e abbiamo creato tanto contro una squadra di fenomeni. Le hanno tentate tutte. Loro hanno fatto gol alla prima occasione. Ma nel secondo tempo siamo stati bravi e c'è solo il rammarico di non aver fatto almeno un gol". Mazzarri non accetta neppure la tesi di un Orsato pro-Samp: "Mourinho vede fallo dove vuol vederlo. Stasera non voglio parlare dell'arbitro, anche perchè mi dicono che sull'azione che ha innescato il gol dell'Inter, Sammarco era in posizione regolare". Ora in finale a Roma con la Lazio: "Ci sarà un grande esodo dei nostri tifosi, non ci accorgeremo di giocare in casa della Lazio".
La Samp pensa alla Coppa
inserito da Add.stampa il 19 Apr 2009 Catania ipoteca la salvezza La Samp pensa alla Coppa Gli uomini di Zenga vincono 2-0, con reti di Mascara e Martinez, e colgono il decimo successo casalingo della stagione. I blucerchiati, che giovedì giocheranno con l'Inter, vengono raggiunti al 12° posto dai siciliani La rete dell'1-0 segnata da Mascara, 29 anni. Lapresse CATANIA, 19 aprile 2009 - Il Catania liquida 2-0 la Sampdoria, con reti di Mascara (99° centro tra i pro in carriera) nel primo tempo e Martinez nella ripresa, e la aggancia al 12° posto a quota 40. Con questo risultato i ragazzi di Zenga sono praticamente sicuri della salvezza e colgono il decimo successo interno stagionale, a uno solo dal record di club del 1960-61 e del 1964-65. La Sampdoria, che giovedì giocherà il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, era reduce da due vittorie consecutive esterne, ma non è riuscita a sfatare il tabù del Massimino (ex Cibali) dove non vince dal campionato di serie B 1960-61. Nelle ultime 11 gare la squadra di Mazzarri aveva perso solo l'8 marzo (3-0 a Bologna) e quella era stata anche l'unica volta nel periodo in cui i blucerchiati non erano andati a segno. PRIMO TEMPO - Zenga opta per una formazione abbastanza aggressiva con Mascara e Martinez titolari e Llama sulla sinistra. Mazzarri non opta per il turnover anche se poi i ritmi molto bassi del match non affaticheranno troppo la squadra in vista della sfida di San Siro. La prima chance del match è per gli ospiti: al 10' bel cross di Padalino da destra, falliscono l'aggancio da buona posizione sia Pazzini sia Cassano. Al 14' l'infortunio a Ledesma che deve lasciare in barella e in lacrime il terreno di gioco: per lui distorsione al ginocchio destro con probabile interessamento dei legamenti. Al 21' primo acuto del match: prima Morimoto fallisce una buona chance in mischia, sul cambio di fronte è Pazzini a impegnare Bizzarri di controbalzo. Al 34' occasione d'oro per la Sampdoria: percussione di Cassano, grande palla per l'inserimento di Sammarco che fallisce l'aggancio da dentro l'area. Al 39' il gol di Mascara che trasforma magistralmente un rigore per un fallo, forse involontario, di Lucchini su Izco. Al 42' Cassano serve Padalino che salta un uomo, si decentra a destra e poi si sbilancia mandando alto il tiro da pochi metri. SECONDO TEMPO - Catania subito aggressivo e al 3' arriva il raddoppio: palla in verticale per Morimoto il cui tiro è respinto da Castellazzi, Martinez è appostato perfettamente e appoggia di detro in rete a porta vuota. L'ingresso di Stankevicius regala un po' di verve ai liguri: al 21' eccellente diagonale dalla destra del lituano che finisce di poco a lato sul secondo palo con Pieri che fallisce l'aggancio. Al 25' Morimoto appoggia per Carboni che da 20 metri trova una gran botta di destro: Castellazzi respinge a terra in tuffo. Il Catania sembra sempre in controllo, la Sampdoria si affida a Cassano che però non trova il guizzo vincente. Al 34' il fuoriclasse barese crossa da destra, Pazzini prova la girata sul primo palo e palla sul fondo non di molto. L'occasione migliore arriva al 42' con una punizione di Ziegler da 25 metri: Bizzarri in tuffo toglie la palla dal suo angolo basso sinistro e mette in corner. Il finale è tutto per i padroni di casa che al 46' sfiorano il tris: Baiocco impegna Castellazzi che respinge corto, Martinez sembra ribattere ancora a colpo sicuro, ma interviene Ziegler che mette in angolo. CANDELINE - Entusiasta Marco Biagianti che festeggia il successo e il compleanno numero 25: "Eravamo reduci da due sconfitte forse imemritate, speravamo di fare una grande partita. Negli altri due anni avevamo sofferto molto, in questo campionato volevamo stupire. Siamo arrivati a quota 40, ora daremo ancora il massimo. La Nazionale? per ora la sogno, poi a giugno evdremo". club del 1960-61 e del 1964-65. La Sampdoria, che giovedì giocherà il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, era reduce da due vittorie consecutive esterne, ma non è riuscita a sfatare il tabù del Massimino (ex Cibali) dove non vince dal campionato di serie B 1960-61. Nelle ultime 11 gare la squadra di Mazzarri aveva perso solo l'8 marzo (3-0 a Bologna) e quella era stata anche l'unica volta nel periodo in cui i blucerchiati non erano andati a segno. PRIMO TEMPO - Zenga opta per una formazione abbastanza aggressiva con Mascara e Martinez titolari e Llama sulla sinistra. Mazzarri non opta per il turnover anche se poi i ritmi molto bassi del match non affaticheranno troppo la squadra in vista della sfida di San Siro. La prima chance del match è per gli ospiti: al 10' bel cross di Padalino da destra, falliscono l'aggancio da buona posizione sia Pazzini sia Cassano. Al 14' l'infortunio a Ledesma che deve lasciare in barella e in lacrime il terreno di gioco: per lui distorsione al ginocchio destro con probabile interessamento dei legamenti. Al 21' primo acuto del match: prima Morimoto fallisce una buona chance in mischia, sul cambio di fronte è Pazzini a impegnare Bizzarri di controbalzo. Al 34' occasione d'oro per la Sampdoria: percussione di Cassano, grande palla per l'inserimento di Sammarco che fallisce l'aggancio da dentro l'area. Al 39' il gol di Mascara che trasforma magistralmente un rigore per un fallo, forse involontario, di Lucchini su Izco. Al 42' Cassano serve Padalino che salta un uomo, si decentra a destra e poi si sbilancia mandando alto il tiro da pochi metri. SECONDO TEMPO - Catania subito aggressivo e al 3' arriva il raddoppio: palla in verticale per Morimoto il cui tiro è respinto da Castellazzi, Martinez è appostato perfettamente e appoggia di detro in rete a porta vuota. L'ingresso di Stankevicius regala un po' di verve ai liguri: al 21' eccellente diagonale dalla destra del lituano che finisce di poco a lato sul secondo palo con Pieri che fallisce l'aggancio. Al 25' Morimoto appoggia per Carboni che da 20 metri trova una gran botta di destro: Castellazzi respinge a terra in tuffo. Il Catania sembra sempre in controllo, la Sampdoria si affida a Cassano che però non trova il guizzo vincente. Al 34' il fuoriclasse barese crossa da destra, Pazzini prova la girata sul primo palo e palla sul fondo non di molto. L'occasione migliore arriva al 42' con una punizione di Ziegler da 25 metri: Bizzarri in tuffo toglie la palla dal suo angolo basso sinistro e mette in corner. Il finale è tutto per i padroni di casa che al 46' sfiorano il tris: Baiocco impegna Castellazzi che respinge corto, Martinez sembra ribattere ancora a colpo sicuro, ma interviene Ziegler che mette in angolo. CANDELINE - Entusiasta Marco Biagianti che festeggia il successo e il compleanno numero 25: "Eravamo reduci da due sconfitte forse imemritate, speravamo di fare una grande partita. Negli altri due anni avevamo sofferto molto, in questo campionato volevamo stupire. Siamo arrivati a quota 40, ora daremo ancora il massimo. La Nazionale? per ora la sogno, poi a giugno evdremo".
Cassano illumina la Samp
inserito da Add.stampa il 11 Apr 2009 Lecce generoso ma vinto Sotto di due gol alla fine del primo tempo, i giallorossi dominano nel secondo e accorciano le distanze, ma un rigore trasformato da Cassano chiude la partita sul 3-1 per i blucerchiati I blucerchiati esultano dopo il gol in avvio di Pazzini. Lapresse LECCE, 11 aprile 2009 - Continua la maledizione del Via del Mare, dove il Lecce non vince dal 28 settembre. Questa volta è la Samp a trasformare lo stadio dei giallorossi in terreno di conquista, ma al di là del risultato la vittoria dei blucerchiati non è stata semplice. De Canio schiera Schiavi sulla destra dello schieramento difensivo al posto dello squalificato Polenghi e lascia a casa Stendardo, Papa Waigo e Ardito; Mazzarri, che non può contare sullo squalificato Campagnaro, non riesce a recuperare Stankevicius e Raggi, ma in attacco può contare sul tandem Pazzini-Cassano, con il barese (fischiatissimo) che torna a giocare in Puglia dopo tre anni. AVVIO HORROR - La partenza del Lecce è da film dell'orrore: al 6' la difesa pasticcia in disimpegno, Pazzini ruba palla e pesca Cassano solo in area ma l'attaccante blucerchiato calcia addosso a Benussi, gettando alle ortiche la più facile delle occasioni. Passano cinque minuti e la Samp passa: Pieri da sinistra tocca al centro, la difesa leccese si ferma e Pazzini, solo al centro dell'area, non ha difficoltà nel battere Benussi con un bel sinistro sotto la traversa. Il Lecce è confuso, impreciso, nervoso: Giacomazzi e Vives si fanno ammonire e salteranno la prossima, delicata, partita contro la Roma; stessa sorte toccherà a Schiavi dopo una brutta entrata su Cassano. Già in difficoltà, il Lecce al 20' perde Tiribocchi, costretto ad uscire con la schiena dolorante per una botta ricevuta nei primi minuti. Al 30' la Samp raddoppia: l'azione parte ancora una volta da Pieri, che entra in area dalla sinistra e viene contrastato da Vives, che nell'occasione tocca con una mano; Dondarini, fiscale, assegna il calcio di rigore, che Cassano trasforma spiazzando Benussi. DOMINIO LECCE - In avvio di ripresa De Canio inserisce la terza punta, Konan, al posto di un difensore, Esposito. Gli effetti sono benefici: i giallorossi sono più intraprendenti, mettono in campo quella foga agonistica che è mancata nel primo tempo. Nei primi minuti Caserta su punizione prima manda di poco a lato, poi centra la traversa. Il Lecce meriterebbe anche un calcio di rigore per un fallo di Lucchini su Castillo, non visto dal direttore di gara. Ma il rigore arriva lo stesso, al 13', per un intervento di Accardi, che si vede scavalcare con un pallonetto da Papadopoulos e lo atterra: dal dischetto Caserta trasforma. La Samp sembra frastornata dal veemente avvio di ripresa dei leccesi. Grandi proteste dei padroni di casa al 20': Konan se ne va, entra in area sulla sinistra, Padalino lo rimonta e lo tocca da dietro facendolo cadere. Il rigore sembra sacrosanto, ma Dondarini ammonisce l'ivoriano per simulazione. Il Lecce assedia l'area blucerchiata e al 25' va vicinissimo al pareggio, con Accardi che salva di testa sulla linea su colpo di testa di Castillo. L'assedio della squadra di De Canio si attenua dal 27', quando Giacomazzi commette un secondo fallo da ammonizione e lascia la squadra in dieci. Ma anche in inferiorità numerica, è il Lecce a sfiorare ancora il pareggio, al 40': ci vuole una grande parata di Castellazzi per respingere il colpo di testa di Schiavi. Tre minuti dopo i blucerchiati chiudono la partita: Pieri viene steso in area, l'arbitro assegna il rigore; dal dischetto è ancora una volta Cassano a trasformare. La squadra di De Canio, provata da una ripresa giocata a tutta, non ne ha più e la partita si chiude qui, con il Lecce sempre più inguaiato in zona retrocessione.
Cassano e Pazzini a segno
inserito da Add.stampa il 23 Mar 2009 Cassano e Pazzini a segno Toro, Novellino in bilico La Samp vince a Torino 3-1 grazie ai suo attaccanti e a Sammarco. Granata vivi e più volte vicini al pari: di Bianchi il bel gol (di tacco) che li ha tenuti in partita. Cairo medita di cacciare il tecnico Pazzini esulta dopo il gol dell'1-0 Samp. Lapresse TORINO, 22 marzo 2009 - Ci hanno pensato Pazzini e Cassano, ancora una volta. Più in generale ottima prova di maturità della Sampdoria che a Torino ha vinto 3-1 conquistando tre punti che vogliono dire classifica più tranquilla. Il Torino è invece davvero nei guai, raggiunto dal Lecce a quota 24 in piena zona retrocessione. Oggi i granata non hanno giocato male, hanno più volte avvicinato il pareggio. Hanno però pagato dazio perché la Samp ha fatto fruttare la miglior qualità nei momenti chiave del match. PUGILI - Samp molto efficace nel primo tempo, nei primi 20 minuti in particolare. Molto ben attenti dietro e veloci nel ripartire con i micidiali tagli di Cassano, i blucerchiati hanno capitalizzato molto di quello che hanno creato. Già all’8’ Cassano ha trovato Franceschini, palla dentro per Pazzini e abile gioco di appoggio su Pisano: destro a colpo sicuro e Sereni battuto. Il Torino ha mostrato di essere vivo. Al 15’ bella palla di Gasbarroni (il migliore dei suoi) per Diana e piatto da due passi parato da Castellazzi per la disperazione di Novellino che voleva la botta di potenza. Il primo tempo è stato vivacissimo. Le due squadre se le sono date come due pugili a guardia scoperta e le occasioni non sono mancate. Al 24’ la Samp ha indirizzato la vittoria raddoppiando grazie a una bella giocata di Cassano che ha servito in corsa Sammarco col contagiri per il 2-0 di piatto destro. RITMI ELEVATI - Il Torino non ha mollato e riaperto il match con Bianchi, bravo di tacco a girare alle spalle di Castellazzi un assist di Dzemaili. Bianchi e Diana sono poi stati rimpallati e nel finale di frazione Cassano non ha trovato Pazzini di un soffio, poi Sereni ha realizzato la parata più bella della domenica su colpo di testa a colpo sicuro di Padalino. La ripresa ha risentito dei ritmi elevati della prima parte e di belle giocate se ne sono viste poche. La Samp ha controllato bene la prima sfuriata del Torino e poi ha avuto il merito di chiudere quando ha potuto farlo, cioè al 24’: palla dentro per Cassano e piatto vincente sul secondo palo. Poi è stato controllo della situazione fino al termine. NOVELLINO TRABALLA - Dopo la partita si è svolto un vertice fra il presidente del Torino, Cairo, e il d.s. Rino Foschi. Un colloquio di oltre un'ora che ha poi portato a un successivo vertice fra il d.s. e Novellino. Le decisioni finali arriveranno in serata o al massimo domani. Ma circolano già i nomi dei candidati alla sostituzione: su tutti quello di Giuseppe Papadopulo, che potrebbe accettare l'incarico fino a giugno. Novellino prova a essere ottimista: "Io ci credo, la salvezza è ancora possibile. È un periodaccio, stiamo soffrendo, ma ne usciremo tutti insieme". Vedremo se la dirigenza è d'accordo
Cassano-Pazzini show
inserito da Add.stampa il 5 Mar 2009 Cassano-Pazzini show La Samp affonda l'Inter Nella semifinale di andata di Coppa Italia i blucerchiati annichiliscono i nerazzurri con un 3-0 che non ammette repliche. Tutti i gol nel primo tempo: apre il barese con un pallonetto, chiude l'ex viola con una doppietta. Paura per Balotelli finito in corsa sul palo: trasportato in ospedale per accertamenti, sta bene Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini, i match-winner di Samp-Inter. Afp GENOVA, 4 marzo 2009 - La Sampdoria si aggiudica il primo atto della semifinale con l'Inter infliggendo ai campioni d'Italia una sonora lezione. Il 3-0 non ammette repliche. Maturato nel primo tempo, descrive perfettamente l'atteggiamento superficiale dei nerazzurri autori di una prova disastrosa. Una sconfitta senza attenuanti per l'Inter, una grande impresa per la Samp che passa con Cassano e mette in cassaforte il risultato con la doppietta di Pazzini. MOU CAMBIA - Walter Mazzarri schiera il meglio della sua Samp. Mourinho, invece, con il Manchester United che incombe si affida al turnover, cambia l'assetto tattico e schiera una difesa a quattro (Rivas, Cordoba, Materazzi e Maxwell), mentre sulla linea mediana, agiscono Zanetti, Vieira e Muntari. Quindi il tridente forte di Mancini, Adriano e Balotelli. Ma chi si aspetta la solita Inter sorniona, che esalta la sua fisicità e il suo possesso palla per poi affondare, deve fare i conti con una Sampdoria equilibrata e ben messa in campo. CASSANO GOL - Come domenica con il Milan, tutte le lucine dei blucerchiati funzionano a meraviglia. Abile nel gioco sulle fasce con i raddoppi, sempre pronta a trovare il varco giusto per Cassano e Pazzini, la formazione ligure sfrutta i clamorosi errori della difesa nerazzurra, puntalmente beffata dalla velocità dei blucerchiati. Come al 9', allorché Cassano recupera palla su un buco di Rivas e supera Toldo con un pallonetto. La reazione interista non è lucida. Mancini sembra aver perso il passo di un tempo, mentre Adriano fatica a destreggiarsi in una marcatura feroce. Balotelli ci prova di più cercando spesso la soluzione personale. DIFESA ALLO SBANDO - Ma è solo Samp; tanta Samp. Che raddoppia al 30' con Pazzini, pronto a raccogliere di testa la palla prolungata nel mucchio da Raggi. L'Inter è annichilita e fatica a entrare in partita, concedendo troppo ai padroni di casa; anche a centrocampo dove l'esperienza di Zanetti e Vieira dovrebbe fare la differenza. Ma non è proprio serata e a pagarne le conseguenze sono i giocatori meno dotati come Muntari, capace di regalare praterie a Cassano che non sbaglia un colpo. Bellissimo quello al 42' per Padalino che mira il primo palo; Toldo respinge, Cordoba non riesce a spazzare e indisturbato Pazzini scarica in porta per il 3-0. BALOTELLI CHE PAURA - Mourinho all'inizio della ripresa inserisce la benzina di Maicon che prende il posto dell'inguardabile Rivas, ma il gap è pesante e anche le scorribande del brasiliano diventano prevedibili per la Samp che difende il vantaggio senza affanno. Ma i blucerchiati si lasciano contagiare dal nervosimo dell'Inter e al 15' perdono Gastaldello, espulso per doppia ammonizione per un fallaccio su Balotelli che subito dopo abbandona il campo in barella. L'attaccante mette in apprensione tutti crollando al suolo, dopo avere terminato la sua corsa contro il palo, nel tentativo di precedere Castellazzi in un'azione precedente . Fortuntamente la giovane punta di Mourinho si riprende negli spogliatoi, mentre i compagni di squadra cercano ostinatamente il gol. Ci prova Obinna, inserito al posto di Balotelli, soprattutto Crespo che rileva Mawell. L'argentino ingaggia un duello personale con Castellazzi che si supera almeno in due occasioni. Ma è troppo tardi: la Samp non perde la testa e porta a casa un risultato tondo tondo che solo un atto folle potrebbe privarla della finale il prossimo 22 aprile.
Cassano e Pazzini show
inserito da Add.stampa il 2 Mar 2009 Cassano e Pazzini show La Samp affonda il Milan I rossoneri confermano la loro crisi uscendo battuti 2-1 da Marassi con un gol del barese che poi regala l'assist all'ex viola. Di Pato la rete della squadra di Ancelotti che schiera una formazione zeppa di riserve Antonio Cassano esulta dopo il gol dell'1.-0.LaPresse GENOVA, 1 marzo 2009 - La Sampdoria, con la spietatezza di un killer, supera a Marassi quel che resta del Milan. Un 2-1 che regala tre punti meritati e continuità ai blucerchiati, nonostante la precarietà dei rossoneri, affondati dai gol di Cassano e Pazzini, tenuti per pochi minuti in vita dal consueto gioiellino di Pato. Ma andate a raccontare a Walter Mazzarri dei problemi del Milan. Risate a parte, il tecnico della Sampdoria risponderà che la sua classifica deficitaria vale cento infortuni. Quindi ai rossoneri oppone il consueto robusto centrocampo a cinque, con Pazzini e Cassano punte, perché anche senza i suoi funamboli il Milan vale due spanne di più. Carlo Ancelotti intanto recupera in extremis Seedorf, ma in condizioni davvero dubbie. Le ferite di Coppa Uefa sono ancora aperte; il pari con il Werder gli ha lasciato in eredità anche il k.o di Ambrosini che aggiunto a Kakà, Gattuso, Nesta, Borriello, Kaladze e Ronaldinho, apre voragini in ogni settore. SOLITUDINE - Ma dignità e orgoglio servono a ben poco, quando mancano fantasia, gioco e, soprattutto, una spalla valida per il volenteroso Pato. Nel primi 45 minuti la solitudine del brasiliano è la costante. Cercato senza sosta dai magnifici traversoni di Beckham, il bomber è chiuso sistematicamente da Lucchini e Accardi che non gli concedono nulla. Fino al gol dei blucerchiati, i rossoneri tutto sommato tengono bene esaltando un possesso palla che ha fatto scuola. La Samp, invece, agisce sulle fasce per poi concentrare il gioco su Pazzini e Cassano su cui si sacrifica Flamini, tra l'altro autore dell'unico tiro pericoloso dei rossoneri verso la porta di Castellazzi. Il pari, tutto sommato, sintetizza la gara, ma quando gioca il Milan occorre fare i conti con gli episodi. Al 33', infatti, sulla palla inattiva di turno la difesa rossonera va in bambola e sulla sponda di Raggi, Cassano infila di testa. Abbiati respinge poco dentro la linea di porta e va a protestare, convinto di avere salvato nello spazio utile. PAZZINI SHOW - Rabbiosa la reazione del Milan che comunque non cava un ragno dal buco, andando a sbattere sull'organizzazione difensiva della Samp. Ancelotti colto dalla disperazione apre la ripresa con Inzaghi al posto di Antonini. Idea che comporta il passaggio al 4-3-1-2, con Jankulovski arretrato in difesa e Seedorf alle spalle della coppia Inzaghi-Pato. Preme il Milan, ma di rimessa i blucerchiati giganteggiano. Così al 6' arriva il raddoppio. La magia è di Cassano che vede un varco per Pazzini sulla linea di fondo. L'ex viola piomba come un falco, evita Bonera e l'entrata in scivolata dell'imbarazzante Senderos, e batte Abbiati da posizione defilata. L'incolpevole Ancelotti, constatata la pochezza della sua difesa, toglie Jankulovski per Favalli, fiutando, chissà, il tracollo. CUORE E PASSIONE - Il due a zero spiega infatti le ali alla Samp che esalta tutti i lati negativi di questo povero Milan. Preso in contropiede la squadra rossonera fatica a dismisura, per poi perdere lucidità nella fase di rilancio. Beckham, sparito nel secondo tempo, lascia a Emerson. I rossoneri spingono, sfruttando il calo fisico della Samp e accorciano. Ovviamente con Pato. Il dodicesimo gol del brasiliano è di testa su assist di Favalli. La rete, anche se arriva al 35', carica il Milan che va ancora in gol con Emerson, ma in fuorigioco. Dignità e orgoglio adesso fanno la differenza, ma è troppo tardi per gabbare una Samp che mette sul terreno di gioco cuore e passione e che giustamente si porta a casa i tre punti.
Un gioiello di Cassano,Pazzini scaccia la crisi
inserito da Add.stampa il 22 Feb 2009 Il barese confeziona un assist bellissimo per il compagno di reparto, l'attaccante toscano non si impietosisce di fronte agli ex compagni dell'Atalanta e regala una vittoria importante alla Sampdoria Pazzini spiazza Consigli. Lapresse GENOVA, 22 febbraio 2009 - Del Neri alla vigilia aveva timore di Pazzini, e aveva ragione. Certo, è Cassano a rompere gli equilibri, ma l'attaccante ex viola è freddo come un killer quando, liberato da un tocco meraviglioso del compagno di reparto, spiazza Consigli per il primo gol da tre punti in maglia blucerchiata. Samp che ritrova la vittoria, Atalanta che, come d'abitudine, cade in trasferta dopo una roboante vittoria casalinga. LA PANCHINA CINGUETTA - Il "Pajarito" Valdes, dato in formazione, si deve accontentare di un seggiolino al fianco di Mister Del Neri: De Ascentis si piazza a centrocampo, Padoin si allarga a sinistra; fiducia rinnovata a Consigli tra i pali. Undici titolare confermato, invece, per la Samp: superati i problemi muscolari, rientra Accardi in difesa; a completare il pacchetto arretrato Raggi e Lucchini. Nonostante il divieto imposto dal Casms, tifosi ospiti presenti fuori dal Ferraris inscenano una manifestazione di protesta contro le limitazioni d'accesso agli stadi. GABBIA NERAZZURRA - I primi 20' di gara sono godibili, con continui rovesciamenti di fronte: qualche protesta in area di Floccari e Pazzini (ma Giannoccaro fa proseguire), un bel diagonale di Cassano respinto da Consigli e un ottimo intervento di Stankevicius ad anticipare Pellegrino pronto a battere a rete. Successivamente, però, la partita si spegne o, peggio, diventa confusa: Doni e Floccari si alternano su Palombo per chiudere il rubinetto del gioco blucerchiato, il vero regista di Mazzarri finisce per diventare Cassano, che cerca di svariare per non dare punti di riferimento agli avversari e aprire varchi per i compagni. Anche Pazzini si danna l'anima, ma la Samp continua a dare la sensazione di essere poco incisiva. Allo scadere della prima frazione, infatti, è proprio l'Atalanta ad andare vicina al vantaggio: Raggi si spara un sonnellino, Padoin gli soffia il pallone sotto il naso, Castellazzi salva tutto con una respinta efficace anche se stilisticamente discutibile. LA LUCE - In una Samp che sembra al buio, l'interruttore non può che essere Cassano. Il talento di Bari vecchia decide che è ora di accendere la luce e lo fa in maniera abbagliante: colpo sotto delicato a superare la difesa nerazzurra per mettere Pazzini solo davanti a Consigli, l'attaccante toscano è freddo e batte il portiere aversario. E' il 16' del secondo tempo e la squadra di Mazzarri si trova quasi inaspettatamente in vantaggio. Del Neri non rinconosce la sua Atalanta e dunque la stravolge: dentro Plasmati e Valdes, fuori Doni e De Ascentis, ma gli esiti non sono affatto incoraggianti. Nonostante una timida reazione, infatti, non si segnalano pericoli dalle parti di Castellazzi e la Samp controlla senza particolare affanno.
Samp, capitombolo in casa
inserito da Add.stampa il 21 Feb 2009 Samp, capitombolo in casa K.o. inatteso con il Metalist I blucerchiati perdono a Marassi con gli ucraini: decide il gol di testa di Oliynyk nel primo tempo. La squadra di Mazzarri sototono, l'assenza di Pazzini si è fatta sentire. Ritorno il 26 febbraio Oliynyk festeggia la rete del successo del Metalist a Marassi. Reuters GENOVA, 18 febbraio 2009 - La Sampdoria stavolta stecca in Europa. Dopo la qualificazione ai sedicesimi guadagnata eliminando addirittura il Siviglia, i blucerchiati complicano un ben più comodo bis perdendo in casa con gli sconosciuti ucraini del Metalist Kharkiv. Per 1-0. In Europa i blucerchiati non cadevano a Marassi da 12 partite. Giovedì prossimo, 26 febbraio, dovranno rimediare in trasferta. Ma agguantare gli ottavi contro la vincente di Dinamo Kiev-Valencia adesso è davvero difficile. Colpa di una prestazione negativa, in controtendenza con quella di Torino contro la Juventus, chiusa con un pari frutto di una prova forse fortunata, ma di sicuro gagliarda. SAMP IMPACCIATA - Il primo tempo è sorprendente. Gli ucraini sono spigliati, la Samp non riesce a carburare. I blucerchiati trovano sbocchi solo da destra, dove Padalino più volte innesta il turbo, e con qualche lampo tecnico estemporaneo di Cassano. Per il resto la manovra è troppo lenta. E in avanti la Samp non punge. Gli ucraini si difendono in maniera ordinata, fanno girare bene il pallone, in orizzontale, e ogni tanto cercano l'improvvisa verticalizzazione, principalmente per Jajà, possente punta unica. Sliusar si mangia un gol quasi fatto quando alza sopra la traversa a porta spalancata a centroarea. Poi, al terzo minuto di recupero - e ne erano stati annunciati due - arriva il gol di testa di Oliynyk, che svetta su un cross teso da sinistra. All'intervallo è 0-1. Risultato sorprendente, ma solo se non si è vista la partita. RIPRESA - Samp più aggressiva in avvio di secondo tempo. Bellucci va a terra in area di rigore ucraina. E reclama il penalty, senza esito. Ma l'assenza di Pazzini in avanti (ha giocato in Champions con la Fiorentina) si fa sentire. La sua forza fisica servirebbe come il pane. La Samp manca nell'ultimo passaggio, anche quando Mazzari inserisce Sammarco e Pieri per Dessena e Franceschini. E nel finale un'altra punta, il giovane Marilungo. Ma la parata più difficile è chiamato a farla Castellazzi, eccellente sul colpo di testa all'indietro di Oliynyk a centroarea. Il generoso forcing finale dei doriani porta qualche mischia (altro rigore richiesto da Padalino per un presunto mani, Lucchini non trova il tempo per concludere da buona posizione) e poco più. Finisce 1-0 per il Metalist.
Pazzini e 3 legni: stop Juve
inserito da Add.stampa il 21 Feb 2009 Pazzini e 3 legni: stop Juve Pari in casa con la Samp I bianconeri rispondono allo svantaggio siglato dall'attaccante blucerchiato con Amauri, ma due pali di Nedved e una traversa di Del Piero li privano dei tre punti. I doriani lottano in trincea, colpiscono una traversa (autorete sfiorata da Molinaro) e si godono un punto d'oro Giovinco e Amauri, autori rispettivamente dell'assist e del gol dell'1-1. Reuters TORINO, 15 febbraio 2009 - La Juventus frena. Non riesce a dare continuità al successo di Catania e a mettere pressione sull'Inter, attesa stasera dal derby milanese. I bianconeri pareggiano in casa 1-1 con la Sampdoria, in rimonta (guarda la sintesi). Al gol di Pazzini replica Amauri, che torna a segnare dopo 56 giorni. Pari come all'andata, quando a Marassi era finita 0-0. Ma stavolta la Juve è stata sfortunata: sono stati ben tre i legni colpiti dai bianconeri, due da Nedved, uno da Del Piero. Una Juve che ci ha messo il solito cuore, ma non è bastato. La Samp, pure in emergenza in retroguardia, in trincea porta a casa un punto prezioso. AVVIO JUVE - I bianconeri partono forte. C'è da approfittare del derby di stasera. Che comunque vada, toglierà punti a Inter o Milan. O magari a entrambi, in ottica Juve. In attacco torna la coppia Amauri-Del Piero. Iaquinta è squalificato, Trezeguet rotto. Del Piero, davvero ispirato, forse galvanizzato dall'attesa del secondogenito, ci prova con un capolavoro mancato di un nulla. Il suo colpo di tacco finisce di poco a lato sul cross da sinistra di Molinaro. La Juve aveva già sfiorato il vantaggio con Nedved, neutralizzato da Castellazzi. GOL SAMP - La rete però la trovano gli ospiti al primo tentativo. Decimati dietro, ma che davanti hanno una signora coppia d'attacco: Cassano-Pazzini. Che confezionano l'1-0. Il barese ispira con un pallone filtrante, l'attaccante elude il fuorigioco e trafigge Buffon. Samp avanti. Con il quarto gol in sei partite in blucerchiato del "Pazzo". SPRECHI JUVE - La Juve reagisce. La manovra non sarà incantevole, no, però le occasioni si susseguono. In fondo Mazzarri deve adattare da centrali due esterni destri: Stankevicius e Raggi. E allora la Juve si butta tutta in avanti a caccia del pari. Ci provano senza fortuna Camoranesi e Amauri. Ma soprattutto Nedved. Che colpisce addirittura due legni. Un palo e una traversa. Il palo, in sospetto fuorigioco, non ravvisato, non concretizzando una magia di Del Piero in rifinitura, la traversa di testa. Juve sfigata. E sotto all'intervallo. DENTRO GIOVINCO - Ranieri cambia negli spogliatoi. Fuori Poulsen. In campo Giovinco. Che gioca da esterno sinistro, con Nedved che scala al centro. Juve tutta sbilanciata in avanti. PALO DORIA - La Samp ha l'occasione di chiudere la gara. Fortuita. Con la traversa di Cassano: sul suo cross la deviazione di Molinaro aveva lasciato fermo Buffon. Autorete sfiorata. PARI JUVE - Pericolo scampato per i bianconeri. E pari che arriva subito dopo. Giovinco da sinistra suggerisce per Amauri, che di testa trova l'1-1. Strameritato dalla Juve. Che insiste. E colpisce una traversa (e poi il palo, con una traiettoria beffarda) su punizione da sinistra con il solito Del Piero, già a segno sei volte su punizione in questa stagione. Porta stregata. La Juve frena ancora. Nel girone di ritorno i punti sono solo 7 in 5 partite.
Samp: Cassano non basta
inserito da Add.stampa il 9 Feb 2009 Finisce 2-2 la sfida di Marassi: ospiti avanti con l'ex Vergassola, Bellucci e Pazzini ribaltano il risultato e poi è il neoentrato Maccarone a fissare il pareggio. Nel finale i toscani sfiorano il colpaccio L'esultanza di Bellucci (sin, 33 anni) e Pazzini (dx,. 24). Ansa GENOVA, 8 febbraio 2009 - Finisce 2-2 tra Sampdoria e Siena, punteggio che rispecchia i valori messi in campo da due squadre desiderose di mantenersi lontane dalla zona retrocessione. Ospiti in vantaggio con l'ex Vergassola, pareggio dei padroni di casa a fine primo tempo con Bellucci e vantaggio interno con Pazzini in avvio di ripresa; al 34' è il neoentrato Maccarone e fissare il definitivo pareggio. Con questo risultato il Siena è ora 12° con 26 punti e la Sampdoria resta 15ª con 25. La formazione di Giampaolo arresta la serie di 11 partite senza pareggi (4 vinte e 7 perse), la serie di 4 trasferte consecutive senza fare punti e interrompe un digiuno esterno di 383 minuti. PRIMO TEMPO - Mazzarri sceglie uno schieramento offensivo con Bellucci e Cassano di supporto a Pazzini. Giampaolo mischia le carte e preferisce Calaiò a Maccarone e mette Coppola di contenimento al posto di Codrea. La prima fiammata arriva dopo 55 secondi: Cassano entra in area da sinistra, mette al centro e Pazzini è troppo arretrato e di poco manca l'aggancio a colpo sicuro. Il fantasista barese gioca 20 minuti ad alto livello, ma al 21' il colpo di scena: Ferri, appena entrato al posto dell'acciaccato Lucchini, sbaglia un disimpegno nella propria area, Vergassola è favorito da un rimpallo e da pochi metri insacca. Il centrocampista ligure, in forza alla Sampdoria dal 1996 al 2001, è alla quinta rete in carriera contro la sua ex squadra. I blucerchiati si spengono, sembrano non trovare la chiave giusta per attaccare, ma a sorpresa al 47' trovano il mondo per andare al riposo in parità: tiro di Pieri, Curci anticipa bene Pazzini e sulla respinta Bellucci, a secco dal 14 dicembre, da pochi passi segna senza problemi. SECONDO TEMPO - Si torna in campo e Cassano suona la carica. Quasi tutto suo il merito del vantaggio al 6': salta due avversari, prende il fondo e da destra serve Pazzini che appoggia in rete a porta vuota. Giampaolo si affida a Codrea e Amoruso, quest'ultimo subito molto propositivo e desideroso di trovare il gol con l'11ª diversa maglia in serie A. La prima vera chance al 27': cross di Galloppa da destra, Amoruso gira molto bene di testa e Castellazzi respinge in tuffo. Al 30' la Samp potrebbe chiude i conti: Cassano che regala un assist a Padalino che da pochi metri manda alto e spreca un gol praticamente fatto. Entra anche Maccarone ed è subito decisivo: al 34' cross di Galloppa da destra, la punta del Siena sul primo palo, contrastata da Gastaldello, tocca e mette in rete. Il finale è tutto ospite e la beffa è solo sfiorata: al 46' Amoruso salta Castellazzi e poi inciampa quasi a porta vuota, sugli sviluppi è Maccarone da ottima posizione che spreca; al 48' Ghezzal dal limite manda la palla a lato di poco con Castellazzi fuori gioco. Mazzarri: "Gara nata in salita" Walter Mazzarri commenta il pareggio interno col siena: "Siamo partiti bene, abbiamo creato 2-3 palle gol importanti, poi è stata una rincorsa contro una squadra forte e organizzata. Nel momento in cui siamo andati avanti, per assurdo siamo calati, questo anche per il gran dispendio di energie che abbiamo messo in campo per recuperare una gara che era nata in salita. Abbiamo giocato con tre attaccanti puri e tutto il resto della squadra ha pagato questo sforzo. Peccato per il calo nel finale di partita e il Siena ha meritato di pareggiare. Riflettiamo sugli errori e andiamo avanti". (gasport)
Pazzini illude la Samp
inserito da Add.stampa il 1 Feb 2009 Pazzini illude la Samp Ma Rigoni rovina la festa Finisce 1-1 al Bentegodi nello scontro salvezza. Dopo un primo tempo anonimo l'ex della Fiorentina trova un gol spettacolare. Passano 2' e il Chievo pareggia con un colpo di testa del centrocampista. Risultato giusto Un contrasto tra Cassano (a sin.) e Luciano. Ansa VERONA, 1 febbraio 2009 - Segna poco, ma quando capita spesso bisogna alzarsi in piedi ad applaudirlo. Giampaolo Pazzini è così. Piazza una mezza rovesciata vincente da fuori area, ma due minuti dopo un Rigoni qualsiasi (con tutto il rispetto per il giovane centrocampista del Chievo) raddrizza la situazione. Il resto è Chievo-Samp, sfida salvezza al bromuro per 80', ravvivata da due giocate per l'1-1 finale. Un risultato giusto che serve più ai blucerchiati. Vista la vittoria del Lecce, infatti, i veronesi ora sono a -4 dal quart'ultimo posto. Nonostante un 2009 ancora senza sconfitte. CENTROCAMPO INEDITO - Mandelli, Marcolini e Pinzi: tre squalificati nel Chievo. Non mezza squadra, ma quasi. Di sicuro mezzo centrocampo, ridisegnato da Di Carlo con Luciano dietro le punte e Rigoni a tamponare. Mazzarri chiude l'emergenza in difesa e apre quella dei mediani. Così Ziegler deve improvvisarsi interno e Sammarco esterno di destra. FASCIA SINISTRA - Freddo atmosferico e freddo nelle gambe: l'inizio è molto al rallentatore. Persino Cassano sembra coinvolto nel sonnambulismo generale. La partita, in fondo, è uno scontro-salvezza, e il minimo errore può costare caro. Tra i più attivi nella Sampdoria c'è Pieri, ma i suoi cross dalla sinistra non vengono mai sfruttati. Pazzini, in tal senso, non fa pervenire notizie di sé. Il Chievo, dal canto suo, per mezz'ora buona sta sulle sue. PALO LITUANO - Così capita che Stankevicius, scivolando, riesca a calciare comunque. Sorrentino, con occhio invidiabile, lascia andare la palla sul palo esterno e poi fuori. Il portiere veronese deve almeno allungarsi per mettere in corner una punizione di Palombo. Queste sono le uniche vere occasioni da gol per la Samp, oltre che dell'intero primo tempo. I blucerchiati, per non farsi mancare proprio niente, devono anche rinunciare a Delvecchio, che si fa male in uno scontro con Mantovani. Dentro il baby Mustacchio. LA SVEGLIA DEL PAZZO - Poca incisività in attacco? E allora Di Carlo sacrifica un evanescente Esposito per inserire Makinwa. Un po' di profondità in più il nigeriano la dà, e infatti il gioco del Chievo cresce. Non a livelli stratosferici, va detto. Così la partita torna sui suoi ritmi alla camomilla. Fino al 25' quando, letteralmente dal nulla, arriva il gol della Sampdoria. Palombo butta la palla in avanti un po' a casaccio, Pazzini stoppa e tira al volo da fuori area. Sorrentino non può farci nulla ed è l'1-0. TESTA DI RIGONI - Nel momento più difficile dal punto di vista mentale il Chievo reagisce alla grande. Guadagna un corner, su cui svetta Yepes; la sponda del colombiano favorisce Rigoni, che di testa supera Castellazzi. Paura subito annientata, e qui si vede che le due squadre si accontentano del pareggio. Anche se Foquinha, entrato da dieci secondi, sfiora il vantaggio con un sinistro da fuori. Le buone notizie da Siena non arrivano, e così sorride di più la Sampdoria.
Samp, ci pensa Cassano
inserito da Add.stampa il 30 Jan 2009 Samp, ci pensa Cassano Lazio sempre più giù La squadra di Mazzarri, dopo un primo tempo in sordina, cresce nella ripresa spinta da una prodezza dell'attaccante e torna a vincere in casa dopo due mesi. Biancocelesti a picco: secondo k.o. consecutivo Cassano ha trascinato la Samp nella vittoria sulla Lazio. Ap GENOVA, 28 gennaio 2009 - Da una parte c'è una squadra, la Samp, che non vince in casa da due mesi. Dall'altra una Lazio che vuole rimediare alla figuraccia di domenica, con la pesante sconfitta subita contro il Cagliari. La spunta la Samp (guarda la sintesi), trascinata da Cassano, autore dello splendido gol che in avvio di ripresa porta in vantaggio i blucerchiati. Nella Samp incerottata (7 indisponibili fra squalificati e infortunati) si rivede Cassano, che torna a far coppia con Bellucci, in campo al posto dello squalificato Pazzini. Zarate paga il momento-no con la panchina: in attacco Delio Rossi schiera il tandem Pandev-Rocchi, supportati alle spalle da Mauri; in porta spazio a Muslera. GOL DELVECCHIO - Dopo qualche scaramuccia iniziale, al 13' la Samp passa in vantaggio: calcio di punizione di Ziegler dalla destra, il sinistro dello svizzero pesca Delvecchio tutto solo sul secondo palo, Muslera non esce e per il centrocampista è facile toccare in rete il suo quinto gol stagionale. Da una bella notizia a una cattiva: Padalino ha un problema allo stomaco ed è costretto a uscire al 15'; al suo posto entra Dessena. ROCCHI IMPATTA - Il vantaggio non sembra però galvanizzare i blucerchiati, che iniziano invece a subire l'iniziativa della Lazio: al 17' Pandev sfiora il pareggio con un'azione solitaria, conclusa da un destro a girare di poco alto. La Samp è troppo prevedibile, con Cassano poco incisivo. Al 29' gli ospiti agguantano il pareggio: lungo lancio di Ledesma, Gastaldello salta a vuoto, Rocchi anticipa Stankevicius, controlla di petto e con un destro a incrociare batte Castellazzi. E' il 79° gol di Rocchi con la maglia della Lazio. Pochi minuti Cassano, lanciato da Palombo, non aggancia e perde una buona occasione. Nel finale di primo tempo la squadra di Rossi sfiora il vantaggio con destro di Rocchi respinto con i pugni da Castellazzi. CASSANO IN CATTEDRA - Dopo il riposo Rocchi, autore del gol laziale, resta a sorpresa negli spogliatoi per far posto a Zarate. Gli ospiti riprendono il discorso dove l'avevano interrotto, attaccando a man salva. Poi sale in cattedra Cassano, fin lì poco più che inesistente, e la partita cambia: al 6' si inventa una grande azione personale sulla sinistra, supera due difensori, si accentra e con un destro a girare batte Muslera: 2-1. Tre minuti dopo un corner dell'attaccante blucerchiato trova Stankevicius colpevolmente solo in area, per il lituano è facile infilare di testa la rete del 3-1. La Lazio, scossa, rischia di subire il quarto gol al 19', quando Cassano cade in area dopo un contatto con Lichsteiner. Ayroldi assegna il rigore, ma Bellucci spreca tutto calciando troppo centrale, Muslera respinge. LAZIO INTONTITA - Delio Rossi prova a mischiare le carte per dare maggiore vivacità alla squadra: fuori Meghni e Mauri, dentro Foggia e Matuzalem, che rivede il campo dopo quattro mesi. Ma la Lazio sembra intontita dall'uno-due subito e attacca con poco costrutto, troppa foga e affidandosi soprattutto alle azioni personali. E' il modo migliore per facilitare il compito della Samp nel finale.
Adriano tiene l\'Inter davanti
inserito da Add.stampa il 25 Jan 2009 Adriano tiene l'Inter davanti Mou espulso e contento Un gol del brasiliano nel recupero del primo tempo permette ai nerazzurri di battere la Sampdoria 1-0, e di tornare da soli in testa alla classifica. Partita tesa, con l'allenatore portoghese cacciato da Celi per proteste. Infortuni per Samuel e Chivu Adriano (a dx) in acrobazia segna l'1-0 per l'Inter. Reuters MILANO, 25 gennaio 2009 - Ancora Adriano, ancora Inter. La testa della classifica non cambia dopo il posticipo della prima giornata di ritorno, risolto dal brasiliano con un gol alla fine del primo tempo. Partita tesa, con tante ammonizioni e il "rosso" a Mourinho per proteste. Nel finale proteste blucerchiate per un intervento di Cordoba su Pazzini e una grande parata di Julio Cesar su Dessena. FIDUCIA AL BABY - Nella prima notte senza Ibrahimovic, in tribuna con cappello blu anticongelamento, Mourinho rinuncia alla tentazione delle tre punte. E invece alla lettura delle formazioni la novità è un’altra: c’è Santon, alla seconda da titolare in cinque giorni. Cordoba e Maxwell? In panchina. Davanti spazio a Mancini, al quale il portoghese restituisce i gradi di titolare dopo quasi tre mesi in campionato, anche se la collocazione è infelice. L’ex romanista gira attorno ad Adriano senza rendersi utile: dovrebbe spingere e cercare di dettare il passaggio sulla fascia di competenza, ma è fuori ruolo, va per vie centrali e quindi finisce nell’imbuto creato dalla Samp. BOLLETTINO - Il gol di Adriano nel recupero del primo tempo è una pepita d’oro pescata dall’Inter nelle rapide di un primo tempo caotico. In 48 minuti si contano più calci che tiri, con 6 ammoniti, l’espulsione di Mourinho per proteste, e almeno 4 feriti "di guerra": Cambiasso e Muntari, in campo a mezzo servizio, Samuel e Raggi, successivamente sostituiti per problemi muscolari. ADRIANO III - Anche se nessuno riesce a imporre la propria legge, va detto che sono i nerazzurri ad avere in mano il pallino. In caso di impasse la prima della classe ha sempre un terzino in grado di spostare gli equilibri. E la cosa si rivela determinante, visto che è proprio Maicon a innescare Adriano per l’1-0, al sesto centro stagionale, il terzo in tredici giorni mettendo insieme campionato e Coppa Italia. Un’altra conferma della crescita dell’Imperatore, nonostante un "pugnetto" a Gastaldello (a rischio di prova tv) non visto dall’arbitro qualche minuto prima del gol. DORIA DECIMATA - Mazzarri ottiene poco dai suoi in attacco, ed è comprensibile considerati tutto i guai difensivi, sia quelli messi nel conto prima di arrivare a San Siro, sia quelli piovuti a partita iniziata, vedi gli infortuni di Gastaldello e Raggi. Sammarco ha una bella opportunità ma la spreca malamente (21’), Stankevicius e Dessena non vanno oltre uno sfortunato tiro al bersaglio, e su Pazzini chiudono puntualmente Cordoba e Julio Cesar in una delle rare verticalizzazioni. ROSSO E PROTESTE - Questa prima giornata di ritorno verrà ricordata anche per la prima espulsione "italiana" di Mourinho, motivata da Celi con le proteste dello "Speciale". Un fatto poco sorprendente al termine di una settimana così densa di polemiche, che tanto per gradire si accumulano anche dopo Inter-Sampdoria, con le proteste di Pazzini per un presunto mani di Cordoba e soprattutto per un "placcaggio" sospetto in area a 10' dalla fine. PALLA AI PORTIERI - Nella parte bassa della tribuna l’allenatore che non sentiva "la pressione della Juve prima di affrontare la Sampdoria" annota soddisfatto le conclusioni di Stankovic, una respinta da Castellazzi alla fine del contropiede gestito da Mancini, l’altra dalla traversa, e di Muntari, stoppato da una grande parata del portiere. L’ultima mezz’ora riserva una brutta notizia all’uomo di Setubal, che dopo Samuel perde anche Chivu e chiude con Cambiasso centrale difensivo. Una nota stonata in una serata positiva, che consente ai nerazzurri di confermarsi soli in testa alla classifica nonostante l’assalto della Juve. Il punteggio resta quello scritto nel primo tempo grazie alla prontezza dei portieri: Julio Cesar mette a repentaglio un ginocchio per opporsi a Pazzini, Castellazzi è bravissimo su Stankovic e Muntari. Sull’ultimo tentativo di Dessena da fuori area Julio Cesar si supera deviando in angolo. E’ la pietra sul quarto 1-0 in campionato, con in più la speranza di aver davvero recuperato un attaccante che pareva perduto.
Coppa, Samp in semifinale
inserito da Add.stampa il 22 Jan 2009 Coppa, Samp in semifinale
In Coppa Italia i blucerchiati battono l'Udinese 5-2 dopo i rigori. I tempi regolamentari e quelli supplementari si erano chiusi sull'1-1, gol di Pazzini e Di Natale che all'89' sbaglia dal dischetto dopo avere pareggiato sempre grazie a un penalty. Mirante para i tiri di D'Agostino e Pepe La Samp festeggia la promozione in semifinale. Ansa UDINE, 21 gennaio 2009 - All'ultimo rigore la Sampdoria si sbarazza dell'Udinese e conquista un posto nelle semifinali di Coppa Italia dove dovrà vedersela contro una tra Napoli e Juventus. Dopo 120' minuti, sul risultato di 1-1, gol di Pazzini e Di Natale (dal dischetto), i blucerchiati non sbagliano nella roulette finale. Eroe della serata è Mirante che para i tiri di D'Agostino e Pepe. PAZZINI IN PRIMA FILA - Le più deluse, ma anche le più deludenti del campionato, si affrontano applicando il consueto turnover, di moda soprattutto quando va in scena la Coppa Italia. Ma Marino, pur usufruendo di alcune seconde linee, nel tridente con Asamaoh e Pepe, infila anche Di Natale. La Samp scende in campo con Mirante in porta e Padalino in mezzo al posto di Palombo. Due soli cambi, anche se i liguri devono fare a meno di Accardi dopo solo tre minuti per un infortunio. Gli subentra Gastaldello. SOLO UN TIRO IN PORTA - La partita del dentro o fuori, giocata davanti a una manciata di spettatori infreddoliti, non regala emozioni. Anzi scivola via all'insegna del tatticismo più esasperato. Un dato basta avanza: l'Udinese nella prima frazione non tira mai in porta, la Samp solo una volta. A dire il vero l'Udinese ci prova di più, ma solo fino agli ultimi venti metri, dove la Samp oppone adeguata resistenza. Ed è proprio la squadra blucerchiata a cogliere il massimo passando in vantaggio al 10' della ripresa. Il gol lo segna Pazzini, fino a quell'istante defilato, ma anche pesantemente marcato. E' un diagonale sporco che si infila alla destra di Handanovic. SANCHEZ CALMBIA VOLTO - Marino corregge subito la squadra: dentro Sanchez e D'Agostino, fuori Tissone e Obodo. Due cambi che cambiano l'atteggiamento dei bianconeri. Il pareggio arriva al 18', ma il rigore concesso da Pierpaoli è fin troppo generoso. Lo trasforma Di Natale con un colpo preciso che si infila nell'angolo alla destra di Mirante. L'attaccante potrebbe raddoppiare subito dopo, ma il portiere blucerchiato risponde con i pugni. Mazzarri toglie Ziegler per Pieri, ma è Pepe a mancare il 2-1, concludendo dalla distanza oltre la traversa d'un soffio. DI NATALE FALLISCE - La palla gol ce l'ha anche Delvecchio al 40', ma il suo tiro a colpo sicuro viene ribattuto da Felipe che si immola. Al 43' Sanchez, che ha cambiato il volto dell'Udinese, fa i numeri in area e viene steso: questa volta il rigore è sacrosanto, ma la palla-gol di Di Natale va a stamparsi sul palo. Inevitabili i supplementari. La Samp li inaugura con Palombo al posto di Raggi. Il blucerchiato va a posizionarsi al centro della difesa. E' invece Zapata sul fronte opposto a sostituire Felipe. I supplementari non aggiungono nulla di nuovo. E i rigori promuovono la Samp.
Samp, occasione sprecata
inserito da Add.stampa il 11 Jan 2009 Samp, occasione sprecata Domizzi salva l'Udinese Steccano tutti i solisti: finisce 1-1 una partita piuttosto brutta, con i doriani che dopo il gol di Delvecchio non approfittano di un'Udinese scoraggiata. Ma la crisi dei friulani non sembra ancora risolta Quagliarella contrastato da Franceschini. LaPresse UDINE, 11 gennaio 2009 - Tre punti in nove gare. Tre pareggi casalinghi e sei sconfitte, di cui l'ultima prima della sosta, a San Siro col Milan, francamente imbarazzante. Bastano pochi dati a fotografare la crisi dell'Udinese, una squadra che è passata dal ruolo di rivelazione d'inizio stagione a quello di sbiadita comparsa dopo un periodo davvero disastroso, che a messo in discussione anche la panchina di Marino. L'1-1 tra i friulani e la Samp è il classico risultato che non soddisfa nessuno: non l'Udinese, che delude sul piano del gioco e rinvia la necessaria vittoria-elettroshock, e nemmeno la Samp che avrebbe dovuto gestire meglio il vantaggio contro una squadra impaurita. TONI BASSI - Marino, dopo l'imbarazzante difesa a tre esibita davanti al Milan, passa alla retroguardia a quattro e rilancia il rientrante Tissone e Obodo, che però ormai non è nemmeno l'ombra del giovane campioncino ammirato ai tempi del Perugia di Gaucci. Davanti il tridente Pepe-Quagliarella-Di Natale è appannato, ma la Samp, con un 4-4-2 che diventa 3-5-2 dopo il veloce infortunio a Campagnaro, si limita a una fase difensiva attenta e ordinata. La sensazione è che se i doriani ci avessero creduto di più le cose sarebbero cambiate, ma non è facile con un Cassano in cattiva giornata e senza una prima punta di peso (Bonazzoli ormai langue in panchina) in organico. TUTTO IN 5 MINUTI - Dopo un primo tempo scialbo, in cui manca un rigore per parte (Coda su Padalino e Ziegler su Pepe), la partita resta bruttina anche nella ripresa, con l'equilibrio rotto dal bel colpo di testa di Delvecchio su corner. Qui la Samp dovrebbe infierire su una squadra che sembra scoraggiata. Ma invece l'episodio premia Marino, con la mischia nata dalla punizione di D'Agostino e risolta da Domizzi dopo un'ostruzione di Obodo apparsa al limite. Si vede anche Di Natale, che di destro sfiora il 2-1. Ma sarebbe stato troppo per una partita in cui nessuna delle due avrebbe meritato di vincere.
Samp, occasione sprecata
inserito da Add.stampa il 11 Jan 2009 Samp, occasione sprecata Domizzi salva l'Udinese Steccano tutti i solisti: finisce 1-1 una partita piuttosto brutta, con i doriani che dopo il gol di Delvecchio non approfittano di un'Udinese scoraggiata. Ma la crisi dei friulani non sembra ancora risolta Quagliarella contrastato da Franceschini. LaPresse UDINE, 11 gennaio 2009 - Tre punti in nove gare. Tre pareggi casalinghi e sei sconfitte, di cui l'ultima prima della sosta, a San Siro col Milan, francamente imbarazzante. Bastano pochi dati a fotografare la crisi dell'Udinese, una squadra che è passata dal ruolo di rivelazione d'inizio stagione a quello di sbiadita comparsa dopo un periodo davvero disastroso, che a messo in discussione anche la panchina di Marino. L'1-1 tra i friulani e la Samp è il classico risultato che non soddisfa nessuno: non l'Udinese, che delude sul piano del gioco e rinvia la necessaria vittoria-elettroshock, e nemmeno la Samp che avrebbe dovuto gestire meglio il vantaggio contro una squadra impaurita. TONI BASSI - Marino, dopo l'imbarazzante difesa a tre esibita davanti al Milan, passa alla retroguardia a quattro e rilancia il rientrante Tissone e Obodo, che però ormai non è nemmeno l'ombra del giovane campioncino ammirato ai tempi del Perugia di Gaucci. Davanti il tridente Pepe-Quagliarella-Di Natale è appannato, ma la Samp, con un 4-4-2 che diventa 3-5-2 dopo il veloce infortunio a Campagnaro, si limita a una fase difensiva attenta e ordinata. La sensazione è che se i doriani ci avessero creduto di più le cose sarebbero cambiate, ma non è facile con un Cassano in cattiva giornata e senza una prima punta di peso (Bonazzoli ormai langue in panchina) in organico. TUTTO IN 5 MINUTI - Dopo un primo tempo scialbo, in cui manca un rigore per parte (Coda su Padalino e Ziegler su Pepe), la partita resta bruttina anche nella ripresa, con l'equilibrio rotto dal bel colpo di testa di Delvecchio su corner. Qui la Samp dovrebbe infierire su una squadra che sembra scoraggiata. Ma invece l'episodio premia Marino, con la mischia nata dalla punizione di D'Agostino e risolta da Domizzi dopo un'ostruzione di Obodo apparsa al limite. Si vede anche Di Natale, che di destro sfiora il 2-1. Ma sarebbe stato troppo per una partita in cui nessuna delle due avrebbe meritato di vincere.
Dopo i botti di capodanno,per il mercato niente
inserito da Presidenza il 7 Jan 2009 Le Feste sono finite,ci si aspetta in ritardo i botti di Gennaio,per il Pianeta Sampdoria,
Auguri dal Presidente,Roberto Giordano
inserito da Presidenza il 25 Dec 2008 A nome di tuti i soci del Club Sampdoria Sangue Blu...Blucerchiato,Auguro Buon Natale a tutti i Sampdoriani a:Sampierdarena,a Genova,in Liguria,nel Settentrione,in Italia,in Europa,nel Mondo,nel Sistema Solare e nell'Universo,e noi Come Satellite,Auguriano al Nostro Pianeta,Auguri di pronta guarigione nell'anno 2009,supportato da qualche nuovo arrivo.
21 dicembre 2008
inserito da Add.stampa il 21 Dec 2008 Una faccia che decisamente non si addice al clima natalizio. È quella dell'allenatore della Sampdoria, Walter Mazzarri, subito dopo il k.o. di Marassi con la Fiorentina: "I ragazzi hanno dato tutto, ma erano stremati. Dopo il gol di Montolivo abbiamo provato a recuperare - ha detto il tecnico blucerchiato - ma non siamo stati capaci di fare gol. Nel finale abbiamo messo sotto la Fiorentina, ma abbiamo anche rischiato diverse volte di prendere gol in contropiede. Nel complesso è stata una partita equilibrata, decisa a favore della squadra di Prandelli da un episodio". Nessun commento, invece, sulla respinta di Frey quando il pallone, secondo i blucerchiati, aveva già superato la linea di porta: "Non ho voluto rivedere le immagini - ha tagliato corto Mazzarri - valutate voi. Ma quando la gara finisce non conta più niente".
Fiorentina, un dolce Natale
inserito da Add.stampa il 21 Dec 2008 I viola vincono in trasferta per 1-0 grazie a una rete del centrocampista nel primo tempo. Ai liguri non bastano le giocate di Cassano, toscani più volte pericolosi in contropiede L'esultanza di Montolivo dopo il gol dell'1-0. Ansa GENOVA, 21 dicembre 2008 - Tra Sampdoria e Fiorentina il Natale migliore è quello dei toscani. I viola di Prandelli hanno espugnato Marassi con un gol di Montolivo al 19’ del primo tempo e agganciato così il terzo posto scavalcando il Napoli in attesa della partita del Milan. Tre punti pesantissimi che chiudono così un bel periodo, coronato dall’ingresso in coppa Uefa e una grande risalita in classifica. Restano solo i grandi rimpianti per la qualificazione Champions mancata. La Samp non ha demeritato, ma anche oggi si è visto che Cassano predica un po’ troppo da solo. EMOZIONANTE - Primo tempo molto emozionante malgrado un terreno di gioco in pessime condizioni. La Fiorentina è partita decisa con buone geometrie che hanno creato diversi problemi al centrocampo dei padroni di casa. Come al 9’: molto bella la discesa di Santana sulla destra, cross su primo palo e girata di testa pericolosa di Gilardino, fuori di poco. La supremazia dei viola si concretizza al 19’ quando Kuzmanovic, il migliore, si libera sulla fascia, si accentra e crossa rasoterra al limite per l’accorrente Montolivo che di destro trova il quasi introvabile varco tra la manona di Castellazzi e il palo. COLPO SU COLPO - È l’1-0 che accende la partita. La Samp non ci sta e reagisce bene. Stankevicius è il primo a provarci liberandosi in area ma calciando alto. La Fiorentina ha avuto solo il demerito di non trovare il raddoppio. Al 27’, infatti, Mutu scattato sul filo del fuorigioco si è mangiato il 2-0. E’ questa la fase più eccitante della partita con le due squadre a viso scoperto che si rispondono colpo su colpo. Può accadere di tutto e difatti al 30’ Delvecchio di testa fa gridare al gol: Frey da vero gatto respinge però la palla già destinata alla rete. E un minuto dopo tocca a Gilardino sprecare tutto cercando un improbabile assist per Santana. Il tempo si chiude con un colpo di testa di Gilardino fuori di poco e un palo esterno di Cassano. MOVIOLA - Nella ripresa si è andati avanti con lo stesso copione: Samp generosamente (e un po' confusamente) all’attacco e Fiorentina pronta a colpire (più a sprecare in verità) in contropiede. Due episodi da moviola hanno un po’ acceso gli animi al 7’ (atterramento di Sammarco) e al 23’ (tocco di mano di Kroldrup in area), forse più sospetto il secondo. In mezzo un palo di Mutu e una strepitosa parata di Castellazzi su Kuzmanovic, il migliore in campo insieme a Felipe Melo e Cassano. L’1-0 non si è più sbloccato.
Bellucci più Padalino
inserito da Add.stampa il 15 Dec 2008 Primo successo esterno per i blucerchiati, che vincono 2-0 al Granillo. Cassano si sveglia nella ripresa, propizia un rigore e serve un assist. Reggina sempre più giù Il rigore dell'1-0 calciato benissimo da Bellucci. Ap REGGIO CALABRIA, 14 dicembre 2008 - Un tempo a sonnecchiare, l'altro a spiegare calcio: Antonio Cassano è così. Di conseguenza, anche la Sampdoria. Pazienza che i due gol che hanno steso la Reggina siano stati di Bellucci (su rigore) e Padalino; la firma del talento barese c'è lo stesso. Prima vittoria esterna dei blucerchiati, che si allontanano dalla zona calda. Dove, invece, c'è in pieno la squadra calabrese. CASTELL..OUT - Orlandi deve rinunciare a Vigiani: al suo posto, in mezzo al campo, Tognozzi. Trazione anteriore davanti, con Cozza-Brienza dietro Corradi. Mazzarri, accolto come un eroe al Granillo, nel riscaldamento perde Castellazzi. Titolare, dunque, torna Mirante. Cassano-Bellucci è la coppia d'attacco canonica. QUALCOSA A SINISTRA - Tra i più attivi, da subito, in casa Samp, c'è Padalino. A destra, quando attacca, è imprendibile; peccato che non difenda, lasciando voragini a Brienza, che va a spostarsi lì, Barreto e Costa. La Reggina sfonda spesso e volentieri sul suo fronte destro. Manca l'ultimo passaggio, ma le folate fanno paura. L'occasione migliore, comunque, capita da corner: tiraccio di Carmona che finisce a Barreto, in area. Il paraguaiano calcia talmente male che la palla sfiora il fallo laterale. AHI DESSENA - Cassano non si accende. E di conseguenza la Samp tutta resta al buio. Solo un tiro da trenta metri per FantAntonio, respinto da Campagnolo. Per il resto, poca roba. In generale. Da rimarcare, tra gli episodi, il brutto (pare) infortunio di Dessena: l'ex parmense, nel tentativo di rinviare, sbatte la sua gamba contro il piede di Cozza. Risultato, la scarpa vola via e il centrocampista blucerchiato esce dal campo in lacrime. TRAVERSA CORRADI - Eppure colui che entra al suo posto, e cioè Stankevicius, riequilibra l'assetto tattico doriano. Perché con lui, sulla destra, la Reggina non passa più. Sistemata la fase difensiva, la Samp può dedicarsi ad attaccare. E lo fa con profitto, nonostante il brivido (casuale, peraltro) di una traversa colta da Corradi con un cross sbagliato. CIRILLO, CHE FAI? - Finalmente Cassano inizia a spiegare calcio. Prima dà a Pieri un assist esemplare, sprecato malamente dal mancino. Poi in un momento della partita dove sembra prevalere il "non facciamoci male", il barese supera Cirillo che lo sgambetta nettamente. Rigore trasformato da Bellucci con una sberla sotto la traversa. I padroni di casa non hanno le forze per reagire nell'ultimo quarto d'ora, privi pure del fosforo di Cozza (sostituito da Di Gennaro). SVIZZERO - In contropiede, puntuale, arriva il 2-0. La mente è sempre Cassano, che da sinistra taglia alla perfezione per Padalino. Lo svizzeroaccorre a tutta velocità e a porta vuota non può sbagliare. Fine dei giochi. La prima vittoria in trasferta della Samp è realtà. Dopo una pausa di 45 minuti, ma va bene così. Reggina al terzo risultato negativo e sempre più in basso. Meno male per i calabresi che le dirette rivali nella lotta alla salvezza viaggiano pure loro al rallentatore.
Il derby è del Genoa: 1-0
inserito da Add.stampa il 7 Dec 2008 Milito stende la Sampdoria
Un fantastico colpo di testa del Principe a inizio secondo tempo decide l'atteso match della 15ª. Fuorigioco dubbio su un gol annullato a Fornaroli. Partita non bella con 11 ammoniti e 58 falli L'esultanza di Milito per il gol decisivo del derby. Ansa GENOVA, 7 dicembre 2008 - I tifosi del Genoa aspettavano una vittoria nel derby da 7 anni, il Principe non ha tradito i suoi sudditi. Quinto minuto della ripresa: punizione dalla destra, palla tagliata a centro area e fantastico colpo di testa di Diego Milito. Proprio sotto la curva rossoblù in delirio. È questo il gol che ha deciso l’atteso derby della Lanterna, posticipo della 15ª giornata. Alla Sampdoria non sono bastati i lampi di Antonio Cassano, unico ad accendere la luce tra i suoi. Ci saranno forse un po’ di polemiche per un gol annullato a Fornaroli in dubbio fuorigioco. Ma nel complesso la vittoria genoana è stata meritata, il Grifone ha giocato meglio. NON BELLO - Di sicuro è stato un derby non bello che sarà ricordato anche per gli 11 ammoniti e i 58 falli commessi. Il primo tempo, tanto per dire, è stato un’aggressione continua a centrocampo. I due tecnici hanno chiesto ai loro giocatori un’attenzione ferrea e il risultato è stato un gioco molto spezzettato. Condito subito da 6 cartellini gialli, 4 rossoblù (Biava, Milanetto, Thiago Motta e Sculli) e due blucerchiati (Delvecchio e Franceschini). Così di pericoli per i due portieri se ne sono visti ben pochi. Sicuramente di più (si fa per dire) firmati Genoa che globalmente ha fatto girare meglio la palla. SPUNTI - E naturalmente nelle circostanze in questione non poteva che esserci di mezzo Milito. L’attaccante rossoblù al terzo minuto si è liberato a sinistra in area e di destro ha calciato alto. Poi al 17’ si è guadagnato una punizione al limite dell’area. Posizione invitatante sprecata però con un destro ribattuto dalla barriera. Nella Samp solo Cassano ha avuto gli spunti migliori ma i compagni non l’hanno mai ben assecondato. INFORTUNIO - La ripresa è iniziata nel segno del Genoa che al quinto minuto ha trovato il colpo di testa vincente di Milito. La Samp ha reagito con orgoglio ma ben poche idee: di occasioni gli uomini di Mazzarri ne hanno create pochine per sperare di cavarsela. Dopo due minuti annullato per fuorigioco un gol di Campagnaro. Poi tanti falli e nuovi gialli. Milito è uscito per infortunio, ma Cassano, unico in palla tra i suoi non ha inciso, Delvecchio e Franceschini hanno sempre sbattuto contro i difensori rossoblù. E al 37’ dall’ennesimo pallone scodellato in area è scaturito un assist per Fornaroli che ha battuto Rubinho. Il guardalinee ha annullato per fuorigioco davvero minimo. A letto godendo ci vanno i tifosi del Genoa.
Samp, la testa è al derby
inserito da Add.stampa il 4 Dec 2008 Tutto facile per lo Standard I belgi non hanno nessun problema contro i blucerchiati, apparsi fuori gara fin dall'inizio. Finisce 3-0: risultato fissato nei primi 45'. Ora per andare avanti i doriani dovranno battere il Siviglia a Marassi tra due settimane La festa dei belgi e la delusione dei giocatori della Samp. Afp LIEGI, 3 dicembre 2008 - Non c'è niente di peggio di una trasferta di Coppa Uefa a tre giorni dal derby, la partita che per la Samp e i suoi tifosi vale una stagione. E il 3-0 con cui lo Standard Liegi supera i blucerchiati di Mazzarri è un verdetto non del tutto inaspettato in questo senso. Intendiamoci, i belgi sono una squadra vera, che nel preliminare di Champions ha rischiato di far fuori il Liverpool, salvato da una prodezza di Gerrard. Ma l'impressione è che l'approccio della Samp sia stato sbagliato fin dall'inizio. DISASTRO - Mazzarri lascia in panchina Cassano ma presenta una squadra che tutto sommato non è così distante da quella titolare. I belgi, che davanti hanno qualità, fanno subito capire che vogliono chiudere i conti per la qualificazione. Dopo 2' De Camargo, giocatore piuttosto interessante, sfiora il gol di testa, imitato poco dopo da Jovanovic, che manda alto un sinistro sottomisura non impossibile. Ma la capitolazione è solo rinviata: Jovanovic, vero rebus per Campagnaro, va via sulla sinistra e pennella per la testa di De Camargo. Lo Standard gioca in scioltezza: prima Stankevicius salva un 2-0 su Jovanovic, poi sul susseguente corner Onyewu stacca di testa per il 2-0. I blucerchiati si sbilanciano e con due passaggi lo Standard va a segnare il 3-0 con Jovanovic alla fine di 45' davvero negativi per la samp. ACCADEMIA - Resterebbero 45', ma sono buoni solo per le statistiche. Mazzarri inserisce Cassano, la cui motivazione emerge chiaramente quando con un'apertura totalmente errata manda in porta Jovanovic. Lo Standard spreca per troppa sufficienza più occasioni per il 4-0 e festeggia una qualificazione comunque meritata. Per la Samp verdetto rimandato all'ultima giornata: tra 15 giorni a Marassi bisognerà battere il temibilissimo Siviglia. Ma prima c'è da vincere il derby. Sperando almeno che il riposo agonistico di stasera sia servito a qualcosa.
Stasera ancora Samp Uefa a Liegi
inserito da Add.stampa il 3 Dec 2008
Jeda-gol Samp in barca
inserito da Add.stampa il 30 Nov 2008 Tardiva la reazione Samp Un gol del brasiliano in avvio di ripresa basta al Cagliari per battere i blucerchiati e centrare la quarta vittoria interna consecutiva. La squadra di Mazzarri reagisce solo negli ultimi dieci minuti, quando ormai è troppo tardi Jeda di testa realizza il gol-partita. Ap CAGLIARI, 30 novembre 2008 - Se la Sampdoria ha conquistato un solo punto in trasferta, a fronte dei 15 ottenuti in casa, un motivo ci sarà. Difetto di personalità, problemi psicologici. Se poi di fronte c'è un Cagliari solido e tenace, alla quarta vittoria interna consecutiva, per la squadra di Mazzarri c'è davvero poco da fare. RIENTRI - Giornata di grandi rientri: nel Cagliari c'è Pisano, che non si vedeva da circa un mese; nella Samp Palombo torna a guidare il centrocampo dopo due mesi di stop per infortunio. Allegri schiera un "quasi tridente", con Acquafresca e Jeda supportati da Cossu; Mazzarri propone il solito foltissimo centrocampo, con Cassano e Bellucci a fare da terminali offensivi. I presupposti per una bella partita ci sono tutti, ma il terreno in pessime condizioni per la pioggia caduta in abbondanza durante la notte e un tatticismo estremo contribuiscono a dar vita a un primo tempo ai limiti dell'inguardabile. Pochissimi i sussulti: il primo è al 15', quando dopo una bella azione manovrata della Samp, Sammarco mette al centro da sinistra per l'inserimento di Padalino, che di testa manda alto. POCHE EMOZIONI - Il Cagliari fa molto gioco a centrocampo, Fini cerca di sfruttare gli inserimenti di Cossu e le torri di Acquafresca, ma la difesa della Samp è brava a chiudere tutti gli spazi. Uno scivolone di Castellazzi al 35' in fase di disimpegno, con Acquafresca che per poco non ne approfitta, sveglia i tifosi nella fase più soporifera del match. La partita si anima nel finale: al 38' la squadra di Mazzarri ci prova in contropiede: Cassano in area fra due difensori cerca di piazzare il destro, ma la conclusione è prevedibile e Marchetti blocca. Ancora contropiede blucerchiato al 40': Cassano apre sulla destra per Padalino, cross immediato per Belucci, anticipato da una tempestiva uscita bassa di Marchetti. Allo scadere del primo tempo Jeda prova la conclusione da fuori area, Castellazzi blocca a terra. JEDA-GOL - Il timore che il secondo tempo sia altrettanto brutto viene spazzato via da Jeda, che in avvio di ripresa porta in vantaggio il Cagliari: calcio di punizione di Fini da posizione decentrata, l'attaccante brasiliano si inserisce bene e di testa batte Castellazzi. La Samp impiega qualche minuto a metabolizzare lo svantaggio, poi al quarto d'ora si sveglia, aumenta l'intensità della manovra e con un paio di numeri di Cassano crea scompiglio nella difesa cagliaritana. Il Cagliari è attento e appena può si fa vedere dalle parti di Castellazzi: al 18' Conti ruba palla sulla trequarti e prova subito la conclusione, palla che sfiora il pallo alla sinistra di Castellazzi. Tre minuti dopo ci prova Lopez, su punizione di Fini, a chiudere il match, ma il suo colpo di testa è bloccato dal portiere blucerchiato. RISVEGLIO TARDIVO - Mazzarri prova a scuotere i suoi inserendo Bonazzoli al posto di Palombo (in ombra il suo rientro): la torre della Samp diventa il terminale offensivo, con Bellucci e Cassano alle sue spalle che a turno si inseriscono. Poi Delvecchio prende il posto di uno spento Dessena e Pieri quello di Ziegler. La Samp aspetta gli ultimi dieci minuti per svegliarsi: al 36' Bonazzoli colpisce di testa su un bel cross di Cassano, ma la palla è a lato; al 41' Marchetti blocca con il corpo una pericolosa incursione dello stesso Bonazzoli e sul seguente corner Gastaldello di testa manda alto. Al 44' Delvecchio spreca la più grossa palla gol dei blucerchiati: dimenticato in area dai difensori cagliaritani, mette a lato di testa da ottima posizione. In pieno recupero ci prova ancora Bonazzoli, Marchetti blocca sulla linea di porta. Finisce così, con la Samp in spinta (tardiva) e il Cagliari bravo a difendere il gol di Jeda.
Mazzarri: \"Tedeschi favoriti dal campo\"
inserito da Add.stampa il 29 Nov 2008 27 novembre 2008 - Non una grande Sampdoria, ma il pareggio di oggi contro lo Stoccarda va benissimo a Walter Mazzarri e alla sua Sampdoria. "Conoscevamo la forza della squadra tedesca - spiega il tecnico blucerchiato ai microfoni di La7 a fine partita - che ha giocatori e valori importanti. Oggi poi siamo stati costretti a giocare su un terreno brutto e anche il vento ha condizionato la nostra prestazione. Noi amiamo giocare palla a terra in velocità, oggi era difficile farlo e queste condizioni hanno favorito lo Stoccarda che dal punto di vista fisico è meglio attrezzato di noi. Nel primo tempo certe giocate, con giocatori del calibro di Cassano, potevano finire in maniera diversa. Ci tenevamo a vincere anche se il pari contro una squadra forte come questa ci va benissimo". Va alla grande a Mazzarri che grazie a questo pareggio centra il decimo risultato utile consecutivo migliorando il record di Boskov che si era fermato a 9. "Sinceramente è motivo di grande orgoglio - ammette Mazzarri -, mi sarebbe piaciuto superare il record con una vittoria, non ci siamo riusciti, ma i ragazzi hanno dato tutto e va bene così". Adesso il Cagliari in campionato, poi la sfida di Liegi ancora in Coppa Uefa. "Abbiamo solo un giorno per preparare Cagliari dove troveremo una squadra forte e in forma, noi saremo un po' stanchi, ha ragione Galliani - chiude Mazzarri - quando dice che giocare il giovedì in Uefa ti penalizza in campionato".
Cassano illumina la Samp
inserito da Add.stampa il 23 Nov 2008 Catania sepolto da tre gol Fantantonio sigla una doppietta, preceduta dal gol di Bellucci, e regala ai blucerchiati la quarta vittoria interna consecutiva. Ancora male i rossazzurri in trasferta, dove quest'anno non hanno ancora vinto Bellucci e Cassano, protagonisti del successo sul Catania. Ansa GENOVA, 23 novembre 2008 - La Sampdoria lucida il genietto Cassano e affonda 3-0 il Catania. Una doppietta di Fantantonio, preceduta dalla rete di Bellucci, regala ai blucerchiati la quarta vittoria casalinga consecutiva che li porta a quota 16 in classifica. Il Catania invece incassa la terza sconfitta esterna in sei esibizioni: lontano dalla Sicilia gli uomini di Zenga, fermi a quota 21, non hanno ancora vinto. FORMAZIONI - Mazzarri tiene in panchina Campagnaro, non ancora al meglio, e sceglie Dessena al posto dello squalificato Sammarco. Zenga invece punta sul giapponese Morimoto nel tridente con Paolucci e Mascara. A centrocampo non c'è Carboni, nemmeno in panchina. SUBITO GOL - La gara cambia volto già al 6': Cassano pesca Stankevicius sulla destra, il lituano crossa in mezzo dove Bellucci è prontissimo ad anticipare tutti e beffare Bizzarri. Per l'attaccante è la terza rete stagionale, mentre la difesa del Catania si conferma da rivedere in trasferta, dove ha incassato una rete in tutte le sue sei esibizioni stagionali. GESTIONE - Per la Sampdoria il più è fatto: la squadra di Mazzarrri prova a gestire la partita, affidandosi alle invenzioni dell'ispirato Cassano per fare paura al Catania. Fantantonio gode di assoluta libertà sulla sinistra, trovandosi di fronte Alvarez, che Zenga ha preferito a Sardo affidandogli il compito di spingere sulla destra, cosa che l'argentino fa con continuità ma senza risultati. STERILITA' - I rossazzurri hanno in mano il pallino del gioco senza però riuscire a creare problemi a Castellazzi. Morimoto, che reclama un rigore dopo un contrasto con Pieri, gravita troppo nella zona centrale, non producendo quei movimenti sulle fasce che Zenga vorrebbe per consentire a Mascara di inserirsi centralmente. Il numero 7 prova lo stesso a creare dei pericoli come al 26', quando cerca di sorprendere Castellazzi con un siluro dalla distanza che il portiere blucerchiato riesce a disinnescare. CASSANO - Il copione nella ripresa varia leggermente, con la Sampdoria che stazione più stabilmente nella metà campo avversaria. I blucerchiati affondano soprattutto a destra, dove Stankevicius mette spesso in difficoltà Silvestri. Proprio il lituano dà il via all'azione del raddoppio, battendo una rimessa-corner deviata di testa da Delvecchio. La palla arriva a Cassano, solissimo sul secondo palo, da dove al 62' trafigge Bizzarri segnando la sua 60ª rete in serie A. LEGNO - Il secondo gol manda in crisi il Catania, incapace di reagire nonostante Zenga abbia spedito in campo Plasmati a far coppia con Paolucci, spostando Mascara dietro le punte. La Samp allora ne approfitta per affondare ancora, e al 70' sfiora il terzo gol: Delvecchio si gira in area e manda il pallone sul palo; sulla ribattuta si lancia Gastaldello che di testa non riesce a battere Bizzarri. CLASSE - Un minuto dopo Lucchini salva alla disperata su Paolucci, smarcatissimo a due passi da Castellazzi. Ma il pubblico del Ferraris ha ancora tempo per godersi le giocate di Cassano, spostatosi sulla fascia destra dove Silvestri non riesce ad arginarlo. Il numero 99 offre un saggio di tutta la sua classe all'80', quando se ne va sulla fascia e smarca Bellucci solo davanti a Bizzarri: l'attaccante però spara alto. L'attaccante pugliese nel finale centra la doppietta, infilando Bizzarri sul primo palo e regalando il 3-0 alla Sampdoria, la più larga vittoria stagionale dei blucerchiati.
Festa Samp con Cassano
inserito da Add.stampa il 17 Nov 2008 Festa Samp con Cassano Ma il Lecce non muore mai I blucerchiati battono i pugliesi 3-2 con Delvecchio, una magia di Cassano e Stankevicius. Ma la squadra di Beretta, sotto di due gol a fine primo tempo, riescono a tenere viva la partita fino all'ultimo minuto Antonio Cassano, protagonista nella vittoria della Samp. Ap GENOVA, 16 novembre 2008 - A Marassi la Samp difficilmente fallisce. Se poi si aggiunge la voglia dei blucerchiati di riscattarsi dopo la sconfitta di Napoli, salta fuori questo 3-2 con il quale la Samp ha battuto il Lecce, reduce dal pareggio contro il Milan e da un filotto di tre pareggi consecutivi. Ma è stata una vittori tutt'altro che semplice: merito del Lecce, che ci ha creduto fino alla fine ed è riuscita a tenere viva una partita che sembrava già finita al termine del primo tempo; colpa anche della Samp, che sul 2-0 ha tirato troppo i remi in barca. C'E' CACIA - Novità in formazione in entrambe le squadre: Campagnaro, non ancora al 100%, resta a casa, al suo posto Mazzarri schiera Lucchini sulla destra della difesa; nel Lecce Cacia recupera all'ultimo momento e affianca Tiribocchi nel reparto offensivo, mentre sulla sinistra della difesa a quattro c'è Antunes al posto di Esposito. UNO-DUE - I padroni di casa partono subito forte: sulla destra Antunes soffre le iniziative di un Padalino in palla, ed è proprio da lì che arrivano le azioni più pericolose della Samp. Come quella che all'11' porta i blucerchiati in vantaggio: Cassano allarga sulla destra per Padalino, cross al centro per Delvecchio, che incrocia bene di testa e batte Benussi nell'angolino basso sulla sua destra. E' come sempre il fantasista blucerchiato la chiave di volta della partita: marcato in maniera molto blanda, Cassano è libero di creare, andare al tiro, dare man forte al centrocampo e inserirsi in proiezione offensiva. E' ancora lui il protagonista del raddoppio blucerchiato al 14': l'attaccante chiede e ottiene il triangolo con Bellucci, riprende palla al limite dell'area e di prima intenzione di sinistro batte Benussi con un pallonetto molto vicino all'incrocio dei pali. CENTROCAMPO - Stordito dal doppio vantaggio, il Lecce fatica a reagire, soverchiato dal centrocampo della Samp, sempre in superiorità numerica. La prima azione pericolosa degli ospiti arriva al 16', con un colpo di testa di Ariatti di poco a lato sulla destra della porta difesa da Castellazzi. Il predominio della Samp a centrocampo libera Delvecchio per gli inserimenti: al 20' e al 25' il centrocampista arriva due volte al tiro, ma in entrambe le occasioni è bravo Benussi a bloccare a terra. LECCE DIVERSO - Antunes, troppo incerto sulla sinistra, rimane negli spogliatoi all'inizio della ripresa: al suo posto Beretta inserisce Caserta e passa alla difesa a tre. E' un Lecce diverso quello che torna in campo per il secondo tempo, approfittando anche di una Samp che forse crede di aver già vinto. Al 9' Castellazzi è chiamato all'intervento per bloccare una conclusione da fuori area di Zanchetta. Passa un minuto e gli ospiti accorciano le distanze: Ardito recupera palla sulla trequarti, tocca in profondità per Cacia che da destra mette al centro, dove Tiribocchi è ben piazzato e di testa batte Castellazzi. Il Lecce continua a spingere, Cassano s'innervosisce, la Samp sbanda pericolosamente. STANKEVICIUS GOL - Ma un'invenzione di Stankevicius, un colpo di testa dal limite dell'area con una traiettoria a palombella, trafigge Benussi per la terza volta e rasserena gli animi in casa Samp. Dopo il terzo gol il Lecce sembra spegnersi, ma l'inserimento della terza punta, Konan al posto di Ardito, rilancia i giallorossi, che al 37' accorciano ancora le distanze con Tiribocchi, che di destro batte Castellazzi dopo un'azione confusa in area, sulla quale i blucerchiati protestano per un fallo. Finale confuso, con gli schemi che saltano e il Lecce che fino all'ultimo istante prova a insidiare la porta di Castellazzi.
Coppa Italia, Samp avanti
inserito da Add.stampa il 13 Nov 2008 L'Empoli è domato 2-1
Nel match secco degli ottavi i liguri vincono con le reti di Bonazzoli e Fornaroli (su rigore). Ai toscani non basta Lodi. Molti errori da ambo le parti, i doriani hanno fallito anche un tiro dal dischetto con Ziegler Bonazzoli e Fornaroli coppia gol Samp con l'Empoli. Lapresse GENOVA, 12 novembre 2008 - La Sampdoria accede ai quarti di finale di Coppa Italia. Nel match secco degli ottavi i liguri hanno superato 2-1 l'Empoli con le reti di Bonazzoli e Fornaroli nel primo tempo. Di Lodi il gol dei toscani nella ripresa. Nei quarti la Samp se la vedrà con l'Udinese. Dunque missione compiuta per i padroni di casa anche se con qualche affanno in quella che può essere definita una fiera degli errori da ambo le parti. PICCOLO TROTTO - La partita è viaggiata al piccolo trotto fino al 30' quando i blucerchiati di Mazzarri hanno sbloccato il punteggio con Bonazzoli, tenuto in gioco da Bianco e freddo a segnare l'1-0 da un metro. L'Empoli ha però reagito e al 35' Negrini si è involato sulla fascia destra e di destro ha preso il palo dopo aver saltato Ziegler con un tunnel. Un minuto dopo episodio importante con l'espulsione di Dessena per doppia ammonizione. Ma benché in 10 i padroni di casa hanno trovato il raddoppio con Fornaroli che si è procurato un rigore e lo ha realizzato al 44'. EMOZIONI - Nella ripresa tante emozioni. Baldini ha inserito subito Buscè e Vannucchi per dare più qualità al gioco dei suoi, ma la Samp ha avuto il merito di non arretrare mai, anche in inferiorità numerica. Tanto che al secondo minuto Stankevicius in area ha trovato la mano di Negrini che l'arbitro ha valutato involontaria. Al 17' l'Empoli si è riportato in partita con Lodi, bravissimo di sinistro a battere Mirante. PERICOLO - Mazzarri ha fiutato il pericolo e ha così dato la scossa ai suoi inserendo Cassano. Mossa soprattutto psicologica, riuscita visto che il barese ha subito creato problemi agli avversari servendo un assist perfetto a Delvecchio che però ha sprecato malamente. Al 30' altro erroraccio, stavolta più grave perché su rigore, a firma di Ziegler. Doppia occasione mancata per chiudere la partita che la Samp avrebbe potuto pagare carissima. Un minuto dopo, infatti, Buscè solo davanti a Mirante si fa parare il 2-2. E al 41' tocca ancora a Lodi far tremare i circa 5000 intrepidi tifosi, venuti a Marassi malgrado la pioggia, con una rasoiata di sinistro che ha sfiorato il palo. Nell'assedio finale, la difesa della Samp ha poi chiuso tutti i varchi.
Napoli canta: batte la Samp
inserito da Add.stampa il 10 Nov 2008 e vola al secondo posto I gol di Mannini e Zalayeta stendono i blucerchiati (che recriminano per un gol regolare annullato a Cassano) e fanno volare i partenopei alle spalle dell'Inter Il gol di Mannini che ha dato l'1-0 al Napoli. Ansa NAPOLI, 9 novembre 2008 - Sale il Napoli, che batte 2-0 una discreta Samp, centra la sesta vittoria consecutiva al San Paolo e sale al secondo posto in classifica, in attesa del posticipo di questa sera fra Lecce e Milan. MODULI SPECULARI - Formazioni "quasi" annunciate: il Napoli si schiera con il consolidato 3-5-2 di Reja, con Denis e Lavezzi in attacco; l'unica novità nella Samp, che ha un modulo speculare, è a centrocampo, dove Sammarco riveste il ruolo di playmaker al posto di Dessena, che sembrava favorito per una maglia da titolare alla vigilia. MANNINI-GOL - Il primo tempo è avaro di emozioni: il Napoli cerca di fare la partita ma la Samp è brava a raddoppiare sistematicamente sul portatore di palla e a chiudere ogni varco. Mazzarri, molto prudente in avvio di partita, mantiene molto bassi i due esterni, Padalino e Pieri, che vanno a formare una difesa a cinque. Prima occasione per i partenopei al 10': corner di Gargano, Santacroce svetta più in alto di tutti e di testa manda fuori di poco, sulla sinistra di Castellazzi. Al 22' anche la Samp si affaccia dalle parti di Iezzo: Cassano si libera di Santacroce (bello il duello fra i due) sulla sinistra, serve al centro Delvecchio che, ben appostato in area, viene anticipato d'un soffio da Cannavaro che manda in angolo. Proprio quando la Samp sembra spingere un po' di più, il Napoli colpisce in contropiede: Denis apre per Lavezzi sulla sinistra, il suo tiro-cross trova Mannini, molto bravo a seguire l'azione, tutto solo in area; per l'esterno è un gioco da ragazzi battere Castellazzi. REAZIONE SAMP - Il gol subito sembra animare la Samp, che però fatica a trovare la via della porta: Bellucci è spesso lontano dalla manovra e Cassano non può fare i miracoli. Il primo tempo si chiude con due occasioni per i blucerchiati: al 40' Iezzo esce male su un calcio d'angolo di Bellucci, Gastaldello di testa manda di poco a lato. Un minuto dopo un sinistro di Bellucci in diagonale impegna Iezzo in una parata a terra. SECONDO TEMPO - Il secondo tempo comincia come era finito il primo: squadre bloccate, pochissimi spazi, Samp che cerca di trovare, invano, gli spazi giusti; Napoli che chiude bene e appena possibile riparte in velocità. Al 22' la Samp avrebbe anche trovato la via del gol: Franceschini lancia Cassano in posizione regolare, l'attaccante salva Iezzo in uscita e realizza, ma Rosetti annulla per fuorigioco su segnalazione del guardalinee. L'episodio infervora la Samp, che un minuto dopo va vicinissima al pareggio, ma Blasi e Mannini salvano due volte sulla linea sulle conclusioni di Delvecchio e Franceschini. ZALAYETA RADDOPPIA - Come nel primo tempo, nel momento migliore della Samp il Napoli raddoppia: due giocatori della Samp si scontrano sulla trequarti lasciando campo libero a Lavezzi; l'attaccante arriva fino al limite dell'area e calcia, Castellazzi devia spedendo la palla sui piedi di Zalayeta, che da pochi metri ribadisce in rete. La Samp, che vive questo gol come una beffa, si spegne. E Napoli, fra gli olè dei tifosi, comincia già a festeggiare.
Bellucci, tacco salva Samp
inserito da Add.stampa il 2 Nov 2008 Ma il Toro recrimina I blucerchiati battono i granata 1-0 grazie a una prodezza dell'attaccante. Ma la squadra di De Biasi protesta per un gol ingiustamente annullato Bellucci ha deciso la partita con un gol di tacco. Lapresse GENOVA, 2 novembre 2008 - Un gol regolare annullato al Torino e un capolavoro di Bellucci. Si può riassumere in questi due episodi il successo della Samp sui granata, che a lunghi tratti hanno giocato meglio dei blucerchiati. SAMP IMPRECISA - Nella Samp c'è Bellucci in campo dal primo minuto al fianco di Cassano, cno Padalino preferito a Stankevicius sulla destra. Il Toro è senza Abate e Pratali: Rosina, non in perfette condizioni fisiche, va in panchina, mentre in attacco c'è il tandem Amoruso-Stellone. I blucerchiati, pur avendo riposato mercoledì per l'acquazzone che ha portato al rinvio di Roma-Samp, sembrano più stanchi degli ospiti, che in settimana hanno giocato e vinto contro l'Atalanta. Bellucci e Cassano si scambiano spesso le posizioni per non dare punti di riferimento agli avversari, Pieri e Padalino spingono bene sulle fasce, ma la squadra è lenta e imprecisa, sembra mancare un playmaker in mezzo al campo. Cassano rientra spesso a centrocampo per dare una mano, ma anche lui è poco ispirato. Il Torino, al contrario, è più rapido, compatto, arriva sempre prima sul pallone, controlla bene e quando parte in contropiede è spesso pericoloso. L'occasione più ghiotta cade al 10', quando Amoruso viene lanciato centralmente ma, solo davanti a Castellazzi, non riesce a scavalcarlo; sulla respinta del portiere blucerchiato, ci prova Stellone, ma il tiro è rasoterra e facile preda del numero uno sampdoriano. GOL ANNULLATO - Nella ripresa il Torino torna in campo con più determinazione e nei primi minuti schiaccia la Samp, che sbaglia tanto in fase di impostazione. La Samp è anche sfortunata: nei primi 7 minuti del secondo tempo perde per infortunio Sammarco e Lucchini, sostituiti da Dessena e Bottinelli. Il Torino insiste e al 14' centra anche il bersaglio, ma l'arbitro Ayroldi annulla un gol apparso a tutti regolare: Ogbonna affonda sulla sinistra e mette al centro, Amoruso colpisce bene di testa e spedisce la palla sul palo; sulla respinta Pieri, nel tentativo di spazzare, colpisce Amoruso al volto con il pallone che carambola in porta. Sarebbe gol, ma l'arbitro probabilmente attribuisce il tentativo di spazzare a Diana, molto vicino a Pieri, e annulla per fuorigioco. Il pericolo scampato sveglia la Samp, trascinata da Cassano: al 19' il barese affonda per vie centrali e calcia, con Calderoni che para in due tempi; un minuto dopo salta Rubin sulla sinistra, entra in area e impegna l'estremo difensore granata; al 25' con uno show personale si libera di tre difensori sulla sinistra, tocca al centro per Bellucci che allunga per Dessena, ma il tiro di quest'ultimo è alto; al 28' dà una palla splendida in area a Padalino, che di sinistro mette fuori di poco. Poi la Samp sembra spegnersi, ma al 40' c'è la fiammata che decide la partita: azione prolungata dei blucerchiati, conclusa da Padalino dal limite; Bellucci, sulla traiettoria del pallone, d'istinto colpisce di tacco e batte Calderoni nell'angolo basso alla sua destra. Nei minuti finali il Torino, moralmente abbattuto, non ha la forza di reagire.
Cassano show, la Samp va
inserito da Add.stampa il 26 Oct 2008 Bologna alla sesta sconfitta Gli uomini di Mazzarri vincono 2-0 e ottengono la prima vittoria della stagione. Decidono Delvecchio e Bellucci. Grande prova del talento barese che fa impazzire la difesa rossoblù Cassano incita i suoi tifosi. LaPresse GENOVA, 26 ottobre 2008 - Un super Cassano trascina la Samp alla prima vittoria stagionale. Troppo forte il talento barese per il Bologna, che ha retto bene per un'ora e si è sfaldata dopo la rete di Delvecchio che, anche arretrato a centrocampo, non perde il vizietto del gol. Non paga la scelta di Arrigoni di proporre Bernacci dal primo minuto, mentre Mazzarri si gode il ritorno di Bellucci, troppo prezioso per la sua squadra. NOVITA' BERNACCI - Sfida delicata a Marassi per la Sampdoria formato europeo alla ricerca del primo acuto stagionale, fondamentale dopo sette giornate a secco di vittorie. Arrigoni presenta un 4-4-2 classico con Marchini sulla fascia destra libero di spaziare dietro le due punte. Nella Samp si ricompone la coppia gol dell'anno scorso Cassano-Bellucci. Delvecchio retrocede a centrocampo. EQUILIBRIO - Partita equilibrata, combattuta a centrocampo. Il pressing della squadra di Arrigoni mette in difficoltà il palleggio della Samp e punta sulle ripartenze di Marchini e Di Vaio. Ma sono i blucerchiati a sfondare spesso sulla fascia sinistra, con Cassano che "cerca" spesso Zenoni, appoggiato dalle incursioni di Pieri. Proprio sull'asse Cassano-Pieri la prima palla gol dell'undici di Mazzarri: l'esterno toscano davanti ad Antonioli spara sul portiere. Dopo un'altra girata di Padalino controllata dall'estremo bolognese, bisogna aspettare il 18' per vedere la prima azione degli ospiti: Di Vaio gira pericolosamente di testa ma sfiora il palo di un niente. Poi la solita antifona: possesso palla Samp, molti cross ma Moras e compagni sono precisi e concentrati e non mollano un passo. Solo una fiammata del vivace talento barese porta un altro pericolo alla porta emiliana: la sua discesa sulla sinistra è conclusa da un colpo di testa di Padalino ribattuto sulla linea da Lanna. SUPER CASSANO - Arrembante l'avvio della Samp trascinata da Cassano. Al 12' il barese semina un paio di avversari, serve sulla corsa Bellucci, ma la girata dell'attaccante romano si stampa sulla traversa. E' solo l'inizio del suo show. Corre, dribbla, inventa e carica la gradinata Sud. Inevitabile il vantaggio blucerchiato: sugli sviluppi di un calcio d'angolo corto, Padalino crossa, Franceschini spizzica di testa e Delvecchio inventa una girata possibile solo con le sue lunghe leve. 1-0 e Marassi in delirio. Le squadre si allungano, il Bologna sfiora il gol in una mischia in area con Bottinelli che rischia la frittata per anticipare Di Vaio. Poi solo Samp: il barese guida i contropiede dei compagni e sfiora il gol con un bel diagonale. Al 29' il gol del ko: l'ex romanista conduce l'ennesima ripartenza e serve Bellucci che stavolta non sbaglia. Il Bologna si scioglie e non punge nemmeno dopo l'ingresso di Marazzina e Adailton. Prima vittoria stagionale per Mazzarri e sesta sconfitta per Arrigoni, che continua a non conoscere il pareggio.
Impresa Samp a Belgrado
inserito da Add.stampa il 25 Oct 2008 I blucerchiati vincono 2-1 in casa del Partizan: di Bonazzoli e Dessena le reti che danno alla squadra i primi tre punti nel girone di Uefa Dessena festeggia il gol della vittoria, inseguito da Cassano. Afp BELGRADO (Serbia), 23 ottobre 2008 - Incastonata fra la sconfitta di San Siro e la delicata partita di domenica contro il Bologna, la temuta trasferta di Belgrado per il primo match del gironcino di Coppa Uefa si trasforma in un toccasana per la Sampdoria, che attraversa un momento di difficoltà. Il 2-1 con il quale i blucerchiati battono il Partizan e conquistano i primi tre punti in Coppa è il punto di partenza giusto per uscire dalla crisi e cercare di rilanciarsi anche in campionato. BONAZZOLI - La Samp è in campo con la formazione annunciata, fatta eccezione per Ziegler che sostituisce Pieri sulla fascia sinistra. In attacco Bonazzoli affianca Cassano, che indossa la fascia di capitano e svaria su tutto il fronte offensivo. L'avvio dei blucerchiati è timido: gli uomini di Mazzarri, con un centrocampo foltissimo, controllano bene e il Partizan, pur mantenendo a lungo il possesso di palla, non riesce a creare grossi pericoli a Castellazzi. Alla prima occasione buona, la Samp colpisce: Cassano, imbeccato da Stankevicius, beffa un difensore con un tunnel, si porta sul fondo e tocca al centro per Delvecchio, che tocca quel tanto che basta per servire Bonazzoli; l'ariete blucerchiato, marcato stretto a centro area, tocca con il tacco e batte Bozovic. In svantaggio, il Partizan aumenta l'intensita della partita, ma la squadra di Mazzarri si difende con ordine. Al 33' i blucerchiati rischiano addirittura di raddoppiare: lanciato in contropiede, Cassano salta un difensore sulla sinistra, si accentra e calcia dal limite, ma Bozovic è bravo a respingere. Sulla ripartenza, i serbi pareggiano: Accardi sbaglia l'intervento difensivo su Diarra, che si ritrova solo davanti a Castellazzi e lo batte: 1-1. La Samp paga il gol subito, il tifo infernale del pubblico di casa si fa sentire e spinge all'attacco il Partizan, che nel finale di primo tempo assedia l'area blucerchiata. Il fischio che segna la fine del primo tempo è quasi una liberazione per una Samp in sofferenza. DIFESA ALLEGRA - Il Partizan comincia la ripresa come aveva finito il primo tempo: all'attacco. Al 7' una fuga di Diarra sulla destra, palla al centro, la Samp respinge a fatica. Passano tre minuti e la Samp, grazia al generoso contributo della difesa bianconera, passa in vantaggio: il cross da destra di Stankevicius, apparentemente innocuo, viene impreziosito da Miljkovic, che nel tentativo di spazzare tocca in maniera maldestra verso il centro dell'area dove Dessena, ben appostato, batte agevolmente Bozovic. Dopo il vantaggio, Mazzarri fa i suoi conti e toglie dal campo Cassano, per risparmiargli le energie in vista del campionato; al suo posto entra Bellucci, che rileva dal barese anche la fascia di capitano. Il vantaggio tranquillizza la Samp, che gioca con maggior calma, ragionando, senza farsi prendere dal panico durante le folate offensive del Partizan. Al 30' i blucerchiati vanno vicini al terzo gol: Sammarco trova il varco giusto per Dessena, ma la conclusione del centrocampista è respinta da Obradovic. Poi la Samp è brava a controllare, senza farsi prendere dal panico nei minuti finali, quando l'assedio del Partizan si fa insistente, ma sterile. Finisce così, con la Samp che porta a casa i tre punti e volta pagina: in Coppa si rifiata (la prossima partita si giocherà il 27 novembre al Ferraris contro lo Stoccarda), ma in campionato è già tempo di pensare al Bologna.
Ronaldinho fa volare il Milan
inserito da Add.stampa il 20 Oct 2008
I rossoneri battono 3-0 la Sampdoria che resiste all'insegna del bel gioco per un'ora, fino al rigore (discusso) trasformato dal brasiliano che raddoppia dopo un duetto con Kakà. Di Inzaghi la terza rete. Blucerchiati in dieci dal 55' per l'espulsione di Lucchini Ronaldinho, 28 anni, tre gol in serie A. Reuters MILANO, 19 ottobre 2008 - Un'ora di oblio. Inspiegabile quanto insopportabile. Una Sampdoria brillante, ordinata e cocciuta. Una grande occasione per Sammarco sventata da Abbiati, poi il vento che cambia il destino: un rigore discusso con conseguente espulsione di Lucchini, la trasformazione di Ronaldinho che bissa dopo un duetto con Kakà, lanciato nella ripresa. Ci pensa Inzaghi al 90' a fissare il risultato. SENZA KAKA' - "Mister non me la sento" aveva detto questa mattina Kakà ad Ancelotti. Così il tecnico decide di schierare Ronaldinho alle spalle di Borriello e Pato. Scambio tra fantasisti brasiliani rischioso, ma affidabile secondo il tecnico che sostituisce Gattuso con Flamini. E la panchina? Da sballo: con Kakà ecco Nesta. Ma anche Favalli, Inzaghi, Emerson e Shevchenko. Cosa darebbe Mazzarri per averne almeno uno. Lui, senza Palombo, si difende con un 3-5-1-1 dove il suo brasiliano Antonio Cassano gioca avanzato rispetto a Delvecchio. CASSANO - Ti aspetti bollicine rossonere e invece è bella Samp. Contribuiscono l'esasperante lentezza del Milan, stucchevole quando rumina gioco con decine di passaggi inutili; la posizione di Ronaldinho che in mezzo ci sta come il cavolo a merenda, la debolezza del centrocampo, già orfano di Pirlo e Gattuso, e con un Seedorf opaco e confuso. Proprio una bella Samp, capace di gestire il gioco, impedire al Milan di ragionare e di iscrivere sul tabellino l'unica vera occasione da gol. Capita a Sammarco servito magicamente da Cassano; penetrazione in area e diagonale che impegna duramente Abbiati con un diagonale. OPACHI - Il Milan cincischia. Con ruggiti da coniglio rende tutto prevedibile e facilmente assimilabile. I blucerchiati fanno muro e ripartono. Tutto fila liscio. Dalla difesa, dove Lucchini è un gigante, al centrocampo, dove Sammarco, Padalino e Pieri creano superiorità numerica. Senza parlare poi di Cassano e Delvecchio che minano la tranquillità nella difesa del Milan, sorretta da Bonera e Maldini. E Dinho? Intermittente, mentre Borriello è blindato e Pato non è lucido come dovrebbe. Il solito déjà-vu. Insomma, cercasi Kakà disperatamente. Soluzione che nella ripresa Ancelotti applica dal primo minuto. A restare negli spogliatoi è Pato. CAMBIA IL VENTO - Kakà ha il pregio di regalare ritmo alla squadra e non è un caso se dopo pochi secondi sfiori di testa il vantaggio. C'è più Milan; è innegabile. Ma non è certo quello spettacolare pensato ad Ancelotti nella vigilia. A dare una svolta è l'arbitro Damato che assegna un rigore ai rossoneri per un fallo di mano del già ammonito Lucchini. Decisione eccessiva. Tant'è che si presenta Ronaldinho a battere dal dischetto e trasformare. Mazzarri, furioso e disperato, è costretto a cambiare Padalino con Stankevcius e affidarsi al carattere dei suoi ragazzi che pur in inferiorità numerica danno del filo da torcere al Milan. Ci pensa Kakà a scrollare definitivamente i rossoneri chiamando Ronaldinho a duettare. Magie che si accavallano, fino al diagonale chirurgico del Gaucho che batte Castellazzi. E' il calcio crudele che punisce eccessivamente la Samp, in gara per sessanta minuti. C'è spazio anche per Emerson e Inzaghi (fuori Seedorf e Borriello), mentre Mazzarri cerca miracoli con Bellucci e Bonazzoli (Ziegler e Cassano out). Ma la Samp non ne ha più. Ne approfitta il Milan che va in gol con "highlander" Inzaghi. Pippo evita Castellazzi su tocco di Ambrosini e fissa sul 3-0.
BERGAMO, 5 ottobre 2008
inserito da Add.stampa il 6 Oct 2008 Questa pazza serie A, con l'Udinese in testa e le grandi che fanno a gara a chi perde più colpi, fa sognare anche la solida Atalanta di Del Neri. I bergamaschi battono 4-2 la Sampdoria al termine di una partita più emozionante che bella, condizionata anche dalle decisioni di Girardi, qualcuna giusta (l'espulsione di Accardi), qualcuna dubbia (l'espulsione di Dessena, un giallo non sarebbe stato scandaloso) e qualcuna sbagliata (il rigore del 2-2 alla Samp). SU E GIU' - La Samp paga molti episodi negativi e un blackout evidente nella seconda parte del primo tempo, quando, dopo non aver concesso nulla agli avversari gestendo bene l'1-0, va in bambola e prende due gol ispirati da Doni ma su cui una squadra che aveva incassato solo 4 gol prima di oggi poteva far meglio. Girardi rimette in partita la Samp nella ripresa regalandole un rigore, concesso per fallo di Talamonti su Bonazzoli. Difensore e attaccante si aiutano un po' con le mani, ma la trattenuta più incisiva è quella di Bonazzoli. SPINTA DECISIVA - La partita cala d'intensità e il pari per un attimo pare accontentare tutti. Ci pensa Accardi a cambiare nuovamente il tema tattico della gara, commettendo un evitabile fallo di mano a centrocampo che gli costa il secondo giallo. Il fortino blucerchiato non regge: Floccari sfrutta l'assist di Padoin e non dà scampo a Mirante. Le speranze di rimonta blucerchiate vengono frustrate da Girardi, che su segnalazione di un assistente espelle Dessena per un fallo su Doni. Così il finale serve solo a Doni per segnare un gol meritatissimo (se solo protestasse meno avrebbe ben altra credibilità in campo), mentre alla Samp non basta la ritrovata vena di Cassano, ai primi gol in campionato (splendido il primo, che aveva portato avanti i suoi). Se Mazzarri perde anche la solidità della sua Samp, fin qui la dote migliore evidenziata, allora si fa grigia per i blucerchiati, sempre troppo dipendenti dalla vena di Fantantonio quando attaccano e con qualche limite di personalità lontano da Marassi.
Mazzarri: \"Ai punti avremmo vinto noi\"
inserito da Add.stampa il 27 Sep 2008 27 settembre 2008 - "Di queste cinque partite di campionato avremmo meritato di vincerne quattro. È un momento che gira tutto storto". Walter Mazzarri voleva di più anche dalla gara con la Juve. Ma il tecnico della Sampdoria si fa piacere anche lo 0-0. "Ai punti - dice - avrebbe di nuovo vinto la Samp, come contro l'Inter. A conti fatti la Juve, a parte il palo di Del Piero, non ha fatto niente. Mi aspettavo la Juve come l'ho vista, per merito nostro. Abbiamo costretto la Juve a giocare sotto tono. Questo è un grande risultato e mi dà doppiamente soddisfazione". E poi c'è un Cassano tanto maturo da calmare lui lo sbraitante tecnico in panchina... "Pensare che uno come Cassano è maturato a tal punto da venire a calmarmi... Aveva ragione perchè stavo esagerando. È venuto anche a dirmi che Delvecchio rischiava l'espulsione. Adesso pensa anche per la squadra. È giocatore indispensabile per noi. Lo farò riposare contro il Kaunas, visto che è l'unico assieme a Palombo che ha giocato tutte le partite. Solo che Palombo dovrà stare fermo per forza". Il centrocampista ha infatti riportato un lesione muscolare al retto femorale della coscia destra. Rischia 3 settimane di stop.
Siena-Samp, solo sbadigli
inserito da Add.stampa il 24 Sep 2008 Squadre bloccate a centrocampo, pochissime emozioni e occasioni da rete fra due squadre impegnate più a non farsi male che a offendere Antonio Cassano: sua una delle poche occasioni da gol. Ap SIENA, 24 settembre 2008 - Siena e Sampdoria non si fanno male e danno vita a uno 0-0 noioso, con pochissime occasioni da gol. Un risultato che non serve a nessuno, soprattutto alla Samp, ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato. PRIMO TEMPO - Rispetto alle formazioni annunciate, il Siena si presenta in campo con Frick al posto di Calaiò, mentre Mazzarri fa riposare Pieri e piazza sulla sinistra Ziegler. Le squadre sono molto accorte. La Samp fa girare molto la palla, ma non riesce a creare spunti importanti, complice l'ottima impostazione del centrocampo senese, con Kharja che, in fase difensiva, si incolla a Palombo, bloccando una delle principali fonti di gioco blucerchiate. Sono i bianconeri a creare le poche occasioni da gol della prima frazione di gioco: all'11', in contropiede, Portanova pesca in profondità Frick, che tocca rasoterra per Kharja, la cui conclusione è deviata in corner da Mirante. Al 19' Galloppa si inserisce bene sulla sinistra, tocca al centro per Maccarone che si gira bene ma calcia alto. Bloccata a centrocampo da un Siena molto aggressivo, la Samp cerca saltare la mediana con lanci lunghi, sempre preda dei difensori bianconeri. Cassano rientra per dare una mano in impostazione, sguarnendo però il fronte offensivo. E' lo stesso Cassano, al 43', a creare l'unica occasione per i blucerchiati: il barese si avvicina all'area da sinistra, si accentra e calcia in porta, ma la conclusione è troppo centrale e facile preda di Curci. SECONDO TEMPO - Nessuna sostituzione nell'intervallo, ma l'atteggiamento cambia. La Samp torna in campo più convinta, alza il ritmo e al 10' sfiora il vantaggio: triangolo Cassano-Bonazzoli, palla che torna al barese che entra in area dalla sinistra, calcia di destro rasoterra, conclusione debole che non crea problemi a Curci. Al 25' Cassano tocca sulla sinistra per Franceschini, conclusione a lato di poco; un minuto dopo azione confusa davanti alla porta del Siena, ma nessun doriano riesce a concludere a rete. E' l'ultima vera occasione della partita: nel finale le due squadre cercano di alzare i ritmi, ma senza creare occasioni limpide.
Nessuna lesione per Gastaldello
inserito da Presidenza il 22 Sep 2008 22 settembre 2008 - Domani Mazzarri deciderà sull'eventuale utilizzo di Gastaldello a Siena. Il difensore è stato dimesso domenica sera dall'ospedale Galliera: gli esami hanno escluso lesioni. Per il resto, possibile l'utilizzo di Bonazzoli dall'inizio. Cresce, intanto, a tutti i livelli il malumore dei tifosi blucerchiati dopo le accuse mosse ieri al Comune di Genova e alla sindaco Vincenzi, per il naufragio del manto erboso del Ferraris dopo appena venti minuti di pioggia prima dell'inizio della gara con il Chievo.
Samp e Chievo, pari
inserito da Presidenza il 22 Sep 2008 Blucerchiati e veneti si dividono la posta a Marassi in una gara resa difficile dalla pioggia. Finisce 1-1: Franceschini porta in vantaggio i padroni di casa sfruttando un assist di Cassano, subito dopo Langella impatta grazie a Pellissier Campo difficile a Marassi: Chievo e Samp si dividono la posta. LaPresse GENOVA, 21 settembre 2008 - Sampdoria e Chievo si dividono la posta a Marassi in una gara resa difficile dal nubifragio abattutosi su Genova a pochi minuti dal calcio d'inizio. L'1-1, firmato da Franceschini e Langella all'inizio della ripresa, è figlio soprattutto della poca concretezza delle due squadre negli ultimi metri: ai blucerchiati servirebbe Bonazzoli in ottime condizioni per avere un punto di riferimento centrale, mentre i clivensi lasciano Pellissier troppo solo nonostante il tridente. NOVITA' - Nella Samp Accardi recupera, Bonazzoli è in panchina e Mazzarri sceglie Dessena al posto di Sammarco. Iachini invece deve rinunciare all'ultimo a Mantovani, rimpiazzato da Scardina. In avanti il tridente è Esposito, Pellissier, Langella. NUBIFRAGIO - Le squadre entrano in campo accolte da una pioggia battente che rende pesantissimo il terreno di Marassi. Le fasce, soprattutto quella sinistra della Sampdoria, sono due enormi pozzanghere, e le squadre sono costrette a privilegiare le corsie centrali. Alla Sampdoria manca un centravanti e si vede: Cassano gira al largo dall'area di rigore alla ricerca di palloni giocabili, Delvecchio fa molto movimento favorendo gli inserimenti di Dessena, che al 7' manca l'appuntamento con un suggerimento di Cassano per colpa di una pozzanghera. CHIEVO - Gli uomini di Iachini provano a gestire la partita, ma davanti combinano poco fino a dopo la mezz'ora, quando Pellissier costruisce la prima azione d'attacco stoppato da Mirante. Iachini perde Esposito, rimpiazzato da Luciano, e gli ospiti sfiorano il vantaggio al 45' ancora con Pellissier, il cui diagonale si spegne sul fondo. Prima dell'intervallo Delvecchio manda sul palo un gran suggerimento di Palombo, sciupando la miglior occasione della partita. BOTTA E RISPOSTA - Ad inizio ripresa è subito spettacolo. Al 49' Cassano scambia con Dessena, mette al centro da destra tagliando fuori Squizzi e regalando a Franceschini un facilissimo 1-0. Nemmeno il tempo di esultare che il Chievo pareggia con Langella, bravo a finalizzare un'azione di contropiede orchestrata da Pellissier. L'1-1 ha il merito di accendere la partita, anche perché Mazzarri toglie Dessena per inserire Bonazzoli, il punto di riferimento offensivo che mancava alla Sampdoria. ATTACCHI - La Samp prova a fare la partita, ma il Chievo in difesa è solido e non balla. Mazzarri a metà tempo perde Gastaldello per infortunio (al suo posto Bottinelli), mentre Iachini sceglie di affidarsi a D'Anna, che dà più grinta al Chievo. Gli ospiti provano a costruire qualcosa in avanti con Pellissier, ma Mirante non corre rischi. Squizzi invece è più sotto pressione, ma nemmeno la Sampdoria riesce a costruire azioni pericolose. Il pareggio alla fine sembra il risultato più giusto.
Forza Samp
inserito da Presidenza il 21 Sep 2008 Facci vedere chi siamo.
14 settembre 2008
inserito da Presidenza il 14 Sep 2008 "Abbiamo avuto cinque occasioni clamorose, abbiamo preso anche una traversa (in realtà sfiorata, ndr) con Bottinelli, loro invece hanno fatto i gol", questa l'analisi di Walter Mazzarri al termine della sconfitta di oggi in casa della Lazio. Il tecnico della Sampdoria è amareggiato per il ko di oggi all'Olimpico, ma accetta il verdetto del campo e non condanna la sua squadra. "Non ho nulla da dire ai ragazzi, se non nel primo gol che abbiamo preso - spiega l'allenatore blucerchiato -, ma quando si crea tanto si deve concretizzare, altrimenti alla lunga è normale pagare. Oggi avevamo anche qualche assenza importante, ma nel primo tempo abbiamo giocato molto bene, forse anche meglio rispetto alla partita che abbiamo fatto contro l'Inter. Poi nella ripresa abbiamo avuto un calo, la Lazio ha abbassato il proprio baricentro, è stata brava a concederci meno e a ripartire in contropiede chiudendo la partita". Mazzarri fa i complimenti alla Lazio. "Hanno fatto un mercato secondo me molto buono - spiega il tecnico doriano -, l'organico è buono ed affidato ad un allenatore bravo che sa far giocare bene la squadra. È una formazione tosta che non concede tanto, anche se oggi noi abbiamo fatto un grande primo tempo. Devo dire che la Lazio mi ha fatto un'ottima impressione dal punto di vista della quadratura".
Bambino in braccio a papà.
inserito da Add.stampa il 3 Sep 2008 Bambino in braccio ora al nonno
Preso il giovane Kristicic
inserito da Add.stampa il 2 Sep 2008 1 settembre 2008 - La Sampdoria ha acquistato il centrocampista serbo Nenad Krsticic dall’Ofk Belgrado. Kristicic, 18 anni compiuti a luglio, si trasferisce al club blucerchiato a titolo definitivo.
GENOVA, 30 agosto 2008
inserito da Add.stampa il 2 Sep 2008 Aveva detto che un pareggio non sarebbe stato un dramma. E pareggio è stato. Inizia così l'avventura di José Mourinho in serie A, frenato dalla Sampdoria e da Delvecchio, protagonista del gol del pareggio al 23' del secondo tempo dopo l'iniziale 1-0 di Ibrahimovc (33'). Gara tirata, soprattutto nell'ultima parte, con un grande Palombo e tanti errori in fase di conclusione per Cassano. Finisce 1-1, come nell'ultimo confronto a Marassi. SOLIDA - L'Inter è la stessa di sei giorni fa, ma rispetto alla Supercoppa c'è meno incisività sulle fasce e meno pressione sugli avversari. Figo non trova grossi spazi, mentre Mancini è pericoloso solo quando si accentra, come in occasione del gol di Ibrahimovic. Il merito è ovviamente della Sampdoria, solida ai lati con Stankevicius e Pieri e attenta dietro, seppur troppo timida in fase di costruzione. EQUILIBRIO - Ci sono 33 minuti e poche emozioni tra il fischio d'inizio e il diagonale vincente di Ibrahimovic. Un episodio probabilmente macchiato da uno stop tra braccio sinistro e petto contestato dai blucerchiati, che in una gara bloccata ha un peso specifico ancora più determinante. E' Mazzarri che deve modificare il suo schieramento ma il fatto che Rosetti all'intervallo debba richiamare Mourinho e i suoi ad accelerare l'ingresso, lascia pensare che anche lo "Special One" abbia parlato a lungo di quel che non ha funzionato nel primo tempo. RITMO - Di nuovo nella ripresa c'è il grado d'intensità che la Samp riesce a imprimere sulla partita. Palombo recupera un pallone dopo l'altro e l'Inter arretra qualche metro oltre il lecito spostando la contesa sul piano dell'agonismo, che ovviamente non la favorisce. Materazzi, fermo dal 29 luglio, salva su un traversone basso di Cassano indirizzato a Delvecchio, poi Zanetti rischia il rigore per un "mani" non rilevato da Rosetti e alla fine arriva l'1-1, sostanzialmente meritato oltre che rocambolesco, grazie a un tocco di Delvecchio a mezzo metro dalla linea di porta. SUPER SAMP - Gli ultimi 20 minuti aprono un'altra partita. Mourinho, che aveva già tolto Mancini per Balotelli prima dell'1-1, aumenta la potenza offensiva con Crespo e Jimenez. Ma è dietro che le cose non vanno, e solo l'imprecisione di Cassano, lanciato davanti a Julio Cesar, salva i nerazzurri da una fine peggiore. A differenza di quanto accaduto contro la Roma, Balotelli non garantisce il cambio di ritmo all'Inter. Anzi, Mario fa arrabbiare Ibrahimovic per un paio di appoggi sbagliati e allora lo svedese deve cavarsela da solo (da applausi il cross per Jimenez incocciato dal cileno senza precisione). In definitiva, mettendoci anche un presunto mani in area blucerchiata invocato dagli interisti, il pareggio della Sampdoria è più che meritato. E quella maratona invocata dal portoghese sabato scorso, si annuncia lunghissima.
Tutto a posto
inserito da Add.stampa il 13 Aug 2008
Primavera:Samp batte l’Inter 3-2
inserito da Add.stampa il 9 Jun 2008 Primo successo nella storia dei blucerchiati, l'Inter si arrende 3-2 nella riedizione della finale dell'anno scorso. Reti di Pedrelli e TurboMario (rigore) per i nerazzurri, gol di Poli, Koman e Mustacchio per i liguri, che centrano l'accoppiata campionato-coppa Italia La festa dei ragazzi della Sampdoria dopo la partita. Liverani CHIETI, 8 giugno 2008 - Prima la coppa Italia, adesso lo scudetto: la finale-remake di un anno fa del campionato Primavera stavolta la vince la Samp, che batte l’Inter 3-2 e si prende la rivincita. I blucherchiati conquistano il trofeo al termine di una gara combattutissima, con cinque gol e uno annullato (al 20’ del primo tempo, la rete di Marilungo viene annullata per un fallo di Sembroni su Fatic). TURBOMARIO - La Samp inizia meglio e impegna Belec tre volte in pochi minuti, costringendolo a respingere coi pugni su Bianco, Poli e Marilungo. L’Inter ci prova soprattutto con i calci piazzati di Balotelli: strepitoso l’intervento di Fiorillo al 18’, che vola sul palo sinistro e leva la palla dall’angolino. I creano di più, ma sono i nerazzurri a passare in vantaggio, con la loro migliore azione del primo tempo (28’): Bolzoni ruba palla a centrocampo, Siligardi serve Gerbo che lancia Ribas in profondità, Fiorillo respinge corto sul tiro dell’attaccante ma nulla può su Pedrelli, che la mette dentro. Immediata la reazione della Samp, che pareggia 4’ dopo: angolo di Bianco, tiro da fuori che finisce dalle parti di Esposito, il difensore allontana il pallone che arriva sui piedi di Marilungo, ne viene fuori un assist involontario per l’1-1 di Poli (regolare la posizione del centrocampista). SPETTACOLO - Nel secondo tempo la Samp trova quasi subito il gol del vantaggio: al 15’ cross dalla sinistra di Marilungo, Scappini prolunga di testa per Koman che trova la zuccata vincente, complice l’incertezza di Esposito e Federici. Partita finita? Macché. Balotelli pareggia al 19’ su rigore (fallo di mani in area di Poli), ma stavolta il suo gol non basta all’Inter per vincere lo scudetto. Pea manda in cambio Mustacchio e il neo-entrato firma la rete decisiva al 38’: tiro da fuori e deviazione decisiva di Federici. Samp in deliro, che dedica il successo al presidente Garrone, rimasto a Genova per un impegno. "Il nostro lavoro è stato premiato - ha detto l’a.d. Marotta - da quando c’è Garrone abbiamo investito tanto nel settore giovanile".
Samp-Juve: 3-3 spettacolo
inserito da Add.stampa il 18 May 2008 Samp-Juve: 3-3 spettacolo Doppio Del Piero, re del gol? A Marassi gara divertente e ricca di reti. Per la Juve a segno il capitano - che grazie a una doppietta sale a quota 21 in classifica cannonieri - e Trezeguet. Per i blucerchiati reti di Cassano, che sbaglia anche un rigore, Maggio e Montella. Espulso Sissoko Alessandro del Piero segna il primo dei suoi due gol a Marassi. LaPresse GENOVA, 17 maggio 2008 - Del Piero finisce in bellezza il suo straordinario campionato. Perchè la sua Juventus pareggia a Marassi contro la Sampdoria 3-3, e Ale segna due gol accomodandosi da solo sul trono dei bomber: con 21 reti è un uomo solo al comando, davanti al compagno di reparto Trezeguet. 41 gol in due. Numeri da capogiro. Borriello invece è a quota 19, ma domani contro l'Atalanta proverà l'ultimo assalto. Juve-Samp è stata una partita divertente, giocata senza tatticismi. Sei gol, quelli di Del Piero (due), Trezeguet, Cassano, Maggio e del ritrovato Montella. Un rigore sbagliato, o meglio parato da Belardi, oggi vice Buffon, a Cassano. Un'espulsione. Per doppia ammonizione di Sissoko. Insomma, una gara spettacolare: in palio c'era solo la voglia di divertirsi. E una fetta del titolo cannonieri. Il prossimo anno la Juventus, che chiude terza, giocherà i preliminari di Champions League, mentre la Sampdoria, sesta, giocherà la coppa Uefa. Bilanci soddisfacenti per entrambe se si rileggono le previsioni prestagionali. PRIMO TEMPO JUVE - I primi 45' sono divisi a metà: i primi 22' sono tutti bianconeri. La Juve insegue i gol di Del Piero e Trezeguet. Affamata. E li trova senza troppe difficoltà, in una gara giocata a briglie sciolte, senza l'assillo del risultato, ma anche su toni agonistici elevati. Il primo squillo è di Del Piero. Il capitano della Juve segna di sinistro, con un tocco sapiente, sfruttando un assist di Nedved. 20° gol del campionatom di Ale, come l'anno scorso, quando fu capocannoniere di serie B. Sarebbe il secondo a doppiare il titolo di re del gol tra serie A e B in anni consecutivi. Dopo Paolo Rossi. L'ennesimo record di una carriera da primato. Poi tocca a Trezeguet timbrare il cartellino. Il francese va a segno su rigore, guadagnato da Del Piero (fallo di Palombo). 20° gol pure per Trezegol, che aggancia il suo partner d'attacco in vetta alla classifica cannonieri. La Juve fila via che è una meraviglia, trascinata da un super Nedved, evidentemente confortato dal rinnovo del contratto. PRIMO TEMPO SAMP - Poi entra in scena la Samp. Che al 22' trova il gol, il decimo, di Cassano. Il talento barese se ne va in dribbling sulla sinistra, la sua conclusione viene deviata in rete da Molinaro. La Samp insiste. Sissoko e Tiago rischiano il secondo giallo. Maggio trova il gol del pareggio - il nono del suo torneo - con un super esterno destro da fuori area: Belardi in colpevole ritardo. Nel recupero Chiellini mette giù in area Bonazzoli: rigore. Dal dischetto Cassano. Che tira davvero male, centrale, Belardi respinge. Intervallo. TITOLI DI CODA - Il secondo tempo è giocato meno bene. Perchè le squadre sono più "lunghe" e distratte. Ma è ugualmente spettacolare. Viene espulso Sissoko per somma di ammonizioni. Poi Del Piero segna ancora, su rigore, da lui stesso guadagnato (fallo di Accardi). È il 21° gol in campionato, il 24° in stagione. Nel giorno della 560ª presenza in bianconero, maglia con cui ha segnato 241 reti. La Samp non ci sta a perdere. Non lo meriterebbe. Il 3-3 ha una firma nobile: segna Montella di sinistro, di prima intenzione, sul cross di Cassano dalla fascia mancina. Ranieri toglie Del Piero a 20' dalla fine - e il suo capitano non la prende per nulla bene -, e poi nel finale non fa entrare Birindelli - che dopo 11 stagioni lascerà la Juventus - ma il giovane Castiglia. Dettagli. In un pomeriggio di festa riassunto dagli applausi finali di entrambe le tifoserie alla proprie squadre.
Gioiello Cassano, Palermo k.o.
inserito da Add.stampa il 12 May 2008 Gioiello Cassano, Palermo k.o. Baci e abbracci per Amauri
Il fenomeno barese fa tutto da solo: nella ripresa prende in mano la squadra e firma il suo nono gol in campionato. Un capolavoro su punizione e segnale per Donadoni. Il raddoppio di un super Maggio chiude i conti. Palo di Miccoli nel finale. Il brasiliano saluta il Barbera con una sconfitta Antonio Cassano è al settimo cielo: protagonista. Ansa PALERMO, 11 maggio 2008 - Ci sono gol che valgono doppio. Altri per i quali non ti stancherai mai di riavvolgere il videoregistratore. Antonio Cassano in un sola domenica è riuscito a togliersi tutti gli sfizi. Pennella una traiettoria fantastica su una punizione in stile argentino, sbloccando una gara inchiodata sull'equilibrio; lancia un segnale chiaro ed inequivocabile al commissario tecnico Roberto Donadoni (non gli saranno piaciute le indiscrezioni degli ultimi giorni, secondo le quali è tra i tre giocatori di riserva della rosa azzurra per l'Europeo); regala una gemma indimenticabile ai tifosi doriani. FORMAZIONI. Colantuono tiene a riposo Barzagli, c'è Biava al centro della difesa accanto a Rinaudo. Rosanero in campo con l'annunciato 4-2-3-1, Caserta vince il ballottaggio su Cavani sulla linea dei rifinitori mentre Guana in mediana la spunta su Migliaccio. Sampdoria con l'undici annunciato alla vigilia: 3-5-2, out Volpi e Lucchini, tra i pali Mirante, coppia d'attacco Bellucci-Cassano. AMAURI CUORE DI PALERMO. Le emozioni sono tutte nei primi minuti. Se c'è un giocatore che rimarrà a lungo nei cuori dei tifosi rosanero, quello è l'italo brasiliano Amauri. Da brividi la coreografia della Nord tutta dedicata al centravanti (15 i suoi gol in questo campionato): un gesto di affetto, ma soprattutto è il modo dei tifosi del Palermo per salutare Amauri alla sua ultima partita al Renzo Barbera con la maglia dei siciliani. Nonostante la sconfitta del Palermo, lascia lo stadio con la standing-ovation. AVVIO SPRINT. Palermo e Sampdoria non hanno assilli di classifica. E, almeno nelle premesse, la gara sembra promettere spettacolo. I primi venti minuti sono vibranti, in campo nessuno si risparmia, ne nasce un avvio mai noioso. Lo dimostra, subito, Caserta che fa passare appena 45 secondi per far girare la testa a Gastaldello: ottiene solo un calcio d'angolo. Otto giri di lancette e la Sampdoria risponde alla carica isolana. E' Maggio che fallisce la prima palla gol dell'incontro, su un disimpegno errato di Balzaretti: l'ex viola prova a intercettare un assist di Cassano, ma rischia di combinare un pasticcio. Ancora Sampdoria, le lancette segnano il minuto numero venti, i protagonisti s'invertono i ruoli: stavolta è Maggio a confezionare l'assist (traversone dalla destra) ed è Cassano a fallire una comoda palla gol a pochi passi da Agliardi. JANKOVIC SUONA LA CARICA. Il centrocampista serbo è l'uomo in più della squadra di Colantuono. E' il 25' quando sempre Jankovic raccoglie un assist di Amauri e di esterno prova a battere Mirante. E' la spina nel fianco della difesa doriana e al 32' anticipa in elevazione Pieri. Il repertorio è completo, ora ci prova di testa, ma la traiettoria è ancora sbilenca. CASSANO DAI DUE VOLTI: PRIMA SPENTO. Passata la mezzora, i ritmi calano, mediani in evidenza, Miccoli si affida ad una punizione dalla lunghissima distanza per provare ad impensierire Mirante. Cassano è troppo spento per essere vero. Corre, si dimena, ma combina pochissimo. Accende la luce solo al 39', con un delizioso assist di esterno per Bellucci: in piena area l'ex attaccante del Napoli manca per pochi centimetri la battuta. E pochi secondi prima dell'intervallo, si lascia andare nel pezzo forte della casa: occhiatacce e paroline al veleno con Mazzari. NELLA RIPRESA DETERMINANTE: IL GIOIELLO. La giornata poco ispirata del fenomeno di Bari Vecchia sembra trascinarsi anche nella ripresa. Al decimo, il fenomeno di Bari Vecchia prova ad intercettare lo specchio difeso da Agliardi dal vertice sinistro ma la conclusione non è delle migliori: non gira, pochi centimetri e sarebbe finita in fallo laterale. Ma Cassano è sempre il solito e non si smentisce mai. Sempre pronto a stupire tutti: capita così che, dopo la fiammata di Amauri al 12' (Mirante si salva in angolo), Cassano decida di salire in cattedra e diventare protagonista assoluto. Lo fa a modo suo, su un calcio di punizione da posizione centrale, stile e modello del migliore Maradona, rincorsa breve e palla imprendibile all'incrocio dei pali. Squilla il telefonino di Donadoni. MAGGIO CHIUDE I CONTI. Quando arriva il momento di archiviare la pratica, sale in cattedra uno degli uomini determinati della banda Mazzarri in questa stagione. Pochi secondi dopo la mezzora, Christian Maggio si eleva più alto di tutto nel cuore dell'aria rosanera e batte Agliardi. E' il suo ottavo centro.
Samp punita nel finale
inserito da Add.stampa il 4 May 2008 Panucci-Pizarro-Cicinho Samp punita nel finale I giallorossi tengono viva la speranza scudetto grazie a tre reti nell'ultimo quarto d'ora. Ma il risultato è bugiardo: la squadra di Mazzarri aveva dominato colpendo anche due traverse La Roma festeggia così il gol dell'1-0 di Panucci. Afp GENOVA, 4 maggio 2008 - Ecco perchè il calcio fa impazzire milioni di persone. Accade che una squadra, in questo caso la Samp, ne domini un'altra, la Roma, attaccata allo scudetto come l'ultimo corridore in procinto di staccarsi dal gruppo dei migliori in una tappa alpina del Giro d'Italia. La squadra che sembra in controllo della gara produce occasioni da rete e non concede nulla in difesa, mentre l'Inter tiene un prezioso pareggio nel derby di Milano e si prepara alla festa. Poi nella ripresa l'Inter va sotto, ma la Roma sembra troppo stanca per approfittarne. Dopo l'ennesima parata di Doni, eroe indiscusso per Spalletti, Mazzarri sembra presagire il disastro. E di lì a poco la Roma segnerà tre gol, avvicinando l'Inter. Nerazzurri più che mai favoriti, ma la Roma ha un cuore grande così e lotterà fino alla fine, perchè ha reagito da grande gruppo quando tutto sembrava già scritto. Svanisce invece per la Samp il sogno Champions, già complicato peraltro. E svanisce dopo una delle migliori prestazioni stagionali. E' mancata solo la cosa più importante, il gol. PRIMO TEMPO - Mazzarri, privo di Maggio, Lucchini e Castellazzi, rilancia Sala in mezzo alla difesa a tre e Zenoni a destra. Spalletti deve rinunciare a Totti, Taddei e Juan. Neppure Perrotta è al meglio. L'inconsueto tridente alle spalle di Vucnic è formato da Cicinho (pervenuto solo nel finale), Perrotta e Mancini (negativo). I doriani sono più brillanti fin dall'avvio e col passare dei minuti prendono fiducia. Cassano si mangia due gol a tu per tu con Doni ma è un vero cubo di Rubik per la difesa giallorossa, che non riesce mai a frenare gli slanci del talento barese. I giallorossi non creano mai la superiorità sugli esterni e così i movimenti di Vucinic risultano improduttivi. Il centrocampo di Spalletti soffre l'inferiorità numerica e dopo gli interventi salva-risultato di Doni su Cassano arrivano anche due traverse, colpite da Sammarco (tirocross deviato da De Rossi) e Bellucci (colpo di testa). Così i giallorossi devono ringraziare soprattutto la buona sorte se vanno al riposo sullo 0-0 e col secondo posto già in tasca (la Juve perde a Siena). SECONDO TEMPO - Anche da S.Siro arrivano eccellenti notizie per la Roma. Ma è a Marassi che i giallorossi non sembrano riuscire a svoltare. Spalletti toglie l'abulico Mancini per Giuly, ma il copione non cambia con Doni sempre sugli scudi. Dopo un'ora super, comprensibilmente la Samp accusa un leggero calo e la partita si fa più equilibrata, anche se i doriani continuano a provarci, viste le notizie che arrivano da Firenze. La gara si fa equilibrata, ma non si fa in tempo a pensare che troppi sprechi potrebbero costare cari alla Samp che Panucci salta più in alto di tutti sul corner di Pizarro e batte Mirante. I ragazzi di Mazzarri si sgonfiano e Pizarro, fin lì deludente, pesca il destro da fuori area che di fatto chiude la partita. Cassano esce per Bonazzoli e contesta il cambio, ma forse dovrebbe prendersela anche con i suoi errori davanti a Doni. Poi arriva anche il 3-0 di Cicinho dopo un contropiede da manuale: è davvero troppo per la Samp, a cui però restano solo i complimenti.
Mazzarri: \"E\' mancato solo il gol\"
inserito da Add.stampa il 4 May 2008 Mazzarri: "E' mancato solo il gol" 4 maggio 2008 - "Ci è mancato solo il gol". Walter Mazzarri ha poco da rimproverare alla sua Samp. "Doni sembrava che avesse la calamita sulle mani. Avevo detto ai ragazzi che ci voleva una partita pressochè perfetta per battere la Roma ed è stato così fino al gol di Panucci. A quel punto abbiamo subito un contraccolpo psicologico, normale dopo avere giocato per più di un'ora ad un ritmo arrembante". Il vantaggio giallorosso è arrivato su un calcio d'angolo che ha fatto infuriare Mazzarri: "Perchè lo abbiamo concesso con leggerezza. Dispiace, ma la Roma è una grande squadra e con quei giocatori ha dei valori incredibili". Il valore aggiunto della Samp invece si chiama Cassano, che il tecnico blucerchiato ha sostituito dopo il 2-0 di Pizarro beccandosi le proteste del giocatore barese: "Lui ci teneva a continuare ma sarebbe uscito anche sull'1-0, qualche minuto prima. Ho ritardato il cambio, ma lo avevo visto stanco e volevo sostituirlo. Comunque, con Antonio non c'è nessun problema". Adesso la Samp sarebbe fuori anche dalla Coppa Uefa: "Cercheremo di scavalcare l'Udinese, ma comunque nessuno all'inizio del campionato pensava che saremmo potuti arrivare a questo punto".
Mazzarri: \"Quel rigore non c\'era\"
inserito da Add.stampa il 27 Apr 2008 27 aprile 2008 - Mazzarri spiega la sua espulsione, ed è furibondoo per il rigore: "Quando pensavo di provare a vincere nel finale c'è stato questo rigore che mi ha fatto arrabbiare molto: era da ammonizione per Mutu, va a cercare la gamba di Lucchini e cade. Lucchini si blocca col piede e Mutu lo va a cercareUn rigore così dopo la nostra leggerezza dell'1-1 , avevo ancora carte da giocare come dimostra il gol nel finale: potevamo vincere, sono due punti persi. Le partite sono segnate da questi episodi. Ora abbiamo altre tre finali da vincere, ci siamo andati vicini già oggi in un campo difficilissimo"
Cinica Samp
inserito da Add.stampa il 27 Apr 2008 Soliti viola, troppo buoni per una cinica Samp
La Fiorentina fa la partita, non trova il gol, va sotto ma riesce a ribaltare il ruisultato con Vieri e Mutu. Ma la squadra di Mazzarri va in porta due volte e segna in entrambi i casi. Finisce 2-2, e il vantaggio dei viola sul Milan si riduce a due punti Adrian Mutu esulta dopo il gol. Pegaso FIRENZE, 27 aprile 2008 - La solita Fiorentina: bella ma troppo buona, che deve sudare sette maglie per far gol e che però sul più bello concede troppo. La Samp ha giocato una partita tattica al limite del cinismo, difendendosi e colpendo al momento giusto. Ora i punti di vantaggio della Fiorentina sul Milan, vittorioso 4-1 a Livorno, sono soltanto due CRESCENDO - Sui parte subito con un netto predominio territoriale dei viola: bel gioco a centrocampo ma conclusioni rare e poco efficaci. La Samp si chiude molto, affidando le risposte esclusivamente alle scorribande di Cassano e Bellucci supportati a tratti da Maggio. Il fantasista non manca di sfoggiare i suoi numeri, ma Frey resta sostanzialmente disoccupato. Sull'altro fronte invece si assiste nella seconda metà del tempo a un crescendo di concretezza. Particolarmente intraprendente Kuzmanovic, tanto pasticcione a Glasgow quanto efficace e pericoloso oggi: è lui a concludere a rete due o tre volte, trovando anche un palo quando calcia da centroarea di controbalzo su cross da sinistra di Pasqual. Pure Donadel sfiora il gol dalla distanza riprendendo al volo una reSpinta della difesa, ma si va al riposo sullo 0-0. LA RIPRESA - Si riparte con i viola nuovamente all'attacco: più di un brivido per Mirante, ma il gol non arriva. Così Prandelli decide che è il momento di Vieri, che entra al posto di un inconcludente Osvaldo. Ma proprio quando l'attacco viola acquisisce più consistenza la Samp trova il varco giusto: è Cassano a lanciare sulla destra Maggio, davanti al quale si un'autostrada che lo porta a tu per tu con Frey e a infilare in rete sul secondo palo. I viola accusano il colpo, e allora Prandelli pompa qualità inserendo Liverani e Semioli. Sull'altro fronte Mazzarri si copre togliendo Cassano per Volpi, ma non basta: il pari matura sull'asse Mutu-Vieri, con cross preciso del romeno e schiacciata nell'angolino del primo palo di Bobone. Per i viola è un pieno di benzina: si riversano in attacco ed è ancora Mutu a procurarsi con mestiere un rigore e a trasformarlo. Sembra fatta, ma l'errore è a quel punto di difendere il vantaggio. E Mazzarri trova la mossa giusta inserendo Bonazzoli, che nel recupero fa da torre per Gastaldello che trova il pari. Risultato che serve a poco ad entrambe, mentre serve molto al Milan.
La Samp elimina l\'Udinese
inserito da Add.stampa il 21 Apr 2008 La Samp elimina l'Udinese La squadra di Mazzarri si impone 3-0 a Marassi e taglia fuori i friulani dalla corsa Champions: apre Cassano poi Bellucci fa doppietta. Contestato il rigore che ha chiuso la gara (all'8' della ripresa), espulsi Zapotocny e Marino L'esultanza di Cassano e Bellucci, oggi tre gol in due. Ansa GENOVA, 20 aprile 2008 - La Sampdoria rifila tre gol all'Udinese e resta a pari punti col Milan e nella scia (-4) della Fiorentina, l'Udinese perde terreno e speranze, con la Champions che svapora come un miraggio nel deserto. Apre le danze un Cassano particolarmente ispirato, la doppietta di Bellucci (alla dodicesima rete) mette la vittoria in cassaforte. CASSANO E UNO - La Samp riprende la caccia all'Europa con Bellucci e Cassano, l'Udinese, attardata di un punto, schiera il consueto tridente offensivo, mentre dietro rientra Zapata, con Zapotocny centrale e Coda in panca. E subito si capisce che non sarà una gara qualsiasi: squadre ispirate, buon ritmo, tanta voglia di vincere. Soprattutto da parte doriana, con Cassano e C. che tengono saldamente il pallino del gioco. La gara è piacevole ed equilbrata, fra una Samp più insistente ma un'Udinese che tiene e riparte senza soluzione di continuità. E' Cassano al 24' a spezzare gli equilibri: si procura una punizione sulla destra (batte Bellucci) e svetta su tutti in piena area, realizzando di testa l'1-0. I friulani accusano il colpo, la Samp perde Campagnaro, reduce da uno stiramento a un polpaccio, al suo posto entra Sala. BELLUCCI E DUE - La forbice fra le due contendenti si allarga: è sempre più Samp, l'Udinese appare quasi intimidita di fronte a tanta e tale forza d'urto. Cassano è ispirato più che mai, corre fra campo e Mazzarri, è in tutte le azioni pù importanti della Samp. L'Udinese si vede solo in due occasioni: un sinistro di Inler chiama Mirante a una grande respinta in tuffo al 29', Di Natale sbaglia mira con un pallonetto a tu per tu col portiere blucerchiato. Poi è di nuovo Samp, con Bellucci che invece non fallisce al 44': assist di Palombo, il suo destro da appena dentro l'area si infila alle spalle di Handanovic. BELLUCCI E TRE - L'inizio della ripresa vede un'Udinese aggressiva e pimpante, animata da una gran voglia di rimonta. Ma l'entusiasmo friulano dura poco: all'8' c'è un contrasto fra Lukovic e Maggio: l'impatto è fuori area, ma il piede del difensore è sulla linea. Dondarini opta per il calcio di rigore (il secondo per i liguri in questa stagione), su segnalazione di un guardalinee. Al 10' Bellucci va dal dischetto, e realizza il suo gol n.12. Ma i guai per l'Udinese non sono ancora finiti: al 13' Zapotocny, già ammonito, commette un inutile fallo su Cassano e viene espulso. Stesso trattamento per Marino, al 18', che a bordo campo non si capacita della decisione dell'arbitro. Nonostante l'inferiorità numerica l'Udinese non molla, Inler viene fermato in area al 39' e reclama un rigore, ma la partita in verità è virtualmente chiusa da un po'. Con la Samp che può continuare a sperare in chiave Champions (e domenica c'è Fiorentina-Samp), mentre l'Udinese vede l'orizzonte allontanarsi e chiudersi sopra la sua testa.
Mazzarri: \"La Champions? Ci proviamo\"
inserito da Add.stampa il 21 Apr 2008 Mazzarri: "La Champions? Ci proviamo" 20 aprile 2008 - Walter Mazzarri ormai non può nascondersi perchè vinto lo scontro diretto con l'Udinese ora potrebbe provare ad agganciare il treno della Champions: "Andremo a giocarcele tutte fino alla fine. Non era previsto, ma proveremo a rendere la vita difficile a tutti - dice a Italia 1 - Siamo lì e speriamo di giocarcela così anche a Firenze. Dobbiamo continuare a comportarci come abbiamo fatto nel girone di ritorno, siamo già molto contenti". Ancora una volta Antonio Cassano è stato protagonista di una grande prova e agli Europei potrebbe esserci spazio anche per lui. "Non faccio lo sponsor e se non mi viene chiesto non esprimo un parere diretto; tutti hanno visto come ha giocato oggi, compreso Donadoni e i suoi collaboratori. È chiaro che io sono di parte e vorrei che Antonio fosse convocato. Sta bene, ha recuperato in pieno la forma dopo le cinque giornate di squalifica". Sull'operazione di Totti "Grande in bocca al lupo, spero che guarisca al più presto".
Samp, che occasione persa
inserito da Add.stampa il 16 Apr 2008 Cozza inventa, Cassano no Samp, che occasione persa Con un gol di Brienza al 35', ispirato dal capitano, la Reggina supera di misura i doriani, che si allontanano dal quarto posto. I calabresi abbandonano l'ultima posizione Brienza dribbla Castellazzi: poi firmerà il gol decisivo. Ap REGGIO CALABRIA, 13 aprile 2008 - La rincorsa della Samp si ferma sul più bello. La squadra che aveva fatto più punti nel girone di ritorno (con 5 vittorie e un pari nelle ultime 6 giornate) viene battuta dalla voglia della Reggina di non retrocedere. Decide la giocata di Ciccio Cozza per Franco Brienza al 35', acquisto di gennaio quanto mai provvidenziale e nell'occasione freddo nel superare Castellazzi dopo averlo dribblato. La coppia di fantasisti ha in mano la permanenza dei calabresi nella masima serie. Tutt'altro umore in casa blucerchiata: in attesa di Inter-Fiorentina, i doriani perdono l'occasione della vita per staccare Milan e Udinese e inseguire una Champions che coi tre punti di oggi sarebbe stata più di un sogno. La Samp perde meritatamente, perchè non riesce mai a impensierire Campagnolo. Le assenze pesanti di Accardi e Palombo non possono essere un'attenuante. Sugli esterni Maggio e Pieri si limitano a coprire, Bellucci e soprattutto Cassano non si accendono mai. Fantantonio non combina nulla, Mazzarri (accolto come un re dai tifosi a cui l'anno scorso ha regalato una salvezza memorabile) sembra sul punto di sostituirlo un paio di volte, poi i guai di Castellazzi (stagione finita per lui?) salvano Cassano dalla sostituzione ma non dalla bocciatura. UOMO IN PIU' - Sull'altro fronte viene da chiedersi perchè Ciccio Cozza debba sempre fare la spola tra campo e panchina. Il capitano ha disputato un'eccellente partita nel giorno più importante per la Reggina, che alla luce dei risultati odierni rientra in corsa per la salvezza: decisivi per il futuro dei calabresi, dopo la proibitiva trafserta a S.Siro col Milan, i quattro scontri diretti che chiuderanno la stagione. La Reggina ha concesso pochissimo a una Samp poco brillante di suo, ma imbrigliata come meglio non si poteva. NESSUNA REAZIONE - Dopo un periodo ben al di sopra del proprio livello una giornata negativa è normale. I doriani avrebbero avuto anche tutta la ripresa per raddrizzare la situazione ma, nonostante l'ingresso di Bonazzoli per dar vita al tridente, non hanno creato nulla di importante. Sconfitta quindi meritata: ora i doriani devono sperare che la Fiorentina non faccia punti con l'Inter e battere l'Udinese nello scontro diretto di Marassi domenica prossima. Altrimenti Mazzarri cercherà l'Uefa: sarebbe comunque il giusto premio a un girone di ritorno da copertina.
Cassano: \"Resto alla Samp\"
inserito da Add.stampa il 8 Apr 2008 "L'Europeo? Mi porterei" L'attaccante al Tg2: "La prossima partita sarà importante, se facciamo bene possiamo ambire ad un traguardo molto grosso. Nazionale? Spero che Donadoni mi prenda nel modo giusto, ma vado solo se posso giocarmi le mie carte. Il futuro? Rimango" Cassano abbracciato da Bonazzoli dopo il 2-0 al Livorno. Ansa GENOVA, 7 aprile 2008 - "Il gesto che mi è costato cinque giornate di squalifica non lo rifarei. È stato un grande errore, soprattuto aver dato un'immagine sbagliata ai bambini che mi guardano". Lo dice Antonio Cassano, intervistato dal Tg2, sul suo ritorno in campo dopo il lungo stop disciplinare. "Per quel gesto ho chiesto scusa anche al designatore Collina che quel giorno, per sua sfortuna, era in tribuna ed è stato contestato dai tifosi". CHAMPIONS - Il prossimo turno del campionato di serie A potrebbe già essere decisivo sia per la Champions League che per la lotta allo scudetto. "La prossima partita sarà importante per la Sampdoria (giocherà in casa della Reggina, ndr), se facciamo bene possiamo ambire ad un traguardo molto grosso". NAZIONALE - Cassano e la Nazionale, in vista delle convocazioni per l'Europeo. "Con il c.t. Donadoni ci siamo sentiti 10 giorni fa, è una persona da prendere nel modo giusto, speriamo che mi prenda nel modo giusto! Totti, Del Piero o Cassano agli Europei? Porterei me. Se ci andassi, però, non accetterei qualsiasi ruolo. Se vado all'Europeo lo faccio per giocarmi le mie carte. Secondo a Kakà o a Cristiano Ronaldo? L'ho già detto altre volte: non sono secondo a nessuno". SAMPDORIA - Sulla possibilità di rimanere ancora al club blucerchiato, il talento barese spiega: "Real Madrid o Italia? Tornare a Madrid non mi va, loro lo sanno bene. All'Inter con Mancini? Sto bene alla Sampdoria e voglio restare".
Una Sampdoria da Champions
inserito da Add.stampa il 31 Mar 2008 I liguri vincono 2-0 a Empoli grazie a Sammarco e a un autogol di Marzoratti nel primo tempo. Doriani a -4 dalla zona Champions. Toscani solo volonterosi, Giovinco comunque in evidenza Il tiro dell'1-0 di Paolo Sammarco, 28 anni. Ansa EMPOLI, 30 marzo 2008 – La Sampdoria arriva al sesto risultato utile consecutivo battendo 2-0 l’Empoli in Toscana. La squadra di Malesani resta solitaria all’ultimo posto e si dimostra volenterosa e nulla più, nonostante qualche talento di prospettiva come Musacci e la conferma di Sebastian Giovinco, davvero immarcabile palla al piede.
PROFUMO DI CHAMPIONS - La Samp non vinceva tre gare consecutive in trasferta dal 2004 e ora, a -4 dalla Fiorentina, può davvero credere al quarto posto, con annesso biglietto di ingresso in Champions. L’Empoli al contrario resta in crisi, un solo punto nelle ultime sei giornate.
SUBITO IN VANTAGGIO - Primi caldi primaverili e gioco che non decolla al Castellani. La Sampdoria è ben messa in campo e al primo affondo va subito in vantaggio. Sammarco porta palla sulla trequarti, Piccolo gli scivola davanti e nessuno va in aiuto. Risultato: il centrocampista lascia partire un tiro poco potente ma molto angolato, che si insacca nell’angolino basso alla sinistra di Bassi. Sono passati solo 6’.
SFORTUNATO AUTOGOL - E dopo altri dieci minuti i blucerchiati raddoppiano. Franceschini recupera palla al limite della propria area con un robusto contrasto su Vannucchi. Parte a tutta e tocca a Delvecchio, che lancia Bonazzoli, quest'ultimo al volo di piatto serve ancora Franceschini, il quale mette in area piccola di testa. Marzoratti arriva sul pallone in precario equilibrio e si tira la sfera sul mento, facendola carambolare in rete. L’Empoli prova a scuotersi, ma è solo Giovinco e Vannucchi. La Samp tiene il ritmo basso e Malesani le tenta tutte per cambiare l’inerzia della partita. Prima sostituisce Marzoratti con l’ariete Volpato, poi modifica di continuo la posizione di Vannucchi e Giovinco. Mosse inutili per i toscani.
FINE PIGRA - Nella ripresa l’Empoli non si arrende, ma a parte qualche numero di gran classe di Giovinco non riesce a rendersi pericoloso. La Sampdoria attacca con insistenza sulla fascia sinistra, con Franceschini e Sammarco che si allargano ad aiutare Zenoni. Dopo una ventina di minuti però le squadre si allungano e la partita cala ancora di ritmo. Pochi sussulti e partita in cassaforte per la squadra di Mazzarri, che vive un momento da Mille e una Notte. E dalla prossima partita riavrà a disposizione il genio Cassano.
Cagliari beffato al 90\'
inserito da Add.stampa il 22 Mar 2008 Franceschini salva la Samp Al Ferraris la squadra di Mazzarri pareggia all’ultimo minuto con una rete di testa di Franceschini. Foggia aveva portato in vantaggio i sardi a fine primo tempo Il gol di Pasquale Foggia (24). Ansa. GENOVA, 22 marzo 2008 - La Sampdoria soffre, va in difficoltà, poi all’ultimo minuto trova l’1-1 con Franceschini, che di testa mette dentro un preciso cross di Accardi. Nella sfida tra due delle squadre più in forma del campionato al Cagliari non basta un super Foggia, che al 41’ aveva portato in vantaggio gli isolani.
LA CHANCE - Ballardini concede, ripagato, una chance a Foggia, schierato assieme a Jeda alle spalle di Acquafresca. Niente da fare per l’ex Parola, sostituito a centrocampo da Del Grosso. Nella Samp Mazzarri lascia ancora fuori l’appena guarito Bellocci, piazzando Sammarco a supporto di Bonazzoli. EMOZIONI ZERO - Torpore primaverile in campo, con squadre abbastanza molli e tiri in porta assolutamente inesistenti. La Sampdoria cerca in tutti i modi di sfruttare la torre Bonazzoli, ma non crea alcun pericolo agli avversari. Maggio che dovrebbe correre lungo la fascia destra sembra sottotono e si intende poco con i compagni. Il Cagliari attende con tutta tranquillità.
SEGNALI DI RISVEGLIO - Cinque minuti di vita tra il 27’ e il 32’, prima con un’azione personale che Jeda chiude tirando addosso a Castellazzi. Poi Pieri entra in area da sinistra, salta Pisano e tocca indietro. All’appuntamento col pallone si presenta Volpi che spara alto. Nel Cagliari il più vivo sembra Foggia, che al 41’ sblocca il risultato: bellissimo lancio di Biondini poco oltre il centrocampo, che trova il fantasista in piena area di rigore. Foggia controlla e tocca sopra le mani di Castellazzi. L’1-0 è servito. La Sampdoria prova a rispondere, ma prima Bonazzoli e poi Maggio non si fanno onore in area. CAGLIARI SUPER - Nella ripresa il ritmo aumenta, ma a sorpresa è il Cagliari a condurre le danze con un Foggia davvero scintillante. Acquafresca all’11’ si fa recuperare da Bellucci in piena area e spreca una grande occasione. Due minuti dopo Accardi perde un pallone poco fuori della sua area, Foggia recupera e serve Acquafresca. L'arbitro Valeri fischia un fuorigioco davvero dubbio, l'attaccante mette comunque dentro e si becca anche l'ammonizione. La Sampdoria fatica, forse affaticata dal successo infrasettimanale di San Siro. Mazzarri a metà ripresa decide di buttare nella mischia il giovane Kalu, che mette un po’ di pepe nella manovra doriana. Al 22’ l’ivoriano conclude pericolosamente a rete. I padroni di casa non sembrano in grado di raggiungere il pari, nonostante l’uscita di Foggia, indiscutibilmente il migliore in campo. Al 31’ il Cagliari colpisce anche un palo con Daniele Conti. ULTIMO RESPIRO - La beffa per gli isolani arriva al 46’: la Samp non si arrende, Accardi sale sulla sinistra e crossa in mezzo; Franceschini batte la difesa sarda e impallina Storaci. Delusione per il Cagliari che continua comunque a muovere la classifica, ma che in trasferta aveva vinto l’ultima volta alla prima giornata di campionato a Napoli. La Samp perde due punti da Milan e Fiorentina, ma colleziona il quinto risultato utile consecutivo.
Mazzarri: \"Vista l\'emergenza bene l\'1-1\"
inserito da Add.stampa il 22 Mar 2008 22 marzo 2008 - L'allenatore della Sampdoria Walter Mazzarri non si scompone dopo il pareggio con il Cagliari, quinto risultato utile consecutivo dei blucerchiati. "Siamo in piena emergenza - ha spiegato Mazzarri - e proprio per questo il pareggio e' da intendersi come un risultato molto importante. Adesso come adesso abbiamo troppi giocatori acciaccati, ad esempio oggi molti erano stanchi e poco lucidi. Lo stesso non vale per il Cagliari, che e' arrivato qui nel pieno della forma. Quindi in questo caso può andare bene anche questo 1-1".
Mazzarri: \"Davvero un bel calcio\"
inserito da Add.stampa il 20 Mar 2008 19 marzo 2008 - Walter Mazzarri non sta più nella pelle. "Ringrazio i miei ragazzi che hanno giocato un bel calcio. Il primo tempo è stato un bel vedere al di là dei gol. Tra l'altro siamo anche in emergenza. Un applauso ai giocatori. Non ci poniamo limiti, ma non ci esaltiamo. Alla fine tireremo le somme. Quando abbiamo mancato il 3-0 mi sono arrabbiato perché abbiamo esultato troppo: con squadre come il Milan non si scherza".
Il Milan crolla con la Samp
inserito da Add.stampa il 20 Mar 2008 Dalla sconfitta immeritata dell'Olimpico e quella netta e clamorosa in casa contro i blucerchiati che passano 2-1 a San Siro. Kakà lascia per la lombalgia al 9', poi segnano Maggio e Delvecchio. Nella ripresa l'inutile gol di Paloschi La delusione di Jankulovski e la gioia della Samp. Reuters MILANO, 19 marzo 2008 - Champions League? Di questo passo il Milan rischia di perdere anche un posto in coppa Uefa. Ammesso che la competizione interessi a via Turati. La Sampdoria, scesa a San Siro con un modulo prudente e con problemi di formazione, fa letteralmente a pezzi i rossoneri con un primo tempo sontuoso, in cui le riesce tutto e chiude la gara, passando con Maggio e replicando con Delvecchio. Solo nella ripresa il gol di Paloschi. I rossoneri si consolano con il k.o. della Fiorentina a Napoli, ma al gap di 4 punti dai viola corrisponde anche una partita in meno da giocare, mentre proprio i blucerchiati premono a un punto. SPENTI - Inutile campare scuse per l'uscita di Kakà dopo soli nove minuti di gioco a causa ancora della lombalgia (le polemiche dilagheranno). Una squadra come il Milan non può permettersi di farsi umiliare a 360 gradi. Spenti e imbarazzanti, senza cuore, i rossoneri nei primi 45' di gioco subiscono una lezione di calcio. Pareva che il recupero di Nesta e Jankulovski avrebbe aggiunto mattoni alla difesa. Invece l'assenza di Maldini pesa come un macigno. SAMP PERFETTA - Uscito Kakà, quando già si era capito che la Samp non avrebbe permesso al Milan di giocare, arriva al 12' il gol di Maggio che ha tutto il tempo di battere Kalac con Jankulovski che sta a guardare. E cosa dire di Nesta che non regge allo scatto di Delvecchio al 25'. Il blucerchiato si permette anche di dribblare, Kaladze compreso, e infilare con Mazzarri in delirio, il 2-0. Nulla di casuale. Perché i gol potrebbero essere addirittura quattro, se Bonazzoli prima e Maggio dopo non gettassero al vento facili occasioni. NEW GENERATION - E il Milan? Con Paloschi al posto di Kakà e un Seedorf che gioca a due cilindri, arranca. Pato e il nuovo entrato cercano di vitalizzare l'attacco, ma senza impenmsierire più di tanto Castellazzi e soci che maramaldeggiano, pressano, giocano con eleganza. Alla fine a salvarsi è Paloschi, tuttocuore e personalità, affamato e ringhioso; di gran lunga superiore al coetaneo barsiliano che si impappina e non vince un duello. Pirlo si ingegna, ma non trova discepoli, Gattuso arranca, Seedorf non c'è, Ambrosini si scioglie. E proprio il biondo centrocampista lascia il posto all'inizio della ripresa a Gilardino. FORT APACHE - Un 4-3-3 per compiere un miracolo? Ma come? La Samp, infatti, oltre a difendersi con ordine davanti agli asfittici tentativi rossoneri, si spinge in attacco e crea il panico fra Nesta, Kaladze e Jankulovski. Il ceco, in serata no, lascia a Favalli. L'ex laziale dà più vigore alla fascia e il Milan (come tirarsi indietro?) regala il meglio di sè. I rossoneri alzano ritmo e baricentro. Colpiscono un palo con Pirlo, ma soprattutto ritrovano Pato che con Paloschi innesca una reazione. Il gol arriva su un assist preciso del brasiliano per Paloschi che segna di testa, con una prodigiosa elevazione. Ma è troppo tardi. La Samp resiste all'assalto finale, anche in 10 per l'espulsione di Lucchini al 90', anche se è Castellazzi a blindare la vittoria con un prodigio su Gattuso. Il 2-1 finale apre ufficialmente la crisi del Milan. Definirla in un altro modo è francamente difficile.
E\' tornato Bellucci
inserito da Add.stampa il 16 Mar 2008 La Samp fa festa L'attaccante, a tredici giorni dall'operazione al menisco, entra e in venti minuti cambia la partita: costruisce e segna il 3-1 dopo i gol di Palombo, Stovini e Accardi. Il Catania ora rischia grosso Festa Samp con Bellucci: 3-1 al Catania. Ap GENOVA, 16 marzo 2008 - La partita anni Novanta la decidono i comprimari. Sampdoria e Catania giocano un’ora tutta tattica e zero rischi, poi in dieci minuti si scatenano: vantaggio di Palombo, pareggio di Stovini, gol decisivo di Accardi. Nessuno di loro aveva mai segnato in questo campionato e alla fine l’unica firma nobile la mette Bellucci, che a 13 giorni dall’operazione al menisco segna il 3-1. Tutto, stranamente, in venti minuti anche se il risultato, almeno quello, era prevedibile: il Catania quest’anno non ha mai vinto fuori casa, mentre la Samp a Marassi non perde da ottobre. Guardando la partita si capisce perché: il Catania fa capire presto che a Baldini uno 0-0 andrebbe benissimo, mentre la Samp senza Volpi e Cassano fatica maledettamente a costruire. Così incidono solo gli episodi: l’1-0 arriva con un tiro da lontano (su cui Bizzarri sbaglia tutto), i due gol più importanti con i colpi di testa di due difensori. LA DECISIONE-CHIAVE - La svolta della partita al minuto 17 del secondo tempo: Mazzarri fa entrare Bellucci, Marassi si carica e la Samp comincia a giocare. Prima, tra le tre e le quattro del pomeriggio, non era successo praticamente niente. Il Catania imposta la classica partita da 0-0, la Samp non vorrebbe ma è costretta ad adeguarsi. Palombo si piazza davanti alla difesa e fa girare palla (bene, non benissimo) ma i problemi di Cassano e Bellucci condizionano il gioco di Mazzarri. Bonazzoli e Delvecchio non hanno le qualità per attaccare palla a terra, mentre le ali faticano più del solito: a sinistra Pieri non va mai sul fondo, a destra Maggio trova in Vargas un rivale di qualità. L’unica occasione quindi arriva al 37’: un paio di rimpalli in area regalano a Gastaldello l’occasione del mese. Palla all’altezza giusta, un po’ oltre il dischetto, senza avversari. Il difensore però calcia… da difensore: forte, senza pensarci, altissimo. 20 MINUTI SUPER - L’unico antidoto alla noia così diventa Bellucci, al rientro dopo l’operazione al ginocchio: quando Mazzarri lo manda in campo, la Samp comincia a giocare palla a terra e passa un po’ casualmente. Destro di Palombo da fuori area e mezza papera di Bizzarri. Il pallone gli rimbalza davanti, lui va giù con poca convinzione e prende l’ennesimo gol evitabile della stagione del Catania. Che reagisce e trasforma la partita: dai ritmi lenti dell’inizio alla gara delle emozioni. Prima Stovini fa l’attaccante e trasforma un cross di Vargas nel pareggio, poi Accardi lo imita riportando avanti la Samp. E alla fine è giusto che sia Bellucci a chiudere la partita con il gol del 3-1: dribbling su Stovini, tiro vincente di sinistro. Sì, tutto con la stessa gamba appena operata.
16 marzo 2008
inserito da Add.stampa il 16 Mar 2008
16 marzo 2008 - La novità è che adesso la Samp ci crede. Per mettere al sicuro il biglietto per la zona Uefa e attaccare il quinto posto del Milan, un obiettivo a cui Mazzarri ammette di pensare: "Siamo a -4 e mercoledì c'è lo scontro diretto a San Siro. Purtroppo abbiamo un giorno in meno rispetto a loro per recuperare ma la Samp ora sta bene". La partita contro il Catania lo ha dimostrato: "Sì, abbiamo giocato un buon calcio, senza mai subire le azioni degli avversari – continua il tecnico della Samp -. L'importante è continuare a vivere alla giornata, come facciamo da inizio anno". A proposito di novità, la buona notizia della domenica è il ritorno di Bellucci: "Abbiamo bisogno di lui e di Cassano per fare il nostro gioco. Con Bonazzoli e Delvecchio nel primo tempo abbiamo usato i lanci lunghi cercando le deviazioni aeree, mentre da inizio stagione siamo stati abituati a giocare palla a terra".
La Samp inguaia il Parma
inserito da Add.stampa il 9 Mar 2008 I blucerchiati, senza lo squalificato Cassano, passano 2-1 al Tardini con reti di Maggio e Bonazzoli, quest'ultimo al primo centro stagionale. Gli emiliani, a segno con Budan, sbagliano un rigore con Gasbarroni e ora sono terzultimi Il gol dell'1-0 di Christian Maggio, 26 anni. Ansa PARMA, 9 marzo 2008 - Piovono fischi al Tardini: il Parma continua il suo momento nero e perde 2-1 in casa con la Sampdoria, alla prima uscita senza lo squalificato Cassano: decidono le reti di Maggio nel primo tempo e di Bonazzoli nella ripresa dopo che Gasbarroni in avvio di secondo tempo aveva fallito un rigore per il pareggio; inutile il gol di Budan che serve solo ad accorciare le distanze. Gli emiliani ora sono terzultimi con 25 punti insieme all'Empoli. La Sampdoria resta 7ª con 39 punti, ora a una sola lunghezza dall'Udinese. La formazione di Mazzarri, sempre a segno nelle 8 gare del girone di ritorno, inverte la tendenza che lontano da Marassi, tra campionato e coppa Italia, l'aveva vista raccogliere solo un pareggio e 7 sconfitte nelle ultime trasferte. PRIMO TEMPO - Partita che stenta a decollare con le squadre che non riescono a organizzare alcuna manovra offensiva. Prima vera azione e primo gol al 12': girata di Franceschini dal limite, Cigarini devia, la palla s'impenna e Maggio di testa insacca nell'angolo alla destra di Bucci. Il Parma fatica a imbeccare Lucarelli, troppo isolato in avanti. Al 20' Delvecchio serve Bonazzoli, Coly lo anticipa e Bucci rinvia lungo evitando un nuovo intervento di Delvecchio da dentro l'area. I padroni di casa salgono di tono con Gasbarroni che al 39' di destro dal limite costringe Castellazzi a deviare in angolo in tuffo. SECONDO TEMPO - Il Parma riparte subito in maniera aggressiva e al 4' trova il rigore: cross di Pisanu da sinistra, Lucarelli controlla bene e Gastaldello viene sanzionato per un fallo di mano abbastanza sospetto. Dal dischetto batte Gasbarroni, la palla finisce sul palo alla destra di Castellazzi che aveva intuito solo la direzione: è solo il quarto legno di tutto il campionato per gli emiliani. Al 12' il colpo del possibile k.o.: punizione da destra di Ziegler a due passi dalla bandierina del corner, Bonazzoli sul primo palo colpisce di testa e mette in gol. Di Carlo inserisce Budan e la partita cambia: la Sampdoria si accontenta di controllare il gioco e rischia. Al 22' lancio di Morrone, Lucarelli sfiora di testa e Budan è più lesto della distratta difesa ligure e mette in gol. Al 32' gran tiro di Budan di destro dal limite, Castellazzi è attento e devia in angolo. Entra anche Corradi, ma non è una gran vantaggio con tre punte e un rifinitore (Reginaldo) che faticano a trovare spazio. E' forcing emiliano, ma serve a poco. Prima della fine arrivano l'espulsione per proteste del team manager Melli e la 75ª ammonizione in A per Falcone che, diffidato, sarà squalificato al pari di Palombo. PARLA BONAZZOLI - Grande festa per la squadra doriana davanti ai numerosi tifosi giunti al Tardino. Più di tutti esulta Emiliano Bonazzoli, al primo gol stagionale: "E' una rete importante - le sue parole a caldo - perché era dal giorno del mio infortunio, il 10 aprile 2007, che non segnavo. Serviva tanto a me e alla squadra per la ricerca di un posto in zona Uefa. Noi che giochiamo meno dobbiamo farci trovare pronti, continuiamo così. Ho iniziato da poco a giocare, spero e devo continuare così".
Mazzarri: \"Una risposta importante\"
inserito da Add.stampa il 9 Mar 2008 Mazzarri: "Una risposta importante" 9 marzo 2008 - Pienamente soddisfatto Walter Mazzarri dopo il successo di Parma: "La squadra ha fatto bene, anche senza Antonio Cassano che nonostante la squalifica ci ha raggiunto qui a Parma per assistere alla partita. Questo vuol dire che ci tiene. Il gruppo è unito e la squadra, come pensavo, ha dato una risposta importante anche senza due pedine importanti come Bellucci e Cassani. Per noi è importante per il cammino in campionato. Bonazzoli era già recuperato, per arrivare al top bisognava aspettarlo e oggi sono contento per il suo morale visto che ha fatto gol".
Le 5 giornate di Cassano
inserito da Add.stampa il 5 Mar 2008 Il Direttore guarda avanti dopo le cinque giornate di stop inflitte a Cassano: «Non inoltreremo ricorso, non fa parte della nostra di condotta. E aiuteremo il ragazzo a completare il suo processo di maturazione».
La squalifica tanto temuta è arrivata. Antonio Cassano è stato appiedato dal giudice sportivo per le prossime cinque giornate del campionato di Serie A. Una sentenza certamente pesante, ma che nel quartier generale di Bogliasco era già stata messa in preventivo. L'umore generale non può essere certo quello dei giorni migliori, ma bisogna necessariamente accettare il verdetto e guardare al prosieguo di stagione.
Nessun ricorso. L'amministratore delegato Giuseppe Marotta, presente come sempre al Centro Sportivo "Gloriano Mugnaini" per seguire l'allenamento della squadra, così commenta la decisione del giudice Gianpaolo Tosel: «La sanzione del giudice sportivo è arrivata e come tale l'abbiamo accettata. La Sampdoria non inoltrerà ricorso. Una opportunità che non rientra nella nostra linea generale di condotta e che avremmo sfruttato solo in caso di sanzione evidentemente sproporzionata rispetto a quanto effettivamente avvenuto».
Maturazione. Per cinque partite, a partire da domenica nella dura trasferta del Tardini a Parma, la Samp dovrà fare quindi a meno del talentino di Barivecchia. Ma il Direttore, pur rammaricandosene, non intende piangersi addosso e già è pronto a voltare pagina: «Antonio adesso sconterà le cinque giornate comminategli e nel frattempo continuerà a lavorare con lo stesso impegno dimostrato fino a questo momento per tornare tra un mese ad essere il calciatore importante che abbiamo potuto ammirare nell'ultimo periodo. E' chiaro che nel contempo lavoreremo anche sull'aspetto comportamentale del ragazzo. Antonio è un campione sul campo, ma deve necessariamente crescere ancora per limare i difetti che è tornato a manifestare domenica. La Sampdoria è qui anche per questo, per provare a completare in maniera definitiva il suo totale percorso di maturazione».
GENOVA, 2 marzo 2008
inserito da Add.stampa il 2 Mar 2008 Finisce 2-2 una bella partita tra Sampdoria e Torino. Applausi e risultato positivo per Novellino che tornava per la prima volta a Marassi come avversario della Sampdoria. Ospiti due volte in vantaggio: al 18' con Comotto a cui ha risposto Sala al 45' del primo tempo, e al 6' della ripresa con Di Michele su rigore a cui ha risposto dopo un minuto Cassano. Il fantasista barese viene poi espulso nel finale e si rende protagonista di una sceneggiata non degna della sua classe nei confronti dell'arbitro. La Sampdoria, adesso solitaria al 7° posto con 36 punti, ha nello stadio Ferraris un fortino quasi inespugnabile: una sola sconfitta nelle ultime 25 uscite ufficiali (il 31 ottobre col Milan) con restante bilancio di 14 vittorie e 11 pareggi. Melle ultime 10 gare casalinghe i blucerchiati, con 6 vittorie e 4 pareggi, sono sempre andati in gol per un totale di 22 reti. Il Torino, al 16° pareggio stagionale, è raggiunto al 13° posto a quota 28 dal Siena. I granata sono imbattuti dal 19 gennaio (1-2 con la Fiorentina) e da allora hanno collezionato 2 vittorie e 5 pareggi. PRIMO TEMPO - Mazzarri recupera Cassano, reduce dall'influenza, e la partita è subito gradevole anche se non ci sono grandi occasioni da gol. Al 18' tiro di Comotto dai pressi del vertice destro dell'area, la palla rimbalza davanti a Castellazzi e s'insacca beffando il portiere blucerchiato. Comotto è il 16° giocatore del Torino in gol in 26 partite. Immediata la reazione dei liguri: al 21' splendido destro di Maggio dalla destra, spettacolare intervento di Sereni che vola e di mano mette in corner. Al 23' Palombo imbecca Bonazzoli che solo davanti a Sereni manda incredibilmente alto: l'arbitro gli toglie ogni rimorso fischiando un fuorigioco sospetto. Al 43' gran botta di Cassano su punizione dai 22-23 metri, ancora un volta Sereni respinge. Allo scadere della prima frazione il pareggio: Palombo decentra sulla destra, prezioso velo di Cassano e Sala di destro mette a segno sul secondo palo. SECONDO TEMPO - Al 5' rigore per il Torino per un contrasto sospetto tra Sala e Di Michele comunque fuori area. E' proprio Di Michele ad andare sul dischetto e trasformare mettendo la palla sulla destra di Castellazzi che aveva intuito. Un minuto più tardi un rimpallo libera Cassano al limite dell'area e il fantasista di piatto destro mette in porta il suo settimo gol. Al 13' bel servizio di Cassano per Bonazzoli il cui appoggio delizioso manda al tiro Sammarco: palla respinta. Il match scende un po' di tono, aumenta il nervosismo e al 42' Cassano rovina la sua giornata. Già ammonito ,commette un fallo su cui non è d'accordo: proteste veementi e cartellino rosso. La sua furia è implacabile, neanche i giocatori del Torino riescono a chetarlo e lui si toglie la maglia e la scaglia verso l'arbitro. La sceneggiata è davvero di cattivo gusto anche quando esce dal campo e resta all'imbocco del tunnel degli spogliatoi inveendo ancora al direttore di gara ogni volta che passa a portata di urlo. Solo a fine match Cassano si cheta e a capo chino va verso la curva a salutare il pubblico e a scusarsi. Questa volta fuori tempo massimo, il giudice sportivo probabilmente avrà la mano pesante. PARLA CASSANO - Meno di un'ora dopo la fine del match arriva un comunicato a nome di Cassano: "Mi scuso con tutti. Ho compiuto un gesto assolutamente da censurare che ha compromesso quanto di buono fatto fino a quel momento. Ho compreso quasi subito d'aver commesso una grossa cavolata, a fine gara ho chiesto scusa ai tifosi e ai compagni e ho chiarito l'accaduto anche con il designatore Pierluigi Collina".
Parggio di Cassano 2-2
inserito da Add.stampa il 2 Mar 2008 Velo di Cassano gol di Sala paregga il gol di Comotto,avanti il toro con un rigore regalato. Di Michele,fa 2-1,pareggia Cassano con un tiro angolato,poi si fa espellere per doppia ammonizione.
Mazzarri: \"Una sconfitta senza alibi\"
inserito da Add.stampa il 28 Feb 2008 BERGAMO, 27 febbraio 2008 - Il tecnico di una squadra che praticamente gioca soli tre minuti di partita, non può certo essere soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi. Un perfezionista come Mazzarri, poi, non cerca neanche di trovare scuse ed anzi analizza la gara con estrema sincerità: "L'alibi Cassano non regge e non ne voglio neanche sentir parlare. Questa è una sconfitta che mi dà molto fastidio e che deve farci riflettere". Una sconfitta giunta, per di più, dopo essere andati in vantaggio: "Infatti avevamo cominciato benissimo - continua il tecnico doriano - forse il miglior inizio di partita della stagione. Poi però, non so cosa sia successo e cosa sia scattato nella testa dei miei giocatori".
Cassano, l\'oro della Samp
inserito da Add.stampa il 24 Feb 2008 Crespo tiene a galla l'Inter In vantaggio con un gol del talento barese a metà ripresa, la Sampdoria viene agganciata da Crespo. I nerazzurri non brillano. Stankovic esce per infortunio. Vieira esce polemicamente dal campo. Mercoledì lo scontro diretto con la Roma tornata a -9 Festa blucerchiata dopo il gol dell'1-0 siglato da Cassano. Ansa GENOVA, 24 febbraio 2008 - L'Inter non perde in assoluto un incontro di serie A dal 18 aprile 2007 (1-3 a San Siro contro la Roma); fuori casa non conosce sconfitte addirittura dal 30 aprile 2006 (1-0 a Empoli). A Genova sembrava arrivato il momento di riscrivere il libro dei record. E invece il cuore di Crespo ha rimesso in discussione tutto, annullando il vantaggio di Cassano e limitando i danni di una trasferta che avrebbe potuto appesantitre il morale della capolista a tre giorni dalla sfida contro la Roma. SEGNALI PREOCCUPANTI - Il minuto è il 6' del primo tempo. Vieira perde un pallone a metà campo, Cassano accelera e punta la porta ma sbaglia il colpo. Sono passati quattro giorni ma sembra di essere tornati ad Anfield. L'Inter è un paziente in lenta ripresa, attesa al varco dalla squadra più in forma del campionato. Bellucci, Maggio e Cassano infilano una volata dopo l'altra chiamando Julio Cesar all'unica respinta degna di un primo tempo comunque complicato per i nerazzurri. IN AFFANNO - Vieira fa fatica a tenere Cassano, e dopo il giallo mostrato dall'arbitro all'11' deve darsi una regolata. Registrata la serie di assalti ai lati del campo, dopo venti minuti Mancini rinuncia al trequartista per tappare la falla a destra (dove si sposta Stankovic). Davanti Crespo e Suazo combinano poco ma l'honduregno riesca a confezionare l'attacco più insidioso quando costringe Accardi a una chiusura al limite del rigore che Rocchi giudica al contrario (fallo di Suazo). Al 29' l'azione più bella della partita: Cassano alza il pallone per farlo arrivare a Bellucci, che si coordina in una rovesciata bellissima anche se improduttiva. Quando il barese tocca il pallone Marassi rumoreggia come fosse in attesa di un prodigio come accade solo ai grandi del calcio, convinto che alla fine qualcosa succederà. Ed è così che andrà a finire. LA MAGIA - Fuori Bellucci per un guaio al ginocchio, la Samp si affida a una torre di ruolo come Bonazzoli. Cambiare il partner d'attacco non muta l'apporto di Cassano, che in campo è uno spasso: prima scherza con Vieira toccandogli il fondo schiena, poi riceve i complimenti di Cassano per il suo fair play e infine fa quello che tutti si aspettano da lui. La magia. Il buco di Materazzi apre il campo al barese, servito da Sammarco. Il tocco di classe sotto l'incrocio è sublime. Il messaggio ai tifosi in delirio (due indici che indicano il campo verso il basso, come a dire "Io da qui non andrà via") sono invece il manifesto di un amore consolidato. CRESPO DI RABBIA - Il risveglio dal sogno di ribaltare il carro armato nerazzurro s'infrange al 31', quando l'asse Stankovic-Crespo esprime il massimo della potenza: cross teso da sinistra e incornata di potenza pura dell'argentino. Acchiappato il pareggio, Mancini tira fuori dal campo Vieira, copia sbiadita del centrocampista che dominava il campo con la Juventus. Il francese, palesemente a corto di condizione, tradisce il suo nervosismo avvicinandosi alla panchina scalciando delle borracce. Mancini non si piega, di sicuro quello che preoccupa più il tecnico è l'ennesimo infortunio capitato a Stankovic, sostituito da Pelè (terzo portoghese su tre cambi spesi dal tecnico). Un altro piccolo imprevisto nella marcia di avvicinamento alla notte di Champions contro il Liverpool dell'11 marzo.
Cassano, l\'oro della Samp
inserito da Add.stampa il 24 Feb 2008 Crespo tiene a galla l'Inter In vantaggio con un gol del talento barese a metà ripresa, la Sampdoria viene agganciata da Crespo. I nerazzurri non brillano. Stankovic esce per infortunio. Vieira esce polemicamente dal campo. Mercoledì lo scontro diretto con la Roma tornata a -9 Festa blucerchiata dopo il gol dell'1-0 siglato da Cassano. Ansa GENOVA, 24 febbraio 2008 - L'Inter non perde in assoluto un incontro di serie A dal 18 aprile 2007 (1-3 a San Siro contro la Roma); fuori casa non conosce sconfitte addirittura dal 30 aprile 2006 (1-0 a Empoli). A Genova sembrava arrivato il momento di riscrivere il libro dei record. E invece il cuore di Crespo ha rimesso in discussione tutto, annullando il vantaggio di Cassano e limitando i danni di una trasferta che avrebbe potuto appesantitre il morale della capolista a tre giorni dalla sfida contro la Roma. SEGNALI PREOCCUPANTI - Il minuto è il 6' del primo tempo. Vieira perde un pallone a metà campo, Cassano accelera e punta la porta ma sbaglia il colpo. Sono passati quattro giorni ma sembra di essere tornati ad Anfield. L'Inter è un paziente in lenta ripresa, attesa al varco dalla squadra più in forma del campionato. Bellucci, Maggio e Cassano infilano una volata dopo l'altra chiamando Julio Cesar all'unica respinta degna di un primo tempo comunque complicato per i nerazzurri. IN AFFANNO - Vieira fa fatica a tenere Cassano, e dopo il giallo mostrato dall'arbitro all'11' deve darsi una regolata. Registrata la serie di assalti ai lati del campo, dopo venti minuti Mancini rinuncia al trequartista per tappare la falla a destra (dove si sposta Stankovic). Davanti Crespo e Suazo combinano poco ma l'honduregno riesca a confezionare l'attacco più insidioso quando costringe Accardi a una chiusura al limite del rigore che Rocchi giudica al contrario (fallo di Suazo). Al 29' l'azione più bella della partita: Cassano alza il pallone per farlo arrivare a Bellucci, che si coordina in una rovesciata bellissima anche se improduttiva. Quando il barese tocca il pallone Marassi rumoreggia come fosse in attesa di un prodigio come accade solo ai grandi del calcio, convinto che alla fine qualcosa succederà. Ed è così che andrà a finire. LA MAGIA - Fuori Bellucci per un guaio al ginocchio, la Samp si affida a una torre di ruolo come Bonazzoli. Cambiare il partner d'attacco non muta l'apporto di Cassano, che in campo è uno spasso: prima scherza con Vieira toccandogli il fondo schiena, poi riceve i complimenti di Cassano per il suo fair play e infine fa quello che tutti si aspettano da lui. La magia. Il buco di Materazzi apre il campo al barese, servito da Sammarco. Il tocco di classe sotto l'incrocio è sublime. Il messaggio ai tifosi in delirio (due indici che indicano il campo verso il basso, come a dire "Io da qui non andrà via") sono invece il manifesto di un amore consolidato. CRESPO DI RABBIA - Il risveglio dal sogno di ribaltare il carro armato nerazzurro s'infrange al 31', quando l'asse Stankovic-Crespo esprime il massimo della potenza: cross teso da sinistra e incornata di potenza pura dell'argentino. Acchiappato il pareggio, Mancini tira fuori dal campo Vieira, copia sbiadita del centrocampista che dominava il campo con la Juventus. Il francese, palesemente a corto di condizione, tradisce il suo nervosismo avvicinandosi alla panchina scalciando delle borracce. Mancini non si piega, di sicuro quello che preoccupa più il tecnico è l'ennesimo infortunio capitato a Stankovic, sostituito da Pelè (terzo portoghese su tre cambi spesi dal tecnico). Un altro piccolo imprevisto nella marcia di avvicinamento alla notte di Champions contro il Liverpool dell'11 marzo.
La Samp vince con Maggio
inserito da Add.stampa il 17 Feb 2008 Il barese è il protagonista della stracittadina che si decide all'87' grazie a un gol del vicentino dopo una giocata d'autore del fuoriclasse. Genoa in dieci dal 16' della ripresa per l'espulsione di Danilo Antonio Cassano esulta dopo il gol di Maggio. Ansa GENOVA, 17 febbraio 2008 - Antonio Cassano prende per mano la Sampdoria e conquista il suo primo derby della Lanterna, illuminando il pomeriggio con la sua classe. Sua l'azione che regala ai blucerchiati il vantaggio, confezionato da Maggio. Nulla da rimproverare però al Genoa che sfiora più volte il gol e deve fare i conti dal 16' della ripresa con l'espulsione di Danilo per doppia ammonizione. SUBITO DI VAIO - L'ottantesimo derby genovese aveva almeno un obiettivo: cancellare la sfida dell'andata, in cui le due squadre giocarono ad annullarsi per confezionare 90' di rara bruttezza. Il Genoa propone un 4-3-1-2, con Milanetto alle spalle di Di Vaio, ecco la sorpresa, e Borriello. Gasperini, insomma, rinuncia a Leon, rimandando il tridente ad altre occasioni. Rinuncia anche a Bovo, facendo scalare Konko in difesa. Mazzarri invece conferma tutto: il suo solido 3-5-2, con Cassano in attacco al fianco di Bellucci. PIU' GENOA - L'avvio della gara è fulminante. Prima Maggio regala una bella giocata, con cross basso neutralizzato da Rubinho, poi nel contropiede Castellazzi compie un miracolo, deviando in angolo un colpo di testa di Di Vaio. Ma quei 60 secondi restano l'unica nota piacevole del primo tempo, eccezion fatta per la grande giocata di Cassano al 27' che, dopo una magia, fa filtrare per Maggio, anticipato dall'uscita di Rubinho. Ben poco, tutto sommato, per un derby che si rispetti. Brioso sì, ma povero di idee. Il Genoa spinge di più, pressa, fa movimento; la Sampdoria si difende con ordine, per poi ripartire. CASSANO IN CATTEDRA - Meglio la ripresa, con i blucerchiati molto più propositivi e un Cassano illuminante, anche se è Figueroa, subentrato a Di Vaio, a sfiorare con un colpo di testa. Cassano, si diceva, gioca a singhiozzo, ma sa anche sacrificarsi in difesa e in fase di interdizione, senza dimenticare le straordinarie palle confezionate per Maggio che non capitalizza i colpi di genio del barese. A dare un mano alla Samp ci pensa però Danilo che raccoglie la seconda ammonizione, per un fallo su Maggio, e viene espulso. Defezione che obbliga Gasperini a mischiare le carte. Entrano Bovo e Lucarelli per Marco Rossi e Milanetto. Due cambi che regalano più equilibrio al Genoa che sfiora due volte il gol nonostante l'inferiorità numerica. A salire in cattedra è Castellazzi con una parata strepitosa sul colpo di testa di Lucarelli. Ma sia rossoblù che blucerchiati vogliono vincere. L'uomo in più della Samp incide, ma è destino che oggi Maggio non riesca a trasformare in oro le cose più semplici. Merito del Genoa che si difende senza perdere la testa e riparte mettendo in crisi la difesa avversaria. Ma i blucerchiati hanno il passo in più e finalmente Maggio riesce a materializzare il sogno battendo Rubinho che aveva respinto il tiro precedente, complice una deviazione di Lucarelli. Ma la magia è ancora di Cassano che irrompe sulla linea di fondo, addomestica la difesa del Genoa e innesca Maggio che questa volta non può sbagliare.
Derby alla Samp
inserito da Add.stampa il 17 Feb 2008 Cassano straordinario.
Samp, Napoli affondato in 5\'
inserito da Add.stampa il 11 Feb 2008 Dopo un primo tempo opaco, i padroni di casa cambiano passo nella ripresa e trovano il 2-0 al 31' e al 36' con Delvecchio e Franceschini. Gara nervosa, ben controllata da Giannoccaro sotto gli occhi di Collina Maggio contro Mannini. Ap GENOVA, 10 febbraio 2008 - Sotto gli occhi di Collina, Giannoccaro tiene in pugno una gara nervosa e spigolosa, che Samp e Napoli scrollano dallo 0-0 solo al 31' della ripresa: Delvecchio realizza di testa il suo primo gol della stagione, al 36' Franceschini sfrutta un assist dello stesso Delvecchio e chiude il match. Per i padroni di casa è la settima vittoria interna, la terza consecutiva, per i partenopei il settimo k.o. fuori casa. E intanto la Samp è al settimo posto. PRIMO TEMPO DA SBADIGLI - Bellucci-Cassano contro Lavezzi-Zalayeta, all'interno di due squadre speculari, 3-5-2 contro 3-5-2. Ma la suggestione più o meno si ferma qui, per il resto è molta aggressività, grande noia, poco gioco e pochissime occasioni. Insomma, il match di Marassi delude, bloccato fra opposti nervosismi e scarsa vena dei solisti dai quali ci si aspetta sempre qualcosa di più, Cassano e Hamsik su tutti. La tensione blocca forse anche le idee, mentre le difese sono attentissime a non lasciare spifferi: chiunque provi a spingere viene rispedito al mittente, in un flipper lento e spesso interrotto dai fischi arbitrali. Due sole le occasioni da gol, ed entrambe di marca doriana: al 20' Maggio prova la conclusione angolata, Gianello tocca di piede e Blasi salva sulla linea; al 43' ancora il vice-Iezzo dice di no a Cassano. Per contro il Napoli ha premuto di più e tenuto il pallino a centrocampo, ma Castellazzi non è mai stato chiamato in causa. RIPRESA VIVACE - E' la Samp che cerca di stringere i tempi: prima alza il ritmo, poi innesca Cassano con più continuità, quindi arriva dalle parte di Gianello con più convinzione. E così i padroni di casa potrebbero passare al 9' con l'ex barese, che tocca male però su un bel suggerimento di Palombo. Poi è Sala a sfiorare lo specchio due volte in due minuti, ma la mira è sbagliata. Nel Napoli sembra essersi rotto qualcosa, la Samp cambia passo e testa: ora domina la gara, dettando i tempi e tenendo saldamente l'iniziativa. Maggio e Pieri spingono sulle fasce, il Napoli fatica a contenerli e a ripartire, e quando anche si ripropone non riesce ad arrivare dalle parti di Castellazzi. Finchè la gara si sblocca, anzi si apre e si chiude nel giro di 5': al 31' Bellucci colpisce una traversa e Delvecchio è pronto a ribadire in rete di testa, al 36' Franceschini sfrutta un assist di petto dello stesso centrocampista e infila il 2-0. E domenica prossima c'è il derby, la Samp è pronta.
\"Abbiamo raccolto quanto seminato\"
inserito da Add.stampa il 11 Feb 2008
10 febbraio 2008 - "
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